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VERSTAPPEN NON VINCE A BARCELLONA

Ci vuole della costanza a dare battaglia ad uno che, il giorno prima, ha raggiunto 100 pole in carriera e ti ha bastonato nelle ultime due gare nonostante, a parere di tutti, tu abbia la macchina più veloce. Ma Max è Max, il futuro pluricampione del mondo per il quale il tempo stringe, e deve fare presto a riportarsi in pari col lavoro.

E il suo muso è lungo quando, al sabato, perde la pole per soli 36 millesimi. E, per di più, si trova da solo fra le due Mercedes, con il suo compagno Perez qualche fila indietro.

La strada da percorrere verso la prima curva è lunga, e quando si spengono i semafori Verstappen parte a fionda ed entra di forza alla prima curva, mandando largo Hamilton e prendendosi la prima posizione. Dietro, Leclerc, partito anch’egli molto bene, svernicia all’esterno Bottas e si porta in terza posizione.

I primi 8 giri trascorrono tranquillamente, coi primi quattro ben distanziati, poi l’AlphaTauri di Tsunoda si ammutolisce all’esterno di curva 10, ed è necessario l’intervento della Safety Car. Fra i primi dieci, nessuno si ferma, è troppo presto.

Alla ripartenza, Hamilton non ne approfitta, e nulla cambia per diversi giri. Barcellona è un circuito dove notoriamente non si sorpassa, e chi segue non riesce a stare vicino a sufficienza a chi ha davanti per poterlo superare grazie al DRS sul rettilineo principale. Così si vedono le due Mercedes scivolare tantissimo dietro a Verstappen e Leclerc, senza riuscire ad attaccarli.

Dietro ai primi quattro, Ricciardo tiene a distanza Perez, e Ocon tiene a bada Sainz.

Al giro 24 si ferma Bottas, che tenta così l’undercut su Leclerc, il quale però non rientra. Il giro dopo è invece la volta di Verstappen il cui pit-stop è però molto lento, e si ritrova pure nel traffico. Hamilton però decide di non fermarsi. Se l’avesse fatto, si sarebbe trovato davanti. E, infatti, quando si ferma al giro 29 ha già accumulato 5 secondi di distacco. Contemporaneamente anche Leclerc effettua il suo pit-stop, perdendo così la terza posizione a favore di Bottas. La sosta ritardata è costata a ferrarista oltre 10 secondi, ma gli consente, in teoria, di terminare la gara senza ulteriori soste.

Lewis con gomme nuove inizia a martellare e recupera velocemente i 5 secondi accumulati con la sosta ritardata. Al giro 34, l’inglese è già in zona DRS, ma Max riesce a non farlo mai a sufficienza per tentare l’attacco.

In Mercedes si rendono conto che passare in pista è impossibile, e al giro 43 fermano Hamilton. In Red Bull non coprono la mossa, e in un solo giro l’inglese è virtualmente davanti all’olandese. Mancano 21 tornate alla fine, e a quest’ultimo non resta che arrivare in fondo e sperare di non essere raggiunto.

Ma a 11 giri dalla fine, con Lewis a 11 secondi, Max inizia a lamentarsi di non avere più gomme. E non è un bluff, come quelli che è abituato a fare il suo avversario. 

Si ferma Bottas, e rientra in pista 4 secondi dietro a Leclerc, che non si dovrebbe più fermarsi. Ma con la gomma nuova impiega solo due giri a riprendersi la terza posizione.

A 8 giri dalla fine, il distacco fra i primi due è sceso a 3 secondi, e Hamilton dice al suo ingegnere che non avrà più gomme alla fine. Bono lo prende sul serio e gli risponde che forse il suo avversario sarà messo peggio.

E dopo solo due giri arriva inesorabile il sorpasso, al primo tentativo, con Verstappen che prova a zigzagare inutilmente, solo per vedersi passare a palla l’inglese sulla sinistra. E così non gli resta che fermarsi per montare un treno di soft nuove per tentare di prendere almeno il punto del giro veloce. Cosa che puntualmente riesce a fare.

La gara finisce con la replica del podio di domenica scorsa. Così come una replica sono la lezione inflitta da Hamilton a Verstappen, e la totale incapacità di Bottas di partecipare al duello per la vittoria.

