Ah! Spa! Quanti ricordi! L’università del motor racing, dicono, e ce n’è ben donde. Con la tortuosa La Source ove è difficile capire se ha senso il tentativo di sorpasso all’interno visto che poi si esce più lenti, il terrificante Raidillon-EauRouge che ha messo alla prova anche il cuore più impavido del più coraggioso dei piloti, il lungo rettilineo del Kemmel sul quale si sono consumati sorpassi decisivi, la doppia curva di Puhon dove il bilanciamento tra piede pesante e qualità della monoposto non è mai perfetto, la transizione verso Stavelot ove qualche colpo di genio ci ha spesso riservato sorprese e li lungo semi-rettilineo di Blanchimont che portando verso la ex BusStop ha quasi sempre determinato il vincitore della gara. Tutto ciò, unito al meteo ballerino, ha spesso determinato il Gran Premio corso a Spa come uno dei più spettacolari della stagione in cui da sempre i migliori piloti del circus hanno saputo regalarci le più intense emozioni.
E nel 2026?
Purtroppo di tutto ciò che di difficile Spa ha da sempre riservato ai piloti che osavano affrontarla non c’è stata traccia.
Dopo l’inquietante Gran Premio di Australia, durante il quale questi nuovi motori hanno dato il… peggio di sé, abbiamo visto l’intelligenza degli ingegneri far convergere sempre più le modalità di utilizzo dell’elettrico. Non dico che siano riusciti ad azzerare le sportivamente incomprensibili disparità che si sono viste all’inizio ma, almeno, sono riusciti a far nuovamente risaltare le strategie legate alle mescole di gomma (ricordiamoci che nei primi due-tre GP sembrava che le gomme non fossero più un fattore), la capacità di settare perfettamente la vettura e anche la capacità dei piloti di saper interpretare i circuiti e la gara.
A Spa, invece, le bizzarre caratteristiche di questi motori hanno ripreso il sopravvento nel senso che hanno trasformato la più difficile pista del mondiale in un kartodromo qualsiasi.
Vedere i piloti costretti a scalare marcia dopo Blanchimont mi faceva piangere il cuore. Vederli affrontare Puhon in pieno e senza alcuna difficoltà mi ha fatto sollevare sopraccigli che neanche Ancelotti. Infine, scoprire che le gomme non hanno influito neanche un po’ mi ha fatto cadere la tensione per l’elemento strategico.
Ciononostante, e ancora una volta nella lunga storia di questo circuito, tutto ciò non ha impedito ai migliori piloti di mostrare il perché sono i migliori. Perché nonostante tutte le riserve che ho espresso qui sopra ho visto tutti metterci l’anima e tentare tutto il possibile sia in qualifica che in gara.
Quindi un BRAVO grande come la proverbiale casa ai piloti che nonostante le astruse condizioni tecniche che avevano a disposizione sono riusciti comunque a regalarci emozioni.
Però… Carissima commissione tecnica della FIA ti chiedo un favore: fai qualcosa per far tornare Spa… SPA!
(-RTA! Scusate: non sono riuscito a resistere)
E se è vero che i piloti hanno dato l’anima vediamo in che modo ci sono riusciti.
