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F1 2024 – GRAN PREMIO DELL’EMILIA ROMAGNA

Dopo un anno dalla cancellazione dell’edizione 2023 a causa dell’alluvione, si torna sul circuito del Santerno per la prima tappa europea del mondiale 2024.

E’ sempre un piacere tornare su quello che molti appassionati definiscono’”terra santa” della F1, il circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola, considerando l’unicita’, la storia e i corsi e ricorsi storici che lo hanno visto protagonista.

Pista ‘vecchio stile’, stretta, tecnica, in cui il pilota puo’ fare la differenza se riesce ad acquisire la giusta confidenza e non a caso amatissima dai piloti.

immagine da funoanalisitecnica.it

Ci si arriva dopo un’inaspettata vittoria McLaren con il pilota la cui ricerca del primo sigillo era diventata in pratica un meme, Lando Norris. Determinanti gli sviluppi portati in pista a Miami e anche una buona dose di fortuna grazie ad una safety car sfruttata al momento giusto ma si sa che chi vince festeggia e chi perde spiega e anche questo caso non fa eccezione.

Il Gp imolese e’ anche il primo vero crocevia della battaglia degli aggiornamenti sulle varie monoposto, in virtu’ delle sue caratteristiche di pista ‘vera’ che riesce a dare i giusti feedback in termini di bonta’ o meno degli sviluppi.

A parte Mclaren che ne ha gia’ portati parecchi a Miami, tutti gli altri proveranno il primo grande step evolutivo. Ci si aspetta molto da quello Ferrari, piu’ volte annunciato, sul punto di vederlo gia’ a Miami e poi nuovamente rinviato.

immagine da funoanalisitecnica.it

Attesa grande (come ogni sviluppo che viene da Maranello) mista ad una certa apprensione data dal fatto che in passato e’ gia’ capitato piu’ volte che la montagna partorisse il topolino oppure addirittura neanche quello. Non ci aspetta miglioramenti miracolosi ma una migliore resa delle gomme in qualifica e una maggiore capacita’ di sfruttare il potenziale della monoposto in gara, miglioramenti sufficienti da permettere ai nostri di giocarsela piu’ da vicino con la Red Bull.

Anche loro porteranno delle novita’, un pacchetto che Marko, dall’alto della sua arroganza ha definito come ‘previsto da mesi’ con il sottinteso che anche in questo csao per gli altri non c’e’ speranza. Certo e’ che la pista imolese potrebbe adattarsi come un guanto alle caratteristiche della RB20 per cui restano i favoriti d’obbligo.

La grande nobile in decadenza Mercedes non sara’ da meno, con degli aggiornamenti che pero’, a detta di Wolff, mitigheranno soltanto la cronica instabilita’ della W15 che necessita di ‘parecchi GP’ prima di trovare una cura definitiva ai suoi problemi. Si prospetta l’ennesima gara in sordina. Curiosita’ invece nel tastare il polso del pubblico italiano nei confronti di quello che nel 2025 sara’ ufficialmente uno dei due idoli di casa, sir Lewis Hamilton. Di sicuro sara’ un weekend diverso da quelli sperimentati in passato con la priorita’, per una volta, di tenersi dietro il suo compagno di squadra.

immagine da planetf1.com

Ovviamente anche tutti gli altri team porteranno il loro carico di novita’ sperando che questo ‘carico’ si traduca in pista in monoposto piu’ competitive , fermo restando che con tutta probabilita’ il fanalino di coda restera’ l’Alpine. A proposito della scuderia francese sembra che i due piloti stiano cercando in tutti i modi una diversa sistemazione per il 2025, come dargli torto poverini.

Sara’ un Gp importante per tanti motivi, in primis per capire se davvero le inseguitrici Ferrari e McLaren potranno avere solide speranze di lotta con Red Bull nel proseguio della stagione. Occhio al meteo che rimane un po’ incerto nell’arco del weekend con possibile peggioramento alla domenica, con temperature non elevate che di sicuro non andranno a favore dei Rossi di casa.

Restano ovviamente sempre aperte le vicende del mercato piloti che vede Sainz ancora non accasato definitivamente a nessuna squadra, Sempre il lizza Mercedes, Audi e Red Bull, con la prima che forse si fa preferire per il migliore compromesso (per il pilota) tra ingaggio e prospettive di competitivita’. In casa Ferrari invece annunciati due nuovi tecnici di peso in arrivo da Mercedes e il cambio al muretto di Leclerc che passa da Xavi Marcos a Bryan Bozzi.

