Finite le vacanze estive tutti in pista per l’ultima volta a Zandvoort. Non ci mancherà il tracciato…o forse si… ma lo potremo dire solo dopo aver visto il Madring.
Vista l’astinenza di 3 settimane l’organizzazione riavvia le danze con la scorpacciata che comprende anche la tanto amata Sprint Race,
Ma andiamo per gradi.
Qualifica sprint
A sorpresa, arrivava da un discreto periodo di torpore, la pole sprint va a George Russell su Mercedes. In un soffio di vento ci sono (meno di un decimo) anche Norris e Leclerc.
Il leader del Mondiale Antonelli rovina la sua qualifica già nel Q1 grazie ad un uscita sulla ghiaia che gli fa perdere confidenza e qualche punto di carico. Gli è toccato partire quinto dietro a Piastri ma davanti al Verstappen ed Hamilton decisamente opachi. Se per l’olandese può valere la scusante del fattore monoposto lo stesso non è per l’inglese vista la brillantezza del suo compagno di squadra. Ottimo Lindblad che caccia fuori dai dieci il suo compagno Lawson prestato alla RBR vista l’indisponibilità di Hadjar per infortunio.
Terribili ed incommentabili le prestazioni delle Aston che finiscono per rendere merito a quelle indecenti della Cadillac e della Williams.
Gara sprint
Alle 12 del sabato parte la gara sprint. A parte Antonelli che guadagna una posizione ai danni di Piastri nel corso del primo giro, i piloti mantengono le posizioni con Russell che comanda sin dalla prima curva.
Il pinnacolo del Motorsport diventa il pinnacolo delle ferrovie per 19 noiosissimi giri in cui nessuno fa niente se non respirare i gas di scarico di chi lo precede.
Poi Leclerc decide di salvare la faccia di LM e porta a termine alla Tarzan l’unico sorpasso della giornata ai danni di Norris.
A parte ciò tutti gli altri finiscono come sono partiti, rigorosamente uno dietro l’altro come le carovane di auto che partono dalla Chiesa ed arrivano al ristorante per il banchetto del matrimonio.
E’ inevitabile che su una pista del genere nessuno prenda rischi a sorpassare quando hai le qualifiche dopo 3 ore e non vuoi rovinare l’auto.. che senso ha farlo per un solo punto in più a posizione/sorpasso?
Ma ci devo arrivare io che dalla F1 non ricavo nemmeno un euro?
Anche la pioggia ha voluto fare un dispetto. Qualche goccia è cominciata ad apparire negli ultimi 20 secondi di gara. Troppo tardi per sparigliare le carte.
La peggior sprint race della storia.. e già le altre..
QUALIFICHE
Seconda pole (consecutiva) appannaggio di Lando Norris con la McLaren in una sessione sfiorata nel finale dall’arrivo della pioggia negli ultimi secondi, esattamente come per la Sprint.
A fianco a lui Russell seguito da Antonelli con Piastri a completare le prime due file tutte motorizzate Mercedes.
Sessione amara per le Ferrari che conquistano solo la terza fila (davanti Hamilton) essendo stati gli unici a portare a termine due giri di preparazione nonostante il tempo minacciasse di scaricare acqua da un momento all’altro. La rigidità delle procedure potrebbe aver precluso ai Rossi una partenza migliore su una pista difficile per i sorpassi come quella olandese. Solo settimo il “padrone di casa” Max Verstappen nonostante il “miglior motore” dietro la schiena.
GARA
Ad agitare gli animi ci pensa una lieve pioggerella che durante i preparativi bagna la pista olandese facendo uscire dai box tutti con gomme intermedie. Pochi minuti soltanto che non impediscono di partire su gomme slick comunque visto che la pista è solo umida in qualche tratto.
Antonelli parte meglio del compagno e guadagna una posizione come Leclerc ai danni di Hamilton. Ma alla fine del primo giro scatta la bandiera rossa. Max Verstappen la manda nel muro all’uscita della parabolica salutando la compagnia senza aver percorso nemmeno un giro.
Alla ripartenza Bearman rompe provocando un ulteriore formation lap.
Dopo una buona mezz’ora finalmente la corsa parte davvero ed il nostro Antonelli, che aveva preso già una posizione nella precedente, beffa alla prima Tarzan Norris mettendosi davanti a tutti. Male questa volta Leclerc che con gomma rossa nuova si fa beffare all’esterno da Piastri su gomme bianche.
Antonelli e Norris prendono un pò di vantaggio sugli altri senza nessun sussulto sino a quando non comincia il valzer dei pit stop e delle varie virtual.
I vari Russell, Leclerc, Piastri ed Hamilton si scambiano posizioni in funzione del momento del pit e delle gomme montate. Nell’ultima parte di gara Norris si trova davanti a Russell (che aveva fatto un pit in meno durante una delle diverse virtual) con gomme stanche che obbedisce all’ordine di scuderia e lascia la posizione ad Antonelli in rimonta ed incalzato dal ritorno delle Ferrari su gomme rosse fresche. L’inglese si salva dal sorpasso di Hamilton (e conquista il podio) nel corso del settantesimo giro solo grazie ad Albon che tocca il suo compagno e determina un ulteriore Virtual che chiude di fatto le ostilità in pista.
Da Zandvoort ci si porta a casa la conferma della ritrovata competitività McLaren ed un Lando Norris che ha mostrato un piglio mai mostrato in passato: l’ha vinta in pista e non al box. Al netto di aver azzeccato la strategia, Antonelli è stato sorpassato in pista, così come Hamilton che in quel momento guidava la gara seppur in svantaggio di gomme.
Ci portiamo a casa un solido Kimi che oggi non ne aveva per vincere ma che è sembrato molto più concreto del compagno di team. Russell ad un certo punto ha invocato il lavoro di squadra per non cedere la posizione ben conscio che sarebbe stato raggiunto dall’italiano. Però è stato obbediente e remissivo quando gli è stato chiesto di farsi da parte. E’ diventato ormai chiaro su chi Mercedes vuol vedere iridato.
Ci portiamo a casa anche la decisione Ferrari di favorire Hamilton per la lotta mondiale. Leclerc è stato sempre davanti e, per tenerlo dietro, il box lo ha fatto rientrare nel corso della penultima safety. I rossi si sono presi il rischio del doppio pit stop nonostante il monegasco avesse gomme ancora fresche che potevano portarlo alla fine. Si sono tolti l’imbarazzo di (forse) dovergli chiedere di lasciare la posizione se negli ultimi giri Hamilton gli fosse arrivato negli scarichi.
Chi scrive si porta a casa anche la netta sensazione che oggi nessuno dei team ci ha davvero capito qualcosa. A mia memoria non ricordo una sola gara in cui tutti i top team abbiano attuato strategie differenziate per entrambi i piloti sia in termini di durata che di tipo di gomma usata. Soprattutto con tutte le virtual che di fatto hanno invogliato a pittare. Ad un certo punto della gara c’erano piloti con gomme bianche che giravano più forte di altri con rosse con gli stessi giri sulle carcasse.
Se questa è la modalità per rendere più movimentate le gare ben venga. A patto che non ci siano obblighi.
Un ultimo accenno al vecchio della compagnia. Nando ha portato quel ferro inguardabile al nono posto. Ha fatto una gara infischandosene di tutti, con strategie proprie e senza ingarellarsi. Ha avuto ragione lui.
PS: Scusa Pier per averti indegnamente sostituito. (ne ho usato solo uno che mi avevi dato omaggio la volta scorsa).
Salvatore V.
(immagine di copertina tratta dal sito di Eurosport)