ANTONELLI – Voto 30 e lode con bacio accademico
Ormai non ci sono più parole per commentare le gesta di questo ragazzo. Dopo un trittico di gare in cui tra sfortune e condizioni anomale non ha raccolto granché eccolo presentarsi alla più difficile delle prove e riuscire magnificamente a superarla. Che si può dire di più? La Pole Position maestosa è da annali: tre decimi a nientemeno che Max Verstappen e ben 5 al suo compagno di squadra. La partenza è eccellente e nonostante il pazzesco sorpasso subito da Max a EauRouge si riprende immediatamente sfruttando la miglior tattica scelta per il Kemmel. Non si fa intimidire da CLC nella ripartenza da SC e anzi è perfetto nella gestione del tratto di gara successivo mettendo subito a distanza di sicurezza il pur pimpante monegasco che se la doveva vedere con Max più che cercare di riprendere il nostro. La VSC del ventesimo giro arride a Leclerc (per una volta…) ma ancora una volta il nostro non si scompone: gestisce per qualche giro per non distruggere gli pneumatici e poi si scatena aprendo un lungo duello con Leclerc al suo meglio. Decimo dopo decimo, millesimo dopo millesimo, Kimi chiude il gap e nonostante la comunque ottima resistenza di Leclerc al 34° giro riesce a passarlo sul Kemmel senza prendere eccessivi rischi. Charles non molla ed è qui che il nostro buon Kimi si conquista la lode più sperticata: non-sbaglia-nulla. Perché è vero che siamo sempre pronti ad esaltare le acrobazie dei nostri beniamini ma è bene ricordarci che i punti di guida più alti sono quelli durante i quali i piloti girano in gara come se fossero in qualifica, braccati dai mastini più veloci del mondo e non sbagliano nulla.
LECLERC – voto 30
Dopo la straordinaria performance di Silverstone Charles prosegue nel suo momento d’oro e ci regala un altro Gran Premio memorabile che solo la ancora più straordinaria prova di Antonelli non lo tramuta da meraviglioso a vittorioso. In qualifica non può fare più di tanto vista la differenza imposta dal motore con gli assetti più estremi ma dice di “aver trovato qualcosa tra Q2 e Q3” e sorride beato aspettandosi una gara coi fiocchi. C’è da dire che con quattro piloti in un decimo la posizione in griglia era diventata un terno al lotto e che comunque mette dietro Hamilton ancora una volta, sia pur per soli due millesimi. In partenza adotta la stessa tattica di Antonelli decidendo di conservare il “deploy” per il rettilineo del Kemmel lungo il quale sfila Piastri e Verstappen e si accoda ad Antonelli entrando in Les Combes. La SC ci impedisce di vedere un duello con Antonelli che si preannunciava assai gustoso ma poco male. Alla ripartenza è costretto a cedere a Max e poco dopo è sotto attacco da Piastri. I due entrano in contatto alla fine del Kemmel per colpa di un impercettibile movimento in frenata di Charles: i dubbi sulla regolarità della manovra vengono sgombrati dopo poco e sono sostanzialmente d’accordo perché non c’era nulla di plateale nel movimento di Charles e considerando le velocità in quel punto non c’era davvero alcuna decisione da prendere. Poco dopo si incrocia con il miglior momento della gara di Lewis che tenta di attaccarlo e Charles, pur sapendo della penalità di Lewis, sfodera una certa cattiveria nell’impedire che l’eptacampeao gli passi avanti. Bel vedere, il duello intendo, ma poca saggezza strategica perché Charles perde un paio di secondi che alla fine… chissà?! Durante la seconda delle due VSC che arrivano intorno a metà gara assistiamo ad un evento raro per Charles: è fortunato che capiti proprio con l’entrata box a due passi e si ritrova primo. Il margine su Antonelli è risicato (circa 3 secondi) ma un paio di giri di vantaggio di gomma (che in un circuito di 7 km non sono insignificanti) e una guida meravigliosa consentono al nostro di accarezzare il sogno della vittoria a Spa. Il duello che ne segue, lungo 20 giri è ciò che trasforma questo Gran Premio da trash annunciato a sfida epica. La tensione creatasi tra i nostri due eroi non ha concesso nemmeno un decimo di secondo di pausa: prima come inseguito e poi come inseguitore abbiamo visto una sfida a colpi di giri veloci e pressioni continue. Anche Charles, come Kimi, non ha sbagliato nulla e abbiamo visto le due migliori vetture del campionato al loro meglio (per quanto possibile nel circuito peggiore per queste unità motrici). Alla fine ha vinto Kimi perché… è Kimi! E sarà pur vero che Mercedes è ancora la macchina più veloce ma ha avuto bisogno della guida più perfetta possibile per stare davanti al buon Charles. Bene così.
