BASTIAN CONTRARIO (XIII): Mangia spaghetti

Cosi siamo definiti all’estero “mangia spaghetti”, specie nel mondo anglosassone. Ebbene il nostro Kimi ha onorato, letteralmente parlando questa definizione, mangiando della pasta asciutta nel trofeo di dubbio gusto “Fragile” e, che alla fine del GP d’Italia abbiamo capito tutti realmente a cosa servisse quel particolare design. Nei mie articoli precedenti credo di aver predetto un bel po’ di eventi e, non perché sia un genio, quanto perché basta fermarsi a ragionare con un minimo di neuroni a disposizione.

Il buon Toto che di mangia spaghetti se ne intende, a cominciare da Aldo Costa prima e, passando per Simone Resta dopo, il quale in un azione quasi di sfregio (aggiungo meritato considerando che l’ing. Italiano, è solo uno dei tanti che è stato buttato fuori dalla Beneamata, per poi scoprirsi genio in un’altra squadra dove evidentemente si lavora seriamente), lo ha fatto salire sul palco a festeggiare assieme al prodigio italiano cresciuto dalla famiglia AMG, dicevo non ha fatto altro che fare cinema per tutto il weekend. Cinema che a differenza della Ferrari (doppietta nelle FP1 e vai già di festeggiamenti!) al botteghino funziona meglio. Il buon Toto ha dichiarato, prima dell’inizio dello stesso weekend di gara, che “Non c’è spazio per i sentimentalismi”, riferendosi al fatto che il suo giovane alfiere sarebbe partito ultimo proprio nel suo GP di casa, spegnendo cosi ogni velleità di vittoria e, cosa più importante, togliendo ogni tipo di pressione velenosa dalle spalle del suo ragazzo d’oro. Alla luce di quanto abbiamo visto domenica scorsa, mi viene il sospetto che Toto e tutto il suo team sapessero non tanto che avrebbe potuto rimontare, quanto il fatto che avrebbe potuto veramente vincere; cosa che poi è successa. Del resto certe informazioni se non le conoscono loro allora chi? Non è un segreto che se proprio si doveva cambiare l’Unità di Potenza della W-17 dell’italiano, Monza era il circuito più adatto perché in quella pista, nella pista dei mangia spaghetti, non solo è più facile sorpassare con queste vetture, addirittura i lunghi rettilinei brianzoli non fanno che esaltare quel motore che ancora deve ricevere l’ADUO (sigh!). A tal proposito c’è da sottolineare la solita sfumatura (grigio argento?) che si viene a creare ogni volta che ci troviamo in una situazione del genere e, che purtroppo viviamo dal 2014.

La W-17, col suo propulsore, è una vettura imbarazzante per tutti i suoi avversari naturalmente, perché è stato evidente domenica scorsa la facilità con la quale Kimi ha sverniciato tutto il midfield (Aston Martin e Cadillac nemmeno le considero!), mentre il gioco si è fatto più complicato (uso un eufemismo naturalmente) solo quando ha dovuto vedersela con McLaren e Red Bull (Ferrari è un capitolo a parte). Da questo fatto ineluttabile viene facile il solito mantra “con quella macchina ci sarebbero riusciti tutti”, che abbiamo già sentito nel settennato 2014 – 2020. Riferendoci esclusivamente ai più giovani in pista, perché in mano a Verstappen e tutti i top driver è naturale pensare che loro ci sarebbero riusciti facilmente (eppure Russell già fa vacillare questa tesi), siamo proprio sicuri che sarebbero riusciti nell’impresa del nostro Kimi? Non ho dubbi che piloti come Lindblad, Bortoleto o Hadjar (che era assente per infortunio) avrebbero rimontato alla grande, solo mi chiedo se sarebbero potuti arrivare al traguardo da vincitori. Come dicevo Russell: il metro di paragone è proprio il compagno di Kimi, il quale è un top driver accertato e, nonostante abbia sotto le natiche la stessa vettura, non solo non è riuscito a crearsi (mentre Kimi smazzava per recuperare) un cuscino sicuro col quale amministrare gara e vantaggio, bensì si è fatto addirittura agganciare dal nostro giovane connazionale. La lotta dura, sebbene molto pulita, tra i due ha dimostrato che l’inglese non ha regalato nulla solo che, la combinazione super talento unito a gomme più performanti, ha dato ragione ad un incontenibile Antonelli il quale, dopo questa vittoria, può arrivare di conserva (tanto non lo farà!) fino al GP di Abu Dabhi anche se pure in quell’occasione si mangeranno spaghetti. viso che sembra certa la presenza di Imola come circuito sostitutivo. Perciò si dia merito all’impresa di questo ragazzo che sta letteralmente riscrivendo la storia e, appunto, non era affatto scontato che ci riuscisse fosse solo che i bookmaker inglesi, a Febbraio, davano vincente Russell a 2,50 (a pari merito con Norris) e Kimi a 11 (!).

