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F1 2025 – GRAN PREMIO DI CINA

Andato male l’ultimo esame? Niente paura, c’è subito l’esame di riparazione. Certo poi il problema è se anche questo non dovesse andare bene ma meglio non pensarci per il momento.

Deve essere più o meno questo il mood con cui tanti team e in testa Ferrari si approcciano al weekend di gara cinese: un vero e proprio esame di riparazione. Troppo brutto quello australiano che con tutta probabilità non rende merito di tutto il lavoro fatto in inverno dalla Scuderia, al netto di una monoposto che comunque non è certo il punto di riferimento.

Certo questa volta se i piloti se ne usciranno dopo le prove libere che “hanno dovuto perdere volontariamente competitività” allora saranno guai ma intanto non dovrebbe piovere e c’è la possibilità di mettere in piedi un weekend pulito, lineare, si spera con qualche soddisfazione.

immagine da carx.it

Come detto per il GP inaugurale, il mondiale si vince evitando di prendere topiche clamorose. Ecco Ferrari è già a quota uno, considerando la sciagurata decisione di rimanere fuori con pioggia battente e vanificando un possibile 4/5/6 posto. C’è anche da ricordare come finì la stagione 2022 a fronte di un gp australe dominato da Leclerc, quindi calma e gesso.

Detto ciò c’è molta curiosità su cosa potrà dire il weekend in terra cinese in termini di valori in campo sull’asciutto. Favorita non quotata ovviamente McLaren che sembra davvero aver messo in pista un’arma totale. Vediamo se Piastri farà ancora un regalino al suo team mate oppure ci sarà lotta vera sempre scandita però dalle papaya rules.

immagine da 1000cuorimotori.it

Alle loro spalle cercano conferma Mercedes e Red Bull che hanno già ampiamente affilato le armi in termini di sospetti nei confronti del team di Woking, sia sul lato gestione gomme sia in quello delle ali flessibili. Per team che nel recente passato hanno ampiamente fatto ricorso a soluzioni diciamo piuttosto controverse è un bel contrappasso, o per essere più prosaici, hanno davvero una bella faccia di guano ma tant’è, altrimenti non si chiamerebbe circus.

In Cina anche tanti piloti cercano un’occasione di riscatto, dai rookie a quelli più navigati. Il povero Hadjar si è già preso del piagnone da Marko e non è un bel viatico per la sua carriera in F1, gli altri a parte Antonelli hanno fatto tutti piuttosto male, vediamo chi uscirà da Shanghai con un bel voto.

immagine da planetf1.com

Tra i più attempati come non citare Alonso e Hamilton. Il primo uccellato da Stroll (e ho detto tutto), il secondo che è rimasto sul prudente in un weekend in cui sia la macchina sia i box gli hanno fatto capire che, al confronto con gli ultimi anni Mercedes, questo 2025 potrebbe essere molto più complicato. Se anche i giornalai della tua terra natia ti trattano come il vecchio riccone alle prese con il gran tour emiliano-romagnolo, è evidente capire l’aria che tira. Tempo poche gare e se continua così anche quelli italici ci sguazzeranno come i maiali nel trogolo.

Chi invece sembra in gita premio è Verstappen, che sembra correre con una rinnovata leggerezza data dal fatto che la sua Red Bull non è certo lo stato dell’arte. Meno pressione, stesso talento, ottima gara inaugurale. Se la Red Bull si riprende saranno, al solito, volatili per diabetici per tutti.

In Cina asfalto nuovo e solita evoluzione della pista che potrebbe fare vittime illustri. Non fatemi dire sempre i papabili che tanto li sapete già. A questo si aggiunge anche una direttiva FIA sulle ali flessibili che promette di fare molte vittime, gli ingegneri avranno di che divertirsi.

