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VERSTAPPEN VINCE PASSEGGIANDO A MONTREAL. LA FERRARI RECUPERA (UN PO’).

Stando alla meteorologia da gran premio, in Canada o piove a catinelle o fa un gran caldo. Più spesso la prima, basti ricordare il 1981, quando Gilles arrivò terzo nel diluvio facendo a meno dell’ala davanti.
Anche quest’anno, come peraltro lo scorso anno, è il turno dell’acqua a catinelle, materializzatasi già durante il sabato, e ripropostasi in gara.

La cosa non fa evidentemente nè caldo nè freddo a Verstappen, che è primo in qualsiasi situazione, e nemmeno ad Alonso, quest’anno sempre a ruota dell’olandese, a dimostrazione non solo che la classe non è acqua, ma che la classe si vede nell’acqua.
Chi invece di acqua ne fa da tutte le parti è la corazzata Ferrari, piloti compresi. A Maranello riescono a rovinare “Il miglior venerdì del 2023” (cit.) con una bella penalità a Sainz, costretto a partire 11°, e con un gran casino combinato con la strategia di Leclerc, le cui responsabilità vanno divise al 50% fra squadra e pilota. Il monegasco si schiera in un’anonima decima posizione.
Ma “il passo gara è buono ” (ri-cit.)

Il giorno della gara sull’isola di Notre-Dame splende un pallido sole. Allo spegnersi dei semafori, come al solito Max si invola, mentre Hamilton soffia la seconda posizione ad Alonso, che rischia di venire infilato pure da Russell.

Al giro 8 Sargeant si ferma e viene attivata la Vittual Safety Car, che dura pochissimo. Dietro Hulkenger, settimo, si è fermato un trenino comprendente quasi tutti gli altri a partire da Norris. Il tedesco è un osso duro e la sua Haas è velocissima sul dritto. Fra quelli bloccati ci sono i due ferraristi, con Leclerc nono e Sainz undicesimo.

Fortunatamente per tutti, Nico rientra ai box al giro 12, e lascia strada libera. Contemporaneamente Russell sbatte, ed esce la Safety Car. Ne approfittano tutti per fare la sosta, tranne le due Ferrari e Perez.

Al giro 17 la gara riparte, e Verstappen scava il solito solco, questa volta piccolo, fra sé e gli avversari. Al giro 23 Alonso rompe gli indugi e passa in tromba Hamilton. Sarà il secondo ed ultimo sorpasso visto oggi nelle prime 6 posizioni.

Al giro 37 Perez rientra ai box e consente cosí ai due ferraristi di fermarsi senza perdere la posizione. Il primo dei due a passare dal box è Sainz, seguito al giro dopo da Leclerc. Entrambi montano la gomma a mescola piú dura.

La Mercedes fa fermare anche Hamilton per montare gomme a mescola media, la migliore oggi. Al giro successivo è il turno di Alonso ,che però monta la gomma a mescola dura. E, infine, si ferma Verstappen, che monta gomma a mescola media.

A 20 giri dalla fine, i primi 6 sono separati da distacchi molto simili, fra i 3 i 5 secondi. Anche i tempi sul giro sono molto simili, con Verstappen che non annichilisce gli avversari ma dà l’impressione di andare a spasso.

Al giro 55 Russell, che era riuscito a rimontare fino all’ottava posizione, si deve ritirare.

Negli ultimi quindici giri non succede più nulla nelle prime posizioni, mentre la lotta per le posizioni dalla settima posizione, occupata da un ottimo Albon con la Williams, in giù. L’inglese riesce a resistere fino al traguardo agli attacchi di Ocon, a sua volta incalzato da Norris, sul quale però pende una penalità di 5 secondi che gli farà perdere la zona punti.

