BASTIAN CONTRARIO (XV): Rivoluzione francese

Il GP di Azerbaigian, svoltosi domenica scorsa, ha ben poco di cui parlare visto le condizioni in cui è stato affrontato e con ciò, non mi riferisco a particolari condizioni meteo avverse oppure perché la pista azera era impraticabile, bensì perché il suddetto circuito era cucito su misura sulla W-17 del team di Toto e, in assenza di un improvvido Antonelli, ci ha pensato Russell a ricordare a tutti chi è comanda attualmente in F1. Insomma se non c’è l’italiano, ci pensa l’alfiere inglese della Mercedes a mettere tutti d’accordo (si fa per dire) su cosa sia oggigiorno la F1. Ad essere sinceri sono felice della prestazione di Russell il quale conferma un fatto che molti hanno dimenticato, fosse solo per le prestazioni monstre date dal ragazzino italiano, cioè che il pilota inglese non è una pippa e, non lo è mai stato, se mai è un top driver che quando sente la macchina sa fin troppo bene il fatto suo. Tutto questo solo per sottolineare l’enorme lavoro svolto da Kimi sino ad ora. Troppo comodo affermare che l’italiano sia favorito dal team o altre sciocchezze del genere, se mai siamo di fronte ad una realtà che è quella che la nostra Nazione ha sfornato un vero e proprio prodigio perché statene certi, senza Antonelli in squadra, quello mostrato domenica scorsa da Russell lo avremmo visto praticamente ad ogni GP. I miei elogi ad ogni modo si fermano qui, perché Russel con la sua W-17, ha mostrato tutti i limiti di questo insulto di regolamento che ci tocca sorbire fino alla fine dell’anno, sperando che i correttivi che hanno apportato per l’anno prossimo, riescano a calmierare questo divario imbarazzante con il resto del mondo. Ciò che imbarazza ed innervosisce veramente è vedere un Verstappen, che martella come un dannato e, l’unico motivo che gli ha impedito di attaccare chi aveva davanti, non ultimo proprio Russell nel finale di gara, non era per mancanza di estro bensì per totale inefficienza del suo pacco batterie, che evidentemente non riusciva a tenere il passo della W-17 di Russell. Sebbene il GP era già morto in meno di quindici giri, facendo addirittura rimpiangere il Madring (sigh!), ci pensa Albon a ravvivare il tutto facendo entrare una provvida Safety Car, per destare tutti dal torpore di una vittoria già scritta al sabato (otto decimi di vantaggio dal secondo classificato in qualifica… ri sigh!). Eppure questo è stato l’insulto al danno, visto che il campione olandese rimaneva costantemente ad un secondo di distacco, dopo la ripartenza, nonostante desse l’anima ad ogni curva. All’insulto viene aggiunto lo scherno, visto e considerato che l’account social della F1 si è vantato della bellissima lotta che c’è stata tra i due rivali e, soprattutto della differenza di distacco con cui si sono presentati al traguardo. Questa è l’odierna F1: un monolite sportivo in cui vuole e pretende che tutti i gli appassionati che la seguono, sia dei beoti che non devono pensare. Affermo ciò visto e considerato che l’unico motivo per il quale i due piloti sono arrivati cosi vicino, è stato grazie alle bandiere gialle sventolate nel finale, bandiere che di fatto nessuno ha rispettato. Assolutamente vergognoso.

Molti di voi, che vi state prendendo il disturbo di leggere queste righe, vi starete chiedendo il perché del titolo di questo articolo. Ebbene il motivo è presto detto, visto che a far parlare del weekend azero manco a dirlo, è stata Ferrari e, soprattutto Horner con le sue dichiarazioni dirompenti. Che lo si voglia o meno, in seno alla Scuderia, sta avvenendo una vera e propria rivoluzione francese questo sia per il clamore che ne potrebbe seguire (proprio come tre secoli fa) e, sia perché questa rivoluzione riguarda proprio la parte francese della squadra. Non sto a ripetere ciò che ha detto Horner, perché ormai anche i muri conoscono le sue parole, bensì preferirei soffermarmi ad analizzare gli aspetti delle parole dell’ex Red Bull e, di cosa ne potrebbe seguire. Inutile dire che siamo totalmente nel campo delle ipotesi e della fantasia.

Più volte mi sono ritrovato a scrivere che uno come Horner in Ferrari non sarebbe mai potuto venire, perché un professionista come lui non avrebbe mai accettato di svolgere il ruolo di “semplice dipendente”, se mai la sua aspirazione era proprio quella di assurgere ad un ruolo manageriale, proprio come il suo odiato collega Wolff. In una squadra come Ferrari, a maggior ragione, questo è praticamente impossibile ed infatti non è un segreto che Newey non è stato preso proprio per questo motivo (le giustificazioni che hanno motivato il suo mancato arruolamento le lasciamo agli ingenui), ed appunto Stroll sr. se lo è accaparrato proprio pagandolo in azioni. Di fatto cosa ti tira fuori dal cilindro mr. Horner? Smentendomi clamorosamente, è vero che ribadisce la sua aspirazione manageriale solo che (c’è sempre il trucco) se proprio deve fare un’eccezione, lo farebbe solo per “il gigante addormentato” Ferrari. Le sue parole sono una vera bomba pronta ad iniziare una rivoluzione francese senza precedenti. Ciò che mi ha colpito delle sue dichiarazioni non si ferma alla proposta d’amore nei riguardi di Maranello, bensì egli è andato oltre, visto che ha parlato di conti in sospeso con Toto Wolff… spettacolo! Fino al luglio del 2025 in F1 esistevano due grandi squali, che erano nella persona di Wolff e Horner. Fatto fuori il secondo, il primo ha aperto nel paddock la sua personale tonnara dove fa il cattivo ed il bel tempo e, l’essersi visto assegnare l’ADUO perché il motore endotermico più potente è proprio quello Red Bull Ford (voluto fortemente proprio da Horner tra l’altro!), ne è una plastica dimostrazione. Cosa si cela dietro la rivoluzione francese che Horner ha innescato con le sue dichiarazioni? Il mio pensiero è duplice a riguardo e, naturalmente lo condivido con voi tutti.

