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TRIPLETTA DUCATI E TEAM WORLD CHAMPION – VALENCIA POST GP

Prima storica tripletta per la casa di Borgo Panigale che, dopo il mondiale costruttori, si aggiudica per la seconda volta il titolo iridato per la categoria team

Un risultato storico quello ottenuto ieri da Ducati, che ha dominato gli avversari conquistando tutti i gradini del podio. Il vice-campione del mondo Francesco Bagnaia vince davanti al rookie dell’anno Jorge Martin e al compagno di squadra Jack Miller, nel box è festa.

Questa tripletta aumenta di importanza e di magia se si pensa che proprio a Valencia, 15 anni fa Troy Bayliss e Loris Capirossi conquistarono il primo 1-2 della storia Ducati.

Il risultato ottenuto consente al Ducati Lenovo Team di aggiudicarsi anche il titolo mondiale dei team, sopravanzando l’ufficiale Yamaha Monster Energy di 53 punti. L’ultima volta che la casa italiana vinse questa particolare classifica era il 2007, anno del mondiale di Casey Stoner. Una prova di forza importante di Borgo Panigale, che conclude un magico 2021 portando a casa due titoli, con il solo rammarico di aver lasciato sul piatto quello più importante, il mondiale piloti.

Pecco e Jack. Immagine MotoGP.com

IL GRAN PREMIO

Nella giornata di sabato Ducati monopolizza la prima fila in qualifica, con Martin che conquista la quarta pole position in stagione, davanti a Bagnaia e a Miller. Per la gara l’obiettivo era quello di portare a casa uno storico risultato, troppe volte quest’anno abbiamo visto le Desmosedici partire dalle prime posizioni della griglia senza poi riconfermarsi in gara. Questa volta però manca Marquez, infortunato, ma soprattutto manca il campione del mondo Quartararo, che sembra riscontrare tutte le difficoltà possibili solo a campionato chiuso.

A contendersi la vittoria, quindi, sono le tre “rosse” e le due Suzuki di Mir e Rins. Martin parte fortissimo mantenendo la prima posizione e cercando di fare selezione sui piloti dietro. Rins cerca di stargli attaccato, ma spinge oltre il limite e scivola. Ennesimo errore per un pilota che in alcune giornate sembra essere più forte del compagno di squadra, ma è sempre molto meno consistente. Rimane quindi solo il campione del mondo uscente a contrastare il dominio Ducati, ma la Desmosedici sembra essere nettamente superiore. L’unica battaglia degna di nota è il sorpasso di Bagnaia su Martin verso metà gara. Le posizioni poi si congelano e arrivano così al traguardo: Bagnaia, Martin, Miller, Mir, Quartararo, Zarco, Binder, Bastianini, A. Espargaro e Rossi a chiudere le prime 10 posizioni.

MARTIN ROOKIE OF THE YEAR

111 punti, 56 giri completati in prima posizione, 4 pole position, 4 podi, 2 terzi posti, un secondo posto e una vittoria.

Questi sono solo alcuni dei numeri della stagione di Jorge Martin, che gli hanno permesso di aggiudicarsi il titolo di miglior rookie dell’anno. Risultati straordinari, soprattutto se si considera l’infortunio subito a Portimao che l’ha costretto a saltare 4 gare a causa dell’importante intervento chirurgico che ne è derivato. Stagione indimenticabile anche per il Team Pramac, che si aggiudica tutti i titoli riservati alle squadre indipendenti: miglior team, miglior pilota indipendente con Zarco e, come già riportato, miglior rookie con Martin.

Congratulazioni comunque ad Enea Bastianini, che con una Desmosedici nella sua versione vecchia di 2 anni è riuscito a giocarsi il titolo di miglior esordiente fino a Valencia.

Una cosa è certa: Ducati ha in casa dei giovani piloti fortissimi, speriamo riesca a gestirli nel migliore dei modi.