Cosa augurarsi da questo secondo GP dell’anno? Potrebbe portare la classica buona e cattiva notizia. Quella buona è che la SF-25 non è quella ciofeca vista in Australia (piloti compresi), quella cattiva (per tutti) è che la McLaren potrebbe già aver ammazzato il campionato.

Mal comune mezzo gaudio? Boh, forse per Verstappen che si divertirà a lottare nel gruppone come ai bei tempi, per altri decisamente no, considerando come era finito il 2024. Poi certo c’è sempre Alonso che resiste aspettando finalmente di guidare la macchina di Newey, della serie: stai attento a quello che desideri perchè potresti ottenerlo. Questo diceva Wilde. Più terra terra padre Maronno (per chi non lo conoscesse dieci minuti di vergogna) che potrebbe chiosare con un “E se poi te ne penti?!”

 

immagine da youtube.com

Purtroppo devo aggiungere in calce anche una notizia spiacevole, la morte di Eddie Jordan, fondatore della omonima scuderia che nel 99 accarezzò il sogno mondiale con Heinz Harald Frentzen e fece debuttare un giovanissimo Michael Schumacher nel 91. Portato via da un brutto male, come ce ne fossero di belli, ha fatto la storia della F1 in quelli che molti ricorderanno ancora come gli anni ruggenti e ruspanti della F1. Altra era, altra gente, chissà se la passione è ancora quella.

*immagine in evidenza da mundodeportivo.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO D’AUSTRALIA

Sembra finita ieri eppure è già arrivato l’inizio della nuova stagione di F1, anno 2025, l’ultimo prima dell’ennesimo cambio di regolamenti e di una (molto) teorica rivoluzione dei valori in campo.

Si riparte come da tradizione dal circuito dell’Albert Park di Melbourne, con orari di partenza che rimandano ad altri tempi in cui forse ci si divertiva di più anche se non ne sarei così sicuro.

Si riparte da cosa? E soprattutto con quale spirito (inteso quello di chi guarda le gare)? La risposta alla prima domanda è facile facile, per la seconda forse un pò meno, ma andiamo con ordine.

immagine da it.motorsport.com

Volendo guardare alla parte finale della stagione 2024 e ai test pre stagionali, troppo facile dire che la McLaren sembra la Red Bull dei mondiali 2 e 3 di Verstappen: veloce sul giro secco, devastante nel passo gara, detentori del titolo costruttori quindi non si può dire che non abbiano imparato a vincere. Ok, quindi tutto finito? Ovviamente no perchè poi le gare riservano sorprese e valori mutevoli in base alle condizioni del momento per cui possiamo dire che il padrone c’è ma ci sarà (si spera) anche lotta. E poi, onestamente, mi sta più sulle palle la McLaren e i suoi piloti che tutti gli altri team messi insieme per cui spero che perdano un mondiale che molti reputano già in tasca.

Si parlava di lotta e chi sembra essersi estraniato da essa è proprio il team del quattro volte campione Verstappen. Le (grosse) avvisaglie c’erano già state l’anno scorso e i test 2025 hanno confermato questo andazzo, con un Verstappen piuttosto contrariato. Ci sarà da limitare i danni nella prima parte di stagione per cercare di recuperare pian piano una rinnovata competitività ma quest’anno c’è un Newey in meno, un Horner che rischia di pagare ancora il suo essere “horny” e un Marko che parla come fosse al bar sport. E soprattutto un olandese in cerca di altri lidi…

immagine da f1sport.auto.cz

Ed eccoci arrivati alla beneamata Scuderia Ferrari che, come ogni anno rinvigorisce nello spirito e nel gradimento finchè le bocce sono ancora ferme. Progetto valido nel 2024 ma azzoppato dal solito sviluppo a gambero e da una serie di azioni autolesionistiche non banali, si ripresenta con una macchina evoluzione della 2024, forse anche troppo. Nuova geometria delle sospensioni anteriori che sembra abbia bisogno di una certa curva di apprendimento che i tecnici sperano sia veloce. Al momento si potrebbe dire bene ma non benissimo ma non mi preoccuperei più di tanto, anche perchè vale sempre lo stesso concetto: se non puoi vincere cerca almeno di non fare cazzate e i mondiali si vincono con gli sviluppi. Ecco appunto, non mi preoccuperei finchè questi non si palesano.

