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MIT’s CORNER: LE NON PAGELLE DI SAKHIR 2024

LE NON PAGELLE DI SAKHIR 2024

Finalmente torna la Formula 1! Per non farci sentire troppo il freddo invernale la Formula 1 ha deciso di scaldarci con notizie esplosive con cui gli appassionati hanno potuto trastullarsi non poco. Tra il sorprendente annuncio del passaggio di Lewis Hamilton in Ferrari a partire dalla stagione 2025 e uno scandalo a tinte calde altrettanto sorprendente che ha coinvolto nientemeno che il Team Principal più titolato della griglia non c’è stato certo tempo per annoiarsi!

Il primo GP della stagione si svolge pochi giorni dopo che sullo stesso circuito tutti i team avevano acceso i motori delle loro nuove monoposto lasciando aperti tanti punti interrogativi sul come si sarebbe svolta la stagione o, quantomeno, la prima gara. Tra chi si è nascosto, chi ha provato solo le gomme, chi era ancora in cerca di sponsor e chi si è dannato per fare i tempi i test non avevano detto molto non solo agli appassionati ma anche agli addetti ai lavori. In particolare, c’era la sensazione che Ferrari e Mercedes fossero pronte per rendere la vita difficile a Max e alla sua nuova RB perché se è vero che un po’ tutti i team si sono dati da fare per “copiare” a vario titolo le caratteristiche della RB 19 è altrettanto vero che il geniale Adrian Newey ha deciso di sparigliare le carte con soluzioni inedite sapendo perfettamente di prendersi un rischio di non poco conto.

Con in testa tutti questi dubbi si è dunque arrivati all’esordio del mondiale con la sincera aspettativa di poter vedere delle battaglie al vertice che non si vedevano dai primi GP del 2022.

Ebbene, com’è andata? Mi limito ad un laconico “esattamente come si temeva di più” e cioè con Max Verstappen sugli scudi a mostrare al mondo che non solo nel 2024 vuole ripetere il risultato del 2023 ma che lo vuole fare anche nello stesso modo: dominando.

La gara non ha dato molti spunti di valutazione. La strategia assai piatta e senza varianti che non fossero la scelta di RBR di fare rossa-bianca-rossa in luogo di rossa-bianca-bianca di tutti gli altri non ha creato molta tensione e i pochi avvicendamenti in testa al gruppo non hanno regalato molte emozioni.

Per il momento si conferma il trend dell’enorme divario tra i crono della qualifica e quelli della gara e, soprattutto, la scarsa incidenza del DRS nei rettilinei. Trend, quest’ultimo, nato con la reintroduzione dell’effetto suolo e che nei due anni passati ha risparmiato soltanto RBR e che nella seconda metà della passata stagione era stato messo in secondo piano dall’appiattimento in alto delle performance dei principali protagonisti. Può anche essere che il setup dei mezzi sia ancora molto acerbo e che già a Gedda si vedrà qualcosa di più interessante sotto questo profilo ma non nascondo che la cosa è un po’ preoccupante. Beninteso, non sono un amante del DRS ma visto che c’è allora che funzioni! Mi è parso un po’ imbarazzante vedere le auto a centro gruppo che si sfidavano a colpi di “ti-vedo-non-ti-vedo” negli specchietti senza riuscire a portare veri attacchi neanche con 3 decimi di distacco in rettilineo e con DRS aperto: negli ultimi giri il non-duello tra Ricciardo con rosse nuove contro Magnussen con bianche usate è stato particolarmente indicativo. Per converso la gestione delle gomme sembra migliorata praticamente per tutti: se il dato verrà confermato nel 2024 la vita per gli strateghi dei team sarà difficilissima.

Non è questo l’articolo in cui si fanno complicate analisi sulle caratteristiche delle monoposto ma non potrò esimermi, cercando di esaminare l’interpretazione della gara fatta dai vari piloti, nel relazionare tali interpretazioni anche con l’esordio tecnico del loro mezzo.

VERSTAPPEN

Miglior inizio non poteva immaginarlo, il buon Max. Pole, vittoria, giro veloce e gara dominata dal primo all’ultimo metro. È stato semplicemente straordinario: oltre a seminare gli avversari in pista ormai semina anche tutti gli aggettivi che si cercano per descriverne le gesta. Che dire? Lui stesso, sceso dalla macchina a fine gara, pareva sorpreso dal dominio che aveva avuto il che la dice lunga anche sulla bontà della RB20. In partenza è ingaggiato da CLC giusto per i metri che mancavano alla prima curva ma poi se ne va con un ritmo inavvicinabile per gli altri. La RB 20 sembra, ça va sans dire, assai gentile con le gomme rosse sicché scopriamo Max a pittare praticamente per ultimo nel primo stint e, soprattutto, a usare le rosse anche per l’ultimo stint di gara (come Perez, peraltro) senza che ciò incida minimamente sull’usura o sulla performance. È vero che non ha dominato la gara allo stesso modo dello scorso anno ma la sensazione che avesse ancora tanto margine da gestire è stata piuttosto netta perché dopo un fastest lap sull’1.32 si plafona a 1.34 per i giri restanti. Altro da dire non c’è. Chapeau!

