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NORRIS TORNA ALLA VITTORIA IN UNGHERIA. FERRARI DELUDE.

Hungaroring, ovvero la seconda Montecarlo del mondiale. Dove “se fai la pole hai vinto la gara”. Salvo notabili eccezioni, come Mansell nel 1989.

E in qualifica si è fatto di tutto affinchè i (teorici) favoriti non partano in pole. Pole che si prende un Norris particolarmente in forma, davanti ad Hamilton, che viene però penalizzato, Leclerc e Antonelli, che viene pure lui penalizzato.

Si spengono i semafori e Leclerc parte malissimo, sprofondando in quinta posizione, dietro anche ad Hamilton. Va peggio a Russell, cui entra l’antistallo e sprofonda in diciottesima. Chi, invece, parte come un missile è Piastri, che si accoda al compagno di squadra e lo supera nel corso del primo giro.

Al giro 6 le due McLaren hanno accumulato un discreto vantaggio su Verstappen che è braccato dalle due Ferrari, le uniche ad essere partite con gomma morbida.

L’olandese blocca le due rosse, e Hamilton viene fatto fermare al giro 13. Max si ferma alla tornata successiva, ma si ritrova dietro a Lewis. Ma al giro 15 con una staccata da paura riesce a superare in un colpo solo sia Lindblad che l’inglese.

Al giro 17 si fermano Piastri e Leclerc, e quello successivo anche Norris. Le due McLaren si ritrovano dietro ad Hadjar, che fa riavvicinare il compagno di squadra. 

Antonelli si ferma al giro 23, dopo avere scartato la strategia ad una sosta, e rientra in sesta posizione.

Al giro 30 viene nuovamente richiamato ai box Hamilton, che era visibilmente in difficoltà sia rispetto a Verstappen che rispetto a Leclerc che lo aveva raggiunto.

Al giro 33 rientra anche Piastri, in difficoltà con le gomme e con il compagno di squadra alle calcagna che chiedeva insistentemente di farlo passare. 

Al giro 37 è il turno di Leclerc, sotto attacco da parte di Antonelli e in chiara difficoltà pure lui con le coperture. Contemporaneamente, Piastri perde due secondi a causa di Sainz, che gli tira una ruotata durante il doppiaggio. Norris rientra ai box e, a, a causa di quel contatto, Oscar se lo vede uscire davanti.

Al giro 42 rientra Verstappen, ed esce di pochissimo di fronte a Leclerc,  cui però non riesce l’attacco. 

Al giro 46 Norris supera Antonelli, in testa alla gara non avendo ancora fatto la sua seconda sosta. Andrea riesce però a difendersi da Piastri, tenendolo a distanza, e pensa di andare fino in fondo. Ma il suo box non è d’accordo e al giro 55 lo fa fermare per la sua seconda sosta. Il bolognese rientra in pista subito dietro a Leclerc, in sesta posizione, e con 15 giri da percorrere riprendersi il podio sarà per lui molto difficile.

Al giro 56 il cambio abbandona Piastri, e si attiva la Virtual Safety Car. Norris, Hamiltn e Leclerc si fermano, con l’inglese che perde la posizione su Verstappen, e Leclerc che la perde su Antonelli.

Ma il replay mostra che all’uscita dei box Hamilton era dietro ad Andrea, e gli ridà la posizione. Lewis prova a stargli dietro ma dopo un bello spavento in curva 2 sembra lasciare perdere. Il bolognese si lancia alla caccia di Verstappen per la seconda posizione. L’olandese non ha cambiato le gomme, e perde oltre un secondo al giro. 

Ma i doppiati frenano la sua rincorsa e consentono ad Hamilton di riavvicinarsi. Gli arrivano però 5 secondi di penalità per eccesso di velocità ai box, e, quindi, è inutile per lui tentare il sorpasso.

Finisce così con Norris che torna alla vittoria davanti a Verstappen, Antonelli, Leclerc, Hamilton, Hadjar, Russell, Lawson, Hulkenberg e Lindblad.

Si va in vacanza con Andrea da Casalecchio nettamente davanti nel mondiale. Mancano ancora tante gare, quante non si sa visti gli annullamenti passati e futuri. Ma il campionato ha ormai un padrone indiscusso. 

P.S. Doveva essere la gara della doppietta Ferrari e, invece, è stata la gara del solito quarto e quinto posto. Inutile dire che così il mondiale non si vince.

P.S. 2 Se quando la gara sembra destinata ad un risultato mediocre, riesci a fare in modo di arrivare sul podio, o sei bravo, o sei fortunato, o tutti e due, e quindi sei Antonelli. E non puoi non pensare di vincere il mondiale.

P.S. 3 Max ha detto di essere oltre il limite della disperazione. E poi la piazza in seconda posizione con un sorpasso da antologia. Speriamo rimanga disperato ancora un per un po’.

P.S 4. Si è parlato tanto in settimana di un fantomatico bug del software della PU Mercedes, scoperto dopo analisi approfondite e che si manifesta solo con Russell e in particolari condizioni, tanto che ci hanno messo un bel po’ a scovarlo. Evidentemente, Russell è uno di quegli utenti che se c’è un problema te lo beccano di sicuro. Forse gli conviene andare a correre in Nascar, dove di software ce n’è molto meno.

P.S. 5 Nell’ultimo giro in Q3 Andrea si è trovato nella stessa identica situazione di Russell in Austria. Verstappen fuori pista nell’ultima curva (peraltro non a muro), e bandiera gialla. Ma stavolta l’italiano è stato penalizzato. Non avevo dubbi.