VERSTAPPEN voto 29
Mi è piaciuto molto il coraggio di RBR in qualifica: sacrificare Hadjar in Q3 per dare la scia a Max a Blanchimont non era da tutti (e infatti sono stati gli unici a farlo). Il giro decisivo è da brividi per la vicinanza delle due vetture (complimenti anche a Isack per il sangue freddo!) e consente a Max di guadagnare quel paio di decimi che gli assicurano la seconda posizione in griglia. Griglia dalla quale Max parte ottimamente e con un sorpasso da brividi prima di Eau Rouge supera Antonelli. Tutto bello ma inutile perché l’asso bolognese aveva tatticamente impostato la partenza pensando al Kemmel più che a Eau Rouge e il nostro buon Max è costretto a cedere sia la prima che la seconda posizione perché anche Leclerc aveva avuto la stessa idea. Per tutto il primo stint sembra il vero antagonista di Antonelli ma la VSC decisiva lo rimette dietro. Qui, nel secondo stint con le bianche, viene colto da “alonsite” e, calcolando che non avrebbe potuto impensierire i primi due, si adagia su crono di gestione. Facile criticare a posteriori, sia chiaro, ma quando Hamilton gli arriva a un paio di secondi lo vediamo abbassare il ritmo di un secondo il che ci fa intuire che ne aveva abbastanza per provare a stare con Kimi e Charles. Di qui il voto in meno che però non inficia il comunque ottimo risultato ottenuto. Dall’Austria RBR è cresciuta notevolmente (si veda anche la fantastica gara di Hadjar) e si candida a terzo (o quarto?) incomodo per il resto della stagione.
HAMILTON voto 29
A Spa continua il periodo di grazia di Lewis che seppur non premiato dal podio mostra che è ancora sul pezzo. La sua gara è penalizzata dalla… penalità che gli viene comminata per il contatto con Russell a Les Combes. Penalità che, in tutta onestà, ho trovato eccessiva. Come un po’ tutti i commentatori hanno rilevato, il contatto è stato più l’esito di fortuita casualità che di una qualche manovra errata da parte di uno dei due piloti. E’ chiaro, poi, che in una gara così tesa i 5 secondi di penalità hanno smorzato le sue ambizioni ma mi è piaciuto che non si sia perso d’animo e che abbia combattuto sin quasi alla fine. Il voto in meno è dovuto alla non perfetta gestione del duello con Charles durante il primo stint: l’abbozzo di duello è durato quel tanto che bastava per far perdere un paio di secondi a Charles nei confronti di Max. Vista la grande tensione del finale di gara magari quel paio di secondi gli avrebbero fatto comodo. Ad ogni modo nella seconda VSC segue Charles ai box e sconta la penalità. In questa occasione accade un altro momento sfortunato: gli danno il verde quando un meccanico stava ancora lavorando sull’ala anteriore e lo investe. Fortunatamente nessuno si fa male ma perde ulteriore tempo. Ciononostante non si perde d’animo e si butta all’inseguimento di Piastri che supera dopo qualche giro con un certo agio dopodiché il suo ritmo è talmente buono che anche Max e il suo terzo gradino del podio sembrano alla portata. Arriva a 2 secondi di distacco ma a questo punto, come detto nel box su Max, ecco che l’olandese si prende un secondo di ritmo e fa capire a Lewis che non è possibile procedere oltre. A quel punto si plafona su tempi di gestione e porta a casa il risultato. Ciliegina sulla torta: l’uscita di Russell gli consente di riprendersi il secondo posto nel mondiale. Bene così
PIASTRI voto 26
Week end a due facce per il nostro buon Oscar. Patisce il compagno di squadra in qualifica subendo distacchi inattesi in una pista dove in passato si era comportato benissimo. Va benissimo nella prima parte di gara mentre nella seconda parte è un po’ anonimo. Alla fine verrà ricordato per il sorpasso più bello della gara: ripartenza da SC al quinto giro e gigantesco pelo sullo stomaco scendendo verso Eau Rouge a fianco di Hamilton. Wow! Va bene, il nostro Oscar, in quel frangente di gara perché poi insidia Charles dando luogo a un bel duello: il brivido che segue al contatto in fondo al Kemmel probabilmente gli fa finire la quota di sudor freddo che aveva riservato per la gara perché di lì in poi, sarà perché ha avuto qualche danno o perché gli era cara la pelle e non gli andava più di rischiare, si è adagiato su ritmi piuttosto blandi finendo per essere sorpassato (per la seconda volta) da Hamilton nonostante le sfortune che hanno afflitto quest’ultimo. Alla fine è comunque premiato da un risultato che, complice l’uscita di Russell e la partenza dalle retrovie di Norris, lo issa in una posizione inattesa. Quindi bene ma non benissimo.
