IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Il circo si ferma, a Dio piacendo, per tre settimane come prevede il calendario sportivo corrente e, se qualcuno si illudeva che non ci sarebbe stato nulla di cui parlare, si sbagliava di grosso. Di fatto il GP d’Inghilterra ha un prosieguo i cui effetti sono solo pari, se non addirittura più deflagranti, dell’annuncio della venuta di Hamilton in Ferrari. Naturalmente mi sto riferendo all’ormai nota vicenda che Christian Horner, TP Principal della Red Bull per vent’anni, è stato licenziato immediatamente dopo il GP stesso. Su queste righe avete sempre letto, da parte del sottoscritto, che la continuità di gestione e quindi la stabilità della squadra a livello manageriale, è tutto per poter conseguire un risultato, ebbene la Red Bull è un esempio eclatante in tal senso… almeno fino al GP di sua maestà il Re evidentemente.

L’allontanamento del plenipotenziario Horner è di sicuro un fulmine a ciel sereno, anche se non deve stupire più di tanto, visto che i casini che ci sono a Mylton Keynes ormai sono noti da tempo. Mi permetto di aggiungere che, tutto quello che è successo tra le mura dei bibitari nulla ha senso e, conoscendo la loro metodica di lavoro, lascia veramente di stucco per l’azione che hanno intrapreso. La cacciata di Horner, a stagione in corso, da la misura delle tensioni che ormai si erano raggiunte in seno alla squadra, dove ormai si erano venute a creare due fazioni con Horner e gli azionisti di maggioranza da un lato e, i Verstappen con Marko ed il figlio del patron della stessa Red Bull (Mateschitz jr) dall’altra. La logica imponeva che, se proprio questa azione cosi eclatante doveva essere effettuata, l’avrebbero dovuta operare a fine stagione anziché con un mondiale che è ancora aperto, sebbene le speranze iridate per l’attuale campione del mondo si sono affievolite di molto. Per questo parlo di “non sense” in quello che è accaduto. I malumori, in seno alla scuderia bibitara, serpeggiavano già da tempo ed il bubbone è scoppiato proprio l’anno scorso con lo scandalo sessuale che ha coinvolto proprio lo stesso Horner. Se la squadra ha retto proprio in un momento cosi difficile, è perché Verstappen a differenza di quest’anno, il mondiale se l’è giocato fino all’ultima curva caricandosi sulle spalle tutta la baracca, oggi invece questi presupposti non ci sono più ed ecco che la cloaca ha tracimato. Ad aggiungere follia al tutto si uniscono le minacce dello stesso olandese che sembra voglia anticipare la sua partenza dalla squadra, per portare il suo enorme talento a Stoccarda, ove anche questo non è affatto un segreto. Di fatto i Verstappen (o dovrei dire Jos?) premono per mandare via Horner e, immediatamente dopo spingono per spostarsi verso migliori lidi, lasciando la squadra in braghe di tela… follia allo stato puro!

Al momento la potenziale dipartita del campione olandese appartiene a quelle che vengono definite speculazioni, eppure allo stato attuale questa eventualità non è affatto peregrina. Il buon (si fa per dire) Horner paga lo scotto della sua ultima gestione, dove la squadra (a causa dei casini interni) ha perso pezzi pregiatissimi (l’attuale McLaren è di Marshall, ex Red Bull appunto) con in testa Adria Newey e, lo scandalo scoppiato l’anno scorso è stata la spinta definitiva che ha dato via al processo di allontanamento. Naturalmente le prestazioni dell’attuale vettura sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, a nulla è valsa la magnifica pole di Max conquistata davanti al pubblico di casa della squadra di Mylton Keynes, pole agguantata giocando un all in pazzesco (auto molto scarica), che l’hanno pagato caro il giorno del GP. Sono del parere che non sia stato nemmeno casuale il periodo per comunicare la dipartita di Horner, visto che ora i bibitari avranno tre settimane di pausa per organizzarsi mediaticamente nel momento in cui si presenteranno tra le Ardenne. Evidentemente nulla è stato lasciato al caso e, ciò fa comprendere il livello di cinismo che c’è all’interno della squadra. Del resto non li biasimo, considerando la quantità di soldi e potere che gira attorno alla squadra dei bibitari, i quali hanno iniziato, usando una metafora commerciale con un carretto che vendeva bibite all’angolo della strada ed ora, si ritrovano ad essere una vera e propria multinazionale di distribuzione di spettacolo e risultati sportivi. Inutile dire che la Red Bull, a livello prestazionale, non potrà non accusare il colpo come inevitabile che sia e, i colpi di scena non sono destinati a finire, visto che non corre buon sangue nemmeno tra il papà dell’attuale Red Bull (cioè Wachè) e, sempre i Verstappen i quali di fatto, sono divenuti i veri padroni della baracca assieme all’onnipresente Marko. Questa, a mio giudizio, è una di quelle mosse azzardate che tutto sono tranne che lungimiranti, visto che la squadra resta ed i piloti passano ed infatti, non a caso già si parla di una potenziale partenza del campione che ha permesso di dettare legge sulla pista negli ultimi anni.

