LE NON PAGELLE DI MELBOURNE 2025

La spasmodica attesa creata dalle presentazioni delle vetture, i cambi di casacca di vari piloti, l’esordio di un gran numero di rookie o semi-rookie e tutto quanto la off-season riserva agli appassionati di Formula 1 è finalmente sfociata in un grande sospiro di sollievo down-under, in quel di Melbourne.

Come dite?!

Sollievo?!

E perché mai? Vi chiederete.

Ebbene sì, cari i miei compagni di passione: il sollievo è quello che consegue al vedere che non bastano le chiacchiere a far correre le vetture, non bastano le speranze dei tifosi a spingere in avanti i propri beniamini, non bastano le trovate di marketing e reboanti dichiarazioni giornalistiche a sconvolgere il circus.

Servono tecnici capaci e piedi pesanti, niente di più, niente di meno e, soprattutto, null’altro.

Tutti, pur sperando altro, sapevano che McLaren era in vantaggio su tutti ed è esattamente ciò che ci ha detto Melbourne con i papaya a dominare qualifiche e, soprattutto, gara ricominciando da dove avevano terminato il 2024.

I numeri andrebbero letti bene ed essendo questa sede dedicata ai piloti non mi ci addentro troppo. Mi basti sottolineare che se il dominio in qualifica non è stato cronometricamente preoccupante, con il solo ultimo settore a fare davvero la differenza, molto di più lo è stato quello in gara, a maggior ragione se si considera le condizioni di umido in cui si è corso e che, almeno in teoria, dovrebbero ridurre la differenza di performance tra le vetture. In questo contesto, tolto il coriaceo Verstappen dei primi 17 giri (in realtà la metà considerando la SC iniziale) e il bailamme causato dall’acquazzone al 45° giro, le McLaren hanno dimostrato uno strapotere impressionante che non fa dire che il campionato sia già chiuso perché siamo solo alla prima gara ma che, con ogni evidenza, desta fortissime preoccupazioni che la stagione 2025 possa essere un monologo di quelli che troppo spesso si sono visti negli ultimi vent’anni.

Ma non fasciamoci la testa prima di sbatterla e procediamo oltre.

Melbourne ha visto l’esordio, peraltro bagnato, di molte matricole e semi-matricole, tutte attese a dimostrare se la fiducia in loro riposta è stata ben fondata e sono felice di rilevare che la figura più bella e convincente è stata fatta dal nostro Antonelli. Ero sinceramente un po’ preoccupato: i test a Sakhir, le FP e le qualifiche non erano andate molto bene e il confronto con Russell sembrava impietoso. Invece in gara il nostro giovane alfiere si è comportato splendidamente sfoderando una prestazione eccellente sotto ogni punto di vista. E considerato quanto erano difficili le condizioni climatiche e il disastro fatto dai suoi co-esordienti il plauso è ancora più grande.

Ma cominciamo dai vincitori.

NORRIS voto 9 ½

Il buon Lando comincia benissimo la stagione con una vittoria tanto sofferta quanto convincente. La qualifica, a ben guardare i numeri e i crono, non è stata dominata in modo così facile come l’1-2 papaya lascia pensare. Tra un Max fenomenale e i temuti inserimenti di Russell e delle Ferrari Lando ha dovuto sudare non poco per portare a casa la pole giocando su un assetto in tutta evidenza adattissimo all’ultimo settore della pista. La Q3 si era anche complicata e il fatto di essere riuscito a fare il top nel momento che più contava è di quelli che lasciano ben sperare. Che Lando sia uno dei più veloci in assoluto nessuno l’hai messo in discussione ma nelle scorse stagioni sappiamo quante critiche si è attirato per non aver messo in mostra le sue qualità quando più contava. Ebbene, dunque, già in qualifica fa vedere che il suo braccino potrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere un ricordo. Bene. In gara parte benissimo e anche questo sappiamo che era un suo difetto quasi cronico nei momenti più importanti delle scorse due stagioni. Bravo. I movimenti suoi e di Piastri al via fanno pensare ad una strategia precisa per evitare che Max li uccellasse: entrambi eseguono bene e, quantomeno alla prima curva escono davanti. Poi Max è Max e Piastri si dimentica che la partenza dura più di una curva e subisce ma tanto basta per mettere in tranquillità Landino nostro che può quindi mettersi in ritmo senza problemi. Ritmo che sorprende sin da subito: lui, Max e Piastri in pochi giri regolano la concorrenza girando ad una media di circa 1 secondo al giro più veloce di tutti gli altri. L’errore di Max al 17° giro lo mette ancora più in tranquillità. Successivamente la pressione di Piastri pare notevole ma il cronometro dice che il ritmo dei due è probabilmente quello concordato e che gli altri non possono neanche minimamente sognare: in alcuni frangenti arrivano a guadagnare sino a due secondi. La pista si asciuga molto lentamente, sfavorita in ciò da qualche goccia che continua a scendere. Tant’è che finalmente il ritmo degli altri si avvicina a quello McLaren. Mi è piaciuto, Lando, quando intorno al 32° giro, quando i team radio di Piastri sembravano minacciosi: invece di discutere ha dato uno strappo e Oscar, nel tentativo di tenere lo stesso ritmo, ha rischiato grosso finendo sulla ghiaia. La gara, a quel punto, era saldamente in mano a McLaren con uno 1-2 da podio perfettamente sotto controllo. Poi succedono due cose: l’incidente di Alonso che costringe più o meno tutti a prendere una decisione sul mettere le slick e, successivamente, l’acquazzone che rovina i piani di tutti. Ecco, qui si decide la gara. Come prevedibile (perché erano in testa, non per altro) i due McLaren si girano malamente appena arriva lo scroscio. Solo che Lando ne esce abilmente controllando la vettura quel tanto che basta per rimettersi velocemente in corsia box mentre Piastri finisce malamente per prati. Inoltre, il muretto decide saggiamente di cambiare subito le gomme e mettere delle intermedie nuove cosa che gli altri non fanno subito. Da lì in avanti il ritmo di Landino nostro è furioso e si riprende la testa in men che non si dica. La SC causata dagli incidenti di Lawson e Bortoleto non gli procura danni perché l’intensità della pioggia diminuisce e Max non pare avere intenzioni troppo bellicose. Alla fine la sua vittoria è convincente per vari motivi: velocità (ovviamente), gestione in ritmo (ovviamente), sangue freddo nei momenti chiave e nel gestire l’errore commesso (e questo era meno ovvio), muretto intelligente. Se il buon giorno si vede dal mattino direi che Lando ha ottimi motivi per essere soddisfatto. I competitor (RBR/Max, Mercedes e Ferrari) nel post-gara dicono che i distacchi visti a Melbourne sono ingannevoli. Sarà, ma non ho dubbi che a Woking preferiscano così. Bravo!