Ormai anche il ‘buon’ Marcos era diventato un meme vivente in termini di errori commessi in gara nei confronti del suo pilota e alla fine, inevitabile, e’ arrivato il cambio della guardia, sperando che non si passi dalla classica padella alla brace.

Imola di solito regala sempre gare appassionanti , anche solo per il fatto che e’ una pista in cui c’e’ lotta vera anche senza bisogno di millemila sorpassi. I tifosi della rossa sperano che cosi’ come Imola 2022 segno’ l’inizio della fine di quel mondiale, cosi’ l’edizione 2024 possa farla svoltare in positivo. Si aspettano gli sviluppi, sperando che non siano come Godot.

*immagine in evienza da hideaways.in

Rocco Alessandro

RED BULL FA DOPPIETTA IN CASA ALTRUI. FERRARI PRENDE LEZIONI A DOMICILIO.

Torna il pubblico ad Imola. E che pubblico. L’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” aveva chiuso la prima parte della sua storia con la Formula 1 con una Ferrari vincente e il tutto esaurito. Erano i tempi in cui la rossa dominava e i biglietti si vendevano da soli.
Poi la quasi dismissione del circuito, la faticosa rinascita con ristrutturazioni a singhiozzo, e gestori falliti, fino a quando, negli ultimi anni, qualcosa è cambiato perchè le istituzioni hanno ricominciato a credere che, forse, un territorio come il nostro merita un GP e, soprattutto, può fare buoni affari con esso.

Due edizioni senza pubblico hanno dimostrato la qualità di impianto e organizzazione, e col ritorno del pubblico è tornata anche la Ferrari dominante (e viceversa). Risultato: quasi il tutto esaurito, nonostante il tempo abbia remato contro per l’intero week-end.

Week-end che si è aperto venerdì con una sessione di prove libere e, nel pomeriggio, subito le qualifiche. Tempo da lupi, e dominio Ferrari, la mattina, pioggia ad intermittenza al pomeriggio, per la soddisfazione di Verstappen che ha potuto giocarsi la pole grazie ad una maggiore abilità nel leggere le condizioni di pista mutevoli e, soprattutto, le continue interruzioni per bandiera rossa (ben 5). A fianco a lui Leclerc, mentre l’altro ferrarista Sainz ha pensato bene di festeggiare il rinnovo del contratto fino al 2024 sbattendo la macchina alla seconda curva della Rivazza.

Al sabato gara sprint, 100 km che quest’anno non assegnano la pole ma un buon bottino di punti. La pista è asciutta e la temperatura è più alta, e c’è quindi un grande punto interrogativo su quale sia la mescola più adatta per non incorrere nel famigerato graining e arrivare fino in fondo tranquilli. Quando i semafori si spengono, Leclerc parte a fionda, mentre Verstappen si avvia lentamente e perde la prima posizione. Il monegasco cerca subito di tenere a distanza l’olandese, che, grazie alla proverbiale velocità di punta della sua Red Bull, nell’unico tratto in cui è consentito il DRS, dalla Rivazza al Tamburello, guadagna quasi tre decimi sulla Ferrari, la quale li riprende poi con gli interessi nel resto del circuito.

Tutta la garetta vive quindi con l’occhio sul distacco fra i primi due, che si mantiene attorno ad 1.5 sec., fino a quando, a cinque giri dalla fine, complice il graining che ha colpito la gomma anteriore destra di Leclerc, Verstappen si avvicina sotto il secondo, e nell’arco di tre tornate, potendo usare il DRS, riesce a passare in testa per poi concludere primo sul traguardo, ristabilendo l’ordine delle qualifiche.

Chi invece ha potuto, grazie alla garetta, rimediare parzialmente all’errore del venerdì è Sainz, risalito dalla decima alla quarta posizione, per una griglia di partenza che la domenica vedrà le due Red Bull e le due Ferrari nelle prime due file.

Ma la domenica il tempo è nuovamente da lupi. A partire dalle 11 della mattina un vero e proprio diluvio ha allagato la pista. La pioggia cessa verso le 14, ma la temperatura molto bassa non consente al tracciato di asciugarsi. Tutti partiranno con le gomme intermedie.

Si spengono i semafori e le cose per la Ferrari si mettono subito male. Entrambe le macchine pattinano moltissimo. Charles perde due posizioni, mentre Sainz si fa buttare fuori da Ricciardo e rimane spiaggiato al Tamburello. Inevitabile l’uscita della Safety Car.

