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MOTOGP 2018 – HJC HELMETS GRAND PRIX DE FRANCE

Dunque, si arriva da Jerez, dove ci eravamo lasciati con una situazione che vedeva Marquez sempre più in palla, le due Ducati, che nonostante il doppio zero (non sto parlando della farina e nemmeno di Dick Dastardly) han dato dimostrazione che su una pista ostica, la D16 sia una moto che va, una Suzuki rinfrancata e una Yamaha in profonda crisi. Molti di questi aspetti sono legati alle differenze di gestione elettronica e per il 2019 Dorna cosa si inventa?

Piattaforma inerziale uguale per tutti:

Dicesi piattaforma inerziale, quella cosa che ha la forma di una scatola, che dentro contiene cose e queste cose, dicono alla moto cosa sta facendo. Entrando più nel dettaglio, è un sistema che rileva la posizione della moto sulla pista e di ogni punto del tracciato, fornisce alla centralina i valori di spostamenti del carico, facendo capire alla centralina se la moto stia piegando e quanto, quanto sia il carico che si sta spostando verso l’anteriore o il posteriore e capire se si sta per impennare a causa della troppa potenza.

Fatto questo dovuto sunto, si può ben capire che chi riesce a sviluppare un software di calcolo migliore ed abbia i migliori giroscopi/accellerometri dentro di essa, possa ottenere informazioni e modifiche alla centralina, che diano il maggior vantaggio possibile nella gestione della moto, ottimizzando ogni aspetto.

Per chi non avesse ancora chiaro cosa faccia questa piattaforma inerziale, prendete il vostro smartphone e installate qualche app di quelle per motociclisti e troverete che il vostro telefono vi potrà dare un buon numero di dati relativi alla vostra velocità, punto di staccata, impennata, angolo di piega, e molti altri parametri che variano a seconda della app. Diciamo che in tasca abbiamo una sorta di questo sistema usato sulle motogp, ovviamente meno evoluto e complesso.

Bene, fatte queste precisazioni, finalmente si può capire di cosa si stiano lamentando Rossi e Vinales delle loro M1 (il problema non è al 100% in questa piattaforma)  , con Yamaha, che al contrario di Honda, Ducati e Suzuki, non ha voluto rilevare tecnici delle Magneti Marelli o Bosch, per sviluppare questa componente ritrovandosi molto indietro nel suo sviluppo.

Dal 2019 questo problema non esisterà più, perché se già Dorna aveva chiesto che la piattaforma, come struttura fisica fosse una sola e lo doveva essere anche per il sistema di calcolo, ma ovviamente, fatta la legge trovato l’inganno, ed i team son riusciti a modificarne il funzionamento a proprio piacimento.

La federazione, dalla prossima stagione, fornirà una piattaforma unificata nell’hardware e nel software, a prova d’inganno, ottenendo un abbassamento dei costi ed un livellamento delle prestazioni.

Tornando al weekend di gara, tutti sono più o meno ottimisti, ma le dichiarazioni trovano il tempo che trovano, quindi la riassumo così:

  • Se MM93 va forte e domina anche qui, possiamo già assegnargli il titolo d’ufficio.
  • Se AD04 e JL99 mostrano una costanza prestazionale, il campionato ne farà vedere delle belle.
  • Se la M1 di VR46 e MV25 dovesse aver problemi anche qui, calate la saracinesca e ci si rivede al 2019
  • Da Suzuki ci si aspetta solo ulteriori conferme
  • Aprilia e Ktm incognite

NDR arrivati i contratti fino al 2020 per Rins ed Espargarò e si parla di una offerta incrementata per il Dovi. Lorenzo ancora in stand by per altre 3 gare.

Moto 2 e Moto 3 speriamo siano ancora ricche di belle gare per i nostri colori.