VERSTAPPEN voto 9

Che la RB21 sia solo la pallida erede della RB19 lo si era già intuito, soprattutto per via delle pessime prestazioni viste con Lawson ma, a quanto pare, a Max non è che importi granché. La sua guida è semplicemente magnifica e la performance in qualifica non lascia alcun dubbio: nel Q1 lui è negli stessi tempi di Norris mentre Lawson è penultimo ed eliminato a oltre 1 secondo di distanza. Il terzo settore della pista vede i papaya troppo forti nel terzo settore per sperare nella pole ma il terzo posto è suo. In gara parte benissimo e solo la ottima strategia delle due McLaren gli impedisce di uscire in testa alla prima curva. Si rifà comunque su Piastri e riesce per una decina di giri (dopo la SC) a tenere il loro ritmo. Che fosse troppo anche per lui lo impariamo al 17° giro quando anche la sua straordinaria abilità deve arrendersi alle leggi della fisica: più di così non si può fare e quando ci prova finisce lungo. A questo punto decide di plafonarsi e il suo ritmo scende di ben due secondi al giro tanto che dopo poco si ritrova a ben 16 secondi dai primi due. A quel punto, riprende vigore e stabilizza il distacco. Probabilmente ciò è dovuto all’asciugarsi della pista e al consumo omogeneo delle intermedie che, evidentemente, ha trasmesso sicurezza un po’ a tutti i piloti. Il muretto, in occasione della SC provocata da Alonso, fa la scelta a mio avviso più intelligente: mette le gomme gialle mentre gli altri (McLaren, Mercedes e Ferrari) mettono le bianche. In cronaca si parla di timori di graining ma, onestamente, con solo 15-16 giri da percorrere non mi pareva qualcosa che potesse davvero impensierire. Fatto sta che ciò gli consente di resistere giusto quel minimo in più degli altri, sorpresi sì dalla pioggia, ma anche da pneumatici più freddi. Purtroppo per lui il suo muretto non è reattivo quanto quello McLaren e presi da troppo ottimismo gli dicono di restare fuori quando avrebbe potuto benissimo infilare la corsia dei box subito dopo i macroscopici errori di Norris e Piastri e guadagnare quel tanto che bastava per rimanere primo alla successiva SC. Certo, poi sarebbe stato difficile resistere agli attacchi di Norris ma certamente in quel modo le probabilità di portarla a casa sarebbero state molto più alte. Fatto sta che lo lasciano fuori e lui deve pagaiare per un intero giro prima di poter mettere le intermedie ma a quel punto Norris era già davanti e non c’è stato più nulla da fare. Il secondo posto finale è comunque eccellente e anche se le performance McLaren non gli faranno dormire sonni tranquilli sappiamo che Max c’è e non è qui per fare il turista. Bene!

RUSSELL voto 8

Il massimo risultato con il minimo sforzo è lo slogan che si può applicare alla domenica di Giorgino. Infatti non c’è molto da dire sulla sua gara. L’ottima qualifica è seguita da una partenza né troppo azzardata né troppo remissiva che gli consente di mantenere la posizione. L’arrivo, più o meno imprevisto, di Leclerc dietro di lui poteva essere fonte di preoccupazione ma il suo ritmo, per quanto lontano da quello dei primi, è comunque sufficiente a tenere a distanza il monegasco. Da quel momento in avanti il buon George bada a controllare tutto, a non commettere errori e a giocarsela bene nei momenti chiave. Fa tutto ciò senza affanni e viene premiato dall’erroraccio di Piastri che gli regala il podio. Bravo!

ANTONELLI voto 9

Voto altissimo per il nostro giovanissimo alfiere che non poteva sperare in un esordio migliore. Questo soprattutto perché le premesse, come accennato in… premessa, non erano delle migliori. Sia nei test che nelle FP il giovine italico non pareva in pieno possesso del mezzo: faticava a trovare il ritmo che invece Russell eseguiva con agio e i crono dei time-attack erano ottenuti al prezzo di una guida molto nervosa e assai lontana dalla smoothness che ci si aspetta da chi ha pieno controllo della vettura. L’uscita in Q1, poi, è parsa inquietantemente conseguente. Il fatto che la subitanea uscita dalle qualifiche sia perlopiù dovuta al fondo rovinato non inganni perché è conseguenza non di casualità ma di un suo errore. Con tutto questo ammassarsi di sinistri presagi la sua gara pareva segnata e destinata al dimenticatoio. Quando poi vedi i suoi co-esordienti andare a muro o per prati ti metti lì a fare il conto alla rovescia su quando sarà il suo turno. Ebbene, nulla di tutto ciò! Andrea (non so se mi va di chiamarlo Kimi: ci devo ancora pensare) parte con calma per evitare guai ma dopo la SC di Doohan si mette a dare spettacolo. Già perché mentre tutti stanno in fila indiana senza prendersi rischi il primo sorpasso in gara è il suo: dopo aver scalpitato non poco dietro ad un cagnaccio come Hulkenberg al 15° giro rompe gli indugi e porta a casa un bel sorpasso in cui il controllo mostrato è di quelli che fanno ben sperare per il futuro. Forse si esalta un po’ (ha solo 18 anni!) e dopo poche curve va in testacoda. Qui è il momento fortunato della sua gara perché si gira nell’unico punto della pista in cui c’è una via di fuga (o, forse, mi piace pensare che abbia preso un rischio nell’unico punto in cui era consapevole di poterlo fare). Si riprende alla grande e il giro dopo reinfila Hulk come se niente fosse. Bravissimo! Da lì in avanti il suo ritmo è eccezionale. Praticamente gira sui tempi dei primi tre o, quantomeno, su quello di Verstappen. Infatti gli basta poco per arrivare a Stroll e superarlo, anche qui con splendido controllo. Dopo Stroll è il turno di Alonso il quale, poco dopo, si gira causando la SC che cambia la gara. Anche qui Antonelli è bravissimo a pagaiare bene e ad approfittare di tutti gli errori, di guida e strategici, commessi da chi gli stava davanti. Dopo il bailamme dell’acquazzone si ritrova quinto dietro ad Albon che dopo un po’ di schermaglie, sopravanza con un sorpasso eccellente a due giri dalla fine e successivamente si avvicina a Russell finendo la gara nei suoi scarichi. Gli viene comminata una penalità che però nel dopo-gara viene annullata consegnando agli archivi uno splendido esordio al quarto posto. Che dire?  da 16° in griglia al 4° posto al traguardo mentre i co-esordienti si sono stampati a dritta e a manca, in un caso prima ancora di cominciare. Così a memoria, escludendo i primi 10 anni della storia della Formula 1 in cui gli esordi erano più agevoli per forza di cose, mi vengono in mente solo Jacques Villeneuve (e sappiamo com’è andata nei suoi primi due anni) e Kevin Magnussen (che però poi non mi pare abbia mai più fatto podio) che fanno secondo al primo GP in carriera e una veloce googleata mi evidenzia Giancarlo Baghetti che esordisce vincendo a Reims nel 1961. Direi che elementi per esaltare la prestazione del nostro conterraneo ce ne sono parecchi. Bravissimo!