P.S. 6 Il genio strapagato Newey ha fatto costruire al ricco Stroll due auto. La prima era peggio di un ferro da stiro, la seconda è ugualmente un ferro da stiro un po’ alleggerito. C’è da chiedersi come sia possibile per un businessman accettare un disastro del genere dopo avere speso una barca di soldi per costruire una squadra top nonostante la crisi del marchio.

P.S. 7 Anche James Wolves dovrebbe iniziare a farsi qualche domanda invece di postare sui social come un influencer qualunque.

P.S. 8 Ma perchè Rob Smedley non lavora più in Formula 1?

P.S. 9 Buone ferie

* Immagine di copertina dal sito www.formula1.com

F1 2026-GP D’UNGHERIA BUDAPEST

Dalle Ardenne al Danubio in una sola settimana. Il più Grande Spettacolo del Mondo del Motorsport (il pinnacolo…) si sposta in terra magiara a Budapest.

Un istant-classic estivo che ebbe principio nel 1986.

Il tracciato è l’esatto opposto di quello dello scorso weekend a Spa; pertanto, i valori espressi domenica potrebbero essere sovvertiti.

Il motore, o meglio la PU (o meglio ancora la gestione dell’energia) dovrebbe influire in maniera marginale sulle prestazioni delle monoposto. Tra le curve ungheresi avranno risalto le doti telaistiche e di sfruttamento delle coperture.

Ma, come spesso è accaduto quest’anno, le previsioni potrebbero essere sbagliate.

In linea del tutto teorica la Ferrari, che è riuscita a far bene in Inghilterra e Belgio con la PU che si ritrova, dovrebbe rivestire il ruolo di favorita in Ungheria. Il circuito è ad alto carico aerodinamico, stile Montecarlo e sembra fatto apposta per le rosse padane. E infatti a Monaco è andata in scena la gara più entusiasmante da parte del nostro Antonelli…. alla guida della Mercedes….

Lo score della stagione vede il nostro con sei vittorie all’attivo contro le due del suo compagno ed altre due (una a testa) per i piloti Ferrari. Nonostante ciò, il distacco in classifica tra l’italiano (primo) ed il suo compagno (terzo) è di soli 50 punti, a tutto vantaggio della tensione emotiva che deve essere tenuta a livelli altissimi sino all’ultimo Gp come da speranze (o dettami) dei governatori del giocattolo F1.

Outsider di livello sarà di certo Max Verstappen che se annusa anche la più piccola possibilità di vincere è sempre da considerare tra i papabili per il gradino più alto della domenica.

Un filo più indietro le McLaren che sono passate dal dominare il 2025 al misero bottino di 4 podi e zero vittorie di questo inizio di campionato. Qualche lettore vorrà correggermi sottolineando il successo di Norris nella Sprint di Miami? Che ci provi…

Risparmierò a chi legge il pippone che tengo intrappolato nella tastiera. Su questo genere di F1 abbiamo già usato troppi bit e sappiamo tutti di essere più sostenibili di chi lo millanta a destra e a manca.

Vorrei invece lanciare dei flashback di ciò che accadde in passato su questa pista ricordando in ordine sparso (e senza “gugolare”) cosa mi sovviene al momento, con la speranza che qualcuno di voi aggiunga aneddoti.

-Ricordo il sorpasso all’esterno della prima curva da parte di Nelson Sotomayor sull’acerrimo nemico Ayrton (credo che il carioca se lo riguardi toccandosi almeno una volta a settimana).

-L’impresa del Leone Inglese del 1989 (compreso sorpasso ancora a Senna) del 1989 quando partì dall’Austria per andare a vincere con quella monoposto che ebbe due sole giornate di gloria (esagerata) in tutta la stagione.

-Un Kaiser d’annata con la Benetton che dopo aver dominato la gara negli ultimi giri si distrae all’ultima curva facendo un 360. La portò a casa lo stesso.

-Un mangiabanane vestito di rosso che aprendosi in radio chiede, sempre al Kaiser, una cinquantina di giri da qualifica pur di vincerla. Il tedesco magistralmente eseguì.

-Uno spagnolo che si “dimentica” di partire dopo che gli cambiano le gomme per far dispetto ad un inglese.

-Un figlio d’arte di nome Hill che a bordo della sua Arrows resta a piedi a gara ormai vinta.

-Un motore arrosto a tre giri dalla fine che manda in frantumi il sogno di un Presidente che “l’anno prossimo tocca a Felipe”.

-Una molla saltata dal posteriore di un brasiliano che cambia per sempre la carriera di un suo connazionale.

-Un Kaiser frustrato che stringe a muro lo stesso brasiliano che aveva perso la molla. Per un importantissimo decimo posto..

-Un Fernando che per poco non scrive sull’albo d’oro della F1 quel capolavoro di tecnologia che era la “sfortunata” F14T.

-Un Sebastian che vince con il volante girato da una parte per tre quarti di gara. Grazie al compagno che lo protegge invece di azzannarlo (non vogliatemene ma non ce l’avrei mai fatta a tacere).

-Una griglia di partenza con un solo partente e tutti gli altri infilati nel box a cambiare le gomme per lasciargli la scena…

 

Divertitevi e scusatemi ma sono fuori allenamento. Era un po’ che non “salivo di sopra”.

 

 

PS1: Non ho nominato neanche una volta Sciarl.. sono stato bravo, vero? Ebbene mi auguro che vinca la gara a prescindere dal tipo di F1 che ho davanti.

PS2: Ale Rocco scusami se ti ho sostituito indegnamente

PS3: Pier mandami Iban per le royalities dei PS..

 

 

Salvatore V.