Servono i proverbiali 5 giri per spostare la Ferrari dello spagnolo, e quando si riparte le due Red Bull se ne vanno indisturbate davanti a Norris e a Leclerc che fatica a mettere in temperatura le gomme, ma ha le spalle coperte da Magnussen. Sesto Russell che è riuscito a guadagnare ben 5 posizioni in partenza.

Al giro 8 Charles supera abbastanza agevolmente Norris alla staccata del Tamburello, e si mette alla caccia di Perez, dal quale è staccato di 3 secondi.

La pista si asciuga lentamente ma inesorabilmente, ma è attesa altra pioggia e tutti attendono a montare le slick. Al giro 17 Ricciardo è il primo a fermarsi per montare gomme a mescola media. Nel frattempo Leclerc si è incollato agli scarichi di Perez, il quale però rientra per montare anch’egli gomme slick. In questo momento sembra essere la scelta giusta, perchè l’australiano della McLaren gira più di un secondo più veloce.

E infatti ance Verstappen e Leclerc si fermano immediatamente. Il monegasco esce davanti a Perez, ma ha le gomme fredde e, molto intelligentemente, non oppone alcuna resistenza all’attacco del messicano, che si riporta in seconda posizione. A questo punto, il ferrarista si trova a 9 secondi da Verstappen.

Charles, una volta riscaldata la gomma, sembra essere in grado di attaccare Perez, ma la mancanza del DRS non gli consente nemmeno di provarci. Deve quindi rassegnarsi a seguire la seconda guida della Red Bull, che inizia a segnare giri veloci ed avvicinarsi un po’ al compagno. Al giro 28 va lungo alla variante Gresini, ma anche in questo caso Leclerc non riesce ad approfittarne. Davanti Verstappen, a suon di giri veloci, ha portato il suo vantaggio ad oltre 10 secondi dal rivale per il titolo. 

A metà gara, con la pista già in larga parte asciutta, finalmente il  direttore di gara autorizza l’uso del DRS. Ma questo non sembra aiutare nessuno. I primi otto sono ben distanziati fra loro, mentre dal nono, Tsunoda, al quattordicesimo, Hamilton (sì, proprio lui), sono tutti in fila ma anche a DRS aperto nessuno riesce a provare l’attacco.

E al giro 41, Lewis deve subire l’onta del doppiaggio da parte di Verstappen, il cui vantaggio su Perez si è stabilizzato sui 12 secondi.

Al giro 50, mentre si avvicina il gruppetto di doppiati, la Ferrari prova l’azzardo di montare gomma rossa. Ma Norris è troppo vicino, e, infatti, il monegasco si ritrova dietro all’inglese, perdendo la terza posizione. La Red Bull risponde subito con Perez, il quale riesce a stare comodamente davanti ad entrambi, con il ferrarista che recupera subito la terza posizione. Anche Verstappen si ferma.

Ma nel tentativo di avvicinarsi a Perez, Charles esagera alla variante Gresini e si gira, urtando il muro, danneggiando l’ala e completando così un week-end disastroso per la Ferrari. Inevitabile la fermata ai box e il rientro al nono posto, con una macchina che è però danneggiata. Con degli ultimi giri indiavolati, Charles rimedia parzialmente all’errore riportandosi fino ad una comunque deludente sesta posizione.

Finisce così col peggior risultato possibile per i tifosi Ferrari, accorsi in massa ad Imola con la non utopistica speranza di assistere ad una doppietta rossa, e dovendo assistere, invece ad una doppietta Red Bull, con Norris terzo con una Mc Laren tornata definitivamente laddove era lo scorso anno. Al quarto posto un ottimo Russell che ha massimizzato il risultato col mezzo scadente che ha a disposizione. Quinto Bottas, che per poco non si toglie la soddisfazione di stare davanti a colui che l’ha sostituito in Mercedes. Sesto, come detto, Leclerc, settimo un bravissimo Tsunoda, ottavo Vettel, nono Magnussen e decimo Stroll.

La prima gara europea, seppur corsa in condizioni a dir poco anomale, ha confermato che la lotta al vertice sarà piuttosto tirata, e che in Ferrari, soprattutto i piloti, devono imparare a gestire le situazioni non proprio favorevoli perchè la Red Bull non lascerà più per strada i punti come ha fatto nelle prime 3 gare. Vista la situazione, ad Imola sarebbe stato giusto accontentarsi, e invece uno è finito a muro in qualifica, e l’altro in gara. Una lezione dura ma probabilmente importante per il prosieguo del campionato. Mancano ancora 19 gare, e non potrà piovere sempre.

