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ANTONELLI SBANCA MONTECARLO. TUTTO IL RESTO NON ESISTE.

Il circuito più criticato dell’intero calendario. Ma anche il più affascinante. Se si corre qui, non è certo per lo spettacolo, a meno che non parliamo di divertirsi vedendo detriti di carbonio sparsi sulla pista. E, qui, solo i grandi campioni vincono dominando in lungo e in largo, nonostante safety car e bandiere rosse.

La Ferrari quest’anno ha preparato l’auto unicamente per vincere a casa di Leclerc, ed è pronta per monopolizzare la prima fila. E invece no, perchè a prendersi la prima posizione è Andrea da Casalecchio, che con un giro incredibile sopravanza di soli 43 millesimi Verstappen. Le macchine di Maranello si ritrovano in seconda fila, con Leclerc, quarto, autore di ben due errori nel Q3, con il secondo all’ultimo tentativo, quando sembrava poter mettere a segno un tempo da pole.

Allo spegnimento dei semafori, Verstappen rimane piantato, mentre  Antonelli parte benissimo. Per l’olandese è il ritiro, e per l’italiano è una porta spalancata verso la vittoria.

In pochi giri, Andrea scava un solco fra lui e le due Ferrari. Il suo vantaggio sale fino ad oltre 5 secondi, per poi scendere a circa 3 al giro 18, complici alcuni doppiaggi, e tornare a 5 al giro 20. Dietro di lui, Hamilton ha ben 6 sec. di vantaggio su Leclerc, il quale a sua  volta ha 13 sec. su Hadjar, che sta bloccando Russell.

Al giro 28, il vantaggio di Antonelli è già di 12 sec., con Leclerc che si avvicina al compagno di squadra, e ha 27 secondi su Hadjar, alle prese con problemi di graining e di motore.

Hamilton è il primo a fermarsi, al giro 29, per montare gomme dure. Nel farlo, supera il limite di velocità ai box e si prende una penalità di 5 secondi. Dopo 3 giri, è il turno di Russell, che rientra in ottava posizione ma supera pure lui il limite di velocità, beccandosi i proverbiali 5 sec.. Al giro successivo si ferma Hadjar, che però non riesce a restare davanti all’inglese.

Andrea ancora non si ferma, e il margine che ha accumulato è ormai sufficiente a consentirgli di fermarsi restando davanti a Leclerc, secondo e non ancora fermatosi. Il pilota di casa esegue la sosta al giro 36, e, a questo punto, l’italiano è l’unico a non averlo ancora fatta. Con gomme molto vecchie, continua a girare più veloce anche di coloro che le hanno già cambiate. Il suo vantaggio su Hamilton, ritornato secondo, continua infatti ad aumentare. Si ferma, finalmente, al giro 37, e il suo vantaggio scende a 13 sec.

Al giro 43, a Norris viene chiesto di tenersi dietro Russell per consentire a Piastri, al momento quarto, di fermarsi mantenendo la posizione. Il povero George si ritrova quindi nuovamente bloccato da una macchina molto più lenta della sua Mercedes, mentre il suo compagno continua indisturbato la sua cavalcata a suon di giri veloci. Al giro 45, comunque, la macchina di Lando (o, meglio, ancora una volta la batteria) cede.

Piastri è l’ultimo a fermarsi al giro 49, ma è troppo tardi, dopo il ritiro di Norris, Russell aveva già recuperato tutto lo svantaggio.

Al giro 50, Leclerc si porta sotto i 5 secondi da Hamilton, ed è virtualmente in seconda posizione.

E al giro 54, Antonelli raggiunge Russell per doppiarlo, l’inglese tenta di evitarlo aumentando un po’ il passo, ma poi è costretto a far passare il compagno di squadra.

Al giro 60, Stroll pensa bene di interrompere la cavalcata di Andrea, andando a sbattere e provocando l’uscita della safety car. Le due Ferrari vengono chiamate dentro entrambe, e così Charles deve aspettare che Hamilton sconti la penalità, perdendo così la seconda posizione. Ovviamente il monegasco non è contento e pretende spiegazioni.

Incredibilmente, Mercedes non fa scontare la penalità a Russell, e la cosa gli costerà un dolorosissimo drive through.