PEREZ

Anche il buon Checo si scopre a suo agio in gara. Se sembrava aver avuto qualche difficoltà in qualifica tutto è poi magicamente scomparso quando si sono spenti i semafori. Guadagna subito la posizione su Sainz e pochi giri dopo regola anche un Leclerc in difficoltà con i freni. Per superare Russell deve invece attendere qualche giro in più dopo il primo pit. Da lì in avanti controlla la sua gara con un certo agio, in particolare tiene a debita distanza Sainz nell’ultimo stint senza apparentemente patire alcun degrado delle gomme rosse. A differenza di quello di Max il suo ritmo, in generale, non pare irresistibile ma è comunque sufficiente per non farsi impensierire da nessuno. In pratica, la nuova RB20 è nata bene… Ottimo!

SAINZ

Una partenza non eccezionale lo costringe a inseguire Perez fin da subito e per tutto il resto della gara. Anche in questa prima gara della stagione si fa apprezzare per la solidità e la consistenza della sua guida che, a differenza dello scorso anno, sembra poter beneficiare di una vettura che pare finalmente in grado di accompagnare gli pneumatici per tutto lo stint con efficienza e costanza di performance. In questo sta la vera novità di Ferrari rispetto agli ultimi due anni (e più): la capacità di far rendere le gomme. Certamente con le rosse non pareva a suo agio ma visto che sono durate solo pochi giri poco male, quantomeno rispetto ai team che non fossero RBR. La differenza con Perez è stata minima ma c’è da dire che nell’ultimo stint Checo ha guidato in modo molto conservativo. Va da sé che comunque si merita molti applausi per non aver concesso un millimetro di asfalto a nessuno. Bravo!

LECLERC

Nelle tiratissime qualifiche è sempre lui: velocissimo a dispetto di tutto. A nessuno sfugge che il suo miglior crono in Q2 è alla fine risultato migliore di quello della pole di Max sicché sembrerebbe che abbia perso un’occasione d’oro per partire davanti a tutti. Tuttavia, sebbene il suo miglior giro in Q3 non sia stato perfetto, pare che ad una più attenta analisi le condizioni della pista non consentissero di ripetere la performance del Q2 quindi è corretto sostenere che è stato un secondo posto guadagnato più che un primo posto perso. Al pronti-via riesce ad ingaggiare Max per qualche secondo ma poi lo perde inesorabilmente. Scopriamo poi che ha grossi problemi ai freni anteriori, in particolare a quello anteriore destro, che lo limitano pesantemente in tutte le curve a sinistra. Patisce così il ritorno di Russell, Perez e del suo team mate con il quale duella un po’ stancamente. La cosa positiva e che con le gomme bianche che non degradano trova comunque il modo di adattare la sua guida alla pessima condizione dei freni e può sfruttare con un certo agio i problemi patiti da Russell portando a casa un quarto posto che, per come si erano messe le cose, vale oro. Il voto positivo se lo merita ampiamente. Bravo anche lui!

RUSSELL

Splendido in qualifica e reattivo nel primo terzo di gara sembrava che ieri per Giorgino si fossero spalancate le porte per un podio assai agevole. Invece scopriamo che il suo motore stava pericolosamente surriscaldando e che da un certo momento in avanti ha dovuto girare con l’handicap. Mercedes delude sul piano dell’affidabilità, dunque, e diversamente dal problema avuto da Leclerc (che pare facilmente risolvibile) qui siamo invece di fronte a qualcosa che potrebbe preoccupare non poco i tecnici di AMG. Mi auguro che risolvano al più presto perché finché ha potuto contare sul mezzo al suo massimo Giorgino non è parso affatto male. Si porta comunque a casa una prestazione decisamente migliore di quella del suo celebrato team mate, tenuto a debita distanza per tutto il week end (il che non è poco vista la ridda di chiacchiere che ha preceduto l’inizio di stagione). A Gedda, in un contesto che mette ancora più a dura prova il motore, ci sarà da stare attenti. Bravo comunque!

NORRIS

Cominciamo ora con qualche delusione. La McLaren non si era affatto nascosta nei test e Sakhir mostra che il suo livello non è quello strepitoso raggiunto alla fine dello scorso anno. Dovendo farei con questa amara realtà Lando perde pressione e come sempre quando non ha la spada di Damocle sopra la testa sfodera prestazioni da urlo. Quindi McLaren deludente, sì, ma Lando sugli scudi che guida per tutta la gara al limite massimo di ciò che può fare la sua vettura. Ciò non si è dimostrato sufficiente per ambire al podio né per impensierire gli azzoppati Russell e Leclerc. Certo che se si confronta Bahrain 2024 con Bahrain 2023 e sapendo che, dicunt, Sakhir non sia adatto alla McLaren ci sarebbe da lanciare i cappelli in aria ma di circuiti così ce ne sono tanti in questa lunga stagione quindi non c’è da stare molto allegri dalle parti di Woking.

HAMILTON

Male in prova, anonimo in gara. Con gli occhi del mondo (soprattutto ferrarista) tutti puntati addosso non pare che l’eptacampeao abbia particolarmente impressionato. L’unico sprazzo di classe si è visto in occasione del sorpasso su Alonso ma vista la delusione di Aston Martin non è poi questo gran merito. Va detto che anche lui, come Giorgino, ha sostanzialmente corso ad handicap dovendo girare il manettino della power unit al minimo per evitarne il cedimento. Rimandato.

