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FERMIN VINCE IN INDONESIA: IL FUTURO È ADESSO

Certe vittorie nascono da lontano, altre spuntano come fulmini in un cielo sereno.

Quella di Fermín Aldeguer in Indonesia appartiene alla seconda categoria.

Il rookie spagnolo del team Gresini Ducati ha firmato una delle imprese più sorprendenti della stagione MotoGP 2025, vincendo con freddezza, lucidità e un ritmo che ha lasciato tutti a bocca aperta — sé stesso compreso.

 “Nessuno si aspettava che vincessi così presto. Neanche io, forse.” — Fermín Aldeguer, dopo la gara di Mandalika

Circuito di Mandalika: umidità alle stelle, asfalto bollente, condizioni da trappola per chiunque.

Eppure Aldeguer ha dominato come un veterano, gestendo la pressione, la gomma e la strategia. Ha scelto la media posteriore, una mossa che sembrava azzardata dopo le difficoltà del sabato con la soft. Ma il team Gresini ha letto perfettamente la situazione: moto più stabile nei primi giri, meno degrado nelle fasi finali.

Un rischio calcolato che si è trasformato in una vittoria da manuale. Aldeguer ha corso con il sangue freddo di chi non ha niente da perdere e la lucidità di chi sa di avere talento puro. È partito forte, ha dettato il ritmo e non ha mai guardato indietro.

Il paradosso è servito: la Ducati vince, ma non convince. Perché se da un lato Gresini festeggia, dall’altro il box ufficiale si lecca le ferite.

Francesco Bagnaia non trova la quadra. Il campione del mondo 22/23 ha vissuto un weekend di smarrimento tecnico e mentale: passo incostante, feeling con l’anteriore ballerino, e una fiducia nella moto che sembra dissolta gara dopo gara. La stampa italiana non ha risparmiato critiche, sottolineando che Pecco “non è più lui”, e che la lucidità che lo aveva contraddistinto nel 2023 sembra svanita. Lui si è semplicemente nascosto, silenzio stampa.

Marc Márquez, invece, non è mai arrivato al traguardo. Falciato da Marco Bezzecchi, è stato protagonista di un contatto tanto spettacolare quanto sfortunato. Ma la vera sorpresa è arrivata dopo: nessuna polemica, nessuna rabbia, solo parole pacate. Una calma insolita per uno come lui, tanto da far pensare che Marc stia attraversando una fase di transizione psicologica più che sportiva.

Non è stato un weekend da dimenticare solo per i big. Luca Marini ha mostrato buoni spunti nelle prove ma si è perso in gara, incapace di tenere il ritmo dei migliori. Pedro Acosta, invece, ha confermato ancora una volta il suo status di Top Rider: aggressivo, spettacolare e in costante crescita. Se la KTM gli darà la moto giusta, il futuro è già suo.

Un plauso al Team Gresini che riesce a vincere con entrambi i Piloti in questa stagione, solamente Ducati Lenovo c’è riuscita. Si assicura il Titolo di Piloti indipendentemente e tra poco vincerà il Titolo di miglior Team indipendente, impresa incredibile se si pensa che il tutto è stato fatto con materiale vecchio non godendo del trattamento “Factory”. La promozione nel 2026, con una moto ufficiale per Alex Marquez, è meritatissima.

CLASSIFICA MONDIALE – Lotta per il podio

Dando un occhiata alla classifica Mondiale, noto che quando scritto alcuni mesi fa si sta avverando. VR46 fuori dalla TOP5 del Mondiale. Una débacle incredibile per il Team che avrebbe dovuto prendere il posto di Pramac ma che ha miseramente deluso le aspettative. 

https://x.com/FranckyHawk29/status/1957726129420140900?t=1eDAoEpZgEYHLCTNIFj-wg&s=19

Chiudo con un pensiero sulla Ducati, “sollecitata ad una risposta” da stampa e giornalisti della TV che trasmette il Motomondiale, pizzicata con domande taglienti e richieste di “delucidazioni”. A mio avviso Ducati non è una Yamaha qualsiasi che si sente costretta a chiede scusa ai suoi Piloti. Ducati domina il Mondiale Piloti da quattro anni, quello costruttori da sei. È arrivata al livello di MV Agusta ed Honda. Proprio in questo 2025 in cui ci sono stati i migliori risultati in assoluto, solamente perché l’ha fatto col Pilota sbagliato, alla prima occasione viene attaccata. Si chiedono chiarimenti sul perché Bagnaia prenda delle suonate ogni GP a fronte di un unica vera vittoria in Giappone quando l’altro giustamente correva col freno a mano perché voleva vincere il Mondiale.

Se il Mondiale l’avesse dominato Pecco avrebbero posto le stesse domande oppure avrebbero affisso il poster di Gigi Dall’Igna in ogni ufficio pubblico d’Italia!?

Serve onestà intellettuale. Stop.

 

Francky