Un gran premio del Canada tutto sommato noioso finisce con Verstappen che coglie la sua 41a vittoria, eguagliando Senna, e la 100a per la Red Bull. Lo segue Alonso, al settimo arrivo nei primi tre su otto gare, ed Hamilton, a completare un podio occupato dai tutti i campioni del mondo che partecipano al mondiale 2023.

In quarta e quinta posizione le due Ferrari di Leclerc e Sainz, cui la squadra, una volta tanto, ha riservato una buona strategia. Sesto un inguardabile Perez, sul cui rendimento la sua squadra ha sempre più dubbi. Settimo Albon, ottavo Ocon, nono il padrone di casa Stroll, capace di bruciare proprio sul traguardo Bottas, che chiude la zona punti.

Si riparte da Montreal verso l’Austria con la sensazione che Aston Martin, Mercedes e Ferrari si siano un po’ avvicinate alla Red Bull (di Verstappen). E’ però necessario sottolineare che quello di Montreal è un circuito senza curve veloci, quelle per le quali è necessario avere il carico aerodinamico indispensabile per potere gestire al meglio le gomme. E non sappiamo nemmeno quanto Max si sia tenuto in tasca oggi, l’impressione è che abbia passeggiato. Meglio non farsi illusioni per le prossime gare. Soprattutto per la Ferrari e per chi ci ha continuato a ripetere per due ore che “la strada è stata ritrovata”. A meno di non volersi esaltare per un quarto e quinti posto.

P.S.
Il teatrino andato in scena sabato dopo le qualifiche davanti all’hospitality Ferrari ha del grottesco. Intervistato dall’inviata di Sky, Leclerc si era lasciato andare a pesanti critiche verso la squadra. Vasseur ha preteso che si presentasse all’intervista di fianco a lui per scusarsi e ritrattare, ammettendo di avergli parlato da solo nel suo ufficio, e, si può immaginare, non per fargli i complimenti per essere uscito in Q2. E’ vero che il monegasco, come già detto. non è esente da responsabilità, ma è anche vero che il suo TP francese, visto il momento, avrebbe anche potuto glissare ed evitare il chiarimento di fronte alle telecamere. Evidentemente, è cambiato il TP ma non è cambiato l’andazzo, e, di conseguenza, non cambieranno neanche i risultati. A meno, lo ripeto per la seconda volta, di non volersi esaltare per un quarto e quinto posto, come, in effetti, oggi è successo.

P.S. 2
Un episodio, passato un po’ sotto silenzio, dà l’idea di come funziono le cose in questo momento in Ferrari. Giovedì abbiamo visto le foto del casco celebrativo portato da Charles, avente lo stesso disegno di quello del grande Gilles ma, ovviamente, con gli sponsor attuali del pilota. Per deformazione professionale, mi sono immediatamente chiesto se questo non violasse qualche tipo di copyright. Ma mi sono anche dato subito la risposta: in Ferrari hanno fior di avvocati che avranno sicuramente analizzato la materia. E invece no. Il venerdì Leclerc indossava il suo solito casco, e il perchè è stato chiarito il sabato: la famiglia Villeneuve non era stata avvisata, e ha subito posto il veto perchè i problemi di copyright da me ipotizzati c’erano eccome. Poi, ovviamente, la situazione è stata sanata, con tanto di invito di moglie e figlia del mito canadese ai box Ferrari e, magari anche con un indennizzo economico, che, se anche fosse, non sarebbe di certo scandaloso. Ma la figuraccia non si cancella.

F1 2023 – GRAN PREMIO DEL CANADA

Quello che arriva a Montreal per il Gp del Canada è un mondiale F1 che sembra aver messo le cose in chiaro anche nella classifica piloti. Verstappen non ha fatto altro che sfruttare gi errori grossolani del suo compagno di squadra per portarsi a 53 punti di vantaggio, praticamente una sentenza.

immagine da f1sport.it

A questo punto l’aspetto più interessante diventa, come sempre negli anni di dominio incontrastato di un binomio pilota/scuderia, la lotta per essere i primi degli altri.

