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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1996

Arrivò così la prima, complicata stagione del Kaiser a Maranello. L’Avvocato Agnelli aveva generosissimamente aperto i cordoni della borsa con l’intento, assolutamente palese, di riportare la Rossa all’iride in modo da rilanciare contestualmente i modelli stradali Ferrari che arrivavano da un decennio pessimo al quale la 355 aveva fatto intravedere qualche spiraglio di luce. Detto doverosamente questo la stagione in oggetto fu la dimostrazione pratica che avere il Kaiser in pista, Todt al muretto ed un budget virtualmente illimitato non andava nemmeno lontanamente vicino a bastare per spuntarla nel WDC/WCC, anzi. Fedele ai salti logici che gli erano tanto cari, e che a dirla tutta erano nè più nè meno di meri “tiramenti di culo” classici di una ex star in netto declino, Barnard butta a mare l’ottima 412T2 in ossequio a diverse sue fisime alle quali può finalmente dar libero sfogo. In primis il pensionamento del V12 in favore del V10: fin qui poco male, di fatto il nuovo V10 da 3 litri era il V12 da 3,5 litri del 1994 con due cilindri in meno come la cilindrata unitaria dimostrò appieno. In secundis l’imposizione di un agghiacciante “cambio scatolato” che, in ossequio a potenziali ed inenarrabili vantaggi aerodinamici sul retrotreno che mai si videro, si ruppe con un frequenza addirittura superiore a quella del sequenziale elettroattuato nel 1989. Irvine che diceva “gearbox” davanti al primo microfono che gli capitava dopo il ritiro divenne presto una consuetudine delle domeniche di gara. Infine, non pago di aver riesumato una linea per le pance in pieno stile F92-A che ci fece gelare il sangue già alla presentazione, l’ex “mago” inglese opta per un’interpretazione ultra-legalista della nuova normativa circa le protezioni laterali alla testa del pilota regalando alla F310 una sezione frontale degna di uno Scania grazie alla presto ribattezzata “poltrona Frau” sulla quale era posizionata la parte del corpo esposta del Pilota. Il tutto, ovviamente, mentre quei filantropi in Williams bypassarono il problema mettendo un paio di alette salvaguardando la penetrazione aerodinamica in barba alla sicurezza della testa del Pilota. Si levarono ovviamente alte le grida allo scandalo per una soluzione che aggirava il regolamento salvo, altrettanto ovviamente, vederla adottarla da tutti l’anno successivo. Quasi dimenticavo: l’ex “genio” opta per un muso basso mentre l’avanguardia della F1 ha già puntato da tempo su un muso alto in modo da massimizzare ed ottimizzare i flussi sotto ad esso. Correrà ai ripari verso metà stagione, peraltro in penuria di pezzi nuovi cosa che vedrà correre in prova in Canada il Kaiser col muso alto ed Irvine con quello basso, ma avrà semplicemente adottato un componente ad una vettura i cui flussi, perlomeno nelle intenzioni, dovevano funzionare in modo diverso. Esauriti i convenevoli (sic) passiamo alla nota più importante della stagione ossia la pietra angolare del Team Building Ferrari posata nell’immediato dopogara di Budapest 1996 ed attorno alla quale verrà costruito il Team vincitutto del nuovo Millennio. Dopo il GP Ungherese, chiusosi con l’ennesimo doppio ritiro (anche se il Kaiser verrà comunque classificato nono, NDR) ovvero 14 ritiri totali su 24 start complessivi, Jean Todt rassegna le sue dimissioni a Montezemolo. Montezemolo le respinge, ordina al Team di far quadrato perchè è un “make or break” senza via di uscita. Nelle ultime quattro gare il Kaiser ne vince due (quelle successive, Spa e Monza) e mette assieme un terzo posto ad Estoril ed un secondo a Suzuka. Un totale di 30 punti contro i 24 di Hill ed i 15 di Jacques sulle loro Astrowilliams. Il tutto con buona pace di chi ha sempre parlato di leggenda metropolitana circa le dimissioni di Todt poi respinte da Montezemolo. Magari qualcun altro avesse fatto altrettanto dopo Abu Dhabi 2010, ci toccò invece vederlo additato come “l’Enzo Ferrari di Imola”. Dei miei marroni, va mo là

THE 1996 AUSTRALIAN GRAND PRIX: MELBOURNE, MAR. THE 1OTH

(IMMAGINE DA MAX F1)

Jacques butta via un weekend d’esordio perfetto con un’escursione alla prima curva durante la gara che lo costringerà a cedere il passo ad Hill. Ritiro per il Kaiser mentre era terzo con Irvine che raccoglie il podio per la Ferrari

