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2017 FORMULA 1 ROLEX BRITISH GRAND PRIX Silverstone

Benvenuti al Mondiale di F1 più appassionante degli ultimi 5 anni, inutile negare l’evidenza. Dobbiamo risalire al 2012, anno in cui Alonso spremette il sangue da una rapa di nome F2012 provando ad impedire il tris iridato di Vettel, per trovare un Campionato in cui le prime guide dei due Teams rivali si son contesi aspramente il WDC. Francamente il triennio 2014/2015/2016 di appassionante ha avuto poco mentre, seppur promettesse bene ad inizio annata, il 2013 diventò un proforma una volta che Vettel e la sua RBR9 trovarono la quadra ed asfaltarono la concorrenza intera vincendo il WDC con largo anticipo sulla fine del Mondiale.

La situazione là in cima alla classifica del WDC è perlomeno curiosa: la Ferrari (ovvero Vettel) non vince da Monaco ma, nonostante tale astinenza, nelle ultime 2 gare il vantaggio di Sebastian su Hamilton è andato aumentando. Il tutto mentre la sensazione, netta, è 1 che MB si sia ripresa il benchmark della performance assoluta sia in prova che in gara e 2 che per motivi probabilmente ascrivibili al suo stile di guida unico la W08 sia un cavallo difficilmente domabile per Hamilton mentre calzi sempre meglio addosso a Bottas. Già, Bottas: alla vigilia di Silverstone il divario in classifica tra Vettel ed Hamilton è superiore a quello tra Hamilton e Valtteri. La cosa non solo fa riflettere quanti tra noi, in primis chi scrive, sprezzava la scelta di Wolff lo scorso inverno ma suggerisce pure un paio di considerazioni di quelle interessanti circa i GP in cui a Bottas è stato imposto un “freno” dal suo box per proteggere la gara del suo caposquadra. Nel senso: se Hamilton infilasse un ritiro e Bottas vincendo ancora lo superasse in classifica che piega prenderebbero le cose chez Brackley? Ai posteri l’ardua sentenza.

Si parlava di Ferrari: la 668 era e resta un’ottima vettura ed il suo costante lavoro di affinamento fatto di poche (ma buone) modifiche ad ogni GP si sta dimostrando un’ottima scelta (direi a questo punto che la leggendaria versione B a passo lungo fosse veritiera quanto il fiabesco Unicorno). Vettel, fresco trentenne, corre che pare Lauda nel 1977 (il quale caso vuole allungò nel Mondiale sui diretti inseguitori a Zeltweg senza vincere la gara, anzi arrivando secondo proprio come Sebastian) ergo salvo tanto clamorosi quanto improbabili ribaltoni chi scrive resta convinto che il Piloti prenderà la strada di Maranello. Esattamente come il Costruttori prenderà la strada di Brackley, con buona pace di chi s’è inventato l’alibi del PAR (ovvero l’acronimo di Piuttosto (che) Ammettere (la) Realtà) perchè finchè il poleman di Monaco su circuiti che non siano per l’appunto Monaco o Spa finisce “quinto su quattro” i 100 milioni di dollari per la vittoria nel WCC la Ferrari continuerà a vederli giusto col telescopio. Con buona pace sia di chi in 2 minuti di intervista sprezza l’ipotetico ritorno di Alonso (e si vanta di non aver contattato Verstappen) sia di chi farnetica che Ricciardo sulla 668 non avrebbe più punti di Raikkonen. Infatti il Dentone ha comunque più punti di Raikkonen nonostante guidi una F1 con almeno 30cv in meno della Ferrari e, vedasi Vettel, decisamente meno riuscita come vettura della Rossa.

Si parlava di Ricciardo: mi permetto di far notare che nessuno ha fatto più punti di lui nelle ultime 5 gare, sempre con buona pace del nutrito esercito di crocerossine/i battenti bandiera finnica. Ovviamente lo Smiling Assassin è bello che tagliato fuori dalla lotta per il WDC “grazie” a quel che guida e, soprattutto, alla Power Unit che si ritrova ma si potrà contar sempre su di lui per il ruolo di Outsider d’Eccellenza. La ruota tornerà a girare per il verso giusto anche per Verstappen il quale sono sicuro regalerà emozioni nella seconda metà dell’anno. Redbull ha un enorme problema in prospettiva che si chiama Renault ovvero Tag Heuer: è convinzione di chi scrive che, perdurando suddetto sodalizio, a Milton Keynes continuerà il digiuno iridato fino a data da stabilire. Spero per loro che il “piano A” non sia attendere l’ingresso di un nuovo motorista o finiranno per aver sprecato anni su anni senza mai aver trovato il bandolo della matassa.

