BASTIAN CONTRARIO (XVIII): Il parcheggio

A mio giudizio possiamo anche mettere a parcheggio la favoletta che questo regolamento è stato concepito, tra le altre cose, per rendere le monoposto più prevedibili. Ricordate cosa dicevano i piloti a riguardo di questo aspetto fino all’anno scorso? Era tutto un coro di lamentele sul fatto che se cambiavi la monoposto di una virgola, ecco che poi cambiava tutto radicalmente. In effetti le monoposto ad effetto suolo avevano la loro complessità certo, solo che dire di quelle di oggi? No perché se mi limito a leggere le dichiarazioni di piloti e, addetti ai lavori, sembra che non sia cambiato nulla. Con il vecchio regolamento, se mai, chi azzeccava la finestra poi ci rimaneva in vantaggio, mentre oggi si è raggiunto una nuova vetta di imprevedibilità. Mercedes che fino a quindici giorni fa aveva problemi di comprensione (non solo Ferrari quindi ce li ha… solo che poi gli altri quando lo risolvono vincono!) del nuovo pacchetto di aggiornamenti portati, ecco che sbarca in Texas e sbanca il circuito, sebbene con il solo Kimi. McLaren verso fine estate, dopo aver capito come avviare il motore, sembrava lanciata in una rimonta clamorosa (almeno su Ferrari), ed invece è sparita nuovamente nel baratro della quarta forza. La stessa Red Bull che sembrava avviata a dominare questa fine di mondiale, addirittura è giunta dietro una sorprendente Ferrari e, solo una Virtual Safety Car ha salvato Max dall’onta di essere superato da un arrembante Hamilton. Questo regolamento dunque, si è dimostrato fallace anche da questo punto di vista, perché la prevedibilità degli aggiornamenti aerodinamici è strettamente correlata anche a come spinge la PU e, quest’ultima evidentemente ha contribuito ad inserire un ulteriore elemento di disturbo.

Eppure chi stupisce positivamente e, di certo non possiamo metterla a parcheggio è proprio la Ferrari, la quale aumenta sofferenza ai già molto sofferenti nostri cuori. La Rossa in quel di Austin ha portato l’ultimo upgrade della stagione, il quale ora dovrà essere adattato ai restanti circuiti e, indipendentemente dalla pantomima da parte dei piloti e di Vasseur, in luogo del quale non hanno fatto altro che minimizzare sulla valenza degli stessi, la notizia è che questi aggiornamenti hanno funzionato. La sofferenza sta nel fatto che di base, tutte le evoluzioni che la Rossa ha portato durante la stagione, hanno sempre svolto il loro compito e, purtroppo tale migliorie aerodinamiche non sono mai state supportate da un motore all’altezza, il quale sarà accantonato, pardon messo a parcheggio, non appena questo mondiale sarà finito. Di fatto Ferrari se avesse avuto almeno la metà dello svantaggio motoristico che ha ora (quindi non trenta, bensì quindici cavalli), molto probabilmente si sarebbe potuta giocare di certo il mondiale costruttori, perché anche se i due Rossi stanno facendo a gara a dimostrare chi ce l’ha più grosso in seno alla squadra, sono di certo la coppia più consistente del lotto in termini di punti portati a casa. Un vero peccato dunque perché Serra e, la sua personale scuderia, stanno mostrando di svolgere un ottimo lavoro e, questo lascia il dolce sul palato per l’anno prossimo. A tal proposito c’è da specificare un aspetto, che è quello che l’attuale regolamento sarà messo a parcheggio perché completamente sballato, quindi nel 2027 dovremo fare i conti con dei cambiamenti non indifferenti (stessa cosa anche nel 2028: tutto in nome dell’ecosistema… economico del circo), cambiamenti che non necessariamente contribuiranno a stabilizzare gli attuali rapporti di forza, quindi non è detto che Ferrari riesca ad azzeccare tutti gli aggiornamenti come quest’anno. Inoltre c’è da considerare anche l’aspetto più ovvio, cioè che se la Rossa migliora, gli altri di certo non stanno a guardare. Nel frattempo Charles compie un altro piccolo passo per un pilota e, di sicuro un passo da gigante per tutta la sua tifoseria, nell’avvicinarsi sempre di più a raggiungere il compagno, per poi superarlo in classifica naturalmente. Certo se Hamilton non si fosse distratto nel salvare l’Africa tutta, gridando “libero questo e quel paese del continente nero” mentre regalava una vettura milionaria alla fidanzata, forse si sarebbe accorto prima che l’assetto troppo scarico all’anteriore non lo avrebbe favorito, tanto da “cliccare” al massimo sull’ala in gara, andando quasi ad acciuffare Max. Charles di rimando lancia bordate non indifferenti, dicendo a chiari lettere che ora capisce meglio la SF-26 e, che ora la vettura si adegua meglio al suo stile di guida. Prevedo un finale di mondiale, in casa Ferrari, molto acceso. Certo si parla della guerra dei poveri, perché alla fine non si vince nulla (da vent’anni ormai), solo che per i due alfieri della rossa è divenuto una sorta di obiettivo della stagione, terminare l’uno davanti all’altro e, la partenza monstre di Charles, dove ha fatto spalle larghe contro il proprio compagno, ne è una plastica dimostrazione.