ORARI TV

Sky

Domenica
08:40 Warm Up Moto 3, Moto2 e MotoGP
11:00 Gara Moto 3
12:20 Gara Moto 2
14:00 Gara Moto GP
TV8

Domenica
18:30 Gara Moto3
19:45 Gara Moto2
21:15 Gara MotoGP

Saluti

Davide_QV

46° ADAC Zurich 24h-Rennen Nürburgring

Ben ritrovati Ringers! Anche quest’anno siamo alla vigilia dell’immancabile appuntamento all’Inferno Verde: un luogo sacro per noi.

Ormai seguendo svariati tipi di gare, sia sprint che endurance, mi sono convinto dell’idea che nel panorama mondiale ci siano due gare in particolare più difficili rispetto alle altre. Innanzitutto la 24 ore di Spa; perché tutte le auto sono fondamentalmente uguali (GT3) in prestazione e ci sono potenzialmente oltre 20 vetture che possono ambire alla vittoria…inoltre è una 24 ore. Ma quella del Nurburgring è in assoluto la più dura per innumerevoli motivi…a cominciare dal meteo che può rovesciarsi in 5 minuti dal sole alla grandine, alla lunghezza spaventosa della pista (25 Km), se ti capita qualcosa per raggiungere i box devi pregare, ci sono oltre 150 auto in gara e la differenza tra le più veloci e le più lente è superiore persino a quella tra LMP1 e GT. Poi c’è la notte della foresta…sempre insidiosa. La pista diventa umida e una leggera foschia compare sempre, puntualmente tutte le volte. Per quello che si vede ogni anno…già arrivare al traguardo è un’impresa di cui andare fieri.

Veniamo alla gara. Le ultime due edizioni hanno regalato dei finali thrilling con la gara che si è decisa nell’ultimo quarto d’ora. Chissà cosa ci riserverà la foresta dell’Eifel quest’anno. Per la vittoria assoluta ci sono una trentina di GT3 o SP-X, prevalentemente di costruttori tedeschi. Infatti non mancano le flotte supportate ufficialmente di Audi (che difende la vittoria del 2017), Mercedes, BMW (che però ha ridotto lo sforzo rispetto all’anno passato) e Porsche, che invece ha incrementato notevolmente il numero di 911 GT3R. Oltre a questi colossi che giocano in casa sono al via anche una Lamborghini Huracan, una Ferrari 488 GT3, la Glickenhaus che nel 2017 è partita in pole e l’Aston Martin ufficiale con la Vantage GT3. Ovviamente è quasi impossibile prevalere contro le armate germaniche, ma soprattutto Aston e Glickenhaus se reggono possono essere della partita, come hanno fatto vedere nella gara di qualificazione da 6 ore che ha visto trionfare però una Mercedes davanti ad una BMW.

Entriamo più nel dettaglio del dispiegamento di forze di ciascun costruttore.

L’Audi è chiamata a difendere la vittoria dello scorso anno e si affida a quattro team diversi e quattro R8 LMS. Ovviamente c’è il team Land Motorsport vincitore nel 2017, l’immancabile WRT, lo storico Team Phoenix e poi la novità del team BWT-Mucke che viene dal campionato GT Masters. Inoltre ci sono altre Audi completamente private come quelle del Car Collection. Le line-up sono ovviamente di prim’ordine, con alcuni piloti “jolly” schierati su 2 macchine: K. Van der Linde, Rast, Nico Muller e Haase. Le Audi favorite sulla carta sono la #1 Land e la #8 WRT.

Anche la Mercedes-AMG si impegna semi-ufficialmente con 4 AMG GT3 appartenenti ai team Black Falcon e HTP-Mann Filter. Anche qui ovviamente specialisti della Nordschleife tra cui i vincitori del 2016: Engel, Metzger e Christodoulou. In più ci sono Mercedes private come quella Landgraf o AutoArena su cui parteciperà anche l’italiano Raffaele Marciello. Fra le auto della Stella le più accreditate sono la #4 Black Falcon e la #48 HTP.