L’ADDIO DI ROSSI, SI CHIUDE UN CAPITOLO

La gara di ieri, oltre che per la prima tripletta di Ducati Corse, rimarrà nella storia per essere stata l’ultima gara di Valentino Rossi dopo 25 anni di una carriera lunga e vincente. Il nove volte campione del mondo chiude in 10a posizione la gara e al 18o posto nella classifica mondiale. Una posizione che di certo non rende giustizia ad uno dei piloti più importanti della storia di questo sport. La festa e i ringraziamenti dei piloti e di tutti gli addetti ai lavori, invece, sì che sono stati degni di Rossi. Tanta gioia e un po’ di tristezza per chi gli è stato vicino in questa lunghissima avventura, coronata in serata con l’inserimento nella privilegiata lista delle Leggende della MotoGP.

Oltre a Valentino, un altro pilota italiano ha corso i suoi ultimi km in pista nel campionato del mondo di velocità. Si tratta di Danilo Petrucci, pilota fin troppo bistrattato durante il suo percorso, partendo dalle derivate di serie è arrivato a vincere delle gare in MotoGP nonostante una fisicità che non gli ha permesso di esprimersi al meglio. L’inizio del 2022 lo vedrà impegnato sempre con KTM in una delle competizioni più dure del motorsport, la Dakar, per cui gli auguriamo un grande in bocca al lupo.

Si chiude quindi un importante capitolo di questo bellissimo sport, che però continuerà ad esistere e a regalarci emozioni anche dopo Rossi.

Una piccola nota dolente: fa dispiacere vedere che il giornalismo italiano non abbia dato abbastanza risalto ad un evento storico come la tripletta di una moto progettata e sviluppata in Italia.

Per chiudere, dunque, anche questo mondiale è giunto al capolinea. Quartararo è campione del mondo, Ducati ha conquistato la classifica costruttori e quella team, Rossi si è ritirato. Si conclude però una stagione che, per quanto bella e divertente, non deve far calare il sipario sulle polemiche e sui problemi che si sono visti in pista sul discorso sicurezza, soprattutto per le categorie minori, che hanno toccato l’apice purtroppo con la tragica scomparsa di Jason Dupasquier, che vogliamo ricordare ancora una volta.

Ciao Jason.

✍️Lenz

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DUCATI CAMPIONE DEL MONDO COSTRUTTORI – PORTUGAL POST GP

Ducati bissa il successo del 2020 e si conferma il costruttore Campione del Mondo anche nel 2021.

Se il 2020 è stato un anno particolare, nel 2021 la Ducati si è confermata la casa Campione del Mondo grazie al magnifico apporto di Pecco Bagnaia ed anche di Jack Miller. Entrambi hanno vinto in totale 6 gare (3 Pecco, 2 Jack ed 1 Martin) collezionando ben 13 podi complessivi su 18 gare, a conferma che è indubbiamente la miglior moto, che funziona in mano a tanti Piloti dal diverso stile. Ricorda un po’ la Yamaha di qualche anno indietro, ma con tanti cavalli in più sotto il culo dei Piloti.

Campioni del Mondo Costruttori 2021.

Certo è che lascia un po’ l’amaro in bocca vincere due Costruttori di fila e lasciare il Titolo più ambito in mano ad altri. Quel Mondiale Piloti tanto inseguito dal 2008 sembra ormai una maledizione. 

Se quest’anno Pecco Bagnaia, al terzo anno sulla Ducati, è sbocciato soltanto nel finale del Campionato c’è da chiedersi quale sarà l’approccio al 2022 visto che sarà il Pilota da battere sulla moto più performante di tutte (per il momento). Quartararo ha chiesto una rivoluzione a Yamaha, Honda prepara un motore nuovo ed avrà finalmente Marquez davvero al 100%.

IL GRAN PREMIO.

Vince, anzi stravince Bagnaia. Non lascia via di scampo a nessuno dando una lezione di guida a Joan Mir, che a dirla tutta, sembra andare davvero a mille soltanto qui a Portimao con questa Suzuki. (È partito in prima fila per la prima volta in carriera in MotoGP).  Il ritmo di Pecco è stato infernale tanto che neanche Jack Miller è riuscito a stargli dietro

Finalmente si rivede Alex Marquez. Il due volte Campione del Mondo ha lottato con Jack Miller per il gradino più basso del podio, sembrando completamente un altro Pilota. Sicuramente il circuito ha contribuito molto ma rimango dell’idea che Alex debba cercare fortuna altrove, su una moto che si adatti meglio al suo stile di guida. Una Suzuki ad esempio, se ne liberano addirittura due il prossimo anno…

Il neo Campione del Mondo chiude la gara perdendo l’anteriore, in un weekend che non l’ha mai visto protagonista.

