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BASTIAN CONTRARIO: IL TUFFO

Finalmente Charles LeClerc si è potuto tuffare nel mare di casa sua da vincitore del GP di Monaco anziché solo da turista di lusso, finalmente il sogno è stato coronato e, lasciatemelo dire, finalmente giustizia è stata fatta. Charles per talento e coraggio non è secondo a nessuno in griglia, Verstappen compreso, eppure il fato da troppo tempo gli era avverso, soprattutto nel GP di casa. Sembrava fosse perseguitato da una sorta di maledizione mistica in cui, ogni volta che si presentava il suddetto appuntamento, ne succedeva di ogni. Il monegasco si è presentato nel weekend del principato con la giusta mentalità e con un solo obiettivo che era quello di vincerlo. Ciò lo ha dimostrato già dal venerdì delle prove libere, facendo capire a tutti quali erano le sue intenzioni e, sebbene le free practice contano poco o nulla al fine del risultato, nelle qualifiche (che sono state più tirate e meno scontate di quello che si poteva immaginare) il ferrarista ha avuto ragione di tutti. Del resto il GP del principato si riduce solamente a questo: al sabato. Il dibattito post gara è arrivato puntuale: tenere o non tenere il GP di Monaco? Premesso che il sottoscritto preferirebbe tenersi cento volte proprio questa pista e far fuori uno dei tanti (anonimi) circuiti che sono sparsi in giro per il mondo e, che sono in calendario solo per un mero fatto economico dato che i Paesi ospitanti sborsano fiumi di soldi, è anche vero che il circuito del principato è anacronistico non da ora. Con le attuali monoposto che hanno raggiunto in proporzione la grandezza paragonabile a quella di un SUV rispetto a quelle del passato, ovvio che una pista del genere sia divenuta obsoleta. Lo era già prima quando le F1 erano più corte e quindi di piccole dimensioni, solo che all’epoca qualche sorpasso ci usciva come si suol dire, ora invece tentare il colpaccio è pressoché impossibile. Singolare come il “Sistema F1” addirittura si sia vantato del risultato ottenuto, visto che hanno pubblicizzato il fatto che la classifica finale rispecchia esattamente l’ordine di partenza! Per la “irrinunciabile” Montecarlo le opzioni sono due e cioè o, si riducono le dimensioni delle vetture oppure ci si continua a correre senza poi lamentarsene, perché tanto da qui non se ne esce. Le dichiarazioni di Verstappen, a fine gara, non hanno aiutato visto che il campione olandese ha affermato che “queste non sono gare” e che il tutto è stato “boring”, cioè noioso. Sappiamo benissimo che Verstappen non le manda mai a dire eppure, con tutto il rispetto per la sua autorevole opinione, non mi pare che costui si lamentava quando era lui a vincerci, per non parlare delle tante gare in cui ha dominato in luogo del quale già si conosceva il risultato ancora prima di iniziare.