La gara di Barcellona, con il suo baillamme di aggiornamenti, ha decretato una Mercedes in grande ripresa, una Aston Martin che forse per la prima volta quest’anno non sa bene come reagire e una Ferrari il cui miglioramento, a detta dei suoi ingegneri, è quello di avere una monoposto lenta ma molto più prevedibile…

La tanto annunciata rivoluzione aerodinamica dovrà essere ancora necessariamente investigata per poterla sfruttare a dovere ma diciamo che, senza dubbio, la Ferrari non è riuscita a replicare l’efficacia ritrovata della W14 versione B.

immagine da funoanalisitecnica.com

La Scuderia sembra in piena bambola e naviga a vista in acque piuttosto tempestose. Una certa schizofrenia sembra pervadere anche i suoi uomini chiave, in primis Vasseur, che cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno ma spesso fa la figura di quello capitato per caso.

Vedremo in una pista “start&stop” in cui conta tanto la trazione e la capacità di aggredire i cordoli come andrà la nuova SF23. A sensazione le prospettive non sembrano delle migliori.

Come detto Mercedes aspetta questa gara come una prova del nove definitiva per accertare la bontà del nuovo progetto. Sarà difficile che riescano a competere con Red Bull ma il tutto è visto come una prova generale in vista del 2024. Il rinnovo imminente di Hamilton in tal senso non fa che suffragare l’ipotesi che l’anno prossimo quelli di Brackley saranno di nuovo della partita.

Aston Martin dovrà riprendere le fila del discorso interrotto con una gara piuttosto anonima al Montmelò. E’ quasi naturale che una scuderia per niente abituata a competere sempre per i primi posti, abbia un calo dopo un inizio di stagione in cui ha sfruttato una monoposto già pronta. Ora viene il difficile, ovvero tenere il passo degli inseguitori che hanno mezzi e capacità per sviluppare la macchina. Se pensiamo a Ferrari dovrebbero essere tranquilli, molto meno se parliamo di Mercedes.

immagine da rossomotori.it

Anche Alpine cerca di inserirsi nel gruppo di quelli che contano e al momento le loro possibilità non sono poi così remote. In gara hanno già dimostrato di poter competere con Ferrari e il prossimo obbiettivo è l’Aston Martin.

Per McLaren invece il problema è quello di una monoposto Jekyll/Hyde: se va forte in prova va piano in gara e viceversa. Più banalmente la vettura, oltre a soffrire di un pessimo gusto nello scegliere le livree da parte del team, soffre molto le temperature elevate e un grosso degrado della gomma in gara. Lunga è la via per il 2024…

Le altre sorelle minori cercheranno al solito di raccattare quello che si può ma solo un pò di fortuna o una sapiente gestione tattica con eventuali safety car potranno regalare qualche chance.

La pista canadese è notoriamente poco abrasiva e Pirelli porterà le tre mescole più morbide della sua gamma. Le C5 si vedranno solo in qualifica ma le alte probabilità di pioggia al sabato potrebbero sconvolgere la griglia di partenza.

*immagine in evidenza da motorsinside.com

Rocco Alessandro

VERSTAPPEN DOMINA A BARCELLONA. LA MERCEDES SI RIPRENDE, LA FERRARI NO.

Quando si installano gli aggiornamenti, si sa, ci si deve aspettare di tutto. Tranne che per la Ferrari, dove, per bene che vada, non succede assolutamente niente. A Barcellona la rossa cancella gli sviluppi frutto di un lavoro di tre anni e si presenta con le fiancate stile Red Bull, così come aveva già fatto la Mercedes a Montecarlo. Il giudizio dei piloti dopo le libere è molto cauto, ma quando si fa sul serio Leclerc si ritrova penultimo, e Sainz secondo, ben distanziato dal solito Verstappen e aiutato certamente dalle condizioni meteo, in continua evoluzione.