ALBON: voto 8

Che bel GP che ha corso Albon! Tutti gli addetti ai lavori aspettavano Sainz, reduce dai test del Bahrain con i favori del pronostico, e invece lui ha battuto forte i pugni sul tavolo: davanti (e non di poco) al suo compagno di squadra in qualifica e autore di una gara gagliardissima che gli consegna un quinto posto eccellente e se non fosse stato per lo splendido ritorno di Antonelli saremo qui a commentare la sua gara come la più sorprendente del week end. Tutta la prima parte la passa a inseguire Tsunoda e a difendersi da Hamilton. Non commette nessuna sbavatura nonostante la situazione fosse, posizionato com’era, difficilissima da gestire. Nel bailamme del finale è eccezionale a gestire il momento, non commettendo alcun errore e sperano anche nel podio perché prima dell’arrivo di Antonelli sembrava persino in grado di poter impensierire Russell. Ad ogni modo poco male: visto che tutti gli occhi erano su Sainz credo che la sua soddisfazione sia stellare. Bravissimo!

STROLL voto 7 ½

Bel voto anche per il cocco di papà che non ha un bellissimo week end in quanto a performance (ogni anno che passa continuare a rimanere dietro ad Alonso non è qualcosa che ci piace vedere) ma c’è da dire che almeno i crono non sono impietosi: pochi millesimi lo separano dall’attempato campione di Oviedo. Per quelle che sono le sue caratteristiche, pur viste a sprazzi lungo il corso della sua carriera, queste condizioni di pista, umida e incerta, dovrebbero essere nelle sue corde. Infatti, si accoda al suo team mate e mantiene la posizione con agio. Il suo pregio è quello di non commettere alcun errore in un GP dove di errori se ne sono visti tantissimi. Tanto basta per accalappiare una posizione insperata alla vigilia e a tacciare, per il momento, i maligni commenti che da sempre lo accompagnano. Bravo!

HULKENBERG voto 8

In una sola gara Hulk ha fatto più punti di quanti ne abbia fatti la Sauber nell’intera stagione 2024. Basta questo per dare la misura di quanto sia stata importante la sua prestazione. Ovviamente il pregio, come quello degli inaspettati protagonisti che l’hanno preceduto, è stato quello di non commettere errori nei momenti chiave della gara e non certo nelle performance, assai scadenti come da previsione. Ma, d’altra parte, nelle corse conta la posizione al traguardo e null’altro. Dunque applausi scroscianti per Hulk, chiamato in Sauber proprio per poter contare sull’esperienza necessaria a gestire gare come questa e ad approfittare delle situazioni. Miglior esordio di stagione a Hinwil non potevano sperarlo.

LECLERC voto 6 ½

Non so quanto il voto di piena sufficienza che ho dato al prode monegasco sia meritato: l’esito della gara è stato pesantemente inficiato da un errore che, da uno con le sue ambizioni, gli facciamo fatica a perdonare. E di certo le difficili condizioni in cui è maturato l’errore non possono essere giustificazioni: Max non l’ha fatto, Russell nemmeno, Antonelli poi ci si è gettato a pesce e persino Stroll ne è uscito indenne. Ancor più delle gite sui prati bagnati di Melbourne del nostro eroe sono le effettive capacità del mezzo che ci preoccupano. Non tanto per un presunto tifo italico, che pure vorrebbe dire la sua dopo il martellante battage mediatico invernale, quanto per la spettacolarità della stagione che vorrebbe, finalmente!, avere la rossa impegnata a giocarsi il titolo dopo tanti anni. Ebbene, Melbourne lascia parecchio amaro in bocca a chi pregustava una felice sorpresa da parte di Maranello. Le modifiche fatte in inverno non hanno, per il momento, dato i risultati sperati, figuriamoci quelli attesi. Non vorrei che per l’ennesima volta il meme “anche quest’anno sarà per l’anno prossimo” la facesse da padrone sui social dedicati al Cavallino. C’è solo da sperare che alcuni parametri non ottimali, a detta del TP, possano essere rapidamente corretti ma… mi fermo qui. Visto che Ferrari non pareva in grado di competere per il podio l’unico motivo di interesse del week end era, ovviamente!, vedere finalmente Charles confrontarsi seriamente con l’eptacampeao. Ebbene, i numeri sono dalla parte di Charles: davanti in qualifica e davanti in gara. Sarà magra consolazione, viste le ambizioni, ma intanto la pista, come sempre, dice la verità. Anche se…

PIASTRI voto 5 ½

Il voto poteva anche essere più basso per due motivi. Il primo è che quando pressava Norris (tra il 17° e il 32° giro) faceva lo spavaldo in radio dicendo di essere più veloce ma appena Lando ha dato lo strappo ha rischiato di andar per prati cercando di imitarlo. Ahi ahi. Il secondo è che l’erroraccio in coppia con Lando commesso all’apparire dell’acquazzone lo ha visto soccombere malamente: mentre Lando recuperava il mezzo con maestria lui è andato per prati per un quarto d’ora. Solo la sua tenacia, questa sì da applausi, gli ha consentito di riprendersi e di crederci fino in fondo tanto da conquistare dei punti con un sorpasso (top di giornata) da pelo sullo stomaco all’ultimo giro su Hamilton. Peccato, perché da lui mi aspetto moltissimo quest’anno. I bonus-matricola e di apprendistato sono finiti, i numeri li ha fatti vedere in più occasioni e ora ha l’esperienza per cominciare a mostrare più costanza. Ha solo 23 anni, ma la tendenza dei piloti molto giovani iniziata con Verstappen nel 2015 fa sì che non debba esser più considerato tale. Dunque bene nel trovare la performance, male anzi malissimo per il risultato, considerate le ambizioni. Ovviamente ha tutto il tempo per recuperare e spero di vederlo molto più lucido in Cina. Rimandato.

HAMILTON voto 6 sulla fiducia.

