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F1 2025 – GRAN PREMIO DEL BAHRAIN

Domenica si corre il Gran Premio del Bahrain, secondo dei tre appuntamenti di fila che si concluderanno domenica prossima in Arabia Saudita.

Ci si riavvicina alla stagione europea della F1 non prima di aver fatto tappa in Medio Oriente su due circuiti che potrebbero riservare qualche sorpresa.

Per quanto riguarda il circuito del Bahrain l’imperativo per tutti sarà evitare di arrivare sulle tele in gara, dato l’alto degrado imposto dall’asfalto e da temperature che con tutta probabilità saranno le più alte di questo inizio di stagione.

Circuito ricco di curve a media e bassa percorrenza e violente staccate su cui predominerà la stabilità in frenata, la trazione e la gestione del surriscaldamento degli pneumatici.

Proprio il tema della gestione dei pneumatici in gara potrebbe  mettere sulla graticola Ferrari che si presenterà in Bahrain con la consapevolezza di avere una macchina potenzialmente buona ma con grosse criticità da risolvere, in primis l’altezza da terra.

immaginer da autogear.pt

Sembra che ci saranno corposi aggiornamenti che cercheranno di tappare alcune falle ma, ovviamente, il tutto è da verificare in pista e anche piuttosto velocemente. Insomma, la SF-25 rischia di essere un cantiere aperto ancora per un pò di tempo e su una pista in cui le curve medio lente dovrebbero metterla in croce. Il vantaggio potrebbe essere quello di potersi prendere qualche rischio in più in relazione all’altezza da terra date le poche sconnessioni del circuito ma anche questo è tutto da verificare.

Insomma per il “cetriolo rosso” (cit. Bild) sarà complicato mettere assieme un weekend soddisfacente, anche se l’enorme mole di dati di partenza (in Bahrain ci sono stati i test pre stagionali) dovrebbe aiutare a sgrossare di molto la ricerca del setup ottimale.

Tra gli altri top team ovviamente in testa alle preferenze McLaren che ha tutte le caratteristiche di essere una monoposto che va bene un pò dappertutto. Il problema del team di Woking diventa poi concretizzare questa superiorità, cosa in cui i suoi piloti sono decisamente molto meno pronti del loro muretto. Se Piastri e Norris si troveranno a loro agio potrebbero essere una passeggiata ma i fantasmi visti a Suzuka potrebbero ripresentarsi.

Il BauBau in questione è olandese, corre in Red Bull e sta per diventare papà. Il circuito del Bahrain sembra meno adatto ad esaltarne la capacità di fare le differenza nei confronti degli altri ma ormai siamo abituati a tutto con Verstappen, in attesa che prima o poi abbia un team mate degno di questo nome.

immagine da apnews.com

Mercedes arriva con le solite aspettative buone ma non eccezionali, pronta eventualmente a raccogliere i cocci degli eventuali disastri dei loro competitor. L’esperto e la matricola sono già sufficientemente complementari, anche se Antonelli dovrà fare molta attenzione alla gestione di una gara che in Bahrain potrebbe essere più complicata che in altri circuiti.

In merito ai team in lotta per i punti, al solito c’è una gran confusione. C’è da capire chi si adatterà meglio al circuito e alle sue condizioni e ci verrebbe da puntare su Williams ed Haas, sugli scudi in questo inizio di stagione. Possibili exploit da parte di Racing Bulls ma davvero, a bocce ferme, è un terno al lotto azzardare delle previsioni.

Gli analisti dicono che conterà più la gara che la qualifica. Considerando quanto conti correre con aria pulita ci viene da dire che la qualifica conterà comunque tanto, almeno per il primo stint di gara ed  eventualmente conterà altrettanto capire quando fermarsi per le soste ai box cercando di sfruttare pista libera e undercut. Fondamentale avere un muretto box lucido e sveglio per ottenere dei vantaggi.

Proprio il fatto che tutti i team hanno tanti dati avendo fatto in Bahrain i test pre stagionali ci porta a pensare che bene o male tutti riusciranno ad ottenere un buon setup, cosa che renderà la gara più prevedibile e sposterà il focus sulla qualifica.

La McLaren ha grosse possibilità di fare addirittura doppietta. Verstappen proverà certamente a erodere le loro certezze ma questa volta c’è qualche dubbio in più sulle armi che si troverà ad avere a disposizione. Dalla sua c’è il fatto che, storicamente in Bahrain le qualifiche vedono sempre differenze molto ridotte tra i piloti: un altro miracolo in Q3 potrebbe propiziare una gara meno scontata di quanto ci si possa immaginare.