PIASTRI

Dopo la strepitosa stagione di esordio il 2024 di Oscar si apre con aspettative ben diverse secondo le quali deve cominciare a dare segni di crescita non solo prestazionale ma anche di maturità agonistica. Sotto questo profilo, quindi, non posso esimermi dal dare un voto comunque buono ma seguito dal segno meno. Perché rimane dietro al compagno di squadra, sia pur di poco, e soprattutto commette qualche piccola sbavatura in gara che consente all’azzoppato Hamilton di superarlo. Lo attendiamo a miglior prova.

ALONSO

Ecco un’altra delusione. Scopriamo infatti che Aston Martin non si era affatto nascosta nei test il che ha portato ad un esordio stagionale che è tutt’altra cosa da quello trionfale del 2023. In questo deludente contesto Fernando non manca di far valere la propria classe in qualifica strappando un posto in griglia che ha del miracoloso ma non può far nulla in gara accontentandosi di un, per lui, mesto nono posto al traguardo. In una gara assai piatta dal punto di vista strategico è l’unico insieme a Ricciardo a provare qualcosa di diverso allungando di molto il secondo stint. La mossa non ha sortito l’effetto desiderato il che è interessante per le prossime gare: se le strategie saranno obbligate, com’è stato qui in Bahrain, la posizione in griglia e un perfetto “timing” di gestione degli stint saranno più determinanti delle abilità del pilota. Tornando a Fernando siccome questa è una non-pagella allora il suo sarà un non-voto.

STROLL

Nel deludente contesto di Aston Martin il buon Lance trova comunque lo spunto per essere più contento del suo compagno di squadra. La sua qualifica termina nel Q2 e la sua partenza è malamente rovinata dal trenino Hulkenberg-Bottas che lo manda in testacoda alla prima curva. Di lì in avanti però il nostro sfodera una prestazione gagliarda che passo dopo passo lo porta a ridosso dei punti riuscendo infine a conquistare la decima avendo ragione del sorprendente Zhou nell’ultimo terzo di gara. Per certi versi è divertente vedere Fernando scurissimo in volto e Lance invece raggiante considerato che il primo è arrivato davanti al secondo. La vita è bella perché è varia.

NOTE DI MERITO

Che gara Zhou! La sua gara ha impressionato non tanto per la performance, comunque buona rispetto a come era messa la Sauber alla fine dello scorso anno, quanto per l’abilità di girare costantemente avanti a tutti gli “altri” senza commettere la minima sbavatura. Condizione, questa, che stavolta non è stata sufficiente per i punti ma solo perché non c’è stato nemmeno un ritiro. Thumbs up!

Magnussen, dopo una qualifica decisamente incolore quantomeno rispetto a Hulk (strepitoso in questo senso), sorprende con una gara straordinariamente solida in cui è secondo degli “altri” e capace di resistere agli attacchi che in gara gli hanno portato Albon, Tsunoda e infine Ricciardo. Tosto!

NOTE DI DEMERITO

Racing Bulls, o come diavolo si chiama la scuderia di Faenza quest’anno, ha deluso tanto, anzi, tantissimo. La RB 19 in pectore, infatti, era attesa ad una prestazione molto più consistente sia in qualifica che in gara. E se in qualifica, così serrata, puoi perdonare ai piloti la perdita di qualche millesimo ipotizzando che il deludente Q2 sia stato estemporaneo la gara, ad un ritmo decisamente più lento di quanto atteso, è tutt’altra cosa. A quanto pare, non basta “copiare” per essere performanti e, per converso, se davvero questa è sostanzialmente la RB 19 dello scorso anno, si sta dimostrando che il passo avanti fatto dai top team è stato notevolissimo. Spiace, infine, vedere Tsunoda fare il bimbo dell’asilo nel giro di rientro: al quarto anno di F1 (peraltro dopo la convincente stagione 2023) non questi comportamenti non si possono proprio vedere e ciò anche al netto del fatto che lo “swap” per un tredicesimo posto fa un po’ ridere.

NOTE DI MA COSA AVETE COMBINATO DURANTE L’INVERNO?

Sargeant ricomincia esattamente da dov’era, cioè a distanza siderale da Albon.

Alpine un disastro totale.

 

Alla prossima!

 

BASTIAN CONTRARIO: I FANTASMI

 

 

 

 

Il primo GP dell’anno, del mondiale più lungo di sempre, si è dunque concluso nel deserto bahreinita e, fra sette giorni, si correrà nuovamente sempre in medio oriente e sempre di sabato, in ossequio alle usanze religiose del Paese ospitante. Con la conclusione del GP del Bahrein, terminano anche le residue speranze che ognuno nel suo piccolo covava, in merito a potersi giocare il mondiale fino a fine stagione. Sia chiaro che il sottoscritto, rimanendo sempre fedele alla sua linea di pensiero, non ha mai cambiato idea a riguardo e continua ad essere convinto che nessuno vincerà nulla, tranne Red Bull naturalmente, fino al 2025. Quindi sedetevi comodi e mettetevi l’anima in pace perché, a meno di ribaltoni clamorosi (leggi il casino che sta avvenendo in queste ore in casa dei bibitari a causa “dell’Horner gate”), è già tutto assegnato da qui ai primi di dicembre in quel di Abu Dhabi. Con la conclusione del primo GP dell’anno, ecco che ritornano puntuali tutti i fantasmi (del passato e del futuro… oltre che del presente) che l’incubo Red Bull – Verstappen, creano con il loro dominio.