Si riparte al giro 65, ma Leclerc va a muro esattamente come Stroll, all’ultima curva. Esce nuovamente la safety car, con Hadjar che si ritrova terzo, con Russell alle calcagna. Ma al giro 68 viene esposta la bandiera rossa. Il motivo è che nella curva dove sono usciti Lance e Charles, l’asfalto si sta sgretolando.

Si riparte con 9 giri da percorrere, e partenza da fermo. Andrea parte di nuovo benissimo, e riesce a mantenere la testa, tirandosi dietro Hamilton. Alla fine del primo giro lanciato ha già 1.4 sec. di vantaggio. Dietro di loro, Russell, che deve ancora scontare il drive through, Gasly, che deve scontare 5 secondi, e Hadjar, anche lui sotto investigazione.

Al giro 73, Russell sconta la penalità e rientra in 14a posizione.

Non ce n’è per nessuno, Antonelli fa il giro più veloce, con un tempo vicino a quello della qualifica, e chiude un week-end dominato senza “se” e senza “ma” con 6 secondi di vantaggio su Hamilton, Hadjar miracolosamente terzo dopo una gara estremamente complicata, Piastri, Lawson, Lindblad, Gasly, Albon, Ocon e, udite udite, Perez che porta i primi punti alla Cadillac.

Andrea da Casalecchio ha preso il largo in campionato. Fra una sola settimana si va a Barcellona, e lì sicuramente la Mercedes tornerà a dominare. Dico “tornerà” perchè a Monaco non ha dominato l’auto, ma il pilota.

P.S. La gara di oggi penso basti a spiegare a chi continua a sostenere che Andrea vince grazie all’auto, che in realtà il ragazzo vince perchè è veramente il migliore. Chiedere a Russell.

P.S. 2 Andrea si deve essere rivisti molte volte Monaco 1988. Per non distrarsi, come fece Senna quell’anno, il modo migliore è fare, ogni tanto, un giro veloce.

P.S. 3 In questo week-end ho parlato con diverse persone che, per varie ragioni, hanno avuto a che fare con lui o con suo padre. Tutte mi hanno detto la stessa cosa: si vedeva che era un fenomeno fin da quando era un bambino e correva nei kart. Senza alcun dubbio.

P.S. 4 Una cosa che ho sentito è che quando correva in kart, al termine dei test si fermava con i tecnici per capire come migliorare, mentre gli altri se ne andavano prima possibile. La stessa identica cosa l’ho sentita dire da chi ha lavorato sia con i campionissimi sia con chi di gare ne ha vinta una sola “ma che vale come una world cup“.

P.S. 5 Voglio tanto bene a Charles, devo dire che in un duello fra Andrea e lui non saprei per chi tifare, ma gli errori che ha commesso questo week-end, mentre il compagno anziano era il meglio degli altri, non sono accettabili. Se la colpa è di scelte tecniche differenti, è comunque una sua responsabilità. Lui deve stare davanti a Lewis, sempre e comunque, e deve fare anche scelte migliori. Altrimenti sono guai.

P.S. 6 Temo che la gara di oggi abbia rivelato ciò che è in realtà Russell, e cioè un pilota tipo Bottas o Berger. Buono per vincere qualche gara quando la macchina è buona e non ha un compagno di squadra forte, o quando quest’ultimo glielo permette.

P.S. 7 “Le macchine ibride non dovrebbero correre”, Nando dixit. Ma lui è vecchio, e, quindi, non va ascoltato.

P.S. 8 L’abolizione delle ali mobili, e la conseguente non necessità del relativo attuatore, ha fatto sì che al suo posto venissero messi orribili orpelli atti a creare un po’ di carico aerodinamico in più. I classici buchi del regolamento, peccato che vadano sempre a discapito dell’estetica.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

ANTONELLI INFILA LA QUARTA IN CANADA. RUSSELL SFORTUNATO.

La F1 si presenta in Canada per il secondo GP in quasi due mesi. E, come nella scorsa gara corsa in terra nord-americana, c’è la garetta. Dalla quale emergono le prime scintille fra i due alfieri Mercedes, che si giocheranno questo mondiale.

Un George Russell più deciso che mai, mette a segno due pole e la vittoria nella sprint, con Andrea da Casalecchio di Reno staccato di 68 millesimi in entrambe le qualifiche, e terzo dopo due attacchi aggressivi andati a vuoto, perchè per l’altro stargli davanti era questione di vita o di morte, e col cavolo che gli rende la vita facile.