Al quarto posto un ottimo Leclerc, capace di tenere la Ferrari davanti ad una Red Bull in condizioni normali. Quinto Perez, che somiglia sempre di più a chi l’ha preceduto su quel sedile, con la differenza che lui almeno porta un po’ di soldi. Sesto Ricciardo, finalmente davanti a Norris, poi Sainz, un po’ opaco sul circuito di casa, Norris, altrettanto opaco, Ocon e Gasly a chiudere la zona punti.

Ancora poca gloria per Aston Martin e Alfa Romeo. Da segnalare la pessima gara di Alonso, seguito in classifica dalle sole Haas. 

Premio speciale “Yuji Ide” per Mazepin, arrivato ultimo ad una vita dal compagno di squadra Schumacher.

Premio speciale “gommista Pirelli del secolo” per l’Alfa Romeo, per avere provato a montare una gomma sgonfia a Giovinazzi.

Prossima fermata: Montecarlo. Una gara atipica, ma c’è da scommettere che atipico non sarà il risultato.

P.S. qualche giorno fa ci si chiedeva se il mondiale 2021 sarebbe stato combattuto fino alla fine o meno. Chi scrive, dopo avere visto la gara di oggi, non ha più alcun dubbio in proposito.

P.S. 2 vedere 66 giri combattuti sul filo dei secondi è molto divertente. Vedere le macchine stare una dietro l’altra senza possibilità di avvicinarsi, e i sorpassi dovuti solamente a DRS o differenza di gomme (prime curve a parte) molto meno. A chi dice che anche negli anni ’80 le gare erano poco combattute, rispondo che all’epoca almeno i sorpassi erano sorpassi, ora no. Spero vivamente che chi ha scritto il regolamento 2022 non abbia sbagliato qualche calcolo.

P.S. 3: a guardare la SF21 c’è da chiedersi come possa essere stata progettata dagli stessi che hanno disegnato la disgraziata SF1000. E vien da pensare che in Ferrari siano bravissimi a tenere i segreti e ad espiare le proprie colpe, qualsiasi esse siano. Magari un giorno sapremo.

F1 2021 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Primo back to back della stagione 2021, il circus prende armi e bagagli per trasferirsi da Portimao al circuito del Montmelò per uno degli appuntamenti ormai classici del mondiale F1, il Gp di Spagna.

Ed è già tempo di verifiche più o meno definitive per tutti: pista da sempre giudicata come l’esame finale per valutare la bontà prestazionale di una monoposto. Se vai bene quì, te la giochi, se vai male, la stagione diventa una via crucis.

Ma i verdetti non sono riservati solo alle monoposto ma anche a team e piloti. Mercedes e Hamilton hanno dato una grande dimostrazione di forza, compattezza ed efficacia nei confronti del binomio Red Bull/Verstappen potenzialmente vincente ma che ha davvero commesso troppi errori per poter pensare di abbattere il monolite anglo-tedesco.

immagine da italy24news.com

Marko può sbraitare quanto vuole ma Verstappen in gara ha avuto la possibilità di vincere, ha perfino superato Hamilton rendendo ininfluente una qualifica non ottimale, per poi pagare un eccesso di foga, commettere errori e perdere 7 punti nei confronti del pilota inglese.

Niente di drammatico ma il weekend portoghese è esemplificativo delle difficoltà che dovranno fronteggiare Verstappen e soci, in cui bisognerà essere sempre perfetti altrimenti si perde.

Il Montmelò sarà un bel banco di prova per tutti. Oltre alla complessità della pista che mette alla prova ogni aspetto prestazionale delle monoposto, ci sarà anche caldo, una situazione simile al Bahrein.

Ciò comporta un severo esame anche per PU e gestione delle gomme in gara, un mix che potrebbe comportare non poche sorprese in termini di risultato finale.

Mercedes arriva in Spagna consapevole  che, con tutta probabilità, il grosso dei problemi visti nei primi due appuntamenti stagionali sono stati risolti. Resta un punto interrogativo sull’efficienza della PU con temperature alte ma la W12 sembra molto più “leggibile” da parte di team e piloti.

Hamilton è la solita garanzia di successo. Se avrà la possibilità di vincere, quasi sicuramente la sfrutterà. Tocca a Verstappen fare qualcosa in più per arrivare alla vittoria.