La Porsche supporta in modo importante le 2 vetture del team Manthey che hanno delle line-up di livello mondiale (sono gran parte degli equipaggi IMSA-WEC), ma concede almeno 1 pilota ufficiale a tutti i clienti con vetture GT3. Infatti in totale le Porsche le ben 8…da tenere d’occhio tutte oltre a quelle del Manthey (Greellos), perché ci sono appunti gli arrembanti Young Professional fra cui Matteo Cairoli sulla #17 del team Bernhard. Le più accreditate per esperienza, qualità e professionalità del team sono la #911 e la #912 del Manthey Racing.

La BMW riduce drasticamente il suo supporto ufficiale, infatti dalle 6 BMW M6 GT3 si passa alle due del team Rowe e quella del team BMW Shell Helix. Inoltre si aggiungono 4 altre GT3 (una è la vecchia Z4) schierate dal team Falken (che corre anche con una Porsche) e dal team Walkenhorst. La più temibile sulla carta è la #99 del Rowe…ma la #98 e la #102 del team Shell sono pressoché equivalenti in fatto a piloti.

L’Aston Martin ritorna nell’Inferno Verde dopo un anno di pausa per rendere onore all’ultima 24 ore con impegno ufficiale per l’ormai antica, ma sempre bellissima, Vantage V12 GT3. Nella line-up ci sono i soliti del WEC con il valore aggiunto del nuovo acquisto Maxime Martin, velocissimo e protagonista della gara ai tempi della BMW Z4 GT3. La #007 è uno dei classici underdog, che sulla carta non ha possibilità, ma restando fuori dai guai e con bona consistenza potrebbe dire la sua.

Superprivato è l’impegno della Glickenhaus, che quest’anno porta una sola macchina dopo aver conquistato la pole del 2017. James Glickenhaus quest’anno vuole ambire ad almeno un podio, dopo essere andato in crescendo in questi anni. I piloti sono molto esperti del tracciato e la SCG003C spinta da un motore Honda LMP2 è nettamente più veloce delle GT3 sul Dottinger Hohe, che è praticamente l’unico punto di soprasso. Ovviamente non è favorita contro lo strapotere germanico, e bisognerà vedere se l’affidabilità sarà sufficiente.

Il team WTM dopo aver corso fino a 2 anni fa con la Porsche, ha deciso di portare la Ferrari 488 GT3 sulla Nordschleife….non cosa di poco conto, se si considera che nessun team l’ha mai provata lì e l’assetto era tutto da trovare. In ogni caso le prestazioni non sono affatto male…soprattutto sul giro secco potrebbe trovarsi a partire nelle prime file. In gara però è destinata a rimanere un po’ indietro anche a causa dell’equipaggio Pro-Am.

 

Stessa presentazione per il team Konrad che schiera una Lamborghini Huracan GT3. Purtroppo alla 24 ore dell’anno scorso dopo 14 era già ritirata; nel 2018 le cose sembrano andare meglio e c’è stato un passaggio dalle gomme Yokohama alle Michelin che garantiscono più performance. La lotta per il Konrad sarà verosimilmente con la Ferrari WTM per la “vittoria” dei Pro-Am.

Attenzione infine alla Renault RS-01 iscritta (come la Glickenhaus) in classe SP-X. E’una vettura completamente diversa dalle normali GT3…riadattata pesantemente rispetto alla versione originale per avere tempi comparabili. Si vede chiaramente che è stata rialzata e le ruote sono più piccole (da GT) rispetto alla versione originale CUP. Anche qui l’affidabilità è un grosso punto di domanda, anche se nella 24h Series delle RS-01 hanno già completato delle gare di 12 o 24 ore. In line-up il pilota di punta è certamente Wittmer, ex BMW.

Oltre a queste vetture che saranno le più seguite ci sono varie classi con auto di diverse tipologie e prestazioni. Ci sono molte Porsche CUP; c’è una buona presenza di TCR, con Hyundai, Seat, Opel, Audi e Peugeot. C’è la crescente classe GT4 con Mercedes, Audi, Bmw M4 e le Porsche Cayman; ci sono le classi monomarca come quella delle Toyota GT86 o le BMW M235. Ci sono le Aston Martin Vantage V8, le Lambo Super Trofeo, le Lexus, le KTM X-Bow, Subaru WRX STI, le Audi TT, le BMW M3, le Golf, le Corolla, le Clio. Ci sono anche un po’ di muscle car americane: 2 Mustang e una Viper. Infine c’è l’immancabile, indistruttibile e immortale Opel Manta Kissling con la famosa coda di volpe…telaio del 1986!!