L’italiano è anche troppo arrabbiato, e interviene pure Toto a dirgli di smetterla di lamentarsi, mentre l’inglese sostiene che dall’esterno non si supera, lo sanno tutti. Lui è troppo giovane, e non sa.

Al momento di partire, piove leggermente. E ci sono 12 gradi. E le due McLaren tentano il colpaccio mettendo le gomme intermedie. Scelta strana, perchè la pista sembra asciutta.

Si accendono i semafori… e non si spengono, perchè Linblad non riesce a mettere la prima. Si fa quindi un giro di formazione in più. Piastri si lamenta perchè la pista è asciutta, ma dai box gli dicono che quelli con le slick non avranno temperatura nelle gomme.

Non fanno in tempo a spostare la macchina di Lindblad, e così viene fatto un terzo giro di ricognizione.

Poi i semafori finalmente si spengono, e Norris brucia tutti, ma le sue gomme durano solo due giri, e sia lui che Piastri devono rientrare per montare le slick. Come volevasi dimostrare.

Antonelli, invece, parte bene per la prima volta durante questa stagione, e supera Russell, portandosi così in testa. Dietro le due Mercedes ci sono Hamilton e Verstappen.

Al giro 7 Russell attacca di sorpresa Antonelli sull’ultimo rettilineo. Il bolognese blocca e quasi lo tampona, andando dritto alla chicane. Poco dopo, Verstappen supera Hamilton.

Al giro 14, Antonelli supera Russell, che va lungo al tornantino. ma George si riprende subito la posizione.

Di nuovo, al giro 18 Russell va lungo al tornantino, Andrea lo affianca sul rettilineo successivo ma poi si accoda alla chicane. E’ abbastanza evidente che l’italiano sia più veloce, e sembra stia solo aspettando l’errore del compagno di squadra.

Al giro 23, ancora George sbaglia al tornantino, e questa volta il bolognese non lo perdona, superandolo alla fine dell’ultimo rettilineo. Il distacco sale immediatamente oltre al secondo, ma un suo errore sempre al tornantino permette a Russell di affiancarlo. I due arrivano alla chicane assieme, con Antonelli davanti, ma viene spinto fuori, e la taglia, dovendo poi ridare la prima posizione.

Ma al giro 31 la sfortuna si accanisce contro Russell. Il suo motore si ammutolisce e deve ritirarsi. Esce la Virual Safety Car e i primi ne approfittano per cambiare le gomme. A questo punto, Verstappen è secondo e Hamilton terzo.

Al giro 40, Leclerc si prende la quarta posizione dopo una lotta intensa con Hadjar. Nello stesso giro si ritira Norris, sprofondato nelle retrovie. In questo momento, il più veloce in pista è Hamilton, mentre Antonelli perde quasi 3 secondi nel doppiaggio di Ocon e Perez, in lotta fra loro.

Dopo qualche Virtual Safety Car poco comprensibile, gli ultimi giri vivono nel duello per la seconda posizione fra Hamilton e Verstappen. L’inglese riesce a passare al giro 62, ovviamente non senza difficultà.

Finisce così con Antonelli alla quarta vittoria consecutiva, con tanto di giro veloce all’ultima tornata, davanti ad Hamilton, Verstappen, Leclerc, molto in difficoltà oggi, Hadjar, Colapinto (bellissima prestazione, la sua), Lawson, Gasly, Sainz e Bearman.

Ora si va a Monaco, la pista per la quale la Ferrari ha progettato il motore di quest’anno. Magari la vittoria si sposta solo di una quarantina di km, chissà.

P.S. Ora possiamo preparare i pop-corn, perchè i due della Mercedes se le daranno di santa ragione fino alla fine. Come Rosberg e Hamilton, con la differenza che qui c’è una certa distanza di età e aspettative. E sarà probabilmente una cosa molto diversa. Lo si è visto oggi, perchè Andrea in più di un’occasione poteva forzare il sorpasso e non l’ha fatto.

P.S. 2 Vedremo se anche in Mercedes applicheranno le papaya rules, compensando il povero George nella prossima gara. 

P.S. 3 Intanto, l’inglese invoca la sfortuna facendo la lista degli eventi negativi, fra i quali la bandiera rossa in Q1 a Melbourne, che ha permesso ad Antonelli di non partire ultimo. Già non va bene invocare la sfortuna, se poi si tira in ballo la fortuna degli altri è ancora peggio.