Mercedes quest’anno dovrebbe farsi preferire un pò di più anche solo per il fatto di aver messo in macchina un giovane pilota italiano di cui si parla molto bene. Chissà che dopo anni non si torni a vincere una gara proprio grazie ad Antonelli. La cosa fastidiosa è che sembra che al momento Ferrari e Mercedes siano più o meno sullo stesso livello. Si vedrà anche se riaffora già quella sgradevole sensazione di deja vù, sensazione che ricompare ogni volta inquadrano Wolff e Russell, due che proprio non mi vanno giù.

immagine da racingnews.365.com

Finite le fantastiche quattro è il momento dei wannabe e forse in cima quest’anno c’è la Williams, forte di una struttura tecnica finalmente adeguata e di un Sainz che ha lasciato tanti estimatori a Maranello.

Aston Martin è nell’ennesima stagione di transizione anche perchè tutti aspettano i frutti del lavoro del genio Newey già immortalato al lavoro col suo fidato tecnigrafo. Quindi ok il 2025 ma gli sforzi maggiori sono rivolti al 2026, stagione in cui Alonso ne farà 44. Incredibile come una persona intelligente come lui non abbia ancora trovato cosa fare da grande. Piccola considerazione personale: ma dopo venti e passa anni di professionismo non ti sei ancora rotto le palle di tutto il carrozzone?

Tra gli altri curiosità per quanto riguarda la Sauber ormai Audi che guarda al 2025 come trampolino per il 2026. Il nuovo Dt Binotto anche detto ditino sta lavorando per costruire un team vincente, sperando per i tedeschi che non voglia decidere anche i turni di pulizia dei locali di Inwil.

Menzione di demerito per Haas solo per il fatto di aver ingaggiato Ocon e mentre per Alpine solo applausi per averlo mandato via. Poi vabbè Alpine ritorna sul fondo della classifica del gradimento quando vedi chi la gestisce, l’ex bannato Briatore. Da queste cose si vede come il concetto di inclusività in F1 ha fatto passi da gigante, anche troppo.

Per quanto riguarda i piloti, si notano tante facce nuove tutte da verificare in quanto a capacità in pista. Se su Bearman e Lawson possiamo avere già delle certezze seppur parziali, i vari Hadjar, Bortoleto, Dohann e Antonelli, con i dovuti distinguo, sono tutti da scoprire. Mentre Antonelli sembra già un predestinato (quanta sfiga che porta questo appellativo), si parla benissimo di Bortoleto, mentre Hadjar e Dohann sembrano quelli più debolucci per motivi diversi: il primo verrà giudicato da Marko, il secondo ha già la spada di Damocle di Briatore e Colapinto sulla testa. Ottimo modo di cominciare la carriera in F1.

Sulla prima gara di stagione i luoghi comuni e il maniavantismo si sprecano, così come tutto e il contrario di tutto: Albert Park circuito atipico, andrà bene McLaren perchè è la macchina migliore, no saranno tutti vicini perchè il tracciato non è selettivo, il risultato finale dirà poco dei valori in campo ecc ecc ecc.

Di sicuro i 25 punti al vincitore valgono come quelli di qualsiasi altro Gp e quindi si torna a quanto detto in precedenza: se non puoi vincere allora cerca di salvare il salvabile e non fare scemenze, che poi questi sono i famigerati punti che puoi rimpiangere alla fine dell’anno (vero Ferrari?). Ah, sembra che la domenica di gara sia prevista pioggia…a proposito di errori da evitare a ogni costo.