Nel corso del week end la 24 ore non è tutto. Infatti ci sono molte gare di contorno come l’Audi CUP, la Porsche Carrera Deutschland, il WTCR e la gara della 24 ore Classic. Oltre a tutto questo la Porsche ha annunciato che svolgerà una demo sulla Nordschleife di un Porsche 956C, in livrea Rothmans, insieme alla recentissima 919 Hybrid Evo…che fino ad oggi è la macchina più veloce sulla terra, benché non regolamentata. Comunque il record di Bellof dovrebbe essere al sicuro perché non sembra ci sia l’intenzione di fare un time attack. Probabilmente la 919 Evo scenderebbe sotto i 5 minuti!!

 

Ora vediamo l’entry list completa delle GT3 e simili.

  • #1 Audi Sport Team Land – Audi R8 LMS GT3 – Mies, K.Van der Linde, S.Van der Linde, Rast
  • #2 Gigaspeed Team GetSpeed Performance – Porsche 911 GT3R – Jans, Böckmann, Luhr, Slooten
  • #3 Audi Sport Team Phoenix – Audi R8 LMS GT3 – Haase, Stippler, Vervisch, N.Muller
  • #4 AMG Team Black Falcon – Mercedes AMG GT3 – Engel, Christodoulou, Metzger, D.Muller
  • #5 AMG Team Black Falcon – Mercedes AMG GT3 – Buurman, Jager, Seyffarth, Stolz
  • #6 Black Falcon – Mercedes AMG GT3 – Haupt, Al Faisal, Johansson, Piana
  • #7 Aston Martin Racing – Aston Martin Vantage GT3 – Turner, Thiim, Sorensen, Martin
  • #8 Audi Sport Team WRT – Audi R8 LMS GT3 – Rast, Frijns, D.Vanthoor, K.Van der Linde
  • #10 Konrad Motorsport – Lamborghini Huracan GT3 – Di Martino, Brueck, Henkola
  • #11 AutoArena Motorsport – Mercedes AMG GT3 – Assenheimer, Schmid, J.Bleekemolen, Marciello
  • #12 Manthey Racing – Porsche 911 GT3R – Klohs, Kern, Olsen, Frommenwiler
  • #14 Car Collection Motorsport – Audi R8 LMS GT3 – Aust, Bollrath, Saurenmann, Konopka
  • #15 Car Collection Motorsport – Audi R8 LMS GT3 – De Leener, Trummer, Kaffer
  • #16 Landgraf Motorsport – Mercedes AMG GT3 – Heyer, Asch, Sandstrom, Vautier
  • #17 KÜS Team7s Bernhard – Porsche 911 GT3R – Christensen, Cairoli, Bergmeister, Lotterer
  • #22 Wochenspiegel Team Monschau – Ferrari 488 GT3 – Weiss, Kainz, Krumbach, Menzel
  • #24 Audi Sport Team BWT – Audi R8 LMS GT3 – Winkelhock, Rockenfeller, Haase, N.Muller
  • #25 Team BWT Mücke Motorsport – Audi R8 LMS GT3 – Mücke, Jons, Fassler, Kaffer
  • #30 Frikadelli Racing Team – Porsche 911 GT3R – Arnold, A.Muller, Henzler, Campbell
  • #31 Frikadelli Racinf Team – Porsche 911 GT3R – Siedler, Seefried, Laser, Jaminet
  • #33 Falken Motorsports – BMW M6 GT3 – Dumbreck, Dusseldorp, Imperatori, Klingmann
  • #35 GTronlx 360 Team mcchlp-dkr – Renault RS 01 – Schmidtmann, Hammel, Wittmer,
  • #44 Falken Motorsports – Porsche 911 GT3R – Bachler, S.Muller, Ragginger, Werner
  • #47 AMG Team Mann Filter – Mercedes AMG GT3 – Baumann, Mortara, Van der Zande, Juncadella
  • #48 AMG Team Mann Filter – Mercedes AMG GT3 – Hohenadel, Dontje, Gotz, Van der Zande
  • #98 Rowe Racing – BMW M6 GT3 – Catsburg, Westbrook, Edwards
  • #99 Rowe Racing – BMW M6 GT3 – Sims, Krohn, De Philippi, Tomczyck
  • #100 Walkenhorst Motorsport – BMW Z4 GT3 – Posavac, Adams, J.Muller, Lambertz
  • #101 Walkenhorst Motorsport – BMW M6 GT3 – Walkenhorst, Tresson, Overhaus, Ziegler
  • #102 Team BMW Shell Helix – BMW M6 GT3 – Farfus, Palttala, Krognes, Schiller
  • #705 Scuderia Cameron Glickenhaus – SCG003C – Mutsch, Mailleux, Simonsen, Westphal
  • #911 Manthey Racing – Porsche 911 GT3R – Estre, Dumas, L.Vanthoor, Bamber
  • #912 Manthey Raicng – Porsche 911 GT3R – Lietz, Pilet, Makowiecki, Tandy