L’evento principale del weekend, inutile nasconderci dietro a un dito, è stato il tanto atteso debutto del campione di Stevenage, annunciato un anno fa. La lunga e febbrile attesa ha finalmente trovato compimento quando i semafori si sono spenti alle 5 ora italiana del 16 marzo 2025. Ebbene? Che se ne può dire? Non granché. Chiunque mastichi di Formula 1 sa benissimo che Hamilton non è più l’asso visto in passato. Già da qualche anno il suo talento e la sua classe paiono o appannati o espressi a spizzichi e bocconi. Dunque, non avevo grandi aspettative. Dirò di più: mi aspettavo che Leclerc ne avrebbe fatto un sol boccone, con distacchi in termini di performance che, se non abissali, avrebbero quantomeno superato i 3 decimi. Il che avrebbe chiarito l’errore madornale, quantomeno sul piano sportivo (che su quello economico-finanziario pare invece mossa assai azzeccata), di sostituire Sainz con l’attempato campione incapace di portare vero valore aggiunto alla squadra. Ebbene, se visto sotto questi oscuri presagi mi verrebbe da dire che tutto sommato il week end di Hamilton è stato interessante: è stato, questo sì, dietro a Leclerc ma non così tanto come si poteva temere (e chissà che non lo temesse anche lui stesso). In qualifica il distacco è abbastanza contenuto. In gara, il suo scatto in partenza è stato persino più agile di quello già ottimo di Leclerc e proprio il monegasco, completando il suo sorpasso su Tsunoda e Albon, ne ha compromesso la posizione dopo la prima curva. Il ritmo è difficilmente giudicabile perché dietro a Tsunoda e Albon non ha potuto esprimersi al massimo. Dalla sua ha che non ha commesso grossi errori nel momento decisivo della gara ma è stato penalizzato tanto quanto Leclerc dalla improvvida scelta di seguire Max nel bagnatissimo giro in più sulle slick che ha impedito ai ferraristi di ambire a posizioni migliori. Quindi tutto sommato non malissimo. Tuttavia, può esserci anche un altro modo di vederla. Sei il più vincente pilota della storia, il più osannato, il più adorato dalle masse e ti aspetti che, come minimo, si mangi Leclerc a colazione, Albon a pranzo e Tsunoda per merenda. Visto da quest’altro punto di vista è chiaro che la delusione dev’essere tanta. I caveat legati all’esordio su una vettura nuova, su un diverso modo di lavorare del team, in una situazione che era da 12 anni (dall’ultimo cambio di casacca) che non affrontava, sono tanti quindi aspettiamo a dare giudizi definitivi ma, intanto, i numeri dicono questo. Staremo a vedere.

NOTE DI MERITO

Tsunoda, tra il 5 posto in griglia e la fantastica condotta di gara fino all’erroraccio sotto la pioggia poteva (e doveva) uscire da Melbourne incensato. Non è andata bene ma ha di che essere contento.

NOTE DI DEMERITO

Tante note di demerito a cominciare da Haas che si conferma ultima con distacco nel ranking delle scuderie. Peccato per Ocon e Bearman.

Hadjar in qualifica era andato molto bene (ha mancato la Q3 per un nonnulla) ma girarsi nel giro di ricognizione nel suo primo GP non è cosa che ci piace vedere.

Doohan rimane il pilota con il sedile più scottante della stagione: gli inizi sono decisamente pessimi.

Bortoleto in qualifica si era dato da fare ma in gara non si è visto fino all’incidente sotto la pioggia.

Malissimo Lawson su tutta la linea.

Delude inaspettatamente anche Sainz che in qualifica patisce Albon e in gara va fuori subito. Ecco se ai rookie glie le perdoni a Sainz invece no. Direi che è la maggior delusione di Melbourne. Ma con questa Williams ha tempo per rifarsi. Vedremo.

Ci vediamo in Cina.

 

LA PAURA FA 90 – BIS DI MARQUEZ IN ARGENTINA

È un dominio (annunciato) senza possibilità di combattere per gli altri. Lui gioca, scherza ed a 5 giri va via. Nulla può Bagnaia, vero sconfitto quest’oggi che arriva fuori dal podio dietro ad Alex Marquez ed addirittura a Morbidelli.

LA PAURA FA 90.

💭Ne abbiamo avuta tanta in questi anni, forse troppa. Paura dopo Jerez, paura dopo le successive operazioni. Paura di aver perso troppo presto un Fenomeno come lui. Non si è arreso, non ci siamo arresi e lo abbiamo aspettato contro tutto e soprattutto contro tutti quelli che in questi anni lo davano per finito, vecchio, succhia scia, incapace di tornare al Top con questa nuova generazione di Piloti, con queste nuove moto. Qualcuno aveva invocato il Karma nei suoi confronti, ma il Karma torna sempre dietro e ti restituisce tutto ciò che di buono fai… (IMHO)

📌 Marc Marquez vince il GP di Thermas de Rio Hondo, dominando facendo un altro sport, segnando la sua 90^ vittoria in carriera eguagliando il “più grande Pilota Spagnolo di ogni epoca”.

Sale definitivamente nel GOTHA delle vittorie nel Motomondiale dietro solamente alle 123 di Giacomo Agostini (123 non 122) ed alle 115 di Valentino Rossi.

È un giorno importantissimo per il Motociclismo Spagnolo perché mai nessuno si era avvicinato alle 90 vittorie di Angel Nieto. Probabilmente nessuno raggiungerà il numero di titoli Mondiali (13 anzi 12+1) ma in un epoca dove di corrono 20 gare all’anno è praticamente impossibile.

BAGNAIA È UN FENOMENO!?

PUNTO INTERROGATIVO.

È al limite del dramma (per adesso) non tanto per la paga presa da Marc, ci può stare è un fenomeno bensì per il distacco preso da Alex Marquez in entrambi i weekend di gara.

Quindi è questo il livello di Bagnaia con le Ducati “tutte uguali”!? Perché ricordiamolo fino ai Test di Jerez le Ducati saranno IDENTICHE per tutti. Dietro ad Alex Marquez in entrambi i GP e dietro a Morbidelli addirittura oggi.

https://x.com/FranckyHawk29/status/1901345100078182563?t=OLkllEUeitw37XJTn5C_vA&s=19

Oppure è Marc Marquez che ha alzato l’asticella e quello che sembrava un fenomeno oggi rientra nella categoria dei grandi Piloti!?

Bagnaia è un grandissimo Pilota. Lo dice la sua storia, lo dicono i numeri, lo dico da appassionato. Ma ha vinto, così come per Martin e prima ancora per Quartararo e Mir, senza un vero fenomeno con il quale confrontarsi. Il Mondiale è lungo, sicuramente si risolleverà e combatterà. Il problema non è se perde o meno, bensì COME PERDE. Perché adesso perde senza combattere.

“Ci sfugge qualcosa, dobbiamo aiutare Pecco perché non è la posizione in cui deve stare. Dobbiamo aiutarlo tecnicamente, noi siamo tranquilli e c’è tempo per tornare nelle posizioni che gli competono. La moto non è troppo diversa dal 2024, tocca a noi aiutarlo”

Quelle sopra sono le aprile nel post gara di Tardozzi, in cui ci dice che devono aiutare tecnicamente Bagnaia. In cosa mi chiedo? Tempo due gare e si è preso la leadership nel box, si è preso tutto. Ed in Ducati lo sanno.

IL RESTO DEL MONDO!?