Proprio questo sembra essere il problema dell’olandese: riuscire ad essere perfetto per tutto il weekend senza sbagliare nulla. Sarà interessante capire se riuscirà a fare quel passo in più che gli consentirà di diventare infallibile nel lungo periodo di una stagione che sarà lunghissima. Le premesse non sono delle migliori, si nota già una certa “ansia da prestazione” da parte dell’olandese, aspetto che la squadra e soprattutto Marko non aiutano a mitigare.

Ferrari arriva con le orecchie basse dopo una gara a Portimao ben al di sotto delle attese. La SF21 continua a “mangiarsi” le gomme in gara e il caldo non migliora certo la situazione. Inutile quindi essere dei draghi al sabato per poi diventare dei gamberi alla domenica.

immagine da motorbox.com

La sfida per gli ingegneri sarà proprio risolvere questo problema altrimenti la sfida con McLaren per il terzo posto nel mondiale finirà presto e male.

Proprio la McLaren a Portimao è risorta dalle ceneri di una qualifica piuttosto mediocre con una gara che ne conferma la solidità quando c’è da fare punti. Norris sugli scudi ma anche Ricciardo comincia a dare segni di risveglio per cui il futuro per loro sembra essere sempre più roseo.

Le altre due contendenti escono con le ossa piuttosto rotte e bisognose di un riscatto immediato. Aston Martin e Alpha Tauri hanno deluso in Portogallo sia in qualifica che in gara. Il circuito del Montmelò sarà per loro un test per capire se si è smarrita la strada e in che direzione andare per uscire da un brutto momento.

immagine da motorinwes24.com

Alpine invece deve capire se muterà nuovamente nel brutto anatroccolo delle prime due gare dopo la gara da cigno di Portimao. Sia Ocon che Alonso hanno fatto vedere cose egregie rispettivamente in qualifica e in gara, mettendosi dietro avversari ben più accreditati alla vigilia.

I problemi in galleria del vento in fase di sviluppo ne hanno rallentato la crescita ma i francesi sono molto ottimisti sul miglioramento a medio termine della monoposto.

Per Alfa Romeo, Williams e Haas vale la regola del “less is more”, in termini di errori in pista. Questo vale a maggiore ragione per l’ex Sauber, mortificata da uno scontro fratricida tra Raikkonen e Giovinazzi che ha ricordato il “gemello scarso” di quando il finlandese correva per Ferrari.

Anche la Williams deve cercare di non essere soltanto una monoposto buona per il sabato (almeno con Russell) e inconsistente la domenica. E magari cercare di non arrivare anche dietro alle Haas (a almeno a una delle due).

Haas che continua la sua scuola di apprendistato per i propri giovanissimi piloti, uno tedesco di grande lignaggio che cerca di imparare a condurre la gara perfetta, uno russo che cerca invece di imparare il testacoda perfetto.

Pirelli porterà le stesse mescole viste a Portimao e sarà quindi interessante fare un confronto prestativo tra i due weekend di gara. L’usura  degli pneumatici e le temperature dell’asfalto saranno il fattore chiave per il risultato finale.

Il circuito del Montmelò è da qualche anno terreno di caccia esclusivo per la Mercedes. Se Hamilton dovesse infilare la seconda vittora consecutiva del 2021 si metterebbe male per Verstappen e Red Bull dal punto di vista psicologico. Intanto gli animi sono già caldi, con Marko che continua a vedere i track limits come fumo negli occhi e Wolff che neanche tanto tra le righe gli sta dando del paranoico (“Marko vede cospirazioni ovunque”).

L’augurio è quello di vedere una gara incerta e che magari riporti in parità la sfida tra Hamilton e Verstappen. Al momento Hamilton sa già come essere perfetto, Verstappen deve necessariamente imparare ad esserlo.

*immagine in evidenza da tuttomotoriweb.com

Rocco Alessandro

 

 

F1 2021 – GRAN PREMIO DEL PORTOGALLO

Dopo l’Enzo e Ferrari di Imola ecco un altro circuito “vero”, il circuito dell’Algarve. Un circuito di quelli su cui ogni pilota vorrebbe sempre correre: un mix di saliscendi, curve in appoggio e frenate con inserimento in curve a ingresso cieco.

Le somiglianze e rimandi a circuiti quali Spa o il Nurburgring si sprecano e già nel 2020 si era vista una gara spettacolare con i primi giri con asfalto umido per una leggera pioggia.