1 Horner ha sparato a zero per mero interesse personale, strumentalizzando la critica situazione della Rossa per mettere pressione ad una eventuale squadra con la quale è in trattativa, in maniera tale da poterla convincere il prima possibile. Non è un mistero che voleva scalare l’Alpine infatti. Addirittura sui social si parla anche che queste parole siano state usate per poter cosi promuovere il suo libro di prossima uscita.

2 Horner vuole tornare a tutti i costi in F1, perché di questo mondo egli vive e, se proprio deve fare il botto come si suol dire, allora lo vuole fare in grande stile accasandosi a Maranello. Qui ritornano le sue parole su Toto e, sul ruolo di protagonista e di chi comanda in F1: l’unica squadra che gli consentirebbe di rivaleggiare con il suo “odiato” collega è proprio la Rossa, unico gigante (addormentato) che può rivaleggiare contro Mercedes. Il fatto che egli voglia fare “il semplice dipendente”, è sintomatico della volontà che ci sia da parte sua, nel rimettersi in gioco in quel mare governato da un unico squalo che ora detta legge. Ammesso che Horner arrivi a Maranello, dando quindi per scontato che per Vasseur sia già iniziato il deprofundis, quali dovrebbero essere le sue condizioni di ingaggio? Mi pare evidente che se il Team Principal inglese dovesse limitarsi a rilevare il suo collega francese, rimanendo alle attuali condizioni operative, allora egli avrà già il destino segnato perché sarà solo questione di tempo e, farà la stessa fine di tutti i suoi predecessori. Mi sembra scontato che se mai Horner dovesse accasarsi in Italia, ciò dovrebbe avvenire solamente a due condizioni, ovvero avere carta bianca e, naturalmente un portafogli (del Presidente) sempre aperto. Non avrebbe senso che Chris arrivasse al posto di Vasseur a condizioni diverse. Da qui l’eterna domanda: Ferrari ha voglia di vincere veramente? Perché questo quesito che potrebbe essere nel contempo banale e scontato, alla luce di quello che stiamo vivendo da così tanto tempo inutile non è. Elkann e, naturalmente Vigna, avranno intenzione di cedere il loro potere (perché di questo si parla e nient’altro) e farsi da parte, in modo da permettere di costruire qualcosa di veramente solido? Esistono altre condizioni affinché il vincente ex Team Principal bibitaro possa arrivare a Maranello? Non credo e, se la storia insegna qualcosa, si arriverà immediatamente alla conclusione che se veramente si vogliono cambiare le cose a Maranello, è necessario prepararsi ad una vera e propria rivoluzione francese dove nessuno sarà al sicuro. Perché inutile dirlo, se ad Horner venissero dati pieni poteri, innanzitutto bisognerà avere pazienza, come ogni volta che subentra un nuovo corso e, soprattutto nessuno sarebbe più al sicuro; compreso gli intoccabili.

Personalmente ritengo che allo stato attuale rimuovere Vasseur (questo lo affermo da detrattore del francese) sarebbe un errore madornale, perché quella che stiamo vedendo in questo sciagurato 2026 è la sua vera prima Ferrari e, nonostante abbiano cannato clamorosamente il motore, è pur vero che stanno correndo ai ripari in modo da tentare l’assalto l’anno prossimo. Ecco perché è importante che gli si dia una chance in modo da provarci l’anno venturo con un gruppo ormai consolidato. Va da se che il 2027 sarà l’anno della chiamata, l’anno del dentro o fuori in cui si dovrà lottare costantemente per ambo i titoli, in caso contrario allora ci saranno tutti i presupposti di cambiare e, naturalmente prepararsi per l’ennesimo cambio regolamentare, perché cambiare significa ricominciare d’accapo e, nessuno può pretendere tutto e subito dal nuovo arrivato; anche se si chiamasse Horner.

Siete pronti per una nuova rivoluzione francese? Maranello lo è?

Ps

Nel momento in cui pubblico questo articolo la Ferrari, nella persona di Maria Conti (Direttrice della comunicazione della Ferrari), fa sapere che tutta Maranello è con Vasseur e, la sua posizione non è in discussione. Bene che si faccia quadrato, in modo da spegnere ogni tipo di speculazione, male, molto male che queste comunicazioni non vengono effettuate per bocca del Presidente Elkann o, dell’amministratore delegato Vigna… meno male che volevano spegnere ogni tipo di speculazione!

Buon GP del Bahrein, in quel della Malesia, a tutti.

Vito Quaranta