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F1 2025 – GRAN PREMIO DEGLI USA

Sessantatre punti in sei gare. Questo è il ruolino di marcia che Verstappen deve tenere per sperare nel titolo mondiale piloti. Sembra una cosa fattibile ma in realtà è molto più complicato e difficile di così e il primo a saperlo è proprio l’olandese.

Verstappen ci ha abituato in questi anni a rendere fattibile quello che non si pensava ma forse questa impresa è un pò troppo ardua anche per lui.

Diverse le cose a suo sfavore: in primis non avere la macchina più veloce del lotto e in secondo luogo i due papaya boys non gli regaleranno più tanti punti come successo nelle ultime gare, perchè anche alla stupidità c’è un limite.

immagine da racingnews365.com

Si arriva in una pista che ha sezioni pro Red Bull e altre pro McLaren con un vantaggio in più per i papaya boys: ad Austin la qualifica potrebbe non avere tutta questa importanza. Della serie, se anche Verstappen dovesse fare magie in qualifica, i due alfieri McLaren avrebbero tutte le armi per recuperare.

A rendere più difficile il compito per i primi della classe c’è la garetta Sprint al sabato, cosa che ridurrà il tempo per la messa a punto. Su un tracciato molto vario e lungo come quello texano potrebbe essere un problema non trovare in tempi brevi un assetto decente.

Come al solito, diciamo che i favori del pronostico vanno agli uomini di Woking e, al solito, in Red Bull si affideranno a san Max da Hasselt per cercare di recuperare più punti possibile.

immagine da www.the-race.com

Gli outsider sono al solito Ferrari e Mercedes ma in questo caso sembrano ancora più outsider del solito. In Ferrari ormai non vedono l’ora che finisca questa stagione che sta diventando fallimentare oltre ogni previsione. Il weekend di gara con un turno di libere in meno non è proprio il massimo per la Rossa, che dall’inizio dell’anno fa fatica ad ottimizzare il potenziale a disposizione.

Sarebbe davvero ironico se in questa occasione gli uomini di Maranello riuscissero a trovare la quadra con un turno di libere in meno. Potrebbe anche essere la fotografia che descrive bene la stagione del Cavallino, un qualcosa molto vicino alla farsa.

In Mercedes arrivano dal bel successo a Singapore ma, in teoria, il COTA non dovrebbe calzare a pennello della W16 che ha nella prima parte dello snake un bel tallone d’achille. A complicare le cose potrebbe esserci anche una gestione piuttosto ardua del degrado gomma su un tracciato da sempre molto impegnativo da questo punto di vista, fattore che in teoria dovrebbe essere a favore della Ferrari.

Tutte chiacchere che verranno spazzate dal responso della pista in un weekend in cui chi avrà qualcosa di importante da giocarsi dovrà mantenere nervi saldi e cercare di non fare errori. Immaginate se tra una settimana , alla vigilia del Gp del Messico, storicamente pista amica della Red Bull, Verstappen avesse ridotto ancora il suo distacco dal duo Piastri-Norris…

immagine da funoanalisitecnica.com

Intanto, a proposito di scenari immaginifici, si parla sempre più di un Chris Horner in Ferrari già dal 2026. Non so, dopo il licenziamento in tronco subito quest’anno non ce lo vedo Horner a rovinarsi per la seconda volta volontariamente la carriera. Si diceva prima che anche la stupidità ha un limite, ma quando si parla di Ferrari niente è impossibile.

*immagine in evidenza da circuitoftheamericas.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DI SINGAPORE

Ultimo Gp in terra asiatica del 2025 prima della lunga trasferta nel continente americano. Gp importante anche solo per capire se davvero Verstappen potrà raggiungere la terza vittoria consecutiva e ritornare prepotentemente in lotta per un titolo piloti che sembra(va?) chiuso.

I punti da recuperare sono ancora tanti ma si sà che il circuito cittadino di Singapore può aprire a scenari imprevedibili, addirittura tragicomici se pensiamo a ciò che è successo alla Ferrari qualche anno fa.

immagine da racingnews365.com

Sarà però difficile per l’olandese e la sua squadra, in una pista dove la McLaren dovrebbe trovarsi molto più a suo agio rispetto a Baku e dove l’efficienza Red Bull sul dritto sarà molto meno influente.

La curiosità sarà nel verificare se davvero la Red Bull ha fatto un salto in avanti nelle prestazioni grazie ai nuovi aggiornamenti e al nuovo corso Mekies oppure rientrerà nei ranghi. Certo che avere il 33 olandese dalla propria parte ti fa lavorare con una certa fiducia e sicurezza.

In McLaren non siamo al panico ma qualche spia di allarme nella testa dei due piloti si deve essere accesa, tra problemi tecnici e errori personali. La sagoma di Verstappen è tornata ad affacciarsi negli specchietti di Norris e Piastri e di sicuro non è una cosa che fa stare tranquilli.