P.S. 4 L’ultima volta che una squadra di vertice ha montato gomme da bagnato con pista asciutta è stato in Malesia nel 2009. E Andrea Stella era al muretto anche in quella occasione. 

P.S. 5 In settimana il TP di Maranello ha dichiarato che hanno scelto deliberatamente un turbo piccolo perchè “è meglio guadagnare 5 posizioni in partenza che perdere un decimo al giro”. Mi chiedo se prima di parlare pensi a quello che dice, perchè se da un punto di vista matematico l’affermazione può avere un senso (5 posizioni possono valere più di 5 secondi persi in un GP di 50 giri), anche chi, come me, si occupa di tutt’altro può arrivare a capire che stai confrontando un vantaggio del tutto teorico con uno certo. Nessuno garantisce che le partenze vadano sempre bene, soprattutto se di mezzo c’è la FIA, mentre i 30 cv in meno te li tieni per tutta la stagione. 

P.S. 6 facendo un rapido calcolo, il record di 21 anni fra il 1979 e il 2000 verrà molto probabilmente battuto. Ma già ora è peggio, perchè il mondiale costruttori fu vinto nel 1982 e rivinto nel 1999, 17 anni dopo. L’ultimo mondiale costruttori a Maranello ci è arrivato nel 2008. Più 17 fa 2025. E saranno 18, certamente.

P.S 7. dopo la gara di oggi, si dirà che le macchine vanno veloci come prima, che le gare sono entusiasmanti, ecc. ecc. Come volevasi dimostrare. Il fatto che una squadra domini in lungo e in largo non importa, perchè c’è lotta fra i due piloti e a vincere è il baby-fenomeno. In definitiva, non è tanto diverso da quello che è accaduto nel 1984 e nel 1988.

P.S. 8 Giovedì quelli di F1 TV facevano gli spiritosi cronometrando il tempo impiegato dalla marmotta ad attraversare la pista. Il giorno dopo, la stessa marmotta ha fatto una pessima fine. Sarebbe meglio non scherzare su queste cose perchè c’è qualcuno che ci ha quasi rimesso le penne per un animale che gli attraversato la pista. 

P.S. 9 Sabato 6 giugno alle ore 15, al Centro di Lettura “L’isola del tesoro” a Trebbo di Reno, presenterò il libro “Il mito da rapire. Enzo Ferrari e l’ombra dei sequestri” di Andrea Cordovani, direttore di Autosprint. Ovviamente tutti i frequentatori di questo luogo sono invitati. 

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

CAPOLAVORO DI ANTONELLI A MIAMI. MCLAREN RISORGE.

Dopo un mese passato a discutere delle correzioni al regolamento e di quanto sia bella questa F1, si riprende in quel di Miami con l’americanata numero 1.

Tutti i team si presentano con grandi novità, tranne la Mercedes, che nella garetta sembrano  in difficoltà. Ovviamente, non è la Ferrari a prendere il suo posto, bensì la McLaren, che fa doppietta, con Leclerc terzo.

Una sola freccia d’argento si riprende in qualifica, con Andrea autore di una strepitosa pole, davanti a Verstappen e Leclerc.

La domenica c’è il rischio temporali, e la gara viene saggiamente anticipata di 3 ore. In effetti, un nubifragio si abbatte su Miami qualche ora prima, ma al momento del via la pista è asciutta, con pioggia prevista dopo 15 minuti. Ma non attiverà.

Si spengono i semafori e, ovviamente, Antonelli parte male, e Leclerc benissimo. Il monegasco è autore di un avvio molto intelligente, perchè si presenta primo alla prima curva, ma Andrea e Max lo passano uno a destra e uno a sinistra andando però lunghi, con l’olandese che si gira pure, e così il ferrarista va al comando, seguito dal casalecchiese e dalle due McLaren di Norris e Piastri, che viene subito superato da Russell.

Antonelli è scatenato, e al giro 5 svernicia Charles portandosi al comando. Ma il ferrarista restituisce il favore al giro successivo sfruttando l’overtake mode. Ne approfitta Norris che si avvicina e sorpassa l’italiano. Contemporaneamente, Hadjar finisce contro il muro, e anche Gasly viene mostrato con la macchina appoggiata sulle gomme, ma in un altro punto. Inevitabile l’uscita della Safety Car.