Quindi eccoci alla partenza della circo che quest’anno conterà 24 fermate. E veniamo alla seconda domanda. Personalmente, data la lunghezza e la prospettiva di un possibile dominio McLaren sono già stufo ancor prima di cominciare. Speriamo che la Scuderia e i suoi piloti, un Antonelli o un Verstappen in versione destruction derby possano farci divertire perchè se speriamo che ci emozionino Norris e Piastri, ciao core…

Ultima domandina facile facile: meglio una stagione da protagonisti ma perdendo il mondiale sul filo di lana con Leclerc oppure vittoria del titolo con Sir Lewis Hamilton? Io non ho dubbi, in questo la penso come il Drake. Buon mondiale a tutti.

*immagine in evidenza da formulacritica.it

Rocco Alessandro

F1 2024 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

Alla fine ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati all’ultima puntata della serie tv sportiva targata F1, puntata 25 di 25 e ci siamo arrivati con ancora (?) un mondiale costruttori da assegnare.

Il tutto si giochera’, e visto gli ultimi accadimenti sembra proprio un giochino creato ad arte, sul tracciato Yas Marina di Abu Dhabi. Ventuno i punti che separano Ferrari da McLaren che ha fallito un match point abbastanza comodo lo scorso weekend in Bahrain.

immagine da sportstar.thehindu.com

Ventuno punti. Tanti? Pochi? La logica dice che la squadra di Woking e’ ancora la netta favorita non tanto perche’ si puo’ accontentare di non rischiare e di piazzarsi sul podio o a ridosso di quest’ultimo ma perche’ la Ferrari e’ praticamente costretta a fare doppietta e considerando lo storico che ha a Yas Marina  e la sua matrice genuinamente autolesionista, sembra davvero una mission impossible.

Comunque, al solito la pista parlera’, magari con qualche intervento dalla regia e sapremo se dopo 26 anni il titolo costruttori tornera’ a Woking. Ovviamente, trattandosi di un circuito piuttosto insulso ci saranno altri pretendenti alla vittoria e a complicare la vita dei due contendenti.

Verstappen vorrebbe chiudere con una vittoria, giusto per prepararsi bene al 2025. In Mercedes sono in buona forma e si apprestano a chiudere l’era Hamilton, pronto per l’ottovolante rosso e di sicuro proveranno a inventarsi qualcosa. Quindi il weekend si annuncia piuttosto teso e, come spesso accade in questi casi, vincera’ chi sbaglia meno e chi avra’ piu’ fortuna, insomma non proprio la zona di comfort della Ferrari.

Anche Alpine e Haas si giocano ancora qualcosa cosi’ come Racing Bulls ma i punti a disposizione per eventuali ribaltoni sono pochi e difficile che la classifica cambiera’ piu’ di tanto.

immagine da haasf1team.com

Ultimo giorno di scuola quindi che ci da’ l’opportunita’ di fare qualche considerazione spicciola su cio’ che e’ e cio’ che sara’ in divenire:

– ho appena letto ( che poi la notizia sia fondata o meno e’ un altro discorso) che la F1 e’ lo sport piu’ popolare (gulp!) al mondo con ben 750 milioni di fan, di cui il 41% donne e con una forte crescita in medio oriente. Sara’ ma io ricordavo che prima della F1, in quanto a numeri vengono calcio, cricket, pallacanestro, hockey su prato (!!!), tennis, pallavolo e finanche il ping pong (quest’ultimo con 900 mln di appassionati). A parte questo e’ vero che il circus a quattro ruote diventa sempre piu’ popolare. Il problema con la F1 e’ che piu’ diventa popolare meno importanti sembrano essere i tecnicismi e la competizione e sempre di piu’ (importanti) lo spettacolo ed eventualmente il dramma, la polemica, la lite. Anche in questo caso obbiettivi raggiunti, complimenti a Liberty Media.