Proprio qualche settimana fa scrissi che Red Bull rischiava di trovarsi con una mano avanti ed una dietro per il prossimo futuro, di sicuro con l’appiedamento di Horner e, con la potenziale perdita del suo campione Red Bull, si è messa in condizioni di poter perdere tutto e dover rifondare dalle fondamenta. La Gestione di Horner dicevo: uno dei più grossi dubbi (di errori veri e propri si potrà parlare solamente quando metteranno la nuova vettura a terra) che riguarda le decisioni dell’ormai ex Team Principal, è stato quello di volere fortemente il progetto Power Train con i motori Ford per il 2026. A riguardo delle nuove motorizzazioni sono tante le voci, certo è che se proprio Horner si è battuto (ricevendo un grosso no) per ridurre la percentuale di potenza dovuto solamente all’elettrico, qualche pensiero viene da farlo e, a tal proposito deriva il tanto agitarsi del clan Verstappen dove nelle ultime settimane gli avvistamenti di questi, assieme a Toto, sono stati all’ordine del giorno. Qual è la scelta più logica per Max Verstappen a questo punto e soprattutto, cosa sarà la Red Bull senza di lui? Il raziocinio impone, a maggior ragione dopo quanto successo, che Verstappen continui con la “sua” squadra fino a tutto il 2026 in modo tale da verificare la bontà del progetto Ford e, soprattutto poter verificare la bontà dei progetti altrui, a cominciare proprio da quello Mercedes. Certo questo comporta un rischio, perché se l’anno prossimo si realizza quello che attualmente le voci dicono, Max rischia di vedere Russell campione del mondo andandosi a complicare non poco la sua partenza per quel di Stoccarda. Allora sarebbe obbligato ad andare nella Aston Martin del suo amico Newey e tentare l’impresa. Questo è quello che la logica impone, solo che come ho già detto, tutto in questa faccenda è pazzesco e non mi meraviglierebbe più nulla a questo punto. Nel rispondere alla seconda domanda, vi invito a vedere le prestazioni di tutti i compagni che gli hanno affiancato: con la sua partenza non dico che i bibitari si ritroverebbero a lottare con la Alpine, di certo le difficoltà sarebbero enormi, perché ad ogni vettura di Mylton Keynes, bisogna tenere in considerazione che due decimi sono solo di Max.

A questo punto cosa succederà ad Horner? Tempo fa scrissi “I have a dream”, riferito al fatto che non mi sarebbe affatto dispiaciuto che Chris raggiungesse il Bel Paese per venire a rifondare la Scuderia. Purtroppo, a quanto ho capito, questo rimarrà solamente un sogno perché pare che la Ferrari, non voglia avere nulla a che fare con uno che è coinvolto in un brutto affare come quello successo ad Horner (a Gennaio ci sarà un giudizio in merito, motivo per il quale il gardening dello stesso durerà fino alla fine di quest’anno, proprio perché Red Bull non vuole essere coinvolta in tal senso con un suo dipendente… nulla è stato lasciato al caso!), ed ecco che le voci che lo vogliono nella Alpine di Briatore (tra lupi ci si intende evidentemente) sono sempre più forti. Come detto in tutta questa storia non c’è nulla di logico, del resto in F1 il più pulito c’ha la rogna come si suol dire, quindi non meravigliatevi che in Belgio troverete i bibitari tutti sereni come se nulla fosse successo.

