Nemmeno il tempo di godersi il Mugello che le moto tornano in pista in quel di Montmelò.
Il fresco (magistrale) vincitore del Gp italiano ha l’obbligo di dare continuità all’altissimo livello a cui è arrivato negli ultimi 3 appuntamenti. Non può permettersi di tirare il fiato nemmeno tra un turno di prove e l’altro. Pecco si è messo addosso by himself una situazione stressante, e da solo deve tirarsene fuori per non arrivare a fine anno pieno di rimpianti. La moto più “migliore” è sotto le sue natiche: è doveroso che ne tragga fuori il massimo perché quest’anno va così, ma l’anno prossimo chi lo può sapere?
Nelle due occasioni in cui ha vinto la gara, il francesino della Yamaha gli è comunque arrivato dietro ad un tiro di schioppo, segno che ha capito contro chi lotta e che lo deve marcare stretto tutte le volte che gli è davanti.
In questo senso Fabio Quartararo ha dato testimonianza di essere maturato, facendo uno switch mica da poco. Le altre Yamaha servono giusto per rinfoltire il numero della griglia quindi, se vorrà riconfermarsi, non potrà che contare su se stesso.
Bagnaia (al contrario) è svantaggiato dalla classifica ma potrebbe essere “aiutato” dalle altre Ducati in pista. Bastianini, che ha il dovere di gareggiare per se stesso. Miller, che deve tornare a fare il Miller. Ed infine i due Pramac hanno necessità di “arripigliarsi”. Con quella moto non è impossibile frapporsi tra il chivassese e Quartararo, a patto di tornare tutti in palla. Non necessariamente sempre e tutte le volte, ma queste sono le variabili che Fabio dovrà considerare. E lo è anche Aleix Epargaro: lo spagnolo sta facendo una stagione da urlo in groppa all’altra eccellenza made in Italy by Noale.
Gli altri?
Con l’assenza di Marquez, ed il clima che regna in HRC, la Honda fa numero quanto e poco meglio delle altre tre Yamaha solo perché sono quattro. In Suzuki sono riusciti nella storica impresa di prendere un grande condottiero e poi annebbiare il futuro a breve della sua truppa. In Ktm i lavori sono sempre in corso e non si gareggia sempre sul bagnato o in Portogallo. Le gesta dei due prodi VR46 in Toscana sono state frutto di una serie di situazioni favorevoli piuttosto che di un alto livello raggiunto in maniera definitiva.
Gli esperti dicono che sarà una gara di gestione gomme. L’asfalto di Barcellona è più scivoloso di altri e questo porta i pneumatici (si, “i” e non “gli”) a strapparsi più in fretta che altrove se troppo stressati. Quindi il vincitore sarà quello più bravo a trovare il compromesso giusto con il setup ed il polso destro, non necessariamente quello che sarà il più veloce in assoluto in pista. Ad oggi rischio pioggia nullo.
Buona gara a tutti.
(immagine di copertina tratta dal sito automotorinews)
Siamo a Losail per il primo dei 21 gran premi di questa lunga stagione che terminerà il 6 novembre a Valencia.
La stagione più lunga di sempre ad emulare il calendario F1 e chissà se questo elemento contribuirà a sparigliare le carte in tavola. Carte in tavola che, comunque le si giri, tendono a evidenziare sfumature di rosso ( incrocio di dita d’obbligo).
Questa è anche la prima stagione senza Valentino Rossi in griglia. Per come sono andate le ultime stagioni si può pensare che dal punto di vista sportivo non sarà troppo traumatico. Dal punto di vista dello spettacolo invece chissà se i ricordi e il team VR46 saranno sufficienti per continuare a dipingere di giallo le tribune degli autodromi. Non saprei.
Credo sia sbagliato cercare un nuovo Valentino. Piuttosto la griglia vede tanti piloti italiani come ai bei tempi. La vera scommessa è portare sul gradino più alto chi ha già dimostrato il suo valore e trasformare in campioni quelli che oggi sono belle promesse.