– il quasi otto volte campione Hamilton che arrivera’ in Ferrari sara’ quello del Bahrain o quello visto in gara a Las Vegas? La domanda e’ tutto sommato sciocchina  e tendenziosa ma la cosa piu’ importante e’: sara’ la stessa domanda che si stara’ facendo Vasseur? Ad Elkann la cosa non interessa piu’ di tanto, anche perche’ da un certo punto di vista l’arrivo di Hamilton non fara’ che bene al brand e ai conti. Lo sport e’ secondario. Detto cio’ io sono e resto particolarmente curioso di come sara’ il canto del cigno dell’epta.

– il sedile di Perez, nonostante la lauta mancia che si porta nel portafoglio sembra molto piu’ traballante del solito. Davvero l’anno prossimo Verstappen avra’ un nuovo pilota da bullizzare? Oppure il soldo fara’ valere le sue ragioni?

– in molti indicano il 2025 come l’anno buono per Ferrari e dal 2026 un nuovo dominio Mercedes causa PU fantasmagorica. Secondo voi quale delle due ha piu’ probabilita’ che si avveri?

-il calendario 2025 sara’ di 24 gare piu’ 6 sprint race, quindi gia’ meglio rispetto a quest’anno ma sempre tante, troppe.  Il problema vero e’ che Ocon sara’ in griglia anche l’anno prossimo.

*immagine in evidenza da pexels.com

Rocco Alessandro

F1 2024 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Ultimi due appuntamenti per il mondiale di F1 e iniziamo col dire che ne avrei(emmo?) fatto volentieri a meno. In primis perche’, a costo di essere ripetitivi, 25 gare piu’ 6 sprint race sono davvero tante, troppe e poi si corre su circuiti che non aggiungono granche’ al racconto di questa stagione.

intendiamoci, circuiti inutili come quello di Las Vegas che almeno ha avuto la fortuna di consacrare per la quarta volta consecutiva Max Verstappen, che entra cosi’ in una ristretta cerchia di eletti.

Assegnato il titolo piloti resta quello dei costruttori che, alla luce degli ultimi avvenimenti, solo un cataclisma potra’ non far si’ che venga vinto dalla McLaren.

immagine da liberoreporter.it

I motivi sono due: 24 i punti di vantaggio sulla Ferrari a due gare piu’ una sprint dalla fine e una pista, quella di Losail sulla carta molto piu’ favorevole alla squadra di Woking piuttosto che quella di Maranello.

La Ferrari ha sprecato una bella occasione a Las Vegas, in verita’ piu’ per colpa di una Mercedes rinata che per colpe proprie, e purtroppo, come gia’ detto in passato, deve rimpiangere amaramente il blackout occorso dopo il Gp di Montecarlo, quando ha infilato una serie di controprestazioni al limite dell’imbarazzante. Niente e’ ancora deciso ma un harakiri McLaren a Losail appare alquanto improbabile.

In teoria anche Red Bull e’ ancora in gioco ma i punti di distacco in questo caso sono 53 e, considerando che corrono in pratica con una macchina sola, rappresentano una sentenza.

Se vogliamo c’e’ anche un mini campionato costruttori che vede tre team, Haas – Alpine -Racing Bulls, racchiusi in quattro punti. Molto probabile che ci sia piu’ lotta tra questi tre piuttosto che tra i due top team davanti.

immagine da gpkingdom.it

Detto cio’, speriamo almeno che la pista di Losail regali una gara quanto meno avvincente, cosa che storicamente e’ avvenuta spesso. Inutile dire che gli sguardi sono gia’ rivolti alla prossima stagione in cui ci saranno tanti cambiamenti, uno su tutti l’arrivo a Maranello di Lewis Hamilton.

Come gia’ detto, l’operazione sembra piu’ economico-commerciale che squisitamente sportiva ma per un brand globale come Ferrari e’ un qualcosa di normale, anzi direi logico.

