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2018 F1 Spanish GP: An Introduction.

L’autore, data la sua mancanza di tempo e fantasia, non ha avuto modo né di visionare il precedente GP, né di informarsi sul prossimo e dunque preparare una preview accurata. Ci affidiamo dunque ad alcuni stralci trafugati da presunti diari di addetti ai lavori, dei quali siamo entranti in possesso grazie alle molteplici conoscenze del BRing. Purtroppo gli stralci sono anonimi, a voi dedurre gli autori…

#1

Caro diario,

Anche oggi ho cambiato pettinatura, scelto un nuovo paio di occhiali e pianificato un altro tatuaggio. La verità è che faccio finta che non mi interessi, ma quest’anno la vedo dura, e non credo di poter sopportare veder vincere quello là. Per fortuna che il mio buon compagno di squadra riconosce la mia superiorità e decide di darmi strada, e cosi innocentemente per giunta! Chissa come ha fatto a farlo sembrare un incidente. Comunque Barcelona non mi è mai piaciuta, e la macchina quest’anno e scorbutica quasi quanto Nicole ai bei tempi. Vabbè, al massimo se non vinco do la colpa alle gomme e dico che do fastidio perche sono nero. Di solito funziona.

#2

Caro diario,

Andiamo a Barcelona e per il primo anno non mi devo sorbire Maurizio che mi spiega come gli aggiornamenti ci porteranno davanti alla MB, perche mi sa che quest’anno lo siamo gia. Però io sono dietro a quello là, grazie anche al muretto che dorme. Loro si lamentano che i pulsanti non funzionano perche sono impiastricciati di gel. Honestly? E il pensionato sono due gare che mi arriva davanti, sarà che da quando hanno rimesso lo champagne sul podio la cosa lo interessa di piu. Vabbè, al massimo se non vinco neanche a Barcelona ringrazio il team via radio, faccio la mia intervista da uomo squadra e la stampa italiana darà sicuramente la colpa a qualcun’altro. Di solito funziona.

#3

Caro diario,

Ma non potevo drogarmi come tutti i miei coetanei? Almeno mio padre avrebbe scassato di meno. A proposito di scassare, mi sa che Chris il conto a fine stagione me lo presenta, altro che stipendio. Meno male che ci sta quel furbone del danese, che riesce a combinarne peggio di me. Comunque io sono fiducioso, a Barcelona c’ha vinto pure quello là, quello che guidava quando ero alle elementari, Cardonado, Rintronado, come si chiamava? Boh. Sarò mica peggio di quello?

#4

Caro diario,

Finalmente si corre in casa! Cioè, in casa un par di ciufoli che questi sono catalani, quando parlano mi ricordano di più quel tizio che c’era al muretto quando stavo nel team rosso. Ah, e pensare che tra un po’ rimpiango quei momenti. E invece mi tocca guidare ‘sto catorcio, e Éric mi finisce sempre la paella al buffet del giovedì. Davano sempre la colpa ai giapponesi, e quest’anno continuano a superarci pure i canarini in rettilineo, andavo quasi più forte su due ruote, tutto drag in meno. Che poi ‘ste Toyota invece non vanno male, e se fosse che avevano ragione i giapponesi? Comunque mi sento carico, sono pronto alla miglior gara della mia vita.

#5

Caro diario,

Forse dovevo prestare più attenzione quando abbiamo scelto i piloti. Mi avevano promesso un giovane arrembante ed un veterano d’esperienza, ma non sapevo che con arrembante volessero dire deficiente, e per esperienza intendessero “esperienza di andare a muri sotto SC”. Ma io gliel’ho detto, se vanno avanti così le pistole gliele metto…e poi gli ho indicato il nome del team sul muro del motorhome. Mi hanno risposto che forse lì ci sta meglio un poster. Sigh.

