Sessantatre punti in sei gare. Questo è il ruolino di marcia che Verstappen deve tenere per sperare nel titolo mondiale piloti. Sembra una cosa fattibile ma in realtà è molto più complicato e difficile di così e il primo a saperlo è proprio l’olandese.
Verstappen ci ha abituato in questi anni a rendere fattibile quello che non si pensava ma forse questa impresa è un pò troppo ardua anche per lui.
Diverse le cose a suo sfavore: in primis non avere la macchina più veloce del lotto e in secondo luogo i due papaya boys non gli regaleranno più tanti punti come successo nelle ultime gare, perchè anche alla stupidità c’è un limite.

Si arriva in una pista che ha sezioni pro Red Bull e altre pro McLaren con un vantaggio in più per i papaya boys: ad Austin la qualifica potrebbe non avere tutta questa importanza. Della serie, se anche Verstappen dovesse fare magie in qualifica, i due alfieri McLaren avrebbero tutte le armi per recuperare.
A rendere più difficile il compito per i primi della classe c’è la garetta Sprint al sabato, cosa che ridurrà il tempo per la messa a punto. Su un tracciato molto vario e lungo come quello texano potrebbe essere un problema non trovare in tempi brevi un assetto decente.
Come al solito, diciamo che i favori del pronostico vanno agli uomini di Woking e, al solito, in Red Bull si affideranno a san Max da Hasselt per cercare di recuperare più punti possibile.

Gli outsider sono al solito Ferrari e Mercedes ma in questo caso sembrano ancora più outsider del solito. In Ferrari ormai non vedono l’ora che finisca questa stagione che sta diventando fallimentare oltre ogni previsione. Il weekend di gara con un turno di libere in meno non è proprio il massimo per la Rossa, che dall’inizio dell’anno fa fatica ad ottimizzare il potenziale a disposizione.
Sarebbe davvero ironico se in questa occasione gli uomini di Maranello riuscissero a trovare la quadra con un turno di libere in meno. Potrebbe anche essere la fotografia che descrive bene la stagione del Cavallino, un qualcosa molto vicino alla farsa.
In Mercedes arrivano dal bel successo a Singapore ma, in teoria, il COTA non dovrebbe calzare a pennello della W16 che ha nella prima parte dello snake un bel tallone d’achille. A complicare le cose potrebbe esserci anche una gestione piuttosto ardua del degrado gomma su un tracciato da sempre molto impegnativo da questo punto di vista, fattore che in teoria dovrebbe essere a favore della Ferrari.
Tutte chiacchere che verranno spazzate dal responso della pista in un weekend in cui chi avrà qualcosa di importante da giocarsi dovrà mantenere nervi saldi e cercare di non fare errori. Immaginate se tra una settimana , alla vigilia del Gp del Messico, storicamente pista amica della Red Bull, Verstappen avesse ridotto ancora il suo distacco dal duo Piastri-Norris…

Intanto, a proposito di scenari immaginifici, si parla sempre più di un Chris Horner in Ferrari già dal 2026. Non so, dopo il licenziamento in tronco subito quest’anno non ce lo vedo Horner a rovinarsi per la seconda volta volontariamente la carriera. Si diceva prima che anche la stupidità ha un limite, ma quando si parla di Ferrari niente è impossibile.
*immagine in evidenza da circuitoftheamericas.com
Rocco Alessandro
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