Questo sarà il teatro del confronto, il terzo di una lunga serie in questo 2021, tra i due unici contendenti al titolo: Hamilton e Verstappen.

immagine da automoto.it

Al momento la differenza tra i due la fa un “misero” giro veloce a favore dell’inglese, che è riuscito con molta fortuna e la solita, grande qualità di guida a uscire da una brutta situazione ad Imola quando per un errore ha rischiato di non portare a casa neanche un punto.

La lotta tra Red Bull e Mercedes si fa sempre più serrata e il circuito portoghese sembra fatto apposta per esaltare le caratteristiche di entrambe le monoposto.

Quasi certi che in due alpha dog sopra citati manterranno fede alle aspettative, molto più incerto sarà il ruolo svolto dai loro compagni di squadra. Entrambi vengono da una gara molto complicata che li ha visti portare a casa poco o nulla.

Perez ha la “scusante” di dover ancora adattarsi alla nuova monoposto e squadra, mostrando cose egregie in qualifica e una condotta di gara piuttosto fallosa che Marko ha già avuto modo di stigmatizzare.

Bottas invece sembra la versione peggiore mai vista da quando è in Mercedes. Uscito con le ossa rotta da Imola non tanto per il botto subito da Russell quanto per una velocità e un feeling con la monoposto davvero pessimo. Un cavallo “scosso” che sembra già avvertire la fine dei suoi giorni in Mercedes a 2021 concluso.

Bottas almeno può guardare con ottimismo al weekend di gara potendo contare sulla PU uscita indenne dal botto di Imola.

immagine da motorbox.com

Difficile fare un pronostico poichè il circuito portoghese necessita si una vettura con alta efficienza aerodinamica e stabile, con un set ottimale da trovare in fretta complicato dalla scarsa aderenza che offre l’asfalto del circuito portoghese. Questo aspetto potrebbe favorre maggiormente Red Bull rispetto a Mercedes, quest’ultima ancora meno prevedibile nel comportamento e nel trovare un set-up ottimale.

In merito alla PU, se in Mercedes riusciranno a liberare tutti i cavalli a disposizione e a far funzionare a dovere la parte ibrida, questo potrebbe rivelarsi un vantaggio per gli anglo-tedeschi, la cui PU è ancora la numero uno del lotto.

In un mondiale che si preannuncia molto serrato, i due “scudieri” sono qualli deputati a rubare punti ai rivali, diventando il vero ago della bilancia nella conquista del titolo, un pò come lo fu Bottas nel 2017 e 2018 a favore di Hamilton nei momenti di “appannamento” dell’inglese.

Portimao sarà un test importante anche per i contendenti al terzo posto nel mondiale costruttori. Una prova di maturità (Ferrari), una conferma delle ottime prestazioni fin quì mostrate (McLaren), l’occasione del riscatto (Aston Martin), una gara finalmente senza errori (Alpha Tauri).

Difficile dire chi tra queste potrà emergere. Il circuito è ancora reltivamente nuovo per tutti e probabile che tanti piloti saranno compressi in pochissimi decimi di secondo, considerando un time lap di un minuto e diciasette circa.

La Ferrari sembra essere quella più sofferente sul passo gara e potrebbe pagare dazio in un circuito in cui è più facile sorpassare rispetto ad Imola.

La Pirelli porterà le mescole più dure a disposizione e questo fattore, associato alla mancanza di grip del circuito portoghese, potrebbe mettere in difficoltà la Ferrari che ha difficoltà nel mandare in temperature le gomme.

immagine da nbarevolution.com

La logica dovrebbe imporre una McLaren favorita su Alpha Tauri, Ferrari e Aston Martin. Se per Alpha Tauri potrebbe bastare il solo fatto di non commettere errori come accaduto nei primi due GP stagionali, per Aston Martin si tratterà più probabilmente di un altro circuito in cui testare punti di forza e mancanze della monoposto.

La Alpine viene subito dopo ma e’ difficile dire cosa potrà fare. Al momento la monoposto non sembra avere particolari punti di forza, sarà interessante capire come si adatterà alle caratteristiche del circuito dell’Algarve.

Il pacchetto di mischia degli “ultimi” arriva a Portimao con ambizioni diverse. Se per Haas vale sempre il “portare la macchina al traguardo”, per Williams e Alfa Romeo è un’occasione di riscatto dopo che i primi due GP stagionali hanno fatto vedere che qualcosa di buono può essere spremuto dalle monoposto, a patto di non infilarsi in improbabili incidenti come capitato a Russell a Imola.

