Il circo si ferma, a Dio piacendo, per tre settimane come prevede il calendario sportivo corrente e, se qualcuno si illudeva che non ci sarebbe stato nulla di cui parlare, si sbagliava di grosso. Di fatto il GP d’Inghilterra ha un prosieguo i cui effetti sono solo pari, se non addirittura più deflagranti, dell’annuncio della venuta di Hamilton in Ferrari. Naturalmente mi sto riferendo all’ormai nota vicenda che Christian Horner, TP Principal della Red Bull per vent’anni, è stato licenziato immediatamente dopo il GP stesso. Su queste righe avete sempre letto, da parte del sottoscritto, che la continuità di gestione e quindi la stabilità della squadra a livello manageriale, è tutto per poter conseguire un risultato, ebbene la Red Bull è un esempio eclatante in tal senso… almeno fino al GP di sua maestà il Re evidentemente.
L’allontanamento del plenipotenziario Horner è di sicuro un fulmine a ciel sereno, anche se non deve stupire più di tanto, visto che i casini che ci sono a Mylton Keynes ormai sono noti da tempo. Mi permetto di aggiungere che, tutto quello che è successo tra le mura dei bibitari nulla ha senso e, conoscendo la loro metodica di lavoro, lascia veramente di stucco per l’azione che hanno intrapreso. La cacciata di Horner, a stagione in corso, da la misura delle tensioni che ormai si erano raggiunte in seno alla squadra, dove ormai si erano venute a creare due fazioni con Horner e gli azionisti di maggioranza da un lato e, i Verstappen con Marko ed il figlio del patron della stessa Red Bull (Mateschitz jr) dall’altra. La logica imponeva che, se proprio questa azione cosi eclatante doveva essere effettuata, l’avrebbero dovuta operare a fine stagione anziché con un mondiale che è ancora aperto, sebbene le speranze iridate per l’attuale campione del mondo si sono affievolite di molto. Per questo parlo di “non sense” in quello che è accaduto. I malumori, in seno alla scuderia bibitara, serpeggiavano già da tempo ed il bubbone è scoppiato proprio l’anno scorso con lo scandalo sessuale che ha coinvolto proprio lo stesso Horner. Se la squadra ha retto proprio in un momento cosi difficile, è perché Verstappen a differenza di quest’anno, il mondiale se l’è giocato fino all’ultima curva caricandosi sulle spalle tutta la baracca, oggi invece questi presupposti non ci sono più ed ecco che la cloaca ha tracimato. Ad aggiungere follia al tutto si uniscono le minacce dello stesso olandese che sembra voglia anticipare la sua partenza dalla squadra, per portare il suo enorme talento a Stoccarda, ove anche questo non è affatto un segreto. Di fatto i Verstappen (o dovrei dire Jos?) premono per mandare via Horner e, immediatamente dopo spingono per spostarsi verso migliori lidi, lasciando la squadra in braghe di tela… follia allo stato puro!
Al momento la potenziale dipartita del campione olandese appartiene a quelle che vengono definite speculazioni, eppure allo stato attuale questa eventualità non è affatto peregrina. Il buon (si fa per dire) Horner paga lo scotto della sua ultima gestione, dove la squadra (a causa dei casini interni) ha perso pezzi pregiatissimi (l’attuale McLaren è di Marshall, ex Red Bull appunto) con in testa Adria Newey e, lo scandalo scoppiato l’anno scorso è stata la spinta definitiva che ha dato via al processo di allontanamento. Naturalmente le prestazioni dell’attuale vettura sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, a nulla è valsa la magnifica pole di Max conquistata davanti al pubblico di casa della squadra di Mylton Keynes, pole agguantata giocando un all in pazzesco (auto molto scarica), che l’hanno pagato caro il giorno del GP. Sono del parere che non sia stato nemmeno casuale il periodo per comunicare la dipartita di Horner, visto che ora i bibitari avranno tre settimane di pausa per organizzarsi mediaticamente nel momento in cui si presenteranno tra le Ardenne. Evidentemente nulla è stato lasciato al caso e, ciò fa comprendere il livello di cinismo che c’è all’interno della squadra. Del resto non li biasimo, considerando la quantità di soldi e potere che gira attorno alla squadra dei bibitari, i quali hanno iniziato, usando una metafora commerciale con un carretto che vendeva bibite all’angolo della strada ed ora, si ritrovano ad essere una vera e propria multinazionale di distribuzione di spettacolo e risultati sportivi. Inutile dire che la Red Bull, a livello prestazionale, non potrà non accusare il colpo come inevitabile che sia e, i colpi di scena non sono destinati a finire, visto che non corre buon sangue nemmeno tra il papà dell’attuale Red Bull (cioè Wachè) e, sempre i Verstappen i quali di fatto, sono divenuti i veri padroni della baracca assieme all’onnipresente Marko. Questa, a mio giudizio, è una di quelle mosse azzardate che tutto sono tranne che lungimiranti, visto che la squadra resta ed i piloti passano ed infatti, non a caso già si parla di una potenziale partenza del campione che ha permesso di dettare legge sulla pista negli ultimi anni.