A Singapore ha una buona opportunità per ristabilire di nuovo le gerarchie ma servirà un’esecuzione all’altezza della situazione. Quell’esecuzione che a Baku è clamorosamente mancata in Ferrari che si trova ad avere sempre meno occasioni per cercare di muovere il personale tabellino delle vittorie in stagione.

immagine da mclaren.com

Il tracciato di Singapore dovrebbe consentire una maggiore libertà nel setup delle sospensioni poichè i problemi di usura del fondo dovrebbero essere molto meno marcati rispetto a Baku ma comunque la SF-25 rimane una monoposto equilibrata ma che non eccelle in nessuna area per cui serve una buona dose di fortuna per cercare di raggiungere un buon risultato.

Se poi a questo aggiungiamo le defaillance dei piloti per overdriving (Leclerc) o non volontà di rischiare (Hamilton) allora il tutto diventa molto più difficile. Vasseur riparla di “massimizzare” la prestazione ma ormai è una discorso che è venuto a noia.

Chi dovrebbe essere in difficoltà è la Mercedes, che potrebbe trovarsi di fronte e problemi nel surriscaldamento degli pneumatici e che non potrà contare sulle staccate che tanto le hanno fatto bene a Baku.

Intanto Antonelli sembra avere il posto assicurato anche l’anno prossimo ma fossi in lui non starei tanto tranquillo: purtroppo servono risultati e il 2026 diventa l’anno del dentro o fuori. Cosa che potrebbe valere anche per Russell che al momento non ha ancora trovato l’accordo per il rinnovo del contratto.

immagine da funoanalisitecnica.com

In ogni caso Singapore è uno di quei GP in cui è fondamentale non fare errori e in cui l’esecuzione in pista e ai box è fondamentale. Tra problemi di degrado gomma, caldo torrido, possibilità di safety car e capacità di trovare il giro buono in qualifica sono tante le variabile che possono trasformare un buon risultato in un incubo. Lo sanno bene in Ferrari che nonostante tutto non ha ancora esorcizzato l’harakiri del 2017. E lo sa bene anche Verstappen che sa come contribuire al caos altrui. Sarà una prova importante per il team McLaren, forse più di quanto non immaginano.

*immagine in evidenza da1000cuorimotori.it

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO D’AZERBAIGIAN

Bye bye Europa. Con il GP d’Azerbaigian il circus saluta la culla del motorsport per una lunga parentesi asiatica e americana che la porterà fino al termine del campionato.

Questo vuol dire che, esclusi il circuito del Cota e Interlagos, si correrà in posti che non sono proprio il massimo del fascino declinato alle quattro ruote veloci. In ogni caso questo rappresenta un’ottima notizia per la Ferrari che proprio su tracciati “anomali” può sperare di non chiudere una stagione a “zeru tituli”.

immagine da monza-nwes.it

Il tracciato di Baku è la prima opportunità in tal senso: lunghi rettilinei, violente staccate e poche curve veloci, in pratica tutto quello che serve al Cavallino per potersela giocare. Mettiamoci poi che è una delle piste che Leclerc ama di più.

Tutto già apparecchiato? In realtà no perchè proprio i lunghi rettlinei possono giocare a sfavore dell’altezza da terra, autentica croce della Ferrari che non riesce a controllarla in maniera ottimale e sempre a rischio di eccessiva usura del fondo. Facile immaginare che per evitare ogni rischio scelgano di correre con un’altezza maggiore di quella ottimale, sacrificando performance.

Inoltre c’è un’ulteriore incognita sull’usura delle gomme, quest’anno di uno step più morbide rispetto alle ultime edizioni e quindi con più degrado.

Chi invece potrebbe trovare un bel jolly è la Red Bull di Verstappen, anche lei favorita dall’assenza di curve ad alto carico e con un’alta efficienza sul dritto. Monza ha già fatto vedere questo in tal senso e poi si deve aggiungere il talento dell’olandese che quest’anno ha fatto quasi sempre la differenza.

immagine da today.it

Chi invece rischia di giocare in difesa per una volta è la McLaren che si troverà senza la sua arma preferita, ovvero l’efficienza aerodinamica nelle curve ad alto carico. La McL39 non diventerà una zucca ma neanche potrebbe essere l’arma letale che è stata fino ad ora.

Altro fattore da considerare è la lotta interna tra i due piloti che si stanno giocando il titolo: Baku è una pista molto infida in cui un eccessivo agonismo può portare a fare delle sciocchezze e nessuno dei due alfieri di Woking se lo può permettere, a differenza di Verstappen che in queste situazioni ci si trova pienamente a suo agio.