Si riparte al giro 12 con Russell che si fa beffare da Piastri e perde la quinta posizione, mentre davanti non cambia nulla. Al giro successivo, Norris svernicia Leclerc e si porta al comando. Poche curve dopo, si fa passare anche da Antonelli, ma si riprende subito la posizione, per poi riperderla nuovamente.

La pioggia non arriva, e al giro 21 Russell effettua la sua prima sosta per montare gomme dure, imitato al giro successivo da Leclerc, che  si stava difendendo dagli attacchi di Piastri. Il ferrarista perde la posizione sull’inglese della Mercedes. A quanto pare, il box Ferrari ha preso la decisione di fermare Charles senza consultarlo.

Al giro 25, la pioggia finalmente arriva, ma è molto leggera e finisce subito, e Antonelli viene fatto fermare per montare gomme dure. Andrea esce subito dietro Verstappen, che la sosta l’ha fatta durante la prima Safety Car, e Hamilton, che ancora non si è fermato.

Al giro successivo, si ferma anche Norris. La sua sosta è velocissima, e riesce ad uscire di un niente davanti ad Antonelli, che però lo supera subito e si riprende la leadership virtuale, che diventa reale quando Piastri si ferma per la sua sosta.

Andrea riesce a passare anche Verstappen e a metterlo fra sè e Norris, riuscendo a prendere un discreto vantaggio sull’inglese, che è il suo vero rivale per la vittoria.

Al giro 31, Leclerc si riprende la posizione su Russell. L’inglese, in evidente difficoltà, subisce l’attacco anche di Piastri.

Al giro 38, Norris si fa minaccioso con Antonelli, che si lamenta delle proprie gomme posteriori. L’inglese si porta a meno di un secondo. Ma Andrea è un metronomo e a suon di giri tutti uguali riesce a riportare il distacco a 1.5 sec.

Al giro 47 Leclerc passa Verstappen e si riprende il podio. Al giro successivo, l’olandese deve soccombere anche a Piastri. 

Al giro 56 Piastri ha raggiunto Leclerc, e lo supera al penultimo giro, ma Charles esagera nel cercare di recuperare la posizione, si gira, tocca il muro e riparte, ma è molto lento e viene raggiunto anche da Russell e Verstappen, che lo passano proprio all’ultima curva.

Finisce così con Antonelli alla terza vittoria consecutiva, davanti a Norris, Piastri, Russell, Verstappen, Leclerc, Hamilton, Colapinto e le redivive Williams di Sainz e Albon.

La F1 resta in nord America e fra tre settimane farà tappa in Canada. Già qualche indicazione di cosa ci aspetti l’abbiamo acquisita. Vedremo se sarà confermata su un altro dei circuiti classici del calendario.

P.S. siamo solo alla quarta gara, ne ha vinte 3, tutte partendo dalla pole. L’ultima demolendo il suo compagno di squadra. Per tanti motivi, è difficile che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno con Piastri. Meglio comunque tenere i piedi per terra.

P.S. 2: Ad ogni modo, per non sapere nè leggere nè scrivere, Russell ha probabilmente già chiesto a Norris il nome del suo mental coach.

P.S. 3: 7 motori Mercedes nei primi 10. 4 nei primi 4. E Toto sostiene che il suo non sia il motore più potente.

P.S. 4 Per una volta che gli aggiornamenti funzionano, gli altri fanno (molto) meglio. Ora speriamo nell’ADUO, anche se, molto probabilmente, quello che abbiamo visto oggi si ripeterà da qui alla fine del campionato  e la Ferrari resterà un’illusione.

P.S. 5 Charles è come al solito molto severo con se stesso. Ha sbagliato, indubbiamente. Ma è comunque rimasto davanti al suo compagno di squadra strapagato, che ha fieramente duellato con Colapinto, rimettendoci pure.

P.S. 6 Come volevasi dimostrare, qualifiche e gara hanno assunto un aspetto più normale, meno da Mario Kart, anche se è evidente che certi sorpassi e risorpassi siano dovuti esclusivamente alla strategia di gestione dell’energia. Ma, come dice il CEO, “un sorpasso è un sorpasso”. 

P.S. 7 Il presidente della FIA annuncia tutto contento che dal 2030 torneranno i rumorosi V8 con poca parte elettrica. Il che significa che dovremo sorbirci questa motorizzazione provvisoria per altri tre anni e mezzo. Tutto questo spreco di tempo e di soldi è stato sostenibile?