La gara viene interrotta, con bandiera rossa, per l’incidente tra Lecuona (in SBK dal 2022) e Miguel Oliveira, fortunatamente senza conseguenze.

ROOKIE OF THE YEAR

Lotta serrata per il Titolo di miglior Pilota esordiente. Jorge Martin (7°) ed Enea Bastianini (9°) sono separati da soli 3 punti con l’italiano in testa alla classifica. A Valencia si deciderà chi sarà il migliore tra i due tenendo conto che Bastianini guida la moto più vecchia della griglia…

YAMAHA. FUTURO INCERTO.
Andrea Dovizioso e Maverick Vinales.

Quello che succederà in Yamaha sarà da libro giallo. Vuoi perché Quartararo non è Valentino Rossi o Marc Marquez, vuoi perché la linea scelta da Iwata lascia mille dubbi.

Hanno preso Dovizioso che ogni GP, da quando è rientrato, finisce ultimo. Hanno ingaggiato Darryn Binder per il 2022 sul quale stenderei un velo pietoso. Hanno dato a Morbidelli il tanto agognato team ufficiale ma gli hanno tolto il capotecnico con il quale rischiò di vincere il Mondiale 2020.

Rimane soltanto Quartararo che ha chiesto a gran voce un passo avanti nel motore (da sempre croce e delizia Yamaha). Se lo step non sarà quello previsto sicuramente non ci sarà il rinnovo e ad inizio 2022 Quartararo firmerà con un altra casa (Honda HRC si muoverà sicuramente).

TEAM VR46 – SI FA O NON SI FA⁉️

Il team SI farà. Certo che si farà altrimenti Ezpeleta non ci avrebbe messo la faccia, come fece d’altronde nel 2012 per riportare Valentino in Yamaha ed evitargli il ritiro. 

Si farà con Ducati? Ecco su questo ho i miei dubbi, siamo ad un GP dalla fine ed ancora non è stato annunciato il Team. Sicuramente rimarrà il marchio VR46 al quale Don Carmelo è affezionato, ma perché non vederlo su una Yamaha!? Anche Ezpeleta stesso si è reso conto che 8 Ducati (Non si aspettava il SI a Ducati di Gresini) sono troppe e siccome i soldi “li cacceranno” gli amici suoi deciderà magari di “bilanciare il campionato”.

Oggettivamente vedere 8 moto contro le 4 che è la normalità è un tantino scorretto e controproducente per l’organizzatore stesso.

Detto ciò a Valencia tra meno di una settimana si chiuderanno definitivamente i giochi e non ci resterà che guardare le gare degli anni passati. Fino a Marzo…

 

✍️Francky

IL PRINCIPE SOLITARIO – SILVERSTONE POST GP

Oggi è storia.

Parleremo dopo del GP, adesso voglio soffermarmi su Aprilia ed al Pilota che ha regalato il primo podio nella storia della casa di Noale nell'era MotoGP. Sudore, fatica, momenti bui e tante critiche (anche da parte di chi scrive) e mille dubbi sul Pilota che ancora non aveva espresso il massimo con la RS-GP. Mancava sempre qualcosa sul finale, ma oggi Aleix Espargaró ha portato la RS-GP sul podio di un tracciato leggendario come Silverstone. Oggi è storia amici miei, rimarrà negli annali. Troppo facile chiedere scusa adesso, ma lo farò lo stesso. Scusa Aleix e complimenti.
Primo podio storico per Aprilia nell’era MotoGP. Immagine MotoGP.com

In gara non c’è trippa per gatti. Quartararo recita la parte del macellaio e li trita tutti quanti. Uno ad uno, a cominciare dal Campione del Mondo in carica, Joan Mir, che nella giornata di ieri aveva avuto parole molto “interpretabili” su Quartararo.