Oggetto misterioso la Mercedes per due motivi: in primis perchè si sta rivelando una vettura i cui punti di forza non sono granitici e che più volte si è dimostrata difficile da mettere a punto. Soffre le alte velocità di punta ma va bene in trazione e nelle staccate per cui bisognerà valutare quale piatto della bilancia peserà di più nell’arco del weekend. In secondo luogo c’è il problema Antonelli che sta cominciando a esaurire la pazienza anche del suo sponsor più grande, Toto Wolff.

immagine da motorinolimits.com

Il resto della compagnia si arrangerà come al solito, cercando di sfruttare le magagne dei big o pescando un jolly che ogni tanto capita, ma non penso che importi granchè, a me proprio no.

Si riparte da un +31 di Piastri su Norris, punti che sarebbero stati di più senza il team order di Monza. Poco cambia in realtà perchè la sensazione è che l’inglese non abbia la cattiveria e lucidità necessaria per strappare il titolo mondiale. Baku potrebbe rimescolare un pò le carte ma anche allontanarlo definitivamente. Almeno questo sarà un valido motivo di interesse.

*immagine in evidenza da f1-fansite.com

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO D’ITALIA

Il circus si lascia definitivamente dietro le spalle la pausa estiva e arriva su quello che, una volta, era definito il tempio della velocità. Di sicuro ha conservato ancora qualcosa di quell’epicità anche se decisamente anestetizzata dall’evoluzione della F1 moderna e da sempre sostenuta da una robusta stampella di nome Ferrari, anche negli anni più infelici della Scuderia.

Quest’anno si può mettere nella categoria di quelli “infelici” (eufemismo)? Guardando le aspettative, risultati ottenuti e prospettive decisamente si. La Scuderia ha avuto un brusco ritorno dalla pausa estiva in Olanda: zero punti, prestazioni mediocri e un umore davvero pessimo che si trascina fino a Monza.

immagine da funoanalisitecnica.it

Il Gp d’Italia è sempre stato una sorta di ultima spiaggia per la Ferrari, il premio di consolazione di una stagione andata male. Il punto è: c’è margine perchè rappresenti un’oasi di felicità in un deserto di pessime prestazioni?

Guardando agli ultimi risultati il pessimismo sembra essere l’unica opzione, anche perchè sulla carta la Rossa avrebbe dovuto vincere già almeno un GP. Invece il conteggio delle vittorie è ancora a zero e l’occasione buona è sempre la prossima. Monza potrebbe essere una di quelle dato il suo layout di pista molto “basic” in cui sostanzialmente serve una gran velocità di punta e la capacità di aggredire i cordoli alla Ascari e alla prima variante, il tutto condito da una trazione adeguata.

Una pista ottimale per nascondere tutti gli aspetti in cui la SF-25 è carente, associata alla possibilità di viaggiare ad altezze da terre molto basse dato il manto stradale molto piatto. Basterà questo e ali molto scariche per giocarsela con McLaren e Verstappen? La risposta si avrà già nelle prove libere del venerdì.

immagine da autohebdo.it

Peccato che in tutto questo, dove sarebbe stato fondamentale giocare di squadra con due piloti, Hamilton debba scontare una penalità rimediata nel tragicomico weekend olandese. Diciamo che tra speranze di competitività, penalità da scontare e forza degli avversari per giocarsela in Ferrari avranno bisogno della cara vecchia botta di culo, aspetto anche questo che latita a Maranello da qualche tempo.

D’altra parte invece McLaren non starà certo lì a stendere il tappeto rosso, reduce da un’altra doppietta e con un mondiale costruttori chiuso. La tensione (avercene!) resta solo sul fronte piloti dove Piastri sembra avviato ad un titolo mondiale che sta legittimando con una costanza di rendimento non pronosticabile alla vigilia del campionato. Il suo team mate Norris continua ad alternare grandi vittorie ad errori imperdonabili e l’ago della bilancia punta sempre di più verso l’australiano.

Verstappen invece sembra ormai rassegnato a fare la comparsa e ad aspirare a parziali successi di tappa quando la situazione lo permette. Dopo quattro mondiali di fila una stagione da battitore libero, che non è poi neanche così male, a patto che dal 2026 si torni a lottare per il bersaglio grosso.

immagine da funoanalisitecnica.it

Chi invece era pronosticato e auspicato in condizioni di classifica migliori e con meno errori alla vigilia del gp di casa è invece Antonelli. Il giovane bolognese ha velocità, talento ma si concede molto spesso weekend di gara poco lucidi, in preda ad una voglia di far bene che porta all’errore. Non ha fatto eccezione il weekend olandese con l’aggravante (agli occhi dei Tifosi) di aver mandato a muro Leclerc, non proprio un bel viatico per il gp di casa dove non sarà certo il beniamino. In ogni caso, per fortuna che il ragazzo si trova sotto l’ala protettiva di Wolff. Considerati gli errori di questa stagione, seppur da rookie, sarebbe già stato riciclato nel bidone dell’umido da uno come Helmut Marko.