Quando si spengono i semafori, Sainz sembra potere attaccare Max, ma l’olandese tiene duro e mantiene il comando. I primi due in lotta rallentano molto in curva 2 e sorprendono chi li segue, con Norris che tampona Hamilton ed é costretto a fermarsi vanificando l’ottima qualifica. Qualche curva dopo, Stroll attacca Lewis e si prende la terza posizione, che l’inglese si riprenderà al giro 7. Chi pare in difficoltá é Alonso, partito in quarta fila e incapace di rimontare.

Al giro 10, Verstappen ha 5 secondi di vantaggio su Sainz, seguito a 2 secondi da Hamilton. Leclerc é risalito dall’ultima all’undicesima posizione, mentre Perez, partito undicesimo, é giá ottavo.

Al giro 16 Sainz viene fatto fermare per montare gomma a mescola media. Lo spagnolo stava per essere attaccato da Hamilton, il quale, con pista libera, inizia a girare sui livelli di Verstappen, per poi rallentare e iniziare a perdere nuovamente mezzo secondo al giro.

Ad un terzo di gara, Max ha 10 secondi di vantaggio sulla prima delle due Mercedes e 20 sulla seconda di Russell. E sta correndo con una mescola più dura. Si tratta quindi di una superiorità imbarazzante.

Al giro 25 si ferma Hamilton per montare gomma a mescola media, e rientra dietro a Sainz. Al giro successivo é il turno di Russell. Si ferma poi anche Verstappen, che monta la gomma a mescola più dura, così come il compagno al giro successivo. Nel frattempo, Hamilton ha superato Sainz e si é portato in seconda posizione. Lo spagnolo é in grossa difficoltà e perde 3 secondi al giro da Russell. Le sue gomme sono vittima del graining. E, al giro 25, l’inglese si prende facilmente la terza posizione.

Al giro 42 doppio pit-stop per la Ferrari, per montare la gomma più dura. Al giro 46 si ferma invece Russell per montare quella più morbida.

Al giro 51 é il turno di Hamilton e Perez, mentre al giro 53 Verstappen é l’ultimo a fermarsi. Per tutti le gomme montate sono quelle più morbide. Il messicano si riprende subito la quarta posizione ai danni di Sainz.

E Verstappen completa il dominio spagnolo segnando il giro più veloce alla quintultima tornata.

Finisce così con Verstappen davanti alle due Mercedes di Hamilton, e Perez, distanziate di quasi trenta secondi. Poi Perez, Sainz, le due Aston Martin di Stroll e Alonso, oggi stranamente in ombra, Ocon, un ottimo Zhou e Gasly a chiudere la zona punti. Dentro la quale avrebbe dovuto esserci Tsunoda, penalizzato assurdamente per una difesa aggressiva al cinese. Leclerc, autore di una gara anonima nelle retrovie, chiude undicesimo.

Il teatro del prossimo dominio dell’accoppiata Red Bull-Verstappen, e della prossima disfatta Ferrari, sarà Montreal, fra due settimane. La pioggia, che a Barcellona non si è vista, resta l’unica possibilità di divertimento che è concessa quest’anno agli appassionati che non siano di nazionalità olandese.

P.S. lo abbiamo già detto. Il mondiale 2023 potrebbe essere il primo nella storia della F1 in cui un team vince tutte le gare, e, a questo punto, non è improbabile che Verstappen batta anche il record di vittorie ottenute da un solo pilota. Merito sicuramente suo e del team, ma, è bene sottolinearlo, in questo dominio c’è anche molto demerito da parte degli avversari, Mercedes e Ferrar in primis, perchè con le risorse che hanno farsi battere in questo modo è francamente inaccettabile. E la cosa grave è che, almeno per la Ferrari, non solo non c’è un accenno di risalita, ma si ha proprio l’impressione che si inizi pure a scavare.