Inoltre dubito fortemente che il buon Charles la pensi come il suo collega bibitaro, visto che per il monegasco il GP di casa tutto è stato tranne che noioso… fosse solo per il fatto che alle spalle non aveva il suo compagno di squadra che gliele guardava e proteggeva (una menzione speciale a “Carlito nazionale”, che già nella drive parade ha detto che “oggi la priorità assoluta è quella di far vincere Charles”, per non parlare delle congratulazioni finali che ha tributato al compagno. Non smetterò mai di chiedermi il perché di tutto questo astio nei riguardi del pilota spagnolo quando poi quest’ultimo, sebbene sia giustamente competitivo, è anche leale e sincero), bensì c’era un arrembante Piastri, il quale non ha vinto il GP solo perché gli è andata male in qualifica. A tal proposito è doverosa una riflessione che forse è stata messa in ombra dai giusti festeggiamenti. Nella pista di Montecarlo la squadra di Woking avrebbe dovuto soffrire dato che tracciati del genere mal li digerisce, ed invece i due papaya erano li, incollati come piattole alle costole del ferrarista. McLaren è ormai una dannata realtà tanto che a Montecarlo era seconda forza, dove persino Verstappen (parlo dell’olandese e non di Red Bull come squadra perché Perez ormai non è pervenuto e, sebbene non sia colpa sua l’incidente accorso a causa del suicida Magnussen, è anche vero che è stata sua responsabilità trovarsi fuori dalla Q3) non è riuscito ad avvicinarsi in qualifica per non parlare in gara poi. Sia chiaro che Montecarlo è una pista atipica e che quindi, i valori visti (Ferrari in primis), non devono essere presi in senso assoluto perché potrebbero cambiare radicalmente. Fatto sta che i papaya hanno dimostrato una capacità reattiva formidabile, tanto da primeggiare tra le stradine del principato e, non posso non pensare che nei prossimi appuntamenti che verranno (Canada, Spagna, Austria e Gran Bretagna), quindi su piste vere, loro saranno protagonisti di certo. Infatti la vera prova del nove sarà proprio durante questi appuntamenti, dove si vedrà se gli aggiornamenti portati funzioneranno davvero (non dimentichiamo che la nuova Ferrari, ha del potenziale da sbloccare e che gli upgrade portati non sono stati ancora ben compresi del tutto) e, assieme a loro, se funzioneranno piloti e squadra. Sarà un’estate di fuoco, perché di certo Verstappen&Co. non staranno li a guardare, anzi già in Canada vorranno mettere le cose in chiaro. Saprà Ferrari guardarsi le spalle da questa formidabile McLaren e tentare l’assalto a chi sta avanti a loro, cioè i campioni del mondo in carica? Non c’è che dire, proprio un bel tuffo nel vuoto da parte di Maranello, la quale ora si trova a meno di ventiquattro punti dalla stessa Red Bull nel campionato marche e, sebbene il mondiale piloti a mio giudizio rimane al momento un sogno (va bene gli entusiasmi, solo rimaniamo coi piedi per terra!) è anche vero che quello costruttori non è proprio una chimera.

Pensateci: con questa Ferrari, con questa coppia di piloti che è indubbiamente la migliore del lotto (ho come l’impressione che l’anno prossimo la rimpiangeremo) e, che è l’unica ad essere andata sempre a punti (Sainz è mancato per l’intervento all’appendice eppure il suo sostituto ha onorato la sua assenza) e con questo Perez, è lecito farci come minimo il pensiero. Ferrari è indubbiamente una squadra diversa, ormai è evidente. C’è voglia di vincere, c’è voglia di crescere e di fare gruppo e, tutto questo perché chi la comanda, ha deciso che è giunto il momento di cambiare e quindi arrivare primi. La foto di gruppo a GP finito con LeClerc che fa un selfie con tutta la squadra alle sue spalle, con al centro il presidente Elkann è emblematica, una sorta di allegoria: con il Boss che ti guarda le spalle e che veglia su di te è tutto più semplice, a partire dal team principal il quale non ha dovuto fare altro che sedersi ad una tavola già apparecchiata e al massimo spostare solo qualche vettovaglia. Non mi risulta che a Monza 2019, quando LeClerc trionfò a Monza, il Presidente fosse presente. Quella non era la sua squadra, quella non era la sua Ferrari. Egli voleva mettere la sua personale impronta affinché si potesse dire, che si è vinto perché è stato lui ad occuparsene. La realtà è questa ed è sotto gli occhi di tutti e, mi spiace che per ottenere questo risultato si sia rimandato l’appuntamento ulteriormente, smantellando un già ottimo team che c’era in precedenza sebbene fosse lontano dall’essere perfetto. La strada ad ogni modo è stata tracciata e sebbene si possa essere in disaccordo o meno, i risultati (anche questi) sono sotto gli occhi di tutti, tanto da permettere al buon Charles di togliersi un macigno dallo stomaco, dalle spalle e soprattutto dal cuore. Questa vittoria arriva in un momento delicato per la carriera del monegasco, perché fa tanto morale e va ad accrescere la sua sicurezza per gli appuntamenti a venire, permettendogli cosi di tuffarcisi “a pesce” proprio come ha fatto nel porto della sua città, sperando di vedere scene del genere più spesso nel futuro. Non c’è tempo di rilassarsi perché è già arrivato il momento di tuffarsi nel weekend canadese.