P.S: forse non sarete d’accordo con me ma l’evento sportivo di questa domenica è la Parigi-Roubaix che ha tutte le premesse per essere un evento epocale. Della F1 onestamente comincio a fare a meno senza patemi d’animo.

*immagine in evidenza da f1.newsauto.it

Rocco Alessandro

 

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL GIAPPONE

Terzo appuntamento del mondiale e primo vero esame per decretare la bontà delle monoposto messe in pista in questo 2025.

La pista di Suzuka è un test severo e che non lascia spazio a tanti dubbi, una sorta di Montmelò asiatica che con tutta probabilità traccerà le strada in divenire almeno per la prima metà del campionato.

Esame severo soprattutto per una squadra e come al solito quando si parla di esami di riparazione, parliamo di Ferrari. La doppia squalifica in Cina ha segnato il punto più basso degli ultimi anni in un weekend che comunque è stato piuttosto anomalo: vittoria e pole nella sprint, debacle in gara.

immagine da f1ingenerale.com

La doppia squalifica è figlia dei problemi di assetto delle sospensioni e della gestione delle altezze da terra: la SF-25 è costretta a girare alta perdendo competitività. In Giappone nessun aggiornamento ma tanto lavoro al simulatore per cercare di trovare la giusta alchimia tra regolazione delle sospensioni, altezza da terra e carico aerodinamico con l’obbiettivo di rivedere la SF-25 vittoriosa nella sprint cinese. La buona notizia potrebbe essere quella che, trovato il bandolo della matassa, la SF-25 può giocarsela anche con McLaren che è di sicuro veloce ma non così semplice da sfruttare.

Proprio la squadra di Woking sembra la naturale candidata alla vittoria. In teoria con un weekend pulito e senza sbavature non dovrebbe avere grosse preoccupazioni ma solamente passare all’incasso e mettere fieno in cascina utile in previsione di gare più complicate.

Esami un pò per tutti, comprese Mercedes e Red Bull. La prima sta facendo della regolarità la sua forza: pochi errori, massimizzare tutto quello che si può, un Antonelli ancora un pò acerbo ma in crescita e un Russell molto solido. Superare l’esame Suzuka potrebbe essere un bel boost per il prosieguo di stagione.

immagine da motorcyclesports.net

D’altro canto la Red Bull arriva nella gara quasi di casa considerando la partnership con Honda, in acque agitate. Ormai acclarato che la monoposto è decente solo nelle mani di Verstappen che non nasconde un certo nervosismo e si guarda sempre più intorno in vista del 2026, vedrà anche il debutto di Tsunoda al posto di Lawson retrocesso in Racing Bulls. Compito arduo per il giapponese che dovrà dimostrare di reggere il confronto con Verstappen, il tutto nella gara di casa sotto gli occhi del suo principale sponsor…in bocca al lupo.

Tra le cenerentole della griglia si aspettano conferme da Haas e Williams, quelle più in palla in questo inizio di stagione e segnali di ripresa da Aston Martin, Sauber, Racing Bulls e Alpine. Per qualcuna di queste Suzuka potrebbe essere la conferma di una stagione già persa in partenza.

I team dovranno fare i conti anche con un nuovo asfalto e con temperature fresche per tutto il weekend, non oltre i 20 °C. Considerando quanto sia oneroso il circuito sulle gomme potrebbero vedersi differenze marcate soprattuto in termini di passo gara.

Di solito Suzuka non fa prigionieri, è un crocevia importante per tutta la stagione. Per qualcuno è già una prova senza appello, un dentro o fuori. In questa F1 moderna con poco pathos il minimo è augurarsi quantot meno un pò di lotta in pista tra più team. Ecco, la trasferta giapponese non sembra essere quella più indicata ma chissù che non si venga smentiti.

*immagine in evidenza da autohebdo.it

Rocco Alessandro

F1 2024 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

Alla fine ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati all’ultima puntata della serie tv sportiva targata F1, puntata 25 di 25 e ci siamo arrivati con ancora (?) un mondiale costruttori da assegnare.

Il tutto si giochera’, e visto gli ultimi accadimenti sembra proprio un giochino creato ad arte, sul tracciato Yas Marina di Abu Dhabi. Ventuno i punti che separano Ferrari da McLaren che ha fallito un match point abbastanza comodo lo scorso weekend in Bahrain.

immagine da sportstar.thehindu.com

Ventuno punti. Tanti? Pochi? La logica dice che la squadra di Woking e’ ancora la netta favorita non tanto perche’ si puo’ accontentare di non rischiare e di piazzarsi sul podio o a ridosso di quest’ultimo ma perche’ la Ferrari e’ praticamente costretta a fare doppietta e considerando lo storico che ha a Yas Marina  e la sua matrice genuinamente autolesionista, sembra davvero una mission impossible.