Rest of the pack: la cosa più interessante era e resta provare a capire dove sarà Alonso nel 2018 anche se, fosse confermato il ritorno di Mclaren alla motorizzazione Mercedes Benz (o addirittura il passaggio a quella Ferrari ribattezzata Alfa Romeo), con ogni probabilità la sua opzione migliore sarebbe restare dov’è. LS sostiene che alla Mclaren di quest’anno basterebbe una PU targata Renault per issare Alonso in terza fila ergo con una PU della MB, sia pure in versione “clienti”, le cose potrebbero anche essere addirittura più interessanti. Il tutto mentre si rafforza sempre più l’ipotesi di un ritorno in F1 di Robert Kubica, cosa che penso farebbe la felicità di chiunque ami lo Sport.

That’s all Ringers, buon GP d’Inghilterra a tutti!

L’invincibile e i due che son sempre li.

La Germania ci consegna l’ottava vittoria di Marquez su questo tracciato, pilota che è quasi imbattibile nei circuiti sinistrorsi, tuttavia Folger, con una gara spettacolare, non l’ha lasciato molto tranquillo fino a 2 giri dalla fine.

Nella Moto2 invece, un Morbidelli mai sazio di vittorie, corona ancora una volta un weekend favoloso con un’altra prestazione strepitosa.

Nella Moto3, un Mir sempre sul pezzo, pronto a vincere la lotta contro chiunque e involarsi più che mai verso il titolo 2017.

La gara della MotoGP è stata davvero bella ricca di duelli, incerta fino alla fine, se facciamo eccezione al terzo posto del podio di Pedrosa, sempre troppo distante dai primi due, ma con ampio margine sul gruppo inseguitore.

La gara ha visto Marquez e Folger girare a ritmi indiavolati, per buona parte della gara si poteva quasi pensare che sarebbe arrivato il giorno in cui MM93 potesse essere sconfitto da qualcuno su questo tracciato, ma negli ultimi due giri, lo Spagnolo ha dato fondo a tutto andando a vincere meritatamente.

Nelle posizioni di rincalzo, Vinales vince la lotta con il compagno di squadra, giungedo quarto, proprio davanti a Rossi. Le due Yamaha alla fine salvano la faccia con un buon piazzamento, considerando tutti i problemi che han presentato nel weekend. Continua questa indecifrabilità della moto 2017, che pare anni luce lontana dalla sempre prestazionale moto del 2016.

Subito a ridosso delle due moto blu, un ottimo Bautista con la migliore delle Ducati in pista. Questo weekend alla fine è stato parecchio difficile per la casa di Borgo Panigale, con il Dovi che perde la leadership di campionato giungendo ottavo, ma peggio va a un Lorenzo estremamente deludente, che giunge 11esimo, davanti a un Petrucci con problemi di gomma.

Da segnalare Espargarò settimo con l’Aprilia, sempre più in crescita e prestazionale, mentre Suzuki e Iannone, continuano la loro stagione difficile con un ennesima caduta.

La pausa estiva ci da quindi una classifica per il mondiale con 4 piloti tutti ravvicinati, ma con Marquez che ancora una volta stupisce tutti, mettendosi a capo della lotta per il titolo, seguito a 4 punti da Vinales, a 6 punti il Dovi e a 10 un mai domo Rossi, insomma tutti i preamboli per una stagione quanto mai incerta, son tutti presenti.

In Moto2 il Morbido completa un’altra gara da vero campione, con forza e talento respinge qualsiasi attacco di Oliveira,  portando a casa i 25 punti, che sommati agli 0 di Marquez e Luthi, lo fan schizzare a +37 in classifica. La stagione è ancora lunga, ma si può davvero iniziare a credere al primo titolo tricolore nella categoria.

Ancora una ottima prestazione per Pecco Bagnaia, che centra ancora un podio alla prima stagione nella categoria, con dei concreti Corsi e Pasini alle sue spalle.

