IL PUNTO DELLA REDAZIONE

La settimana scorsa è stata non poco turbolenta, nonostante non ci siano state gare anzi, proprio a causa dell’ultimo GP svoltosi a Singapore, ci sono stati strascichi molto velenosi. Leggendo le notizie che si sono rincorse su tutti i protagonisti che appartengono al mondo Ferrari, mi viene da pensare dove vivano chi scrive e, chi le commenta in modo accalorato queste stesse notizie, che non portano altro che informazioni funeste. Apparentemente sembra che non si voglia accettare il fatto che la stagione in corso è andata, anzi non è mai decollata, cosi come ci si rifiuta di accettare il fatto che la SF-25 è una vettura sbagliata e quindi può terminare la stagione solo nel peggiore dei modi. Affermo questo perché, nelle notizie e nei commenti appunto, leggo ancora stupore quando invece ci dovrebbe essere una reale presa di coscienza della realtà come minimo, se non addirittura rassegnazione per come si concluderà il mondiale 2025 per la Beneamata. Allo stato attuale se LeClerc o Hamilton vogliono vincere un GP, per salvare la faccia alla loro Scuderia, si devono ritirare almeno cinque piloti (i due papaya, i due Mercedes e naturalmente Verstappen) e, non sono nemmeno sicuro che ci riuscirebbero visto e considerato gli ultimi exploit della Williams per mano di un rinato Sainz! La situazione a Maranello è davvero malandata e, le voci di questi ultimi sette giorni, non hanno fatto altro che contribuire ad aumentarne la pressione.

Cosa farà LeClerc l’anno prossimo? Perché una delle prime voci che sono state urlate, immediatamente dopo il GP di Singapore, è quella che vuole il monegasco fuori dalla Rossa se le cose non miglioreranno per il 2026. Viva Dio aggiungerei, visto e considerato che il monegasco avrebbe dovuto alzare la voce non ora, bensì già qualche anno fa. Indipendentemente dalle polemiche che sono nate, in merito al fatto che la squadra se la sia presa dopo aver sentito le critiche di Charles mosse proprio verso la macchina e quindi la squadra stessa, ritengo che al campione (mancato) della Ferrari non gli si possa dire nulla a riguardo e, dopo sette anni di bocconi amari ingollati ad ogni weekend di gara, il minimo che possa fare è proprio quella di spronare la squadra criticandola anche se necessario. Ripeto: il buon Charles avrebbe dovuto alzare la voce già anni fa e, il fatto che la sua stessa squadra si risenta di certe voci che lo riguardano, rientra in quel discorso di responsabilità che appartiene al monegasco e che gli ho sempre imputato, visto e considerato che egli stesso ha abituato il suo team in questo modo, anzi prendendosi le colpe anche quando non erano le sue, arrivando ad autoflagellarsi dinnanzi ai microfoni dei giornalisti. L’anno prossimo tutto cambierà e, se Ferrari non sarà all’altezza del compito assegnatogli, LeClerc giustamente dovrà guardarsi intorno perché gli anni passano per tutti e, sebbene il monegasco è nel pieno della sua maturità agonistica e di forma fisica, prima o poi questa magia finirà. L’anno prossimo chi centrerà il nuovo regolamento, vivrà per almeno un paio d’anni di inerzia sul vantaggio che avrà acquisito, di contro chi invece cannerà tutto starà naturalmente ad inseguire e, LeClerc a quel punto non potrà permettersi più il lusso di aspettare che il sogno si realizzi, fidandosi delle parole e delle mille promesse di chi comanda la squadra. In tal senso il mercato piloti, in ottica 2027, sarà molto interessante. Di certo ad un pilota come il monegasco le richieste sulla scrivania del suo manager (Todt jr) non mancano, quindi dipende solo dalla sua squadra se egli rimarrà o meno.

