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BASTIAN CONTRARIO: CARLITO’S WAY

Il GP di Baku, nel modo drammatico come si è svolto e concluso, mi ha ricordato un film. Per la precisione una battuta detta dal protagonista Al Pacino in Carlito’s way. Di base il film (per trama e scenario) non centra nulla col GP eppure quando ho visto Verstappen che si andava a stampare contro le barriere, cosi come Vettel andava ad artigliare la seconda piazza, mi sono ricordato una scena del suddetto film in cui il protagonista, dopo essere sfuggito a trent’anni di galera (per spaccio di stupefacenti), parlava con il suo avvocato ,ringraziandolo, perché lui “era già morto, sepolto… era già sottoterra”!

È proprio quello che è successo all’olandese domenica scorsa: quando la sua gomma scoppiava, mandandolo a muro dopo una gara condotta con intelligenza (lo si è visto già dalla partenza, dove non si è preso inutili rischi con Leclerc) e caparbia determinazione, tutte le sue speranze e le sue mire di conquista del titolo erano finite proprio in quelle maledette barriere. Alzi la mano chi non ha pensato che il mondiale fosse finito in quel momento. Max dal vantaggio di più quattro in classifica, era finito a meno quattordici… se Lewis fosse finito secondo. Divario destinato ad aumentare (meno ventuno per la precisione) se Lewis avesse vinto (e avrebbe vinto visto che Perez ha cannato la ripartenza!). No miei cari lettori, in quel momento Max era come Carlito poco prima della sentenza… “era morto, sepolto; era già sottoterra”! Diciamocela tutta: Hamilton in uno dei suoi peggior GP dell’anno (fino ad ora) che va a punteggio pieno e Verstappen, il giovane ed asperrimo avversario, che non becca nemmeno un punto. Quando lo avrebbe recuperato? Mai! Fosse anche per un mero fattore psicologico.

Le continue novene di Lewis sembravano fossero state ascoltate ed esaudite. Hamilton, l’inossidabile campione, colui il quale dispensa preghiere e frasi new age tra un tweet e l’altro, non fa altro che “recitare il santissimo rosario” durante la gara quando la stessa non gira a suo favore. In aria libera è imprendibile, detta il passo, detta la sua legge e tutti si devono sottomettere. Invece quando la sua W12 proprio non ne vuole sapere di energizzare le gomme a dovere (benedette gomme… sempre loro) annaspa e va in difficoltà: ad Hamilton inseguire proprio non garba. Ha lo sprazzo del campione, il guizzo del lupo famelico quando chiede di rischiare a costo di compromettere la gara, perché per lui terzo significa già aver compromesso tutto. La squadra lo blocca, lo censura… quella stessa squadra, che quando non ha problemi funziona come l’orologio IWC che sta al polso del suo campione inglese eppure quando va sotto pressione si scioglie come neve al sole. Prova ne è il pit sbagliato (nei tempi) di Hamilton, costretto ad aspettare nonostante il verde del semaforo che il “passante di turno” attraversi la strada. Hamilton ha avuto la possibilità di ipotecare l’ottavo sigillo, purtroppo per lui è arrivato alla ripartenza con i freni incandescenti e, nonostante il restart da dimenticare di Perez, l’inglese arriva lungo alla staccata della prima curva (quella stessa curva in cui Vettel provò a superare Bottas e  poi, staccando al limite, uscì fuori pista finendo per regalare punti preziosi all’inglese… tutto si paga nella vita), perdendo posizione punti e speranza di ritornare primo in classifica. Verstappen, come Carlito, ritorna a vivere, sa che ha una nuova opportunità e se vogliamo scomodare gli astri del cielo, questo è anche un segno del destino… lo stesso destino che si è rimesso in pari con entrambi i contendenti.

