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LE NON PAGELLE DI SPA 2024

Continuano le emozioni in questa stagione di Formula 1 che, se continua così, si avvia a diventare una delle più eccitanti degli ultimi 10 anni. Non che ci voglia molto, a dir il vero, visto che tolti il 2016 e il 2021 e qualche metà di stagione non è che ci sia stato di che esaltarsi ma tant’è e godiamocela. Dei sette vincitori diversi ci eravamo già compiaciuti in Ungheria, ora abbiamo anche due vincitori diversi nello stesso GP! Già, perché dopo qualche ora dalla conclusione del GP i commissari sanciscono la squalifica di Russell causa peso insufficiente privandolo di quella che sarebbe stata una meritatissima terza vittoria in carriera. La conseguenza è che tutti i piloti dietro di lui scalano avanti di una posizione. In primis, è proprio il caso di dirlo, Lewis Hamilton, che passa dalla delusione assoluta alla delusione relativa e incassa la vittoria numero 105 della sua carriera. Da 3 a 2 e da 104 a 105: chi si rammarica di più? Va tuttavia sottolineato che, squalifica a parte, Mercedes aveva fatto una doppietta che non si vedeva da… be’, pensate un po’: dalla prima vittoria di Russell a San Paolo nel 2022 ma prima di quella bisogna risalire al 2020 per trovarne un’altra. Insomma, che Mercedes fosse tornata a dir la sua l’avevamo già capito ma la conferma di Spa, anche viste le vicissitudini del venerdì e il sabato, va oltre ogni aspettativa. Sorprende anche, dal punto di vista tecnico, che RBR non abbia goduto dei vantaggi del DRS che fino all’anno scorso aveva. Ce n’eravamo già accorti a Budapest dove però il corto rettilineo costringeva ad una sospensione del giudizio. Sul Kemmel, invece, di giustificazioni non possono esserci e la visione di Verstappen praticamente impossibilitato a superare una qualunque vettura dei top team a Spa è stata davvero inedita.

Nelle pagelle dell’Ungheria mi sono, per così dire, lamentato della povertà delle strategie poste in essere da praticamente tutte le scuderie nel senso che quasi tutti hanno preso scelte assai discutibili, per usare un eufemismo. In questo GP, tesissimo proprio dal punto di vista strategico, si è visto qualcosa di meglio ma ancora ampiamente insufficiente se pensiamo alla strumentazione di cui i team possono disporre. Va detto però che da un lato un GP di soli 44 giri (il circuito di Spa è il più lungo del mondiale) restringe la finestra decisionale ma dall’altro rende ancora più decisiva ogni decisione presa. Da questo punto di vista, la scelta di andare su una sosta era oggettivamente difficile da prendere, a maggior ragione se si considera il meteo ballerino del venerdì e del sabato che non ha consentito di trarre indicazioni determinanti. Tuttavia, c’è chi l’aveva pianificata: Tsunoda, Magnussen, Stroll e Alonso. A guardare l’esito della gara pare piuttosto evidente che Magnussen e Alonso abbiano ottenuto più di quanto avrebbero ottenuto se invece fossero andati su due soste. Magnussen ha chiuso ben 20 secondi avanti a Hulk e Alonso, primo degli “altri”, ha capitalizzato in questo modo tanto la posizione in griglia quanto l’ottima partenza nonostante un ritmo non esaltante e certamente inferiore ai due Alpine, Ricciardo e Albon che gli sono arrivati dietro. Male invece Tsunoda e Stroll. Ovviamente il più clamoroso effetto della strategia ad una sosta l’abbiamo visto con Russell che però, a differenza dei poc’anzi citati, sembrerebbe che abbia deciso in totale autonomia intuendo che avrebbe potuto rischiare solo a fine GP. Intuizione straordinaria, come abbiamo visto, purtroppo vanificata dai calcoli errati del suo retrobox: il geniale prolungamento dello stint ha portato sì la vittoria sperata ma ha anche consumato a tal punto le gomme fino a far perdere loro 1.5 kg di peso (e forse più a questo punto), poi rivelatisi decisivi nella consueta pesa di fine gara. La decisione si rivela essere dunque geniale dal punto di vista del pilota mentre totalmente sbagliato è l’avallo che è stato dato dal retrobox (o strategy room che dir si voglia) in quanto non hanno calcolato la perdita di peso che avrebbe poi certamente implicato la squalifica a fine gara. Se poi ricordiamo che Spa, al termine della gara, non consente di fare il giro di rientro (a La Source rientrano percorrendo la corsia dei box al contrario) l’errore diventa ancora più macroscopico: può essere che avessero calcolato di recuperare peso raccogliendo i “marble” (e peso) sparsi per il circuito ma dimenticando clamorosamente questa caratteristica di Spa. Insomma, ancora una volta si dimostra che i retrobox e tutta la loro potenza di calcolo si sfalda come neve al sole se non c’è un cervello biologico funzionante dietro. Oppure, il che non cambia l’esito, a che pro avere tutta questa potenza di calcolo se poi non la si sfrutta a dovere? Faccio infine notare che i succitati “onestoppisti” hanno passato i controlli del peso senza problemi: segno che loro, invece, i calcoli li avevano fatti bene.

Ma vediamo più in dettaglio la gara dei piloti e siccome si dice, a ragione, che Spa sia l’università della Formula 1 le non pagelle di oggi si trasformeranno in veri e propri esami universitari.

RUSSELL: 30 e lode (ma non risulterà sul libretto!)

Il libretto di Russell non verrà vergato con il massimo dei voti e toccherà ripetere la sessione l’anno venturo. Spiace, perché la decisione di cambiare strategia era tutta farina del suo sacco ed era un’intuizione giusta. L’errore marchiano quanto clamoroso è compiuto dai cervelloni della “strategy room” che non hanno fatto bene i calcoli oppure hanno dimenticato, come poc’anzi accennato, che a Spa non si fa il giro di rientro. Male, anzi malissimo! Visto che in questo ambito si è decisa la gara del nostro eroe credo sia opportuno notare che il team radio che ha dato origine al cambio di strategia suonava più o meno così: “think about the one stop”. Come a dire: fate i calcoli per capire se si può fare oppure no. Non è che Giorgino se ne è stato zitto o ha rifiutato sdegnosamente ogni altra mossa ma da buon ragazzetto educato inglese ha gentilmente chiesto se si poteva fare. Lì il muretto ha sbagliato: potevano e dovevano sapere il peso della vettura e le conseguenze che sarebbero derivate dal consumo della gomma per 36 giri e non per la dozzina o poco più che era stato calcolato in precedenza. Errore di Mercedes che rischia di costare carissimo nel contesto totale della stagione perché nel costruttori, se verrà confermato il trend attuale, tutto è ancora da decidersi.

HAMILTON: 30 e lode

La lode è postuma per via della squalifica di Russell che lo issa al culmine del podio ma ci sta tutta. Al via oltre all’eccellente scatto lo vediamo fare a ruotate con Perez fino alla Source e poi scendere verso il Radillon non con un pelo ma con un intero tappeto d’angora nello stomaco in un testa a testa da brividi che fa infine cedere il pilota messicano dai suoi intenti di conservare la seconda posizione dietro Leclerc. Non pago, resiste al contrattacco di Perez con una chiusura cattivissima subito prima di Les Combes. Poi gli basta un giro per mettere le cose in chiaro con il suo futuro compagno di squadra con una impietosa sverniciata sul Kemmel. Di lì in avanti è uno spettacolo di ritmo e controllo che non si vedevano dalle stagioni 2017 e 2018 quando l’attacco di Vettel al suo primato (e le strigliate di Niki Lauda) lo indussero ad arricchire il suo stile di guida. Nel post gara era visibilmente furioso perché sapeva di aver fatto una gara eccezionale. Poco male però,  visto l’esito postumo. Ora è l’unico oltre a Verstappen ad avere più di una vittoria in stagione. Promosso!