 

Entry List completa: https://24h-information.de/wp-content/uploads/2018/05/LogNoB_21_Teilnehmerliste_List_of_Participants-1.pdf

Timetable: https://24h-information.de/wp-content/uploads/2018/05/LogNoB_12_Zeitplan_schedule_v2.pdf

Livestream e onboard integrali: https://www.youtube.com/watch?v=NxOzJPBhlVY

Live Timing: http://www.sportscarglobal.com/LiveTiming.html

Purtroppo la partenza è alle 15.30 di Sabato proprio in mezzo alle qualifiche F1.

Buona gara a tutti!! Sarà una lunga notte…..

Aury

Crash! Boom! Bang!

C’era un’album dei Roxette che si intitolava così, ma visto cosa è successo alla curva 6 (Dry Sac) , sia in MotoGP, che in Moto2 (anche se meno di rilievo) ed anche in Moto3, direi che ci sta tutto come titolo.

Si stava assistendo a una bella gara, che seppur stava iniziano a prendere la piega del dominio di Marquez, che non si sa quale santo lo tiene in piedi quando passa sulla ghiaia lasciata da Luthi prima della 12, ci stava dando due Ducati molto in forma, con Dovi che pareva averne qualcosa di più..

Ma quando per una volta, il team di Borgo Panigale sta facendo un gran risultato a Jerez, ecco che arriva il patatrack, con Dovi che tira la staccata a Jorge, entrambi vanno lunghi, Pedrosa entra e percorre la curva come si dovrebbe fare, ma Lorenzo va a chiudere su di lui, si agganciano e cadono, coinvolgendo pure Dovizioso…madonne e santi che prima han tenuto su Marquez, son piovuti dal cielo a forza d’improperi dei Ducatisti.

Verrò tacciato di fastidio verso lo Spagnolo che guida la Ducati, ma quando vai in moto, impari da subito che se devi chiudere una curva e sei assieme ad altri, ti assicuri di non avere nessuno al tuo interno, quindi, per me l’errore è tutto di Jorge, che doveva valutare meglio la posizione di Pedrosa, rientrando da un lungo. Totale incolpevole Dovizioso e non attribuisco responsabilità a Pedrosa, visto che stava facendo la normale traiettoria, andando a infilarsi come fanno tutti in queste situazioni.

Un vero peccato per il team rosso, con un Dovizioso che ora si trova molto lontano in classifica, quando invece poteva limitare i danni, ma anche per Jorge poteva essere occasione di risollevare il morale, seppur stesse mostrando un considerevole calo delle gomme, che forse lo avrebbe portato fuori dal podio, ma fornendo una prestazione abbastanza convincente. Pedrosa, solito calimero, a cui non va mai dritta una.