SPA-FRANCORCHAMPS 6 HOURS

Ed eccoci dopo una lunghissima pausa invernale alla vigilia della Super-season 2018-2019 del WEC. Questa prima tappa di Spa sarà estremamente importante poiché è l’unica prova prima di andare direttamente a Le Mans…ci sarà inoltre il debutto in gara di moltissime nuove vetture soprattutto in classe LMP1. Dunque un banco prova importante per verificare l’affidabilità e i veri valori in campo.  Dopo il prologo di Le Castellet, la FIA-ACO ha dato una stretta alle LMP1 private riducendo il flusso di carburante e la capacità di serbatoio. Il nuovo EOT (Equivalence of Technology) ora prevede un flussometro a 110 kg/h per LMP1 convenzionali contro gli 80 kg/h per la Toyota, 47,1 kg di carburante per stint contro 35,1 kg per LMP1-H, diametro per il rifornimento a 22,3 mm vs 20,4. Tutto questo fa sì che l’energia utilizzabile sul giro a Spa sarà di 106,4 MJ per i privati contro i 71,3 delle Toyota a cui si aggiungono 6,37 MJ del sistema ibrido. In pratica le nuove LMP1 hanno un 49% in più di energia sfruttabile dal carburante. Questo cambio di EOT è arrivato non senza polemiche, infatti dai tempi fatti dalle Toyota nel Prologo sembra una cosa assurda. Ufficialmente la Toyota ha dichiarato che i crono migliori sono stati ottenuti al di fuori del regolamento per testare la tenuta dei nuovi sistemi di raffreddamento, e una volta riportate le TS050 in condizioni regolamentari il miglior tempo, seppur sui long run, è stato di 1:38.1 mentre la Oreca R13 della Rebellion con Lotterer aveva fatto segnare un 1:37.0, comunque non in una vera simulazione di qualifica.  Questo insieme a tutti i dati raccolti dal test di 30 ore hanno prodotto la decisione a svantaggio dei privati. Vedremo…probabilmente nei circuiti normali la Toyota strapazzerà tutti, ma sarà dura a Le Mans, dove sui lunghi rettilinei le LMP1 senza ibrido dovrebbe avere un grande vantaggio. Per quanto riguarda quale delle nuove macchine sembra avere più chance di fare bene, per quello che si è visto, credo che la Rebellion con la R13 e l’SMP Racing con la BR1-Dallara siano i team più organizzati e con le vetture già a buon punto. Più dubbi invece sulla CLM di Bykolles e sulle ancora troppo acerbe Ginetta del team Manor. Comunque sia sarà interessante vedere cosa accadrà sulle Ardenne.

In LMP2 non ci sono nuove macchine e sembra di nuovo che le Oreca 07 siano un passo avanti anche alle Dallara. Il team più accreditato, ora a maggior ragione che non c’è più Rebellion, è sicuramente la Jota Sport (Jackie Chan DC) nonostante abbia rivoluzionato la sua line-up. Buon esordio però per Pastor Maldonado con il Dragonspeed, che nei test ha stampato il miglior tempo. Speriamo che il venezuelano capisca che nel WEC ci sono anche i compagni e no può scassare la macchina quando vuole. Particolare sarà il week end di Loic Duval, che cercherà di combinare DTM e WEC. Giovedì sarà a Spa per disputare le prove libere, poi in volo per Hockenheim dove inizia il DTM, la cui Gara-1 finisce alle 14.30 di Sabato…non appena scenderà dalla macchina (o dal podio) prenderà l’elicottero per arrivare in tempo a Spa pronto per effettuare il suo duoble stint, perché la gara del WEC finisce alle 19.30. In seguito ancora indietro ad Hockenheim per Gara-2 di Domenica…questo è essere un globetrotter!!