Buon GP del Canada a tutti e, perdonate il mio romanticismo se scrivo: “Gilles vive!”

Vito Quaranta

E’ UN’ALTRA FORMULA 1. LECLERC TRIONFA IN CASA SUA.

Montecarlo. La gara di casa.

Per Charles, ma anche per tanti altri piloti che qui ci abitano per via del suo clima mite.

Non stiamo a ricordare chi ha il record di vittorie nel Principato. Ci ha pensato la McLaren.

Nemo propheta in patria, Charles. Qui l’ha piazzata in pole varie volte, la terza proprio ieri, ma, per varie vicissitudini, non è mai riuscito a concretizzare il risultato parziale in una vittoria.

Come invece ha fatto negli ultimi anni la Red Bull, che però è arrivata in riva al mare con una preoccupante mancanza di correlazione, che ha portato Perez a qualificarsi in penultima fila, e Verstappen in terza. La RB20 saltella sui cordoli. Strano, perchè ad Imola a saltellare era la SF-24, mentre la macchina austriaca ci passava sopra senza fare una piega.

Si spengono i semafori ed è subito caos. A S.te Devote Sainz affianca Piastri all’interno, l’australiano tiene duro ma lascia spazio. Ciononostante i due si toccano. Ad avere la peggio è lo spagnolo, che fora l’anteriore sinistra e va dritto al Casino. Il casino, senza l’accento, accade però subito dietro, nella salita del Massenet. Le due Haas braccano Perez, con quel pazzo di Magnussen, dopo avere tirato una staccata da paura ad Hulkenberg, tenta di infilare anche il messicano dove non c’è alcuno spazio, e innesca una paurosa carambola. Risultato: RB20 totalmente distrutta, entrambe le Haas danneggiate e bandiera rossa esposta.

Nel frattempo, l’altro genio oggi in pista, Ocon, attacca in modo assurdo il suo compagno di squadra al Portier, avendone la peggio e non potendo poi riprendere la gara.

Si riparte da fermi dopo 45 minuti. Sainz viene graziato dalla direzione gara, che decide di schierare le auto nell’ordine delle qualifiche. Il regolamento consente di cambiare le gomme e di risolvere il problema della doppia mescola da usare in gara. A Leclerc viene quindi detto che non si fermerà più. Ci si aspetta, quindi, un bel trenino il cui viaggio durerà circa due ore.

Al ri-spegnimento dei semafori, la prudenza ha il sopravvento, e non succede praticamente nulla (evidentemente il replay dell’incidente ha avuto qualche effetto). 

Leclerc può permettersi di fare il passo che vuole, e i primi 3 sono tutti molto vicini, con Piastri fra le due Ferrari, e Norris molto vicino a loro. Chi non tiene il passo è Russell, che al giro 8 è già a 3 secondi, con Verstappen a ruota.

Al giro 22, i primi 4 sono più distanziati, e Russell si trova a ben 12 secondi.

A metà gara, non è cambiato nulla per i primi 4, mentre Russell si trova a 17 secondi, e il timore di Sainz è che Norris riesca a fare un pit-stop rimanendo davanti al connazionale. A quel punto, lo spagnolo dovrebbe fermarsi col rischio di perdere la posizione. A Leclerc viene quindi chiesto di rallentare tutto il gruppo, e, contemporaneamente, Russell aumenta il suo ritmo, mantenendo stabile il gap da Norris.

Al giro 40, i primi raggiungono un nutrito gruppo di doppiati. Questo consente a Leclerc di distanziare leggermente Piastri, e a Russell di riavvicinarsi a Norris, rendendo impossibile un eventuale tentativo di undercut.