Vito Quaranta

SACHSENKING👑 – POST GP DI GERMANIA

Inutile lamentarsi. Volevate il Fenomeno in pista!? Vi hanno propinato per anni pseudo-fenomeni ma la realtà è ben diversa. I Fenomeni sono quelli che ti fanno addormentare, quelli che ti fanno dare il risultato per scontato. Pole, gara, giro veloce e tutta la gara in testa (Grande Slam) con annessa Sprint bagnata da recupero mozzafiato. Questi sono i fenomeni, anzi questo è. Ne avete bramato bramato il ritorno, adesso godetevelo!

 

Il weekend del GP MotoGP al Sachsenring, tenutosi dall’11 al 13 luglio, ha confermato ancora una volta il dominio assoluto di Marc Márquez, che ha festeggiato con stile la sua 200ª gara in classe regina ottenendo la sua nona vittoria sul circuito tedesco . Márquez ha dominato fin dalla pole position, condizionando il ritmo dal primo all’ultimo giro .

Solo 10 piloti su 18 sono riusciti ad arrivare al traguardo a causa di una serie di numerose cadute, concentrate soprattutto alla curva 1, tra cui nomi importanti come di Giannantonio e Bezzecchi . Alex Márquez, nonostante una recente operazione alla mano, ha tagliato il traguardo in seconda posizione, consolidando la netta superiorità Ducati nel fine settimana . Al terzo posto si è piazzato Francesco Bagnaia, salendo sul podio partendo dall’undicesima posizione in griglia. Un weekend davvero scialbo il suo, urge un cambiamento.

Ottimo il weekend di Fabio Quartararo che si conferma come gran Pilota non supportato purtroppo dalla casa madre. Iwata sta facendo degli sforzi enormi tra test del V4 con Dovizioso ed Augusto Fernendez e dovrebbe portare in pista nel GP di Austria la creatura nata per risollevare le sorti Yamaha nel 2026.

Marc Marquez con questa vittoria e lo sprint precedente ha inanellato la sua quarta vittoria consecutiva, rafforzando il suo primato nel mondiale con 83 punti di margine su Álex e 147 su Bagnaia .

La gara si è trasformata in un vero test di sopravvivenza: otto piloti eliminati da incidenti audaci, segno delle difficoltà del Sachsenring e dell’intensità del contesto agonistico . Álex Márquez ha offerto una performance eroica, gestendo la gara con una mano ferita e assicurando importanti punti per il campionato suo e del team .

Di Giannantonio, protagonista positivo del weekend, cade dal secondo posto dopo un errore di frenata: «braked 5 metres later… lost it… part of the game» ha detto alla TV della MotoGP.

Venerdì appuntamento a Brno per il GP di Repubblica Ceca, alla ricerca di qualcuno che possa fermare il Marziano.

 

Francky

 

P.S.  Sia Marc che Valentino hanno disputato il 200° GP nella classe Regina in sella alla Ducati del Team Factory. Il destino alle volte è davvero beffardo. È tutto scritto nel grande libro degli Dei del Motorsport…

 

BASTIAN CONTRARIO (XII): Il sogno

Il GP di Gran Bretagna, svoltosi nella storica pista di Slverstone, è stato luogo di sogni realizzati e, altrettanti infranti. Singolare come una serie di eventi siano andati a collimare affinché i desideri di qualcuno si realizzassero nel migliore dei modi. Non posso non parlare di Nico Hulkenberg,il quale, è riuscito a realizzare finalmente il suo sogno che è quello di aver raggiunto il suo primo podio in carriera. Credo che molti ferraristi abbiano sperato, per la prima volta nella loro vita, che una Rossa non riuscisse a raggiungere il podio proprio per non infrangere il sogno del forte e coriaceo pilota tedesco. Sembra quasi la sceneggiatura di un film in effetti, perché a contendersi quel “misero” terzo posto, erano due piloti che per un verso o per un altro ne avevano bisogno disperatamente. Hulkenberg voleva raggiungere quel traguardo perché quel podio, per lui, vale una carriera ed Hamilton lo anelava altrettanto, perché non solo sarebbe andato a spezzare il digiuno di podi da quando è sbarcato a Maranello, evidentemente avrebbe potuto festeggiare quel risultato d’innanzi al suo pubblico di casa. Il destino è beffardo e crudele per gli sconfitti e, di rimando, sa essere come un balsamo per chi invece riesce ad ottenere ciò che vuole. Confesso che il sottoscritto, è uno di quei ferraristi, che ha desiderato che il tedesco della Sauber riuscisse a realizzare il suo sogno, perché semplicemente lo meritava: Hamilton in un modo o nell’altro riuscirà prima o poi a salire sul podio da ferrarista e, con molta probabilità non solo sul gradino più basso, mentre quella che si è presentata domenica scorsa per Nico, forse è stata l’occasione della vita. Il risultato raggiunto dal pilota Sauber è un esempio di vita: mai arrendersi, crederci sempre con ostinazione, perché prima o poi ogni sacrificio deve pagare altrimenti per quale motivo si chiamerebbero sacrifici? Non posso non nascondere l’emozione che quel risultato raggiunto mi ha trasmesso perché, la realizzazione di quel sogno è innanzitutto una lezione di cui tutti dovremmo fare tesoro.