L’ennesimo Gp a Monza, per dirla alla Mario Brega, potrebbe essere “fero o piuma” per la Ferrari. Potrebbe anche essere uno degli ultimi organizzati sul circuito brianzolo se non verranno fatti investimenti e il 2031 non è poi così lontano. Insomma un futuro molto incerto per entrambi questi orgogli nazionali.

Molto spesso poi l’aspetto più emozionante del weekend brianzolo sono le qualifiche del sabato, in cui si decide al 90% l’ordine di arrivo delle posizioni che contano. Ecco speriamo che all’incertezza sul futuro non si associ anche la noia del presente e che l’unica nota di colore non sia l’ennesima livrea speciale che la Ferrari adotterà nel weekend.

*immagine in evidenza da italianismo.com.br

Rocco Alessandro

F1 2025 – GP D’OLANDA – ZANDVOORT

Esisteva un tempo nel quale i Piloti di Formula Uno erano chiamati Cavalieri del Rischio. Un tempo nel quale era ritenuto assolutamente normale, anche dagli stessi Piloti, che alcuni di loro morissero durante la stagione del Mondiale. Magari correndo in una Categoria minore, come accadde all’unico vero GOAT della F1 verso fine anni 60 (and if by reading that you’re gonna have an ovaric explosion ‘cause you’re a Hamilton fanboy well, go grab a tampax and shove it up your ass). Roger Williamson era un Cavaliere del Rischio, un Uomo che riteneva assolutamente normale lanciarsi in pista con una monoposto pesante sì e no mezza tonnellata ed i cui standard di sicurezza erano semplicemente inesistenti. A meno che un casco e delle cinture di sicurezza possano essere ritenuti sufficienti per correre di fatto abbracciati a 200 litri di benzina. Williamson era un uomo felice, aveva appena conquistato il suo posto in F1 vincendo per ben due anni di fila il durissimo Campionato Britannico di F3. Zandvoort era il secondo GP al quale riuscì a qualificarsi dopo quello di casa a Silverstone. In Olanda Roger trovò la morte a soli 25 anni, durante il GP lo scoppio di un pneumatico lo scaraventò contro le barriere per poi lanciarlo in volo facendolo atterrare capottato, con le fiamme che presto iniziarono a divorare i resti della sua monoposto nella quale era rimasto intrappolato. Diverse le cose raccapriccianti in concomitanza con la tragedia: in primis la corsa andò avanti fino alla bandiera a scacchi senza interruzione alcuna. Considerato che se oggi un piccione fa una deiezione in pista danno bandiera rossa è semplicemente incredibile poter solo concepire una cosa del genere. La seconda cosa assurda fu il comportamento dei commissari di gara, che si guardarono bene dall’intervenire per provare a salvare il povero Williamson. A gara terminata quando chiesero a Sua Santità perchè non si fermò per aiutare Williamson lui rispose:”mi pagano per correre, non per fermarmi”. Premesso che bestialità del genere i Piloti 50 e passa anni fa le dicevano innanzitutto per esorcizzare la paura della morte, con la quale convivevano costantemente, il già citato Santo ebbe sorte migliore di Williamson 3 anni dopo al Ring semplicemente perchè, quel tragico giorno a Zandvoort, questo EROE fece vedere a tutti (in primis a quegli ignavi dei commissari di gara) cosa significasse davvero essere UOMINI

Purley quel giorno a Zandvoort strappò di mano un estintore ad un commissario di gara e combattè da solo per provare a salvare Williamson. Era di fatto impossibile che potesse riuscire a farcela ma rischiò lo stesso la sua vita davanti alla tragedia alla quale stava assistendo. L’eroismo e l’umanità di David Purley ad oltre mezzo secolo di distanza restano indelebili.  Quando il Circus fece tappa a Monza 3 gare dopo gli applausi ad ogni passaggio di David Purley erano semplicemente assordanti. Le Ferrari in confronto passavano inosservate, e la cosa si commenta da sola. 50 anni fa perdevamo tanti Piloti in pista, quella stessa tremenda stagione 1973 si sarebbe chiusa con un’altra tragedia al Glen nella quale perse la vita uno splendido Astro nascente Transalpino. Oggi invece ad ogni GP mi sembra che si perda progressivamente un pizzico di quella umanità che fece di Purley l’eroe le cui gesta a Zandvoort 1973 scrissero una pagina indimenticabile, sia pure tragica, del nostro Sport.

O di quello che ne resta.

Buon Gp d’Olanda a tutti