Poca roba. Davanti a tutti sempre le Ducati, con Diggiannantonio che arriva in P5. Chi rimane attaccato in questo gruppo è Johan Zarco che mette la Honda in P6 e chiude attaccato alla Ducati arrivando a soli 7.5 secondi dalla vetta. Chiudono la TOP10 a 15 secondi dalla vetta Binder, Ogura, Acosta e Mir. Sorprende ancora Ai Ogura (P8) che chiude in TOP10 dopo una bellissima gara.

Situazione molto grave in casa Yamaha ed in  KTM. Le Yamaha arrivano ad oltre 20″ mentre le KTM ne beccano 15. Troppo lontane e se consideriamo che Aprilia manca del suo Pilota di punta credo che nel 2025 la Ducati vincerà tutte le Sprint e tutte le gare della domenica andando ad infrangere il record di 32 vittorie consecutive della NSR500 tra il 1996 ed il 1998.

Classifica Mondiale.

Prossima fermata Austin, a casa di Marc Marquez. Lo sceriffo è tornato in città…

 

Francky

LANDO RICOMINCIA VINCENDO A MELBOURNE. FERRARI BOCCIATA, ANTONELLI PROMOSSO.

Da che la F1 è la F1, l’inverno difficilmente porta sorprese. E i pochissimi test Bahrain avevano confermato che a Melbourne non avremmo visto niente di nuovo. O quasi, e quel “quasi” era colorato di rosso.

Niente di nuovo, quindi. Prima fila monopolizzata dalle McLaren, con Verstappen e Russell dietro. Poi, però, non ci sono macchine rosse, ma una Williams e una Toro Rosso. E la Ferrari che dal Q2 al Q3 è sparita.  E Leclerc che dichiara che “hanno dovuto perdere prestazioni, ma è giusto così”. Mistero.

Come previsto, la domenica la pista è bagnata e fa freddo. Ma non diluvia.

Parte il giro di formazione e il debuttante Hadjar (chi?) pianta la sua ex-Toro Rosso contro il muro. Il francese torna ai box affranto, sicuramente consapevole di cosa lo aspetta. 

Procedura di partenza abortita e macchine di nuovo ferme in griglia.

Si riparte dopo 15 minuti. L’avvio é regolare ma dopo poche curve il debuttante Doohan distrugge la sua Alpine, anche lui perdendo la macchina in accelerazione. Per la gioia di Colapinto.

Safety car inevitabile, e tocca all’esperto Sainz appoggiare la sua Williams contro il muro esterno dell’ultima curva.

Si riparte al giro 7. Verstappen aveva superato Piastri al primo giro, e mette subito pressione a Norris. I primi hanno un passo molto più veloce di Russell e Leclerc che li seguono.

Al giro 17 Max va lungo e Oscar lo passa. Poi inizia a perdere 2 sec. al giro dalle McLaren.

Al giro 29 Piastri si fa minaccioso nei confronti del compagno, ma dai box gli dicono di mantenere le posizioni.

Ancora 4 giri e, dopo che Oscar ha rischiato grosso mettendo due ruote nella ghiaia, gli viene detto che é libero di attaccare il compagno.

Al giro 35 Alonso va a sbattere ed esce nuovamente la Safety Car. La pista ha ormai la traiettoria asciutta, e si fermano tutti ai box per montare le slick.

Si riparte al giro 41 e, come previsto, arriva la pioggia. I due piloti McLaren commettono contemporaneamente un errore nella stessa curva, con Piastri che si pianta nell’erba e compromette la sua gara. Per 2 giri é caos completo, con i muretti delle varie squadre che non sanno cosa fare perchè, in teoria, la pioggia dovrebbe durare solo un giro, ma non sarà così.

Max resta in pista troppo a lungo con le slick, e si fa ripassare da Norris con le intermedie. L’ultima a fermarsi é la Ferrari, con i due piloti che sprofondano in classifica.

Nel frattempo, altri due rookie finiscono la gara contro il muro, Lawson e Bortoleto, ed esce per la terza volta la Safety Car.

Si riparte quando mancano solo 6 giri, Max si avvicina a Norris ma non riesce mai ad attaccarlo, e la gara finisce con Lando che riesce a portare a casa una gara che stava per sfuggirgli di mano. Verstappen, secondo, è contento del risultato, così come Norris terzo. Seguono Albon, con una Williams molto buona, un favoloso Antonelli, unico debuttante arrivato alla fine, Stroll, Hulkenberg (!), Leclerc, Piastri ed Hamilton.

Fra una sola settimana si correrà in Cina. A quanto pare, è cambiato il colore dell’auto ma anche quest’anno le prime gare avranno un risultato abbastanza scontato. Dobbiamo stare tranquilli, “la stagione è molto lunga”.

P.S. 1 per fortuna la RB21 non é una gran macchina (vedi posizione del povero Lawson).

P.S. 2 La Ferrari ha finito il mondiale 2024 con un titolo costruttori quasi conquistato, e grandi aspettative per il 2025. Poi la SF-25 si è rivelata essere come la F2012, solo più bella. La sospensione è la stessa, e i dubbi su di essa ci sono ora come allora. Speriamo che l’evoluzione sia la stessa di 13 anni fa. Non ci conterei troppo, probabilmente ricorderemo questa stagione come l’ennesima promessa mancata made in Maranello. Con la differenza che questa volta i soldi li hanno veramente spesi, quanto bene lo vedremo.

P.S. 3. Il team radio di Leclerc una volta tagliato il traguardo la dice molto lunga su come sarà la stagione Ferrari. L’ingegnere gli dice “P8”, la risposta di Charles è stata “F**k”.

P.S. 4 Dopo la prima gara, il team di Binotto ha più punti della Ferrari.

P.S. 5 Vasseur quasi si ammazza durante l’intervista con Sky, mentre tentava invano di spiegare la scriteriata strategia di oggi. L’urlatore dice che hanno toccato il fondo e ora è più facile risalire. Oggi secondo me hanno scavato.

P.S. 6 Quando stai dominando la gara, non puoi accettare che i tuoi piloti sbaglino nella stessa curva.

P.S. 7 Quando sei Sainz, non la puoi sbattere sotto Safety Car. E non puoi stare dietro ad Albon in qualifica quando tutti si aspettavano l’esatto contrario.

P.S. 8 Perez si sarà fatto tante risate in questo week-end.

P.S 9 I veri fenomeni normalmente escono subito allo scoperto. E Antonelli è uno di quelli. Prima gara più complicata non avrebbe potuto esserci, ma Andrea Kimi ha rimontato dal fondo della griglia e, nonostante un testacoda, è passato quarto sotto il traguardo (poi retrocesso quinto per una penalità). Unico debuttante ad arrivare alla fine. Sono passati oltre 70 anni dall’ultimo campione del mondo italiano. E’ molto prematuro parlarne, ma potrebbe esserci qualche speranza di non arrivare ad 80. Ma non sarà vestito di rosso, perchè a Maranello preferiscono puntare sui piloti maturi.