Intanto, la lotta tra Red Bull e Mercedes si combatte anche fuori dalla pista. E’ fresca la notizia dell’ingaggio da parte degli austriaci di un importante membro dell’organigramma tecnico Mercedes, Ben Hodgkinson, che sarà il direttore tecnico della futura PU marchiata Red Bull.

immagine da f1-insider.com

Davvero un bel colpo per Red Bull che si assicura uno degli artefici di spicco dei successi Mercedes degli ultimi anni e in grado di dare quel know-how necessario alla realizzazione di una PU che aspira ad essere la migliore del lotto.

Mercedes non ha preso benissimo la cosa e darà battaglia per cercare di estendere il periodo di “gardening” il più a lungo possibile.

Altra grossa notizia , l’introduzione della sprint race al sabato in tre GP del 2021. La notizia è stata già approfondita sul Bring per cui non mi dilungherò se non per aggiungere che lo stravolgimento di quello che viene definita  il format storico della F1 è un passo, per qualcuno, doloroso ma necessario.

Gli utenti ai quali si rivolge Liberty Media sono giovani, giovanissimi che prediligono sempre di più e in tutti gli sport un evento che sia molto più “azione” che “narrazione”. Naturale che si cerchi delle formule di intrattenimento meno impegnative (in termini di tempo, impegno nel capire dinamiche tecniche e regolamentari) e più immediate.

I “vecchi” appassionati storceranno il naso ma è evidente che il mondo va da tutt’altra parte e del tutto probabile che la F1 a breve non sarà più quella che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare dagli anni ’80 in poi.

Giusto tentare qualcosa di nuovo, inutile ribadire che lo sport come pura competizione sta lasciando sempre più spazio al puro intrattenimento. Che tutto ciò si possa essere un successo e portare più appeal e qualità ad un prodotto un pò logoro è tutto da dimostrare.

*immagine in evidenza da motorbox.com

Rocco Alessandro

 

 

F1 2021 – GRAN PREMIO EMILIA ROMAGNA

E chi l’avrebbe mai detto, un anno dopo, di ritrovarsi ad aspettare e commentare la seconda edizione del Gp dell’Emilia Romagna. Si pensava ad un Gp una “tantum” e invece il circus ritorna sulle rive del Santerno, con la ferma convinzione da parte degli organizzatori di restarci anche per i prossimi anni.

Si torna su uno dei circuiti dimenticati per anni dalla F1 per ragioni economiche e sempre molto apprezzato dagli addetti ai lavori in pista, in primis i piloti: l’Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Un circuito ricco di storia e di storie stupende e tragiche, il primo vero banco di prova capire molto meglio da che parte della bilancia si indirizzerà il mondiale 2021. Il tutto ancora senza la presenza di pubblico, che per Imola è davvero un grosso rimpianto.

Archiviato il Gp del Bahrain che ha fatto capire chi è messo meglio in termini di power unit, si arriva in una pista corta , nervosa che mette alla prova la stabilità delle monoposto, in cui la potenza “pura” della power unit non è così importante quanto invece il carico aerodinamico e meccanico che ogni monoposto saprà generare.

Viene facile pensare che, per quanto visto in Bahrain, la Red Bull sia la logica favorita per il gran premio imolese. La power unit Honda sembra aver fatto quell’ultimo step evolutivo che la mette (quasi) al pari con quella Mercedes e anche il pacchetto aerodinamico della RB16B sembra essere all’altezza di quello dei giorni migliori.

immagine da tuttomotoriweb.it

Una pista come l’Enzo e Dino Ferrari sembra perfetta per l’attuale stato di forma della Red Bull, ipotizzando addirittura due vetture capaci di andare a podio. D’altro canto già in Bahrain poteva arrivare la vittoria per Verstappen, vanificata da qualche problemino meccanico di troppo e da una gran gara di Hamilton.

Anche in casa Mercedes si attende con ansia il riscontro della pista per capire se le tre settimane di pausa sono servite a migliorare la W12. E’ opinione comune che la vettura ha un gran potenziale ma vedersi annichiliti in qualifica e in riferimento alla fatica terribile con cui è arrivata la vittoria di Hamilton in Bahrain, di sicuro saranno stati giorni di lavoro febbrili a Brackley.