PIASTRI: 29

Niente massimo dei voti per il buon Oscar anche se ne ero molto tentato. Perché? Vi chiederete. Non è tanto per la posizione (terzo-secondo) quanto per alcuni errori ed errorini che ha sparso qui e là evitando i quali, con il proverbiale senno di poi, avrebbe potuto essere lui a portare a casa la seconda di stagione (e di carriera). Mi riferisco in particolare ad un paio di volte in cui ha messo le posteriori sulla ghiaia e al suo secondo pit in cui non calcola correttamente la frenata e va lungo facendo prendere un bello spavento al meccanico che teneva il cavalletto. In questi frangenti perde suppergiù un totale di 4 secondi, 4 secondi che nel finale gli avrebbero fatto molto comodo. Detto questo, tuttavia, il resto della gara è veramente eccellente. Il consueto eccellente scatto mette in difficoltà il suo team mate che nella foga di resistergli commette l’errore che lo condizionerà per il resto del GP. Si toglie la soddisfazione di superare in pista Russell, Perez e Leclerc e forse, subito dopo, fa anche un pisolino quando dalla terza posizione a circa 7 secondi da Hamilton, per un paio di giri sembra accontentarsi. Dal box lo spingono: guarda che la davanti ci sarà un duello alla fine! Vai! E hanno ragione perché all’ultimo giro è negli specchietti di Hamilton. Sarebbe cambiato qualcosa se si fosse svegliato un paio di giri in anticipo? Probabilmente no ma avrei tanto voluto vederlo. Ad ogni modo, promosso anche lui!

LECLERC: 30

Dopo l’ottima gara in quel di Budapest, Charles si conferma nell’ancora più difficile Spa. Il voto altissimo è conseguenza del sabato superlativo, dello strepitoso scatto al via, della capacità che ha avuto di tenere fondamentalmente lo stesso ritmo di Hamilton nei primi due stint, dell’aver guidato sopra le difficoltà della macchina e di una strategia non ottimale (ci risiamo!) e, infine, nell’arcigna quanto splendida resistenza opposta a Verstappen e Norris negli ultimi giri di gara. Senza scomodare vecchi mantra (date una macchina a questo ragazzo…) è bello vedere che Charles è sempre Charles. La sua versione 2.0, cioè la versione di Charles che sa gestire le gomme, è decisamente migliore di quella precedente. In molti hanno notato che il terzo stint sembra non essere stato all’altezza dei primi due. Vero. Ma la spiegazione va cercata nel porpoising che gli aggiornamenti delle ultime gare hanno fatto ricomparire sulle vetture della scuderia. Qui in Belgio le novità portate hanno effettivamente mitigato il problema che ha innervosito Charles solo nel finale di gara, a serbatoio scarico. Poco, forse, ma abbastanza per impedirgli di puntare con più decisione al podio (che è arrivato solo grazie alla squalifica di Russell). Ad ogni modo, promosso!

VERSTAPPEN: 28

Il voto è la media tra il 30 e lode delle qualifiche e il 25 della gara. Ma cosa ha fatto Max al sabato?! Se ho salutato Charles come superlativo, in quel frangente, cosa dovrei dire di lui? È stato strabiliante vederlo, con pista bagnata alla prima uscita in Q1, andare un secondo e mezzo più veloce del più veloce degli altri. Semplicemente: WOW! Ok, ok lo aggiungo: mai visto questo! Vero è, raccontano le cronache, che l’assetto di RBR fosse particolarmente adatto a quelle condizioni (come ha dimostrato Checo finalmente senza grossi problemi a giocarsi la sua in qualifica) ma i distacchi, santo cielo, i distacchi! La penalità che doveva scontare lo mette tuttavia 11° in griglia e sa già che non avrà vita facile. La scommessa di un assetto siffatto sta probabilmente in un meteo ballerino anche per la domenica. Parte in modo eccellente e guadagna tre posizioni in un giro poi accade l’impensabile. Si accoda a Norris e non riesce a superarlo. Lo fa solo nel valzer dei pit stop giocando con un undercut che alla fine gli vale la posizione solo su Sainz e Norris. Nel finale, Perez viene fatto accomodare di lato per consentirgli il recupero su Leclerc che, a livello cronometrico, riesce ma poi, anche qui con somma sorpresa del sottoscritto, non corona con il sorpasso per via della stupefacente resistenza di quest’ultimo. Nonché, a dirla tutta, a causa di un DRS che non pare più quello che ha lanciato Max nell’olimpo nelle ultime stagioni. Alla fine è soddisfatto per via dei punti guadagnati su Norris ma in questo mese di vacanza non sarà rilassato come lo è stato negli ultimi due anni.

NORRIS: 18

Voto deludentissimo per Lando in quel di Spa. Mi spiace ma non viene bocciato solo perché comunque, alla fine, ha limitato i danni. Dopo il pasticcio del finale di Budapest era assolutamente chiamato ad una gara di alto livello e purtroppo ha “toppato” in modo clamoroso. In qualifica non ha saputo cogliere il momento di difficoltà che la pista offriva a tutti gli altri piloti e deve accontentarsi di un quinto posto non all’altezza delle sue ambizioni. Domenica, offre quello che ormai possiamo considerare il suo consueto campionario di errori in partenza: scatta male al via e, non pago, nel vano tentativo di resistere al suo compagno di squadra va largo a La Source mettendo la posteriore sinistra sulla ghiaia e perdendo così ben tre posizioni. Si fa beffare dall’undercut di Max ma quel che è peggio e che pur trovandosi nella sua scia per gran parte della gara non è mai riuscito a portare un attacco degno di questo nome. Perde anche 2 punti nella lotta mondiale contro Max. Poteva andare peggio? Sì, ed è l’unico motivo per cui non viene bocciato sonoramente all’esame. Poteva ad esempio farsi prendere dalla frustrazione e commettere errori ancora più marchiani e decisivi per la sua classifica. Non è accaduto ma è giusto accontentarsi di questo viste le sue ambizioni? No, per nulla. Come si suol dire questo mese di vacanza dovrà dedicarlo a ricaricare le batterie.

SAINZ: 22

Voti bassi anche per Carlos in quel di Spa. In qualifica delude parecchio subendo un distacco di ben 7 decimi da Leclerc. In gara decidono di differenziare le strategie mettendo a Charles le gialle e a lui le bianche. Parte anche bene, Carlos, e nel primo stint se la cava egregiamente lasciando sperare in una seconda metà di gara di alto livello. Invece, con le gomme gialle non riesce a combinare granché e si rende anche protagonista di una pericolosa escursione sulla ghiaia che per poco non lo mette fuori gara. Costretto al cambio dopo soli 8 giri da lì in avanti si plafona e non si vede più. Peccato.

PEREZ: bocciato.