LE NON PAGELLE DI SPA 2026

Ah! Spa! Quanti ricordi! L’università del motor racing, dicono, e ce n’è ben donde. Con la tortuosa La Source ove è difficile capire se ha senso il tentativo di sorpasso all’interno visto che poi si esce più lenti, il terrificante Raidillon-EauRouge che ha messo alla prova anche il cuore più impavido del più coraggioso dei piloti, il lungo rettilineo del Kemmel sul quale si sono consumati sorpassi decisivi, la doppia curva di Puhon dove il bilanciamento tra piede pesante e qualità della monoposto non è mai perfetto, la transizione verso Stavelot ove qualche colpo di genio ci ha spesso riservato sorprese e li lungo semi-rettilineo di Blanchimont che portando verso la ex BusStop ha quasi sempre determinato il vincitore della gara. Tutto ciò, unito al meteo ballerino, ha spesso determinato il Gran Premio corso a Spa come uno dei più spettacolari della stagione in cui da sempre i migliori piloti del circus hanno saputo regalarci le più intense emozioni.

E nel 2026?

Purtroppo di tutto ciò che di difficile Spa ha da sempre riservato ai piloti che osavano affrontarla non c’è stata traccia.

Dopo l’inquietante Gran Premio di Australia, durante il quale questi nuovi motori hanno dato il… peggio di sé, abbiamo visto l’intelligenza degli ingegneri far convergere sempre più le modalità di utilizzo dell’elettrico. Non dico che siano riusciti ad azzerare le sportivamente incomprensibili disparità che si sono viste all’inizio ma, almeno, sono riusciti a far nuovamente risaltare le strategie legate alle mescole di gomma (ricordiamoci che nei primi due-tre GP sembrava che le gomme non fossero più un fattore), la capacità di settare perfettamente la vettura e anche la capacità dei piloti di saper interpretare i circuiti e la gara.

A Spa, invece, le bizzarre caratteristiche di questi motori hanno ripreso il sopravvento nel senso che hanno trasformato la più difficile pista del mondiale in un kartodromo qualsiasi.

Vedere i piloti costretti a scalare marcia dopo Blanchimont mi faceva piangere il cuore. Vederli affrontare Puhon in pieno e senza alcuna difficoltà mi ha fatto sollevare sopraccigli che neanche Ancelotti. Infine, scoprire che le gomme non hanno influito neanche un po’ mi ha fatto cadere la tensione per l’elemento strategico.

Ciononostante, e ancora una volta nella lunga storia di questo circuito, tutto ciò non ha impedito ai migliori piloti di mostrare il perché sono i migliori. Perché nonostante tutte le riserve che ho espresso qui sopra ho visto tutti metterci l’anima e tentare tutto il possibile sia in qualifica che in gara.

Quindi un BRAVO grande come la proverbiale casa ai piloti che nonostante le astruse condizioni tecniche che avevano a disposizione sono riusciti comunque a regalarci emozioni.

Però… Carissima commissione tecnica della FIA ti chiedo un favore: fai qualcosa per far tornare Spa… SPA!

(-RTA! Scusate: non sono riuscito a resistere)

E se è vero che i piloti hanno dato l’anima vediamo in che modo ci sono riusciti.

ANTONELLI – Voto 30 e lode con bacio accademico

Ormai non ci sono più parole per commentare le gesta di questo ragazzo. Dopo un trittico di gare in cui tra sfortune e condizioni anomale non ha raccolto granché eccolo presentarsi alla più difficile delle prove e riuscire magnificamente a superarla. Che si può dire di più? La Pole Position maestosa è da annali: tre decimi a nientemeno che Max Verstappen e ben 5 al suo compagno di squadra. La partenza è eccellente e nonostante il pazzesco sorpasso subito da Max a EauRouge si riprende immediatamente sfruttando la miglior tattica scelta per il Kemmel. Non si fa intimidire da CLC nella ripartenza da SC e anzi è perfetto nella gestione del tratto di gara successivo mettendo subito a distanza di sicurezza il pur pimpante monegasco che se la doveva vedere con Max più che cercare di riprendere il nostro. La VSC del ventesimo giro arride a Leclerc (per una volta…) ma ancora una volta il nostro non si scompone: gestisce per qualche giro per non distruggere gli pneumatici e poi si scatena aprendo un lungo duello con Leclerc al suo meglio. Decimo dopo decimo, millesimo dopo millesimo, Kimi chiude il gap e nonostante la comunque ottima resistenza di Leclerc al 34° giro riesce a passarlo sul Kemmel senza prendere eccessivi rischi. Charles non molla ed è qui che il nostro buon Kimi si conquista la lode più sperticata: non-sbaglia-nulla. Perché è vero che siamo sempre pronti ad esaltare le acrobazie dei nostri beniamini ma è bene ricordarci che i punti di guida più alti sono quelli durante i quali i piloti girano in gara come se fossero in qualifica, braccati dai mastini più veloci del mondo e non sbagliano nulla.