Ora si va a Miami, una pista nuova per tutti, dove non esistono riferimenti. Ci sarà, ancora una volta, da divertirsi. Per tutti tranne che, probabilmente, per Hamilton.

P.S. riguardo a quanto ho scritto nel penultimo paragrafo, so bene che sono i piloti Ferrari sono giovani, che in passato anche altri campioni hanno fatto errori, che non si può passare da fenomeni a cretini nel giro di un GP, ecc. ecc. Tutto vero, ma se poi si perde un campionato per, putacaso, 7 punti, diventa difficile non pensare che forse, in qualche occasione si sarebbe potuti stare più attenti. L’asticella negli ultimi anni è stata posta molto molto in alto, da squadre come Mercedes e Red Bull e piloti come Hamilton e Verstappen. Bisogna arrivare al loro livello, e piantare la macchina nei muri, per di più quelli di casa, può essere scusabile una volta, poi più. 

Immagine in evidenza dal profilo Twitter @ScuderiaFerrari

F1 2022 – GRAN PREMIO DELL’EMILIA ROMAGNA

Strano ma vero, la più inaspettata novità di un GP sull’Enzo e Dino Ferrari non è l’aver ritrovato in pianta stabile il tracciato del Santerno nel mondiale F1 quanto una Ferrari che per la prima volta dopo almeno 15 anni abbondanti si presenta con il ruolo di assoluta favorita.

Era dai tempi di Schumacher e del lontano 2006 che una monoposto del cavallino rampante non viene additata come la grande protagonista annunciata del weekend di gara e lo testimoniano, oltre alle opinioni degli addetti ai lavori, il tutto esaurito da venerdì a domenica, con i biglietti introvabili già da tempo.

Davvero un’ottima viatico per il mondiale F1 che, tornato in Europa, riscopre su uno dei circuiti storici la vera passione per il Motorsport per eccellenza, quella fatta dagli appassionati che riempiono tribune e prato in attesa di rivedere vincere una Rossa.

Immagine da it.f1-facts.com

Al di là delle note di folclore c’è molto di vero nel fatto che la Ferrari si presenta con il ruolo di favorita. Lo dicono le prestazioni offerte nei primi tre appuntamenti e nei test di Barcellona: due vittorie, un secondo posto, due gp con entrambe le vetture a podio, in testa per distacco in entrambe le classifiche mondiali.

La F1-75 si è dimostrata fino ad ora essere la vettura più equilibrata, veloce e facile da mettere a punto, con una affidabilità invidiabile. Basterà per vincere a Imola?
Non è detto perché questo weekend presenta tante variabili.

Una è la prima sprint race del mondiale 2022 con solo una sessione di libere prima della qualifica (che torna ad assegnare statisticamente la pole dopo l’osceno cambio di regolamento dello scorso anno) e un’altra sessione di libere prima della gara corta del Sabato.

Poco tempo per tutti i team per settare a dovere le monoposto e ancora meno per provare eventuali aggiornamenti. I big three hanno già annunciato che non porteranno novità ma c’è da aspettarsi comunque qualche piccola modifica soprattutto in chiavi anti-porpoising. Fondamentale sarà il lavoro fatto al simulatore per avere un assetto già buono nelle prime libere del venerdì, aspetto che ha aiutato non poco la Ferrari nella trasferta di Melbourne.

immagine da thelastcorner.it

La sprint race quest’anno assegnerà punti dal primo all’ottavo posto, da 8 a 1 punto per cui diventa ancora più un fattore in termini di classifica piloti.

Altra novità sarà il meteo, al momento indecifrabile ma che promette pioggia almeno nella giornata di venerdì. Quasi certa quindi una qualifica sul bagnato, vero primo test per le nuove monoposto ad effetto suolo e potrebbero esserci grosse sorprese. Al momento la giornata migliore sembra essere il Sabato mentre più incerta Domenica con probabilità di pioggia in aumento.

Sarà complicato per tutti mettere insieme una performance costante e scegliere il giusto assetto in vista della gara.

L’ultima novità è data proprio dalla pista, un tracciato vecchia scuola con un asfalto non così liscio come sperimentato nei primi tre appuntamenti. I numerosi saliscendi e le curve veloci in appoggio associate alle asperità dell’asfalto potrebbero causare grossi problemi in termini di stabilità aerodinamica e altezza da terra delle monoposto, con conseguente ricaduta in termini di porpoising e instabilità nelle curve ad alta velocità.