Questo primo appuntamento stagionale è stato preceduto dalle consuete sessioni di test invernali che hanno confermato il trend di fine stagione e mostrato forti velleità nella maggior parte dei team. Alla fine vincerà solo uno ma il divertimento si prospetta di alto livello.
Vediamo le squadre.
Yamaha
L’apertura spetta al team campione del mondo, la Yamaha ufficiale con la quale Quartararo ha meritatamente portato a casa il titolo 2021. Nonostante il titolo la moto aveva evidenziato carenze in termini di cavalli rispetto a praticamente tutte le altre marche. I test hanno mostrato che a Iwata hanno preso il problema sottogamba o comunque l’hanno sottovalutato rispetto alle attese del campione del mondo in carica creando malcontento già prima di iniziare. Vedremo se durante la stagione saranno in grado di tirare fuori qualche cavallo in più dal cappello.
La squadra ufficiale conferma il campione del mondo Quartararo e Morbidelli; quest’ultimo, dopo una stagione di problemi fisici, conta di riprendersi una posizione al top di griglia.
Il team satellite WITHU che rimpiazza il glorioso Petronas, schiera il debuttante Binder (un altro fratello in Motogp!) a fianco di Andrea Dovizioso. Dopo il rodaggio del finale di stagione scorso, per AD04 non è sicuramente più “tempo delle mele” e dovrebbe essere arrivato il momento di aprire il “gas”. Vedremo.
Ducati
Ducati ha terminato la stagione scorsa con una moto “perfetta” e quest’anno le hanno in pratica solo riverniciate aggiungendo qualche pennellata di nero ma conservando il meraviglioso rosso. In questa logica conservativa rientra anche la scelta di Bagnaia di scartare la nuova versione del desmosedici rinunciando a una manciata di nuovi cavalli in favore della perfezione di erogazione.
Ai due team ufficiali confermatissimi con Bagnaia e Miller a Borgo Panigale e Zarco e Martin in Pramac si è aggiunto il team Gresini con Di Giannantonio e Bastianini; quest’ultimo è stato protagonista di un finale di stagione che lascia ben sperare.
Debutta con la motorizzazione Ducati anche il team VR46 MOONEY e schiera a fianco del confermato Luca Marini un volenteroso Marco Bezzecchi. Dopo le figuracce legate a sceicchi improbabili e a sponsorizzazioni fantasiose ha il compito non facile di tenere vivo il ricordo del 46. Vedremo.
Honda
Honda negli ultimi tempi ha lavorato sodo per fornire una moto più addomesticabile anche da piloti che non siano Marc Marquez e forse questo cambio di strategia è la vera grande novità, un tentativo di rimediare all’impossibilità di schierare un team vincente senza il 93. Ma al di là dei buoni propositi anche i cordoli sanno che la vera grande questione (speranza) dell’annata riguarda il recupero di Marc dai problemi fisici che lo hanno accompagnato ormai per troppo tempo. I test sono stati molto promettenti e anche Marc è sembrato desideroso di cercare il limite (e l’asfalto) come ai bei tempi. Il team ufficiale ha confermato Pol Espargaro copiato anche dal team satellite LCR che ha confermato Nagakami e Marquez junior.
Aprilia
Aprilia sta facendo le cose per bene a passi nemmeno tanto piccoli. La moto ha sempre dettato il passo durante i test invernali e sembra arrivato il momento delle soddisfazioni per Aleix Espargaro e della rivincita (su se stesso) per Vinales. Il lavoro di Rivola & C. merita di essere ripagato dai risultati. Dita rigorosamente incrociate.
Suzuki
La Suzuki si presenta con i confermatissimi Mir e Rins. Le prestazioni dei test sono state buone, la moto sembra non essere il problema principale per questo team. La vera domanda è se il fresco ingaggio di Livio Suppo consentirà di porre termine alla vedovanza da Brivio. Sicuramente non è un innesto di poco conto. Vedremo.
KTM
Ktm schiera un team completamente nuovo sul fronte piloti, promuovendo i piloti di Moto2 alla classe regina. Raul Fernandez è sicuramente uno dei talenti più cristallini espressi dalla moto2 e si affianca a Remy Gardner che se ha il DNA del padre …
Un team da osservare a mio parere.