Altra gara attesissima è quella delle GTE Pro, con un record di 10 equipaggi full season e 5 costruttori. La Ferrari parte con i favori del pronostico, anche se Ford e soprattutto Porsche hanno mostrato un passo al Ricard che ha spaventato o quanto meno preoccupato gli altri. Sarà una gara tutta da scoprire per la nuova Aston Martin Vantage al debutto ufficiale appena prima di andare a Le Mans. I vertici del tema inglese hanno dichiarato che sarebbero soddisfatto di un risultato in top4…sarà dura. Il team BMW M-TEK sarà al debutto in gara, anche se la M8 ha già una buona esperienza sulle spalle dalle gare di Daytona e Sebring negli States. Aston Martin e BMW sembra che abbiano al momento due auto completamente opposte a livello di caratteristiche, anche se entrambe montano un motore turbocompresso e anteriore; infatti al Prologo le BMW erano molto veloci come top speed e in particolare sul lunghissimo Mistral, invece la nuova Vantage GTE è stata la più lenta in velocità fra le GTE Pro, ma ha mostrato un ottimo passo nel terzo settore, quello più guidato, del circuito francese. Per quanto riguarda i piloti sarà molto suggestivo il debutto di Gimmi Bruni in Porsche contro la sua ex famiglia Ferrari, dopo aver passato il 2017 lontano da WEC.

In GTE Am sembrano ancora favoriti i team che possono sfoggiare le “nuove” 911 RSR, ossia Proton, Project 1 e Gulf Racing; mentre ci sono le conferme delle 488 GTE per i team supportati da AF Corse. Quest’anno fra i nuovi team ci sarà il TF Sport, che dopo aver partecipato in ELMS la scorsa stagione, effettua il salto nella serie mondiale, proseguendo con la Aston Martin Vantage GTE vecchio modello.

Certamente la storia che catturerà maggior interesse da parte di media e appassionati, sarà l’esordio di Fernando Alonso in gara con la Toyota #8. Dopo gli ultimi anni difficili in F1, finalmente lo spagnolo potrà realizzare un suo grande desiderio da molto tempo ormai…correre con i prototipi e soprattutto partecipare e cercare di vincere la storica 24 Ore di Le Mans. Già anni fa era stato vicino a correrla, sia quando era in Ferrari che nel 2015 quando con la Porsche sembrava già fatta, ma Dennis si oppose. Con la tappa di Spa inizia la parte più fitta del calendario di Alonso, che lo vedrà impegnato in week end di gara o test quasi ogni fine settimana. Tutti sono curiosi di vedere le sue prestazioni in pista, in particolare nei confronti dei più esperti sui compagni di squadra, dato che di fatto è un rookie. In verità io sarei molto sorpreso di vederlo in qualifica…molto probabilmente saranno Buemi e Nakajima a qualificare la #8 e Kobayashi-Conway sulla #7. E anche come passo mi aspetto che sia più o meno al livello degli altri, ma più veloce di Lopez. In ogni caso, a meno di cataclismi o rotture, Fernando a Spa tornerà su un podio in una competizione mondiale FIA dopo quasi 4 anni…di sicuro farà bene.

A questo punto non ci resta che seguire la gara che vi ricordo è di SABATO.

Entry List / Spotter Guide

Orari

Aury

Hamilton vince di fortuna, la Ferrari continua a sprecare

La Formula 1 ora è americana, e gli statunitensi sono abituati ad un certo tipo di gare. E, quindi, ecco a voi il secondo GP Indycar di Azerbaijan.

Prima del via, fra vento e temperature basse erano in molti ad ipotizzare una gara dal risultato imprevedibile, con la presenza costante di Safety Car grazie anche alla grande difficoltà da parte di tutti a mandare in temperatura le gomme.

Per non sapere nè leggere nè scrivere, la Vettel piazza la sua Ferrari in pole, con un buon vantaggio sulla Mercedes di Hamilton, mentre il compagno butta la prima fila con un erroraccio all’ultima curva a gomito prima del lunghissimo rettilineo. Nelle prime 3 file ci sono tutte le vetture dei 3 top team, ed è lecito aspettarsi una gara avvincente.