P.S. 8 Un altro gigante del motorsport, e non solo, ci ha lasciato il 1° maggio. Non ho niente da aggiungere a tutto quanto è stato detto e scritto. Ciao, Alex da Castel Maggiore.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

LA FORMULA 1 E LA MINACCIA ELETTRICA PARTE 2: RITORNO AL PASSATO

10 anni anni esatti fa, in questo luogo scrivevamo questo.

Sembra ieri, ma tanta acqua è passata sotto i ponti. Ma è stata quasi sempre la stessa acqua. Il dominio Mercedes è continuato, interrotto da quello Honda (non senza aiuto della stessa Mercedes), con la Ferrari sempre a stare a guardare. Il regolamento non è cambiato, con quell’assurda voglia di recuperare energia in ogni dove, anche dai gas di scarico, per poi rendersi conto che questa strada non era quella gradita ai costruttori che si voleva invitare alla festa.

Perchè, se si deve dire che qualcosa è cambiato, è proprio questo: la Formula 1 si è trasformata in una festa alla quale invitare costruttori danarosi. Il valore dei team è più che triplicato, il seguito è aumentato enormemente, grazie a sapienti operazioni di marketing. Tutto questo nonostante lo spettacolo in pista sia rimasto più o meno quello: sempre artificiale, con sorpassi dati dall’usura delle gomme o dal DRS, strumento che più iniquo non potrebbe essere (stato).

E qui sta proprio il punto centrale della questione: a differenza di quanto avveniva 50 anni fa, a chi guarda non interessa nulla degli aspetti tecnici. Basta avere macchine che si sorpassano, e situazioni singolari da postare e commentare sui social, non necessariamente legate all’azione in pista. Punto. 

10 anni fa parlavamo di una possibile convergenza fra Formula 1 e Formula E, che definivamo “la minaccia elettrica”. Ebbene, entrambe le cose si sono completate nel 2026. L’apporto elettrico è diventato (sulla carta) equivalente al termico, e la componente elettrica stessa sta effettivamente minacciando il futuro della F1.

Perchè? Molto semplice, qualche abile manager di lingua tedesca, con il beneplacito degli italiani, e il disinteresse di giapponesi e francesi, ha pensato bene di condizionare la sua permanenza nella massima serie ad un aumento della componente elettrica, fregandosene di quello che ciò avrebbe significato da un punto di vista tecnico (o, forse, sapendolo benissimo e avendo già la soluzione per il caos che ne sarebbe seguito, mi riferisco ad uno in particolare di quei manager). Tutto questo accadeva 5 anni fa. Nel frattempo il mondo è cambiato, l’elettrico non è più il futuro, il mercato l’ha capito e le leggi sono state cambiate.

Ma la Formula 1 ha continuato per la sua strada, deliberando un regolamento assurdo, e per la felicità di chi sapeva già di potere trovare la furbata giusta per continuare a dominare. E, comunque, con l’approvazione degli stessi team principal e ingegneri che ora si lamentano (ma, in realtà, questi ultimi si divertono). Per poi accorgersi, dopo pochi GP, che il tutto porta sì un grande spettacolo, ma non si tratta più di corse di auto ma di un videogioco alla Mario Kart. Esattamente come in Formula 1.

La dimensione dell’assurdità si comprende perfettamente con due numeri:

  • 475 cv: la potenza massima del motore elettrico
  • 1.1 kW: la capacità della batteria

Tutta quella potenza si usa per pochi secondi, con una batteria così piccola, a meno di non ricaricarla continuamente. E come lo fa? In frenata. Ma ci sono abbastanza frenate nei circuiti di F1 per ricaricare anche solo 1.1kW e usare tutta quella potenza per quei pochi secondi? La risposta è “no”. Quindi come si fa? Molto semplice, si usa il motore termico per ricaricare la batteria e avere la potenza per schizzare via fuori dalle curve. Questo è il famigerato “super-clipping”.

Stiamo parlando di  rallentare in rettilineo, o tenere già il piede in curva andando più lenti perchè si sta ricaricando. Manovre contro natura per un pilota, ma si potrebbe obiettare che in F1 ci sono sempre state delle “stranezze” che i piloti stessi dovevano gestire per ottimizzare la prestazione. Quindi che problema c’è? Semplice, non è solo il pilota che decide quando e come usare il super-clipping, ma anche il software, sulla base di modelli opportunamente addestrati tramite algoritmi di machine learning. Il che significa che ci si può trovare improvvisamente piantati e, se si è moderatamente intelligenti, chiudere la traiettoria provocando un grosso incidente. 