Di sicuro chi si gioca il posto l’anno prossimo è Vasseur, anzi se devo dirla tutta, le voci urlanti dell’ultima settimana lo vogliono già sostituito da Horner, con buona pace della stabilità e tutto quello che ne consegue. Aver rinnovato il rubicondo francese è stata cosa buona e giusta e, questo lo affermo anche se non sono un suo estimatore. Farlo fuori all’alba di un nuovo ciclo regolamentare sarebbe stato un autentico suicidio (proprio come lo è stato quello di smantellare la suddetta squadra all’inizio di questo ciclo regolamentare!), ed allora si che il già fragile castello di carta sarebbe definitivamente crollato. Parlare di Horner immediatamente dopo le deludenti prestazioni di Singapore, non ha senso proprio in virtù di quanto detto all’inizio di questo scritto: chi si aspetta un miglioramento da questa squadra in questo momento, evidentemente non ha capito come funziona l’ambiente. Vasseur da qui ad Abu Dhabi dirà sempre le stesse cose e cioè, che il venerdì siamo da mondiale e, la domenica invece che deve essere estratto il potenziale. Due sono le responsabilità che gli pendono sul collo, una di questa è il tipo di comunicazione che sta utilizzando perché arrivati a questo punto basterebbe dire la verità e, la seconda riflette direttamente la mentalità che vige attualmente a Maranello e cioè gli sviluppi. Infatti non solo l’aggiornamento apportato alla sospensione posteriore non ha aggiunto e tolto nulla, addirittura ora la Beneamata viene presa in contropiede da Red Bull e soprattutto Mercedes perché loro hanno continuato a concentrare i loro sforzi sull’aeroelasticità delle ali. Mentre Ferrari abbandonava completamente lo sviluppo dell’attuale monoposto, perché ha preferito concentrare tutte le risorse sulla vettura dell’anno prossimo (peccato che poi nel contempo Vasseur ci parla di potenziale da ricercare), i suoi rivali più diretti hanno continuato a sviluppare le loro monoposto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: infatti Mercedes ha ritrovato competitività proprio continuando ad investire nella flessibilità dell’ala anteriore e, non è un caso che con una macchina più stabile stiamo rivedendo il Kimi di inizio mondiale, quello pre Barcellona, dove appunto è stata istituita la direttiva “castra flessibilità” ed infatti ora AMG, ha superato la Rossa nei Costruttori facendole perdere “l’obiettivo minimo” (sigh!). Oltre a Mercedes poi c’è anche Red Bull naturalmente, la quale ha continuato a sviluppare sia per avere conferma sulla correlazione dei dati e sia perché, a differenza dell’attuale Rossa, loro hanno una mentalità racer pura e dura e, con uno come Max a bordo, una possibilità di lottare per il mondiale piloti gliela daranno fino a quando la matematica gli darà ragione. Questa mentalità li ha portati ad un tiro di schioppo proprio dalla  stessa Rossa la quale, è solo questione di tempo, perderà anche il terzo posto nella classifica marche e, buona notte ai suonatori e all’obiettivo minimo. Horner? Spiacenti signori, attualmente il vero problema della Rossa non sono gli uomini che ci sono o quelli che dovrebbero esserci, bensì chi comanda davvero.

Questo mi porta alle ultime voci polemiche di questa settimana scatenatesi dopo le dichiarazioni di Elknn e Vigna profferite al Capital Markets Day: i due super manager hanno parlato come se stessero facendo un comizio elettorale, dove hanno fatto per l’ennesima volta promesse e, addirittura si sono presi impegni elettorali, pardon, coi tifosi in merito al futuro. Vi evito le dichiarazioni dei suddetti, ciò che mi preme sottolineare è che la quotazione in borsa di Ferrari è crollata dopo che i due manager hanno rivelato il loro piano per Ferrari fino al 2030! Come ho detto e, ripeto da sempre, il vero problema della Rossa è la dirigenza quindi o cambia quest’ultima o cambiano mentalità, da qui non si scappa come si suol dire. Continuare a raccontarsela serve solo a guadagnare del tempo (che ormai è agli sgoccioli) e, a nascondere la testa sotto la sabbia. Sarà proprio questa perdita di capitale a far cambiare le cose?

Buon GP di Austin a tutti.

Vito Quaranta