Spa era per Perez l’ultima spiaggia per tentare di raddrizzare una stagione sin qui molto deludente. Nonostante la firma di poche settimane fa, il paddock era tutto un brulicare di voci su “condizioni matematiche” relative al distacco da Max che trasformerebbe le carte del rinnovo in un depliant per il kebab da asporto. Il fine settimana inizia bene e contrariamente a quanto visto fino ad oggi il buon Checo pare trovarsi a suo agio in qualifica tanto da conquistare una insperata terza posizione in griglia. Certo, il distacco abissale rimediato da Max non lasciava presagire buone sensazioni ma, per una volta, l’occasione era comunque buona per dimostrare alla dirigenza Red Bull di poter ancora fare qualcosa di buono. Peraltro, visto il circuito di estrema difficoltà, ciò avrebbe forse potuto consentirgli di conservare il posto fino a fine stagione. Purtroppo per lui, alla partenza è costretto ad una durissima lotta contro Lewis che lo vede sconfitto. Quando si ritrova alle spalle di Charles si vede plasticamente che non è in grado di reggerne il ritmo. Quest’ultima cosa e ciò che risalta e risulta nella valutazione della sua gara: non regge il ritmo degli altri. Umiliato come da programma da Max al trentesimo giro va poi sempre più indietro fino a ritrovarsi in una terra di nessuno. Il pit stop finale per mettere le rosse e fare il giro più veloce, a questo punto, sembra proprio Il canto del cigno che fa da mesto congedo alla sua avventura in RBR. Zandvoort ci dirà se tutte queste voci sono fondate o se il malloppone che i suoi sponsor versano a RBR è più pesante dei punti persi. Nel frattempo, credo proprio che Checo vivrà le peggiori vacanze da qualche tempo a questa parte. Bocciato!

ALONSO: 24

Tra i pochi ad aver pianificato la strategia ad una sosta riesce a capitalizzare in modo esemplare e senza soverchie difficoltà

OCON: 27

Ottima prova del francese, fresco di nuovo (e forse insperato) contratto con Haas per l’anno prossimo, che si fa ammirare per un’ottima qualifica e la grande combattività mostrata in gara.

RICCIARDO: 24

Il riccio ritrova un po’ del suo sorrisone portando a casa un intero week end con performance migliori di quelle di Tsunoda. In gara si è mosso bene con strategia aggressiva (rosse in partenza) che gli ha consentito di tenere decentemente all’inizio. Il punto conquistato è frutto ovviamente della squalifica di Russell ma va bene così. Vista la contemporanea debacle di Perez le voci che lo vedono su un’altra vettura in quel di Zandvoort si stanno moltiplicando. Sicché la promozione all’esame Spa potrebbe anche diventare una promozione di più ampio respiro. Staremo a vedere.

STROLL: bocciato!

Il candidato ritorni al prossimo appello! Dopo alcune buone prove che sembravano proiettarlo se non davanti quantomeno a fianco di Alonso ecco che all’esame Spa si fa trovare vistosamente impreparato. Qualifica orribile (entra in Q2 per miracolo dove però prende ben 1.5 sec da Alonso) e in gara, a parità di strategia, si prende ben 24 secondi dal suo attempato compagno di squadra.

ALBON: 23

13 millesimi dal Q3 e ad un soffio dai punti. Sfodera una strategia aggressiva (gialle-gialle-bianche) che lo porta negli ultimi giri ad una virgola da Stroll. Non riesce però nell’intento del sorpasso perché era a sua volta pressato da Gasly. Combattivo come sempre!

GASLY: bocciato!

Il candidato ritorni al prossimo appello. In realtà non è andato malissimo, anzi. Però perde nettamente il confronto con Ocon nonostante una strategia leggermente migliore.

MAGNUSSEN: 18 politico.

Evita la bocciatura grazie all’esser riuscito a vincere la gara interna con Hulk e al fatto di aver fatto funzionare la strategia ad una sosta. Ma, onestamente, non c’è di che esser felici visto il passo indietro fatto da Haas dopo le buone prove in Austria e in UK.

BOTTAS: 18 di incoraggiamento.

Visto pimpante (per quanto può essere pimpante Valtteri) in qualifica e addirittura autore di un sorpasso in gara sul Kemmel ai danni di Tsunoda. Il ritmo, nel complesso, delude non poco e solo grazie ad una buona strategia non viene doppiato.

TSUNODA: bocciato!

Il piccolo Yuki si presenta all’esame universitario speranzoso e forte di una fin qui buona stagione. Con il marasma in RBR e il traballante sedile di Perez era chiamato ad una prova che mettesse dubbi a Horner & C. Invece? Invece male in qualifica e inconsistente in gara. Mentre i suoi connazionali fanno incetta di medaglie nel Judo olimpico lui subisce un “Ippon”, una bella schienata, da Ricciardo proprio nel momento più importante. Torni al prossimo appello!

SARGEANT: bocciato!

Mentre Albon si da da fare e porta a casa tutto quel che può Sargeant, che negli ultimi due GP non aveva sfigurato come in passato, torna l’inconsistente pilota che conoscevamo. Non gli consigliamo nemmeno di tornare al prossimo appello quanto, piuttosto, di trovarsi un altro lavoro.

HULKENBERG: Bocciato!

Dopo i fantastici sesti posti di Austri e UK il nostro eroe fa un passo del gambero in stile olimpico: doppio carpiato all’indietro! Mestamente ultimo e ancora una volta con una strategia ai limiti del ridicolo: gialle per 7 giri, bianche per 12 e poi gialle per un lunghissimo stint a concludere la gara. Se in Haas cercano uno stratega candido il simpatico figlioletto di 10 anni dei miei vicini di casa: peggio non può fare.

ZHOU: s.v.

Rompe dopo pochi giri.

 

Buone vacanze!

 

 

RUSSELL 30 E LODE ALL’ESAME DI SPA. MA HA COPIATO.

Ed eccoci all’università della Formula 1.  Dove è possibile vedere tre delle quattro stagioni in un solo week-end.

Venerdì estate, sabato autunno, domenica primavera. E in autunno le foglie cadono, ma, prima di cadere, a Spa fanno la pole. Con Max penalizzato, Leclerc sfrutta bene un set di intermedie nuove e la piazza in “pole position”, con a fianco un’altra foglia in procinto di cadere, il prode Sergio Perez.

Allo spegnimento dei semafori, Leclerc parte bene, Perez non altrettanto, e perde la posizione su Hamilton. Il quale, al terzo giro, supera anche Charles e si porta in prima posizione. Dietro ai primi 3 ci sono Piastri, Russell, Sainz, Norris, autore ancora una volta di una pessima partenza, e Verstappen.

Il primo a fermarsi, al giro 11, è proprio Max, con Russell che lo imita. Questo porta a fermarsi anche Hamilton, Perez e Piastri, mentre le due Ferrari restano in pista, al comando della gara. 

Leclerc si ferma al giro 12, ma è troppo tardi, e il monegasco riesce a mantenere la seconda posizione solo grazie al fatto che Piastri e Perez sono rimasti bloccati dietro a Stroll. L’australiano passa il messicano e si porta all’inseguimento di Charles.

L’ultimo dei primi a fermarsi è il leader della corsa, Sainz, che all’uscita dai box si ritrova inevitabilmente in ottava posizione. Contemporaneamente, Russell supera Perez e si porta in quinta posizione. Il messicano viene fatto rientrare immediatamente ai box, evitando così il duello con il suo compagno di squadra. Il quale deve però difendersi da Norris, 

Al giro 26 la Ferrari fa fermare Leclerc per tentare l’undercut su Hamilton. Ma la sosta non è velocissima. Ovviamente la Mercedes reagisce e Lewis si ferma al giro successivo. La sua sosta è esattamente un secondo in meno, e l’undercut non riesce. 

Ora in testa alla gara c’è Piastri, che, con pista libera, inizia a girare su tempi velocissimi.

L’australiano si ferma al giro 30, ma arresta l’auto troppo avanti e perde due secondi, rientrando quando Hamilton e Leclerc sono già passati.

Dietro di lui ci sono Verstappen e Norris, con una McLaren che sembra decisamente più forte della Red Bull. 

In testa alla gara c’è Russell, che ha effettuato una sola sosta e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Quando mancano 10 giri alla fine, ha 5.5 sec. di vantaggio sul compagno di squadra.