P.S. 2. Che Vasseur non fosse esattamente un TP all’altezza della Ferrari lo si era già capito quando con le forbici correva dietro a Giovinazzi per tagliargli il codino. Ma che fosse in grado di fare peggio di Arrivabene e Binotto ai microfoni degli intervistatori era francamente non prevedibile. Il primo anno del francese passerà probabilmente alla storia come uno dei peggiori della Scuderia, e, mi si permetta, i paragoni con l’era Todt non reggono, perchè è evidente che i due personaggi in comune abbiano solamente la nazionalità.

P.S. 3. Sono proprio curioso di vedere come la stampa di regime difenderà la prestazione odierna.

F1 2023 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Ultimo Gp del trittico di Maggio, si arriva sulla pista madre di tutti i test, il circuito che, a detta di chi ci capisce davvero, è il più probante per valutare la bontà o meno di una monoposto. Una pista che quest’anno torna al suo vecchio layout, con la scomparsa (finalmente!!!) della chicane tra curva 13 e 14 e il ritorno delle due curve da raccordare ad alta velocità.

Da sempre pista sulla quale vengono introdotte tonnellate di aggiornamenti alle monoposto reduci dalle fatiche oltreoceano, è letteralmente l’ultima spiaggia per le residue ambizioni Ferrari per questo 2023. Buttato il ferro a fondo se consideriamo la lotta per il mondiale, gli aggiornamenti che verranno introdotti sulla SF23 saranno fondamentali per cercare di continuare e chiudere in maniera dignitosa e proattiva questa stagione e prenderla come volano per il 2024.

immagine da funoanalisitecnica.com

Tante novità per la rossa a partire da una nuova veste aerodinamica che secondo i rumors dovrebbe risprendere le forme Red Bull, un nuovo fondo e una sospensione posteriore aggiornata. Assomiglia molto ad un “all in” questo pacchetto di aggiornamenti per Ferrari che al momento non ha ancora trovato una soluzione ai grossi problemi, soprattutto di gestione gomme, che affliggono la SF23.

Storicamente i mega pacchetti di aggiornamenti hanno sempre funzionato poco per la rossa e, considerando quello che è successo da inizio anno ad oggi, non c’è da essere granchè fiduciosi. Certo è che se anche questo presunto step in avanti dovesse risultare fallimentare, sarebbe davvero difficile per la GES continuare la stagione in corso.

Non solo Ferrari porterà novità ma in pratica tutti i team esclusa, forse, la Mercedes che ha fatto debuttare al nuova W14 a Monte Carlo.

Red Bull non dorme sugli allori e lavora alacremente per cercare di vincere, non lo ammetterano mai ma è così, tutti i GP previsti dal calendario. Anche a Monte Carlo Verstappen è apparso in pieno controllo della situazione, artigliando una gran pole al sabato e gestendo con freddezza i vari momenti topici della gara domenicale. Per contro Perez ha praticamente consegnato nelle mani dell’olandese il mondiale 2023, se mai era stato davvero in gioco. Cosa che a Marko&soci va più che bene. L’unico cruccio al momento per loro può essere quello di una corte serrata che altri team stanno facendo ai suoi tecnici a suon di dollari. Beh, avercene di questi problemi…

immagine da infomotori.com

Mercedes dovrà verificare se la sua nuova monoposto è davvero un step in avanti rispetto a quella di inizio anno. Il GP di Monaco ha già dato buone indicazioni ma ovviamente il vero test è quello del Montmelò. Chissà che non siano i grigi di Brackley i rivali più pericolosi per il GP Grand Slam della Red Bull.