Il circuito è a medio carico ma sarà difficile trovare un compromesso tra le sezioni più lente e il lungo rettilineo tra la variante bassa e il Tamburello, unica zona DRS prevista. Sezione stradale stretta in alcuni punti, cordoli alti, staccate in discesa e ingressi ciechi in curva saranno una bella sfida per i piloti con la possibilità per i più bravi di metterci quel qualcosa in più che farà la differenza.

immagine da planetf1.com

Pirelli porterà le mescole C2, C3 e C4 e anche a Imola potrebbero ripresentarsi problemi di graining se le temperature saranno basse causa maltempo.
A prima vista il tracciato sembra essere più adatto alla F1-75 piuttosto che alla RBR-18 ma tutte queste variabili non danno grandi certezze per nessuno. Di sicuro i piloti potranno sbagliare poco perché ghiaia ed erba sono in agguato.

Tutti aspettano Leclerc,è il grande favorito in virtù della monoposto e della grande solidità dimostrata nei primi tre GP. In realtà chi si gioca tanto è Sainz, reduce da una brutta gara a Melbourne e che deve dare un segnale per non essere relegato al ruolo di scudiero già al quarto appuntamento stagionale, a maggior ragione dopo il fresco prolungamento di contratto fino al 2024.

Ferrari dovrà cercare di aumentare il gap in termini di punti ora che il vantaggio prestazionale sembra acclarato, dato che già a partire dal GP di Spagna i numerosi aggiornamenti potrebbero variare non poco i valori in campo.

Anche Red Bull si gioca molto, non può più sbagliare dopo i problemi di affidabilità e la difficoltà di messa a punto della monoposto dimostrata. Verstappen ha tanti punti di distacco, deve fermare l’emorragia se vuole sperare di avere chance nella seconda parte del mondiale.

immagine da motorsportweek.com

Mercedes è ancora un cantiere aperto i grossi problemi di porpoising e l’impossibilità di portare aggiornamenti corposi almeno fino al GP di Spagna la costringono a cercare di salvare il salvabile per almeno altri due GP. Dalla sua ha una buona affidabilità che la vede vincere il duello con Red Bull ma di sicuro non basta per lottare per la vittoria. Hamilton dovrà cercare di far valere il suo talento su una monoposto che non lo asseconda, cosa a cui non è abituato da un po’ di anni.

Per quanto riguarda gli altri, vedremo se Alpine sarà ancora la prima del pacchetto di mischia o se Alfa Romeo, McLaren e Alpha Tauri potranno inserirsi nella lotta per i piazzamenti nobili. In Alfa sono piuttosto sicuri di poter essere della partita mentre per Aston Martin potrebbe essere un altro weekend difficile, altro team che avrebbe bisogno di aggiornamenti corposi ed efficaci.

immagine da motorbox.com

La Haas è un po’ un mistero ma potrebbe beneficiare della potenza del motore Ferrari su una pista in cui la spinta ai medi regimi è fondamentale. Williams viene dal rocambolesco punto conquistato in Australia, la confusione portata dal meteo potrebbe essere il loro più grande alleato.

Tutti aspettano la Rossa è questo potrebbe essere il più grande problema per gli uomini della Scuderia: la pressione mediatica. La squadra sembra avere i mezzi per resistere anche a questa nuova condizione di primi della classe ma ogni volta c’è da dimostrarlo, farlo in casa sarebbe il definitivo volano per una stagione da ricordare.

*immagine in evidenza da motorimagazine.it

Rocco Alessandro

F1 2021 – GRAN PREMIO EMILIA ROMAGNA

E chi l’avrebbe mai detto, un anno dopo, di ritrovarsi ad aspettare e commentare la seconda edizione del Gp dell’Emilia Romagna. Si pensava ad un Gp una “tantum” e invece il circus ritorna sulle rive del Santerno, con la ferma convinzione da parte degli organizzatori di restarci anche per i prossimi anni.

Si torna su uno dei circuiti dimenticati per anni dalla F1 per ragioni economiche e sempre molto apprezzato dagli addetti ai lavori in pista, in primis i piloti: l’Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Un circuito ricco di storia e di storie stupende e tragiche, il primo vero banco di prova capire molto meglio da che parte della bilancia si indirizzerà il mondiale 2021. Il tutto ancora senza la presenza di pubblico, che per Imola è davvero un grosso rimpianto.