Certo dal punto di vista sportivo restano forti dubbi considerando che si manda via un ottimo pilota come Sainz per prendere un quarantenne che (forse) ha gia’ dato il suo meglio ma, come al solito, sara’ la pista a parlare.

L’operazione avra’ comunque i suoi lati positivi a prescindere, come quello di dare un valore definitivo al livello di Leclerc. La logica dice che, considerando eta’, abilita’ e ruolo consolidato all’interno del team non dovrebbe avere grosse difficolta’ a battere Hamilton ma se pensiamo che quest’ultimo non e’ di certo l’ultimo arrivato, sa giocare bene dal punto di vista psicologico e ha tutta l’intenzione di provare a vincere l’ottavo titolo, la lotta potrebbe essere piuttosto serrata.

immagine da motors-addict.com

Personalmente sono curioso, anche perche’ alla fin fine tutto dipende dal carro che avranno sotto il sedere, altrimenti diventa una lotta tra poveri come piu’ volte successo negli ultimi anni.

E anche per un altro motivo: Leclerc e’ in F1 dal 2018, in Ferrari dal 2019, tradotto sono sette stagioni. Al di la’ delle vittorie ottenute o quelle perse per strada, quello che il monegasco sembra non avere ancora acquisito e’ la freddezza e la gestione di alcune situazioni di gara e all’interno del box, in pratica proprio gli aspetti che al momento fanno si che la sua carriera e quella di Verstappen si allontanino come due rette divergenti, e non parliamo solo di titoli e statistiche.

Leclerc sembra (sembrava?) appartenere al cesto di quelli buoni buoni (vedi Verstappen) ma una certa immaturita’ di base ed eccessiva emotivita’ sembrano ancora minare il suo potenziale. Per dire, Sainz al suo confronto non ha sfigurato e, con tutto il bene che si puo’ volere allo spagnolo, non stiamo parlando di un fenomeno generazionale.

Per Leclerc quindi suonera’ la campana nel 2025, si spera per lui che non suonera’, sportivamente parlando, a morto. Poi tutto il resto, tutto il bailamme che Hamilton si portera’ dietro, a torto o a ragione, contera’ zero. Il cronometro sara’ l’unica pietra di paragone.

*immagine in evidenza da promoracing.it

Rocco Alessandro

F1 2024 – GRAN PREMIO DI LAS VEGAS

Eccoci (finalmente) al conto alla rovescia finale di questo mondiale 2024, terz’ultimo gp che si corre a Las Vegas, sull’omonimo street circuit.

Avremmo voluto arrivarci con un mondiale piloti ancora in bilico e invece Verstappen ha pensato bene di dare una lezione di guida in Brasile mettendo la definitiva ipoteca sul suo quarto mondiale consecutivo. Una vittoria senza appello per gli altri alle prese con macchine piu’ o meno inguidabili e abilita’ di guida sicuramente inferiori.

immagine da automagazine.pt

Ora i punti di vantaggio dell’olandese volante sono 62, una enormita’ a tre gare dalla fine e che vede la tappa di Las Vegas teatro del primo match point. Improbabile che Max riesca a chiudere la questione gia’ in Nevada ma lo stato confusionale in pista e post gara brasiliana di Norris potrebbe renderlo possibile, speriamo per lui che queste tre settimane di stop abbiano avuto l’effetto di riportare un po’ di equilibrio e grinta all’inglese che ha dovuto semplicemente constatare di non essere ancora pronto per l’iride.

Il gp di Las Vegas si classifica nella categoria dei circuiti atipici, per disegno e condizioni atmosferiche. In pratica sono tre lunghi rettilinei connessi da una serie di curve medio-lente, non proprio il massimo dell’esperienza di guida, il tutto condito da temperature atmosferiche che si attesteranno tra i 10 e i 15 gradi celsius.