Al giro 52 si ferma Hamilton, anonimamente settimo, e, a quello successivo, è il turno di Verstappen, altrettanto anonimamente sesto. In 10 giri, a pista libera, Max raggiunge Russell, ma a Montecarlo puoi avere un passo anche 3 secondi più veloce di chi ti precede, ma non lo passi.

Gli ultimi giri trascorrono tranquilli, e la gara finisce con la stessa identica classifica del primo giro. Leclerc vince, finalmente, in casa sua, precedendo Piastri, Sainz, Norris, Russell, Verstappen, Hamilton, Tsunoda, Albon e Gasly.

Ora, il calendario della Formula 1 realizzato in base a criteri di sostenibilità ambientale prevede un ritorno nel continente americano, in quel di Montreal. Ora sì che è lecito arrivarci confidando in un po’ più di incertezza sul risultato finale.

P.S. Magnussen non va penalizzato, va lasciato a casa, come diceva Andrea Stella qualche settimana fa. Ma non per una gara, per sempre. Perchè stavolta è andata bene per puro miracolo. E’ incredibile che gli steward non abbiano ritenuto l’evento degno di essere investigato. E’ un po’ che penso che in direzione gara, durante i GP, l’alcool scorra a fiumi, evidentemente è così.

P.S. 2 Io non credo alla narrazione che le RB vincenti siano tutte nate unicamente del tecnigrafo di Newey. Fatto sta che subito dopo l’annuncio dell’abbandono del genio inglese, la macchina sembra avere perso l’enorme vantaggio che aveva. E’ un caso?

P.S. 3 Con queste macchine, a Montecarlo non si può più correre un GP intero avendo uno spettacolo decente, a meno di non contare sul demolition derby. 

P.S. 4 Le riprese televisive sono semplicemente spettacolari. Peccato che le gare siano così noiose.

P.S. 5: Tanto noiosa la gara, quanto emozionanti le qualifiche.

P.S. 6 E’ ora che la RB pensi al sostituto di Perez. 

P.S. 7 E’ ora che la RB Cash qualcosa pensi al sostituto di Ricciardo. Ce l’hanno ai box a guardare i monitor, cosa aspettano a metterlo in macchina?

P.S. 8 Vive la France. Sempre. Ma almeno un punticino l’hanno preso, grazie, probabilmente, all’unica persona del team che ha un po’ di cervello (sto scherzando, eh…).

P.S. 9 Oggi finalmente possiamo smettere di accostare il nome di Leclerc a quello di Jean.

P.S. 10: Due Ferrari e due McLaren nei primi 4 posti. Quanti ricordi.

P.S. 11: E’ una grande Ferrari, possiamo dirlo forte. E io mi sono sbagliato su Vasseur. E ne sono contento.

F1 2024 – GRAN PREMIO DI MONACO

Da un circuito storico all’altro , si parte dall’Enzo e Dino Ferrari di Imola per arrivare all’iconico cittadino del Principato di Monaco. Anche qui’, sara’ ripetitivo come discorso, ma l’iconicita’ e’ tutto un retaggio del passato, in una F1 che, magari a torto, veniva percepita come una vera sfida tra temerari, sfida che le strette vie del Principato sublimavano come pochi altri circuiti.

Oggi, complice anche le dimensioni extralarge delle monoposto attuali, questa sfida rimane parzialmente confermata nelle qualifiche mentre la gara e’ solo un noioso torpedone che raggiunge il punto piu’ imbarazzante al passaggio alla Loews, una roba che neanche i Suv in fila per arrivare a Portofino puo’ reggere il confronto.

immagine da motorbox.com

Detto cio’ e soddisfatto il momento del ‘si stava meglio quando si stava peggio’, torniamo alla stretta attualita’ che vede una curiosa teoria parzialmente confermata dalla realta’ dei fatti: la Red Bull puo’ essere battuta o quanto meno regolarmente insidiata. E a fare tutto cio’ non e’ la Ferrari, migliore candidata considerando il trend dell’ultima stagione bensi’ la McLaren che sotto la guida di Stella cometa ha fatto un salto che avremmo definito quantico anche solo un anno fa. 