La prima vittima di questi fantasmi è propri LeClerc, dove Calimero, in quanto a sfiga, “gli spiccia casa” come si suol dire (per non dire altro di più volgare che ci starebbe tutto!). Il buon Charles nella sua dichiarazione, giustamente frustrata, ha detto una cosa sacrosanta e cioè che: “non è possibile incorrere in errori del genere visto che su questa pista ci abbiamo girato per i test e ci siamo preparati in funzione proprio della gara”. Mi sovvengono in mente le parole di monsieur Vasseur a riguardo di queste débâcle e cioè che certi errori del passato non sarebbero stati più accettati. Pronti via e una Ferrari da podio (ampiamente alla portata sia di Charles oltre che di Carlos) viene azzoppata per un problema ai freni che rasenta il ridicolo (comunque sempre meglio di quello che è successo alla Mercedes). Un vero peccato, perché sebbene l’olandese volante era imprendibile, è anche vero che la Rossa era in grande spolvero e avrebbe potuto ottenere molto di più del terzo posto. Infatti le buone notizie provengono proprio dal passo che la SF24 ha dimostrato di avere: Sainz è riuscito a tenere il ritmo di Perez, che con il messicano la RB20 diviene umana, e lo stesso Charles ha dimostrato, nonostante la macchina andava dove voleva lei durante la frenata, di avere ottimo potenziale tra le mani. Infatti a metà gara, con il problema stabilizzato in parte, la sua Rossa è riuscita a recuperare su Russell in tranquillità, sebbene l’inglese della Mercedes era alle prese con ben altri fantasmi. Come è stato scritto più volte, partire bene con una “piattaforma” solida e performante era imperativo, dato che questa rappresenta la base di sviluppo per i prossimi due anni, visto e considerato che nel 2025 tutti saranno concentrati per le nuove vetture del 2026 e nessuno spenderà tempo e denaro per una piattaforma che comunque dovrà essere abbandonata e, aggiungo io, soprattutto e a maggior ragione se il 2025 inizierà proprio come sabato scorso. Purtroppo i fantasmi della sfiga continuano a perseguitare il povero (si fa per dire, considerando il compenso del suo nuovo contratto) Charles, il quale da parte sua non può fare quello che ha sempre fatto: continuare a lottare e far valere il suo talento sul mezzo. Ad ogni modo egli ha di che sorridere, considerando il potenziale espresso dalla SF24 e, sperando che quello del Bahrein sia solo un episodio, avrà modo di rifarsi già nel week end (si fa per dire… per fortuna che il prossimo GP nei paesi arabi sarà direttamente a fine novembre in Qatar!) prossimo, sia in qualifica che in gara. Nel frattempo che il monegasco cerca di sconfiggere i fantasmi della sfiga, si deve anche guardare le spalle da quelli che si chiamano Sainz. Che gran pilota che è lo spagnolo e che peccato che la Rossa se ne sia liberato per fare posto ad Hamilton… con tutto il rispetto per il campione del mondo. Ferrari ha, con Charles e Carlos, la coppia più forte del mondiale e come ho sempre detto se manca l’uno, c’è l’altro. Sabato scorso Sainz ha dimostrato, caso mai ce ne fosse stato bisogno, sia di cosa è capace e soprattutto perché il monegasco abbia accettato di buon grado un pilota così ingombrante come Hamilton. Lo spagnolo come sempre si è dovuto costruire la gara, a partire da quel duello fratricida ingaggiato proprio con il suo compagno di squadra e qui la Rossa altro che fantasmi del passato: come ho già scritto in altre occasioni, la reattività è uno dei punti di forza (oltre che alla stabilità) della Red Bull, cosa che non si è visto ieri al muretto della Rossa. Chi di dovere sapeva che Charles era alle prese con il problema ai freni, quindi sapeva che il suo GP era ormai compromesso, allora mi chiedo per quale motivo perdere tempo in quel modo tra compagni di squadra, rischiando anche il contatto, quando si poteva dare “luce verde” a Sainz per andare ad inseguire il duo di testa? Mi rendo conto che se si fosse arrivati al team order, già al primo GP della stagione, tutta la Ferrari (soprattutto la tifoseria più accesa) sarebbe stata costretta a rivivere i fantasmi del GP d’Inghilterra del 2022, eppure la capacità di reazione è tutto, a maggior ragione di quando si presentano occasioni che si possono definire ghiotte, visto che l’attuale campione del mondo lascia solo le briciole. Siamo solo all’inizio di un mondiale lunghissimo, vedremo dunque, dopo che i valori in campo saranno ben definiti, che atteggiamento avranno nei riguardi dei due piloti. Certo è che sebbene Carlos sia consapevole che in squadra parte svantaggiato in termini di preferenze, di certo non lascerà nulla al caso e lotterà con unghie e denti, proprio come sabato scorso, per lasciare la sua impronta.