Due le aree sotto osservazione: la power unit che non è ancora possibile utilizzare al 100% e il retrotreno. Ad Imola sarà fondamentale avere una macchia stabile, reattiva e prevedibile sui tanti saliscendi e freante in appoggio, sarà interessante verificare se Mercedes avrà svolto correttamente i compiti a casa.

Per Ferrari è la gara di casa e l’aspetto positivo è che ci arriva in condizioni migliori rispetto al 2020. Il Bahrain ha evidenziato come la SF21H sia finalmente una monoposto che può giocarsela soprattutto in qualifica, almeno dalla seconda fila in giù. L’incognita sarà capire se sarà stato fatto un passo in avanti anche in gara, aspetto piuttosto deficitario in Bahrein.

Potrebbero aiutare le basse temperature previste per il weekend di gara, sia nell’alzare la soglia di utilizzo della power unit che in Bahrain è stata utilizzata in maniera conservativa a causa delle elevate temperature atmosferiche, sia per quanto riguarda il degrado delle gomme in gara. Anche Mercedes potrebbe beneficiare delle basse temperature per mettere alla frusta la sua power unit che dall’inizio dei test prestagionali soffre le alte temperature.

immagine da scuderiafans.com

Se i rossi riusciranno a mettere insieme una buona qualifica non dovrebbe poi essere difficilissimo portare a casa un buon risultato in gara, in quanto da sempre quella di Imola è una pista dai sorpassi difficili e anche quest’anno, safety car permettendo, dalla strategia che si prevede a singola sosta.

Si rinnova dunque il duello con McLaren e Alpha Tauri su un terreno completamente diverso. Per tutte è tre (quattro se includiamo anche la Aston Martin) sarà fondamentale la qualifica, che si prevede con distacchi molto ridotti. Il pilota potrà fare la differenza più che in altre occasioni e mettere una seria ipoteca sul risultato finale.

Per quanto visto in Bahrain, possibile che Alpha Tauri e McLaren siano più favorite di Ferrari, con Aston Martin (e soprattutto l’oggetto misterioso Vettel) che dovrà riscattare la magra figura fatta all’esordio stagionale. Anche in questo caso, ribadiamo che i piloti potranno fare davvero una gran differenza.

immagine da 7upsports.com

La Alpine forse non è proprio ascrivibile al pacchetto delle “ultime della classe” ma non sembra possa avere la forza di inserirsi nel pacchetto di mischia sopra citato. Alonso torna su una pista che lo ha visto vincere dopo uno straordinario duello con Schumacher nel 2005 e sarà di sicuro un grande bonus per la sua scuderia.

La Williams si dice sicura di poter essere molto più competitiva che in Bahrain ma non al punto di poter puntare ad un piazzamento nei primi 10, sempre che Russel non si inventi una magia in qualifica.

Alfa Romeo era stata pronosticata dagli addetti ai lavori come una possibile monoposto da centro classifica, cosa ampiamente smentita dal Gp del Bahrain. Ad Imola potrebbe esserci una buona occasione di riscatto, se i piloti sapranno metterci quel qualcosa in più. E’ risaputo che Kimi dà il meglio in gara ma questa volta serve davvero anche un gran giro al sabato.

immagine da circusf1.com

Haas porterà invece il primo e ultimo pacchetto di sviluppo del 2021. Non ci si aspettano miracoli dalla gara imolese, se non un’altra occasione per i suoi giovani piloti per imparare il mestiere di pilota di F1. Mick Schumacher arriva su una pista dove il padre ha saputo fare meraviglie, speriamo ne tragga particolare ispirazione. Per Mazepin sarebbe già un ottimo risultato concludere il weekend riducendo fortemento il numero di errori visti all’esordio.

Che tutto sia diverso rispetto alla prima gara stagionale lo conferma anche il meteo, previsto alquanto freddo per tutto il weekend e (scarse a dire il vero) possibilità di pioggia in gara. Pirelli invece porta le stesse mescole viste in Bahrain, prevedendo una sola sosta. Probabile che il 90% della gara si deciderà tra le qualifiche del sabato e una strategia efficace alla domenica. Sempre che il Maze(s)pin di turno non voglia aggiungere una variabile da safety car.

Sembra tutto apparecchiato per Verstappen, ma si era detto per il primo GP stagionale. Fondamentale sarà avere un Perez a giocarsela in qualifica in modo da poter essere in condizioni di parità nel gioco dei pit stop con Mercedes. Ma sempre con due soli primattori protagonisti: Hamilton e Verstappen.