Dal punto di vista sportivo ciò che è successo e a cui tutti noi abbiamo assistito è stato drammatico; proprio come solo la celluloide sa raccontare. Nessuno dei due, per quello che hanno dato in pista, meritavano quella fine. A partire da Verstappen, il quale ha condotto la gara a suon di giri veloci (nemmeno quel punto voleva concedere all’avversario), mostrando tutto il suo potenziale e per finire con il campione inglese, che ha contemplato persino il seppuku se fosse stato utile nel guadagnare almeno una posizione.

Dal punto di vista dello spettacolo (e per fortuna nostra invece) la classifica non si è mossa di un millimetro e questo significa che finché durerà questa situazione avremo quantomeno un’illusione di suspance sull’esito finale. Vivaddio, finalmente un mondiale combattuto! L’ultimo che c’ha provato è stato il tedesco dell’Aston Martin, che all’epoca dei fatti era rossovestito e, dopo il GP di casa nel 2018, non si era più ripreso tant’è che prima del GP di Monaco quest’anno anche lui sembrava “morto, sepolto… già sottoterra”. Perché prendere paga da Stroll, con tutto il rispetto parlando per il giovane canadese, è davvero umiliante. Invece già nel GP monegasco si era visto uno scatto d’orgoglio di Vettel, scatto che non è stato evento isolato ed infatti proprio in quel di Baku il campione arpiona un meritato secondo posto che fa tanto morale. È il minimo per un titolato del suo calibro… ci auguriamo tutti che continui cosi.

Hamilton ha sempre dichiarato che gli piace la lotta in pista… chissà. Forse, quando dichiarò questo, sapeva comunque che l’avrebbe spuntata lui conoscendo il mezzo che aveva a disposizione. Di certo ora è stato accontentato e lo spettacolo ne ha giovato, perché è bastato che i teutonici smettessero quanto meno i panni dei dominatori affinché si ravvivasse un mondiale che sembrava già segnato in partenza. Si aggiunga un elemento impazzito come la Ferrari che infila pole da due GP consecutivi e ci sono tutti gli elementi perché non si possa considerare questo mondiale “morto, sepolto… già sottoterra”.

Vito Quaranta

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IL GP DELLA VERGOGNA – MOTO3 CATALUNYA POST GP

 

L’immagine in copertina è l’ingresso nell’ultima curva che immette in rettilineo, mentre qui giù 👇 c’è la steccata di curva 1. Notate qualcosa⁉️

Io vedo il totale menefreghismo per quanto successo soltanto una settimana fa al Mugello, con la morte di Dupasquier colpito in pieno da alcune moto.

Curva 1 dell’ultimo giro. Immagine MotoGP.com
Montmeló Circuit. Immagine RacingCircuits.info

Ricordate la curva dove morì nel 2016 Salom⁉️ Bene. Tutto è avvenuto li. Quella curva fu “ridisegnata” con una “S” poi è stata allargata la via di fuga. Il primo Pilota a chiudere il gas in pieno ingresso di curva è stato Sergio Garcia, ad 11 giri dalla fine, stessa manovra ripetuta poi da Alcoba ( a 9 ed 8 giri dal termine), da G. Rodrigo ( a -5 giri) ed infine nuovamente da Alcoba al penultimo giro.👇

Curva 13, dove perse la vita Salom, penultima curva del penultimo giro. Alcoba rallenta ed allarga improvvisamente la traiettoria facendo sfilare il gruppo.

Lascio a voi giudicare, oltre al comportamento dei Piloti anche la totale disonestà della direzione gara ed, ancora più grave a mio avviso, di Dorna.

Giudicate voi.

Penultimo giro del GP Catalunya 2020👇

Penultimo giro del GP Catalunya 2021 👇

Su YouTube potete trovare ai seguenti link https://youtu.be/6EowYwl958E (GP 2020) e https://youtu.be/1W9TaSDmHWQ (GP 2021) i “Last Lap” di entrambe le gare.