Chi di fantasmi ne ha visti non pochi è stato Toto e tutto il suo team: sia chiaro che la W15 non è un progetto fallace, anzi avrebbero potuto contendersi il terzo posto con Sainz tranquillamente. Si viene a sapere che i crucchi importati in Inghilterra hanno fatto un casino con il sistema di raffreddamento del motore e questo scherzetto gli è costato quasi mezzo secondo al giro… altro che fantasmi! Guardando la gara si è svolto il solito copione e cioè che quando ci sono difficoltà chi tira la carretta è Russel, il quale ha fatto quello che poteva, mentre il suo blasonato compagno, protagonista a fine test e soprattutto durante le prove libere, è rimasto infognato nelle retrovie a servire messa via radio, come è suo costume, ogni qual volta le cose non girano come dice lui. Guardando i problemi che accadano a Charles e quindi di come le cose vanno in Ferrari, mi auguro che sir Lewis abbia un rosario bello lungo, perché avrà modo e tempo di “sfilare” tutta la corona, come si suole dire. Anche i piloti Mercedes avranno modo di rifarsi tra sette giorni, ansiosi di esprimere il vero potenziale della loro W15 e dunque il secondo GP dell’anno, in quel di Jedda, già ha il sapore di esami di riparazione da parte di Ferrari nei riguardi di Charles e di Mercedes nei confronti di entrambi i piloti.

Chi non ha problemi di fantasmi è il campione del mondo, il quale ha ripreso da dove ha finito e per questo non può che ringraziare lo staff tecnico che ha alle spalle che gli hanno progettato la RB20, che è un passo avanti alla concorrenza in maniera quasi imbarazzante. L’attuale vettura per l’olandese è come un vestito su misura ed infatti funziona in maniera “spaziale” solo con lui, perché con Perez la RB20 diviene quasi normale e questo lo si è visto già alle qualifiche, dove il messicano di fantasmi ne ha visti non pochi e ringraziasse le débâcle di Ferrari e Mercedes, altrimenti forse nemmeno il podio avrebbe visto con molta probabilità. Il mondiale è appena iniziato, compresa la caccia ad ogni sorta di fantasma.

Vito Quaranta

VERSTAPPEN VINCE IN BAHRAIN LA PRIMA DI 24 GARE


Manco a dirlo, si ricomincia come si era finito. Con Max davanti a tutti. Ma con una differenza. I piloti Ferrari e Mercedes non si lamentano più delle loro auto. E, infatti, dietro a Max in pole, di pochissimo, ci sono Leclerc, Russell e Sainz.

Allo spegnimento dei semafori, Verstappen viene solo intimidito da Leclerc, mentre dietro Sainz perde la quarta posizione a favore di Perez.

Al ritmo di 1 secondo al giro, Max scava rapidamente una voragine fra sè e gli avversari, con Russell che supera Leclerc e si porta in seconda posizione. L’inglese, però, non riesce a staccare il ferrarista, e si forma un trenino di 4 macchine formato anche da Perez e Sainz, tutti racchiusi nell’arco di un secondo e mezzo.

Al giro 7, Perez passa Leclerc, e Sainz gli si accoda. Dopo altri 4 giri, il monegasco soccombe anche al compagno di squadra. Le gomme soft durano solo 11 tornate a Charles e Russell, che si fermano per montare la gomma a mescola più dura, ovviamente rientrando nel traffico.

Anche Perez è costretto a fermarsi per coprirsi dall’undercut. E in soli due giri il messicano supera l’inglese, portandosi in una virtuale seconda posizione. Il suo compagno, nel frattempo, è sempre più solo in testa, con un vantaggio abissale su tutti gli altri.

Al giro 15 si ferma anche Sainz, e si ritrova nuovamente dietro al compagno di squadra, ma molto vicino. E in 2 giri gli è di nuovo davanti, con un sorpasso molto aggressivo. Lo spagnolo è scatenato, e al giro successivo supera anche Russell e si porta in terza posizione. Nel frattempo, Verstappen ha fatto la sua sosta, e il suo vantaggio è ora di “soli” 5 secondi su Perez.

Che, però, ridiventano rapidamente più di 10, al ritmo di un secondo al giro.

Al giro 32, Russell anticipa gli avversari e si ferma per la seconda sosta. Tre giri dopo è il turno di Leclerc, seguito al giro successivo da Sainz.

Perez si ferma al giro 37, ed esce di poco davanti allo spagnolo.
Al giro 38 anche Verstappen effettua il suo ultimo pit-stop. Da notare che entrambe le Red Bull hanno montato gomma soft, mentre tutti gli altri hanno preferito mettere nuovamente la mescola dura.

Dopo un lungo inseguimento, al giro 47 Leclerc raddrizza parzialmente una gara compromessa dai problemi ai freni, riprendendosi la quarta posizione ai danni di Russell.

Negli ultimi 10 giri non succede più nulla, e la prima gara del 2024 si chiude con una ennesima doppietta Red Bull, o, meglio, un ennesimo dominio di Verstappen, che stacca di 20 secondi Perez, con le due Ferrari di Sainz e Leclerc non troppo lontane.

Seguono Russell, Norris, Hamilton, autore di una gara anonima, Piastri, Alonso e Stroll.

I primi sono quindi sempre quelli del 2023, e gli ultimi idem, con poche variazioni, date da Sauber che ha recuperato, e Alpine che è sprofondata.

Fra soli 7 giorni, sempre di sabato, si corre a Jeddah. Se volete vi dico già ora chi vince.

P.S. E’ inutile ricordare che quando Schumacher vinceva, ogni anno cambiavano regolamento, fino a che non sono riusciti, con la regola più ridicola della storia, a distruggere un dominio che sarebbe andato avanti ancora diversi anni. Anche quando vinceva Vettel, qualcosa si provava a cambiare, di anno in anno. Poi più niente, 7 anni di dominio Mercedes, una stagione di equilibrio con finale artificiale, e poi altri 3 di dominio Red Bull, che saranno di sicuro 4. Fare 48 gare così, col risultato predeterminato, in attesa del cambio regolamentare, è improponibile per il pubblico.