Immagine eloquente. Pericolo… Fonte MotoGP.com

“Tutti gli altri stiamo andando piano per qualcosa, la pista non è perfetta. I tempi sono più alti del 2019 e soltanto lui va forte” J.Mir

Domanda… Cosa è cambiato dal 2019 ad oggi⁉️ Ve lo dico io, la carcassa Michelin. Joan Mir ha lanciato il sasso tirando indietro la mano. Ma la pista parla sempre ed anche oggi lo ha fatto. Lui è arrivato un eternità dietro il compagno di team Alex Rins mentre Fabio ha risposto in pista.

Giornata nera per tanti.

Silverstone è stata indigesta per tanti Piloti ad iniziare da Marc Marquez. Un Marquez ritrovato, che va forte in prova segno che il braccio non è più un problema. Cade sempre più spesso e sempre più forte, la mancanza di fiducia in questa Honda lo sta condizionando non poco. Non è una bestemmia dire che il problema di Marc è l’approccio alla gara più che la condizione fisica, sembra di rivedere il Marc della prima parte del 2015…

Un erroraccio mette fine alla sua gara ed a quella dell’incolpevole Jorge Martin.

Bagnaia e Rossi in qualifica. Immagine MotoGP.com

Un’altra giornata nera per Pecco Bagnaia. Sono un suo grande estimatore ma ciò non compromette la mia capacità di giudizio. Sembra il nipotino che accompagna il nonnetto a prender la pensione all’ufficio postale. In ogni maledetto turno di prove, ogni sessione ed ogni Run si tira dietro Valentino Rossi.  Ottimo in prova ma gara assolutamente da dimenticare, sicuramente come “Mamma Academy” insegna avrà una scusa anche per oggi…

Fossi nel management Ducati inizierei a pormi qualche domanda, perché non è normale che un Pilota Factory si tiri dietro un Pilota di una casa rivale…

Non tutto è da buttare.

Dopo la “Pole” l’alfiere HRC “Pol” regala una bellissima gara al team Repsol, certo non è una vittoria o un podio ma lo è per lui, soprattutto vedendo l’altro lato del box e la rivalità acerrima che c’è tra loro. Che sia la fine di un incubo? No, per me Silverstone è un tracciato particolare, mi auguro di sbagliare.

Jack Miller ha sfiorato il podio, qui a Silverstone con la Ducati non è mai una certezza però lui è arrivato vicinissimo. Ma quello che mi fa pensare di più è la prestazione di Iker Lecuona. Ha fatto in ottima gara e ribadisco che paga il fatto di essere l’ennesimo Spagnolo, qualora non trovi posto in MotoGP il prossimo anno. Il Team clienti Yamaha ha scelto di puntare su Dovizioso (ci sarà da ridere parecchio se dovesse fare flop…) mentre a me sarebbe piaciuto vedere sulla M1 un talentino come Iker che ha fame e voglia di “arrivare”, tenuto conto che è il più giovane in pista.

Alex Marquez. Immagine MotoGP.com

Gioia anche per Alex Marquez che in condizioni di grip “minore” riesce a guidare meglio di quello che ci ha fatto vedere finora. Chiude al 7° posto battagliando sia con Bagnaia che con Mir, dando un segnale forte. “Io ci sono ma ho la moto sbagliata” sembra gridare. Mi piacerebbe vederlo su un’altra moto, sicuramente dal 2023 saremo accontentati.

In chiusura…

Cal Crutchlow, Pilota del Test Team, in sostituzione di Vinales. Immagine MotoGP.com

Cal Crutchlow ha sostituito, per questo GP, Maverick Vinales nel Team Factory. Ha chiuso fuori dalla zona punti, il problema e l’imbarazzo per qualcuno è che ha chiuso davanti a Valentino Rossi. Crutchlow è un Pilota del Test Team…

Mondiale “Capitolo chiuso”⁉️

Ni. Può perderlo soltanto staccando la spina il buon Fabio, che però ha una fame tale che potrebbe vincerle tutte. In classifica Mondiale allunga e se ne va…. La lotta è per il “primo dei perdenti come dice Ago”.

Classifica Mondiale MotoGP. Immagine MotoGP.com

 

✍️ Francky

 

 

MOTOGP 2021- GP DI GERMANIA SACHSENRING

PREMESSA

Vista l’esperienza delle ultime gare in cui non avrei preso il pronostico manco leggendo la classifica alla fine della gara, mi riservo di dire che, come le partite di calcio partono tutte dallo 0-0, anche le corse di moto partono con il semaforo rosso e tutti schierati nello spazio di pochi metri.