Ma apriamo la parentesi Yamaha, team che anche sto anno ha mostrato le stesse problematiche del 2017, ossia quelle di una moto che con il caldo va in crisi di gomma, seppur in maniera meno grave dello scorso anno. Illogica la perseveranza di sviluppo delle moto 2017 e 2018, quando ancora una volta la 2016 risulta essere la migliore. A Iwata credo ci sia qualche grosso problema, perchè è davvero paradossale la situazione e lancia chiari ed importanti preoccupazioni per il proseguo della stagione. I due portacolori ufficiali han manifestato problemi per tutto il weekend, con Vinales addirittura costretto a guadagnarsi una posizione per il Q2 e una gara davvero opaca ed incolore. Le cadute di Crutchlow, Rins, Lorenzo, Dovizioso e Pedrosa, fan sembrare il risultato di Rossi decente, visti i problemi, mentre invece dev’essere un campanello d’allarme per lo sviluppo della M1. Non si venga a dire che la soluzione era quella di dare la ufficiale a Zarcò, perchè è bastato vedere che problemi ha avuto nei test con la 2017, per capire che il problema è intrinseco nella moto, sia come telaio, ma anche nell’elettronica.

Suzuki pare aver trovato la direzione abbastanza positiva dello sviluppo, peccato solo per la caduta di Rins, mentre Iannone è stato parecchio in costante nei tempi, giungendo si a podio, ma vale il discorso fatto prima per Rossi.

In Moto2 arriva la convincetissima vittoria di Baldassarri, che domina alla grande la corsa davanti a Oliveira e il leader di classifica Bagnaia. La situazione si fa rosea per i due Italiani, che si ritrovano ad allungare su Marquez, caduto a metà corsa, di una gara abbastanza anonima e scarsa di duelli.

Prima citavo dell’incidente alla curva 6, segnalando la staccata di Marini, che si prende dentro con Navarro, finendo fuori entrambi.

In Moto3 Canet pensa di giocare a boowling, piuttosto che correre in moto, sbagliando la staccata, perdendo il controllo della moto, finendo per stendere il leader di classifica Martin, Bastianini e Arbolino. Tutti e tre si stavano giocando alla grande la corsa, con Arbolino favoloso davanti, dopo esser partito 21esimo, davvero un peccato per lui.

Per quasi tutta la corsa, c’è stato un lungo plotone di 18/19 moto tutte in gruppo, con staccate e sorpassi ad ogni curva, davvero favolosa e a spuntarla è stato Oettel, davanti al nostro Bezzecchi, che ora è capo classifica della categoria, chiude il podio Ramirez. La stagione si fa in salita, per gli Italiani su cui si puntava maggiormente per il titolo, ma nulla è ancora precluso.

Attendiamo ora il prossimo weekend a Le Mans, per vedere come andranno le cose.