P.S. 2 Ancora una volta l’ottimismo made in Maranello era fuori luogo. Devono imparare a non dire niente. Ma proprio niente. Ora spazio ai soliti discorsi, del tipo ci aspettavamo di meglio, ma nel complesso è un buon risultato. Perchè il distacco è di soli 2 secondi e mezzo. Ma da chi?

P.S. 3 Se continua così, Sainz ha già il posto per il 2025. A Maranello.

P.S. 4 A Faenza quando hanno montato la RB 19 devono essergli avanzati dei pezzi.

P.S. 5 Ancora qualche gara, e Nando inizia a parlare. E pure Hamilton.

P.S. 6 I prossimi resoconti saranno fatti da ChatGPT, che funziona benissimo quando c’è bisogno di mettere assieme pezzi già scritti.

F1 2024 – GRAN PREMIO DEL BAHREIN

Con il gran premio del Bahrein si apre ufficialmente la  stagione 2024 del mondiale di F1, che si prospetta con le sue 24 gare e 6 eventi sprint come la piu’ lunga di sempre. Forse sara’ prematuro dirlo ma ci sono buone possibilita’ che questa stagione sia solo una lunga e trionfale passerella per il quarto titolo consecutivo di Max Verstappen.

Eccesso di pessimismo? Aspettative troppo tafazziane verso la nuova stagione? Considerando come e’ finita nel 2023 e come e’ iniziata nel 2024 con i test pre-stagionali, tutto indica che l’olandese non dovra’ neanche sforzarsi troppo per portare a casa il titolo che lo metterebbe a fianco di Prost e Vettel.

immagine da gpfans.com

La nuova RB20, per sua stessa ammissione, ” fa quello che vuole lui” per cui, citando Alonso, e’ gia’ corsa per il secondo posto. Dicevamo della RB20 che sembra la versione riveduta, corretta e potenziata della RB19, aspetto che porta a pensare che possa essere possibile un filotto di 24 vittorie da parte della scuderia austriaca. Newey sembra aver di nuovo spostato il limite del possibile e l’unico granello di sabbia nell’ingranaggio potrebbe essere l’incapacita’ di Perez nello sfruttare al massimo la RB20, progettata per andare incontro allo stile di guida del 33 olandese,  e il famigerato ”Horny-gate” che potrebbe allontanare definitivamente Chris Horner dalla guida del team. Anche se fosse, il vantaggio competitivo sembra cosi’ ampio che solo una improbabile serie di eventi nefasti potra’ mettere in seria difficolta’ la Red Bull.

Ma siamo sinceri, questa stagione,a  meno di clamorose sorprese sembra essere un lungo viatico a quella del 2025 dove sono gia’ stati annunciati cambiamenti che potrebbero essere epocali. Il primo ovviamente e’ Hamilton in Ferrari, una roba incredibile almeno fino all’annuncio ufficiale di qualche settimana fa. Operazione che dal punto di vista sportivo non ha molto senso, molto di piu’ a livello commerciale e di appeal mediatico.  Ma ormai la Scuderia ha da tempo cambiato il suo dna da pura espressione motoristica e sportiva a brand globale con interessi in ogni ambito del lusso. Per Ferrari, considerando anche lo status acquisito nel Patto della Concordia, e’ un’operazione win-win, con buona pace dei tifosi duri e puri che ormai sono in via di estinzione.

immagine da motorsport.com

Una pedina che si sposta ne porta altre a fare lo stesso per cui ecco un Alonso candidato principale a prendere il posto dell’epta in Mercedes per una quadratura del cerchio che ripensando ai tempi del ”Gp2 engine” e’ quasi distopica. Wolff avrebbe poco da lamentarsi in termini di caratura del pilota, probabilmente molto di piu’ in termini umani: non ce lo vedo Alonso fare l’amicone di Wolff.

L’altra pedina da piazzare e’ quella di Sainz che si e’ ritrovato in mezzo ad un gioco piu’ grande di lui. Ancora non si sa bene dova possa approdare ma occhio al sedile traballante di Perez, per una reunion in stile Toro Rosso d’altri tempi. Considerando gli attuali rapporti di forza Red Bull-Ferrari, per lui si e’ chiusa una porta ma si aprirebbe un portone bello grande.

In attesa poi della rivoluzione (?) tecnica del 2026 e del tira e molla di Audi molto se non tutto porta a pensare che il binomio Red Bull-Verstappen possa comodamente arrivare a cinque mondiali di fila. Troppo il vantaggio e l’abilita’ del pilota in un contesto di continuita’ regolamentare e budget cap che lascia pochi margini di recupero, ulteriormente azzoppati da una scuderia che puo’ permettersi a meta’ campionato di pensare gia’ al progetto dell’anno successivo.