LECLERC – voto 30

Dopo la straordinaria performance di Silverstone Charles prosegue nel suo momento d’oro e ci regala un altro Gran Premio memorabile che solo la ancora più straordinaria prova di Antonelli non lo tramuta da meraviglioso a vittorioso. In qualifica non può fare più di tanto vista la differenza imposta dal motore con gli assetti più estremi ma dice di “aver trovato qualcosa tra Q2 e Q3” e sorride beato aspettandosi una gara coi fiocchi. C’è da dire che con quattro piloti in un decimo la posizione in griglia era diventata un terno al lotto e che comunque mette dietro Hamilton ancora una volta, sia pur per soli due millesimi. In partenza adotta la stessa tattica di Antonelli decidendo di conservare il “deploy” per il rettilineo del Kemmel lungo il quale sfila Piastri e Verstappen e si accoda ad Antonelli entrando in Les Combes. La SC ci impedisce di vedere un duello con Antonelli che si preannunciava assai gustoso ma poco male. Alla ripartenza è costretto a cedere a Max e poco dopo è sotto attacco da Piastri. I due entrano in contatto alla fine del Kemmel per colpa di un impercettibile movimento in frenata di Charles: i dubbi sulla regolarità della manovra vengono sgombrati dopo poco e sono sostanzialmente d’accordo perché non c’era nulla di plateale nel movimento di Charles e considerando le velocità in quel punto non c’era davvero alcuna decisione da prendere. Poco dopo si incrocia con il miglior momento della gara di Lewis che tenta di attaccarlo e Charles, pur sapendo della penalità di Lewis, sfodera una certa cattiveria nell’impedire che l’eptacampeao gli passi avanti. Bel vedere, il duello intendo, ma poca saggezza strategica perché Charles perde un paio di secondi che alla fine… chissà?! Durante la seconda delle due VSC che arrivano intorno a metà gara assistiamo ad un evento raro per Charles: è fortunato che capiti proprio con l’entrata box a due passi e si ritrova primo. Il margine su Antonelli è risicato (circa 3 secondi) ma un paio di giri di vantaggio di gomma (che in un circuito di 7 km non sono insignificanti) e una guida meravigliosa consentono al nostro di accarezzare il sogno della vittoria a Spa. Il duello che ne segue, lungo 20 giri è ciò che trasforma questo Gran Premio da trash annunciato a sfida epica. La tensione creatasi tra i nostri due eroi non ha concesso nemmeno un decimo di secondo di pausa: prima come inseguito e poi come inseguitore abbiamo visto una sfida a colpi di giri veloci e pressioni continue. Anche Charles, come Kimi, non ha sbagliato nulla e abbiamo visto le due migliori vetture del campionato al loro meglio (per quanto possibile nel circuito peggiore per queste unità motrici). Alla fine ha vinto Kimi perché… è Kimi! E sarà pur vero che Mercedes è ancora la macchina più veloce ma ha avuto bisogno della guida più perfetta possibile per stare davanti al buon Charles. Bene così.

VERSTAPPEN voto 29

Mi è piaciuto molto il coraggio di RBR in qualifica: sacrificare Hadjar in Q3 per dare la scia a Max a Blanchimont non era da tutti (e infatti sono stati gli unici a farlo). Il giro decisivo è da brividi per la vicinanza delle due vetture (complimenti anche a Isack per il sangue freddo!) e consente a Max di guadagnare quel paio di decimi che gli assicurano la seconda posizione in griglia. Griglia dalla quale Max parte ottimamente e con un sorpasso da brividi prima di Eau Rouge supera Antonelli. Tutto bello ma inutile perché l’asso bolognese aveva tatticamente impostato la partenza pensando al Kemmel più che a Eau Rouge e il nostro buon Max è costretto a cedere sia la prima che la seconda posizione perché anche Leclerc aveva avuto la stessa idea. Per tutto il primo stint sembra il vero antagonista di Antonelli ma la VSC decisiva lo rimette dietro. Qui, nel secondo stint con le bianche, viene colto da “alonsite” e, calcolando che non avrebbe potuto impensierire i primi due, si adagia su crono di gestione. Facile criticare a posteriori, sia chiaro, ma quando Hamilton gli arriva a un paio di secondi lo vediamo abbassare il ritmo di un secondo il che ci fa intuire che ne aveva abbastanza per provare a stare con Kimi e Charles. Di qui il voto in meno che però non inficia il comunque ottimo risultato ottenuto. Dall’Austria RBR è cresciuta notevolmente (si veda anche la fantastica gara di Hadjar) e si candida a terzo (o quarto?) incomodo per il resto della stagione.

HAMILTON voto 29

A Spa continua il periodo di grazia di Lewis che seppur non premiato dal podio mostra che è ancora sul pezzo. La sua gara è penalizzata dalla… penalità che gli viene comminata per il contatto con Russell a Les Combes. Penalità che, in tutta onestà, ho trovato eccessiva. Come un po’ tutti i commentatori hanno rilevato, il contatto è stato più l’esito di fortuita casualità che di una qualche manovra errata da parte di uno dei due piloti. E’ chiaro, poi, che in una gara così tesa i 5 secondi di penalità hanno smorzato le sue ambizioni ma mi è piaciuto che non si sia perso d’animo e che abbia combattuto sin quasi alla fine. Il voto in meno è dovuto alla non perfetta gestione del duello con Charles durante il primo stint: l’abbozzo di duello è durato quel tanto che bastava per far perdere un paio di secondi a Charles nei confronti di Max. Vista la grande tensione del finale di gara magari quel paio di secondi gli avrebbero fatto comodo. Ad ogni modo nella seconda VSC segue Charles ai box e sconta la penalità. In questa occasione accade un altro momento sfortunato: gli danno il verde quando un meccanico stava ancora lavorando sull’ala anteriore e lo investe. Fortunatamente nessuno si fa male ma perde ulteriore tempo. Ciononostante non si perde d’animo e si butta all’inseguimento di Piastri che supera dopo qualche giro con un certo agio dopodiché il suo ritmo è talmente buono che anche Max e il suo terzo gradino del podio sembrano alla portata. Arriva a 2 secondi di distacco ma a questo punto, come detto nel box su Max, ecco che l’olandese si prende un secondo di ritmo e fa capire a Lewis che non è possibile procedere oltre. A quel punto si plafona su tempi di gestione e porta a casa il risultato. Ciliegina sulla torta: l’uscita di Russell gli consente di riprendersi il secondo posto nel mondiale. Bene così