Si spengono i semafori, e la prima curva viene affrontata in modalità safe, ma dalla seconda in poi si scatena l’inferno, con pezzi di carbonio che volano ovunque grazie all’ottimismo di Sirotkin e alla voglia di recupero (delle posizioni perse in qualifica) di Kimi, che sperona Ocon e rompe l’ala, dovendosi fermare a sostituirla e rientrando nelle ultime posizioni. Prima Safety car e qualche giro per pulire la pista, con Alonso che rientra miracolosamente su due ruote, aiutandosi col muro a fare la piega all’entrata box.

Ripartenza capolavoro di Vettel che aspetta la SC line per dare gas, ed evita un attacco alla prima curva da parte di Hamilton. Qualche giro e il distacco è sui 3 sec. Subito dietro Verstappen infila Ricciardo che perde anche la posizione su Sainz. Poi lo spagnolo ingaggia un bel duello con Max, superandolo grazie al DRS ma anche ad un problema alla batteria sulla macchina dell’olandese. Stessa azione poco dopo per il compagno Hulkenberg, il quale però finirà la sua gara contro il muro.

I due Red Bull, alle prese con la batteria che si scarica troppo in fretta, ingaggiano un duello a colpi di ruotate, che si risolve con Ricciardo che desiste e si accoda al compagno. Ma è solo l’inizio.

Al giro 22, dopo avere guadagnato per diversi giri su Vettel, Hamilton ne perde 3 di colpo andando lungo alla prima curva. Con le gomme distrutte non può fare altro che rientrare per mettere le soft, rientrando poi subito davanti a Verstappen.

Con quasi 7 secondi di vantaggio, la Ferrari non teme l’undercut, che tanto male aveva fatto in Cina, e Vettel resta fuori continuando a segnare ottimi tempi. Anche perchè Hamilton ci mette qualche giro a far lavorare bene le gomme gialle, e si fa raggiungere da Verstappen, il quale non riesce a farsi pericoloso ma, anzi, poco dopo viene riattaccato da un arrembante Ricciardo. Dopo un doppio scambio di posizioni, l’ordine viene ristabilito. Il duello fa però perdere loro contatto con Hamilton, che inizia a segnare tempi più veloci di quelli di Vettel.

E infatti al giro 31 Seb si ferma per montare gomme soft, rimanendo comodamente davanti ad Hamilton. Bottas continua invece a girare con ottimi tempi, con una strategia che sembra poco comprensibile. Come le due Red Bull, che continuano il loro duello all’arma bianca, che vede Ricciardo superare finalmente Verstappen e rintuzzare elegantemente il successivo riattacco da parte di Max. Peccato però (per lui) che a Baku oggi le gomme non vadano in temperatura, e con un out lap molto lento Daniel perde nuovamente la posizione rispetto al compagno, pur avendo cambiato gomme un giro prima. Poi…

…poi accade ciò che era ampiamente prevedibile. Ricciardo con gomme più calde e DRS attacca il compagno, il quale si difende cambiando traiettoria ad oltre 300 all’ora diverse volte, e chiudendo la porta all’interno in un modo che definire assassino è forse riduttivo. Tamponamento inevitabile, entrambi i piloti fuori e si palesa l’inevitabile SC. Quella SC che in Mercedes stavano evidentemente aspettando, lasciando fuori Bottas per un numero di giri stranamente lungo. I primi 4 cambiano tutti gomme montando ultrasoft nuove, preparandosi ad un finale di gara di pochi giri.

Giri che diminuiscono ulteriormente grazie ad un’incredibile prodezza di Grosjean, il quale riesce a vanificare una ottima rimonta dall’ultimo al settimo posto mandando a muro la sua Haas durante la manovra di riscaldamento delle gomme.