In Moto3, ancora una gran vittoria per Mir, con un solito duello fino all’ultima curva con Fenati, chiude il podio Ramirez. Canet uscito fuori per una caduta. Gara come sempre ricca di emozioni, sorpassi e contro sorpassi.  Lo squadrone italico vede un Bulega giungere quarto. Anche qui la classifica vede un +37 fra primo e secondo.

Ok ora ci attende una lunga pausa per il motomondiale, con i team che però non staranno fermi negli sviluppi e modifiche alle moto, godiamoci questo relax, perchè sicuramente non mancheranno le emozioni nei prossimi mesi.

Davide_holiday_QV

 

MOTOGP 2017 – GOPRO MOTORCYCLE GRAND PRIX OF GERMANY

Il weekend di Assen è ormai alle spalle e la motogp si è trasferita sulla complessa quanto anonima pista del Sachsenring, un toboga infinito di curve inframmezzato da piccoli tratti rettilinei, ed un cambio di direzione pazzesco che mette a rischio i piloti prima del discesone (teatro di molti sorpassi alla fine di esso).

La pista è composta da 3 curve a destra e 10 a sinistra, conformazione che rende molto difficile il setting e che porta in grossa crisi gli pneumatici, con il lato destro sempre a rischio di non essere correttamente in temperatura. Infatti uno dei problemi inizia in uscita da curva 3 dove comincia un filotto di 7 curve a sinistra, con la moto sempre in piega, per poi fare la veloce esse prima del discesone dove, soprattutto con le Bridgestone, le cadute non mancavano a causa del poco grip che dava il lato destro dello pneumatico che si raffreddava troppo.

C’è da dire che questo tracciato non è mai stato troppo avaro di gran bei duelli, anche negli ultimissimi metri, ma la sua conformazione ha portato più di qualche problema fisico ai piloti. Ricordiamo su tutti il bacino fratturato nel 2008 da Pedrosa, cadendo sul bagnato da leader con 5 secondi di vantaggio, che lo tagliò fuori dalla lotta per il mondiale. Già, il meteo, sempre una grossa incertezza su questa gara.

Dal 2010 il circuito è territorio Honda in motogp, con 3 vittorie di Pedrosa per poi trasformarsi nella pista perfetta per Marquez, dominatore delle ultime 4 edizioni. Marquez c’è da dire che anche in moto2 e in moto3 ha vinto su questo tracciato portando a 7 il suo numero di vittorie sul tracciato tedesco.

L’ultima vittoria della Yamaha risale al 2009 quando ci fu una stupenda battaglia fra Lorenzo e Rossi, spuntata da quest’ultimo, per soli 0.099 secondi. Un finale da cardiopalma come molti altri fra quei due in quella stagione.

Il manto stradale del tracciato è stato appena rifatto quindi mette in campo nuove variabili per l’usura gomme e su quale team saprà adattarsi meglio alla pista. Un maggiore grip potrebbe aiutare la Yamaha, mentre la Ducati dovrebbe essere più in difficoltà, ma la stagione 2017 viaggia sull’incertezza più totale quindi aspettiamo almeno le prime prove libere, che per le Motogp saranno allungate di 20 minuti così da dar modo ai team di provare anche la nuova gomma fornita da Michelin.

Per quello che riguarda la moto3 purtroppo sulla griglia di partenza mancherà il nostro Antonelli, sostituito da Danny Kent, che ha chiuso anticipatamente i rapporti con il team Kiefer di moto2.

Auf Wiedersehen DAVIDE_QV

l’Assen delle meraviglie

Come si può titolare un weekend con delle gare così fantastiche, così combattute, così incerte fino all’ultimo metro? Emozioni pure ed indescrivibili.

La moto3 teatro di infiniti sorpassi e contro sorpassi come suo solito, con un Fenati che a momenti fa il colpaccio, con un giro finale da panico, piegato solo da un Canet stratosferico. Classifica che si accorcia, con un Mir arrivato solamente nono.

Nota stonata del weekend, l’annuncio del ritiro a fine stagione della Mahindra, che si dichiara più interessata alle competizioni dei mezzi elettrici.

La moto2 ha visto il nostro Morbidelli dominare un’altra volta la corsa, ed ha firmato con il suo stesso team, per passare nella stagione 2018 in motogp con la Honda. Davvero una stagione incredibile per il Romano cresciuto a Tavullia. Peccato per la penalizzazione presa da Pasini che si ritrova quarto. Gara anche qui combattutissima ed incerta fino alla fine, con abbastanza carenate, e sopratutto l’incertezza della pioggia nei giri finali. Il podio si chiude con Luthi e Nakaghami. Spettacolo.