Buon campionato a tutti.
I principali orari della copertura televisiva di sky e di TV8 (orari fra parentesi)
Prima storica tripletta per la casa di Borgo Panigale che, dopo il mondiale costruttori, si aggiudica per la seconda volta il titolo iridato per la categoria team
Un risultato storico quello ottenuto ieri da Ducati, che ha dominato gli avversari conquistando tutti i gradini del podio. Il vice-campione del mondo Francesco Bagnaia vince davanti al rookie dell’anno Jorge Martin e al compagno di squadra Jack Miller, nel box è festa.
Questa tripletta aumenta di importanza e di magia se si pensa che proprio a Valencia, 15 anni fa Troy Bayliss e Loris Capirossi conquistarono il primo 1-2 della storia Ducati.
Il risultato ottenuto consente al Ducati Lenovo Team di aggiudicarsi anche il titolo mondiale dei team, sopravanzando l’ufficiale Yamaha Monster Energy di 53 punti. L’ultima volta che la casa italiana vinse questa particolare classifica era il 2007, anno del mondiale di Casey Stoner. Una prova di forza importante di Borgo Panigale, che conclude un magico 2021 portando a casa due titoli, con il solo rammarico di aver lasciato sul piatto quello più importante, il mondiale piloti.
Pecco e Jack. Immagine MotoGP.com
IL GRAN PREMIO
Nella giornata di sabato Ducati monopolizza la prima fila in qualifica, con Martin che conquista la quarta pole position in stagione, davanti a Bagnaia e a Miller. Per la gara l’obiettivo era quello di portare a casa uno storico risultato, troppe volte quest’anno abbiamo visto le Desmosedici partire dalle prime posizioni della griglia senza poi riconfermarsi in gara. Questa volta però manca Marquez, infortunato, ma soprattutto manca il campione del mondo Quartararo, che sembra riscontrare tutte le difficoltà possibili solo a campionato chiuso.
A contendersi la vittoria, quindi, sono le tre “rosse” e le due Suzuki di Mir e Rins. Martin parte fortissimo mantenendo la prima posizione e cercando di fare selezione sui piloti dietro. Rins cerca di stargli attaccato, ma spinge oltre il limite e scivola. Ennesimo errore per un pilota che in alcune giornate sembra essere più forte del compagno di squadra, ma è sempre molto meno consistente. Rimane quindi solo il campione del mondo uscente a contrastare il dominio Ducati, ma la Desmosedici sembra essere nettamente superiore. L’unica battaglia degna di nota è il sorpasso di Bagnaia su Martin verso metà gara. Le posizioni poi si congelano e arrivano così al traguardo: Bagnaia, Martin, Miller, Mir, Quartararo, Zarco, Binder, Bastianini, A. Espargaro e Rossi a chiudere le prime 10 posizioni.
MARTIN ROOKIE OF THE YEAR
111 punti, 56 giri completati in prima posizione, 4 pole position, 4 podi, 2 terzi posti, un secondo posto e una vittoria.
Questi sono solo alcuni dei numeri della stagione di Jorge Martin, che gli hanno permesso di aggiudicarsi il titolo di miglior rookie dell’anno. Risultati straordinari, soprattutto se si considera l’infortunio subito a Portimao che l’ha costretto a saltare 4 gare a causa dell’importante intervento chirurgico che ne è derivato. Stagione indimenticabile anche per il Team Pramac, che si aggiudica tutti i titoli riservati alle squadre indipendenti: miglior team, miglior pilota indipendente con Zarco e, come già riportato, miglior rookie con Martin.
Congratulazioni comunque ad Enea Bastianini, che con una Desmosedici nella sua versione vecchia di 2 anni è riuscito a giocarsi il titolo di miglior esordiente fino a Valencia.
Una cosa è certa: Ducati ha in casa dei giovani piloti fortissimi, speriamo riesca a gestirli nel migliore dei modi.