Bravi loro e male per i Rossi che pero’ hanno dimostrato di poterci entrare a fare a spallate in quel gruppetto, soprattutto se elimineranno qualche defaillance in qualifica e nelle strategie di gara (si lo so, non ridete…). A parte gli scherzi, la SF-24 e’ migliorata dopo l’ultimo step di sviluppo imolese e Leclerc si aspetta molto anche da quelli che verranno introdotti a breve, sempre posto il fatto che gli altri non migliorino di pari passo se non di piu’.

A Monaco la Ferrari viene data come la favorita dagli addetti ai lavori e se non fosse per il fatto che questi ultimi si sono sbagliati piu’ volte di quanto faccia Leclerc quando va in overdriving, ci sarebbe anche da credergli. In ogni caso ci si aspetta molto dalla Scuderia e chissa’ se per la prima volta Leclerc potra’ essere profeta in patria.

immagine da motori.it

Ovviamente sia Verstappen che la McLaren, che per l’occasione sfoggera’ una livrea dedicata a Senna, non sono d’accordo e cercheranno di sovvertire questo pronostico con il risultato che ci aspetta una lotta infuocata in qualifica, per la gara chissa’.

Mercedes, inaspettatamente, non esce con le ossa rotte da Imola e addirittura punta anch’essa a formare un forza 4 di scuderie in lotta per il podio e per la vittoria. Non so quanto possa essere giustificato questo ottimismo ma evidentemente gira roba buona in quel di Brackley.

immagine da rossomotori.it

Chi e’ chiamata ad un riscatto e’ l’Aston Martin, inguardabile a Imola e piuttosto sottotono negli ultimi Gp. Se neanche Alonso riesce a metterci una pezza e le sue prestazioni si avvicinano a quelle del compagno di team la situazione e’ grave, soprattutto per un team che per risorse economiche e outlook sembra essere in rampa di lancio per arrivare a giocarsi il mondiale nel 2026.

Le altre dovranno accendere un cero a santa Devota e sperare in qualche exploit in qualifica, magari con qualche inaspettato regalino di qualche pilota piu’ quotato. Acchiappare un buon posto in griglia e poi fare catenaccio fino alla bandiera a scacchi. In questo potrebbe aiutare la minaccia di pioggia in qualifica che sembra piuttosto reale.

Di Alpine non parlo piu’ dato che li avevo dati per dispersi a Imola e invece, tutto sommato, non sono poi andati cosi’ male. Ecco, diciamo che questa volta spero vadano bene…

Sul fronte mercato piloti sembra che Sainz sia rimasto con il classico cerino in mano: solo l’Audi resta come valida opzione che seppur potenzialmente vincente e’ un po’ un salto nel buio. Sia Red Bull che Mercedes sembrano puntare su altro: usato sicuro e obbediente Perez per gli austriaci e fascinazione e scommessa italiana per i tedeschi che sembrano voler promuovere dal 2025 Kimi Antonelli.

In chiusura piccola nota su Ferrari: nel nuovo patto della Concordia il bonus storico dedicato alla Scuderia sara’ confermato ma in qualche modo ‘congelato’, ovvero una cifra fissa che non seguira’ un eventuale andamento al rialzo dei ricavi che il circus potra’ ottenere, come avviene tutt’ora. Chissa’ come la prenderanno i grandi capi di Torino…

Rocco Alessandro

 