Comunque, al solito la pista parlera’, magari con qualche intervento dalla regia e sapremo se dopo 26 anni il titolo costruttori tornera’ a Woking. Ovviamente, trattandosi di un circuito piuttosto insulso ci saranno altri pretendenti alla vittoria e a complicare la vita dei due contendenti.

Verstappen vorrebbe chiudere con una vittoria, giusto per prepararsi bene al 2025. In Mercedes sono in buona forma e si apprestano a chiudere l’era Hamilton, pronto per l’ottovolante rosso e di sicuro proveranno a inventarsi qualcosa. Quindi il weekend si annuncia piuttosto teso e, come spesso accade in questi casi, vincera’ chi sbaglia meno e chi avra’ piu’ fortuna, insomma non proprio la zona di comfort della Ferrari.

Anche Alpine e Haas si giocano ancora qualcosa cosi’ come Racing Bulls ma i punti a disposizione per eventuali ribaltoni sono pochi e difficile che la classifica cambiera’ piu’ di tanto.

immagine da haasf1team.com

Ultimo giorno di scuola quindi che ci da’ l’opportunita’ di fare qualche considerazione spicciola su cio’ che e’ e cio’ che sara’ in divenire:

– ho appena letto ( che poi la notizia sia fondata o meno e’ un altro discorso) che la F1 e’ lo sport piu’ popolare (gulp!) al mondo con ben 750 milioni di fan, di cui il 41% donne e con una forte crescita in medio oriente. Sara’ ma io ricordavo che prima della F1, in quanto a numeri vengono calcio, cricket, pallacanestro, hockey su prato (!!!), tennis, pallavolo e finanche il ping pong (quest’ultimo con 900 mln di appassionati). A parte questo e’ vero che il circus a quattro ruote diventa sempre piu’ popolare. Il problema con la F1 e’ che piu’ diventa popolare meno importanti sembrano essere i tecnicismi e la competizione e sempre di piu’ (importanti) lo spettacolo ed eventualmente il dramma, la polemica, la lite. Anche in questo caso obbiettivi raggiunti, complimenti a Liberty Media.

– il quasi otto volte campione Hamilton che arrivera’ in Ferrari sara’ quello del Bahrain o quello visto in gara a Las Vegas? La domanda e’ tutto sommato sciocchina  e tendenziosa ma la cosa piu’ importante e’: sara’ la stessa domanda che si stara’ facendo Vasseur? Ad Elkann la cosa non interessa piu’ di tanto, anche perche’ da un certo punto di vista l’arrivo di Hamilton non fara’ che bene al brand e ai conti. Lo sport e’ secondario. Detto cio’ io sono e resto particolarmente curioso di come sara’ il canto del cigno dell’epta.

– il sedile di Perez, nonostante la lauta mancia che si porta nel portafoglio sembra molto piu’ traballante del solito. Davvero l’anno prossimo Verstappen avra’ un nuovo pilota da bullizzare? Oppure il soldo fara’ valere le sue ragioni?

– in molti indicano il 2025 come l’anno buono per Ferrari e dal 2026 un nuovo dominio Mercedes causa PU fantasmagorica. Secondo voi quale delle due ha piu’ probabilita’ che si avveri?

-il calendario 2025 sara’ di 24 gare piu’ 6 sprint race, quindi gia’ meglio rispetto a quest’anno ma sempre tante, troppe.  Il problema vero e’ che Ocon sara’ in griglia anche l’anno prossimo.

*immagine in evidenza da pexels.com

Rocco Alessandro

F1 2024 – GRAN PREMIO DEL QATAR

Ultimi due appuntamenti per il mondiale di F1 e iniziamo col dire che ne avrei(emmo?) fatto volentieri a meno. In primis perche’, a costo di essere ripetitivi, 25 gare piu’ 6 sprint race sono davvero tante, troppe e poi si corre su circuiti che non aggiungono granche’ al racconto di questa stagione.

intendiamoci, circuiti inutili come quello di Las Vegas che almeno ha avuto la fortuna di consacrare per la quarta volta consecutiva Max Verstappen, che entra cosi’ in una ristretta cerchia di eletti.

Assegnato il titolo piloti resta quello dei costruttori che, alla luce degli ultimi avvenimenti, solo un cataclisma potra’ non far si’ che venga vinto dalla McLaren.

immagine da liberoreporter.it

I motivi sono due: 24 i punti di vantaggio sulla Ferrari a due gare piu’ una sprint dalla fine e una pista, quella di Losail sulla carta molto piu’ favorevole alla squadra di Woking piuttosto che quella di Maranello.