P.S. 10 Norris:Verstappen=Bagnaia:Marquez. 

F1 2025 – GRAN PREMIO D’AUSTRALIA

Sembra finita ieri eppure è già arrivato l’inizio della nuova stagione di F1, anno 2025, l’ultimo prima dell’ennesimo cambio di regolamenti e di una (molto) teorica rivoluzione dei valori in campo.

Si riparte come da tradizione dal circuito dell’Albert Park di Melbourne, con orari di partenza che rimandano ad altri tempi in cui forse ci si divertiva di più anche se non ne sarei così sicuro.

Si riparte da cosa? E soprattutto con quale spirito (inteso quello di chi guarda le gare)? La risposta alla prima domanda è facile facile, per la seconda forse un pò meno, ma andiamo con ordine.

immagine da it.motorsport.com

Volendo guardare alla parte finale della stagione 2024 e ai test pre stagionali, troppo facile dire che la McLaren sembra la Red Bull dei mondiali 2 e 3 di Verstappen: veloce sul giro secco, devastante nel passo gara, detentori del titolo costruttori quindi non si può dire che non abbiano imparato a vincere. Ok, quindi tutto finito? Ovviamente no perchè poi le gare riservano sorprese e valori mutevoli in base alle condizioni del momento per cui possiamo dire che il padrone c’è ma ci sarà (si spera) anche lotta. E poi, onestamente, mi sta più sulle palle la McLaren e i suoi piloti che tutti gli altri team messi insieme per cui spero che perdano un mondiale che molti reputano già in tasca.

Si parlava di lotta e chi sembra essersi estraniato da essa è proprio il team del quattro volte campione Verstappen. Le (grosse) avvisaglie c’erano già state l’anno scorso e i test 2025 hanno confermato questo andazzo, con un Verstappen piuttosto contrariato. Ci sarà da limitare i danni nella prima parte di stagione per cercare di recuperare pian piano una rinnovata competitività ma quest’anno c’è un Newey in meno, un Horner che rischia di pagare ancora il suo essere “horny” e un Marko che parla come fosse al bar sport. E soprattutto un olandese in cerca di altri lidi…

immagine da f1sport.auto.cz

Ed eccoci arrivati alla beneamata Scuderia Ferrari che, come ogni anno rinvigorisce nello spirito e nel gradimento finchè le bocce sono ancora ferme. Progetto valido nel 2024 ma azzoppato dal solito sviluppo a gambero e da una serie di azioni autolesionistiche non banali, si ripresenta con una macchina evoluzione della 2024, forse anche troppo. Nuova geometria delle sospensioni anteriori che sembra abbia bisogno di una certa curva di apprendimento che i tecnici sperano sia veloce. Al momento si potrebbe dire bene ma non benissimo ma non mi preoccuperei più di tanto, anche perchè vale sempre lo stesso concetto: se non puoi vincere cerca almeno di non fare cazzate e i mondiali si vincono con gli sviluppi. Ecco appunto, non mi preoccuperei finchè questi non si palesano.

Mercedes quest’anno dovrebbe farsi preferire un pò di più anche solo per il fatto di aver messo in macchina un giovane pilota italiano di cui si parla molto bene. Chissà che dopo anni non si torni a vincere una gara proprio grazie ad Antonelli. La cosa fastidiosa è che sembra che al momento Ferrari e Mercedes siano più o meno sullo stesso livello. Si vedrà anche se riaffora già quella sgradevole sensazione di deja vù, sensazione che ricompare ogni volta inquadrano Wolff e Russell, due che proprio non mi vanno giù.

immagine da racingnews.365.com

Finite le fantastiche quattro è il momento dei wannabe e forse in cima quest’anno c’è la Williams, forte di una struttura tecnica finalmente adeguata e di un Sainz che ha lasciato tanti estimatori a Maranello.

Aston Martin è nell’ennesima stagione di transizione anche perchè tutti aspettano i frutti del lavoro del genio Newey già immortalato al lavoro col suo fidato tecnigrafo. Quindi ok il 2025 ma gli sforzi maggiori sono rivolti al 2026, stagione in cui Alonso ne farà 44. Incredibile come una persona intelligente come lui non abbia ancora trovato cosa fare da grande. Piccola considerazione personale: ma dopo venti e passa anni di professionismo non ti sei ancora rotto le palle di tutto il carrozzone?

Tra gli altri curiosità per quanto riguarda la Sauber ormai Audi che guarda al 2025 come trampolino per il 2026. Il nuovo Dt Binotto anche detto ditino sta lavorando per costruire un team vincente, sperando per i tedeschi che non voglia decidere anche i turni di pulizia dei locali di Inwil.

Menzione di demerito per Haas solo per il fatto di aver ingaggiato Ocon e mentre per Alpine solo applausi per averlo mandato via. Poi vabbè Alpine ritorna sul fondo della classifica del gradimento quando vedi chi la gestisce, l’ex bannato Briatore. Da queste cose si vede come il concetto di inclusività in F1 ha fatto passi da gigante, anche troppo.

Per quanto riguarda i piloti, si notano tante facce nuove tutte da verificare in quanto a capacità in pista. Se su Bearman e Lawson possiamo avere già delle certezze seppur parziali, i vari Hadjar, Bortoleto, Dohann e Antonelli, con i dovuti distinguo, sono tutti da scoprire. Mentre Antonelli sembra già un predestinato (quanta sfiga che porta questo appellativo), si parla benissimo di Bortoleto, mentre Hadjar e Dohann sembrano quelli più debolucci per motivi diversi: il primo verrà giudicato da Marko, il secondo ha già la spada di Damocle di Briatore e Colapinto sulla testa. Ottimo modo di cominciare la carriera in F1.

Sulla prima gara di stagione i luoghi comuni e il maniavantismo si sprecano, così come tutto e il contrario di tutto: Albert Park circuito atipico, andrà bene McLaren perchè è la macchina migliore, no saranno tutti vicini perchè il tracciato non è selettivo, il risultato finale dirà poco dei valori in campo ecc ecc ecc.

Di sicuro i 25 punti al vincitore valgono come quelli di qualsiasi altro Gp e quindi si torna a quanto detto in precedenza: se non puoi vincere allora cerca di salvare il salvabile e non fare scemenze, che poi questi sono i famigerati punti che puoi rimpiangere alla fine dell’anno (vero Ferrari?). Ah, sembra che la domenica di gara sia prevista pioggia…a proposito di errori da evitare a ogni costo.