Quindi ci siamo ritrovati con una Formula 1 dove si deve andare piano in luoghi in cui una volta si doveva andare veloci per dimostrare quanto si valeva. Il pilota non controlla più l’acceleratore (ma neanche il freno, per certi versi) col rischio di vedere quegli incidenti devastanti che sono sempre stati l’incubo peggiore del motorsport a ruote scoperte: una macchina che decolla sulle ruote dell’altra, e coi circuiti cittadini veloci che abbiamo oggi è un attimo che finisca in tribuna.

E, così, si parla già di tornare ai motori completamente termici, alimentati con carburante sostenibile. In pratica, dopo un investimento enorme durato 5 anni, si sono accorti che è tutto uno schifo e pensano già di tornare indietro.

Quindi il “brillante avvenire dietro alle spalle”, di cui si scriveva 10 anni fa si concretizzerà esattamente così, con un ritorno al passato che metterà d’accordo tutti. E anche il mercato andrà in quella direzione, anzi, lo sta già facendo.

E nel frattempo cosa vedremo? Obiettivamente, ci sono poche possibilità per risolvere il problema nel 2026. Non si può variare il rapporto fra motore termico ed elettrico, a meno di non diminuire la potenza elettrica, con un rapporto es. di 70-30. Tenendo presente che non si può aumentare la potenza del termico, bisogna depotenziare il motore elettrico. Ma le macchine andrebbero più piano (circa 1.5-2 sec., niente di grave) e, soprattutto, il problema della ricarica resterebbe quasi uguale, non risolvendo un bel niente.

Quindi? Quindi, molto probabilmente, ci terremo quello che abbiamo visto nei primi 3 GP, magari con limiti regolamentari specifici circuito per circuito per migliorare le qualifiche (ma non diminuire il rischio di incidenti), e, di fronte ad un bel duello fra Antonelli e Leclerc per il mondiale, grazie al fatto che Mercedes verrà costretta a sistemare il rapporto di compressione, tutte le polemiche di queste settimane verranno dimenticate.

Perchè, vedrete, andrà così.

P.S. che consumare benzina per ricaricare un motore elettrico non fosse “sostenibile” immagino sia cosa nota.

P.S. 2 A proposito del rischio delle partenze, vi invito a vedere su YouTube un po’ di start del 1979, 1980 e 1981 e osservare le due macchine gialle che spesso stazionavano (è il caso di dirlo) nelle prime due file.

P.S. 3 Ma non sarà che a lamentarsi di questa Formula 1 siamo soprattutto noi nati negli anni Sessanta, nostalgici dei tempi in cui eravamo giovani? Perchè 45 anni fa avevamo, fra l’altro: i martinetti, i serbatoi d’acqua per raffreddare i freni, i piloti che si ammazzavano, 6 macchine alla fine, di cui 3 doppiate, ecc. ecc. Si stava veramente meglio quando si stava peggio?

P.S. 4 Ultima gara del mondiale. Antonelli in testa, con Leclerc pochi punti di distacco in classifica. Ultimo giro, Charles è incollato ad Andrea. Se lo passa, vince il titolo. Non andrà così, ma casomai succedesse, voi per chi tifereste?

 

ANTONELLI DOMINA A SUZUKA. GEORGE PREOCCUPATO.

Il Giappone dei ciliegi in fiore ospita la terza gara del primo mondiale delle batterie.

Antonelli si prende la seconda pole di fila, rifilando 3 decimi a Russell, mentre Leclerc non va oltre la quarta posizione lamentandosi dei 6 decimi che perde sui rettilinei (strano).

Nulla di nuovo allo spegnimento dei semafori, a parte la presenza delle McLaren. Pessima partenza delle due Mercedes che si fanno sfilare da McLaren e Ferrari, con Russell che perde 2 posizioni e Antonelli addirittura 5.
A guidare la gara è Piastri seguito da Leclerc.

Facile immaginare che le due Mercedes si riportino in fretta davanti. E, infatti, al giro 8 Russell si riporta in prima posizione, ma viene risuperato subito da Piastri, mentre Antonelli resta bloccato in quinta posizione dietro a Norris.

Al giro 15, Antonelli riesce a riportarsi in terza posizione superando Leclerc, dopo avere passato Norris qualche giro prima. Ma commette un errore uscendo dall’ultima chicane, e Charles gli ripassa davanti.