PIASTRI voto 26

Week end a due facce per il nostro buon Oscar. Patisce il compagno di squadra in qualifica subendo distacchi inattesi in una pista dove in passato si era comportato benissimo. Va benissimo nella prima parte di gara mentre nella seconda parte è un po’ anonimo. Alla fine verrà ricordato per il sorpasso più bello della gara: ripartenza da SC al quinto giro e gigantesco pelo sullo stomaco scendendo verso Eau Rouge a fianco di Hamilton. Wow!  Va bene, il nostro Oscar, in quel frangente di gara perché poi insidia Charles dando luogo a un bel duello: il brivido che segue al contatto in fondo al Kemmel probabilmente gli fa finire la quota di sudor freddo che aveva riservato per la gara perché di lì in poi, sarà perché ha avuto qualche danno o perché gli era cara la pelle e non gli andava più di rischiare, si è adagiato su ritmi piuttosto blandi finendo per essere sorpassato (per la seconda volta) da Hamilton nonostante le sfortune che hanno afflitto quest’ultimo. Alla fine è comunque premiato da un risultato che, complice l’uscita di Russell e la partenza dalle retrovie di Norris, lo issa in una posizione inattesa. Quindi bene ma non benissimo.

HADJAR voto 30

Mi voglio spendere ancora su Hadjar che per l’ennesima volta fa una gara tutta cuore e polmoni e tira fuori un risultato straordinario. La sua qualifica, gravata dalla penalità per la sostituzione del motore, aveva l’unico scopo di entrare in Q3 e poi dare scia a Max. Compito che porta a casa in modo perfetto. La partenza dalla 21esima casella è eccellente quasi quanto la strategia di gestione del pit durante la SC durante il quale con ben due pit stop ragionati riesce a smarcare mescole e non solo non perde posizioni ma ne guadagna. Nel primo stint è un guerriero e oltre a sfoderare un ritmo da prime posizioni riesce a portare a casa sorpassi importanti. Il suo muretto è perfetto anche in occasione delle VSC perché mette gomme nuove e riparte di slancio senza perdere posizioni. Supera Bortoleto e si mette pure all’inseguimento di Hamilton e Piastri. Non può nulla contro Hamilton, ovviamente, ma Piastri non era poi così lontano. Nel finale deve guardarsi dal rientro dell’altro pilota straordinario di giornata, Norris, ma ne ha abbastanza per non cedere la posizione che si era conquistato. Da 21esimo a sesto: che chiedere di più? Bravo!

NORRIS voto 30

Ed eccoci al miglior pilota di giornata insieme a Kimi e Charles. Già, perché a ben guardare la gara nel suo insieme (e tutto il week end a onor del vero) anche Landino nostro si è espresso ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa, quantomeno sotto il profilo della performance. In qualifica è inaspettatamente in lotta per la pole che per lui sarebbe stata virtuale, però, perché gravato dalla penalità di 10 posizioni per aver sostituito la centralina. Al voto massimo gli manca la lode perché in qualifica, nell’ultimo giro, mette le ruote leggermente all’esterno del cordolo in uscita da Puhon, sfiorando la ghiaia quanto basta per perdere l’abbrivio vincente. Non sapremo mai se ne aveva abbastanza per impensierire Antonelli ma conquista la terza posizione che diventa tredicesima per via della penalità. In partenza è un fulmine ma si trova ingolfato nel traffico generato dall’incidente tra Hamilton e Russell e perde addirittura un paio di posizioni. Le recupera rapidamente e si mette all’inseguimento della zona punti in quel momento contesa da Racing Bulls e Alpine. Si batte da par suo e anche lui è protagonista di un bel sorpasso, subito prima delle VSC, quando sul Kemmel si infila nella lotta tra Gasly e Lawson (questi ultimi devono soccombere nello stesso punto ad un altro sorpasso da brividi da parte di Colapinto il giro dopo). Il suo ritmo è sostanzialmente identico a quello dei piloti di testa il che gli consente di gestire le bianche, con cui era partito, abbastanza a lungo per cominciare il secondo stint con favore di gomma. La sensazione era che ne potesse avere per arrivare a giocarsela con Piastri e Hamilton ma il pit si complica con la posteriore sinistra che non ne vuol sapere di avvitarsi e perde una marea di tempo. Tuttavia non si perde d’animo e a suon di giri veloci (suo sarà il fastest lap della gara) recupera prima su Linblad e Bortoleto e poi arriva a meno di un secondo da Piastri. Senza la penalità, con la velocità che ha mostrato, era da considerare un contender per la vittoria insieme a Kimi e Charles? Difficile da dire (con i se e con i ma…) ma la sua gara è stata certamente strabiliante. Bravo!

BORTOLETO voto 30

Ed ecco un altro giovine di belle speranze dire fortemente la sua nel circuito più difficile del mondiale. D’accordo, facciamo pur la tara sulle considerazioni fatte in premessa ma sta di fatto che Hulkenberg è a distanza siderale, che Audi era ancora meno di Ferrari attesa a performance rilevanti su questo circuito ed ecco servito l’esame passato a pieni voti. Chiaramente il risultato è stato positivamente influenzato dall’eccezionale qualifica (nono poi ottavo per la penalizzazione di Norris) e la sua gara, a differenza degli altri piloti, non è stata caratterizzata da duelli particolarmente probanti. L’eccellenza del voto sta nell’aver gestito tutta la gara come se fosse un’enorme qualifica che era l’unica possibilità che aveva per centrare la zona punti. Si è tenuto alla larga dai guai nella prima parte in cui approfitta magistralmente dell’ingorgo creato da Hamilton e Russell e poi non cede neanche un decimo alle sue migliori possibilità di ritmo finendo per pareggiare l’altrettanto splendido risultato di Silverstone. Wow!

