IL PUNTO DELLA REDAZIONE

La Federazione ha un solo obiettivo, da ora a fino all’inizio del primo weekend di gara, ed è quello di guadagnare più tempo possibile per cercare di risolvere il problema “camera di combustione gate”. In settimana si sono incontrati i team al fine di risolvere l’annosa questione del probabile trucco Mercedes ed ora, l’affare si è ingrossato, come si suol dire. All’inizio di questa storia, di questi rumors che lentamente uscivano con voce sempre più grossa, si parlava del fatto che anche Red Bull (motorizzata Ford anche se hanno fatto tutto a Mylton Keynes) avessero trovato la possibilità di avere un rapporto di compressione maggiore. Ciò è importante in tutta questa spinosa faccenda, perché i maggiori oppositori di Mercedes sono stati innanzitutto l’Audi di Binotto seguiti a ruota da Aston Martin motorizzata Honda. Ferrari sin dall’inizio si è sempre dimostrata “neutra”, salvo poi inevitabilmente accodarsi ai due motoristi che hanno protestato (e ci mancherebbe pure aggiungerei!), anche se si sta portando avanti una narrazione distorta che è quella che sia proprio Ferrari “la porta bandiera” di questa causa, che è tutto da dimostrare se sarà vinta o meno. Fatto sta, ritornando alla Red Bull, che ora si è unito al gruppo degli oppositori anche la squadra di Laurent Mekies perché pare che i bibitari non siano riusciti a replicare il sistema Mercedes. Attualmente è in atto una lotta di potere che ha già tutti i contorni di una guerra vera e propria, dove naturalmente lo sport viene sempre in secondo momento, tuttavia non lo scopriamo ora come funziona l’andazzo in F1. Prima della riunione con la FIA il Team Principal Mercedes, cioè Toto Wolff, aveva tuonato dicendo che “I team si dovrebbero dare una mossa anziché scrivere lettere segrete e richiedere incontri chiarificatori” e, dopo di lui si è fatto sentire il capo supremo della casa con la stella a tre punte (Ola Kallenius) andando addirittura oltre, affermando che sarebbe ricorso al tribunale caso mai si fossero cambiate le regole in corso. Non c’è che dire, proprio un bell’ambiente l’attuale paddock di F1.

Come in tutte le storie, con trame molto fitte che si rispettino, c’è sempre il trucco che cela la facilità nel trovare la soluzione al problema. Questo lo spiega molto bene Matteo Bobbi nel suo blog: infatti Mercedes, durante tutta la fase di progettazione del motore prima e, della vettura dopo, è sempre stata molto collaborativa con la Federazione per non dire a stretto contatto, inviandogli i disegni di ogni componente (motore compreso) chiedendogli praticamente se poteva fare questo o quell’altro, proprio per evitare eventuali problemi di legalità. La FIA è in bel pasticcio proprio perché durante tutto l’arco della progettazione della W-17, non solo ha sempre monitorato i lavori, addirittura li ha praticamente sempre avallati. L’ira di Toto e di chi sta anche più in alto di lui, a tal proposito, è fin troppo comprensibile. La Mercedes si è sempre sentita dire “Si” ed ora si trova nella condizione di potersi sentire la risposta opposta. Rimanendo in una posizione di neutralità e di obiettività e, basandoci su quanto emerso sino ad ora, la posizione di Mercedes è ineccepibile (stando ai fatti) a differenza delle altre squadre che evidentemente sono quanto meno preoccupate del potenziale vantaggio che i “crucchi” potrebbero avere. Del resto proprio Binotto, nell’intervista con Terruzzi, ci ha anche spiegato come Mercedes agirebbe in caso di grosso vantaggio, al fine di evitare di far recuperare il terreno perduto alle altre squadre attraversi il famigerato ADUO: di fatto Mercedes non sfrutterebbe tutto l’intero vantaggio motoristico, proprio per non creare un abisso in stile 2014 bensì si terrebbero “stretti” come si suol dire, quel tanto che basta per rimanere davanti e non dare la possibilità agli altri team di intervenire sull’ICE. Infatti sebbene l’utilizzo di questo strumento che, guai a definirlo BOP (!) è ancora fumoso, sembra che agirà dopo un determinato arco temporale (presumibilmente sei GP) per valutare quali sono le prestazioni dei vari team, perché l’obiettivo di tutto il circo è proprio quello della convergenza prestazionale. Nel 2025 ormai tutti erano vicinissimi (praticamente erano in un secondo di delta), cosa che quasi sicuramente non sarà cosi, almeno all’inizio del campionato com’è logico pensare. Ed ecco che proprio con l’ADUO la F1 vuole dare la possibilità di ricompattare il gruppo più velocemente possibile al fine di aumentare le lotte in piste, con inevitabile aumento dello spettacolo e, di maggiore distrazione su come funziona tutto in pista, aggiungerei io.

Infatti non bisogna dimenticare che sebbene l’hype stia aumentando in modo considerevole in vista dell’Australia, tutti i GP si baseranno sulla gestione dell’energia della batteria e di quello che si riuscirà ad estrarre dalle nuove benzine e, il vantaggio del motore Mercedes starebbe proprio nell’efficienza del suo ICE, il quale deve fungere (fonte Autoracer.it) da “ricaricatore” della batteria del motore elettrico e, tanto più il motore a combustione interna sarà efficiente, tanto più si potrà attingere all’energia di quello elettrico durante un giro. Per questo è da ottobre che ci stanno dicendo (guarda caso il primo che ha usato una determinata terminologia fu proprio Russell) che “Vedremo sorpassi in posti impensabili”. Certo: se l’avversario davanti è “senza batteria” perché l’ha consumata nel run precedente o, in una determinata zona della pista, ovvio che il pilota dietro che ha a disposizione un motore più efficiente e quindi maggiore energia, lo potrà sorpassare anche in punti dove prima era impensabile.

Mi pare evidente dunque che la guerra in atto non sia di poco conto, perché i vari team praticamente si stanno giocando già ora, ancora prima di vedere il primo semaforo ufficiale, il mondiale 2026. A proposito di efficienza e quindi di energia da sfruttare: non sarà proprio questo il motivo per cui le prime tre giornate di test ufficiali in Bahrein verranno oscurate salvo trasmettere in chiaro l’ultima ora di test? Ufficialmente le squadre non vogliono ancora pressione mediatica e, sebbene l’intelligenza dell’appassionato medio venga sempre messa a dura prova, di fatto questo è quello che si viene a sapere. In una F1 dove si è fatta in quattro per portare le immagini “acca ventiquattro” su qualunque device, ecco che si passa all’oscurantismo più totale. Non è che per caso la maggior parte dei team non sono ancora sicuri di come funzioneranno le loro nuove PU messe “alla frusta” (perché nel deserto barenita necessariamente le squadre dovranno spingere sulla potenza del motore e degli assetti), alla luce anche del fatto che dovranno iniziare a bruciare la nuova e costosissima benzina?

C’è molto fumo ed anche molto arrosto, oltre ad una grandissima ansia da prestazione per molti team (Ferrari è appesa ad un filo!), ansia che sarà apnea da qui all’Australia, fino a quando la Federazione non si esprimerà in merito al guano che essa stessa ha creato.

Vito Quaranta