THE 1996 BRAZILIAN GRAND PRIX: INTERLAGOS, MARCH THE 31ST

(IMMAGINE DA F1 RACE)

Secondo successo di fila per Hill seguito dalla Benetton di Alesi. Primo podio del Kaiser in Rosso che chiude doppiato di un giro commentando “to finish first, first you have to finish”. Ritiro per Irvine

THE 1996 ARGENTINIAN GRAND PRIX: BAIRES, APRIL THE 7TH

RUBENS BARRICHELO JORDAN PEUGEOT 4TH ARGENTINE GP 1996

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Hill suona la terza davanti a Jacques, al suo secondo podio come Alesi terzo. Nuovo ritiro per il Kaiser e modesto quinto posto per Irvine. Non sarà affatto una stagione facile, anzi

THE 1996 EUROPEAN GRAND PRIX: NURBURGRING, APR. THE 28TH

(IMMAGINE DA WARM UP F1.COM)

Arriva così la prima vittoria di Jacques in F1 di fronte ad un Kaiser che giunge ad un distacco minimo dallo stesso. Primo podio in Benetton per Berger, Hill chiude quarto. Primo ritiro stagionale per Irvine, ne arriveranno molti altri

THE 1996 SAN MARINO GRAND PRIX: IMOLA, MAY THE 5TH

Epica pole del Kaiser che dura fino alla prima variante del Tamburello in gara dalla quale uscirà terzo dietro ad un arrembante DC ed a Hill. Riuscirà comunque a chiudere secondo nonostante un disco freno collassi nell’ultimo giro e lo costringa a tagliare il traguardo con una delle gomme anteriori che si trascina anzichè ruotare. Todt avrà il suo bel daffare col controllo qualità. Vince ancora Hill con Berger nuovamente terzo

THE 1996 MONACO GRAND PRIX: MONTECARLO, MAY THE 19TH

(IMMAGINE DA MOTOR CHICCHE)

Il Kaiser la mette di nuovo in pole grazie ad un giro da leggenda. Domenica però si capisce al volo che non è giornata: piove, al via si fa uccellare da Hill e la tuona contro il rail al primo giro prima ancora di entrare nel Tunnel. La gara è eufemisticamente rocambolesca con Hill prima ed Alesi poi estromessi da cedimenti meccanici con la vittoria saldamente in tasca. Vince Panis su Ligier 15 anni dopo l’ultimo successo dei Blues in F1, sarà anche l’ultimo successo della gloriosa Scuderia francese

THE 1996 SPANISH GRAND PRIX: BARCELONA, JUNE THE 2ND

(IMMAGINE DA SCUDERIAFANS.NET)

La prima vittoria del Kaiser in Rosso è degna di lui, del marchio che lascerà indelebilmente in F1. Un trionfo sul bagnato che annichilisce tutti i rivali senza possibilità alcuna di appello. In prova, sull’asciutto, arranca e si lamenta della scarsa competitività della F310 rispetto sia a Williams che Benetton. Al via, su pista allagata, parte malissimo e rischia di ritrovarsi più vicino a metà gruppo che alla testa alla prima curva. Ma, tempo di trovare il suo ritmo, e non ce n’è per nessuno arrivando a girare anche 5 secondi più veloce del second best in pista ma soprattutto passando i rivali per le posizioni manco fossero dei doppiati. Naturalmente la gara fu la consueta illusione Mondiale per noi Rossi che invece, ovviamente, aprì anzi spalancò le porte alla crisi nera di metà stagione che partì inesorabile già dal GP successivo

THE 1996 CANADIAN GRAND PRIX: MONTREAL, JUNE THE 16TH

(IMMAGINE DA F1 RACE)

Come detto nella prefazione Ferrari porta per la prima volta il muso alto ma il venerdì i pezzi ci sono solo per il Kaiser quindi Irvine gira in modo forzosamente comparativo con quello basso. In gara si schierano entrambi col muso alto ma mentre il Kaiser deve partire dal fondo per un problema di pressione della benzina e poi si ritira per il cedimento di un semiasse ad Irvine tocca addirittura il cedimento di una sospensione. La gara va ad Hill davanti a Jacques ed Alesi

THE 1996 FRENCH GRAND PRIX: MAGNY COURS, JUNE THE 30TH

(IMMAGINE DA MOTOR CHICCHE)

In Francia al Kaiser andò addirittura peggio che in Canada, col tristemente noto ritiro durante il giro di ricognizione che precedette quello di Irvine in gara. Vince nuovamente Hill davanti a Jacques ed Alesi. A Maranello si comincia a pensare che la vittoria in Spagna abbia fatto più male che bene