Archiviato il Gp del Bahrain che ha fatto capire chi è messo meglio in termini di power unit, si arriva in una pista corta , nervosa che mette alla prova la stabilità delle monoposto, in cui la potenza “pura” della power unit non è così importante quanto invece il carico aerodinamico e meccanico che ogni monoposto saprà generare.

Viene facile pensare che, per quanto visto in Bahrain, la Red Bull sia la logica favorita per il gran premio imolese. La power unit Honda sembra aver fatto quell’ultimo step evolutivo che la mette (quasi) al pari con quella Mercedes e anche il pacchetto aerodinamico della RB16B sembra essere all’altezza di quello dei giorni migliori.

immagine da tuttomotoriweb.it

Una pista come l’Enzo e Dino Ferrari sembra perfetta per l’attuale stato di forma della Red Bull, ipotizzando addirittura due vetture capaci di andare a podio. D’altro canto già in Bahrain poteva arrivare la vittoria per Verstappen, vanificata da qualche problemino meccanico di troppo e da una gran gara di Hamilton.

Anche in casa Mercedes si attende con ansia il riscontro della pista per capire se le tre settimane di pausa sono servite a migliorare la W12. E’ opinione comune che la vettura ha un gran potenziale ma vedersi annichiliti in qualifica e in riferimento alla fatica terribile con cui è arrivata la vittoria di Hamilton in Bahrain, di sicuro saranno stati giorni di lavoro febbrili a Brackley.

Due le aree sotto osservazione: la power unit che non è ancora possibile utilizzare al 100% e il retrotreno. Ad Imola sarà fondamentale avere una macchia stabile, reattiva e prevedibile sui tanti saliscendi e freante in appoggio, sarà interessante verificare se Mercedes avrà svolto correttamente i compiti a casa.

Per Ferrari è la gara di casa e l’aspetto positivo è che ci arriva in condizioni migliori rispetto al 2020. Il Bahrain ha evidenziato come la SF21H sia finalmente una monoposto che può giocarsela soprattutto in qualifica, almeno dalla seconda fila in giù. L’incognita sarà capire se sarà stato fatto un passo in avanti anche in gara, aspetto piuttosto deficitario in Bahrein.

Potrebbero aiutare le basse temperature previste per il weekend di gara, sia nell’alzare la soglia di utilizzo della power unit che in Bahrain è stata utilizzata in maniera conservativa a causa delle elevate temperature atmosferiche, sia per quanto riguarda il degrado delle gomme in gara. Anche Mercedes potrebbe beneficiare delle basse temperature per mettere alla frusta la sua power unit che dall’inizio dei test prestagionali soffre le alte temperature.

immagine da scuderiafans.com

Se i rossi riusciranno a mettere insieme una buona qualifica non dovrebbe poi essere difficilissimo portare a casa un buon risultato in gara, in quanto da sempre quella di Imola è una pista dai sorpassi difficili e anche quest’anno, safety car permettendo, dalla strategia che si prevede a singola sosta.

Si rinnova dunque il duello con McLaren e Alpha Tauri su un terreno completamente diverso. Per tutte è tre (quattro se includiamo anche la Aston Martin) sarà fondamentale la qualifica, che si prevede con distacchi molto ridotti. Il pilota potrà fare la differenza più che in altre occasioni e mettere una seria ipoteca sul risultato finale.

Per quanto visto in Bahrain, possibile che Alpha Tauri e McLaren siano più favorite di Ferrari, con Aston Martin (e soprattutto l’oggetto misterioso Vettel) che dovrà riscattare la magra figura fatta all’esordio stagionale. Anche in questo caso, ribadiamo che i piloti potranno fare davvero una gran differenza.

immagine da 7upsports.com

La Alpine forse non è proprio ascrivibile al pacchetto delle “ultime della classe” ma non sembra possa avere la forza di inserirsi nel pacchetto di mischia sopra citato. Alonso torna su una pista che lo ha visto vincere dopo uno straordinario duello con Schumacher nel 2005 e sarà di sicuro un grande bonus per la sua scuderia.

La Williams si dice sicura di poter essere molto più competitiva che in Bahrain ma non al punto di poter puntare ad un piazzamento nei primi 10, sempre che Russel non si inventi una magia in qualifica.