*immagine in evidenza da iracing.com

Rocco Alessandro

 

 

VERSTAPPEN DOMINA IL GP DI NATALE

13 dicembre 2020. 11 giorni a Natale. Mai la Formula 1 si era spinta così avanti nel calendario. Ma era inevitabile, per una stagione iniziata a luglio e che miracolosamente è riuscita a portare a casa ben 17 gare. Con un esito finale che non sarebbe cambiato se anche le gare fossero state le 21 previste.

La gara, dominata da Verstappen, è stata la solita, insulsa, processione che vediamo da ormai 11 anni negli Emirati. A dare qualche emozione solo il DRS, ma, in fin dei conti, grandi stravolgimenti rispetto alle qualifiche non se ne sono visti. Non vale quindi la pena fare la cronaca. Meglio chiudere la stagione con un elenco di considerazioni da approfondire assieme a voi nei commenti.

  1. Il dominio di Max, oggi, è stato indiscutibile. Al punto che viene il sospetto che le due Mercedes fossero depotenziate. Più che un sospetto è una certezza, viste le dichiarazioni pre-gara di Toto.
  2. Indubbiamente Lewis era sottotono. Sicuramente a causa della malattia superata a tempo di record. Ma, comunque, stare dietro a Bottas in qualifica e in gara aiuta a far dimenticare la batosta che il suo attuale compagno ha preso da Russell domenica scorsa. 
  3. La Mercedes ha fatto quasi il doppio dei punti della seconda arrivata, la Red Bull. Che, però, ha dominato l’ultima gara, con Verstappen in pole e al comando dall’inizio alla fine. Anche oggi abbiamo visto una chiara divisione del gruppo in 3 categorie. E nella prima fanno parte, al momento, solo due squadre, che oggi hanno rifilato 1 minuto tondo alla prima squadra della seconda categoria…
  4. … che è la McLaren, meritatamente terza nella classifica costruttori. E’ un gradito ritorno, dopo tante stagioni buie. E l’anno prossimo avranno i motori Mercedes, il che fa sperare che possano, almeno loro, colmare il mezzo giro di distacco che hanno attualmente dalle due squadre più forti.
  5. Perez arriva quarto nella classifica piloti. Il suo miglior risultato in 10 anni, che lui festeggerà con un probabile addio alla Formula 1. A meno che qualcuno non si renda conto che, se si vuole lo spettacolo, sulle macchine buone bisogna metterci piloti che non prendano da qualche decimo ad 1 secondo al giro dal compagno. 
  6. Anche la Renault, quinta nel campionato costruttori, è in risalita, e il rientrante Nando ha la possibilità di farle fare un ulteriore salto di qualità, come 15 anni fa.
  7. Ferrari fuori dai punti e doppiate. Pessima fine di una stagione che è chiaramente stata la penitenza per le marachelle fatte col motore nel 2019 e, forse, anche prima . Ma vedere Leclerc bloccato dietro a Raikkonen fa venire grossi dubbi su una rinascita nel 2021, perchè, anche assumendo che sia realtà il motore “superfast” di cui si narrano meraviglie, il problema quest’anno stava anche in un’aerodinamica totalmente sbagliata. E, con gli sviluppi fortemente limitati, è difficile che ci possano essere stravolgimenti in quest’ambito.
  8. E’ stata una gara dai tanti addii. Vettel, Sainz, Ricciardo, Perez, Magnussen. Ma anche Fittipaldi, e, chissà, magari pure Albon. Qualcuno andrà a stare meglio, altri peggio, altri forse. E fra questi ultimi c’è Sainz, per quanto detto nel punto precedente.

La Formula 1 è riuscita a mettere in piedi una stagione quasi normale, in un anno terribile. Fra poco meno di 100 giorni si dovrebbe ricominciare a Melbourne per una stagione che prevede, al momento, ben 23 gare. Senza, purtroppo, le tante belle piste inedite che abbiamo visto quest’anno. E che sarà disputato con macchine quasi uguali a quelle di quest’anno. Il rischio di vedere una stagione-fotocopia, con un dominio ancora più marcato da parte della Mercedes e di Lewis Hamilton, è concreto.
A meno che le prossime settimane non riservino qualche sorpresa, visto che ci sono alcuni contratti ancora da rinnovare.

Staremo a vedere, nel frattempo tanti auguri di Buone Feste e di una off-season meno noiosa del solito.