Saluti

Davide_QV

SPA-FRANCORCHAMPS 6 HOURS

Ed eccoci dopo una lunghissima pausa invernale alla vigilia della Super-season 2018-2019 del WEC. Questa prima tappa di Spa sarà estremamente importante poiché è l’unica prova prima di andare direttamente a Le Mans…ci sarà inoltre il debutto in gara di moltissime nuove vetture soprattutto in classe LMP1. Dunque un banco prova importante per verificare l’affidabilità e i veri valori in campo.  Dopo il prologo di Le Castellet, la FIA-ACO ha dato una stretta alle LMP1 private riducendo il flusso di carburante e la capacità di serbatoio. Il nuovo EOT (Equivalence of Technology) ora prevede un flussometro a 110 kg/h per LMP1 convenzionali contro gli 80 kg/h per la Toyota, 47,1 kg di carburante per stint contro 35,1 kg per LMP1-H, diametro per il rifornimento a 22,3 mm vs 20,4. Tutto questo fa sì che l’energia utilizzabile sul giro a Spa sarà di 106,4 MJ per i privati contro i 71,3 delle Toyota a cui si aggiungono 6,37 MJ del sistema ibrido. In pratica le nuove LMP1 hanno un 49% in più di energia sfruttabile dal carburante. Questo cambio di EOT è arrivato non senza polemiche, infatti dai tempi fatti dalle Toyota nel Prologo sembra una cosa assurda. Ufficialmente la Toyota ha dichiarato che i crono migliori sono stati ottenuti al di fuori del regolamento per testare la tenuta dei nuovi sistemi di raffreddamento, e una volta riportate le TS050 in condizioni regolamentari il miglior tempo, seppur sui long run, è stato di 1:38.1 mentre la Oreca R13 della Rebellion con Lotterer aveva fatto segnare un 1:37.0, comunque non in una vera simulazione di qualifica.  Questo insieme a tutti i dati raccolti dal test di 30 ore hanno prodotto la decisione a svantaggio dei privati. Vedremo…probabilmente nei circuiti normali la Toyota strapazzerà tutti, ma sarà dura a Le Mans, dove sui lunghi rettilinei le LMP1 senza ibrido dovrebbe avere un grande vantaggio. Per quanto riguarda quale delle nuove macchine sembra avere più chance di fare bene, per quello che si è visto, credo che la Rebellion con la R13 e l’SMP Racing con la BR1-Dallara siano i team più organizzati e con le vetture già a buon punto. Più dubbi invece sulla CLM di Bykolles e sulle ancora troppo acerbe Ginetta del team Manor. Comunque sia sarà interessante vedere cosa accadrà sulle Ardenne.

In LMP2 non ci sono nuove macchine e sembra di nuovo che le Oreca 07 siano un passo avanti anche alle Dallara. Il team più accreditato, ora a maggior ragione che non c’è più Rebellion, è sicuramente la Jota Sport (Jackie Chan DC) nonostante abbia rivoluzionato la sua line-up. Buon esordio però per Pastor Maldonado con il Dragonspeed, che nei test ha stampato il miglior tempo. Speriamo che il venezuelano capisca che nel WEC ci sono anche i compagni e no può scassare la macchina quando vuole. Particolare sarà il week end di Loic Duval, che cercherà di combinare DTM e WEC. Giovedì sarà a Spa per disputare le prove libere, poi in volo per Hockenheim dove inizia il DTM, la cui Gara-1 finisce alle 14.30 di Sabato…non appena scenderà dalla macchina (o dal podio) prenderà l’elicottero per arrivare in tempo a Spa pronto per effettuare il suo duoble stint, perché la gara del WEC finisce alle 19.30. In seguito ancora indietro ad Hockenheim per Gara-2 di Domenica…questo è essere un globetrotter!!

Altra gara attesissima è quella delle GTE Pro, con un record di 10 equipaggi full season e 5 costruttori. La Ferrari parte con i favori del pronostico, anche se Ford e soprattutto Porsche hanno mostrato un passo al Ricard che ha spaventato o quanto meno preoccupato gli altri. Sarà una gara tutta da scoprire per la nuova Aston Martin Vantage al debutto ufficiale appena prima di andare a Le Mans. I vertici del tema inglese hanno dichiarato che sarebbero soddisfatto di un risultato in top4…sarà dura. Il team BMW M-TEK sarà al debutto in gara, anche se la M8 ha già una buona esperienza sulle spalle dalle gare di Daytona e Sebring negli States. Aston Martin e BMW sembra che abbiano al momento due auto completamente opposte a livello di caratteristiche, anche se entrambe montano un motore turbocompresso e anteriore; infatti al Prologo le BMW erano molto veloci come top speed e in particolare sul lunghissimo Mistral, invece la nuova Vantage GTE è stata la più lenta in velocità fra le GTE Pro, ma ha mostrato un ottimo passo nel terzo settore, quello più guidato, del circuito francese. Per quanto riguarda i piloti sarà molto suggestivo il debutto di Gimmi Bruni in Porsche contro la sua ex famiglia Ferrari, dopo aver passato il 2017 lontano da WEC.