Al giro 36, uno scatenato Piastri supera Leclerc e si prende il podio, andando poi alla caccia delle due Mercedes.

Al giro 40, Hamilton ha raggiunto Russell, ma non riesce a tentare il sorpasso. All’ultimo giro, anche Piastri si unisce alla festa. 

Ma non c’è più tempo, e Russell coglie così una vittoria il cui merito va attribuito esclusivamente a lui. Lo seguono Hamilton, Piastri, Leclerc, che ha difeso coi denti il quarto posto dagli attacchi di Verstappen, il quale ha difeso il quinto da Norris. Poi Sainz, Perez, Alonso e Ocon.

Ora quattro settimane di pausa, e poi si tornerà a correre in casa di Verstappen, che dovrà fare i conti con con una macchina tornata normale se vorrà vincere davanti al pubblico di casa.

P.S. l’equilibro visto oggi era impensabile dopo le prime gare, quando entrambe le Red Bull dominavano. Non sappiamo esattamente cosa abbia portato a tutto questo, ma ci voleva.

P.S. 2 ci si dovrebbe interrogare anche sul fatto che quando un’auto è davanti, può anche non essere la migliore ma davanti ci rimane. Prova ne sia il fatto che con aria pulita, Piastri ha iniziato a volare. Evidentemente l’effetto suolo non è stata la soluzione, ma solo un’inutile complicazione e, infatti, verrà abbandonato.

P.S. 3 al venerdì la Mercedes col fondo nuovo non andava da nessuna parte. Ha rimesso quello vecchio al sabato e la domenica ha fatto doppietta. La Ferrari, invece, ci ha messo 5 gare per capire cosa doveva fare con il suo fondo che non funzionava.

P.S. 4 ma che problema c’è, tanto la prestazione della Ferrari c’era e alla fine erano tutti racchiusi in 10 secondi…

P.S. 5 Chi pensa che Lewis sia bollito, può rivedersi in loop le prime 4 curve di oggi. Compresa la faccia che aveva nell’intervista con Steiner.

P.S. 6 Chi pensa che Leclerc sia demotivato, può rivedersi in loop gli ultimi 4 giri di oggi.

P.S. 7 Io, che pensavo che George fosse solo un buon pilota e niente più, devo rivedermi tutta la gara perchè non ho ancora capito come abbia fatto a vincere.

P.S. 8 A quelli che dicono che il pilota non può decidere le strategie, suggerisco di riascoltarsi i team radio fra George e il suo ingegnere nei momenti in cui hanno dovuto decidere di non fermarsi più.

P.S. 9 In questi giorni il mondo è francese, e Ocon ha artigliato 1 punticino dopo avere battagliato per tutta la gara con il suo compagno di squadra, fortunatamente senza fare danni. Quindi, vive la France!

P.S. 10 Abbiamo scherzato. La genialata non si è rivelata tale, perchè quei 32 giri fatti sulle gomme dure hanno tolto troppo peso, provocando la squalifica del bel George. Lewis, che aveva preso malissimo la strategia differenziata, eredita così la vittoria, con doppia soddisfazione.

F1 2024-GP DEL BELGIO SPA FRANCORCHAMPS

Si arriva all’ultima gara prima della consueta, ormai, pausa estiva.

Spa-Francorchamps resta ad oggi la pista più bella dell’intero giro annuale. Ci si arriva con il settimo vincitore diverso in questa prima parte di stagione. Hanno vinto tutti i piloti dei 4 teams più importanti tranne uno: Sergio Perez. Il messicano, guarda caso, è compagno di chi è in testa al campionato e che ha vinto più di tutti gli altri. In RBR si stanno ponendo delle domande gia da un pezzo. Eppure sono stati loro a rinnovargli il contratto per il prossimo futuro in maniera precoce. Sarebbe comincino anche a darsi le risposte: il Checo di oggi è davvero l’ombra del pilota che fu.  A Zandvoort potrebbe presentarsi qualcun altro al fianco del Campione del mondo in carica.

I valori in campo saranno quelli che già conosciamo. La frequenza con la quale si corre ci da delle ragionevoli certezze.

La miglior monoposto in pista da Miami in avanti è la McLaren, pertanto è d’obbligo ritenere che sia la favorita per il weekend belga. Nonostante la superiorità del mezzo sono riusciti a pasticciare “meglio” di chiunque altri, portando a casa solo due vittorie da quando è stato fatto smontare quel terzo elemento a gas dalla sospensione delle RB20.

Senza tornare sulle polemiche dell’Ungheria, Norris dovrà mettere i puntini sulle “i” (e pure su tutte le altre vocali) se vorrà sentirsi in corsa con quel pescecane di Max Verstappen.

Chi scrive pensa che in condizioni normali la gara sia una faccenda privata tra i due sopracitati perchè le “rinascenti” AMG staranno si nei dintorni, ma con un ruolo da comprimarie.

Per il “gambero rosso” della nostra Scuderia nazionale sarà un altro fine settimana di esperimenti per comprendere quale combinazione di Spec possa funzionare meglio. Sarà durissima.

Non c’è molto da aggiungere visto che la frequenza delle gare e dei commenti alle stesse esaurisce gli argomenti “nuovi” con una velocità che in passato era inimmaginabile. Questa settimana abbiamo avuto l’incarico a capo di Audi del tanto vituperato Binotto che ha preso posto sui 4 anelli dai quali è scivolato il tanto lodato Seidl. Onestamente non ci capisco più molto…

Altra notizia della settimana è l’ingaggio di Ocon in Haas. Evidentemente al team piacciono particolarmente i piloti “fallosi” come Grosjean, Magnussen e lo stesso Mick Schumacher…Contenti loro….

Prima di lasciarvi però vi lancio qualche sprazzo di storia della pista più affascinante del giro, la pista che ha visto nell’era moderna 3 veri padroni assoluti delle proprie epoche nelle Ardenne: Senna, Schumacher, Raikkonen. Spa era il loro giardino di casa.

Ed anche momenti epici

Buon divertimento

 

PS. Vogliate perdonare l’ignobile sostituzione al volo del titolare dell’appuntamento. Tornerà presto ma aveva diritto anche lui ad una Vacanza. Grazie Ale.

SV

 

Immagini tratte da X

Immagine di copertina tratta dal sito mavment.com

 

 

 

BASTIAN CONTRARIO- CHI SI ACCONTENTA GODE

CHI SI ACCONTENTA GODE

Godiamocelo davvero questo mondiale, o per meglio dire, questa fase regolamentare che sta andando a finire perché nel 2026 faremo tutti un balzo indietro di dodici anni e ritorneremo, quasi sicuramente, al 2014. Che poi sia di nuovo la Mercedes a dominare questo non è dato sapere e, solo che ci penso, mi viene la depressione. I capoccia della F1 dovrebbero tutti impazzire di botto per arrivare alla scelta di rimandare il nuovo regolamento di un altro paio d’anni: come ho sempre scritto su questa rubrica, la forza spettacolare di questo mondiale, sta proprio nella curva di appiattimento dell’attuale regolamento in luogo del quale, tutte le squadre hanno letteralmente cavato sangue dalle rape, raggiungendo cosi l’apice prestazionale ricavabile dalle attuali regole (naturalmente sta poi ad ogni singola squadra capirne le potenzialità… ed infatti proprio per questo motivo Ferrari sta messa male, per non dire altro!) e, paradossalmente, è stata proprio la dominante Red Bull di Verstappen ad indicarne la via. Dopo un 2022 parzialmente combattuto, Horner e soci hanno letteralmente annichilito tutta la concorrenza proprio perché avevano meglio interpretato (grazie a Newey o a Wachè? Dopo quanto visto in Ungheria il dubbio viene) le regole, solo che gli altri non stavano a guardare, ed infatti la McLaren del duo Brown – Stella, ha preferito sacrificare metà 2023 per arrivare preparati all’attuale mondiale per raccoglierne i meritati frutti.