Notato qualcosa⁉️ La regia, nel video del 2021, ha chiaramente OMESSO di mostrare quanto accaduto in gara con il comportamento “osceno” di Jeremy Alcoba.

Mostrarsi sul podio con la T-shirt celebrativa di Dupasquier è di una ipocrisia unica. Un ipocrisia che distrugge questo sport. 
Podio Catalunya 2021. Immagine MotoGP.com

 

Voci di “corridoio” riferiscono che dal prossimo GP fioccheranno sanzioni molto gravi per tutti, semmai dovessero ripetersi episodi del genere. Serve sempre che ci scappi il morto… 

(Immagini e video tratti da YouTube canale MotoGP.)

✍️Francky

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NELLA GARA FOLLE DI BAKU HAMILTON RISPARMIA VERSTAPPEN E PEREZ BRINDA CON VETTEL E GASLY

Ogni anno si descrive la gara di Baku come una gara anomala, su un circuito anomalo.

L’ennesima disquisizione  sul circuito non interesserebbe nessuno. Viceversa potrebbe essere interessante analizzare gli eventi  che in questa gara ogni anno sono all’altezza delle trame dei migliori thriller.

Iniziamo dalle qualifiche in grado di sovvertire ogni pronostico e di regalare alla Ferrari una pole position inaspettata da chiunque, compreso l’autore, tal Carletto Leclerc.

Ferrari che si era presentata con l’obbiettivo dichiarato di limitare i danni e invece si è ritrovata con una pole e un quinto posto in griglia che, incredibile, sta, come a Monaco, stretto a Carlos Sainz, ancora una volta per colpa di bandiere rosse intempestive.

Alzi la mano chi solo l’avesse immaginato alla vigilia, anche in preda a una dose massiccia di allucinogeni.

Tornando lucidi, le prove libere e le qualifiche hanno mostrato una Red Bull estremamente performante in grado di implementare un passo gara inavvicinabile da tutti gli avversari, compresa la Mercedes. Quest’ultima ha guadagnato una prima fila esclusivamente per merito di Lewis Hamilton che ha fatto ricorso a ogni mezzo per sopperire alle lacune della macchina.

Con queste premesse, alla partenza, Charles ha sputato l’anima per conservare la testa della corsa riuscendoci solo per qualche giro. Poi il crollo delle prestazioni delle gomme morbide come atteso dai riscontri delle prove libere, hanno permesso ad Hamilton prima, Verstappen e Perez poi, di sfilarlo facilmente.

Ebbene si, proprio Perez che finalmente è sembrato aver smaltito il tirocinio con Red Bull e si è mostrato all’altezza delle aspettative di inizio stagione.

(immagine da corriere.it)

Le difficoltà di Leclerc con le gomme sono evidenziate anche dal fatto che è il primo a dover fare pit stop. I pit stop, come spesso accade, sono l’occasione per regolare i valori in campo e in questo Baku si rileva tradizionalista. Alla fine del carosello di soste Verstappen si trova saldamente in testa assieme al compagno di squadra, davanti ad Hamilton.

Si mette in luce anche un redivivo Vettel che, ritrovatosi in prima posizione per lo stint particolarmente lungo, infila una fila di giri veloci che gli consentono di rientrare in settima posizione dietro a Leclerc e davanti a Sainz. Eh la magia di Baku!

Per qualche giro l’unica emozione in pista è rappresentata da Hamilton e dalle sue lamentele con il suo ingegnere “Bono”. Lewis non è abituato a correre in terza posizione senza possibilità di migliorare.

La monotonia è rotta da Stroll che finisce a muro per lo scoppio di un pneumatico. Siamo al 31esimo giro e si vede la prima SC del giorno. Ironia della sorte Stroll non aveva ancora pittato forse in attesa di una SC che gli garantisse di farlo con vantaggio.

Alla ripartenza Leclerc si fa sorprendere e infilare da Vettel nel prosieguo di un declino delle prestazioni di giornata.