Quindi eccoci alla partenza della circo che quest’anno conterà 24 fermate. E veniamo alla seconda domanda. Personalmente, data la lunghezza e la prospettiva di un possibile dominio McLaren sono già stufo ancor prima di cominciare. Speriamo che la Scuderia e i suoi piloti, un Antonelli o un Verstappen in versione destruction derby possano farci divertire perchè se speriamo che ci emozionino Norris e Piastri, ciao core…

Ultima domandina facile facile: meglio una stagione da protagonisti ma perdendo il mondiale sul filo di lana con Leclerc oppure vittoria del titolo con Sir Lewis Hamilton? Io non ho dubbi, in questo la penso come il Drake. Buon mondiale a tutti.

*immagine in evidenza da formulacritica.it

Rocco Alessandro

LA GUIDA F2 AL MONDIALE DI FORMULA 1 2025

Benritrovati! Quest’anno la F1 ha assorbito una quantità inusuale di piloti provenienti dalla F2 dell’immediato passato. Ho pensato quindi di scrivere un articolo per ricapitolarne le carriere che li hanno condotti in F1 e per raccontare i rookie un po’ meno noti al grande pubblico (come Hadjar o Bortoleto).

Andrea Kimi Antonelli

ANTONELLI Andrea Kimi (ita), Prema Racing, Dallara F2 2024, portrait race win celebration during the 9th round of the 2024 FIA Formula 2 Championship from July 19 to 21, 2024 on the Hungaroring, in Mogyorod, Hungary

Andrea Kimi Antonelli è la star. Se c’è un pilota nel post Verstappen ad essere un “predestinato” è proprio lui. Non per sciocche connotazioni metafisiche, “predestinato” perché tutti nel paddock lo conoscono da quando aveva meno di 10 anni e tutti erano convinti sarebbe stata solo questione di tempo prima del suo arrivo in F1. Un po’ come Norris, la sua carriera è stata pianificata e messa in atto con cura, mobilitando le risorse più adatte e con scelte intelligenti di management. Saltare il campionato di Formula 3 è stata una di quelle, visto che nel contesto della sua carriera non avrebbe aggiunto molto e ne avrebbe solo ritardato la scalata, quindi dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere tra F4 e Formula Regional è passato direttamente in Formula 2 con la Prema, grande protagonista degli ultimi dieci anni nonché la scuderia offre il miglior processo formativo per i piloti.

Purtroppo per la Prema, nel 2024 tutto quello che poteva andare storto andò storto. La macchina era lenta e il setup una scommessa sovente persa, così come continui sono stati i problemi tecnici (soprattutto al motore). A tutto questo aggiungiamo strategie sfortunate ed errori ai box, ed ecco confezionata una stagione che sembra essere fatta apposta per “prendere a sassate tutti i sogni ancora in volo” (cit.).

Non è stato questo l’epilogo, per fortuna. Antonelli ha spesso ottimizzato quel poco che il pacchetto offriva, soprattutto in qualifica, e dopo metà stagione il miglioramento progressivo della scuderia ha permesso a Kimi di ottenere i primi podi e le prime vittorie, tra cui quella nella feature race in Ungheria, frutto di una buona dose di fortuna ma anche di un’eccellente passo sulle gomme dure.

I risultati della stagione 2024 sono stati lontani dall’essere soddisfacenti, ma sufficienti per convincere Toto Wolff ad anticiparne il debutto in Mercedes. La logica suppongo che sia stata: “Se al posto di Hamilton metto un Kovalainen o un Bottas, sarà comunque una soluzione a breve termine, difficilmente raggiungeranno grandi risultati e quando arriverà Antonelli dovrà comunque ambientarsi. Tanto vale farlo salire subito in Mercedes; cresce più in fretta e i risultati non dovrebbero essere molto diversi da quelli dell’ipotetico placeholder”.

Olivier “Olli” Bearman

BEARMAN Oliver (gbr), Prema Racing, Dallara F2, portrait celebration victory during the 4th round of the 2023 FIA Formula 2 Championship from April 28 to 30, 2023 on the Baku City Circuit, in Baku, Azerbaijan – Photo Xavi Bonilla / DPPI

Bearman è presente sul mio taccuino da un paio d’anni, precisamente da quando ha fatto il salto da F4 (campione italiano) a F3 nel 2022 senza mostrare alcun affanno ma anzi arrivando a lottare per il titolo all’ultima gara (perdendolo solo per una surreale girandola di penalità). Giusto per far capire il salto tra F4 e F3, prendo in esame i valori delle pole position di quest’anno siglate nel circuito di Barcellona: F4: 1:41; F3: 1:28; F2: 1:24.  E’ come passare da una Panda a un Lamborghini, e il fatto che si sia subito ambientato ha confermato il talento che aveva già espresso dominando la F4 italiana e tedesca nel 2021.

Le conseguenti due stagioni disputate in Formula 2 sono state in bilico tra genio e sregolatezza. In alcuni weekend era il più veloce di tutti, per poi combinare disastri o scomparire nel gruppo l’appuntamento successivo. La performance disastrosa della Prema nel 2024, nel cui sprofondo tecnico si è destreggiato con meno cura di Antonelli, avrebbe potuto compromettere la sua carriera, ma le sue apparizioni di pregio in F1 hanno messo in secondo piano i problemi in F2, giudicati poco rilevanti dai TP nella valutazione complessiva.

Ha velocità e voglia di fare, anzi strafare. In Haas hanno già detto che non lo tratteranno come un debuttante, sta a lui mostrarsi all’altezza anche come maturità mentale.

Jack Doohan

ZANDVOORT, NETHERLANDS – SEPTEMBER 04: Felipe Drugovich of Brazil and MP Motorsport (11) leads Jack Doohan of Australia and Virtuosi Racing (3) during the Round 12:Zandvoort Feature race of the Formula 2 Championship at Circuit Zandvoort on September 04, 2022 in Zandvoort, Netherlands. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Se per Bearman ho un debole, Doohan al contrario non mi ha mai impressionato. Le buone prestazioni si possono ascrivere a una esperienza maggiore dei suoi colleghi e (in base a quanto riportato da un insider) dalla capacità di effettuare più test degli altri. E la velocità è stata convertita a fatica in risultati apprezzabili, di solito per la sommatoria di piccoli imprevisti e piccole sfortune, spesso imputabili a una cattiva gestione del weekend.

Non sento di dover aggiungere molto su di lui, né sul suo debutto frettoloso ad Abu Dhabi l’anno scorso. La sensazione è che sia un pilota a scadenza, che Briatore vuole far fuori il prima possibile pur di lasciar spazio a…

Franco Colapinto

[Dutch Photo Agency]

Alonso lo segue dal 2019, di lui scrivevo già a inizio 2021 ed è  sul taccuino Williams da fine 2022. Va detto che malgrado sia uno “dei miei”, condivido fino a un certo punto l’hype che gli si è sviluppato intorno.

A differenza di tutti gli altri piloti di queste colonne, ha sempre sofferto di importanti limitazioni di budget che ne hanno rallentato la carriera oppure lo hanno costretto a scelte subottimali (come correre con VAR in F3 nel 2022) oppure poco coerenti (come l’ELMS e una comparsata a Le Mans nelle LMP2). Anche solo per essersi destreggiato tra queste difficoltà merita un riconoscimento particolare.