L’ADDIO DI ROSSI, SI CHIUDE UN CAPITOLO
La gara di ieri, oltre che per la prima tripletta di Ducati Corse, rimarrà nella storia per essere stata l’ultima gara di Valentino Rossi dopo 25 anni di una carriera lunga e vincente. Il nove volte campione del mondo chiude in 10a posizione la gara e al 18o posto nella classifica mondiale. Una posizione che di certo non rende giustizia ad uno dei piloti più importanti della storia di questo sport. La festa e i ringraziamenti dei piloti e di tutti gli addetti ai lavori, invece, sì che sono stati degni di Rossi. Tanta gioia e un po’ di tristezza per chi gli è stato vicino in questa lunghissima avventura, coronata in serata con l’inserimento nella privilegiata lista delle Leggende della MotoGP.
Oltre a Valentino, un altro pilota italiano ha corso i suoi ultimi km in pista nel campionato del mondo di velocità. Si tratta di Danilo Petrucci, pilota fin troppo bistrattato durante il suo percorso, partendo dalle derivate di serie è arrivato a vincere delle gare in MotoGP nonostante una fisicità che non gli ha permesso di esprimersi al meglio. L’inizio del 2022 lo vedrà impegnato sempre con KTM in una delle competizioni più dure del motorsport, la Dakar, per cui gli auguriamo un grande in bocca al lupo.
Si chiude quindi un importante capitolo di questo bellissimo sport, che però continuerà ad esistere e a regalarci emozioni anche dopo Rossi.
Una piccola nota dolente: fa dispiacere vedere che il giornalismo italiano non abbia dato abbastanza risalto ad un evento storico come la tripletta di una moto progettata e sviluppata in Italia.
Per chiudere, dunque, anche questo mondiale è giunto al capolinea. Quartararo è campione del mondo, Ducati ha conquistato la classifica costruttori e quella team, Rossi si è ritirato. Si conclude però una stagione che, per quanto bella e divertente, non deve far calare il sipario sulle polemiche e sui problemi che si sono visti in pista sul discorso sicurezza, soprattutto per le categorie minori, che hanno toccato l’apice purtroppo con la tragica scomparsa di Jason Dupasquier, che vogliamo ricordare ancora una volta.
Ducati bissa il successo del 2020 e si conferma il costruttore Campione del Mondo anche nel 2021.
Se il 2020 è stato un anno particolare, nel 2021 la Ducati si è confermata la casa Campione del Mondo grazie al magnifico apporto di Pecco Bagnaia ed anche di Jack Miller. Entrambi hanno vinto in totale 6 gare (3 Pecco, 2 Jack ed 1 Martin) collezionando ben 13 podi complessivi su 18 gare, a conferma che è indubbiamente la miglior moto, che funziona in mano a tanti Piloti dal diverso stile. Ricorda un po’ la Yamaha di qualche anno indietro, ma con tanti cavalli in più sotto il culo dei Piloti.
Campioni del Mondo Costruttori 2021.
Certo è che lascia un po’ l’amaro in bocca vincere due Costruttori di fila e lasciare il Titolo più ambito in mano ad altri. Quel Mondiale Piloti tanto inseguito dal 2008 sembra ormai una maledizione.
Se quest’anno Pecco Bagnaia, al terzo anno sulla Ducati, è sbocciato soltanto nel finale del Campionato c’è da chiedersi quale sarà l’approccio al 2022 visto che sarà il Pilota da battere sulla moto più performante di tutte (per il momento). Quartararo ha chiesto una rivoluzione a Yamaha, Honda prepara un motore nuovo ed avrà finalmente Marquez davvero al 100%.
IL GRAN PREMIO.
Vince, anzi stravince Bagnaia. Non lascia via di scampo a nessuno dando una lezione di guida a Joan Mir, che a dirla tutta, sembra andare davvero a mille soltanto qui a Portimao con questa Suzuki. (È partito in prima fila per la prima volta in carriera in MotoGP). Il ritmo di Pecco è stato infernale tanto che neanche Jack Miller è riuscito a stargli dietro
Finalmente si rivede Alex Marquez. Il due volte Campione del Mondo ha lottato con Jack Miller per il gradino più basso del podio, sembrando completamente un altro Pilota. Sicuramente il circuito ha contribuito molto ma rimango dell’idea che Alex debba cercare fortuna altrove, su una moto che si adatti meglio al suo stile di guida. Una Suzuki ad esempio, se ne liberano addirittura due il prossimo anno…
Il neo Campione del Mondo chiude la gara perdendo l’anteriore, in un weekend che non l’ha mai visto protagonista.