Dopo pochi giri finisce la corsa di Verstappen. Apparentemente in testa senza problemi, è vittima dello scoppio di una gomma posteriore sul lungo rettifilo, probabilmente per un detrito, e finisce a muro senza danni personali. Incredibile. In testa c’è una Red Bull ma è quella di Perez.

La necessità di sgombrare il rettifilo induce la direzione gara ad esporre la bandiera rossa. La gara sarà ripresa con una nuova partenza da griglia e solo tre giri di gara rimanenti. Al via un ingordo Hamilton brucia Perez alla ricerca della vittoria ma finisce lungo alla prima curva bruciando ogni velleità non solo di vittoria, ma anche di marcare punti.

Hamilton grazia

Nel frattempo Charles Leclerc finisce per essere sorpassato anche dalla Alpha Tauri di Gasly. Si prospetta ai nostri occhi un podio improbabile con Perez vincitore davanti a Vettel e Gasly. Personalmente sono contento per la bella giornata di questi tre piloti che per per varie ragioni accampano il diritto a questo risultato.

Le sorprese non sono finite perchè il sesto posto se lo accaparra quel marpione di Fernando Alonso che decimo alla ripartenza è finito sesto solo in tre giri. Non so come ma la fame di risultati rimane inalterata nonostante il passare degli anni e continua a fare miracoli.

Resta da segnalare una gara abbastanza sottotono, almeno per le aspettative, della McLaren. E nonostante il punticino racimolato da Kimi anche dell’Alfa Romeo Sauber.

Della Ferrari io credo che si debba essere contenti del passo in avanti almeno a livello di giro secco. La squadra sta crescendo su una base giovane e solida per quanto riguarda i piloti (anche se oggi Leclerc ha sbagliato due volte nelle ripartenze, vedo il fine settimana come positivo). Si vedono miglioramenti continui anche a livello di squadra in un trend positivo. La domanda vera è se questo sia sufficiente per perseguire l’obiettivo dichiarato, cioè la competitività per l’assoluto nel 2022.

Serve tempo siamo soliti dirci. Glielo stiamo dando accontentandoci di poco. Speriamo basti.

Rimanendo all’attualità l’errore di Lewis mantiene vive le speranze di Verstappen. Bisogna però che Mercedes faccia il suo con prestazioni “terrene”. In Red Bull adesso sono due contro uno (avete letto qualcosa di Bottas?).

Valther – aka Aviatore

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URAGANO PORTOGHESE IN CATALUNYA – MOTOGP BARCELLONA POST GP

Chi se lo aspettava un Miguel Oliveira così ⁉️ Certo il 2° posto al Mugello è stato importante ma pochi si aspettavano il portoghese davanti.

Gara impressionante, martellando dall’inizio alla fine al Montmeló neanche lo stesse inseguendo qualcuno del recupero crediti.

Gara divertente, combattuta sul filo del rasoio tra Miguel e Quartararo all’inizio, con la compagnia di Joan Mir, Miller e Zarco. Sono loro i Piloti più in forma e si vede.

Immagine MotoGP.com

Tempi molto simili per quasi tutta la gara, con un Marc Marquez che dura soltanto pochi giri riuscendosi a portarsi nella TOP5 dopo pochi giri. L’inizio della bagarre con Aleix Espargaró non è un bel segnale, perché da quel momento comincia ad arretrare fino alla caduta, quando si trovava in P6.

Nelle curve a sinistra Marquez forza per recuperare quello che perde a destra. Anche oggi è caduto, anche oggi ha fatto uno step. Rimanere un giro in più lì davanti ad ogni gara. Ritornerà alla vittoria.

