Seconda gara americana, l’unica delle tre che mantiene una parvenza di serietà, funicolare a parte. E, come ci stanno ricordando ormai tutti i giorni da due settimane a questa parte, è il primo match point per Andrea da Casalecchio. Ma “col servizio per l’avversario”, visto che per aggiudicarsi il titolo dovrà vincere e l’altro arrivare nono o peggio.
Intanto, per non sapere nè leggere nè scrivere, il punto sul primo servizio è il suo, e, con un giro monstre, piazza la Mercedes aggiornata in pole, con il compagno inglese sesto a mezzo secondo. La W17 ha ora una finestra di utilizzo piccolissima, ma lui gliela fa entrare benissimo, evidentemente. Al suo fianco c’è Max, che nel week-end di pausa non si è riposato, ma è andato a correre in GT.
Allo spegnimento dei semafori, Antonelli saluta la compagnia, mentre dietro Leclerc passa Verstappen nello snake in un punto impossibile. Ma Max si riprende la posizione prima della conclusione del primo giro, quando Andrea ha già messo fra sè e gli altri un distacco abissale.
Il suo avversario per il titolo nella bagarre del primo giro si tocca con Piastri e gli vengono appioppati 5 secondi di penalità.
Al giro 10, Antonelli ha 2.5 secondi di vantaggio su Verstappen, che precede Leclerc di 2 secondi. L’italiano è partito con gomme medie, al contrario dei 4 che lo seguono. E al giro 13 viene Max viene già chiamato ai box, imitato dai due ferraristi nei giri immediatamente successivi.
La sosta di Antonelli arriva solo al 24° giro, quando è già ampiamente dietro a Verstappen. Gli viene montata la gomma più dura, con il chiaro obiettivo di arrivare fino in fondo. L’italiano rientra in quarta posizione, fra le due Ferrari.
Al giro 30, Leclerc raggiunge Max, che si lamenta di avere una macchina inguidabile. Anche Andrea è arrivato a meno di un secondo dal ferrarista, e così i primi 3 sono racchiusi in meno di 2 secondi, e hanno gomme con mescole diverse. Ma l’olandese viene fatto fermare, per montare gomme a mescola media. Leclerc eredita così la prima posizione, che tiene però per neanche un giro, perchè Antonelli lo svernicia sul lungo rettilineo.
Al giro 40 anche Hamilton effettua la sua seconda sosta, per montare gomme a mescola dura. Stessa scelta per Leclerc al giro successivo. Verstappen, pur con gomma nuova, non recupera su Antonelli quanto gli servirebbe per raggiungerlo entro la fine della gara. Il suo distacco è, infatti, di 16 secondi. E’ in mezzo c’è Norris, che nell’indifferenza generale, con una sola sosta fatta molto presto per montare gomme dure, si è portato in seconda posizione e tiene molto bene il passo.
Al giro 46 Leclerc raggiunge Max, da diversi giri bloccato alle spalle di Lando, ma mentre sta per attaccarlo l’olandese tira una gran staccata all’inglese e lo passa. Azione che riesce, nello stesso giro, anche al pilota della Ferrari.
Al giro 49 Charles svernicia Verstappen alla fine del lungo rettilineo, e si prende di forza la seconda posizione. Al giro successivo, Hamilton fa la stessa cosa con Norris e si riporta in quarta posizione.
Al giro 52, Bottas si ferma in pista e viene attivata la Virtual Safety Car, che dura ben tre giri.
Non succede più niente, e finisce così con Andrea da Casalecchio che si prende la nona vittoria stagionale, davanti di ben 16 secondi ad uno splendido Leclerc. Poi Verstappen, Hamilton, Norris, Hadjar, Piastri, Russell staccato di 50 secondi dal compagno di squadra, Lawson e Gasly.
Fra una sola settimana si corre in Messico. Il luogo adatto per fare festa.
P.S. Per chi avesse ancora qualche dubbio sul fatto che Andrea fosse quel gran talento di cui si parla da quando aveva 11 anni, giustificandolo col fatto che guida un’astronave guidata dal software, la miglior risposta è la prestazione di questo week-end. Giro monstre in qualifica, partenza perfetta, una sola sosta e 16 secondi di vantaggio sul secondo, e 50 sul compagno di squadra. Serve altro?
P.S. 2 questo però non autorizza a fare (continuamente), per di più in diretta, paragoni con il compianto Ayrton, che ha corso in un’altra epoca, con altre macchine e con altri avversari. A maggior ragione per il fatto che la sua vicenda umana e sportiva non è terminata proprio benissimo.
P.S. 3 allo stesso modo, il fatto che un pilota commetta errori nel giro buono a causa di una macchina che varia il proprio comportamento quando la temperatura dell’asfalto cambia di pochi gradi, non autorizza il suo TP a dire, sempre in diretta, e per di più in modo reiterato, che la macchina stessa c’è e si tratta solo di mettere tutto assieme. Specialmente se al motore mancano cavalli.
P.S. 4 è sperabile che siano le ultime volte che cotanto TP ha l’opportunità di fare affermazioni simili. Con buona pace di tutti quelli (e sono tanti, soprattutto fra i giornalisti) che credono che lui sia vittima dei giochi di potere dell’entourage di Leclerc, il quale sta facendo sapere il proprio disappunto a tutto il mondo a suon di parolacce dette in radio. Ritengo che il buon Fred non abbia bisogno di un aiuto per dimostrare la sua non adeguatezza al ruolo.
P.S. 5 a proposito di Leclerc, sono curioso di vedere cosa diranno i suddetti giornalisti della gara di oggi. Probabilmente che Lewis è stato sfavorito dalla strategia (giusto per dire una cosa a caso).
P.S. 6 due parole su George bisogna dirle. Il suo dramma sportivo è paragonabile solo a quello di Alonso nel 2007. Con la differenza che, in quel caso, Nando se l’era giocata alla pari fino alla fine, qui la differenza è perfino superiore a quella che c’era fra Hamilton e Bottas.
P.S. 7 la lotta per la seconda posizione è bellissima, e quello messo peggio sembra proprio lui.
P.S. 8 Il buon Christian Horner ha scritto un libro e, come tutti gli scrittori, ora sta andando in giro a fare promozione raccontando un po’ di episodi interessanti dei suoi 20 e passa anni in Red Bull. C’è tanto su Helmut Marko, il quale ovviamente ha fatto sapere subito che sono tutte balle. Fatto sta che nessuno dei due lavora più nella squadra austriaca, e che senza di loro (ma anche senza Newey e tutto il resto, motore Honda compreso) vanno forte lo stesso.