La cruda battaglia tra il nostro mangia spaghetti e Russell ha messo in evidenza due aspetti sui quali non si può sorvolare: regolamento e gestione di una squadra.

Regolamento: i continui sorpassi e contro sorpassi tra Kimi e George (tralascio le “infilate” fatte da Antonelli ad inizio gara) hanno messo in evidenza tutta la falsità di questo regolamento, che non fa altro che mortificare innanzitutto noi spettatori. Salvo alcuni movimenti “genuini”, la maggior parte dei cambi di posizione (volutamente non li chiamo sorpassi) avvengono solo perché l’uno “ha più batteria” dell’altro, per non parlare del super clipping che in una pista come quella italiana, è emerso in tutta la sua orrida magnificenza. La F wrestling, tanto agognata dall’americana Liberty Media, ha compiuto il suo passo più importante in tal senso e, il carrozzone si presenterà in quel di Austin, che il pubblico yankee sarà bello che cotto a puntino, aspettando di assistere a questo spettacolo indegno chiamato sorpasso e contro sorpasso… assolutamente vergognoso.

Gestione della squadra: la ruvida lotta tra i due alfieri argentati ha messo in luce ed esaltato, in positivo, la gestione di Toto e, naturalmente ha gettato fango su quella di Vasseur, perché mi pare evidente che tra i due ci sia un abisso. Vedere Russell sorridente sul podio e al box, nonostante il GP di Monza sia stato il chiodo della bara per le sue speranze iridate, è l’emblema di come si gestisce una squadra e quindi una coppia di piloti focosi. I due se le sono date di santa ragione e, nonostante ciò, non abbiamo assistito a nulla di scorretto, come per dimostrare al mondo intero che ambo i piloti sapevano benissimo che qualunque cosa fosse successa, tutte e due le vetture dovevano arrivare al traguardo. Questo risultato non si ottiene con le chiacchiere, con i sorrisi davanti ai microfoni anche se hai appena rimediato una figura di palta, oppure firmando cappellini manco avessi vinto il GP stesso, bensì lo si raggiunge con il duro lavoro, la ferrea volontà di voler vincere davvero e, soprattutto imponendo la propria volontà.

Sono sicuro che da quest’ultima chiosa vi aspettate che mi metta a parlare di Ferrari e dei casini che sono successi. Ebbene vi stupirò forse, perché nonostante ci sarebbe da dire e, disquisire sul botto dei due Rossi fino al giorno del giudizio, sono cosi nauseato dalla mediocrità che attanaglia la Ferrari che in questo momento, dopo l’umiliazione auto inferta, non ho nessuna voglia di parlarne salvo sottolineare che, indipendentemente da chi ha ragione in curva due, l’unico responsabile di quello che è successo è il Team Principal. Nel mio ultimo scritto, ho sottolineato che il GP d’Italia sarebbe stato velenosissimo e, che si sarebbe giocato tra LeClerc, Hamilton e, appunto Vasseur. Cosi è stato e si sono visti i risultati. Niente mangia spaghetti a Maranellò, solo escargot, patè de foie gras e tortellini; se gira bene.