Si riparte con 5 tornate da compiere e una prima curva che diventa un’occasione imperdibile per guadagnare posizioni. Bottas azzecca il restart, Vettel si fa quasi superare da Hamilton ma si difende e vede davanti a sè il finlandese affrontare la prima frenata in modo molto prudente. L’occasione è ghiotta per attaccarlo all’interno, ma il momento è sbagliatissimo, e l’inevitabile bloccaggio a gomme fredde arriva puntuale, mandando il tedesco lungo, e consentendo alle due Mercedes di involarsi verso una doppietta totalmente inattesa. Ma nemmeno oggi è il giorno di Bottas, e un detrito gli taglia la gomma in pieno rettilineo. Gara finita ed Hamilton in testa dopo un week-end fino a quel momento estremamente deludente. Dietro di lui Raikkonen e Perez, incredibilmente a podio con una Force India apparsa in grande ripresa, dopo avere superato Vettel senza grandi difficoltà. E, forse, anche con l’uso illegale del DRS, tanto è vero che al momento di scrivere non è ancora sicuro se la sua posizione verrà confermata.

Seguono Sainz, un grandissimo Leclerc finalmente all’altezza delle sua potenzialità, poi Alonso, unico pilota nella storia ad essere arrivato a punti pur essendo arrivato ai box su due ruote, Stroll con la rediviva Williams, Vandoorne e Hartley che coglie il suo primo punto mondiale. Haas a secco,  dopo essere stata in zona punti per quasi tutta la gara.

Dopo avere vinto la prima gara grazie alla SC, oggi Vettel l’ha chiaramente persa per lo stesso motivo. Ma ha peggiorato la situazione con un errore gravissimo alla ripartenza. E Hamilton è sempre lì ad approfittarne, come lo fu lo scorso anno a Singapore. In Ferrari tutti, muretto e piloti, devono prendere atto di avere una macchina ormai superiore. E cercare di non sprecare più alcuna occasione, come è successo nelle ultime tre gare. Anche perchè a partire da Barcellona, fra due settimane, la Mercedes potrebbe essere completamente diversa da quella vista nelle prime 4 gare.

P.S. lo scontro fra le due Red Bull è stato il momento clou di una gara molto movimentata. Si discuterà moltissimo sulle responsabilità, di sicuro Verstappen ha cambiato traiettoria più volte e questo non è consentito. Ma sarebbe riduttivo giudicarlo negativamente solo per questo episodio, perchè l’atteggiamento che ha tenuto durante tutto il duello col compagno non ha portato ad uno scontro in anticipo solo perchè Ricciardo è un signore. Queste prime 4 gare del 2018 fanno pensare che il paragone più corretto per Max non sia con i campionissimi del passato, ma con le grandi promesse rimaste incompiute. Come suo padre.

BLANCPAIN GT ENDURANCE CUP – MONZA 2018

Come da tradizione la tappa di apertura del campionato Blancpain Endurance è ancora una volta ospitata dalla storica e velocissima pista brianzola di Monza. Anno dopo anno questo campionato, organizzato dalla SRO con al comando Stephane Ratel, è cresciuto sempre di più in fatto di popolarità e dimensioni, tanto da diventare la più importante serie GT internazionale, riuscendo a coinvolgere praticamente tutti i marchi con le loro GT3. Ovviamente la punta di diamante del Blancpain è la 24 Ore di Spa, che è una delle due classiche insieme a quella del Nurburgring, in cui le GT sono le protagoniste. E’ senza dubbio il climax della stagione su un palcoscenico mozzafiato; però anche le altre gare da 3 ore durante l’anno si svolgono sempre nei grandi e storici circuiti europei…appunto Monza, ma anche Silverstone, Paul Ricard, Nurburgring, Barcellona. Uno degli aspetti più difficili in questi ultimi anni è stato quello di riuscire a bilanciare adeguatamente le varie categorie: dai professionisti in team supportati in modo ufficiale agli amatori, o gentleman, che per passione si cimentano nella guida di questi bolidi cercando di divertirsi. Ratel è sempre ben attento a queste dinamiche, al fine di prevenire un’escalation di costi tale da far scomparire le piccole squadre. Per quest’anno quindi è stato fissato un limite di iscritti full-season nella PRO a 24 equipaggi, anche se al Ricard e a Spa questo limite non ci sarà. A Monza ci sono in totale 54 vetture, di cui 7 di classe AM (almeno 2 piloti su 3 amatori), 13 in PRO-AM (almeno un pilota Bronze), 10 in classe “Silver” (almeno 2 Silver) e come già anticipato il resto in classe PRO (massimo un pilota Silver, gli altri Gold o Platinum). La stagione Blancpain GT Series è in realtà già iniziata con la gara a Zolder, dove la Main Race è stata vinta dai campioni in carica Bortolotti-Engelhart sulla Huracan GT3.