Ecco, quest’ultima non e’ proprio una bella notizia per la Ferrari e le sue speranze di conquistare il mondiale costruttori. E’ risaputo che la Rossa non ama le temperature basse, cosa che potrebbe dare grossi problemi in qualifica in quanto non riesce facilemente a scaldare le gomme e in gara in termini di scivolamento e graining.

immagine da livegp.it

Il circuito ricavato dalle ”strip” di Las Vegas impone una configurazione aerodinamica a basso carico, un utilizzo importante della PU, grande stabilita’ in frenata e trazione in uscita dalle curve. Le basse temprature saranno una sfida per tutti i piloti che dovranno cercare di non perdere troppa temperatura di gomma nei rettilinei tra una curva e l’altra, con il basso carico aerodinamico che non aiutera’ di certo.

Si diceva che la Ferrari possa essere la grande favorita, lo stesso Sainz l’aveva messa tra le piste piu’ favorevoli ma ci sara’ il grosso ostacolo legato alle temperature.

Di queste problematiche potrebbero avvantaggiarsi sia McLaren che Red Bull, meno condizionate dalle temperature basse. In casa McLaren forse e’ un bene che il mondiale piloti sia ormai archiviato cosi’ da dedicare ogni energia a quello costruttori.

immagine da metronews.it

Dall’altra parte invece, tirato il grosso sospiro di sollievo in Brasile, Verstappen potra’ approfittare con meno pressione di ogni occasione favorevole che si presentera’ e siamo sicuri che non si fara’ grosso scrupolo a sfoderare nuovamente la sua guida aggressiva nei corpo a corpo.

Come detto la pista anomala associata alle particolari condizioni atmosferiche potrebbe portare a qualche sorpresa su chi potra’ puntare ad un gran risultato e chi no. Da mettere in conto anche, trattandosi di un circuito cittadino, la possibilita’ di una o piu’ safety car che potrebbero sconvolgere le tattiche di gara e relativi pit stop.

Inutile raccontarsela, il gp di Las Vegas e’ piu’ che altro un enorme spot che la F1 gira nella terra dei  loro attuali proprietari e proprio nella citta’ piu’ iconica in termini di show business. L’ennesimo obolo da pagare per un avvenimento che e’ sempre meno sport e sempre piu’ intrattenimento, ”esperienza”.

Probabilmente e’ anche giusto che sia cosi’, lo sport di questi tempi e’ sempre piu’ ‘hype’ e meno contenuti, si vogliono massimizzare i guadagni e l’esposizione mediatica. Poco importa delle manovre piu’ o meno lecite dietro le quinte che indirizzano il successo verso l’uno o l’altro concorrente.

Il circus e’ sempre stato una lotta all’ultimo sangue se si guarda agli imbrogli e al vantaggio da capitalizzare, soprattutto se irregolare, la storia di questo sport ne e’ piena, dai tempi delle benzine ‘speciali’ fino alle ali flessibili di quest’anno. La narrazione e’ quella che conta, accontentare un’aspettativa, avere il giusto numero di highlights da ritwittare sui social.

immagine da formulalibera.it

Inutile fare i bacchettoni, e’ giusto cosi’. Non e’ sport? Forse un tempo c’erano altri personaggi, altri piloti e il brivido del vero pericolo? Sono d’accordo ma sono discorsi da boomer. Sport  non lo era neanche prima e anche e soprattutto gli appassionati di vecchia data lo sanno. E’ cambiata la forma e il focus dell’intrattenimento ma alla fine sempre li’ siamo, un giochino quasi vero, quasi giusto, sicuramente manipolato ma giusto quel poco che lo rende ancora piu’ affascinante e vendibile. Oggi e’ diventata una grande serie tv da 25 episodi, ognuna con le sue sottotrame e colpi di scena. L’unica cosa che non cambia e’ che la Ferrari vince poco.

*immagine in evidenza da visitlasvegas.com

Rocco Alessandro