SVOLGIMENTO

Weekend di gara e ritroviamo una delle piste che nel 2020 sono saltate dal programma per la pandemia.

Si sbarca al Sachsenring per il Gp di Germania, un circuito che gira praticamente sempre a sinistra e sul quale il marziano Marc Marquez ci vince dal primo anno in cui è sbarcato nel motomondiale. Dal 2010 contando la bellezza del 100% nel rapporto partecipazioni/vittorie: una il 125, due in Moto2 e ben 7 in MotoGp. Siamo nel suo regno.

(immagine tratta da twitter)

Forte sui circuiti sinistrosi da sempre, il tracciato amico potrebbe aiutare il catalano a fare un altro piccolo step verso il recupero completo. Se aggiungiamo il fatto che siano proprio le curve a destra quelle più complesse nel suo attuale stato di forma, allora qualche bella speranza di ritrovarlo sul podio a fine gara la possiamo anche coltivare. In fondo ha ragione Lucchinelli quando dice che durante la gara è comunque sempre ad un centinaio di metri dal primo… Manca quell’ultimo pezzo che in Germania potrebbe arrivare foss’anche estemporaneo.

Si scontrerà con i soliti in vetta al Campionato che non sono disposti a fare sconti.

Il circuito è parecchio impegnativo nella ricerca della messa a punto in quanto le moto restano in piega per davvero tanto tempo e con pochi allunghi di motore dove la meccanica Ducati possa fare la differenza come in altre piste. Quindi favorite dovrebbero essere le dueruote con maggiore maneggevolezza e maggior messa a punto elettronica. Non si possono quindi non menzionare le Yamaha con Quartararo che pare essere diventato una garanzia al contrario di Vinales che brancola ancora nel buio una domenica si e l’altra pure. Vedremo se il lavoro del nuovo capotecnico Silvano Galbusera comincerà a manifestarsi nelle prestazioni dello spagnolo se sarà l’ennesimo tentativo che non vedrà il buon fine che dovrebbe avere.

Essendo meno importante il motore potrebbe venir su anche il nostro Franco Morbidelli, o almeno ci speriamo. Tra la moto vecchia e qualcosa di impalpabile che è successo all’interno di quel box. Il team Petronas è passato da un 2020 memorabile che ne ha fatto il miglior team della stagione con ben 5 vittorie di tappa, a brancolare nel buio più assoluto dei primi Gran Premi 2021.

Circuito per moto maneggevoli quindi vengono in mente subito le Suzuki. Rins forse sarà della partita se riuscirà ad essere “fit to race” alle visite mediche, ma difficilmente potrà avere speranze da podio dopo l’operazione al braccio subita dopo essersi schiantato in bici a Barcellona contro un mezzo dell’organizzazione…(fermo).. Resta Mir che sarebbe pure ora arrivasse a due vittorie nella categoria visto che ha la corona d’alloro 2020 sotto il casco.

Le Ducati? E chissà… Sulla carta è uno dei circuiti più complicati per loro ma quest’anno hanno vinto anche a Jerez. State calmi: è vero che Miller ha vinto dopo che Quartararo ha accusato il male al braccio. Chi vince ha sempre ragione (quasi) e lui era lì ad un tiro di schioppo e nulla vieta di pensare che avrebbe potuto riprendere il francese lo stesso.

Tra i ducatisti vedo bene Zarco su questa pista, mentre di Pecco non parlo più per scaramanzia e per Martin ci va ancora un attimo di pazienza.

Rivedremo le KTM sugli scudi? Credo proprio di si, perché il nuovo telaio funziona bene e i piloti (quelli ufficiali) ci sono. Non saranno ancora maturi per vincere un campionato, ma per le gare sono prontissimi, soprattutto Oliveira che riesce ad avere più visione del funambolico Binder.

Honda? “se Marquez si party”. Tutto è sempre nelle mani di Marc. Policio Espargaro ha lamentato pubblicamente di trovarsi in una situazione tecnica simile a quella in cui si era trovato nei primi tempi KTM. Un affermazione forte soprattutto perché Dani Pedrosa è passato proprio dall’altra parte.