Buon GP di Madrid a tutti.

Vito Quaranta

ANTONELLI LEGGENDARIO A MONZA. FERRARI DISASTROSA.

Il tempio della velocità. Che quest’anno è decisamente minore, ma tanto agli appassionati non interessa.

Ma, comunque, i motori Mercedes sono in grande spolvero, con Gasly sorprendentemente in pole, Russell secondo e le due Ferrari in seconda fila. Come ampiamente anticipato, Andrea parte ultimo, per cambio dell’intera power unit.

Allo spegnimento dei semafori, mentre la prima fila va via in ordine, si accende la lotta inutile fra le due Ferrari. Alla prima staccata, Hamilton attacca all’interno Leclerc, allargando anche un po’ la traiettoria. I due fanno la prima curva affiancati, ma Leclerc tiene la sua, di traiettoria, sulla seconda e spedisce il compagno sulla ghiaia.

Al secondo giro, Russell supera Gasly. Ci prova anche Leclerc ma viene subito risuperato. Arrivato alla Ascari, Charles, dopo aver subito il sorpasso da parte di Verstappen, perde la macchina ma la recupera, subendo però anche l’attacco di Piastri verso la parabolica. Nel tentativo di stargli davanti, percorre la curva troppo veloce e con la ruota destra sulla riga bianca, l’auto parte per la tangente e finisce ad altissima velocità contro le barriere.

Inevitabile la bandiera rossa. Nel frattempo, quatto quatto e in soli due giri Andrea è riuscito a recuperare ben 7 posizioni, trovandosi in 12a posizione per la seconda partenza.

Si riparte dopo quaranta minuti, e Gasly viene rapidamente superato da Russell e Verstappen. Nel frattempo, Hamilton si riporta in quarta posizione e Antonelli addirittura in sesta.

Al giro 10 Gasly perde 3 posizioni e sprofonda in sesta posizione, mentre Verstappen si avvicina a Russell. I primi sei sono racchiusi in soli 4 secondi.

Al giro 12, Max supera Russell, mentre Piastri e Antonelli passano Hamilton. E al giro successivo, Andrea supera l’australiano e si porta alle spalle del compagno di squadra.

Al giro 15, Russell ripassa Verstappen, e a quello successivo Antonelli fa lo stesso all’esterno alla curva Grande. Tre giri dopo, Andrea passa in testa. E partiva diciannovesimo, col compagno in pole. I due poi si superano e risuperano per diversi giri.

Ad un certo punto, viene loro detto di mantenere le posizioni e cercare di allungare su Verstappen, che si è riavvicinato. Ma Russell non riesce ad aumentare il distacco.

Al giro 28 Stroll si ferma alla prima variante, e viene attivata la Virtual Safety Car. Antonelli e Verstappen rientrano per cambiare le gomme, ed escono alle spalle di Gasly, in sesta e settima posizione. Andrea si trova a 13 secondi dal compagno di squadra, ma con gomme nuove può recuperare velocemente, visto che i suoi tempi sono di un secondo più veloci rispetto a quelli del compagno in testa.

Al giro 37 l’italiano si riporta in seconda posizione superando Piastri. Quando mancano 16 giri, il divario fra i due è di 8.5 secondi. 

Al 46°, Andrea segna il giro più veloce, mentre Russell inizia a lamentarsi delle gomme. Il distacco è di soli due secondi. Al giro 49 attacca all’esterno di curva 1, Russell va lungo ma perde inspiegabilmente la macchina andando sulla ghiaia all’esterno di curva 2 e perdendo due secondi. Ma bastano due giri per sverniciare Russell andando verso l’Ascari, e mette subito distanza fra lui e il compagno.

