LE NON PAGELLE di MADRING 2026

Da quando scrivo queste “non-pagelle”, con lo scopo di valutare il comportamento dei piloti GP per GP, solitamente mi trovo in difficoltà soltanto a Montecarlo, circuito nel quale l’ipertrofia che da qualche anno affligge (per necessità sacrosante legate alla sicurezza) le vetture di Formula 1, dà origine ad un noioso trenino che assomiglia più ad una parata di simpatici buontemponi che ad una gara. In quelle circostanze la gara si decide durante le qualifiche ed eventualmente con qualche scaramuccia alla prima curva.

Il Madring è un circuito di 5.5 km, pseudo-cittadino ma velocissimo, pensato con buone intenzioni ma che alla prova dei fatti si è rivelato un Montecarlo-2.

Buone intenzioni? Sì, perché il layout propone diverse situazioni tecniche che sfidano i piloti in modo piuttosto probante. Il lungo semi-rettilineo che parte da curva 3 (dalla 2 in realtà) esita in un difficile raccordo tra la chiusura della larga curva 4 e la chicane 5-6 che costringe i piloti a controllare la vettura in frenata e, al contempo, ad una difficile impostazione della curva successiva. Il passaggio tra curva 9 e il bel curvone sopraelevato denominato “Monumental” è anch’esso costellato di frenate con impostazione della curva. Genè e Bobbi, in telecronaca, hanno giustamente più volte citato la frenata in combinata: frenare e curvare al tempo stesso è una delle più difficili combinazioni la cui tecnica di controllo si impara sin dai go-kart ma che rimane difficile ad ogni livello. La Monumental stessa, molto affascinante, offre anche il tema più tecnico legato al… monumentale stress delle gomme che è stato gestito in vario modo dai piloti e dalle squadre; qui Ferrari e McLaren se la cavavano egregiamente, con un telaio (e probabilmente anche un assetto) molto rigido che riusciva a trasmettere la giusta energia alle gomme senza, evidentemente, stressarle tanto quanto accadeva a RBR e Mercedes con quest’ultima che a causa di ciò ha deciso di andare in risparmio energia proprio in quel tratto. Meno interessante tutta la parte di raccordo tra quest’ultima curva e il traguardo in cui di fatto ci sono tre stop-and-start (13-16-20) che nelle intenzioni di chi ha ideato il layout avrebbero potuto rappresentare punti in cui le vetture potevano duellare ma che di fatto, con l’uso dell’elettrico, non hanno posto particolari problemi. Infine, il rettilineo principale si è rivelato troppo corto per permettere sorpassi in staccata.

La corsa, in particolare, ci ha dimostrato che si tratta di uno di quei circuiti in cui quando corri in solitaria ti diverti (un po’ come in Qatar) ma quando sei in bagarre ti annoi perché non c’è alcun punto che si presta a tentativi di sorpasso. L’impossibilità di provare il sorpasso è determinata anche dai muri che delimitano la pista: non vedere vie di fuga è un bell’incentivo a starsene buoni buoni ad aspettare la fermata ai box, no? La dimostrazione, per converso, sta proprio nel fatto che l’unico sorpasso che ho visto (esclusa la partenza) è stato proprio in curva 1 con Piastri a gomme fresche su Gasly a gomme vecchie… D’altra parte lo spazio per il taglio ha creato quel minimo di confusione in partenza che ha determinato, tranne che per Norris, il risultato finale della gara.

In questo contesto come si fa a giudicare i piloti?

Il “non” delle non-pagelle dovrà giocoforza tenere conto della delusione rappresentata dalle considerazioni di cui sopra. La gara è stata incredibilmente noiosa perché diversamente dalle aspettative non c’era neanche la tensione strategica a tenerci attaccati alla tabella dei tempi. L’unica alea che più volte (quorum ego) era stata paventata era l’eventualità di incidenti che avrebbero finito per rimescolare le carte e dare un po’ di interesse ma, come ha già giustamente scritto il Bastian Contrario nel suo articolo, desiderarla sarebbe stato da miserabili.

Quindi?

Quindi il voto si distribuisce in parti uguali, con un bel 8 a tutti i piloti perché non hanno commesso errori marchiani e si sono destreggiati benissimo tra i muri madrileni e che… non hanno permesso a Leclerc di vincere (o quantomeno provarci) la gara.

Per il resto, spero non me ne vogliate, mi limito ad alcune note.

La prima proprio per Leclerc, che nel suo interminabile stint (solo Gasly ha fatto più giri di lui con le bianche messe in partenza) si è comportato in modo egregio. Me lo sono immaginato per tutta la gara a proferire macumbe in tutte le lingue perché si creassero le condizioni per una SC o addirittura per una bandiera rossa (con quest’ultima la vittoria sarebbe stata nelle sue mani) ma non c’è stato verso. Velocissimo, costante, preciso: che disdetta non vederlo partire dalla pole position!

Abbiamo poi il vincitore, Andrea Kimi Antonelli da Casalecchio, superbo nel gestire la situazione in cui si è fortunosamente ritrovato dopo il disastro di Norris per colpa della VSC. Fortunato? Sì, ma solo se usiamo questo aggettivo quale mera qualificazione colloquiale, perché quel che è da rilevare è che lui era lì, il che è un merito che trascende ogni considerazione di natura scaramantica. In particolare, è stato bravissimo a non commettere errori anche quando ha dovuto gestire i 2.5 secondi che il muretto gli ha chiesto di mantenere da Leclerc: situazione non facile ma credo che in venti e più giri abbia sgarrato al massimo di 4 decimi. Fenomenale! Quell’8 di cui sopra vale forse qualche virgola in più per i giovanissimi in griglia che ci si aspetta più proni all’errore in un circuito stile Indy come questo. Bene, benissimo. Avanza ancora nel mondiale, il distacco che ha accumulato sul più diretto inseguitore (Russell) ha assunto una proporzione tale che ormai solo una buona dose di gesti apotropaici può rappresentarne adeguatamente la descrizione.