Dietro il terzo posto di Hulhenberg c’è dell’altro naturalmente e qui il karma c’è andato giù duro. Innanzitutto questa è la seconda volta che una Sauber, la Sauber di Binotto, si tiene dietro la Ferrari di Hamilton e questa volta “a casa loro”, senza contare che se Hulkenberg è riuscito a raggiungere il podio, nonostante fosse partito diciannovesimo (!), è stato grazie anche ad una strategia tanto ardita quanto fredda e spietata. Come mai ogni qual volta gli uomini che hanno lavorato a Maranello e, che poi vengono sbattuti fuori e, che quindi vanno a lavorare nelle altre squadre divengono improvvisamente geni? Perché è giusto ricordare che dietro la realizzazione del sogno di Nico c’è uno stratega che si chiama Rueda, lo stesso che appunto era in Ferrari e, che veniva messo in croce puntualmente un GP si e l’altro pure. Oltretutto quello di Inaki non è stato un exploit occasionale, visto e considerato che la Sauber sta andando a punti in maniera abbastanza costantemente e, guarda caso, sempre nei GP “pazzi”. Chi ha voluto Rueda al muretto? Passiamo da un diavolo ad un demonio (secondo la narrazione oscura dei social) in questo caso, perché il responsabile che ha voluto lo stratega ex ferrarista è proprio Binotto, a sua volta ex Team Principal Ferrari, che ha preso in mano una squadra da zero punti e l’ha letteralmente risollevata dalle macerie, tanto che ora si trova al sesto posto nella classica costruttori davanti a squadre come Aston Martin, ed immediatamente dietro al “solido progetto” chiamato Williams. Quando la Ferrari imparerà dai suoi errori? Perché la rivincita e la soddisfazione degli ex ferraristi, ai danni di una Ferrari completamente allo sbando, dovrebbe insegnare quanto meno che la calma è la virtù dei forti e, che le pressioni tossiche dettate innanzitutto dalla fretta di portare a casa un risultato che poi non arriva mai, non porta da nessuna parte.

Ferrari si è presentata al sabato con i galloni di diretta pretendente per giocarsi la pole e quindi la vittoria e, le prove libere erano li a dimostrarlo: la buona notizia infatti è che il nuovo fondo funziona eccome e, su una pista severa come quella inglese, ne abbiamo avuto la dimostrazione. Poi com’è costume della Rossa, nel momento che conta, l’ingranaggio si inceppa ed ecco che i piloti cannano nel momento in cui non si deve sbagliare e da qui i sogni che si infrangono miseramente. Non so voi eppure inizio ad essere stufo, delle sceneggiate autolesionistiche di LeClerc, quando sbaglia il giro di qualifica. A chi giova un comportamento del genere? Apprezziamo la maturità e sincerità del pilota quando ammette lo sbaglio, vero è che incominciano ad essere anche stucchevoli questi pianti esagerati all’interno dell’abitacolo, arrivando a definirsi addirittura un pezzo di sterco! La scelta di Charles, o per meglio dire il suicidio assistito, di uscire con le slick è stato il chiodo della bara di un weekend che ha promesso sogni e che poi si è rivelato un vero incubo.