BASTIAN CONTRARIO: IL SORPASSO

Signore e Signori che mi leggete alla fine della giostra, chiamata GP di Imola, i tanto attesi aggiornamenti della Ferrari hanno funzionato o no? Nella mia vita ho imparato, soprattutto sulla mia pelle, che le cose o funzionano o non funzionano. Quindi in valore assoluto, considerando il risultato ottenuto da un lato e disatteso dall’altro, perché inutile nasconderlo che il pensiero ce l’avevamo messo, gli aggiornamenti non hanno funzionato come ci si aspettava. Questo in valore assoluto appunto, perché poi andando a vedere l’andamento della gara (da qui poi il tanto amaro in bocca) questi upgrade il loro dovere lo hanno svolto eccome, tant’è vero che la Rossa (di LeClerc) era quella che meglio preformava con le gomme paradossalmente, solo che non riusciva a raggiungere e sorpassare la McLaren di Norris e la Red Bull di Verstappen, cosicché alla fine è giunto inevitabile il sorpasso dei papaya ai danni della Beneamata. Come ho già scritto su queste righe, la curva di miglioramento per quanto riguarda questo regolamento, si sta appiattendo ed inevitabilmente chi ha fatto bene i compiti a casa (infatti AMG rema e dubito che la vedremo protagonista anche l’anno prossimo), si è avvicinato a Red Bull. Premesso che non immaginavo che questo avvicinamento sarebbe arrivato cosi velocemente, c’è da dire che il bello dell’attuale stagione, è proprio quello che abbiamo tre top team uno a ridosso dell’altro (domenica scorsa i primi tre erano raggruppati in un decimo) e proprio per questo ho scritto in passato che è davvero un peccato che l’anno prossimo finisca tutto, perché con il livello di competizione raggiunto in termini di sviluppo, a parità di macchina, solo i piloti avrebbero fatto la differenza con inevitabile guadagno dello spettacolo. Di contro (c’è sempre il trucco), questa attuale realtà ci dice anche che la concorrenza è aumentata e dunque, se non sei perfetto, può succedere quello che abbiamo visto proprio durante il GP imolese e cioè che Charles più di tanto non riusciva ad avvicinarsi a Norris, con il risultato che la Rossa in pista di sicuro non era la seconda forza e, l’inevitabile sorpasso nei riguardi della Ferrari è stato consumato sotto i nostri occhi.

In un mondiale cosi tirato (per il secondo posto, perché dopo quello che Verstappen ha dimostrato non credo ci siano dubbi su chi conquisterà nuovamente il mondiale) ogni dettaglio conta e può fare la differenza e, sebbene Ferrari era ottima sulle gomme, è anche vero che il problema congenito che si porta dal primo GP e cioè la qualifica, purtroppo al momento sembra non essere stato risolto. Con tre vetture che praticamente si eguagliavano in una pista dove è difficilissimo sorpassare (singolare che dopo le qualifiche abbiano fatto vedere lo speciale “Villeneuve – Pironi, dove a Imola se le sono date di santa ragione tra sorpassi e contro sorpassi!) partire dietro, significa condannarsi a conservare la posizione di partenza a meno di stravolgimenti miracolosi. I tre di testa hanno impresso un ritmo praticamente identico e, come ho detto poc’anzi, in questa condizione sono proprio i piloti a fare la differenza. Gli ultimi venti giri sono stati indicativi del loro comportamento e ciò che è balzato all’occhio è che purtroppo, dei tre, quello che ha sbagliato è stato proprio LeClerc. Si possono trovare mille giustificazioni al suo errore eppure il fatto rimane e cioè, che è stato lui ad andare lungo alla “Gresini” e non i suoi avversari che di fatto sono stati chirurgici. A tal proposito Verstappen nel weekend imolese ha dimostrato perché è campione e che di certo, non lo è solo perché ha un mezzo superiore alla concorrenza. Questo infatti poteva valere l’anno scorso, non di sicuro in questa stagione. Signore e Signori qui si sta parlando di uno sportivo che è dedicato anima e corpo, letteralmente parlando, alla causa delle corse automobilistiche da competizione e non c’è niente che lo distoglie da questo chiodo fisso. Verstappen, prima di scendere in pista per la gara, si è sparato una challenge virtuale (di corse di durata!) vincendola tra l’altro. Mentre i suoi colleghi dormivano o si svagavano, l’olandese si è messo a gareggiare per i fatti suoi anche se virtualmente. Max ha un solo pensiero, una sola fissa, è completamente concentrato ad un solo mood e non c’è altra distrazione per lui se non quella di vincere. Questa sua forma mentis l’ha poi dimostrata in gara con una finezza ed una freddezza di guida annichilente. Credo che tutti abbiate notato il fatto che sia stato richiamato ufficialmente perché ha superato il numero massimo dei (maledetti) track limit. Ebbene Max non ha sbagliato inconsapevolmente perché sopraffatto dalla pressione di chi lo seguiva, se mai l’olandese sapendo che aveva a disposizione tre “jolly” da giocarsi prima che venisse punito, li ha sfruttati tutti cercando di accumulare più vantaggio possibile (“mangiandosi” tutta la pista possibile), creando cosi un “cuscino” che potesse farlo stare tranquillo nei riguardi di Norris dietro. Tutto questo sapendo che dopo non avrebbe potuto sbagliare più, qualunque cosa fosse successa… ed infatti non lo ha sbagliato! Come ci si fa a difendere da un campione del genere? Come si può pensare di battere uno cosi? Allo stato attuale Verstappen è all’inizio del suo apice di forma ed uno cosi, non lo batti a meno che non si decida di rischiare l’osso del collo. Purtroppo tanti, troppi, hanno derubricato la causa della sua vittoria alla pole ottenuta grazie alla scia dell’incolpevole Hulkenberg (il quale è stato anche attaccato a mezzo social… queste sono le conseguenze delle telecronache urlate), quando non ci si vuole rendere conto che si è di fronte ad uno che non lascia nulla al caso e, che per metodologia di approccio alle gare, può tranquillamente essere paragonato a Schumacher. Sono ferrarista e, assumendomi le responsabilità di quello che scrivo, è giusto lasciare il tifo fuori (mi piacerebbe tanto dirne quattro a quel “campione” che ha mostrato il dito medio all’olandese mentre usciva per il suo giro lanciato!) e cercare di essere il più lucidi possibili e allo stato attuale Verstappen è una spanna sopra tutti.