THE 1996 BRITISH GRAND PRIX: SILVERSTONE, JULY THE 14TH

(IMMAGINE DA F1 RACE)

In terra d’Albione torna alla vittoria Jacques davanti a Berger ed Hakkinen. Nuovo doppio ritiro per le Ferrari esattamente come in Francia ed in Canada: 6 ritiri negli ultimi 6 start. E’ crisi nera

THE 1996 GERMAN GRAND PRIX: HOCKENHEIM, JULY THE 28TH

(IMMAGINE DA F1 RACE)

Vittoria fortunosissima di Hill che non deve far altro che guardare la Benetton di Berger, dominatore della gara, ritirarsi al penultimo giro di una gara condotta imperiosamente fin dalle fasi iniziali. Alesi si classifica secondo con  Jacques terzo e Michael mediocremente quarto. Irvine ritirato

THE 1996 HUNGARIAN GRAND PRIX: BUDAPEST, AUGUST THE 11TH

Hungaroring, Budapest, Hungary.
9-11 August 1996.
Michael Schumacher (Ferrari F310) leads Jacques Villeneuve and Damon Hill (Williams FW18 Renault) with Jean Alesi (Benetton B196 Renault) into Turn 1 at the start.
World Copyright: LAT Photographic.
Ref: 96 HUN 07

Si arriva così alla fatal Budapest dove il Kaiser è costretto al ritiro nelle fasi finali della gara mentre sta portando a casa la pagnotta in terza posizione, staccatissimo dalle Williams dopo esser partito in pole. Irvine si ritira anch’egli facendo così segnare un ennesimo doppio zero alla Ferrari. Come scritto in prefazione questa gara o, pure meglio, il suo ennesimo risultato disastroso segnerà la svolta dell’annata e dell’avventura Rossa non solo per il Kaiser ma anche per lo stesso Todt

THE 1996 BELGIAN GRAND PRIX: SPA, AUGUST THE 25TH

(IMMAGINE DA CIRCUS F1)

Con buona pace di capocomici, fini narratori di anime e millantatori di insiders anche se ammuffiti. Delivered

THE 1996 ITALIAN GRAND PRIX: MONZA, SEPTEMBER THE 8TH

(FOTO DA PINTEREST)

Repetita iuvant (vedasi “cronaca” di Spa, LOL). Anche se qua a Monza il Kaiser ha decisamente più culo che anima visti gli imprevisti di Hill alla prima variante “gommata” e di Alesi al pit

THE 1996 PORTUGUESE GRAND PRIX: ESTORIL, SEP. THE 22ND

(FOTO DA BBC NEWS)

Andiamo al dunque subito: ci han fatto due coglioni così per mesi col sorpasso di Jacques all’esterno del Kaiser all’ultima curva di Estoril in gara. Come si chiamava la terza delle tre Grazie? Esatto, “grazie al cazzo”. Epico sorpasso da parte di una monoposto che in condizioni di gara aveva oltre un secondo e mezzo di velocità in più al giro rispetto a quella che veniva superata. Figuriamoci la differenza di downforce, roba da capottarsi dalle risate. Do molto più credito a Mika per il noto sorpasso a Spa nel 2000 nonostante, per scelte differenti di assetto, passò poco prima alla speed trap in cima all’Eau Rouge a 34kmh in più del Kaiser. Il diplomatico ha sentenziato (LOL)

THE 1996 JAPANESE GRAND PRIX: SUZUKA, OCTOBER THE 13TH

Suzuka, Japan. 11th – 13th October 1996.
Damon Hill (Williams FW18 Renault) sprays the champagne on the podium.
Photo: LAT Photographic/Williams F1
ref: 35mm Transparency 1996Williams20

E bravo Damon! Ad onor del vero hai vinto un Mondiale all’ultima gara guidando un’Astronave giocandotela contro un Rookie come compagno di squadra ma tant’è, hai dato tutto al Team di Grove negli ultimi 4 anni e finalmente raccogli quanto meriti. Peraltro il Team ha già deciso di rottamarti a fine anno e sei pure senza una guida decente per il 1996. Briatore le proverà tutte per mandare a casa Alesi e metterti al suo posto ma tant’è, non ci riuscirà e ti toccherà accasarti in Arrows subendo il più tremendo downgrade di vettura mai toccato ad un WDC in carica se si esclude JS nel 1980 che però era rimasto dove vinse il Mondiale. Ferrari chiude il 1996 col terzo secondo posto del Kaiser al quale si sommano le tre vittorie già descritte e due terzi posti. Ci avessero detto che un anno dopo al momento della verità a mancare sarebbe stato il Pilota e non la macchina nessuno di noi ci avrebbe creduto. Ma questa è un’altra storia

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA RACEFANS.NET)