Purtroppo questi frutti, non sono tutti dolci per la squadra di Woking e, l’impressione dopo quanto visto nel GP di domenica scorsa, è che la McLaren abbia deciso di “accontentarsi” del solo campionato costruttori… chi si accontenta gode evidentemente. Dico questo perché la stessa squadra papaya ed il suo pilota di punta, hanno creato una situazione esplosiva sia dal punto di vista mediatico che all’interno dello stesso team: mi riferisco all’ennesima partenza fallata di Lando prima e, a quella chiamata anticipata a favore proprio dell’inglese dopo. Lando purtroppo non si sta dimostrando all’altezza del mezzo che ha e, sebbene legga che il ragazzo è la prima volta che si trova in una situazione del genere e debba crescere, è anche vero che i cavalli di razza si vedono subito (specie in queste circostanze) e, soprattutto, il treno quante volte può passare in orario per il pilota in questione? Con la vittoria amara (altro che chi si accontenta gode, io al posto di Piastri sarei incazzato di brutto con la squadra!) del compagno, praticamente la sua posizione di leadership è stata azzerata ed anzi, considerando che Piastri è solo al suo secondo anno in McLaren rispetto allo stesso Norris, ora l’australiano si trova in una situazione di forza perché ha lo stesso numero di vittorie del compagno ottenute in un tempo minore… vuol dire che il giovane australiano è meritevole e, che in futuro (già nel 2025?), la squadra dovrà farsi bene i conti su chi puntare. McLaren con la scusa di proteggere le spalle a Norris, con quella chiamata anticipata (undercut), il pensiero su chi puntare l’aveva fatto eccome (è pur sempre un pilota inglese in una squadra inglese), ed è qui che purtroppo hanno peccato quanto meno di ingenuità: per quale motivo non sono stati chiari da subito? Come mai non hanno deciso a tavolino, dato che contro questo animale chiamato Verstappen se si vuole vincere ogni punto è preziosissimo, che la cosa più logica è puntare tutto su chi è più vicino in classifica? Addirittura lo stesso Team Principal Andrea Stella ha detto che avevano previsto una situazione del genere… allora mi chiedo come mai Norris ci abbia messo cosi tanto tempo nel farsi superare? Del resto anche lo stesso pilota inglese ha sopravvalutato la sua cattiveria agonistica: diciamocela tutta, uno come Max, non avrebbe mai ceduto la posizione con buona pace di tutto il casino che ne sarebbe seguito, mentre Lando ha prima recitato il ruolo del migliore, addirittura allungando su Piastri (sperando che la squadra lo autorizzasse a rimanere leader), per poi farlo passare in maniera eclatante alla fine del GP: nemmeno la furbizia, come ha suggerito il mio amico @Icemankr#7, di farsi superare subito in modo da avere più giri a disposizione per provare a sopravanzarlo in seguito. “Per vincere il mondiale hai bisogno del tuo compagno”, hanno chiosato in radio, ed il pilota inglese ha preferito dare ascolto alla squadra accontentandosi di godere del secondo posto, regalando nel contempo una meritata doppietta alla sua squadra… contento lui. Dio non voglia che Max vinca l’attuale mondiale per soli sette punti, altrimenti il pilota inglese avrà di che disperarsi in merito.

Di certo chi non si accontenta mai è proprio il buon Verstappen, il quale domenica scorsa ha dato fondo a tutta la sua arroganza agonistica, disputando cosi il peggior GP della sua carriera e, con una “macchina” perfetta quale è lui (no, la RB20 è lungi dall’esserlo in questo momento) dove la parola sbagliare non è contemplata, quanto abbiamo visto fargli fare tra le pieghe dell’Hungaroring stride non poco. Un Max nervoso, poco lucido e continuamente lamentoso in radio, tanto da assomigliare proprio ad Hamilton che ha dovuto fare i conti con una realtà che si chiama “non dominio”. Evidentemente questa deve essere una malattia che contagia tutti i campioni che, dopo che sono stati abituati ad avere mezzi perfetti da un secondo al giro più veloce della concorrenza, cadono inevitabilmente in disgrazia che è appunto il piangere per radio. Sia chiaro per Verstappen è ancora presto la sua “Hamiltonizzazione”, fosse solo per un fatto di età, fatto sta che domenica scorsa ha dato del suo peggio con quelle staccate al limite (altro che track limit controllati dall’intelligenza artificiale con lui!) e con quei tentativi di sorpasso di dubbia intelligenza (più che intelligenza artificiale infatti, in questo caso, dovrei dire “intelligenza caprina”), tanto da incornarsi proprio con lo stesso Hamilton, che in quanto a bastardaggine soprattutto quando gli gira bene, non è secondo a nessuno. Sembra che Max abbia fatto le tre del mattino per gareggiare virtualmente ad una delle sue tante gare on line. Mi facevano notare che anche prima di Imola si sparava questi after hours agonistici… vero! Solo che è anche vero che quando si corse in Emilia Romagna, la McLaren non era ancora la squadra che aveva recuperato otto decimi (in un anno) definitivamente sulla Red Bull. Con questo voglio dire che il campione del mondo ha bisogno di dormire di più? No, anche se il sonno fa più che bene, solo che le continue lamentele di Max, dopo tutto quello che la squadra gli ha dato (lui, che è un gran signore, ha mandato a farsi… benedire tutti coloro i quali lo hanno criticato in tal senso!), sono segno che nell’ambiente qualcosa inizia a scricchiolare e, la polemica che ne è seguita, tra chi avesse voluto i cosi detti cannoni (poi tolti sulla macchina del campione del mondo) e chi no (Newey!), ha fatto scoppiare il bubbone all’interno della squadra. Quello che stiamo vivendo, è stato ed è, un mondiale che non ti fa rilassare mai dal punto di vista degli ingaggi (a proposito, proprio mentre scrivo, Audi ha ingaggiato Binotto a capo della squadra. Citando uno degli attori/trivellatori in Armageddon: “Cazzo se ti si ammoscia quassù!”) e, se Max dovesse perdere il mondiale contro “l’eunuco” Norris (prima pretende le scuse “dall’amico”, salvo quasi fargliele lui stesso… come altro lo dovrei definire?), mentre la Mercedes di Toto cresce prestazionalmente parlando, allora non meravigliamoci che l’olandese faccia le valigie e vada a Stoccarda. Del resto chi si accontenta gode e Verstappen, nello scenario peggiore, tre titoli li ha già vinti.

A proposito di accontentarsi e godere, vi starete chiedendo come mai non parlo di Ferrari: Vasseur, alle interviste, ha detto che l’anno scorso su questo stesso circuito, avevano rimediato un distacco pari al minuto, mentre “oggi è andata bene perché eravamo solo a venti secondi”… che diavolo gli dici ad un Team Principal, della Ferrari per altro, che ti risponde cosi? Del resto da una quinta scelta, non ci si possono aspettare dichiarazioni di prima qualità quindi, accontentatevi e godete assieme a lui.

Buon GP del Belgio a tutti… li hai voglia a godere!