Ma arriviamo alla classe regina, quella dove si crea una lotta pazzesca fra Zarcò, Rossi, Marquez e Petrucci, che non perdono un istante per passarsi e ripassarsi, ma quando la pista inizia ad avere qualche goccia di pioggia, il primo ad andare per finire fuori pista è Vinales, che butta via gara e leadership di classifica, rischiando di essere investito da Dovizioso. A quel punto Dovi sta risalendo in maniera pazzesca, si mangia facilmente tutti quelli davanti, arrivando alle spalle di Rossi, ma quando pare tutto volgere al meglio per il Forlivese, inizia a fare qualche errorino, perdendo terreno dalla coppia Rossi-Petrucci.

Nel finale di gara i rischi non mancano, con qualche doppiaggio che fa salire più di qualche brivido, con un Crutchlow che pareva capace di andare a podio.

Ma alla fine a spuntarla è il “giovincello” di Tavullia, quello che sommando i suoi numeri sulla carena, fa 10 come le vittorie ottenute da lui qui ad Assen, cosa dire ancora di sto 38 enne? Spesso in molti lo danno per finito, che ormai sta li solo per i soldi, eppure alla fine, stupisce sempre. Come disse un giorno Lin Jarvis “Rossi pull a rabbit out of the hat”, ed anche oggi è andata così, con una gara pressoché perfetta. Chiudono il podio Petrucci ed un buonissimo Marquez, con Dovizioso dietro di lui.

Nel finale c’è stata la polemica con Zarcò, reo di aver messo a rischio la gara del dottore per la seconda volta in questa stagione. Rossi forse poteva risparmiarsi certe frasi, ma lo stesso Zarcò poteva stare un pò più attento, ma sono le corse.

Dovizioso è ora primo in classifica, con un vantaggio comunque limitato dal trio Marquez, Vinales e Rossi, ma è li strameritatamene, forse oggi ha usato più la testa che il rischio, ed ha fatto benissimo.

Capitolo Jorge Lorenzo, beh una situazione abbastanza difficile da giustificare, con una partenza da posizioni infelici dopo aver bagliato le qualifiche e una gara assolutamente incolore e desolante. E’ davvero brutto vedere un pilota del suo talento, non riuscire a domare un mezzo che, nelle mani dei suoi compagni di marca, pare non avere problemi per stare con i più forti. Per Ducati c’è da ripensare ai 15.000.000 dati al Maiorchino, contro il 1.000.000 dato al Dovi e poco più di 180.000 al Petrux.

Cosa dire ancora? A voi il commento.

Davide_esaltato_QV

MOTOGP 2017 – Motul TT Circuit Assen NETHERLANDS

Si, avete letto bene: siamo lieti di portavi una nuova competizione da leggere e commentare sul Bring ossia il MOTOMONDIALE. Quale occasione poteva essere migliore se non l’UNIVERSITÁ DELLE DUE RUOTE di Assen?

Ok sappiamo tutti che la pista è stata in parte snaturata dalle modifiche fatte nel 2006 ma, pur storcendo un pò il naso, le modifiche hanno lasciato quel fascino di tracciato super veloce e da pelo qual’è sempre stata Assen, teatro di duelli spettacolari con gare mai scontate, con piloti che hanno spesso pagato tributi fisici importanti e, in alcuni casi, quasi fatali come per Uncini.

Ma bando ai lati oscuri e ricordiamo solo i numeri infiniti di sorpassi che vede ogni gara, di qualsiasi categoria si parli, con la ultima esse sempre teatro di epici e rocamboleschi finali, come nel 2015 fra Marquez e Rossi, o la gara buttata via di Edwars, o mondiali in fumo come fra Fogarty e Chili, o piloti che han tagliato il traguardo stando a lato moto come AJO.

Ma il TT di Assen non è magia solo per questo ma anche la stranezza che, fino a un paio di anni fa, il gp si corresse al sabato con la leggenda che i suoni prodotti dalle moto dessero fastidio al prete che doveva dir messa (non vi è mai stata conferma certa). Ma, oltre a questo, una mecca per gli appassionati di due ruote che fanno sempre il tutto esaurito per questo evento esaltandosi per le manovre o vittorie di chiunque, insomma passione pura a genuina.