C’e’ un pero’ che forse non sara’ granche’ ma almeno lascia qualche speranziella di un lotta un po’ piu’ serrata rispetto a quella vista nel 2023. La nuova SF-24, seppur non proprio un esempio di ardimento tecnico e progettuale, sembra avere le carte in regola per ambire quanto meno a dare piu’ fastidio alla Red Bull e a prenotare il secondo posto tra i team. Sara’ poco ma in attesa di sfoderare nel 2025 la potente arma del ”culo” di Hamilton, e’ gia’ qualcosa…

Di pari passo ma speriamo un po’ piu’ indietro sembrano aver fatto lo stesso Mercedes e McLaren, anche loro in predicato per il ruolo di paggetti del toro austriaco. A loro si potrebbe aggiungere la nuova Visa Cash App RB F1 team ( che nome orribile), in pratica la RB19 con livrea diversa che ha fatto vedere di poter anche lei inserirsi nella lotta, non senza polemiche in termini di know-how condiviso con la sorella maggiore.

immagine da topgearitalia.com

Alonso ha gia’ messo le mani avanti in termini di competitivita’ della sua Aston Martin che non replichera’ lo sfolgorante avvio del 2023. Un po’ perche’ e’ vero e un po’ perche’ la strada che conduce a Brackley va preparata bene e per tempo.

Restano quelle che cenerentole erano e cenerentole sono rimaste in attesa del 2026, cambiando solo nome e livree ma sempre con aspettative piuttosto limitate. Sorvolando sulla discutibile scelta stilistica della Sauber F1 (ciao ciao Alfa Romeo), la palma della piu’ scarsa del lotto quest’anno sembra essere una lotta fra Alpine e Haas, con una leggera preferenza per i francesi.

Per questa prima stagionale  vale l’adagio che saranno competitivi i team che avranno acquisito la maggiore conoscenza possibile di monoposto nuove ancora con molti aspetti da comprendere appieno. Inutile dire che la favoritissima rimane Red Bull, anche se Marko sta gia’ cercando di mitigare lo spauracchio di un dominio a mani basse affermando che, almeno in qualifica, la lotta con Ferrari sara’ serrata. Le indicazioni dei test indicano un pacchetto di mischia Ferrari-Mercedes-McLaren-Visa cash ecc ecc in lotta per il secondo posto con la rossa che si fa preferire per consistenza sul passo gara.

Si corre al sabato per esigenze religiose legate al Ramadam, un po’ come ad Assen nelle moto dove la Domenica non si correva perche’ c’era da andare in chiesa. Paese che vai…

immagine da fiaformula2.com

Si parte giovedi’ con le libere e un occhio attento sarebbe il caso di puntarlo su Andrea Kimi Antonelli che debutta in F2 su Prema. Il frenetico gossip della F1 lo ha gia’ candidato a prendere il posto di Hamilton in Mercedes a partire dal 2025, lui che viene definito ”the next big thing” della F1. Giusto un pelo di pressione per un ragazzo che va forte ma che ha ancora solo 17 anni. Personalmente mi sta molto simpatico, ha un bel carisma e sarebbe bello vedere di nuovo vincere un pilota italiano dopo tanti anni.

*immagine in evidenza da tilke.de

 

IL PUNTO DELLA REDAZIONE (ATTO XII)

Alla fine “alea iacta est”. La tre giorni di test in Bahrein (sede del primo GP della stagione tra qualche giorno) si è dunque conclusa con i suoi inevitabili verdetti. Come ho scritto la settimana scorsa su questa rubrica, una monoposto se è nata bene, per quanto voglia essere nascosta, alla fine emergerà sempre. Questo è vero innanzitutto per la Red Bull la quale, per quanto abbia giocato sui carichi di benzina, potenza motore e assetti gara, è innegabile che anche quest’anno sarà la macchina da battere. Ad essere sinceri, considerando il loro potenziale, dubito che avremo un mondiale meno scontato rispetto all’anno scorso e, purtroppo, ci sono tutti i presupposti affinché si ripeta quanto visto nel 2023. Bisogna dargli atto ai bibitari, indipendentemente dai loro casini (e con Horner ora ne stanno passando non pochi), che il pregio più grosso che hanno è quello di non accontentarsi mai. Adrian Newey ed il suo staff (con Waché come braccio destro innanzitutto) sapevano perfettamente che tutti, a partire dalla Haas fino ad arrivare ai top team, avrebbero copiato la loro soluzione. Adrian sapeva benissimo che se fosse rimasto fedele al progetto legato alla RB19, in un modo o nell’altro, sarebbero stati raggiunti… era solo questione di tempo in quanto la “piattaforma 19” era giunta al limite prestazionale possibile evidentemente. Allora che fa? Mentre gli altri copiano il suo progetto, lui lo cambia (cito testuali parole di Marko) “rivoluzionandolo”. Geniale! Ciò che lascia in mutande è che, mentre gli altri disegnano le loro monoposto in direzione della RB19, i progettisti Red Bull disegnano la RB20 prendendo spunti (scartati anche!) dalle soluzioni delle altre squadre, come i famosi “cannoni” della Mercedes. Per Red Bull è stato un all in, anche se il loro è stato un rischio calcolato, visto e considerato il vantaggio tecnico che hanno sul resto della concorrenza con questo attuale regolamento. A Mylton Keynes hanno abbandonato sviluppi e, quindi, risorse sulla RB19 già in estate, concentrandosi dunque sull’attuale progetto, con largo anticipo. Contro una squadra così com’è possibile vincere? Avevano un progetto vincente che, anche se non avessero cambiato radicalmente, comunque avrebbero avuto il favore del pronostico nel vincere il mondiale che sta per iniziare, visto il campione che si ritrovano in squadra invece, non paghi hanno cambiato tutto, con i risultati dei test che sono sotto gli occhi di tutti e che già spaventano. Il segreto di Red Bull è la stabilità innanzitutto (la stessa che manca da troppo tempo in Ferrari e che forse, bontà sua, il Presidente Ferrari ha deciso di seguire) e la reattività dopo.  Lo hanno dimostrato nel lungo dominio del settennato dominante di Mercedes, quando in Red Bull appunto non vincevano nulla (nessuno è stato mandato via… a differenza di Ferrari!) e poi nel 2021, quando si è presentata l’occasione, si sono fatti trovare pronti reagendo tempestivamente. L’unica “mazzata” che la Red Bull potrà avere, e che comunque potrebbe accusare nel lungo termine, è con il licenziamento del suo Team Principal che, se per una squadra come Ferrari è routine, in casa Red Bull sarebbe qualcosa di epocale dato che Chris è lì da quasi vent’anni ormai. Non voglio entrare nel merito della questione, sia perché in mano non ho nulla se non il “sentito dire” e sia perché non è questa la sede opportuna per parlarne. So solo che la Ford, che deve entrare nel 2026, vuole chiarezza in merito a quanto stia succedendo e, comunque vada, la squadra della bibita energetica non ne esce bene. Horner sta lottando giustamente per la sua innocenza e, nel frattempo, tengono in sospeso tutti (dagli azionisti ai tifosi) e purtroppo le congetture dilagano. Di certo non è stato un buon segno vedere lo stesso Chris ai test, prima con gli abiti da “civile” ed il giorno dopo con la divisa, per ritornare in abiti anonimi al terzo giorno. Questo denota confusione da un lato e, soprattutto, voler gettare fumo negli occhi dall’altro, cercando di guadagnare tempo per un qualcosa che francamente pare già deciso. Red Bull attualmente ha un vantaggio tecnico tale ed una struttura organizzativa così imponente (stabilità), che a mio avviso anche se Horner verrà allontanato, la squadra non ne accuserà il colpo… almeno a breve termine. Bisognerà vedere nel lungo periodo come la squadra saprà reagire, perché se Horner rappresentava un collante in seno alla loro gestione sportiva, ed era colui il quale si occupava di far valere politicamente dentro e fuori la pista la propria squadra, allora si che è possibile che a Mylton Keynes accuseranno il suddetto colpo. Questo sarà da vedere, di sicuro le vittorie che arriveranno già quest’anno (ed anche l’anno prossimo) faranno presto dimenticare tutto all’occhio del popolo, perché ubriacare i tifosi di successi continui è la migliore medicina che c’è.