Vito Quaranta

 

LE NON PAGELLE DI BUDAPEST 2024

Superata la boa di metà campionato, Budapest ci porta in dono la conferma del trend di spettacolarità che abbiamo potuto apprezzare nelle gare da Imola ad oggi (be’, Monaco a parte). Dopo la splendida gara di Silverstone, infatti, anche Budapest ha regalato emozioni forti che hanno tenuto incollato… al divano! tutti gli appassionati. McLaren, con l’1-2 sul podio, ha finalmente capitalizzato il suo potenziale ma lo fa in modo assai confuso, dando la fatale impressione di non aver chiari gli obiettivi di campionato. In questo modo la doppietta, che in altre circostanze sarebbe stata salutata da squilli di trombe, ha quel sapore dolce-amaro tipico di quei piatti gourmet da ristorante di altissima fascia che devi per forza dire che sono buoni per non sentirti turlupinato quando arriva il momento di pagare il conto. Dal punto di vista squisitamente tecnico la doppietta (qualifica + gara) rimane una impressionante dimostrazione di forza e il primo ad accorgersene è Max Verstappen, già nervoso nelle ultime gare, che qui a Budapest implode in modo clamoroso. Gli aggiornamenti di RBR non solo non si dimostrano efficaci quanto pensava (o sperava) ma gli hanno dato anche l’impressione del passo del gambero. Impressione forse giusta visto che la gara di Perez, senza le nuove specifiche, non è stata disastrosa come ci si poteva aspettare e va considerato che a parità di strategia con Russell e a parità di partenza nelle retrovie (16 e 17 in griglia) gli è arrivato davanti. Quindi aspettiamo a dare giudizi definitivi. Mercedes con Hamilton si conferma più che competitiva e Ferrari rialza leggermente la testa ma solo in gara perché in qualifica i distacchi dai primi stanno pericolosamente aumentando.

La prima di Piastri ci porta il settimo vincitore diverso in stagione (se non vado errato non capitava dal 2012) il che non può che farci piacere e dare motivi di interesse ad un campionato che sino a qualche gara fa sembrava mestamente avviato ad una stanca replica del 2023. Il vantaggio di Max in classifica è ancora notevole ma con il trend tecnico nettamente a favore di McLaren e con una Mercedes così pimpante non può affatto dormire sonni tranquilli. Potrà permettersi ancora di giocare on line alle tre di notte?

Ma vediamo come si sono comportati i piloti.

PIASTRI

In altre circostanze avrei salutato questa vittoria con grida di giubilo. Il buon Oscar, che tanto bene ha fatto in questa sola stagione e mezza da che è in Formula 1, aveva un bel countdown al neon sul casco che scendeva ad ogni GP e segnalava quanto poco mancava alla sua prima vittoria. E tuttavia, visto il modo un po’ confuso con cui è arrivata non me la sento di esultare troppo. Va detto che il suo l’aveva fatto. In qualifica è pochi millesimi dietro il compagno di squadra ma davanti a Max. In gara parte benissimo e lì, di fatto, decide la sua vittoria perché se non ci fosse stata quell’ottima partenza il finale così confuso non l’avremmo visto. Parte meglio di Norris, non si fa intimidire dal tentativo di chiusura e poi con molta malizia allarga un poco alla prima curva costringendo tanto Norris quanto Max a fare i miracoli per rimanere in pista. Il primo stint è semplicemente perfetto perché non consente a Norris di avvicinarsi e, anzi, lo stacca leggermente portando il distacco sui 3-4 secondi che gli consentono un primo pit di tutta tranquillità. Da notare che il primo pit è appannaggio di Norris sebbene in questo caso la copertura su Hamilton e Verstappen era davvero un buon motivo per farlo. Nel secondo e terzo stint invece balbetta un poco. Da metà gara in poi, in particolare, non è parso lucidissimo. Commette un errore, una pericolosa escursione fuori pista, proprio a metà gara che consente a Norris di andargli sotto e far vedere al team che ha ritmo migliore. Poi, in occasione del secondo pit, subisce il controverso undercut del compagno di squadra. Da lì in avanti, al di là delle polemiche interne al team di cui accenneremo dopo, non mi è parso brillante al punto da togliere i dubbi che stavano attanagliando il team. Nonostante i suoi sforzi, perché si stava sforzando, eccome!, ha un ritmo decisamente più lento di quello di Norris che lo porta a quasi 7 secondi di distacco da Lando in soli dieci giri. Era il caso, se fosse stato possibile, mantenere un distacco stabile per mandare il chiaro messaggio che lo swap non solo era giusto ma era inevitabile. Con questa incertezza, invece e nonostante i messaggi dei team radio di Norris, il dubbio all’interno della scuderia era grande come la proverbiale casa. Sta di fatto che alla fine Lando decide di restituire la posizione e il modo plateale con cui l’ha fatto toglie il resto del dolce gusto che era rimasto in bocca al buon Oscar che infatti, sceso dalla vettura, non si profonde nei gesti di esultanza che ti aspetteresti. E non credo che ciò sia dovuto al fatto che è il nuovo “iceman”. La prima è comunque arrivata ed è il 115° (contando anche quelli di Indianapolis degli anni 50) vincitore di un GP di Formula 1. Se lo merita e speriamo di poter salutare altre sue vittorie con un mood decisamente più festoso.

NORRIS

Il buon Lando, con questo secondo posto di Budapest, vanta il non glorioso titolo di pilota con più delusioni della stagione. Naturalmente sono delusioni molto relative visti i risultati e il fatto che è secondo nel mondiale. Ma certamente lui per primo non può ignorare che da Miami ad oggi ha lasciato parecchi punti per strada. In qualifica fa il suo conquistando la pole ma poi la partenza in gara è assai deludente, soprattutto considerando che aveva il team mate al fianco e che avrebbe potuto giocarsela decisamente meglio. In un’intervista post-gara lui stesso si lamentava delle sue pessime partenze citando il fatto che ogni volta il motivo è diverso: non è un bel segnale. Fosse un problema nel gestire la frizione o comunque un problema solo ci sarebbero motivi per sperare di superarlo ma così non va bene: una volta è la frizione, un’altra si impunta, un’altra ancora sceglie la traiettoria sbagliata, altre volte si fa intimidire. Mah! Nella prima metà di gara non ne ha abbastanza per impensierire Oscar ma poi, come gli capita spesso prende il volo e sfodera un ritmo straordinario. La confusione di cui ho più volte parlato, però, è colpa del team. Infatti la decisione di pittarlo prima di Oscar è tutta del team. In quel momento, al 45° giro, Hamilton era ben distante e con un margine netto di ben 10 secondi si poteva tranquillamente pittare prima Oscar e poi Lando con rischi praticamente zero di venire recuperati dal campione di Stevenage. Invece il team, con questa assurda e assolutamente non necessaria chiamata, si mette nei guai da solo. Ovviamente nessuno crederà mai alla difesa dal ritorno di Hamilton sicché non si può concludere altro che l’undercut su Piastri è stato deciso appositamente per metterlo in testa alla gara. Decisione, peraltro, che avrebbe avuto una sua logica data la classifica mondiale e che si è vista tante volte nella storia (chiedere a Schumy, Alonso, Vettel, Hamilton o persino a Max nel difficile 2021). In pochi, a parte Oscar, avrebbero avuto da ridire. Ma poi? Perché tutta quella indecisione? Il pit è stato deciso autonomamente e poi si sono imposti dall’alto? Oppure hanno cambiato idea? Perché? Non sappiamo cosa è passato nella mente dei responsabili del team in quei lunghi 25 giri che mancavano alla fine della gara. Fatto sta che la confusione è stata massima  e che con il suo perpetuarsi è solo una fortuna che non abbia portato a distrazioni decisive dei piloti. In tutto questo Lando ancora una volta non ha brillato, certo non tanto quanto lo straordinario ritmo che ha tenuto e che ha spinto fino a 7 secondi il compagno di squadra. La decisione di farlo passare a tre giri dalla fine, in modo plateale, è stata decisamente tardiva. Leggo molte cose in giro per il web legate al fatto che personaggi come Senna, Schumacher, e gli stessi Hamilton e Verstappen non avrebbero mai ceduto al team order. Credo però che ogni caso faccia storia a sé e per quanto cinicamente logico sarebbe stato il tenere la posizione, in un contesto di questo tipo non avrebbe avuto senso farlo senza un minimo di imprimatur da parte del team. Sorprende, piuttosto, che nel momento di confusione nessuno abbia suggerito a Lando di far passare subito Oscar e poi di dare un “free to race” per vedere venti giri in cui molto probabilmente, visto che ne aveva di più, la vittoria sarebbe arrivata. Sorprende che nemmeno lui ci abbia pensato il che lo rende corresponsabile della confusione che c’è stata. Insomma, il dolce-amaro di cui parlavo all’inizio diventa sempre più intenso. Alla fine, tuttavia, il dominio tecnico dimostrato da McLaren e il contestuale nervosismo di Verstappen dà molta fiducia per il prosieguo e per le possibilità mondiali a patto, però, che la condotta di gara diventi più chiara. Sarà che essendo Lando uno dei nostri beniamini tendiamo ad essere più severi nella speranza di vederlo sempre più competitivo ma non c’è alcun dubbio: rimandato!