LINBLAD voto 30

Et voilà! Un altro giovane talentuoso che emerge da Spa! E’ protagonista di una qualifica straordinaria in cui non solo mette a distanza siderale il suo compagno di squadra (che pure negli ultimi GP si era comportato sorprendentemente bene) con progressione di 6 decimi ad ogni Q come fanno (o dovrebbero fare) i migliori piloti del circus ma arriva in ottava (poi settima) posizione in griglia a meno di un decimo da Piastri. Wow! La sua gara stava per essere rovinata dall’incidente tra Hamilton e Russell infatti perde posizione da Bortoleto, dal suo compagno di squadra e poi anche da una Alpine che non sono riuscito a identificare. Recupera in ripartenza da SC su quest’ultima e poi su Lawson. In occasione del primo pit il muretto sia Lawson che i due Alpine lo anticipano costringendolo a seguire ma approfitta del duello tra costoro accodandosi al recupero di Norris. Il capolavoro lo fa nel seguito imponendo un ritmo inarrivabile per i suoi inseguitori e mettendo nel finale anche qualche pensiero in testa a Bortoleto. Molto bene!

COLAPINTO voto 28 sulla fiducia

Di Colapinto non si è visto granché nelle immagini televisive: c’è un solo flash in cui intorno al 10° giro lo si vede fare un sorpasso da brivido in mezzo a Gasly e Lawson alla fine del Kemmel. Per il resto si sono visti i sorpassi che ha subito da Norris e da Limblad e niente altro. Rimane comunque la sua posizione nei punti a discapito del treninto Gasly-Lawson-Hulk che è e rimane un fatto. Bravo.

NOTE DI MERITO

Bearman, con questa Haas, non riesce a proporsi ai piani alti ma continua nella sua opera di demolizione di Ocon. Demolizione che non è solo nei tempi in qualifica (ben 7 decimi di distacco al francese) ma anche in pista dove durante il primo concitatissimo giro gli assesta una sportellata niente male!

NOTE DI DEMERITO

Williams, nonostante il pur eccellente Sainz che cava il proverbiale sangue dalla rapa, mi pare in un momento di involuzione tecnica: finire dietro alle Audi nonostante la differenza di motore in questo circuito non è per niente un bel vedere

Aston Martin sempre più nel baratro.

Ci vediamo a Budapest.

BASTIAN CONTRARIO (X): Il laureato

Opinione comune è che la pista di Spa-Francorchamps è l’università della F1, allora senza mezzi termini posso affermare che in facoltà c’è un nuovo laureato con lode, è quello è Kimi Antonelli. Detto che questa università è stata completamente snaturata tanto da abbassare non poco il livello degli studenti, perché semplicemente non si può leggere una bestemmia del tipo “i piloti sono costretti ad andare più piano per ricaricare la batteria” oppure “nel secondo settore andranno avanti solamente con l’ICE, visto che staranno senza batteria”, vero è che i tempi che corrono sono questi e, come amo affermare sempre, alla fine è solo una questione di scelta: se seguire o meno ciò che ci propongono. Di fatto LibertyMedia&Co. fino ad ora non solo hanno avuto sempre ragione, addirittura superano gli esami a pieni voti, perché salta all’occhio (per la regia internazionale è un punto di orgoglio riprendere tutto dall’alto) come le piste siano piene come un uovo, quindi ritengo inutile lamentarsi. Questo livellamento verso il basso  a mio giudizio non potrà che peggiorare con questo regolamento e, sebbene dall’anno prossimo il rapporto di potenza verrà spostato in favore dell’ICE, sempre un palliativo rimarrà, sempre una pezza risulterà per cercare di salvare capre e cavoli. Sebbene l’informazione ufficiale, la così detta stampa libera, si spertica nell’affermare che questa sia la “F1 più bella di sempre”, facendo presa evidentemente sulle nuove generazioni e, comunque su chi ha deciso evidentemente di non voler capire, una laurea è pur sempre un traguardo non indifferente e, Kimi questo risultato se l’è guadagnato sul campo.