SALUT GILLES

“Renè, se domani in qualifica la perdo al Terlamen Bocht posso solo sperare che mia madre in Cielo mi accolga a braccia aperte”

Zolder, 7 maggio 1982

Gilles dopo il duello a Digione nel 1979 prese l’abitudine di confidare ad Arnoux quello che poi andava a fare in pista. Al Glen nel 1980 col Mondiale già vinto da Jones ed un quinto posto come “miglior” risultato di quella disastrosa annata ci sarebbe di che pensare a dove portare moglie e figli in vacanza dal giorno dopo la gara. Ma lui non è così, lui vive per l’attimo ed in quel momento ha in testa una cosa sola: provare a vedere se la curva che immette sul Back Straight si possa fare in quinta piena anzichè in quarta. “Io domani ci provo” dice a Renè il venerdì sera. Arnoux dirà poi che quando vide la 312T5 numero 2 sbriciolata contro il rail pensò “nessuno può far quella curva in quinta piena, perchè se non c’è riuscito Gilles non ci può riuscire nessuno”.

Già, Gilles. L’han chiamato “Aviatore” e “Sfasciacarrozze” ma la verità era molto più semplice: lui era incapace di provar paura ed usava la sua pelle come merce di scambio per vedere se fosse stato possibile o meno spostare il limite più in alto, come quella volta al Glen ma anche a Digione 1981 in prova il venerdì o a Baires 1980 in gara. O la domenica a Long Beach nel 1978, oppure ad inizio gara a Jarama nel 1979. Al Fuji nel 1977. A Zandvoort nel 1979. In gara a Silverstone nel 1981 per provare a tenersi dietro Brabham/Williams in confronto alle quali la sua 126CK ha l’efficacia aerodinamica di uno Scania. Ancora nel 1981 sempre in gara a Zeltweg, con la 126CK distrutta alla Bosch-Kurve perchè il suo tremendo telaio non riusciva minimamente a contenere la furia del V6 biturbo Ferrari. A Monaco nel 1978 quando esagerando nel tunnel si tirò dietro l’ira dei “Senatori”. A Long Beach nel 1981 quando, dopo aver masticato amaro un anno intero nel 1980, non appena ebbe il Compressore dietro alle spalle passò da settimo a primo al via salvo mancare completamente il braking point del tornantino e tornare settimo in un amen. O ad Imola nel 1981 quando montò le slick con pista bagnata perchè voleva andare a doppiare tutti salvo finir doppiato lui poichè si rimise a piovere e dovette fare 2 cambi gomme in 3 giri.

Quel giorno a Zolder sulla sua 126C2 c’era montato un set di gomme usate ed il tabellone dei tempi lo dava in settima piazza con Didier Pironi in quinta. Al Terlamen Bocht sono le 13:52 quando Mass si leva di traiettoria per farlo passare solo per scoprire, quando è già troppo tardi, che Gilles era uscito dalla racing line per superarlo. La Rossa wing car vien strappata letteralmente da terra e con ogni probabilità Gilles subìsce la frattura delle vertebre cervicali già al primo impatto del suo muso sull’asfalto, senza l’HANS (che comparirà solo più di 20 anni dopo) il suo collo fa uno “snap” avanti/indietro che gli è fatale. Poi, per non farsi mancare nulla, il sedile viene strappato dalla 126C2 ed il casco dalla sua testa che finisce contro un paletto delle reti di protezione.

Avevo 10 anni e mezzo e piansi per mesi.

Anche oggi che ne ho quasi 50 non ho scampo.

Salut Gilles

 

FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1995

Giunse infine il 1995. Il primo anno senza Ayrton Senna e l’ultimo della cosiddetta Ferrari “vecchio corso” che da quello successivo avrebbe invece intrapreso la strada che, sia pure faticosamente e costosissimamente, non solo l’avrebbe riportata al Mondiale ma avrebbe scritto pagine di dominio che si pensavano irripetibili fino a quando AMG non è arrivata a dominare ancora più nettamente l’era ibrida fin dal suo primissimo inizio. Il Mondiale in se è molto poco interessante: il Kaiser si ritrova per le mani una Benetton che ora monta l’agognato V10 Renault ed il tempo di prenderle le misure (al netto della vittoria in Brasile il suo sarà un inizio in sordina, condito peraltro dall’erroraccio di Imola in gara) e per Hill, che invece partirà bene, non solo non ci sarà più storia ma darà pure prova di una palese inadeguatezza nei corpo a corpo più serrati come gli errori di Silverstone e Monza dimostreranno in modo palese. Il Kaiser, vittima in entrambi i casi, sbollita la rabbia dirà che Damon paga salato non aver corso in Kart e quindi non essersi fatto l’occhio a modo in quella categoria per quanto concerne le ruotate. Benetton vince anche il WCC grazie alle 9 vittorie del Kaiser ed alle 2 dell’ottimo Herbert. Ferrari mette in pista un’ottima vettura, la 412T2 che per l’ultima volta vedrà un V12 di Maranello come propulsore. Alesi vince finalmente il suo primo GP in Canada e potrebbe vincerne pure altri 5 (Argentina, Monaco, Monza, Nurburgring, Suzuka) ma resta sempre vittima di qualcosa che non va per il verso giusto. Incluso il junior team della Benetton, ossia la Ligier, che in Argentina ed a Monaco usa i suoi piloti per proteggere il Kaiser dalla furiosa rimonta di Jean. Ma se a Baires il sorpasso riesce (anche se troppo tardi per andare a prendere Hill) a Monaco invece ci scappa la frittata con Brundle ed è ritiro. Dopo la già citata vittoria di Montreal Alesi chiede il rinnovo a Montezemolo in diretta TV. La Ferrari per tutta risposta sigla un accordo stratosferico in tutti i sensi con Michael Schumacher per gli anni successivi anche se ne da notizia solo quasi due mesi dopo, ossia al GP d’Ungheria. A Monza sulla 412T2 di Jean si rompe un cuscinetto di una ruota mentre sta vincendo in carrozza, ai box piange sulla spalla di Jean Todt. Salvo poi mandarlo a dar via il culo la gara dopo, curiosamente sempre in diretta TV nel dopogara, per via di un evitabilissimo Team Order che lo costringe a non passare Berger ma anzi ad accodarsi. Al Ring guida magistralmente sul bagnato ed è in testa finchè a due giri dalla fine e gomme finite non è sopravanzato dal solito Kaiser mentre invece a Suzuka, altra gara bagnata, è costretto più volte a rimontare fino al ritiro definitivo che lo costringe per l’ultima volta in Rosso a rinunciare ai sogni di gloria. Chiuderà l’annata con un contatto con il Kaiser all’hairpin di Adelaide in gara a seguito del quale rientra ai box ritirandosi lamentando un’imprecisata rottura alla sospensione anteriore. La macchina resterà intatta per volere di Jean Todt fino a fine novembre quando il Kaiser la userà per scendere per la prima volta in pista a Fiorano senza lamentare anomalia alcuna. Anzi dicendo che con quel V12 lui avrebbe vinto il Mondiale con comodo.

THE 1995 BRAZILIAN GRAND PRIX: INTERLAGOS, MARCH THE 26TH

(FOTO DA RACEFANS.NET)

In Brasile senza Ayrton per la prima volta. La gara la vince il Kaiser davanti a DC e Berger ma nel dopogara i primi due vengono squalificati per benzina non conforme al regolamento e la vittoria viene data a Gerhard. Benetton e Williams ricorreranno in appello ed il Kaiser assieme a DC riavranno vittoria e secondo posto ma ai Teams non verranno ridati i punti per il WCC

THE 1995 ARGENTINIAN GRAND PRIX: BAIRES, APRIL THE 9TH

Bella vittoria di Hill con Alesi che viene ostacolato all’inverosimile da Panis mentre sta provando a raggiungere il Kaiser, che poi riuscirà a superare. Qualcuno anni dopo avrà poi il coraggio di lamentarsi delle Sauber che in fase di doppiaggio si levano di mezzo al volo quando vedono Rosso eh

THE 1995 SAN MARINO GRAND PRIX: IMOLA, APRIL THE 30TH

(FOTO DA FORMULAPASSION)

Brutta gara del Kaiser che la stampa malamente lasciando via libera ad Hill che si issa così in testa al WDC. Sarà la sua prima volta da quando corre in F1 ma pure l’ultima per quest’anno visto che già dalla gara dopo il Kaiser ritroverà la quadra e prenderà il largo. Doppio podio Rosso con Alesi che precede Berger

THE 1995 SPANISH GRAND PRIX: BARCELONA, MAY THE 14TH

(FOTO DA TWITTER)

Il Kaiser rimette le cose a posto al Montmelò vincendo imperiosamente davanti ad Herbert e Berger. Solo quarto Hill

THE 1995 MONACO GRAND PRIX: MONTECARLO, MAY THE 28TH

1995 MONACO GP.
The Ferrari’s of Gerhard Berger and Jean Alesi collide with the Williams of David Coulthard at the first start of the race.
Photo: LAT

Come detto nella prefazione gara tremenda per Alesi che viene mandato a muro dal doppiato Brundle mentre era in lotta per la vittoria. Vince il Kaiser che prende il largo nel Mondiale. Secondo Hill, terzo Berger