Proprio qualche settimana fa scrissi che Red Bull rischiava di trovarsi con una mano avanti ed una dietro per il prossimo futuro, di sicuro con l’appiedamento di Horner e, con la potenziale perdita del suo campione Red Bull, si è messa in condizioni di poter perdere tutto e dover rifondare dalle fondamenta. La Gestione di Horner dicevo: uno dei più grossi dubbi (di errori veri e propri si potrà parlare solamente quando metteranno la nuova vettura a terra) che riguarda le decisioni dell’ormai ex Team Principal, è stato quello di volere fortemente il progetto Power Train con i motori Ford per il 2026. A riguardo delle nuove motorizzazioni sono tante le voci, certo è che se proprio Horner si è battuto (ricevendo un grosso no) per ridurre la percentuale di potenza dovuto solamente all’elettrico, qualche pensiero viene da farlo e, a tal proposito deriva il tanto agitarsi del clan Verstappen dove nelle ultime settimane gli avvistamenti di questi, assieme a Toto, sono stati all’ordine del giorno. Qual è la scelta più logica per Max Verstappen a questo punto e soprattutto, cosa sarà la Red Bull senza di lui? Il raziocinio impone, a maggior ragione dopo quanto successo, che Verstappen continui con la “sua” squadra fino a tutto il 2026 in modo tale da verificare la bontà del progetto Ford e, soprattutto poter verificare la bontà dei progetti altrui, a cominciare proprio da quello Mercedes. Certo questo comporta un rischio, perché se l’anno prossimo si realizza quello che attualmente le voci dicono, Max rischia di vedere Russell campione del mondo andandosi a complicare non poco la sua partenza per quel di Stoccarda. Allora sarebbe obbligato ad andare nella Aston Martin del suo amico Newey e tentare l’impresa. Questo è quello che la logica impone, solo che come ho già detto, tutto in questa faccenda è pazzesco e non mi meraviglierebbe più nulla a questo punto. Nel rispondere alla seconda domanda, vi invito a vedere le prestazioni di tutti i compagni che gli hanno affiancato: con la sua partenza non dico che i bibitari si ritroverebbero a lottare con la Alpine, di certo le difficoltà sarebbero enormi, perché ad ogni vettura di Mylton Keynes, bisogna tenere in considerazione che due decimi sono solo di Max.
A questo punto cosa succederà ad Horner? Tempo fa scrissi “I have a dream”, riferito al fatto che non mi sarebbe affatto dispiaciuto che Chris raggiungesse il Bel Paese per venire a rifondare la Scuderia. Purtroppo, a quanto ho capito, questo rimarrà solamente un sogno perché pare che la Ferrari, non voglia avere nulla a che fare con uno che è coinvolto in un brutto affare come quello successo ad Horner (a Gennaio ci sarà un giudizio in merito, motivo per il quale il gardening dello stesso durerà fino alla fine di quest’anno, proprio perché Red Bull non vuole essere coinvolta in tal senso con un suo dipendente… nulla è stato lasciato al caso!), ed ecco che le voci che lo vogliono nella Alpine di Briatore (tra lupi ci si intende evidentemente) sono sempre più forti. Come detto in tutta questa storia non c’è nulla di logico, del resto in F1 il più pulito c’ha la rogna come si suol dire, quindi non meravigliatevi che in Belgio troverete i bibitari tutti sereni come se nulla fosse successo.
Vito Quaranta