Ci lamentiamo spesso della gestione piloti dei bolognesi ma se a Borgo Panigale si piange a Tokio non si ride proprio negli ultimi anni.

 

Moto2

Il figlio di Wayne ha già un posto sicuro nella classe maggiore per il prossimo anno. In Ktm lo hanno messo nelle condizioni di correre sereno e poter star davanti a quel cagnaccio che si ritrova a pranzo e cena nell’Hospitality KTM. Saranno verosimilmente loro due a giocarsi la gara, con i nostri italiani Bez E Diggia a provare a rompere le loro uova nel loro paniere.

Lowes si è perso un’altra volta e la sequenza di cadute di cui è stato protagonista gli ha tolto il piglio col quale aveva cominciato la stagione.

Sulla Moto2 ho una considerazione. Sino a inizio 2019 si parlava di gente come Baldassarri e Luthi in lotta per la vittoria finale. Dopo l’introduzione del gommone sono desaparecidi.

 

Moto3

Ahi Ahi! La direzione gara ha l’obbligo di stabilire regole e di fare un briefing pre-gara che resti nella storia.

Della parte sportiva sarà lecito ricominciare a parlarne dopo aver avuto la riprova che i ragazzini abbiano messo la testa a posto per quanto è possibile lo facciano degli adolescenti cresciuti ancora non troppo. Quanto accaduto a Barcellona è peggio di quanto accaduto al Mugello in termini di premeditazione. L’oggetto moto è già pericoloso di suo senza andarsela a cercare… figuriamoci cercandosela.

Buona gara a tutti

Salvatore V.

 

(immagine di copertina tratta da Motori magazine)

MOTOGP 2021-GP D’ITALIA MUGELLO CIRCUIT

Dopo un anno di assenza causa forza maggiore si torna a correre su uno dei tracciati preferiti dai piloti e dai tifosi.

Le colline toscane accoglieranno la festa delle Moto più performanti del mondo seppur mancheranno il colore ed il calore del pubblico. Niente tribune inondate di giallo e di rosso a festeggiare i nostri portacolori ma questa è la realtà, meglio farsene una ragione ed accontentarsi dell’immagine di copertina.

Forse è stato il Mugello stesso a tradire lo scorso anno il mondo dei motociclisti, ammaliato dalle sirene di quella F1 che l’ha sedotto e abbandonato a se stesso…

Ma non importa, i motociclisti sanno perdonare in virtù dello spettacolo che questo tracciato è sempre in grado di regalare.

Ad oggi le previsioni del tempo danno buone probabilità di pioggia, la stessa che potrebbe cambiare le carte in tavola e l’equilibrio tra uomini e macchine.

A prescindere dalle condizioni atmosferiche i favoriti d’obbligo restano quelli che tengono in mano il manubrio di una rossa italiana. Sono proprio i ducatisti e la Ducati i maggiori indiziati per la vittoria finale. E’ la pista di casa, il posto dove nelle ultime tre edizioni sono stati in grado di vincere (e bene) con tre piloti diversi, indice che la Desmosedici ben si adatta alle caratteristiche di quest’asfalto e queste curve. Se dovesse piovere sarebbe indifferente: la rossa bolognese va storicamente bene sull’acqua ovunque, figuriamoci in Toscana.

In caso di vittoria di Miller il pilota australiano eguaglierebbe un record di tre vittorie di fila su una rossa che solo il grande Casey riuscì a realizzare nel 2007 e a replicare nel 2008: difficile ma non impossibile per Jack in stato di grazia almeno quanto la moto che inforca. Per Ducati potrebbe anche realizzarsi un sogno ancora più grande, ovvero quello di riempire tutto il podio per la prima volta nella sua storia. Mai come quest’anno questo è possibile, sia per le prestazioni della moto che per quelle dei piloti: Miller, Bagnaia, Zarco hanno le medesime possibilità di vittoria per svariate ragioni, quindi potrebbero finire in una volata a tre con Dall’Igna attaccato a tutto il ferro che trova pur di non vederli ammucchiati per eccesso di foga.