THE 1995 CANADIAN GRAND PRIX: MONTREAL, JUNE THE 11TH

Finalmente. Fi-nal-men-te. Jean guida magistralmente su asfalto viscido all’inizio e poi su asciutto capitalizzando magistralmente il guasto al cambio del Kaiser che lo costringe a rallentare. Curiosamente il podio lo vedrà assieme ai due piloti che affiancheranno il Kaiser nella sua epopea in Rosso. Uno agli inizi, l’altro durante il quinquennio d’oro

THE 1995 FRENCH GRAND PRIX: MAGNY COURS, JULY  THE 2ND

(FOTO DA PINTEREST)

Il Kaiser rimette le cose in chiaro vincendo alla sua maniera a Magny Cours. I due alfieri della Williams lo “scortano” sul podio

THE 1995 BRITISH GRAND PRIX: SILVERSTONE, JULY THE 16TH

(FOTO DA TWITTER)

Cappella epocale di Hill nel complex del T3 che elimina sia se stesso che il Kaiser. Alesi non riesce a riacciuffare Herbert che così segna la sua prima vittoria in F1. I più giovani ignorano che Johnny-boy era considerato l’astro nascente del Motorsport inglese a fine anni 80 e che la sua carriera fu pesantemente segnata da un tremendo incidente nelle categorie inferiori che lo fece debuttare in F1 nel 1989 ancora claudicante e lo lasciò a vita con una gamba più corta dell’altra

THE 1995 GERMAN GRAND PRIX: HOCKENHEIM, JULY THE 31ST

(FOTO DA FORMULAPASSION)

Il Kaiser centra la vittoria che l’esplosione del V8 Cossie gli negò l’anno prima. Al traguardo precede Hill ed uno straordinario Berger che rimonta dal fondo della griglia fino al podio

THE 1995 HUNGARIAN GRAND PRIX: BUDAPEST, AUGUST THE 13TH

(FOTO DA RACEFANS.NET)

La Ferrari annuncia il Kaiser per il 1996 e gli anni seguenti e lui, magicamente, finisce fuori dai punti in gara. Doppietta d’ordinanza Williams ed altro terzo posto per Berger

THE 1995 BELGIAN GRAND PRIX: SPA, AUGUST THE 27TH

(FOTO DA MOTORSPORT IMAGES)

Il tempo di tornare nella “sua” Spa ed il Kaiser fa vedere al mondo chi è il migliore. Famosissimo il suo stint di gara su slick e pista bagnata nel quale sopravanza Hill su gomme rain. Il tutto partendo sedicesimo per una qualifica infelice. Il Re di Spa è morto, viva il nuovo Re

THE 1995 ITALIAN GRAND PRIX: MONZA, SEPTEMBER THE 10TH

(FOTO DA FORMULAPASSION)

Due Ferrari in testa con mezzo giro di vantaggio sul terzo. La prima perde una telecamera che colpisce la seconda costringendola al ritiro. Poi ha un cedimento meccanico su un particolare di quint’ordine che le costa la vittoria. A noi Rossi son capitate pure domeniche così nel nostro ventennio nero eh

THE 1995 PORTUGUESE GRAND PRIX: ESTORIL, SEPT. THE 24TH

(FOTO DA LAT IMAGES)

Prima vittoria di DC in carriera in una gara nella quale la Williams si mostra superiore alla Benetton ma il Kaiser riesce comunque a sopravanzare Hill grazie ad un caparbio sorpasso al nuovo hairpin. Tristissimo team order di Todt ad Alesi di un’inutilità imbarazzante che comunque scatenerà l’ira funesta del franco-siciliano come descritto nella prefazione

THE 1995 EUROPEAN GRAND PRIX: NURBURGRING, OCT. THE 1ST

(FOTO DA LAT IMAGES)

Peccato, Jean. In una gara corsa in condizioni bagnate prima, miste poi ed asciutte alla fine il nostro Alesi finisce le gomme a 2 giri dalla fine subendo la rimonta del Kaiser che lo priva di quello che sarebbe stato un successo leggendario. Peccato!

THE 1995 PACIFIC GRAND PRIX: AIDA, OCTOBER THE 22ND

Aida, Japan, 20th – 22nd October 1995, RD15.
3rd placed Damon Hill on the podium with winner Michael Schumacher and a soaked Flavio Briatore of Benetton. Portrait. Podium.
Photo: LAT Photographic/Williams F1. Ref: 1995williams29

Vivaddio dopo questa la F1 chiuse con Aida. Doppio trionfo Benetton col WDC ed i WCC messi in bacheca matematicamente con due gare d’anticipo

THE 1995 JAPANESE GRAND PRIX: SUZUKA, OCTOBER THE 29TH

(FOTO DA MOTORSPORT IMAGES)

Nono ed ultimo successo stagionale del Kaiser in una gara che vede il nostro Jean come protagonista assoluto. Finiremo per annoverarla come l’ennesima anzi l’ultima grande occasione persa ma tant’è, poche cose hanno emozionato quanto vederlo correre in Rosso!