In classe PRO sono presenti quest’anno ben 12 marchi differenti.

La presenza maggiore è della Mercedes che schiererà ben 5 AMG GT3 supportate ufficialmente per i team AKKA ASP, Black Falcon e Strakka Racing. In entrambe le precedenti edizioni a Monza la Mercedes ha sempre raggiunto il podio, nonostante le caratteristiche della pista non siano per niente favorevoli.

 

Le Audi R8 LMS sono invece 4 affidate allo storico team WRT, al Sainteloc Racing che ha vinto l’ultima 24 Ore di Spa, e al team Attempto.

 

Tre Lambo tutte schierate dal Grasser Racing, tra cui la #63 dei campioni Bortolotti-Engelhart-Caldarelli. A Monza la Huracan è sempre andata fortissimo per via delle sue caratteristiche, qui nel 2015 ottenne la sua prima vittoria al debutto.

 

BMW si affida come sempre al Rowe Racing che porta le sue 2 M6 GT3, che a Monza hanno sempre faticato per via della scarsa velocità massima.

 

Nel 2018 c’è il ritorno dell’Aston Martin nella classe PRO grazie al team R-Motorport che schiera 2 Vantage GT3 ormai arrivate alla loro ultima stagione prima di essere sostituite dalla nuova generazione. In questa pista le Aston dovrebbero andare molto forte visti gli eccellenti risultati ottenuti nella categoria Pro-Am gli anni precedenti.

 

Il team M-Sport è pronto per l’esordio delle sue due nuove Continental GT3…c’è molta curiosità per la nuova generazione della possente GT britannica. La vecchia Continental a Monza si è sempre comportata bene a parte il primo anno in cui aveva faticato.

 

Debutto anche per la Lexus RCF GT3 del team Emil Frey in Blancpain Endurance Cup. Oltre alle 2 vetture giapponesi il team svizzero porterà in classe Silver la Jaguar G3 che si è sempre dimostrata veloce a Monza, anche se poco affidabile.

 

La Nissan ha un pacchetto evolutivo per quest’anno sulla sua GT-R ed è ancora una volta il team RJN che la farà correre in Europa…quest’anno un solo equipaggio in classe PRO.

 

Anche la Ferrari purtroppo godrà di una sola presenza nella classe di vertice quest’anno, dopo la cospicua partecipazione del 2017. E’ quella del team SMP Racing, gestita da AF Corse, con alla guida anche Rigon.

 

La Mclaren si affida senza troppe speranze alla 650S GT3 del team Garage 59, dopo aver perso molti team clienti a causa di un 2017 sotto le aspettative. A Woking però sono in fase di sviluppo del prossimo modello che dovrebbe debuttare nel 2019 supportato ufficialmente. Ci sono anche rumors della versione GTE…wait and see.

 

Infine c’è anche il ritorno della mitica Porsche 911 GT3 R giallo-verde del team Manthey. Monza è una pista in cui un team del genere con una vettura così potrebbe veramente essere in lizza per la vittoria.

 

ENTRY LIST COMPLETA

https://www.blancpain-gt-series.com/entry-list?filter_meeting_id=97

 

TIMETABLE

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Buona gara a tutti!!

 

Aury

Ricciardo strepitoso in Cina, la Ferrari spreca una grande occasione

“It ain’t over till it’s over”. Questa frase si addice perfettamente a ciò che abbiamo visto in queste prime 3 gare del mondiale di F1 2018, per la felicità di Liberty Media e degli spettatori.

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