Si potrebbero scrivere pagine e pagine di storia sul circuito di Assen ma siamo al primo PRE GP del MOTOMONDIALE sul BRING, trovo quindi doveroso focalizzarmi su questo aspetto e parlare di come sia andata la stagione 2017 fino ad oggi.

Oddio tutto si potrebbe riassumere come un grande casino perchè, al momento, pare che i più in crisi siano quelli che hanno il pilota primo in classifica e che ha vinto 3 delle 7 gare, ossia Vinales, che assieme al suo compgano di marca, Rossi, non stanno capendo poi molto di queste Michelin con prestazioni che passano dal dominio a figuracce da un gp all’altro. Ed infatti è probabile che ad Assen le Yamaha corrano con due telai diversi, con Vale che ha preferito il nuovo 2017B mentre Maverik, non capendo cosa abbiano di diverso i due telai, quasi sicuro correrà con quello che ha usato fino ad oggi. La cosa pazzesca è che, al momento, le Yamaha 2016 di TECH3 hanno sempre meno problemi a trovare il setting e gestire l’usura gomme.

In casa Honda non pare che la situazione sia molto più rosea con un Marquez che pare metterci molto e troppo di suo, finendo per cadere anche nel cambio moto in pitline a Barcellona. Chiudo l’attimo comico ricordando che pure la Honda non riesce a comprendere a pieno questa gomma 2017, ma loro sembrano avere il problema opposto alle Yamaha ossia vanno meglio dove manca un pò di grip. Pedrosa in questa stagione pare essere nuovamente sul pezzo, dando dei grattacapi al compagno di box.

Ma passiamo a chi sta stupendo tutti, ossia la Ducati, che arriva ad Assen con un Dovizioso galvanizzatissimo, reduce dalla doppia vittoria al Mugello e Barcellona, con una moto che si sta mostrando forse quella che si adegua meglio a tutte le piste andando forte anche dove solitamente non eccelleva. Unica nota stonata un Lorenzo che non sta avendo le prestazione che tutti si aspettavano da lui, forse è ancora in difficoltà di apprendimento ma nel frattempo Petrucci sta facendo delle gran belle gare.

Suzuki pare aver buttato via tutto ciò che di buono aveva trovato nel 2016 e, ad uno Iannone troppo distratto, gli viene proibito di poter portarsi appresso Belen che a quanto pare lo deconcentra troppo.

Aprilia sta stupendo positivamente, con prestazioni in continua crescita, mentre KTM pare una semplice comprimaria. Ma diamo tempo al tempo.

In Moto2 ci si sta godendo una stagione di prim’ordine del buon Morbidellinonostante Luthi e Marquez non siano troppo lontani in classifica ma, soprattutto, pare che lo squadrone Italiano stia tornando in forze fra i grandi con Bagniaia che par essersi adeguato da subito alla categoria e poi c’è il ritrovato Pasini.

In Moto3 c’è il buon Mir che pare essere nella sua stagione quasi perfetta, ma dietro di lui c’è un Fenati mai domo che pare aver sbollito le baruffe 2016 con lo sky racing team ed aver ritrovato la lucidità mentale. Il resto dello squadrone italico porta qualche ottimo risultato ma mostra troppa altalenanza di prestazione, con risultati vittoriosi come Migno al Mugello per poi tornare in mezzo al gruppo a Barcellona. Insomma c’è ancora da fare prima di vedere un campione Italiano in questa categoria.

Bene, il pre gp è servito: ora la sola cosa che vi chiedo è quella di mettere da parte i tifi praticamente calcistici, che spesso animano le discussioni del motomondiale, quindi  sappiate sin d’ora che non verranno accettati commenti eccessivamente pro verso un pilota solo o talebanismi per la marca del cuore, non verranno manco tollerati svilimenti o insulti a qualsivoglia pilota perchè si parla di gente che ogni gara mette a rischio la propria pellaccia, dove anche il più lento in pista, darebbe schiaffi prestazionali a chiunque di noi qua dentro 😉

Saluti

DAVIDE_due ruote_QV

P.S. ricordatevi che la MotoGP correrà alle 13.00, per evitare la concomitanza con la F1 😉