Chi invece ha perso una bella occasione per vincere è stata la Aston Martin, a conti fatti solo per poco più di un decimo, il distacco che ha separato Alonso dalla pole sul principato di Monaco. Considerate le caratteristiche della AMR23 dovrebbero lottare per il podio anche nella prova catalana anche se per la vittoria la sensazione è che debbano sperare in qualche grosso guaio da parte Red Bull. Sarà importante per loro, considerando la quantità di aggiornamenti per tutti i team, rimanere stabili almeno come seconda forza del campionato.

immagine da autosport.com

Dietro questi team sarà interessante capire chi avrà davvero fatto il salto di qualità. McLaren arriva da una gara incoraggiante e vorrà confermare i progressi per cercare di raddrizzare un inizio di campionato davvero sotto tono. Stesso discorso per Alpine, ringalluzzita dall’incredibile podio di Ocon a Monaco e che, per bocca del suo direttore sportivo Permane, si aspetta di essere lì con Mercedes e davanti a Ferrari.

Pirelli porterà le mescole più dure a sua disposizione, una scelta ovvia considerando le caratteristiche del tracciato, molto pesante in termini di sollecitazioni e degrado sulle gomme. La novità sarà invece la possibilità di provare una nuova specifica di gomme che esordiranno a partire del GP di Gran Bretagna. Saranno delle gomme che,  a parere di Pirelli, non andranno a modificare i valori in pista. Vasseur invece ripone qualche speranza di crescita per la SF23 in merito alle nuove gomme. Uno dei due avrà ragione.

Tanti aggiornamenti per tutti, tante speranze di miglioramento da confermare, alla fine la pista come sempre darà il suo verdetto. Non ce ne vogliano in Ferrari ma i loro tifosi penso si siano già messi nell’ottica di prendere altre sberle in faccia questo weekend. Alonso vinse la sua ultima gara proprio al Montmelò su Ferrari nel lontano 2013. Se uno si sente fortunato potrebbe anche puntare qualche eurino su di lui.

*immagine in evidenza da kilometroschequentan.goodyear.eu

Rocco Alessandro

VERSTAPPEN FA 14 IN MESSICO. FERRARI SOTTO ZERO.

A Città del Messico l’argomento che tiene banco è sempre quello: il budget cap. Stavolta a tenere banco è la sentenza che, come ampiamente prevedibile, consiste in una bella dose di tarallucci e vino per la Red Bull. Le reazioni ai vari team principal sono da comica, ma per questo rimando agli immancabili PS.

Dopo la proverbiale quanto inutile superiorità Ferrari nelle prove libere, le qualifiche riservano la sorpresa di una Mercedes a livello delle Red Bull e di una Ferrari inguardabile. La pole va comunque a Verstappen, con le due frecce d’argento di Russell ed Hamilton a seguire, e l’idolo di casa Perez a chiudere la seconda fila. Leclerc si fa superare perfino dall’Alfa di Bottas, il che la dice lunga sulle difficoltà della rossa. Rimando anche in questo caso al PS per una considerazione sui commenti dei ferraristi a proposito della débacle in qualifica.

Si spengono i semafori e Verstappen, come al solito, parte benissimo. Russell si fa invece superare sia da Hamilton che da Perez.
Leclerc e Sainz duellano per qualche curva ma poi Charles ae la prende persa e lascia in pace il compagno.

Le due Ferrari oggi non vanno, e si staccano rapidamente. I primi 3, invece, restano racchiusi in meno di 3 secondi. Fino al giro 10, perché poi, inesorabilmente, Verstappen si allontana, anche se Hamilton partito con gomma a mescola media, prova a tenere il passo, al contrario di Perez che, invece, si ritrova ben presto a debita distanza.

Al giro 23, le gomme soft di Max iniziano a calare, come quelle del messicano, che si ferma per primo per montare gomma a mescola media. Verstappen si ferma 2 giri dopo, con una scelta ovviamente identica. Ad Hamilton viene detto di continuare per almeno altri 6 giri.

