VERSTAPPEN VINCE ANCORA IN TEXAS. LA MCLAREN ORA HA PAURA.

La garetta del sabato. Poco considerata, ma spesso foriera di soddisfazioni per chi guarda.

Soprattutto se si può gustare una spremuta di papaya con un po’ di kiwi. Sì, perchè questo è ciò che abbiamo visto in curva 1, quando Piastri si dimentica di essere nel mondo reale e chiude su Hulkenberg come se non ci fosse, e fa fuori se stesso e il compagno di squadra (sull’episodio ritornerò in uno dei PS). Per la soddisfazione di Verstappen, che vince la mini-contesa e accorcia di 8 punti l’enorme distacco che lo separa dai due alfieri della McLaren.

Dopodichè Max si becca pure la pole, davanti a Norris e Leclerc, con una SF-25 che in Texas sembra essersi un po’ svegliata. E Piastri si ritrova lontano.

Allo spegnimento dei semafori, Leclerc, unico a montare la gomma soft, parte divinamente e, con una traiettoria particolare in curva 1, supera Norris, che, pur partito meglio, non ci pensa lontanamente ad attaccare Max, il quale se ne va indisturbato.

Al giro 7, Sainz urta inspiegabilmente Antonelli spedendolo nella ghiaia. Per lo spagnolo la gara finisce lì, ed esce la virtual safety car.

Al giro 13 le gomme rosse di Leclerc sono finite. Norris è troppo prudente e non lo attacca con convinzione. Passeranno altri 8 giri prima che Lando riesca a superarlo, ma Verstappen è già a 10 secondi.

Al giro 22 Charles viene richiamato ai box. Con gomma nuova a mescola media, il ferrarista inizia a volare, e si riporta virtualmente davanti a Norris.

Al giro 31 si ferma Piastri per montare gomma soft. Al giro 33 è il turno di Norris, che infatti esce dietro a Leclerc.

Al giro 34 si ferma anche il leader.

Ora tutti i primi hanno gomma soft tranne Charles che ha gomma media. E, infatti, Norris lo raggiunge in fretta. Ma dopo averlo seguito per alcuni giri, la mescola più morbida si scalda troppo. E Lando deve lasciare momentaneamente perdere.

A 8 giri dalla fine, l’inglese si riporta negli scarichi del ferrarista. Al giro 51 ci prova in curva 1 ma Charles incrocia e gli ripassa davanti. Sul lungo rettilineo successivo, però, la manovra gli riesce e si prende definitivamente la seconda posizione.

Finisce così con Verstappen che vince anche la gara lunga, davanti a Norris, Leclerc, Hamilton, un anonimo Piastri e un altrettanto anonimo Russell. Seguono poi Tsunoda, al miglior risultato stagionale (!), Hulkenberg, Bearman e Alonso. 

Fra una sola settimana si va in Messico. Dove Max avrà l’occasione di accorciare ulteriormente le distanze. 

P.S. le papaya rules sono talmente ridicole che due persone capaci, equilibrate e coerenti come Zak Brown e Andrea Stella hanno dovuto andare davanti alle televisioni e accusare in modo anche offensivo Hulkenberg per l’incidente nella partenza della gara sprint.
Tutto questo per non dover dire la verità, e cioè che Piastri o è mentalmente devastato, oppure è un genio del male capace di combinare un disastro pur di fare fuori il suo compagno, visto che per lui è solo un vantaggio. Compagno che, sorprendentemente, si è allineato alla versione della squadra, anzichè fare quello che avrebbe fatto un vero campione, e cioè criticare pesantemente l’avversario per mettergli pressione.
Le accuse erano comunque talmente ridicole che Brown ha dovuto tornare davanti ai cronisti per dire che si era sbagliato, che Nico non aveva alcuna responsabilità.

P.S. 2 è comunque evidente che a Piastri sia venuto il braccino. Bisogna vedere quanto durerà, considerando che la rimonta di Verstappen ha dell’incredibile, e se continuerà con questo ritmo, con 5 gare lunghe e 2 corte a disposizione, il mondiale se lo scorda.

P.S 3 il simpatico Fred è talmente in difficoltà che si è dovuto scomodare pure il Presidente a difenderlo. Il che vuol dire, ovviamente, che stanno già pensando al sostituto.

P.S. 4 ma, comunque, il CEO è contento del risultato. Terzo e quarto posto. Per la Ferrari. Sottolineo.

P.S 5 qualcuno ha capito perchè la regia internazionale alla fine della gara abbia inquadrato Antonelli, tredicesimo, accompagnandolo fino alla bandiera a scacchi, anzichè mostrare l’arrivo degli altri concorrenti che gli stavano davanti, come usava fino a poco tempo fa?

P.S. 6 e, a proposito di Andrea, c’è da chiedersi cosa volesse fare Sainz quando l’ha buttato fuori strada

P.S. 7 Austin è un gran bel circuito.

P.S. 8 segnalo che mancano 4 mesi ai primi test con le nuove monoposto “agili” e stanno ancora discutendo il regolamento. L’ultima “perla” è la possibilità di viaggiare con le ali aperte sotto la pioggia e in regime di safety car e virtual safety car. Chissà quanti watt pensano di risparmiare, in questo modo.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1. com