Con il GP di domenica scorsa possiamo mettere a parcheggio anche la storia dello spettacolo favorito dagli infiniti sorpassi o, come diceva Russell già dal 2025 “Vedrete sorpassi in posti inimmaginabili”, perché allo spegnimento dei semafori il GP era già bello che finito. Non che l’abbia trovato noioso (suppongo che abbiamo visto di peggio) solo non si insista su questa favoletta, perché come inevitabile che fosse con il progredire delle prestazioni e, con la comprensione sempre maggiore del pacchetto a disposizione da parte dei team, era inevitabile che si arrivasse anche ad un plafonamento dei distacchi tra vetture. Chi ancora da soddisfazione a tal riguardo è il midfield, solo che la regia internazionale preferisce soffermarsi sui vip o i genitori dei piloti, che sono ospiti delle squadre, anziché farci vedere cosa combinano in pista i nostri piloti.

Volutamente mi sono tenuto alla fine una chiosa finale sul nostro Kimi Antonelli e, su quello che sta dimostrando quest’anno. Il nostro ragazzo in un video, prima del weekend texano, viene mostrato alla guida di una costosissima Mercedes e, come un autista qualunque, sbatte il posteriore della macchina contro il muro. Il suo compagno, che era alla guida di una vettura gemella, accortosi dell’accaduto ride di gusto, quasi a sbeffeggiarsi della incompetenza del compagno. Ebbene posso dichiarare a gran voce, che queste sono le uniche risate di gioia e soddisfazione che possono rimanere sul volto del pilota inglese, perché Russell non solo non è mai stato una minaccia concreta durante l’anno, addirittura per poco non gli regalava il mondiale in anticipo rischiando di finire nono! George è partito coi galloni del capitano in squadra e, già dopo quattro GP il suo ruolo è stato totalmente messo in discussione, mentre già dopo l’estate aveva perso completamente la squadra. Attualmente il buon George è, sportivamente parlando sotto un treno e, se non si rimbocca le maniche per l’anno prossimo, a cominciare già da dopo che Kimi avrà messo a parcheggio questo mondiale, per lui saranno seriamente volatili per diabetici. Nel frattempo il nostro ragazzo, alla diciottesima gara del suo secondo anno, ha dimostrato un livello di maturità e, cattiveria agonistica che appartiene solo a chi è destinato essere campione, senza contare il fato che ha raggiunto Charles in numero di vittorie; solo che il monegasco ci ha messo otto anni! Antonelli ha strameritato quello che sta conquistando perché sebbene la sua vettura abbia avuto, ad inizio anno soprattutto, un vantaggio non indifferente, vantaggio che ora è marginale, è altrettanto vero che tutto quello che ha mostrato sino ad ora non era affatto scontato. In Texas non si è presentato in modalità “Professore”, pensando solamente a salvaguardare il suo tesoretto di punti, se mai è sceso in pista con il solo obiettivo che era quello di vincere, onorando il nome del suo idolo che poi è Senna. Per questo mettete tranquillamente a parcheggio ogni sentimento di cautela, perché statene certi che Kimi scenderà in pista domenica prossima, non per accontentarsi del nono posto (che gli garantirebbero i punti matematici dell’iride), bensì per vincere e per parcheggiare la sua W-17 sul palco basculante dell’autodromo messicano, con buona pace di Russel e delle sua risata inglese.

Buon GP del Messico a tutti.

Vito Quaranta