Non ho capito la gara di Morbidelli (errore con holeshot in partenza?!?) ne tantomeno quella di Bagnaia. Morbidelli era uno dei favoriti per via del passo gara fatto vedere in prova ma sparisce in gara. Bagnaia⁉️

Curioso di sentire la giustificazione di Pecco. Ormai ne ha sempre una, lo vedo molto più attivo in qualifica che in gara….

https://twitter.com/AngyFra89/status/1401504941513003009?s=19

Gara di carattere per il duo Zarco/Miller. Jack sembra davvero aver trovato la quadra, al netto di errori di valutazione che possono starci, mentre Giovanni Zarco (quello che non è capace) piazza l’ennesima 2^ posizione in cascina. Una regolarità disarmante in questa prima parte di Campionato. Manca la vittoria.

Arrivano soltanto in 15 al traguardo. Montmeló si conferma una pista “bastarda” e da anteriore ballerino.

Immagine MotoGP.com

L’ho detto. Non avete idea di cosa significhi correre con la tuta aperta. Quartararo è stato eroico ma ANDAVA FERMATO. La direzione gara ha corso un rischio non indifferente nel fare continuare il Francese, chiaro segno che non hanno imparato nulla. Anche Casey Stoner la pensa più o meno così 👇

Il Campione del Mondo chiude in 5^ posizione, non essendo stato in grado di combattere con i primi ed (IMHO) abdica nella lotta al Titolo. Anche Vinales (6°) sembra non trovare davvero la quadra e si allontana dalla lotta al Titolo Mondiale. Chiudono la Top10 uno scialbo Bagnaia (7°), Binder (8°), Morbidelli (9°) ed un ottimo Enea Bastianini (10°).

La mia impressione è che, al netto della Classifica, soltanto Quartararo possa perdere il Mondiale e soltanto Zarco possa insidiarlo (con la sua costanza) nella lotta al Titolo. 

Altro⁉️ Si. Petrucci non sarà in MotoGP nel 2022 e nonostante una gara magnifica, fino alla caduta, credo che anche Iker Lecuona rischi tanto il posto. Remy Gardner e Raul Fernandez hanno già un posto prenotato (Australiano in KTM, lo spagnolo forse pure…).

Classifica Mondiale. Immagine MotoGP.com

Appuntamento il 20 Giugno nel GP di Germania. Il Sachsenring… Quella pista che dal 2013 ha visto trionfare un solo Pilota.

Alle ore 18.00 veniva presa la decisione di infliggere altri 3 secondi di penalità a Quartararo, per la guida con dispositivi di protezione non correttamente indossati. Chiude al 6° posto quindi, perdendo altri 3 punti.

P.S. È tutto!? Si. È tutto Signore e Signori. That’s all folks….

 

✍️Francky

 

(Immagine di copertina fonte MotoGP.com)

 

 

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F1 2021 – GRAN PREMIO D’AZERBAIGIAN

Il GP di Montecarlo, come da copione, ha offerto poco spettacolo in pista ma ha reso nuovamente incertissima la lotta per il titolo mondiale.

Complice il tragicomico ritiro di Leclerc, quello altrettanto fantozziano di Bottas e una gara davvero incolore del leader Hamilton, Verstappen si è portato a casa vittoria e primo posto nella classifica mondiale.

Quattro miseri punti dividono i due unici contendenti al titolo 2021 dopo che le prime quattro gare avevano dato la netta impressione che il pacchetto Hamilton/Mercedes fosse ben più attrezzato di quello Verstappen/Red Bull.

Adesso è il turno di Baku e del suo tracciato cittadino a metà strada tra la velocità di Monza e le stradine del Principato.

Ecco, diciamo subito che la palma del “maniavantismo” questa volta se la becca la Ferrari, che ha già dichiarato che correrà in difesa sul circuito azero.

immagine da quotidiano.net

Le simulazioni hanno dato poche speranze ai rossi di condurre una gara da protagonisti, principalmente per la presenza dei lunghi rettilinei che dovrebbero penalizzare non poco la SF21H.