La Ferrari ha sprecato una bella occasione a Las Vegas, in verita’ piu’ per colpa di una Mercedes rinata che per colpe proprie, e purtroppo, come gia’ detto in passato, deve rimpiangere amaramente il blackout occorso dopo il Gp di Montecarlo, quando ha infilato una serie di controprestazioni al limite dell’imbarazzante. Niente e’ ancora deciso ma un harakiri McLaren a Losail appare alquanto improbabile.

In teoria anche Red Bull e’ ancora in gioco ma i punti di distacco in questo caso sono 53 e, considerando che corrono in pratica con una macchina sola, rappresentano una sentenza.

Se vogliamo c’e’ anche un mini campionato costruttori che vede tre team, Haas – Alpine -Racing Bulls, racchiusi in quattro punti. Molto probabile che ci sia piu’ lotta tra questi tre piuttosto che tra i due top team davanti.

immagine da gpkingdom.it

Detto cio’, speriamo almeno che la pista di Losail regali una gara quanto meno avvincente, cosa che storicamente e’ avvenuta spesso. Inutile dire che gli sguardi sono gia’ rivolti alla prossima stagione in cui ci saranno tanti cambiamenti, uno su tutti l’arrivo a Maranello di Lewis Hamilton.

Come gia’ detto, l’operazione sembra piu’ economico-commerciale che squisitamente sportiva ma per un brand globale come Ferrari e’ un qualcosa di normale, anzi direi logico.

Certo dal punto di vista sportivo restano forti dubbi considerando che si manda via un ottimo pilota come Sainz per prendere un quarantenne che (forse) ha gia’ dato il suo meglio ma, come al solito, sara’ la pista a parlare.

L’operazione avra’ comunque i suoi lati positivi a prescindere, come quello di dare un valore definitivo al livello di Leclerc. La logica dice che, considerando eta’, abilita’ e ruolo consolidato all’interno del team non dovrebbe avere grosse difficolta’ a battere Hamilton ma se pensiamo che quest’ultimo non e’ di certo l’ultimo arrivato, sa giocare bene dal punto di vista psicologico e ha tutta l’intenzione di provare a vincere l’ottavo titolo, la lotta potrebbe essere piuttosto serrata.

immagine da motors-addict.com

Personalmente sono curioso, anche perche’ alla fin fine tutto dipende dal carro che avranno sotto il sedere, altrimenti diventa una lotta tra poveri come piu’ volte successo negli ultimi anni.

E anche per un altro motivo: Leclerc e’ in F1 dal 2018, in Ferrari dal 2019, tradotto sono sette stagioni. Al di la’ delle vittorie ottenute o quelle perse per strada, quello che il monegasco sembra non avere ancora acquisito e’ la freddezza e la gestione di alcune situazioni di gara e all’interno del box, in pratica proprio gli aspetti che al momento fanno si che la sua carriera e quella di Verstappen si allontanino come due rette divergenti, e non parliamo solo di titoli e statistiche.

Leclerc sembra (sembrava?) appartenere al cesto di quelli buoni buoni (vedi Verstappen) ma una certa immaturita’ di base ed eccessiva emotivita’ sembrano ancora minare il suo potenziale. Per dire, Sainz al suo confronto non ha sfigurato e, con tutto il bene che si puo’ volere allo spagnolo, non stiamo parlando di un fenomeno generazionale.

Per Leclerc quindi suonera’ la campana nel 2025, si spera per lui che non suonera’, sportivamente parlando, a morto. Poi tutto il resto, tutto il bailamme che Hamilton si portera’ dietro, a torto o a ragione, contera’ zero. Il cronometro sara’ l’unica pietra di paragone.

*immagine in evidenza da promoracing.it

Rocco Alessandro

F1 2024 – GRAN PREMIO DI LAS VEGAS

Eccoci (finalmente) al conto alla rovescia finale di questo mondiale 2024, terz’ultimo gp che si corre a Las Vegas, sull’omonimo street circuit.

Avremmo voluto arrivarci con un mondiale piloti ancora in bilico e invece Verstappen ha pensato bene di dare una lezione di guida in Brasile mettendo la definitiva ipoteca sul suo quarto mondiale consecutivo. Una vittoria senza appello per gli altri alle prese con macchine piu’ o meno inguidabili e abilita’ di guida sicuramente inferiori.

immagine da automagazine.pt

Ora i punti di vantaggio dell’olandese volante sono 62, una enormita’ a tre gare dalla fine e che vede la tappa di Las Vegas teatro del primo match point. Improbabile che Max riesca a chiudere la questione gia’ in Nevada ma lo stato confusionale in pista e post gara brasiliana di Norris potrebbe renderlo possibile, speriamo per lui che queste tre settimane di stop abbiano avuto l’effetto di riportare un po’ di equilibrio e grinta all’inglese che ha dovuto semplicemente constatare di non essere ancora pronto per l’iride.