Landino nostro è quello che nelle cronache sportive di una volta si descriveva come “vincitore morale”. La velocità in qualifica ha fatto strabuzzare gli occhi e anche in gara, dopo l’ottima partenza, sembrava imprendibile per chiunque. Non dimentichiamo che la prima metà di gara è sempre stata il tallone d’Achille del nostro eroe per cui se già in quel frangente era di gran lunga il più veloce in pista figuriamoci nel finale. Finale in cui nonostante la sua superiorità nulla ha potuto fare contro Max che a fine gara ha dichiarato con la sua consueta nonchalance un po’ gretta che bastava stare in mezzo alla carreggiata per non essere superati. Ad ogni modo, la doppia chiamata della VSC (per lui improvvida: deleterio sia l’inizio che il VSC ending) si è rivelata disastrosa. Senza dimenticare il pit stop andato malissimo, con almeno 5 secondi persi per una gomma che non si trovava. Poco male, perché il podio è comunque arrivato e la McLaren ha dimostrato nuovamente di esserci: con Norris, visto che Piastri è disperso, può rappresentare un fattore di non poco conto in questo finale di stagione.

Russell ancora una volta è parso penalizzato da una strategia poco coraggiosa ma c’è da dire che se l’è un po’ cercata facendo un Q3 ben al di sotto delle possibilità della vettura.

Mi è spiaciuto non vedere Hamilton potersela giocare in pista più che altro per poter valutare la (eventuale) differenza di prestazioni tra le due monoposto di Maranello: lui aveva l’ADUO2 mentre a Leclerc è stato rimesso l’ADUO1 (per non meglio precisate ragioni di affidabilità). Come sarebbe andato? difficile da dire.

Il pasticcio in partenza che ha costretto Max a cedere posizioni dopo tre giri non è stato gestito benissimo, a mio modesto parere. Con Antonelli che aveva tagliato ben due chicane, con Norris imprendibile e Hamilton che già si sbracciava dicendo che i freni non funzionavano – una situazione decisamente incerta sotto il profilo delle possibili penalità – io l’avrei lasciato lì ancora per un po’, facendo macerare i commissari nell’indecisione. Del resto a me è parso che il suo taglio sia stato forzato più che cercato: la macchina di Lewis stava effettivamente puntando la sua dopo il violento taglio sul cordolo; può anche darsi che Max abbia furbescamente approfittato della situazione ma da lì a comminare una penalità, a mio avviso, ce ne passava. Parecchio. Non credo che nel risultato finale sarebbe cambiato alcunché (posto che il problema di Norris si sarebbe presentato comunque), ma mi sarebbe piaciuto vedere Max giocarsela al massimo delle sue possibilità..

Piastri si è preso mezzo secondo da Norris in qualifica e anche di più come ritmo in gara. Pure con la scusante della bagarre nell’ultimo terzo di corsa, il minuto e mezzo incassato da Norris al traguardo pesa come un macigno. Peccato, perché dopo il GP decente corso a Monza me lo aspettavo decisamente più pimpante

Anche Lawson mi ha deluso: dopo due buone gare qui si è un po’ perso e il buon sesto posto finale non cancella il deludente ritmo che ha tenuto in gara.

Chi può esultare è Franco Colapinto che sorprende con una qualifica monstre e un’ottima gara, soprattutto se consideriamo che questo era il peggior circuito possibile per la Alpine e forse anche per lui: con tutti quei muri un paio d’anni fa sarebbe stato il primo sospettato in caso di SC. Bene così.

Col fatto che Antonelli sta facendo faville ci dimentichiamo troppo spesso di omaggiare l’ancora più imberbe Arvid Lindblad che si porta a casa un nono posto che vale tantissimo in una pista così difficile per un rookie e che sta conducendo una stagione a mio parere eccezionale, fino ad ora. Se continua così non escludo che tra qualche anno (quando scadranno i contratti degli “invecchiati” Max e Charles) la lotta al vertice sarà un affare tra lui e Antonelli. Bravo!

Potrà giocarsela anche Bortoleto? Talento ha dimostrato di averne ma vedo e constato che il vecchio Hulk da diversi GP, anzi praticamente da inizio stagione, lo sta mettendo se non sotto almeno sotto tiro. La sensazione è che tra i giovini virgulti lui sia quello un po’ più in difficoltà. Per converso Hulk, insieme agli altri due vecchietti del circus, Alonso ed Hamilton, sorprende per l’adattamento a questa generazione di vetture dal motore così particolare e anche a Madrid è stato più veloce, soprattutto in gara, del giovane brasiliano. Staremo a vedere.

Sorprendentemente bene Ocon ma per me è sempre sorprendente quando va bene visto che dire che non stravedo per lui è un eufemismo.

Gasly, dopo l’exploit di Monza, torna nei ranghi e come Leclerc prova a giocarsela fino alla fine ma l’apparizione miracolosa della SC non si è manifestata…

Tsunoda un passo indietro.

Male le Williams con Sainz che litiga con Alonso proprio nel circuito di cui è stato sostenitore (interessatissimo ovviamente) della prima ora.

Tornano “indietrissimo” le AM e le Cadillac ancora di più ma c’era da aspettarselo su questo circuito nuovo. Mi sorprende Cadillac che ormai, giunti a questo punto della stagione, dovrebbe dare qualche segnale più incoraggiante e invece…

Ci vediamo a Baku!