Al comando ci sono quindi le due Mercedes, con Russell staccato di 5 secondi dal compagno. Ma Max gira 1 secondo più veloce.
Al giro 29 si ferma Leclerc per montare gomma media. Si ferma anche Hamilton, per montare gomma dura, evitare l’undercut da parte di Perez e tentare di andare fino in fondo. Lewis era contrario a questa scelta e voleva continuare.

Cosa che fa Russell, al comando, che non si vuole fermare e chiede al suo box di montare la gomma soft per il finale di gara. Ma non viene accontentato e al giro 35 si ferma per montare gomma dura.
Al giro 38 Perez raggiunge Hamilton che, come prevedibile, si lamenta delle gomme, al pari del suo compagno. Verstappen è ormai lontanissimo, ma in Mercedes sono sicuri che le sue gomme non dureranno fino alla fine.

E si sbagliano, perché Max arriva alla fine senza problemi con oltre 10 secondi di vantaggio su Hamilton, che ha continuato a lamentarsi per tutta la seconda parte di gara e, almeno, è riuscito a tenere a bada l’idolo di casa Perez, che sale sul podio per il tripudio del pubblico.

Quarto Russel, quinto, seguito, a quasi un minuto, da Sainz, con a ruota Leclerc. Settimo un ottimo Ricciardo. Nonostante una penalità di 10 secondi. Ottavo Ocon, nono Norris e decimo Bottas. Da segnalare il solito magnifico Alonso, migliore degli altri per quasi tutta la gara e poi costretto all’ennesimo ritiro a pochi giri dalla fine.

Con la sua quattordicesima vittoria stagionale, Verstappen stabilisce il nuovo record superando Schumacher (2004) e Vettel (2013), fermi a 13. Fra due settimane il Circus farà tappa ad Interlagos per la penultima gara, e Max potrà facilmente mettere a segno la quindicesima, perché di avversari, quest’anno, non ne ha più.

P.S. 1: Horner che fa la vittima accusando la FIA di avere penalizzato il welfare Red Bull, Wolff che si dice soddisfatto della sentenza, Seidl che dice che è ora che quelli della Red Bull smettano di raccontare balle e, infine, Binotto che accusa la FIA di esserci andata troppo leggera e che Verstappen si meritava la perdita del mondiale 2021. E’ evidente che ogni dichiarazione si porti dietro un certo tipo di vissuto, e che, alla fin fine, abbiano tutti fatto la figura dei burattini comandati da un burattinaio che aveva ben chiaro cosa dovesse accadere in questi due anni. Burattini fino ad un certo punto, però, perché alla fin fine tutti ci guadagnano tanti soldi da questa situazione.

P.S. 2, Dopo le prove, abbiamo sentito Leclerc e Sainz parlare di qualcosa di strano al motore, e Binotto dire chiaramente che quella di Città del Messico è una pista difficile, e che qualche volta non si riesce a mettere tutto assieme. Traduzione: i piloti non hanno fatto un buon lavoro. In Ungheria era colpa della macchina (e Charles diceva il contrario), qui no (e sempre Charles ha detto il contrario). Meglio che si mettano d’accordo prima di farsi intervistare. Ma, soprattutto, è bene che il team principal inizi a chiedersi perchè, dopo avere ripetuto per due anni che l’obiettivo era il 2022, i tifosi si trovano davanti ad una stagione che sembra la 2019 al contrario. Oppure la 2013, fate voi. E dopo entrambe ci ricordiamo bene che stagioni ci furono.

P.S. 3.  Abbiamo avuto 7 terribili anni di dominio Mercedes, poi un 2021 eccitante, e ora un 2022 con il più grande dominio di un pilota mai visto in Formula 1. Auguriamoci di non vedere questa solfa fino al 2025, con tutto il rispetto per il grandissimo talento di Verstappen, a cui non conviene uno scenario del genere, perché alla storia potrebbe passare il fatto che ha vinto il primo mondiale grazie a Masi, e gli altri guidando un’astronave fatta da Newey. Hamilton sa bene cosa voglia dire.