Come mai Charles ha sbagliato? Il sedile inizia a scottare? La sua SF24 presentava, a causa degli aggiornamenti portati, degli aspetti sconosciuti di inguidabilità? L’ho detto prima, di giustificazioni se ne possono trovare a iosa, resta il fatto che dei tre di testa quello che ha clamorosamente sbagliato (aggiungendo che gli è andata anche bene visto che Sainz è stato veramente opaco, Piastri era troppo distante e Perez non ha fatto altro che litigare col circuito) è stato proprio lui e questo fa male, anche perché il monegasco è attualmente secondo nel mondiale piloti e questo senza mai aver vinto un GP! Ciò è clamoroso, a proposito di campioni, perché viene da chiedersi cosa sarebbe capace di fare se avesse una monoposto al 100% competitiva e, con questo voglio dire affidabile a partire dalle qualifiche. A quanto ho capito, la SF24 ha del potenziale ancora inespresso e bisognerà aspettare Barcellona per arrivare alla quadra di tutto (sperando che a Maranello non inizino ad usarla come abitudine quella “del buttare le mani avanti”). Nel frattempo al buon Charles consiglio di sfruttare questo tempo a disposizione per concentrarsi di più alla pista perché come detto, uno come Verstappen, se non hai la testa al 100% dedicata completamente alla pista difficilmente lo batti. Ad ogni modo il sorpasso è avvenuto e, la gara di casa del monegasco, può essere il campo di battaglia ideale per effettuare il contro sorpasso.

Buon GP di Montecarlo a tutti.

Vito Quaranta

NON E’ UN’ALTRA FORMULA 1: VERSTAPPEN 5 DI 22 AD IMOLA

Imola, finalmente. Dopo due anni di attesa, il circus ritorna sulle rive del Santerno, e lo fa a 30 anni esatti di distanza da quel tragico week-end. Di cui non parleremo in questo articolo, visto che lo abbiamo già fatto da un’altra parte, è già stato fatto sul circuito, e lo rifaremo anche noi fra una settimana a Trebbo, Ma, onestamente, è anche ora di guardare avanti, al di là del giusto ricordo di chi ha dato la vita per la propria passione.