La gara viene interrotta, con bandiera rossa, per l’incidente tra Lecuona (in SBK dal 2022) e Miguel Oliveira, fortunatamente senza conseguenze.
ROOKIE OF THE YEAR
Lotta serrata per il Titolo di miglior Pilota esordiente. Jorge Martin (7°) ed Enea Bastianini (9°) sono separati da soli 3 punti con l’italiano in testa alla classifica. A Valencia si deciderà chi sarà il migliore tra i due tenendo conto che Bastianini guida la moto più vecchia della griglia…
YAMAHA. FUTURO INCERTO.
Andrea Dovizioso e Maverick Vinales.
Quello che succederà in Yamaha sarà da libro giallo. Vuoi perché Quartararo non è Valentino Rossi o Marc Marquez, vuoi perché la linea scelta da Iwata lascia mille dubbi.
Hanno preso Dovizioso che ogni GP, da quando è rientrato, finisce ultimo. Hanno ingaggiato Darryn Binder per il 2022 sul quale stenderei un velo pietoso. Hanno dato a Morbidelli il tanto agognato team ufficiale ma gli hanno tolto il capotecnico con il quale rischiò di vincere il Mondiale 2020.
Rimane soltanto Quartararo che ha chiesto a gran voce un passo avanti nel motore (da sempre croce e delizia Yamaha). Se lo step non sarà quello previsto sicuramente non ci sarà il rinnovo e ad inizio 2022 Quartararo firmerà con un altra casa (Honda HRC si muoverà sicuramente).
TEAM VR46 – SI FA O NON SI FA⁉️
Il team SI farà. Certo che si farà altrimenti Ezpeleta non ci avrebbe messo la faccia, come fece d’altronde nel 2012 per riportare Valentino in Yamaha ed evitargli il ritiro.
Si farà con Ducati? Ecco su questo ho i miei dubbi, siamo ad un GP dalla fine ed ancora non è stato annunciato il Team. Sicuramente rimarrà il marchio VR46 al quale Don Carmelo è affezionato, ma perché non vederlo su una Yamaha!? Anche Ezpeleta stesso si è reso conto che 8 Ducati (Non si aspettava il SI a Ducati di Gresini) sono troppe e siccome i soldi “li cacceranno” gli amici suoi deciderà magari di “bilanciare il campionato”.
Oggettivamente vedere 8 moto contro le 4 che è la normalità è un tantino scorretto e controproducente per l’organizzatore stesso.
Detto ciò a Valencia tra meno di una settimana si chiuderanno definitivamente i giochi e non ci resterà che guardare le gare degli anni passati. Fino a Marzo…
Parleremo dopo del GP, adesso voglio soffermarmi su Aprilia ed al Pilota che ha regalato il primo podio nella storia della casa di Noale nell'era MotoGP. Sudore, fatica, momenti bui e tante critiche (anche da parte di chi scrive) e mille dubbi sul Pilota che ancora non aveva espresso il massimo con la RS-GP. Mancava sempre qualcosa sul finale, ma oggi Aleix Espargaró ha portato la RS-GP sul podio di un tracciato leggendario come Silverstone. Oggi è storia amici miei, rimarrà negli annali. Troppo facile chiedere scusa adesso, ma lo farò lo stesso. Scusa Aleix e complimenti.
Primo podio storico per Aprilia nell’era MotoGP. Immagine MotoGP.com
In gara non c’è trippa per gatti. Quartararo recita la parte del macellaio e li trita tutti quanti. Uno ad uno, a cominciare dal Campione del Mondo in carica, Joan Mir, che nella giornata di ieri aveva avuto parole molto “interpretabili” su Quartararo.