In questi test bahreiniti, non di sola Red Bull si vive, infatti piacevolmente è emersa una Ferrari solida e sicuramente seconda forza (assieme a Mercedes che si è nascosta?) di questo mondiale che sta per iniziare. A differenza dei bibitari, a Maranello nel progetto, ci sono andati coi piedi di piombo, come si suol dire. Ferrari, infatti, si è presentata in pista con una progetto meno aggressivo, più conservativo, se così si può dire che, sia chiaro, non significa che sia sbagliato. Ferrari aveva bisogno di una piattaforma stabile dalla quale partire, dopo i bocconi amari ingoiati con la monoposto dell’anno precedente (che poi evidentemente tanto amari non erano, visto che sono arrivate pole e l’unica vittoria non Red Bull) e, quindi, da poter sviluppare fino all’anno prossimo in tranquillità. Perché com’è già stato detto su queste righe, considerando la stabilità regolamentare fino al 2025 compreso, e considerando che dal suddetto anno tutti saranno concentrati sulla monoposto 2026, era imperativo presentarsi ai nastri di partenza di questo mondiale 2024 puntuali e preparati, altrimenti si sarebbe passato tutti e due questi anni che ci attendono solo ad inseguire e Ferrari (a partire da Vasseur) non se lo poteva permettere, a maggior ragione che dall’anno prossimo ci sarà anche Hamilton. Almeno da quanto visto ai test, sembra che la missione sia stata compiuta: la SF24 è monoposto molto più reattiva e prevedibile e i piloti lo hanno confermato con le loro sensazioni, a cominciare proprio da Charles che, con i suoi sorrisi prima e le sue dichiarazioni dopo, non ha potuto nascondere la sua gioia nell’avere tra le mani una vettura con la quale, come minimo, ci farà divertire, che poi ci si possa giocare la vittoria questa è un’altra storia. La Ferrari di Vasseur, per sua stessa ammissione, si aspetta di poter vincere cinque GP, che con questa Red Bull, allo stato attuale, è un obiettivo ambizioso. Presto per poter trarre delle conclusioni certe, anche perché la Mercedes di Toto (come ho già anticipato) a mio avviso si è nascosta: infatti, sebbene non abbiano impressionato coi tempi del giro singolo, sul passo gara hanno fin troppo ben figurato. Ferrari è andata più forte perché è stata “costretta” a testare subito i limiti della SF24, per avere riscontri comparativi quanto prima ed ecco perché la Rossa è risultata più in palla. Ormai manca poco, visto che tutto sarà anticipato di un giorno tra l’altro, questo in ossequio al Ramadan che si celebra nel Paese che ospita il primo GP (miei car

A scene from The San Francisco Chronicle newsroom from November 1948.

i appassionati i tempi cambiano… anche se non necessariamente devono piacere!) dell’anno. Per sabato sera avremo già un primo riscontro con relative gioie e delusioni.

Buon inizio di Campionato a tutti.

Vito Quaranta