Certo potrebbero esserci delle sorprese, in primis la gestione delle gomme di uno step più morbido rispetto al GP del 2019, ma in Ferrari sembrano pronti a vivere un weekend in cui dovranno cercare di mettersi alla spalle il triello Aston Martin/Alpine/Alpha Tauri piuttosto che combattere con McLaren.

Proprio la McLaren viene data come grande protagonista a Baku grazie alle velocità di punta elevate mostrate in questo inizio di stagione. Norris è gran forma e reduce dal podio monegasco, qualche dubbio in più su Ricciardo che non ha un gran feeling con la pista azera: due ritiri nelle ultime due edizioni e il famoso autoscontro con l’allora team-mate Verstappen.

Uno che di scontri a Baku se ne intende è Vettel che arriva ringalluzzito dall’ottimo weekend di Montecarlo che probabilmente (anche se lui non lo ammetterà mai) gli ha fatto capire di avere ancora qualcosa da dare al mondo della F1. Non è da meno il suo compagno Stroll che a Baku ha conquistato il suo primo podio in carriera e si è sempre fatto valere.

immagine da motorbox.com

Paradossalmente proprio la Aston Martin è l’incognita del weekend, una monoposto che nelle intenzioni doveva ricalcare le prestazioni della W11 Mercedes ma che si sta rivelando peggiore delle aspettative.

In Alpine e Alpha Tauri al momento il problema più grande sono i piloti. Se per Tsunoda, dopo gli exploit iniziali e le tante (troppe?) lodi c’è stata una netta involuzione anche caratteriale che lo ha messo nel mirino di Marko, sorprendente invece pensare ad un Alonso come l’attuale anello debole della Alpine.

Lo stesso Alonso ha più volte ammesso che al momento fa fatica a “copiare” le prestazioni di Ocon ed è in difficoltà soprattutto per un calendario che lo hanno visto correre su piste sulle quali non correva da un bel pò di tempo, guardando al GP di Francia come ad un nuovo inizio di campionato.

immagine da motorbox.com

Il GP di Monaco è stato sorprendente anche nel dualismo Schumacher/Mazepin, con il primo che ha inanellato una serie di errori che ci si sarebbe aspettati dal secondo. Baku sarà l’ennesima tappa di un campionato corso nelle ultime posizioni e valido esclusivamente come apprendistato, con l’imperativo di portare a casa un weekend con le macchine integre per entrambi.

Tra Williams e Alfa Romeo puntiamo decisamente più sulla prima che sulla seconda ma difficilmente porteranno a casa qualche punto alla fine della gara di domenica.

Dulcis in fundo, i due litiganti Mercedes e Red Bull. Come per gli ultimi appuntamenti continua il teatrino delle accuse reciproche, risposte piccate e provocazioni: ali flessibili, track limits, guerre psicologiche e tecnici “rubati”.

Non ci si fa mancare neanche il vecchio adagio del “ci aspettiamo un GP difficile” oppure “vedo i nostri avversari forti su questa pista”, niente di nuovo anche se molto noioso.

immagine da motorbox.com

Di sicuro entrambi i team dovranno elevare il loro livello di attenzione ed efficienza in gara dato che a Baku spesso e volentieri ci sono state gare “pazze” in cui cogliere l’attimo e fare le scelte giuste al momento giusto.

Probabilmente più che in altri circuiti saranno fondamentali Bottas e Perez, con il finlandese che è sempre andato molto forte in Azerbaigian.

Pirelli, come già accennato, porterà delle mescole di uno step più morbide rispetto all’ultima edizione datata 2019, questo dovrebbe far considerare ai team una strategia alternativa a quella dell’unica sosta.

Curiosità soprattutto nel capire se Hamilton ha resettato il cervello dopo lo sfacelo monegasco e se Verstappen è davvero entrato in modalità “prostiana”, ovvero quando non si può vincere, non strafare e accontentarsi di quello che viene.

*immagine in evidenza da alvolante.it

Rocco Alessandro

 

 

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