Fatta questa premessa vincerà qualcun altro……

Chi? Non si può non tenere conto dei piloti Yamaha per ovvie ragioni di performance della moto di Iwata ma anche di motivazioni personali da parte di Quartararo che deve restare in testa in classifica generale, di Vinales che la deve smettere di giocare con l’altalena, di Morbido che respirerà aria di casa dopo aver cominciato malissimo questo 2021. Nutrire speranze di vittoria per il quarto alfiere mi pare ottimistico. Però che bello sarebbe vedere Rossi vincere al Mugello e dichiarare a caldo che dopo la vittoria non correrà più manco il prossimo GP?

Le Suzuki potrebbero (forse sarebbe meglio dire dovrebbero) cominciare a riscattare il modesto avvio stagionale. Rins e Mir si dovranno pur svegliare, perché la moto funziona e loro non possono aver disimparato a guidare senza Brivio nel box.

Occhio a Marc Marquez. Un’introduzione che si rispetti non può esulare dal contemplarlo. In Francia il leone ha riassaporato il gusto della conduzione di una gara. Ok, erano condizioni particolari, ma sta tornando su pian piano, in sella ad una moto che senza la sua guida tecnica si è persa per strada. E’ tornato al telaio 2020 col quale aveva comunque fatto i test di due inverni fa e che “conosce” meglio del 2021. Magari non vincerà, ma l’aria delle colline toscane gli è sempre piaciuta.

Aprilia? Non dovrebbe andar male affatto, anzi. Conoscendo anche i granelli di sabbia mischiata alla ghiaia del tracciato toscano, potrebbe far molto bene e magari puntare al primo podio nel caso di un weekend di grazia di Espargaro.

Chi scrive non crede in Ktm che dopo lo scorso anno sembra persa per strada. La buona prestazione di Petrucci in Francia è soprattutto figlia delle condizioni particolari e dell’attitudine del pilota piuttosto che da motivazioni tecniche importanti. Danilo tornerà sulla pista laddove ha perso la sua illibatezza, ma difficilmente potrà far meglio che restare in zona punti.

Questo è il periodo dell’anno in cui si intensificano le trattative per il mercato piloti ed è stato in passato teatro di ufficializzazioni più o meno importanti. Ducati ha deciso di rinnovare Miller addirittura prima del fine settimana, ma le notizie più “croccanti” potrebbero arrivare dal neonato team VR46. Si è ancora in ballo sulla scelta della moto, con notizie che si rincorrono da ormai settimane e che hanno portato da un Aprilia quasi certa passando per Yamaha sino ad un accordo con Ducati per poi risentire affiorare il nome di Yamaha. Legata a questa scelta potrebbe scatenarsi una reazione a catena per gli altri team: vedremo.

 

Moto2

Sembrava un campionato scontato dopo le prime gare, con Sam Lowes che pareva inarrivabile. Ed Invece? Sam si è già perso per strada permettendo ai suoi avversari di sopravanzarlo, collezionando solo 16 punti nelle restanti tre. In testa alla classifica c’è quindi un rookie di nome Raul Fernandez che si è messo in testa di fare solo un campionato di Moto2 vincendolo per poi essere promosso alla classe regina. Avrà da vedersela prima di tutto con il suo teammate Gardner, a cominciare da questa domenica.

Per la vittoria di tappa non bisogna dimenticarsi che sia Bezzecchi che Diggia possono alzare i toni ed imporsi sul tracciato che adorano entrambi.

 

Moto 3

Il fenomeno Pedro Acosta si è abbattuto come un uragano su questo campionato. Dopo sole cinque gare ha più del doppio dei punti del secondo in classifica. Uno strapotere di questa portata nella classe dei ragazzini non si vedeva da tempo immemore.. e per fortuna che a Le Mans ha fatto un mezzo passo falso. Lo spettacolo non mancherà perché la pista si presta ai giochi di scie, agli incroci nelle esse veloci, alle staccate all’ultimo respiro. Insomma tutte cose che i ragazzi terribili della Moto3 adorano.

Acosta e gli italiani i favoriti.

 

Buona gara a tutti.

 

Salvatore V.

 

(Immagine di copertina tratta da moto.it)