Hamilton di rimando tesse le lodi della SF-25 per tutte le prove libere, salvo poi fare passi indietro immediatamente dopo il risultato delle qualifiche, addirittura lanciando strali nel corso del weekend affermando, con velate minacce, che non vuole trovarsi nella condizione di disobbedire alla squadra (riferimento a quello che è successo in Austria) e, facendo battutine che evidentemente facevano ridere solo i suoi connazionali (il sottile humor inglese è di difficile digestione), visto che ha affermato che ogni volta che entra nei garage ad ora di pranzo (?) i meccanici stanno sempre a mangiare (pasta asciutta evidentemente). Mi auguro che la Ferrari che verrà sia veramente come egli desidera, cosi almeno eviteremo di sentire queste lagne, nel frattempo il campione inglese deve fare i conti con la dura realtà che è quella che non riesce a cavare un ragno dal buco e, tra le altre cose, non riesce a stare nemmeno in coda alla monoposto di un team cliente della sua stessa Ferrari. Le giustificazioni piovono assieme all’acqua che scendeva sul circuito inglese e, alla dodicesima tappa del mondiale, le mie povere orecchie devono sentire che l’ex Mercedes è ancora nella sua fase di apprendistato. Il sistema, a partire da quello narrativo, ha un disperato bisogno di almeno un podio di Hamilton, fosse solo per mettere a tacere la (giusta) ridda di polemiche che stanno seguendo ogni GP che lo vede lontano dal podio. Domenica scorsa si esaltava la sua rincorsa e si tessevano le sue lodi sulla grande gara che abbia disputato, evidentemente o non capisco nulla (probabile) oppure ho visto un’altra gara: il buon Hamilton è partito quarto e quarto è arrivato, dietro una Sauber (!) quindi ritengo che la sua rimonta, considerando le sue capacità e mezzo, era quanto meno doverosa. Davvero c’è da esaltarsi per una prestazione cosi scialba, considerando chi egli sia e per chi corre?

Cosi come sarebbe stato doveroso che l’Ad Vigna, presente nei box, avrebbe dovuto dire qualcosa di concreto e reale riguardo al futuro del Team Principal Rosso, del quale allo stato attuale, non si sa ancora se guiderà o meno la squadra l’anno prossimo. Al di là delle parole di circostanza, hanno risuonato in maniera sibillina le sue dichiarazioni riguardanti proprio l’argomento del rinnovo: “L’unione fa la forza…”. Sibilline perché di primo acchito, mi verrebbe da pensare, che proprio perché è l’unione che rende forti allora il rinnovo è ormai prossimo. Vero è che con Ferrari non si dormono mai sonni tranquilli (ultimamente solo incubi, altro che sogni!) e mi viene il sospetto, che con quelle parole, abbia voluto dire che è arrivato il momento di stare uniti visto che stanno arrivando tempi difficili. Di certo è vergognoso che siamo giunti a luglio e non si sa ancora nulla riguardo al futuro del capo del muretto, con un mondiale tutto nuovo che dovrà iniziare l’anno prossimo. Siamo passati dai sogni invernali da realizzare, dove le dichiarazioni erano all’ordine del giorno, ai sogni infranti estivi dove il silenzio regna sovrano.

Vito Quaranta

NORRIS VINCE A CASA SUA. INCREDIBILE HULKENBERG.

“Sotto la pioggia”, cantava un cantautore romano una quarantina di anni fa. E’ il 6 luglio e dopo un periodo di temperature molto alte, esattamente come in Italia anche in Inghilterra la domenica si rovesciano catinelle d’acqua.

Acqua che risparmia le qualifiche, nelle quali Verstappen fa la solita magia, davanti alle due McLaren, mentre le Ferrari, candidate alla prima fila, si accontentano della terza grazie agli errori dei piloti, puntualmente sottolineati dal team principal francese.

Al momento del via c’è il sole, ma la.pista è bagnata.
Intermedie per tutti e giro di formazione dietro la SC.
La traiettoria è asciutta, ma si prevede pioggia forte al giro 15.
Leclerc e Russell si fermano per le slick. Ma il terzo settore è troppo bagnato.

Allo spegnimento dei semafori non auccede niente di particolare,  ma dopo solo 2 giri viene attivata la VSC causa fermata di Lawson urtato da Ocon. Anche Antonelli si ferma per montare le slick, mentre gli altri continuano.

Al giro 4 ai riparte e quelli con le slick perdono 10 secondi al giro. Al giro 6 di nuovo VSC per Bortoleto che si ferma in pista dopo avere sbattuto. Si riparte al giro 7 e Piastri attacca e supera Verstappen che fatica a tenere in strada una macchina molto scarica.

Le slick ora funzionano meglio delle intermedie, di circa 8 secondi.
Ma ricomincia a piovere, e la Mercedes fa fermare subito Antonelli per rimontare le intermedie. La pioggia aumenta ancora e pure Leclerc viene fatto fermare subito.