Il gp di Las Vegas si classifica nella categoria dei circuiti atipici, per disegno e condizioni atmosferiche. In pratica sono tre lunghi rettilinei connessi da una serie di curve medio-lente, non proprio il massimo dell’esperienza di guida, il tutto condito da temperature atmosferiche che si attesteranno tra i 10 e i 15 gradi celsius.

Ecco, quest’ultima non e’ proprio una bella notizia per la Ferrari e le sue speranze di conquistare il mondiale costruttori. E’ risaputo che la Rossa non ama le temperature basse, cosa che potrebbe dare grossi problemi in qualifica in quanto non riesce facilemente a scaldare le gomme e in gara in termini di scivolamento e graining.

immagine da livegp.it

Il circuito ricavato dalle ”strip” di Las Vegas impone una configurazione aerodinamica a basso carico, un utilizzo importante della PU, grande stabilita’ in frenata e trazione in uscita dalle curve. Le basse temprature saranno una sfida per tutti i piloti che dovranno cercare di non perdere troppa temperatura di gomma nei rettilinei tra una curva e l’altra, con il basso carico aerodinamico che non aiutera’ di certo.

Si diceva che la Ferrari possa essere la grande favorita, lo stesso Sainz l’aveva messa tra le piste piu’ favorevoli ma ci sara’ il grosso ostacolo legato alle temperature.

Di queste problematiche potrebbero avvantaggiarsi sia McLaren che Red Bull, meno condizionate dalle temperature basse. In casa McLaren forse e’ un bene che il mondiale piloti sia ormai archiviato cosi’ da dedicare ogni energia a quello costruttori.

immagine da metronews.it

Dall’altra parte invece, tirato il grosso sospiro di sollievo in Brasile, Verstappen potra’ approfittare con meno pressione di ogni occasione favorevole che si presentera’ e siamo sicuri che non si fara’ grosso scrupolo a sfoderare nuovamente la sua guida aggressiva nei corpo a corpo.

Come detto la pista anomala associata alle particolari condizioni atmosferiche potrebbe portare a qualche sorpresa su chi potra’ puntare ad un gran risultato e chi no. Da mettere in conto anche, trattandosi di un circuito cittadino, la possibilita’ di una o piu’ safety car che potrebbero sconvolgere le tattiche di gara e relativi pit stop.

Inutile raccontarsela, il gp di Las Vegas e’ piu’ che altro un enorme spot che la F1 gira nella terra dei  loro attuali proprietari e proprio nella citta’ piu’ iconica in termini di show business. L’ennesimo obolo da pagare per un avvenimento che e’ sempre meno sport e sempre piu’ intrattenimento, ”esperienza”.

Probabilmente e’ anche giusto che sia cosi’, lo sport di questi tempi e’ sempre piu’ ‘hype’ e meno contenuti, si vogliono massimizzare i guadagni e l’esposizione mediatica. Poco importa delle manovre piu’ o meno lecite dietro le quinte che indirizzano il successo verso l’uno o l’altro concorrente.

Il circus e’ sempre stato una lotta all’ultimo sangue se si guarda agli imbrogli e al vantaggio da capitalizzare, soprattutto se irregolare, la storia di questo sport ne e’ piena, dai tempi delle benzine ‘speciali’ fino alle ali flessibili di quest’anno. La narrazione e’ quella che conta, accontentare un’aspettativa, avere il giusto numero di highlights da ritwittare sui social.

immagine da formulalibera.it

Inutile fare i bacchettoni, e’ giusto cosi’. Non e’ sport? Forse un tempo c’erano altri personaggi, altri piloti e il brivido del vero pericolo? Sono d’accordo ma sono discorsi da boomer. Sport  non lo era neanche prima e anche e soprattutto gli appassionati di vecchia data lo sanno. E’ cambiata la forma e il focus dell’intrattenimento ma alla fine sempre li’ siamo, un giochino quasi vero, quasi giusto, sicuramente manipolato ma giusto quel poco che lo rende ancora piu’ affascinante e vendibile. Oggi e’ diventata una grande serie tv da 25 episodi, ognuna con le sue sottotrame e colpi di scena. L’unica cosa che non cambia e’ che la Ferrari vince poco.

*immagine in evidenza da visitlasvegas.com

Rocco Alessandro