Dopo quindi un lungo apprendistato, in F3 ha lottato per il titolo nel 2023, perdendolo nel finale contro Bortoleto. Molto costante, sia in qualifica che in gara, forse è stata la velocità ad essere in difetto (anche se il secondo posto in classifica gli è stato scippato dall’usuale caos che si sviluppa a Monza in F3).

L’esordio in F2 invece è stato complicato, ma i test inter-stagione a Barcellona gli hanno permesso di recuperare il giusto feeling con le monoposto di F2 e da Imola  in poi ha ingranato, un po’ come Bortoleto. I risultati non sono passati inosservati e a metà stagione la Williams gli ha proposto la proverbiale offerta che non si può rifiutare. Il resto della sua carriera si è svolto sotto i riflettori, anche se all’atto pratico nessun team gli ha offerto un sedile per il 2025.

Al momento è solo terzo pilota Alpine, ma la sensazione è che Briatore, stia solo aspettando il giusto casus belli per far fuori Doohan e insediare Colapinto in Alpine, stile Marko-Kvyat 2016

Liam Lawson

[MOTORSPORT.COM]

Il terzo “non rookie” è probabilmente il pilota con la carriera meno lineare di quelli presentati qui.

Nel dopo Tsunoda è stato il prodotto di punta del vivaio Red Bull (insieme a Juri Vips, ma questa è un’altra storia) tuttavia la sua carriera si scontrò con i risultati altalenanti conseguiti in F2 nel biennio 2021/2022. La fiducia che il management Red Bull aveva posto in lui qui si incrinò, tanto che per sostituire Gasly in Alpha Tauri preferirono riesumare prima Nick de Vries e poi Daniel Ricciardo.

La riscossa per Liam Lawson è avvenuta lontana dalla F2.

Nel 2021 stava per diventare il più giovane titolato di sempre in DTM (con la Ferrari!) prima che la manovra kamikaze di Van Der Linde, e il gioco di squadra spudorato in casa Mercedes lo scippassero di un titolo che sembrava già vinto. Incidentalmente il suo compagno di squadra era Alex Albon, che però chiuse solo sesto in classifica.

[AUTOSPORT.COM]

Nel 2023 invece va in Giappone a correre in Super Formula e diventa il primo occidentale a vincere una gara al debutto. La lotta per il titolo prosegue ad alti livelli ma un incidente a Motegi complica la rincorsa, che si conclude quindi alle spalle del campione Ritomo Miyata. Arrivano anche le prime gare in F1 per sostituire Ricciardo, infortunatosi al polso in Olanda, dove conquista i primi punti a Singapore e mostra di reggere il confronto con Tsunoda, soprattutto in gara (la qualifica è sempre stata il suo punto debole).

Infine nel 2024 viene richiamato in F1 prima per sostituire Ricciardo, stavolta in pianta stabile, e poi a sorpresa per prendere il posto di Perez in Red Bull. Se dovessi interrogarmi sulle ragioni che hanno portato il management Red Bull a scegliere lui al posto di Tsunoda, indicherei la maturazione avuta in questi anni, la lucidità mentale (che non gli è mai mancata, a differenza di Tsunoda) coniugata con l’aggressività e l’assenza di timore reverenziale mostrato nei duelli con Perez e Hamilton nel finale di stagione. Tutte qualità già presenti, che però in F2 avevano faticato a emergere.

Isack Hadjar

Isack Hadjar #10 Hitech GP, during round thirteen of the FIA Formula 2 Championship at Autodromo di Monza, on September 1-3, 2023.

Il licenziamento di Perez ha dato modo ad Hadjar di rientrare nel giro della F1 con la VCARB, dopo che la vittoria beffarda di Bortoleto in Formula 2 sembrava avergli tarpato le ali.

Se si esclude il 2023, dove il debutto in F2 con la Hitech è stato disastroso, in carriera ha sempre mostrato una buona velocità, a scapito però della lucidità nei momenti clou.

In F3 era arrivato nel finale di Monza secondo in campionato, ma si autoeliminò dalla lotta sbattendo in qualifica. L’anno scorso in F2 invece ha perso il titolo pur vincendo 4 Feature Race (un record, almeno dal rebranding della serie). E’ significativo anche un altro dato: ha segnato punti solo in metà degli appuntamenti, 15 su 28. Con questi numeri, non c’è velocità che ti salva.

Se c’è invece una cosa che non gli manca è la passione, e lo si vede dai team radio, sempre all’insegna delle forti emozioni. Nessuno può sapere come sarà la stagione 2025 ma su una cosa mi sbilancio: tra lui e Tsunoda, la VCARB avrà i team radio più bippati dell’anno.

Gabriel Bortoleto

[REUTERS/Jakub Porzycki]

Tutti i piloti analizzati in precedenza sono accomunati da una cosa: nessuno di loro ha vinto il titolo F3 né il titolo F2 (questo ci dice qualcosa anche sulla rilevanza di questi campionati). Tra le spiegazioni c’è anche lui, che tra 2023 e 2024 ha vinto di seguito F3 e F2, un “back to back” che in tempi recenti è riuscito solo a Leclerc, Russell e Piastri. In entrambi gli anni ha vinto conducendo meno giri in testa dei suoi diretti avversari, il che ci porta alla sua qualità principale: la concretezza.

Due anni di purgatorio in Formula Regional (dovuti anche a un motore spompato; è un tema ricorrente delle formule minori, e la mancanza di trasparenza della FIA è voluta) hanno formato il carattere e le capacità di Bortoleto, che in F3 ha condotto le operazioni dall’inizio fino alla vittoria finale.

In F2  invece ha dovuto rincorrere. Prima Paul Aron e poi Isaak Hadjar si sono trovati a gestire un importante vantaggio di punti sugli inseguitori, ma entrambi lo hanno dilapidato. Bortoleto al contrario è partito piano (compresi due weekend buttati a Jeddah e Melbourne), ma la progressione a partire da Imola è stata implacabile. Dal Santerno in poi si è sempre qualificato nei primi 6 tranne una volta (Monza, dove si qualificò ultimo ma riuscì a vincere la Domenica (!)). Nelle gare lunghe ha concluso sempre in top 6 nelle ultime 8 (tra cui 6 arrivi consecutivi in top 5 nelle ultime 6 gare tra sprint e features), di cui si distinguono 5 podi e 2 vittorie.

La qualità che lo contraddistingue è l’intelligenza. La sua velocità, comunque notevole, non esaurisce le sue capacità mentali, sicché riesce a evitare errori e a fornire sempre la risposta adeguata alle situazioni di gara. Per un team di F1, questo conta anche più della velocità in sé.

 

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

[Immagine di copertina tratta da Feederseries.net]