Verstappen va lungo e Norris lo passa, ed entrambi entrano ai box, seguiti da Hamilton. Il pit-stop è lungo e Lando perde la posizione su Max.

La pioggia é ora talmente forte che viene fatta uscire la SC.
Che arriva provvidenziale per le due Ferrari, che stanno letteralmente annaspando.

La gara riparte al giro 17. Hadjar disintegra subito la sua Toro Rosso tamponando Antonelli, ed esce di nuovo la SC. Si riparte al giro 22, con Piastri che, quando la macchina di sicurezza spegne le luci, pesta sul freno a Verstappen lo supera, protestando. L’australiano viene investigato per questa manovra, ma l’olandese perde la macchina ancora prima di passare il traguardo, sprofondando nelle retrovie.

Arrivano i 10 secondi di penalitá per Piastri, che ora ha 3 secondi di vantaggio su Norris.

Al giro 34 le due McLaren hanno fatto il vuoto a colpi di 2 secondi al giro. La lotta per il terzo posto é fra Stroll, Hulkenberg e Hamilton, Non appena la direzione gara abilita il DRS, Il canadese viene passato facilmente dagli altri due.

La pista si sta asciugando e Alonso al giro 38 azzarda il montaggio delle slick, imitato dl giro dopo da Russell. Ma é troppo presto, e George si esibisce in una bella piroetta.  Dopo 3 giri é il momento giusto, e rientrano Hamilton e Verstappen.

Anche Hulkenberg si ferma, e riesce a tenere la terza posizione su Lewis, autore di due lunghi.

Al giro 44 Piastri si ferma e sconta la penalitá, e al giro successivo ai ferma Norris. Il distacco fra i due ora é di 5 secondi e tale rimarrà fino alla fine.

Hamilton prova ad andare a prendersi il podio, ma Hulkenberg riesce a tenerlo a distanza.

E finisce così con Norris che vince a casa sua davanti a Piastri, all’incredibile Hulk che conquista il suo primo podio in 239 gare partendo 19o. Poi Hamilton, Verstappen, Gasly, Stroll, Albon, Alonso e Russell.

Fra due settimane si correrà a Spa, dove la pioggia è di casa. Ma oggi abbiamo visto che l’ordine non cambia. Siamo tornati nel 1984 (o 1988, fate voi). Con la differenza che Norris e Piastri non assomigliano neanche lontanamente a Lauda, Prost e Senna.

P.S. Dal divano, si vedeva benissimo che il terzo settore era bagnato. E, probabilmente, si vedeva anche dal remote garage e dalla pista. E in Ferrari hanno deciso, per la prima volta, di ascoltare il pilota. Ovviamente sbagliando.

P.S. 2 Dopo avere dato ai piloti una monoposto inguardabile, grazie (pare) al licenziamento del DT nel pieno del progetto, il nostro prode francese non perde occasione per sottolineare gli errori dei piloti, smentendoli pure platealmente nelle interviste. I quali piloti, a quanto pare, gli vogliono talmente bene da mettersi in affari con lui (Leclerc) o da dire che non sarebbe mai arrivato se non fosse stato per lui (Hamilton). Contenti loro…

P.S. 3 In quanti dopo la gara di oggi diranno che Leclerc ha fatto una marea di errori. Vero, ma l’altro non è riuscito ad andare a prendere il podio ad Hulkenberg (!), commettendo svariati errori nel finale, quando viaggiava in aria pulita e sull’asciutto.

P.S. 4 Curiosa la chiamata di Piastri che rivoleva la posizione a compensazione della penalità. E ancora più curioso che Andrea Stella abbia ammesso che era già in programma, in caso di SC, di fare in modo di ridargliela, la posizione. Io francamente non ho capito perchè a suo dire questa manovra compensativa sarebbe stata necessaria. 

P.S. 5 Abbiamo giá capito che Binotto si aggiungerà alla lunga lista di quelli che si sono formati sotto la gestione Todt e che hanno poi contribuito a far vincere le altre squadre. Per la cronaca, il podio di oggi é formato da squadre il cui comando è nelle mani di questi ex.

P.S. 6 La resurrezione della Sauber e di Hulkenberg ricorda molto quella quella della APXGP e di Sonny Hayes, narrata nel film F1 – The movie. 