HADJAR voto 30
Mi voglio spendere ancora su Hadjar che per l’ennesima volta fa una gara tutta cuore e polmoni e tira fuori un risultato straordinario. La sua qualifica, gravata dalla penalità per la sostituzione del motore, aveva l’unico scopo di entrare in Q3 e poi dare scia a Max. Compito che porta a casa in modo perfetto. La partenza dalla 21esima casella è eccellente quasi quanto la strategia di gestione del pit durante la SC durante il quale con ben due pit stop ragionati riesce a smarcare mescole e non solo non perde posizioni ma ne guadagna. Nel primo stint è un guerriero e oltre a sfoderare un ritmo da prime posizioni riesce a portare a casa sorpassi importanti. Il suo muretto è perfetto anche in occasione delle VSC perché mette gomme nuove e riparte di slancio senza perdere posizioni. Supera Bortoleto e si mette pure all’inseguimento di Hamilton e Piastri. Non può nulla contro Hamilton, ovviamente, ma Piastri non era poi così lontano. Nel finale deve guardarsi dal rientro dell’altro pilota straordinario di giornata, Norris, ma ne ha abbastanza per non cedere la posizione che si era conquistato. Da 21esimo a sesto: che chiedere di più? Bravo!
NORRIS voto 30
Ed eccoci al miglior pilota di giornata insieme a Kimi e Charles. Già, perché a ben guardare la gara nel suo insieme (e tutto il week end a onor del vero) anche Landino nostro si è espresso ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa, quantomeno sotto il profilo della performance. In qualifica è inaspettatamente in lotta per la pole che per lui sarebbe stata virtuale, però, perché gravato dalla penalità di 10 posizioni per aver sostituito la centralina. Al voto massimo gli manca la lode perché in qualifica, nell’ultimo giro, mette le ruote leggermente all’esterno del cordolo in uscita da Puhon, sfiorando la ghiaia quanto basta per perdere l’abbrivio vincente. Non sapremo mai se ne aveva abbastanza per impensierire Antonelli ma conquista la terza posizione che diventa tredicesima per via della penalità. In partenza è un fulmine ma si trova ingolfato nel traffico generato dall’incidente tra Hamilton e Russell e perde addirittura un paio di posizioni. Le recupera rapidamente e si mette all’inseguimento della zona punti in quel momento contesa da Racing Bulls e Alpine. Si batte da par suo e anche lui è protagonista di un bel sorpasso, subito prima delle VSC, quando sul Kemmel si infila nella lotta tra Gasly e Lawson (questi ultimi devono soccombere nello stesso punto ad un altro sorpasso da brividi da parte di Colapinto il giro dopo). Il suo ritmo è sostanzialmente identico a quello dei piloti di testa il che gli consente di gestire le bianche, con cui era partito, abbastanza a lungo per cominciare il secondo stint con favore di gomma. La sensazione era che ne potesse avere per arrivare a giocarsela con Piastri e Hamilton ma il pit si complica con la posteriore sinistra che non ne vuol sapere di avvitarsi e perde una marea di tempo. Tuttavia non si perde d’animo e a suon di giri veloci (suo sarà il fastest lap della gara) recupera prima su Linblad e Bortoleto e poi arriva a meno di un secondo da Piastri. Senza la penalità, con la velocità che ha mostrato, era da considerare un contender per la vittoria insieme a Kimi e Charles? Difficile da dire (con i se e con i ma…) ma la sua gara è stata certamente strabiliante. Bravo!