In GTE Am sembrano ancora favoriti i team che possono sfoggiare le “nuove” 911 RSR, ossia Proton, Project 1 e Gulf Racing; mentre ci sono le conferme delle 488 GTE per i team supportati da AF Corse. Quest’anno fra i nuovi team ci sarà il TF Sport, che dopo aver partecipato in ELMS la scorsa stagione, effettua il salto nella serie mondiale, proseguendo con la Aston Martin Vantage GTE vecchio modello.

Certamente la storia che catturerà maggior interesse da parte di media e appassionati, sarà l’esordio di Fernando Alonso in gara con la Toyota #8. Dopo gli ultimi anni difficili in F1, finalmente lo spagnolo potrà realizzare un suo grande desiderio da molto tempo ormai…correre con i prototipi e soprattutto partecipare e cercare di vincere la storica 24 Ore di Le Mans. Già anni fa era stato vicino a correrla, sia quando era in Ferrari che nel 2015 quando con la Porsche sembrava già fatta, ma Dennis si oppose. Con la tappa di Spa inizia la parte più fitta del calendario di Alonso, che lo vedrà impegnato in week end di gara o test quasi ogni fine settimana. Tutti sono curiosi di vedere le sue prestazioni in pista, in particolare nei confronti dei più esperti sui compagni di squadra, dato che di fatto è un rookie. In verità io sarei molto sorpreso di vederlo in qualifica…molto probabilmente saranno Buemi e Nakajima a qualificare la #8 e Kobayashi-Conway sulla #7. E anche come passo mi aspetto che sia più o meno al livello degli altri, ma più veloce di Lopez. In ogni caso, a meno di cataclismi o rotture, Fernando a Spa tornerà su un podio in una competizione mondiale FIA dopo quasi 4 anni…di sicuro farà bene.

A questo punto non ci resta che seguire la gara che vi ricordo è di SABATO.

Entry List / Spotter Guide

Orari

Aury

MOTOGP 2018 – GRAN PREMIO RED BULL DE ESPAñA

Arriva l’Europa e con il circuito di Jerez ci ritroviamo la prima cartina di tornasole per quello che sarà il proseguo delle stagione, esame importante per le speranze di tutti i team e piloti.

La pista è sempre stata teatro di grandi duelli e corse decise solo all’ultima curva, come nel tanto citato 2004 fra Rossi e Gibernau, ma senza scordare il 2013 fra Marquez e Lorenzo, ma sicuramente uno dei più bei sorpassi di sempre, è ad opera di Laverty su Melandri sempre all’ultima curva, ma in SBK (Scusate la divagazione)

Sul tracciato Spagnolo Ducati non è mai stata fra le favorite, nemmeno nell’epoca d’oro del funambolo Casey Stoner, tanto che l’ultima vittoria targata Ducati risale al 2006 con Capirossi (quando Elias stese Rossi alla prima curva). Honda e Yamaha han sempre fatto la voce grossa, indipendentemente dal pilota, quindi il pronostico è quanto mai complesso da farsi, seppur sempre a favore di Marquez.

Yamaha è chiamata a mostrare il suo valore, che difficilmente sarà quello della disfatta del 2017, ma stiamo attenti anche alla Suzuki, che con Rins e Iannone potrebbero stupirci alla grande.

Iannone, dal paddock circolano voci che possa arrivare uno scambio di selle fra lui e Lorenzo, con Pernat che da per molto probabile l’annuncio, da parte di Suzuki, già in questo weekend.

Nel frattempo invece arriva l’ufficilità che il prossimo anno KTM schiererà Zarcò, come ufficiale, assieme a Pol Espargarò.

Poco da segnalare per la Moto2, dove i nostri alfieri son chiamati a una corsa che ne confermi ancora il loro altissimo valore, mentre in Moto3 c’è attesa di vedere se qualcuno riuscirà a rendere difficile la vita a Jorge Martin.

ORARI TV

SKY

Domenica 6 maggio

11:00 Gara Moto 3
12:20 Gara Moto 2
14:00 Gara Moto GP

TV8

Domenica 6 maggio
18:00 Gara Moto3
19:20 Gara Moto2
21:00 Gara MotoGP

Saluti

Davide_QV