Immagine eloquente. Pericolo… Fonte MotoGP.com
“Tutti gli altri stiamo andando piano per qualcosa, la pista non è perfetta. I tempi sono più alti del 2019 e soltanto lui va forte” J.Mir
Domanda… Cosa è cambiato dal 2019 ad oggi⁉️ Ve lo dico io, la carcassa Michelin. Joan Mir ha lanciato il sasso tirando indietro la mano. Ma la pista parla sempre ed anche oggi lo ha fatto. Lui è arrivato un eternità dietro il compagno di team Alex Rins mentre Fabio ha risposto in pista.
Giornata nera per tanti.
Silverstone è stata indigesta per tanti Piloti ad iniziare da Marc Marquez. Un Marquez ritrovato, che va forte in prova segno che il braccio non è più un problema. Cade sempre più spesso e sempre più forte, la mancanza di fiducia in questa Honda lo sta condizionando non poco. Non è una bestemmia dire che il problema di Marc è l’approccio alla gara più che la condizione fisica, sembra di rivedere il Marc della prima parte del 2015…
Un erroraccio mette fine alla sua gara ed a quella dell’incolpevole Jorge Martin.
Bagnaia e Rossi in qualifica. Immagine MotoGP.com
Un’altra giornata nera per Pecco Bagnaia. Sono un suo grande estimatore ma ciò non compromette la mia capacità di giudizio. Sembra il nipotino che accompagna il nonnetto a prender la pensione all’ufficio postale. In ogni maledetto turno di prove, ogni sessione ed ogni Run si tira dietro Valentino Rossi. Ottimo in prova ma gara assolutamente da dimenticare, sicuramente come “Mamma Academy” insegna avrà una scusa anche per oggi…
Fossi nel management Ducati inizierei a pormi qualche domanda, perché non è normale che un Pilota Factory si tiri dietro un Pilota di una casa rivale…
Non tutto è da buttare.
Dopo la “Pole” l’alfiere HRC “Pol” regala una bellissima gara al team Repsol, certo non è una vittoria o un podio ma lo è per lui, soprattutto vedendo l’altro lato del box e la rivalità acerrima che c’è tra loro. Che sia la fine di un incubo? No, per me Silverstone è un tracciato particolare, mi auguro di sbagliare.
Jack Miller ha sfiorato il podio, qui a Silverstone con la Ducati non è mai una certezza però lui è arrivato vicinissimo. Ma quello che mi fa pensare di più è la prestazione di Iker Lecuona. Ha fatto in ottima gara e ribadisco che paga il fatto di essere l’ennesimo Spagnolo, qualora non trovi posto in MotoGP il prossimo anno. Il Team clienti Yamaha ha scelto di puntare su Dovizioso (ci sarà da ridere parecchio se dovesse fare flop…) mentre a me sarebbe piaciuto vedere sulla M1 un talentino come Iker che ha fame e voglia di “arrivare”, tenuto conto che è il più giovane in pista.
Alex Marquez. Immagine MotoGP.com
Gioia anche per Alex Marquez che in condizioni di grip “minore” riesce a guidare meglio di quello che ci ha fatto vedere finora. Chiude al 7° posto battagliando sia con Bagnaia che con Mir, dando un segnale forte. “Io ci sono ma ho la moto sbagliata” sembra gridare. Mi piacerebbe vederlo su un’altra moto, sicuramente dal 2023 saremo accontentati.
In chiusura…
Cal Crutchlow, Pilota del Test Team, in sostituzione di Vinales. Immagine MotoGP.com
Cal Crutchlow ha sostituito, per questo GP, Maverick Vinales nel Team Factory. Ha chiuso fuori dalla zona punti, il problema e l’imbarazzo per qualcuno è che ha chiuso davanti a Valentino Rossi. Crutchlow è un Pilota del Test Team…
Ni. Può perderlo soltanto staccando la spina il buon Fabio, che però ha una fame tale che potrebbe vincerle tutte. In classifica Mondiale allunga e se ne va…. La lotta è per il “primo dei perdenti come dice Ago”.
Classifica Mondiale MotoGP. Immagine MotoGP.com
✍️ Francky
Life is racing, all the rest is waiting
Caricamento commenti...
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.