BORTOLETO voto 30
Ed ecco un altro giovine di belle speranze dire fortemente la sua nel circuito più difficile del mondiale. D’accordo, facciamo pur la tara sulle considerazioni fatte in premessa ma sta di fatto che Hulkenberg è a distanza siderale, che Audi era ancora meno di Ferrari attesa a performance rilevanti su questo circuito ed ecco servito l’esame passato a pieni voti. Chiaramente il risultato è stato positivamente influenzato dall’eccezionale qualifica (nono poi ottavo per la penalizzazione di Norris) e la sua gara, a differenza degli altri piloti, non è stata caratterizzata da duelli particolarmente probanti. L’eccellenza del voto sta nell’aver gestito tutta la gara come se fosse un’enorme qualifica che era l’unica possibilità che aveva per centrare la zona punti. Si è tenuto alla larga dai guai nella prima parte in cui approfitta magistralmente dell’ingorgo creato da Hamilton e Russell e poi non cede neanche un decimo alle sue migliori possibilità di ritmo finendo per pareggiare l’altrettanto splendido risultato di Silverstone. Wow!
LINBLAD voto 30
Et voilà! Un altro giovane talentuoso che emerge da Spa! E’ protagonista di una qualifica straordinaria in cui non solo mette a distanza siderale il suo compagno di squadra (che pure negli ultimi GP si era comportato sorprendentemente bene) con progressione di 6 decimi ad ogni Q come fanno (o dovrebbero fare) i migliori piloti del circus ma arriva in ottava (poi settima) posizione in griglia a meno di un decimo da Piastri. Wow! La sua gara stava per essere rovinata dall’incidente tra Hamilton e Russell infatti perde posizione da Bortoleto, dal suo compagno di squadra e poi anche da una Alpine che non sono riuscito a identificare. Recupera in ripartenza da SC su quest’ultima e poi su Lawson. In occasione del primo pit il muretto sia Lawson che i due Alpine lo anticipano costringendolo a seguire ma approfitta del duello tra costoro accodandosi al recupero di Norris. Il capolavoro lo fa nel seguito imponendo un ritmo inarrivabile per i suoi inseguitori e mettendo nel finale anche qualche pensiero in testa a Bortoleto. Molto bene!
COLAPINTO voto 28 sulla fiducia
Di Colapinto non si è visto granché nelle immagini televisive: c’è un solo flash in cui intorno al 10° giro lo si vede fare un sorpasso da brivido in mezzo a Gasly e Lawson alla fine del Kemmel. Per il resto si sono visti i sorpassi che ha subito da Norris e da Limblad e niente altro. Rimane comunque la sua posizione nei punti a discapito del treninto Gasly-Lawson-Hulk che è e rimane un fatto. Bravo.
NOTE DI MERITO
Bearman, con questa Haas, non riesce a proporsi ai piani alti ma continua nella sua opera di demolizione di Ocon. Demolizione che non è solo nei tempi in qualifica (ben 7 decimi di distacco al francese) ma anche in pista dove durante il primo concitatissimo giro gli assesta una sportellata niente male!
NOTE DI DEMERITO
Williams, nonostante il pur eccellente Sainz che cava il proverbiale sangue dalla rapa, mi pare in un momento di involuzione tecnica: finire dietro alle Audi nonostante la differenza di motore in questo circuito non è per niente un bel vedere
Aston Martin sempre più nel baratro.
Ci vediamo a Budapest.