HAMILTON

Ancora un podio per il vecchio leone. E che podio! All’ottima partenza, il buon Lewis, fa seguire una gara eccellente con undercut come se piovesse e, soprattutto nella seconda metà, tanta grinta e tanta lucidità. Le McLaren non erano alla sua portata ma tutto il resto sì. E il buon Lewis non si è fatto pregare. La sua gara si decide nel lungo duello (in due parti) con il Max furioso che si è visto a Budapest ed è stato spettacolare. Al contrario di Max, Lewis si è mostrato lucidissimo nei momenti più decisivi: non sarà più il mostro di velocità che era nei suoi anni migliori ma quel che ha perso in decimi l’ha evidentemente guadagnato in esperienza. Non avendo ambizioni da mondiale il suo comportamento in gara contro Max è assolutamente perfetto e sfodera il campionario del… campione. Lo porta a spasso due volte in curva 1, con difesa splendida (Russell prenda appunti) a fine rettilineo. In un’altra occasione si impone duramente all’interno di curva 2 quando il sorpasso all’esterno sembrava cosa fatta costringendo Max ad allungare la frenata di curva 2 che lo porta fuori pista. Nella seconda parte del duello, intorno al 60 giro, Max viene “portato a scuola” un altro paio di volte a fine rettilineo fino a che, frustratissimo, decide poi di fare quella mossaccia al giro 63 che Lewis, consapevole, lo ribadisco, di non essere in lotta per il mondiale, punisce in modo esemplare decidendo di non farsi da parte: se dev’esserci scontro che ci sia! Fortuna vuole che non abbia accusato danni così che la lezione impartita a Max è di quelle che rimarranno nella storia del campionato. Podio meritatissimo e alla via così!

LECLERC

La confusione tecnica di Ferrari negli ultimi GP sembrava domata dal solo Sainz, con il buon Charles ad annaspare tentando di volta in volta soluzioni di assetto estreme, strategie disperate o guidando sopra le righe con i conseguenti inevitabili errori. Il risultato è che dopo la vittoria di Montecarlo ha raccolto briciole e Sainz stava per raggiungerlo in classifica mondiale. Anche Budapest è cominciata in questo trend: le sue qualifiche sono costellate di errori ed errorini che lo piazzano cronometricamente ben distante non solo dalle McLaren e Max ma anche dallo stesso Sainz. La gara, invece, è finalmente tutt’altro andare e se la strategia (ci risiamo!) non l’avesse fortemente penalizzato non mi sorprenderei se fossi qui a commentare un bel podio anziché un quarto posto. La partenza è eccellente e si trova a lottare per le prime posizioni nelle prime curve. Tiene poi il ritmo di Verstappen e Hamilton che gli sono davanti per tutto il primo stint in cui cede al massimo 3 secondi. Poi arriva il primo errore strategico. Hamilton, infatti, aveva pittato al 16° giro e lui e Max decidono di rimanere fuori puntando, evidentemente, su gomme migliori nel finale di gara. Max pitta al 22° giro e ti aspetti che Leclerc faccia la stessa cosa. E invece no, decidono di tenerlo fuori. A questo punto il distacco virtuale aumenta ma come strategia ci può stare. Poi inspiegabilmente lo pittano dopo solo due giri, al 24°: tanto valeva continuare altri cinque o sei  giri visto che il ritmo era comunque buono. Forse avevano paura che una volta pittato e finito dietro a Tsunoda avrebbe avuto difficoltà a superarlo. Seriously?! Tsunoda con gomme di 30 giri?! Mah! Mette le bianche e il monitor dei tempi si illumina di rosso: Leclerc da lì in avanti è il più veloce in pista. E non di poco! Infatti, si riporta sotto ad Hamilton, impegnato nel primo duello con Max. Quando quest’ultimo pitta al 40° giro vediamo inspiegabilmente CLC pittare dietro di lui. Una decisione ai limiti dell’assurdo perché le bianche andavano benissimo e avevano solo 15 giri! Dovevano assolutamente proseguire per almeno altri dieci giri e a quel punto, con gomme gialle nuove, avrebbe avuto uno stint finale da favola. Doppio Mah! Purtroppo, la decisione di anticipare così tanto il pit si rivela fatale per le sue ambizioni. Va benissimo per un po’, ma non riesce a sopravanzare Hamilton ma Max, che invece aveva fatto la strategia giusta (checché ne dicesse via radio) e aveva messo gialle al 49° giro, cioè quando avrebbe dovuto pittare anche CLC, va come un treno. Lo supera di slancio e va a prendere Hamilton. L’incidente tra i due gli consente di arrivare a tiro di Hamilton ma ormai le gomme sono finite e non può più ambire al podio. Al di là della strategia assai discutibile è emerso un Leclerc finalmente tornato solido e veloce. Certo, le McLaren sembrano fuori portata ma Mercedes e il Max visto a Budapest non sono affatto lontani. Speriamo, per lui, che Budapest non sia la proverbiale eccezione che conferma la regola. Speranzoso!