Alfa Romeo era stata pronosticata dagli addetti ai lavori come una possibile monoposto da centro classifica, cosa ampiamente smentita dal Gp del Bahrain. Ad Imola potrebbe esserci una buona occasione di riscatto, se i piloti sapranno metterci quel qualcosa in più. E’ risaputo che Kimi dà il meglio in gara ma questa volta serve davvero anche un gran giro al sabato.

immagine da circusf1.com

Haas porterà invece il primo e ultimo pacchetto di sviluppo del 2021. Non ci si aspettano miracoli dalla gara imolese, se non un’altra occasione per i suoi giovani piloti per imparare il mestiere di pilota di F1. Mick Schumacher arriva su una pista dove il padre ha saputo fare meraviglie, speriamo ne tragga particolare ispirazione. Per Mazepin sarebbe già un ottimo risultato concludere il weekend riducendo fortemento il numero di errori visti all’esordio.

Che tutto sia diverso rispetto alla prima gara stagionale lo conferma anche il meteo, previsto alquanto freddo per tutto il weekend e (scarse a dire il vero) possibilità di pioggia in gara. Pirelli invece porta le stesse mescole viste in Bahrain, prevedendo una sola sosta. Probabile che il 90% della gara si deciderà tra le qualifiche del sabato e una strategia efficace alla domenica. Sempre che il Maze(s)pin di turno non voglia aggiungere una variabile da safety car.

Sembra tutto apparecchiato per Verstappen, ma si era detto per il primo GP stagionale. Fondamentale sarà avere un Perez a giocarsela in qualifica in modo da poter essere in condizioni di parità nel gioco dei pit stop con Mercedes. Ma sempre con due soli primattori protagonisti: Hamilton e Verstappen.

*immagine in evidenza da iracing.com

Rocco Alessandro

 

 

HAMILTON ONORA SE STESSO AD IMOLA. E LA MERCEDES FA 7 IN CASA DELLA FERRARI.

Correva l’anno 1980. La Formula 1 faceva il suo debutto ufficiale sul circuito in riva al Santerno. Chi scrive era presente, e ricorda distintamente piloti e macchine dell’epoca, dotate di effetto suolo ma con 500 cavalli e tanta tecnologia in meno, cimentarsi in un circuito veloce, stretto e difficile, che qualcuno definì un kartodromo.

In 40 anni di acqua sotto il ponte che porta al paddock ne è passata tanta. Il circuito ha cambiato faccia e gestione, e sembrava uscito dal giro che conta. Ma la catastrofe sanitaria di questo 2020 ha creato le condizioni per farlo rientrare, per la gioia dei piloti che hanno fornito, da subito, solo commenti positivi.

Il week-end distribuito su soli due giorni ha permesso di vedere tanta attività in pista il sabato mattina, e una qualifica interessante al pomeriggio. Con un po’ di sorpresa, Bottas agguanta la pole position con 1 decimo di vantaggio su Hamilton, con Verstappen terzo  e l’ottimo Gasly quarto.

E, quando si spengono i semafori, il finlandese se ne va indisturbato, mentre Max, dopo essersi posizionato sullo schieramento in modalità old-style, cioè un po’ a caso, riesce a sopravanzare Hamilton, il quale rischia di perdere la posizione anche su Gasly che per poco non lo tampona.

Dietro, Giovinazzi scatta in modo perfetto dall’ultima posizione e, complice un contatto fra Vettel e Magnussen, guadagna ben 6 posizioni, ponendo le basi per un ottimo risultato.

I primi 3 sono di un’altra categoria, e guadagnano un secondo al giro sul quarto che é Ricciardo. Al 9° giro si ritira Gasly a causa di una perdita di pressione al circuito dell’acqua. Al giro 14 pit-stop anticipato per Leclerc, che monta le gomme più dure. Il giro dopo si fermano anche Ricciardo, che lo precedeva, e Albon e Kvyat che lo seguivano. Ma le posizioni non cambiano.

Verstappen prova l’undercut e si ferma al giro 19. Ma Bottas copre la sua mossa e si ferma al giro successivo. Anche loro montano gomme dure. Hamilton invece tenta il colpo a sorpresa e prosegue, iniziando a marcare giri velocissimi.

Dopo il pit-stop, Verstappen sembra averne di più di Bottas, che ha il fondo danneggiato per avere raccolto un pezzo dell’ala di Vettel al secondo giro. Ma l’olandese non riesce ad avvicinarsi. Hamilton continua a volare, e, nonostante un gruppo di doppiati, decide di continuare. Una volta liberatosi di loro, torna ad andare forte e riesce ad accumulare il vantaggio su Bottas sufficiente per fare il pit-stop e rimanergli davanti.