THE 1995 AUSTRALIAN GRAND PRIX: ADELAIDE, NOV. THE 12TH

(FOTO DA YOUTUBE)

Nella foto qua sopra Hakkinen è in stato di incoscienza (!!!!) dopo il suo incidente. Verrà tenuto in coma farmacologico per giorni prima di procedere con la terapia necessaria. Il suo ritorno nel 1996 avrà un che di miracoloso ed il bis mondiale 1998/1999 sarà un vero e proprio inno alla vita da parte di un Pilota senza macchia e senza paura. La gara si svolge in un clima da ultimo giorno di scuola con gli alunni ad ingozzarsi di Girelle Motta e Fanta anzichè seguire le lezioni. Il Kaiser e Jean si agganciano all’hairpin e si mandano a cagare dopo il ritiro. DC la tuona contro l’ingresso del box all’entrata del suo pit in gara facendo una coglionata peggiore di quella di Monza quando si girò nel giro di ricognizione. Vince Hill, che sa già di un nuovo compagno di squadra in arrivo per il 1996. Si chiama Jacques, ed il suo cognome per noi Rossi significa Leggenda

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA MOTORSPORT IMAGES)

CIAO BECO

Ciao Beco

Era tanto tempo che volevo scriverti. Ne sono passati di anni eh… ti chiederai perché proprio adesso. In realtà ho sempre pensato che ne avessero diritto prima i tuoi più grandi tifosi, non io.  Io non ero quello che esultava tutte le volte che vincevi, perché quando accadeva le mie rosse ti finivano sempre dietro…

Il primo ricordo che ho di te è un’intervista che ti fece Ezio Zermiani che tu ancora non eri un pilota di Formula 1. Ascoltavo distrattamente la Tv quando ti ho sentito parlare in italiano ed hai attirato la mia attenzione perché lo parlavi bene al punto di sembrare uno dei nostri.

Mi piacevi, ma mi facevi anche incazzare nei tuoi primi anni: le volte che le McLaren e le Williams non vincevano speravo spuntasse una rossa ed invece apparivi tu. Ma ti ammiravo e ti rispettavo smodatamente per questo.

Quando ti diedero la McLaren però ero dalla tua parte e non da quella del francese. Vincevate in continuazione e non se ne poteva più… ma eri il mio preferito tra i due perché eri quello giovane, non avevi ancora vinto un mondiale, ed io tifo sempre per quelli che se la vogliono e se la devono sudare di più..

E a te la fecero sudare eh… ricordi quando te ne tolsero uno vinto sul campo? Già lottavi contro ipocrisie e politica. E non hai idea di quanta ce ne sia oggi in quel mondo, non lo accetteresti. Mi facesti incazzare un anno dopo, anche se in cuor mio ti avevo assolto subito perché lo sapevo che sarebbe finita a quel modo.

Eri dannatamente bravo diamine, come pochi mai visti, ma cominciai ad amarti davvero nel momento in cui finisti di dominare e ti trovasti a combattere contro mezzi meccanici molto migliori dei tuoi, riuscendo a batterli spesso e volentieri..

In questi giorni qui è tutto fermo, sai? E’ arrivato un virus e ci dicono che il mondo cambierà. Di tempo per riflettere e pensare ne abbiamo, ed io ho voluto stare con te per qualche istante dopo tutti questi anni perché manchi… manchi tanto. Lo so è passato tanto tempo forse troppo, ma mi perdonerai.

Pensa che è fermo anche il carrozzone di cui facevi parte… Si, si l’hanno fermato anche se a te sembra impossibile. Ma non lo riconosceresti più. Sapendo come la pensavi già allora non ne faresti parte da un pezzo anche se fossi rimasto qui con noi. E’ cambiato, sembra un altro sport.

Non c’è più il rumore dei motori come ai tuoi tempi. Adesso le monoposto non gridano più, sussurrano perché… sai che ancora non l’ho capito… E l’elettronica? Quella che ti avevano tolto poi l’hanno rimessa e poi l’hanno ritolta e adesso le auto hanno anche le batterie come i modellini radiocomandati…

Com’era la frase che dicevi? “Non esiste curva dove non si possa sorpassare”. Sono cresciuto con in testa questa frase e adesso mi dicono che è una cazzata: hanno un tasto sul volante che gli modifica l’alettone e passano solo sul dritto, quindi le curve non servono.. Il mondo alla rovescia amico mio, tutto al contrario.