P.S. 7 E, infine, una parola per Nico, uno dei piloti più sottovalutati della storia della F1. Oggi è stato ricordato più volte che in molti casi non ha saputo essere all’altezza dei compagni di squadra. Ma nella seconda parte della sua carriera, quando ha dovuto sostituire qualcuno su qualche carriola, ha sempre fatto meglio e in diversi casi la carriola l’ha portata a punti. L’Audi non poteva scegliere pilota migliore per costruire la squadra, speriamo solo che gli dia il tempo di cogliere qualche soddisfazione prima di sostituirlo con un top driver.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

F1 2025 – GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Doveva rappresentare la riscossa Red Bull, è andata a finire con una disfatta clamorosa. Questo è il verdetto del Gp d’Austria che ci accompagna verso Silverstone con un mondiale piloti che è ormai una questione interna McLaren, con quello costruttori che in pratica potrebbe già essere assegnato.

Basti pensare che è più vicino Leclerc a Verstappen di quanto quest’ultimo non lo sia da Norris che è secondo a 15 punti da Piastri. Alla fine è anche giusto così, la McLaren ha la miglior monoposto e Verstappen non può sempre mettere una pezza alle mancanza della sua Red Bull.

immagine da motoremotion.it

Quindi cosa ci aspettiamo dal Gp di Gran Bretagna? So che a molti di voi non importerà molto ma è il primo Gp corso in casa per Hamilton da pilota Ferrari. Vedremo molte più bandiere rosse in tribuna dopo che per anni il colore predominante era il grigio scuro? Considerando la simpatia che gli albionici hanno per la Rossa dubito fortemente ma chissà che questo non risvegli l’etpa dal suo torpore.

Per la SF-15 si tratterà di un’altra gara in cui cercare di sfruttare il nuovo fondo visto in Austria, in attesa della nuova sospensione posteriore prevista in Belgio. Si lavora ancora per il 2025 quindi, mentre Hamilton già vorrebbe concentrarsi sul 2026. Al solito a Maranello molte voci e chissà quale direzione è stata presa, sperando di non aver compromesso già qualcosa in vista del prossimo anno.

La Mercedes arriva in pratica alla gara di casa sempre con un pilota inglese, veloce  ma molto meno titolato e a cui non è stato ancora rinnovato il contratto. Sembra ci sia lo zampino del 33 olandese che Wolff sta cercando insistentemente per l’anno prossimo.

Certo è che gli anglo-teutonici non possono permettersi un’altra figura come quella rimediata al Red Bull Ring, cosa che ha permesso addirittura alla Ferrari di sopravanzarli in classifica costruttori. L’aria di casa forse farà bene ma ormai anche loro stanno pensando più al 2026 che alla stagione in corso e stanno pensando di arrivarci con il pilota più forte del lotto.

La tentazione in Mclaren dopo la doppietta in Austria sarebbe quella di parafrasare la battuta di un noto film di Tarantino in merito a pratiche sessuali vicendevolmente offerte ma, al di là di ogni eccesso di confidenza, la realtà dice che ormai il titolo piloti è una mera questione interna. Silverstone sarà l’ennesima lotta di nervi tra Piastri e Norris, il team dovrà “solo” cercare che i due non commettano sciocchezze.

Silverstone è un circuito in cui non è semplice trovare un buon bilanciamento. In linea del tutto teorica è una pista in cui la McLaren potrebbe incontrare qualche difficoltà in più mentre Red Bull, o almeno, la Red Bull n°33 dovrebbe trovarsi meglio rispetto al Red Bull Ring.

immagine da deccanherald.com

Classico trappolone dopo una domenica trionfale? Considerando le prestazioni di questo 2025 difficile che la McLaren incappi in un weekend tanto sciagurato ma sarà meglio per loro tenere l’attenzione ben alta per non dare nuova linfa alle speranzo di Verstappen.

Potrebbero essere della partita anche Mercedes e Ferrari anche se, condierando sempre quello visto fino ad ora, sarà difficile che possano inserirsi nella lotta per la vittoria. La temperature basse (Mercedes) e i curvoni veloci (Ferrari) dovrebbero favorirle rispetto alle due sopra citate ma al solito sarà la pista a emettere i suoi verdetti.

In ogni caso, un aspetto positivo da considerare nel vedere Hamilton in Ferrari sarà vedere l’imbarazzo degli inglesi a tifare il proprio beniamino vestito di rosso. Lo so, ci si accontenta di poco ma tant’è…

*immagine in evidenza da 51gt3.com

Rocco Alessandro