VERSTAPPEN

La gara peggiore dell’anno… per il momento! Già, perché se già si era visto nervoso negli ultimi GP, l’Ungheria gli ha tirato fuori il peggio e tutto lascia pensare che nei prossimi GP non cambierà di molto. Un tale impietoso giudizio non è dovuto tanto al risultato, che tutto sommato è eccellente per come si erano messe le cose, quanto per il modo in cui è arrivato. La ragione, l’abbiamo già accennato, sta forse nel fatto che gli importanti aggiornamenti portati qui da RBR, peraltro solo sulla sua vettura e non su quella di Perez, non gli hanno dato l’impressione di essere efficaci. In qualifica, nonostante il giro monstre che, al solito, riesce a fare in Q3 si ritrova alle spalle di entrambe le McLaren. Non ne è felice. Lo dimostra con una partenza che dopo un pur eccellente scatto pretende troppo alla prima curva con quella veloce (nel senso letterale) escursione all’esterno della curva 1 in cui ha dato la netta impressione che sia stata fatta apposta. Non il massimo della correttezza, diciamo. Comincia lì il suo balletto nervoso di team radio che durerà tutta la gara. Dopo aver ridato la posizione a Lando non riesce a tenere il ritmo delle due McLaren e si stacca leggermente. Allunga il primo stint facendosi superare dall’undercut di Hamilton ma recupera bene e si impegna in duello. Purtroppo per lui l’Hamilton di Budapest è in versione professore e viene portato a scuola di difesa in diverse occasioni. Strafà al 35° giro tentando un sorpasso all’esterno della 2 in cui non calcola bene la frenata ed è costretto all’escursione fuori pista. Già scrivere di Max non calcola bene la frenata fa capire che oggi è in giornata storta. Nuovo undercut di Lewis (e quello inspiegabile di CLC) e si lamenta per la strategia. Dopo il secondo pit il balletto via radio con Lambiase prosegue: “well, gentle introduction” gli dice sarcasticamente e lui risponde con una sequela di improperi lamentandosi degli undercut ricevuti. Non so cosa ne pensate voi ma a differenza di Max credo che la sua strategia sia stata decisamente migliore di quella di Hamilton e di Leclerc tant’è che supera facilmente quest’ultimo e si ritrova negli scarichi di Lewis quando ancora mancano 12-13 giri alla fine e con gomme più fresche ed essendo… be’, essendo Max non ti aspetti che possa aver difficoltà a trovare il modo per superarlo. Invece il nuovo duello con Hamilton torna ad essere la lezione di difesa che già si era vista una ventina di giri prima. Tanto si innervosisce, Max, che alla fine commette un errore da principiante con una staccata profondissima e palesemente errata che finisce nel patatrac. La sua frustrazione è massima perché un Max più lucido non avrebbe mai fatto una mossa del genere. Impara a sue spese che quando non c’è in ballo il campionato (di certo Lewis non ha ambizioni in tal senso) mosse del genere si pagano caro: Lewis non si sposta di un centimetro e si scontrano. Gli va benissimo! Ancora non capisco come gomme e/o sospensioni non abbiano ceduto. Viene superato da Leclerc e per pochissimo si salva anche da Sainz. Il suo nervosismo è forse accentuato dalla reprimenda di Lambiase che per smontare le sue lamentele scomoda addirittura un “childish” che è tutto un programma. Team radio duri di Lambiase se ne sono sentiti in questi anni, segno di rapporto forte tra i due, ma questo mi è parso un poco sopra le righe anche in questa ottica. Non arrivano bei segnali dal box RBR. In Belgio, tutt’altra pista ove la maestria di Max si esalta, è chiamato assolutamente ad una gara diversa. Staremo a vedere.

SAINZ

Non molto da dire su Carlos in quel di Budapest. L’eccellente qualifica viene vanificata da una partenza scadente che gli fa perdere parecchie posizioni e, soprattutto, il treno Max-Lewis-Charles. Da lì in avanti la sua gara pare piuttosto opaca con ritmi, soprattutto nel secondo stint, non all’altezza di quelli di CLC. Peccato, perché nell’ultimo stint si sveglia ma era troppo lontano per approfittare anche lui del botto di Max.

PEREZ – RUSSELL

A debita distanza da Sainz arrivano Perez e Russell, i delusi, sia pur per motivi diversi, delle qualifiche. Il loro confronto è stato interessante perché partivano nelle ultime posizioni e con strategie conservative sono comunque riusciti a portarsi nei punti con una certa facilità. L’errore di Perez in qualifica (va a muro da solo) è ben più grave di quello di Russell (errata valutazione del momento di uscita) e complica ulteriormente la sua posizione in seno al team considerato che le voci dicono che se ha più di 100 punti di distacco da Max dopo Spa verrà sostituito (da chi?!). La matematica, fosse vera la voce, lo condanna però la gara nella gara con Russell l’ha vinta e anche abbastanza bene. Bisognerà vedere come entrano i soldi dei suoi sponsor in questa equazione: io ho il sospetto che contino più dei suoi punti. Staremo a vedere. Delude ancora Russell, invece, sia per l’errore in qualifica (che però, va detto, non è stata colpa sua) che per aver perso questa garetta. Per Giorgino un piccolo campanello d’allarme: nei due GP in cui per vari motivi non ha potuto brillare il suo team mate ha fatto faville.

TSUNODA – STROLL

Per via delle emozioni là davanti si è visto poco delle retrovie sicché è difficile dare delle valutazioni. Mi limito a registrare l’ennesima gara a punti di Tsunoda e il fatto che Stroll arrivi non solo a punti ma ancora una volta davanti ad Alonso.

NOTE DI MERITO

Sargeant è alla seconda qualifica di fila che supera il Q1: se non è un record, per lui, poco ci manca.

NOTE DI DEMERITO: LE STRATEGIE e GLI STRATEGHI

Ho preso qualche appunto sulle strategie, che notoriamente in Ungheria sono importantissime data l’allergia al sorpasso che questa pista ha da sempre (e quando capita fa la storia, come quello famosissimo di Piquet a Senna nell’edizione del 1986). Ebbene, raramente come in questo GP mi è capitato di vedere un po’ tutti i muretti in grande confusione. Con il mezzo che avevano i due McLaren potevano fare qualsiasi strategia e avrebbero comunque vinto ma abbiamo visto quanto male hanno gestito il secondo pit e gli ultimi 25 giri. Hamilton ha fatto una grandissima gara ma la strategia scelta dal suo muretto non era ottimale. Un Verstappen tranquillo (e non quello nervoso e frustrato che abbiamo visto) gli avrebbe tranquillamente soffiato il podio e anche Leclerc, su una strategia corretta, l’avrebbe probabilmente superato. Verstappen, paradossalmente, è quello che tra i primi ha goduto della migliore combinazione strategica. Tuttavia, nella sua percezione la strategia scelta era pessima il che ha acuito il nervosismo che già lo pervadeva facendogli commettere il grosso errore che quasi lo escludeva dal GP. Di Leclerc abbiamo già detto ma lo rimarchiamo qui per sottolineare che più che la vettura, tanto criticata, è stata la strategia a privare CLC del podio e non altro. In Racing Bulls hanno rovinato la gara di Ricciardo pittandolo dopo soli sette giri quando con gomme gialle (e non le rosse di chi pittava insieme a lui) era comodamente in ottava posizione e con davanti il solo Stroll con le rosse che avrebbe certamente pittato prima di lui. Non contenti lo pittano già al giro 28 per non farlo uscire davanti a Tsunoda che avrebbe pittato il giro dopo e che aveva una strategia ad una sosta. Williams e Haas non hanno creduto alla possibilità di far seguire una gran gara da parte di Albon e Magnussen che hanno fatto una partenza strepitosa che non hanno potuto capitalizzare. La stessa Haas ha pittato Hulk già al secondo giro! Hanno tentato un improbabile mega-undercut ma con il pieno di benzina mosse di questo tipo non hanno veramente nessun senso. L’unica spiegazione possibile per una mossa tanto stupida è che pensavano che ci sarebbe stata una Safety Car nei primi giri. Ma a questo punto si va a scommessa, un po’ come al casinò: è professionalità questa? In Sauber pittano Zhou al settimo giro, come han fatto altri e differenziano Bottas mandandolo più lungo. Ma anche qui non vedo coerenza perché l’hanno pittato al 16° giro e non tra il 20 e il 25 come sarebbe stato più indicato vedendo lo sviluppo della gara.

Insomma, dal top team all’ultimo ho visto una gran confusione, incoerenza, azzardo ingiustificato. Tanti computer, analysis room, calcoli su calcoli e presumo anche che molti (almeno i top team) stiano anche sperimentando AI e poi vediamo questa povertà strategica profusa a piene mani. Che dire? Sarebbe interessante poter accedere a tutti i piani che i vari team preparano prima della gara e poi capire come vengono prese le decisioni. Non posso non pensare che i piani strategici “giusti” siano lì, davanti a loro, che le analisi corrette siano effettivamente state fatte, che siano stati analizzati i diversi scenari tra i quali saranno sicuramente presenti anche quelli più efficaci. Se tutto questo è vero com’è possibile assistere a questo sfacelo? Strategie giuste ma strateghi sbagliati?

Ci vediamo a Spa!