Ti ho già rubato troppo tempo ma ti faccio una piccola confessione prima di lasciarti andare. Sono venuto tante volte ad Imola dopo quel cazzo di giorno. Sono passato da quella curva girando per quel circuito centinaia di volte in questi anni, ma non ho mai avuto il coraggio di guardare quel muro, di fermarmi a salutarti laddove ti hanno fatto una statua. Mi scuserai per questo, ma sono certo che piangerei come quel giorno di tanti anni fa e come sto facendo adesso. Perché tu non lo potevi sapere ma eri un mio amico.

Adesso ti lascio chiedendoti un’unica cosa…salutami tutti gli altri…tu sai chi.

Firmato

Uno che ti voleva bene

 

(immagine in evidenza tratta da newatlas.com)

FORGHIERI AL BAR MOTORSPORT

In questo periodo l’astinenza da “competizione” aguzza spesso e volentieri l’ingegno. Al di là del proliferare delle varie gare virtuali sulle quali i giudizi sono contrastanti, ho avuto la fortuna di imbattermi per caso nelle dirette che Thomas Biagi sta facendo su YouTube a Facebook il lunedì sera.

(Immagine tratta da giornalesm.com)

Con pochissimi mezzi a disposizione e grazie alle sue conoscenze nel mondo delle corse Thomas è riuscito ad “inventarsi” il Bar Motorsport, un bar virtuale dove invita personaggi storici che possono parlare a braccio, senza una vera scaletta e con domande che possono essere fatte in tempo reale dal pubblico che interagisce in diretta da casa. Da questa settiman è anche riuscito ad aggiungere quel tocco di femminilità che mai guasta, anzi, visto che si parla di Veronique Blasi.

Mi permetto di scriverne perché ho trovato veramente appassionante il fatto che gli invitati parlino senza troppe formalità, raccontando la parte bella delle corse, gli aneddoti che giocoforza non possiamo conoscere e che raccontati ad anni di distanza dai diretti protagonisti hanno un sapore speciale.

E arriviamo al punto di queste righe, ovvero i racconti di Forghieri. Lunedì 27 aprile Biagi è riuscito ad avere proprio Furia che fino a quando è riuscito ad essere in collegamento, ha raccontato qualche perla delle sue. A sorpresa Thomas ha messo dentro anche il mitico Ezio Zermiani che ha aggiunto un po’ di sale e che nelle prossime settimane sarà protagonista di una puntata dedicata.

SERATA PANATHLON ALLA MASERATI

(Immagine tratta da Formulapassion)

Sentire raccontare le storie dall’Ingegnere è sempre emozionante. La sua voce ti affascina, ti porta indietro nel tempo, di fa tornare quello che nelle asettiche corse moderne spesso latita… LA PASSIONE.

Bello l’episodio raccontato di quando a Daytona si ritrova con un’auto distrutta al venerdì con il personale da mandare a riposare in vista della 24h. Chiede un uomo in aiuto a Chinetti (importatore Ferrari per il Nord America), che gli da un carrozziere per aiutare a ricostruire l’auto in una notte. Missione compiuta e Forghieri, non sapendo quanto dare al tecnico gli da 200$ che poi dovrà “giustificare” al Vecchio. A lui sembrò una spesa folle, salvo poi trovare in aeroporto il carrozziere che ripartiva da Daytona con il suo Jet privato.

(Immagine tratta da pinterest)

Anche Zermiani è stato “magnanimo” raccontando di quando dal Sestriere chiese un passaggio in elicottero a Gilles. Doveva andare a Torino nella sede Rai per montare il servizio che aveva appena finito di girare. Appena salì sull’elicottero vide una serie di cartine e mappe stradali e chiese a Gilles il motivo per cui le tenesse. Il canadese gli rispose candidamente come al solito: ho appena cominciato a volare e non so ancora come orientarmi, quindi seguo dall’alto le strade che percorrerei in auto…

Peccato che il collegamento con Furia si sia interrotto ma guardate il video: è una forma di espressione genuina molto distante da quello a cui la TV “preparata” ci ha abituato da ormai troppo tempo, ovvero lo spettacolo senza la passione. Qui io ne ho ritrovata. E il Bar Motorsport ha promesso che l’Ingegnere ritornerà con un altro appuntamento dedicato appena sarà possibile.

 

Per questo grazie a Thomas Biagi che lunedì prossimo ha in programma una nuova puntata con ospiti a sorpresa del passato.

A voi i commenti, grazie

Salvatore Valerioti

(immagine in evidenza tratta da CircusF1)