Ciò che impressiona del nostro connazionale, è la sua apparente calma nel gestire la pressione che un lungo campionato inevitabilmente porta con se. Quello che gli è capitato nell’ultimo mese avrebbe demoralizzato chiunque, perché vedersi rosicchiare il suo vantaggio monumentale dal compagno, il quale ha fatto poco o nulla per meritarselo (il secondo posto in Inghilterra ne è l’emblema… anche queste sono le gare), è paragonabile ad uno studente al quale mancano pochi esami alla tesi di laurea e viene sempre bocciato o al massimo gli vogliono dare un misero diciotto. Ciò che veramente caratterizza il giovane pilota della Mercedes dunque, al di là della velocità, è proprio la maturità che sta dimostrando nel gestire queste situazioni. L’anno scorso Antonelli non dico che stava sotto un treno, poco ci mancava: al suo primo anno aveva accusato eccome la lunghezza della sua prima stagione e, la fase europea per lui è stata pressoché deleteria. A questo si aggiungeva anche il fatto che non era così scontata la sua riconferma. A Toto Wolff dunque va dato il merito di aver continuato con fermezza con le sue idee, le quali ne fanno il laureato più importante nel paddock perché sebbene egli rappresenti un azionista di peso in Mercedes, è anche vero che in F1 il posto fisso non esiste e, se avesse fallito con il giovane italiano, molto probabilmente le sue palle sarebbero saltate. Ho sempre sostenuto che in Mercedes non lavorano degli scappati di casa e, se hanno puntato su Antonelli è perché sicuramente sapevano quale fosse il suo reale valore e, non credo nemmeno alla favoletta in luogo del quale che essi stessi affermano “Nemmeno noi ci aspettavamo una crescita del genere”; balle! Toto&Co. sapevano benissimo con chi avevano a che fare altrimenti non avrebbero rischiato di bruciarsi tutti quanti, certo è che sapevano che il buon Kimi aveva bisogno del suo tempo. Questa F1 dove si deve gestire l’energia, dove bisogna capire quando e come usarla, si sposa perfettamente con lo stile di guida del giovane italiano, proprio come le vetture ad effetto suolo (delicatissime in termini di assetto) calzavano come un guanto con lo stile di guida di Verstappen. Kimi ha saputo studiare meglio, ha saputo capire prima del suo diretto rivale, George Russell, come muoversi con queste vetture di nuova generazione ed ora, chi è sotto un treno, è proprio l’inglese il quale si ritrova con un problema enorme. La prima parte di stagione è ormai andata e, indipendentemente come finirà il GP di Ungheria, che ufficializzerà l’inizio delle vacanze, è indubbio che la prima parte del campionato si scrive e si legge Andrea Kimi Antonelli. Russell smadonna via radio ed in tv, dicendo che vuole solo una macchina uguale a quella del suo compagno, facendo capire che la sua squadra evidentemente lo boicotta. Ad essere sinceri non so quanto sia proficuo un atteggiamento del genere perché, sebbene Toto lo difenda a spada tratta, è anche vero che prima o poi la corda potrebbe spezzarsi, ivi compreso rivalutare la sua posizione contrattuale. Il mondiale, considerando il distacco che c’è tra i due, è ancora lunghissimo perché come abbiamo visto in questa prima metà di stagione, tutto può ancora accadere. Qualcuno potrebbe richiamare come esempio proprio quanto visto l’anno scorso, in luogo del quale Norris fece il “rimontone”, come si suol dire, l’unica differenza che mi viene da sottolineare è che Toto Wolff decisamente non è Zak Brown, quindi dubito che verrà ribaltata la W-17 per recuperare l’uno e affondare l’altro. Se Russell vuole essere lui il laureato, il campione del mondo 2026, dovrà resettare tutto rimboccandosi le maniche non poco e, soprattutto deve sperare che la concorrenza non cresca in termini prestazionali, perché come ho già affermato in passato, più squadre potranno contendersi la vittoria più andrà a vantaggio di Kimi, considerando la sua posizione in classifica.

Già la concorrenza. Ferrari continua a sorprendere e, a sbalordire soprattutto in piste come quelle dove il motore va gestito in un certo modo e, soprattutto dove l’aerodinamica ed il telaio contano eccome. Ferrari “rischia” seriamente di potersi giocare quanto meno il mondiale Costruttori, considerando il distacco in classifica, la fragilità della W-17, la tenuta mentale di Russell e, la coppia di piloti che si ritrova. Con un Charles ritrovato la Rossa può contare su un afflusso corposo e costante di punti, che alla fine possono fare la differenza sul risultato finale. Vero è che di laureato ce ne può essere uno solo per squadra e, domenica scorsa si è palesato ciò che dico già da tempo: in seno alla Scuderia c’è una guerra silenziosa tra i due piloti che presto o tardi esploderà in tutta la sua magnificenza.  Domenica scorsa Hamilton ha pagato non poco il suo cattivo sabato e, sicuramente l’eccesso punitivo dei giudici di gare,

eppure il campione del mondo ne aveva di più del suo compagno, il quale giustamente non ha voluto saperne di dargli la posizione; e ci mancherebbe pure! Vasseur a tal proposito fa orecchie da mercante, eppure prima o poi le sue responsabilità se le dovrà assumere perché, fino a prova contraria chi è secondo immediatamente dietro il nostro Kimi, è Hamilton e non LeClerc. Se è vero che almeno sulla carta, l’Ungheria è un circuito favorevole alla Ferrari, ci sono tutti i presupposti in cui l’inglese possa fare nuovamente bene perché in questo momento, indipendentemente dai risultati di Charles ottenuti da poco, chi da l’impressione di essere padrone della squadra è lui e non il monegasco. Sappiamo benissimo che Lewis, fino ad ora, non ha fatto altro che imporre il suo volere in squadra ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti e, se nella pausa estiva imponesse la sua volontà di puntare su di lui, specie se il motore “ADUO 2” porterà i benefici che tutti speriamo a cominciare dalla stessa Gestione Sportiva? Vasseur sta per affrontare forse l’esame più difficile per potersi laureare come Team Principal campione del mondo e, con un LeClerc appena rinnovato praticamente a vita, sarà una sfida nella sfida gestire questa inedita situazione. Del resto Hamilton non è venuto in Ferrari solo per rilanciare il marchio moda della Rossa, bensì per raggiungere l’ottavo titolo che, preso eventualmente con la squadra di Maranello, varrebbe una carriera intera. Come laureato allora sarebbe intoccabile.

Buon GP di Ungheria a tutti.

Vito Quaranta

ANTONELLI SUPERA L’ESAME DI SPA. RUSSELL NON SI PRESENTA.

L’università della Formula 1. Ma, forse, sarebbe più adeguato paragonarla all’esame di analisi 1 o, ancora meglio, meccanica razionale. Non sempre li passi al primo colpo, anzi, se te le li levi di torno al secondo sei comunque bravo.

E per Andrea da Casalecchio questa è la seconda volta. La prima non andò benissimo, mentre stavolta ha studiato bene. Il suo compagno, che due anni fa lo passò ma fu poi bocciato perchè aveva consegnato in ritardo, non è invece sicuro di essere preparato abbastanza. O, meglio, sostiene che non gli abbiano dato gli appunti giusti e, come suo solito, si lamenta.

