Ante Scriptum:
Sapete già tutto perchè nel precedente articolo avete già detto tutto voi e pure di più. Potete saltare a piè pari e andare direttamente ai commenti.
Grazie
P.S. Pier, non ti devo alcuna royalty. Sugli AS il brevetto è mio.
Round numero 13 della stagione 2026 di F1.
L’astronave Formula Uno atterra sll glorioso parco di Monza la cui vegetazione ha avuto il piacere di ascoltare il rombo di motori rimasti nella storia.
E nella storia entrerà anche quello (lasciatemelo chiamare tale) delle PU my 2026 che, nota a latere, resta un gran sentire se paragonato al 2014.
Ormai di sport e di Formula Uno si legge e si parla tutti i giorni grazie agli strumenti di comunicazione che la tecnologia ci ha messo a disposizione. Diventa complesso anche solo “imbrattare” un foglio elettronico bianco, sperando di non essere ripetitivi piuttosto che ridondanti. Già perché giusto quello posso fare in qualità di sostituto del titolare della posizione che saluto e ringrazio.
I nostri 24 lettori (uno in meno…) sapranno già che il leader del mondiale Antonelli sarà costretto a partire da Sesto San Giovanni causa sostituzione della PU della sua Mercedes. Un peccato per la classifica mondiale ed anche perchè si vedrà precluse il 90% delle possibilità di vittoria. Vittoria che manca ad un italiano dai tempi di Scarfiotti e che tanto bene avrebbe fatto a lui e pure a noi.
La notizia è che avrà una nuova PU senza gli aggiornamenti dell’Aduo 1 che Mercedes ha avuto diritto ad utilizzare non essendo il miglior motore del lotto (e non ridete che vi sto vedendo). Poco conta che di 12 gare ne abbiano vinte 8 (più 2 con la McLaren), ma questo è un altro discorso. In Mercedes vogliono mettere al sicuro la posizione di Antonelli non rischiando sull’affidabilità che potrebbe venire a mancare con il motore evoluzione.
Questi eventi potrebbero spianare la strada al suo compagno di team che, volere o volare, resta il secondo in classifica generale.
L’inerzia di questa parte della stagione è tutta di Norris. Reduce da due vittorie di fila e con tutti i papaya dalla sua, si troverà però di fronte ad un circuito molto diverso dai due precedenti. A Monza si viaggia con ali prossime allo zero incidenza quindi le carte saranno sparigliate rispetto all’Ungheria ed all’Olanda. Ma con le F1 attuali non è vero nemmeno questo. Infatti il sistema delle ali che si appiattiscono in tutti i rettilinei (a me piace chiamarlo “reverse drs”) Straight Mode potrebbe consentire alle squadre di usare incidenze maggiori rispetto al passato. Ciò potrebbe regalare qualche punto di carico in più nelle curve senza perdere troppo sul dritto e ridurre il gap tra i circuiti più esigenti e quelli meno da questo punto di vista.
L’attesa per le prestazioni della Ferrari non fa più notizia, soprattutto quando si parla del circuito di casa.
Le ultime due vittorie di tappa della squadra nazionale sono marchiate Leclerc.
Nell’ormai lontano 2019 il ragazzino fece un capolavoro tra sabato e domenica.
Come i 24 lettori ricorderanno, al sabato riuscì a far prendere la bandiera a scacchi al compagno Vettel in Q3 impedendogli di provare a soffiargli la pole (capolavoro tattico alla Prost). Alla domenica (capolavoro racing alla Senna) si tenne dietro un arrembante Hamilton sulla W10 (W10 ripeto) mandandolo per prati alla Roggia..(poesia).
La seconda nel recente 2024, con una SF24 che andava forte e che non servì come base per la SF25.. ma qui si aprirebbe una digressione troppo “digressa”.
A Monza la Ferrari si presenterà forte dell’aggiornamento ADUO 2 che pare possa portare 15 cv in più rispetto a prima. Gli analisti non li ritengono ancora sufficienti per affiancare il Mercedes. Ma è sempre meglio averli su un tracciato come quello brianzolo.
La scelta di puntare su Hamilton per la lotta mondiale è ormai evidente dopo i fatti di Zandvoort. Che sia giusto o meno a questo punto della stagione è affare maranelliano. Rispetto al passato mancano ancora troppe gare (ma tanto io ho il marchio del tifoso) e, soprattutto, non si sta considerando che negli ultimi GP il livello di prestazione è a vantaggio del monegasco.
In ogni caso la storia in Pianura Padana si ripete da sempre. L’idolo delle folle viene sostenuto e/o sostituito a seconda di come tira il vento. E’ successo a tanti e succederà ancora.
Oggi quella stessa tifoseria che inneggiava a Sciarl gufando l’Hamilton in grigio è dalla parte dell’inglese. Il tutto in ottemperanza al primo (ed unico) comandamento della religione rossa “l’importante è che a vincere sia una Ferrari”.
La stessa tifoseria che si arrabbiò per il ditino di Silverstone 2022 oggi confida in Hamilton criticando l’operato in pista del monegasco reo di non lanciarsi nelle vie di fuga appena il 44 appare nei suoi specchietti.
Andiamo avanti..
A tutti gli altri resteranno solo le briciole di questo weekend. Anche, ritengo, allo stesso Max Verstappen a meno di una gara pazza.
La F1,5 quella del midfield è sempre quella più incerta, quella dove i riflettori splendono meno e che darebbe lustro allo spettacolo se la lotta fosse per posizioni più importanti.
Audi sta salendo di livello con costanza e si troverà a scontrarsi con Alpine che ha il vantaggio di avere un motore decisamente superiore a tutti gli altri. La lotta sarà anche con i torelli della Racing Bulls. Gli altri team, a partire dalla Haas sono in calo. Vertiginoso quello della Williams.
Il timido segnale di risveglio da parte di Aston si scontrerà con la lunghezza dei rettilinei monzesi. Se Adrian Newey sta pian piano ponendo rimedio allo scempio che ha messo in pista, altrettanto non si può dire dei giapponesi della Honda che pagano una settantina di cavalli rispetto agli altri.. ed a Monza senza cavalli non vai da nessuna parte nemmeno aiutato dai chilowatt.
Per i due alfieri Cadillac un altro weekend dove il momento di gloria maggiore sarà la sessione autografi.
Buon Gp a tutti
Salvatore V.
(immagine di copertina tratta dal web)