La Ferrari presenta la versione 2.0, sulla quale si sono dette meraviglie. Che al sabato non si sono concretizzate, nonostante il dominio del venerdì e un Verstappen impegnato a conoscere bene le vie di fuga, che quest’anno sono in ghiaia. Max la piazza in pole, di un soffio davanti alle due McLaren, con Lecler quarto e Sainz quinto. La domenica, però, la Ferrari partirà in seconda fila, per la penalità comminata a Piastri causa impeding.

Partenza senza emozioni, e per 15 giri i primi 6 restano nell’ordine con il quale sono scattati dalla griglia. Il vantaggio di Verstappen è di 5 secondi su Norris. La strategia ideale prevede una sola sosta, e, in un circuito dove è impossibile superare, le possibilità di cambiare l’ordine sono limitate al momento della sosta.

Norris si ferma al giro 23, ma Lando non riesce a stare davanti a Perez. Al giro successivo è il turno di Piastri, e poi di Vestappen, mentre le Ferrari restano in pista. 

Leclerc si ferma al giro 26, e anche Leclerc si ritrova dietro a Perez, con Norris che ha aumentato il suo vantaggio. Sainz attende ancora 2 giri per fermarsi, e questo gli costa la posizione su Piastri e pure lui si trova dietro il messicano.

Nella seconda parte di gara non succede praticamente niente. Leclerc si avvicina a Norris, poi va lungo alla variante alta e la sua corsa per la seconda posizione finisce lì. Norris si avvicina a Verstappen, giusto per fare urlare un po’ i telecronisti, ma resta dietro.

Finisce così con Verstappen vincitore davanti a Norris, Leclerc, Piastri, Sainz,  Hamilton, Russell, Perez, Stroll e Tsunoda.

Ora si va a Monaco, altro circuito dove non si supera. La ghiaia non è servita a dare un po’ d’emozione, vediamo se il guard rail potrà aiutare a non farci dormire. Ormai dobbiamo attaccarci a quello.

P.S. Se si aggiorna e gli altri aggiornano di più, si rimane sempre lì.

P.S. 2 Il buon Max si è svegliato alle quattro per fare il suo stint della 24 ore del Nurburgring virtuale, che ha pure vinto. E questo deve fare pensare perchè, se come si sente dire in giro, lui o è in macchina o è al simulatore, non a giocare, come fanno gli altri colleghi, ma a confrontarsi con professionisti che, a suo dire, lo battono pure, e lui ne è contento perchè così impara. Si spiega come mai sia sempre davanti agli altri e, in particolare, al suo compagno di squadra, di un bel po’. Potremmo definirlo “un secchione”, ma questo è un tratto comune a tutti coloro che in carriera hanno raggiunto traguardi importanti a livello di numeri.

P.S. 3 L’aria di casa fa male agli strateghi Ferrari. La strategia di oggi è stata furba tanto quanto quella adottata un mese fa al WEC.

P.S. 4: i cronisti di Sky, nonchè Genè, sono convinti che Verstappen abbia vinto grazie alla scia presa ieri da Hulkenberg che gli ha consentito la pole. Lasciamoglielo credere.

P.S. 5: sempre i cronisti di Sky, sono convinti che questa sia un’altra Formula 1, perchè Lando è arrivato ad 1 secondo da Sky. Lasciamoglielo credere.

P.S. 6: ancora i cronisti di Sky sono convinti che la Ferrari sia a posto col degrado gomme perchè Sainz ha fatto il suo giro veloce all’ultima tornata. Ma Sainz è arrivato a 22 secondi da Max. Quindi delle due l’una, o non è vero o in Ferrari vogliono usare il treno di gomme anche a Monaco.

P.S. 7: Mi tocca rimpiangere Poltronieri e Mazzoni.

P.S. 8: non so perchè ma tutte le volte che Leclerc ci dà dentro ad Imola, mi aspetto sempre l’errorino. E, purtroppo, regolarmente arriva nella stessa curva.