Ma non ce n’era bisogno, perchè al giro 30 Ocon si ferma poco prima della variante alta in prossimità di un varco nel guard-rail. La direzione gara, per estrema precauzione, decide di attivare la Virtual Safety car per pochi secondi, che sono quelli necessari a rimuovere l’auto del francese, ma anche a permettere ad Hamilton di fare il suo pit-stop risparmiando una decina di secondi.

Lewis si ritrova così al comando con un bel vantaggio su Bottas, il quale ha il suo daffare a tenere dietro Max, tanto che al giro 43 arriva lungo alla Rivazza, e non può evitare di essere superato al successivo passaggio alla variante del Tamburello. Ma al 51° giro, poco prima della variante Villeneuve, l’olandese colpisce un detrito e buca la ruota posteriore destra, finendo nella ghiaia e terminando così la sua gara.

Esce la Safety Car, e Russel ne approfitta per rovinare un possibile arrivo a punti, il primo per lui, mettendo a muro la  sua Williams nel tentativo di scaldare le gomme dietro la SC. La gara riparte dopo ben 7 giri, necessari a far passare i doppiati (regola che si rivela ogni volta più stupida). 

Se la lotta per le prime due posizioni è ovviamente inesistente, quella per il gradino più basso del podio è entusiasmante. Alla ripartenza Albon, che navigava in quinta posizione, si fa fregare prima da Kvyat e poi da Perez, per poi girarsi come un pivello all’uscita della Villeneuve, ponendo fine alla sua gara e, probabilmente, alla sua carriera in Formula 1.

Kvyat supera subito anche Leclerc e si mette a caccia di Ricciardo e del sogno di un podio colto a 15 km dalla sede della ex-Minardi. Il monegasco della Ferrari deve difendersi anche dagli attacchi di Perez, il quale ha visto la sua terza posizione, guadagnata con una prima parte di gara ottima, vanificata da un pit-stop incomprensibile sotto SC.

Il circuito non dà però grandi possibilità di sorpasso, quando tutti hanno le gomme in temperatura, e dopo la lotta delle prime curve non succederà più nulla.

La gara finisce così con una doppietta Mercedes, che consente al team tedesco di guadagnare matematicamente il settimo titolo consecutivo cancellando il precedente record che deteneva assieme alla Ferrari, e proprio sul circuito che porta il nome del Drake e di suo figlio.

Al terzo posto un ancora ottimo Ricciardo su una Renault che si conferma la terza forza, per la gioia di Alonso, presente sul circuito in questo week-end. Lo segue un bravissimo Kvyat, la cui prestazione probabilmente non sarà sufficiente a mantenere un posto in Formula 1.

Al quinto posto Leclerc, che ha tratto il massimo dalla solita, difficile, SF1000, seguito da Perez che, come già detto, si è visto sfuggire il podio a causa di un errore macroscopico della sua squadra. Al settimo e ottavo posto le due McLaren di Sainz e Norris, bloccate nel traffico per tutta la gara, seguite dalle due Sauber di Raikkonen e Giovinazzi, che festeggiano il rinnovo del contratto con un’ottima gara.

Fuori dai punti Latifi, mai così vicino a cogliere un bel risultato, e Vettel, la cui buona gara è stata completamente rovinata da un pit-stop interminabile senza il quale sarebbe arrivato probabilmente settimo. Lo seguono Stroll, inguardabile e anche pericoloso, avendo investito un suo meccanico al pit-stop, Grosjean e Albon.

La prossima gara sarà ad Istanbul, in un altro bel circuito che fa il suo rientro nel giro del mondiale. Ci aspetta il quarto week-end di fila con un top record eguagliato o battuto. Perchè è molto probabile che Lewis colga il suo settimo mondiale proprio in Turchia, sulla pista sulla quale nel 2006 in GP2 si produsse in una prodigiosa rimonta, che face dire, a chi scrive, “è arrivato il nuovo Senna”.

P.S. a proposito del campione brasiliano, ho trovato stucchevole il continuo riferimento al fatto che Imola è il circuito su cui ha perso la vita. Hanno ceduto alla tentazione non solo Sky (e di questo non c’è da stupirsi, visto lo scarso livello giornalistico che offrono), ma anche la stessa F1 e un pilota che è sceso in pista con identici colori del casco. Oggi non c’era nessun anniversario da celebrare, e quel tragico week-end del 1° maggio 1994 è qualcosa da tenere ben a mente ma non è certamente un elemento che possa essere utilizzato per celebrare la storia del circuito di Imola, anche se gli stessi gestori, va detto, ne hanno fatto e ne fanno tutt’ora uso.