E, così, l’italiano la piazza in pole, mentre l’inglese si ritrova in seconda fila alle prese con presunti problemi di potenza in rettilineo. Problemi che aveva anche Leclerc, che lo affianca, ma li ha risolti.

La partenza è la dimostrazione dell’assurdità di questo regolamento alla Mario Kart. Antonelli parte molto bene, ma nella discesa verso l’Eau Rouge Verstappen lo passa come se fosse fermo, salvo poi farsi sverniciare nel successivo rettilineo verso il Kemmel. E non è questione di scia, bensì di come viene usata l’energia. Tanto è vero che Leclerc ne passa tre e si ritrova secondo. Stesso discorso per Hamilton, che riesce a superare Russell. Quest’ultimo però frena tardissimo e lo ripassa in curva 5 all’esterno, ma invece di prendere l’interno della curva successiva, lo stringe e finisce nella ghiaia, terminando la sua gara. A Lewis vengono comminati ingiustamente 5 secondi di penalità.

Dietro i primi regna il caos, con macchine che si superano, risuperano e si toccano.  Esce la Safety Car per consentire la rimozione della macchina di Russell, e 4 giri vanno via così. Quando si riparte, non succede sostanzialmente niente. Antonelli mette subito una bella distanza fra sè e Leclerc, che viene passato facilmente da Verstappen al giro successivo.

Al giro 6, Piastri affianca Leclerc e i due percorrono assieme il rettilineo verso curva 5. Arrivati alla frenata, Charles allarga impercettibilmente verso sinistra, quel tanto che basta per toccare l’australiano, che non ha alzato il piede, rintuzzando l’attacco. Poco dopo, Oscar viene superato da Hamilton, che si mette subito in coda al compagno di squadra, che viene investigato per il contatto precedente.

L’inglese sembra più veloce del monegasco, che però si difende, e dal box non arrivano ordini. Poi Charles ripristina le distanze.

Al giro 18 Verstappen effettua la sua sosta. Ma subito dopo viene attivata la Virtual Safety Car, per motivi non spiegati. Ma dura troppo poco per consentire a qualcuno di approfittarne. Antonelli si ferma comunque ai box per coprirsi dall’undercut.

Le due Ferrari, al momento prima e seconda, proseguono, quando si attiva ancora una volta la Virtual Safety Car, che viene mantenuta abbastanza per consentire alla Ferrari di effettuare la sosta con entrambe le macchine. Leclerc riesce ad uscire davanti ad Antonelli e Verstappen, e non appena rientra in pista la VSC viene tolta.

Si ripete così la situazione di Silverstone, con Antonelli cacciatore e Leclerc preda. Questa volta, però, Andrea non sembra avere un passo superiore, anzi, Charles è inizialmente più veloce, e il bolognese fatica a superare Norris, che non ha ancora fatto la propria sosta. Ci riesce al giro 26, quando si trova a 3 secondi dal ferrarista.

Ma bastano 8 giri affinchè avvenga l’inevitabile sverniciatura da parte del pilota di Casalecchio ai danni della macchina di Maranello.  Andrea però non va via e Charles prova a tutti i costi a restare entro il secondo di svantaggio. 

Ma non ci riesce, e finisce così con Antonelli che torna a vincere e guadagna 25 pesantissimi punti rispetto al compagno di squadra. Seguono un Leclerc ancora magistrale, Verstappen, Hamilton cui a penalità è costata il podio, Piastri, Hadjar, Norris, Lindblad e Colapinto.

Fra una sola settimana si va in Ungheria, in un circuito che è l’esatto opposto di Spa. E, magari, riserva qualche sorpresa. Anche se, quest’anno, di sorprese sarebbe meglio non vederne.

P.S. Il campionato ha ormai preso una certa piega. Pur non condividendo il costante massacro che i commentatori italiani fanno nei confronti di Russell, non si può non dire che quest’ultimo non stia assolutamente reggendo il confronto, sotto nessun punto di vista. L’incidente con Lewis, come ha ammesso lui stesso, è stato un incidente di gara. Aveva a destra tutto lo spazio che voleva, ma si è dimenticato di essere in lotta per il mondiale, segno di poca lucidità.

P.S.2 Lo scorso anno, di questi tempi, Norris stava vivendo la stessa situazione con Piastri. Ma Andrea non è Oscar, questo sembra molto chiaro.

P.S 3. Molto furba la scelta di non far vedere le velocità massime per nascondere il famigerato super-clipping. Essendosi resi conto dello strazio all’ultimo momento, e non avendo il tempo di adattare la grafica, o non volendo lasciare un buco in mezzo, per tutto il week-end non si è vista la classica sovrimpressione a coprire l’halo. Ridicoli.

P.S. 4 Ma avrebbero potuto anche farla vedere, perchè la fan base della Formula 1 attuale è per la stragrande maggioranza formata da persone che non fanno caso a queste cose. E al fatto che a lasciare scrivere i regolamenti agli ingegneri, questo è il minimo che ti puoi aspettare. 

P.S. 5 Bobbi vuole convincerci che è la scia che aiuta i sorpassi al primo giro. Probabilmente i commentatori hanno ricevuto istruzioni ben precise su quello che possono dire a proposito di questa situazione.

P.S. 6 Vanzini si fa cacciare dall’uscita della pit-lane perchè semplicemente lì non si può stare, e pretende pure di essere bravo a mantenere la calma. E’ l’esatta rappresentazione di una certa italianità becera del tipo “ma cosa vuoi che succeda”. 

P.S. 7 Giusto per chiarire i dubbi che ho visto nei commenti, io che vinca Andrea o che vinca Charles sono contento esattamente uguale. L’importante è che chi non vince arrivi secondo.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com.