Sorprendentemente, Piastri riesce a tenere tranquillamente a bada Russell e al giro 17 ha quasi due secondi di vantaggio, mentre il compagno di squadra si ferma per la sua prima sosta.

Si ferma anche Leclerc, e Antonelli a questo punto ha strada libera. E, infatti, i suoi tempi si abbassano di 1 secondo.

Al giro 19 si ferma Piasti, e Russell prende il comando, per fermarsi 2 giri dopo. L’inglese esce dietro a Russell, ma immediatamente dopo Colapinto manda nel muro Bearman ed esce la safety car, dando un vantaggio enorme ad Antonelli, che può effettuare la sua sosta gratis.

E così Andrea si riporta al comando, seguito da Piastri e Russell.
George vorrebbe sapere dove il compagno andrà sul gas al rientro della SC, ma dal box gli rispondono che non lo sanno. E così, alla ripartenza si fa fregare da Hamilton,mentre Antonelli se ne va creando un solco fra sè e Piastri.

Al giro 38 Leclerc passa Russell, trovatosi improvvisamente senza batteria nello stesso punto in cui precedentemente era accaduta la stessa cosa a Colapinto, con le conseguenze che abbiamo visto.

Nel frattempo, Antonelli ha 8 secondi di vantaggio su Piastri, in aumento a suon di giri veloci.

Al giro 42, Leclerc gira intorno ad Hamilton alla prima curva e si prende la terza posizione. In quello successivo, Lewis subisce lo stesso trattamento da Russell, e si ritrova in quinta posizione.

Gli ultimi giri vivono nel duello per il terzo gradino del podio fra Russell e Leclerc. Al giro 51 l’inglese supera il monegasco alla chicane, ma Charles lo ripassa in curva 1 e si tiene la posizione fino alla fine.

Il casalecchiese Antonelli si prende la seconda vittoria consecutiva, ancora più convincente della prima, e diventa il più giovane pilota della storia a guidare il mondiale. Seguono Piastri, a podio alla prima gara nella quale è partito, e Leclerc, autore di una gara magistrale. Poi Russell, che avrà di che lamentarsi (come sempre), Norris sempre in ombra, Hamilton che si è via via spento. A debita distanza Gasly, Verstappen, Lawson e Ocon.

Ora c’è più di un mese di pausa. Si ripartirà da Miami, dove in tanti sperano che inizi un nuovo campionato. Non ci conterei troppo.

P.S. Lo ammetto, avevo sottovalutato la forza del mio concittadino. Pensavo che avrebbe fatto più fatica a mostrare quello che, chi lo ha visto da piccolo, era sicuro fosse in grado di fare. Una sicurezza così, a quell’età, non la si è mai vista. Avrà pure la macchina superiore, ma la sua forza, comparata a quella del suo rispettatissimo compagno di squadra, che di stagioni ne ha già fatte 7, è abbastanza evidente. Aspettiamoci un po’ di piagnistei durante la stagione.

P.S. 2 Sentire l’inno italiano senza nessuno che lo canta sotto il podio fa un po’ strano. Ma va bene così.

P.S. 3 Non ho mai visto un italiano fortunato in Formula 1.

P.S. 4 Ci dobbiamo abituare all’elastico fra una curva e l’altra, ad un pilota che subisce un sorpasso, poi ripassa nel rettilineo dopo e mette 1 sec. fra sè e l’avversario. Meglio così che vedere i trenini, però continua a sembrare tutto molto artificiale.

P.S. 5 Chi diceva che la gestione della batteria poteva portare a situazioni pericolosi aveva ragione, e lo abbiamo visto oggi. Se, poi, di mezzo ci sono degli incapaci, le conseguenze possono essere anche gravi.

P.S. 6 Congratulazioni al neo-papà Alonso. L’età e la paternità rendono più riflessivi, e per fortuna perchè non deve essere facile rivivere la stessa situazione del 2015, con lo stesso motorista che si presenta clamorosamente impreparato alla gara di casa.

P.S. 7 Anche Max si dovrà consolare con la sua figliola, perchè difficilmente quest’anno lo vedremo lottare per le posizioni che contano. C’è da giurare che, a differenza di Nando, presto inizierà a tirare frecciate verso il suo team, e andrà a bussare alla porta di Toto. Il quale ci farà un pensierino, e questa è un’ulteriore preoccupazione per George.