A questo punto potrebbe tranquillizzarsi, ma non è da lui e passa sotto la bandiera a scacchi da vincitore segnando il giro più veloce all’ultima tornata, come solo i grandi campioni sanno fare.

E’ un tripudio rosso per un pilota italiano che corre con una macchina tedesca. Ma è giusto così. Antonelli vince davanti a Russell, Verstappen, Norris, Piastri, Hamilton, Lindblad, Colapinto e Tsunoda.

Fra una sola settimana si corre nel nuovissimo circuito di Madrid, denominato “Madring”.  Le prime immagini e i riscontri dei primi test con la F3 fanno pensare ad una americanata europea. Ci consoleremo con l’ultima gara del mondiale disputata su un circuito vero.

P.S. due anni fa, Andrea a Monza fece due giri a cannone per poi stamparla alla parabolica. Lo stesso giorno, annunciarono il suo arrivo in sostituzione di Hamilton. Tanti furono i dubbi, ma in Mercedes dicevano di sapere cosa stavano facendo. Ovviamente avevano ragione. Quello che ha fatto oggi Andrea non può essere in alcun modo attribuito alla superiorità dell’auto, se non in minima parte.

P.S. 2 non si vede come questo mondiale non possa finire a Bologna. La frase “tutto può ancora succedere” va obiettivamente valutata sulla base di quello che abbiamo visto fino ad oggi. Che è evidente.

P.S. 3 è giusto sottolineare l’atteggiamento molto sportivo e professionale tenuto da Russell sia oggi che la settimana scorsa. Colui che fino a due anni fa era il suo compagno di squadra, e che ora veste di rosso, si sarebbe lamentato all’infinito delle strategie diverse. Lui invece ha detto di averle comprese e accettate come la decisione più corretta.

P.S. 4 In Ferrari puntavano tutto sul 2026. E oggi abbiamo visto cosa hanno ottenuto, puntando sul 2026. Turbo piccolo, motore caldo. Poi cambiano parzialmente idea, turbo più grande e motore meno caldo. E le prendono comunque. Alla lunga, viene fuori quello che è, e cioè che la gestione attuale non può dare luogo ad una squadra vincente. Nemmeno con il contributo di Lewis che “finalmente ha ottenuto di andare nella direzione che che voleva”. Ma potevamo supporto già 4 anni fa che sarebbe finita così. L’appuntamento, a questo punto, è per il 2030.

P.S. 5 vale assolutamente la pena fare notare che sul podio oggi c’era Simone Resta, uno che è stato tenuto in naftalina per anni alla Ferrari, e che se ha voluto avere soddisfazioni professionali ha dovuto emigrare. Come tanti altri.

P.S. 6 ci sarebbero altre considerazioni su quanto accaduto fra i due ferraristi alla prima curva, e a Leclerc al secondo giro, ma ve le risparmio così mantengo l’imparzialità che è doverosa nell’articolo. Le considerazioni le avevo già scritte e poi le ho cancellate, eventualmente le posto nei commenti, mettendomi il cappello del tifoso.

F1 2026- GP D’ITALIA MONZA

Ante Scriptum:

Sapete già tutto perchè nel precedente articolo avete già detto tutto voi e pure di più. Potete saltare a piè pari e andare direttamente ai commenti.

Grazie

P.S. Pier, non ti devo alcuna royalty. Sugli AS il brevetto è mio.

 

 

Round numero 13 della stagione 2026 di F1.

L’astronave Formula Uno atterra sll glorioso parco di Monza la cui vegetazione ha avuto il piacere di ascoltare il rombo di motori rimasti nella storia.

E nella storia entrerà anche quello (lasciatemelo chiamare tale) delle PU my 2026 che, nota a latere, resta un gran sentire se paragonato al 2014.

Ormai di sport e di Formula Uno si legge e si parla tutti i giorni grazie agli strumenti di comunicazione che la tecnologia ci ha messo a disposizione. Diventa complesso anche solo  “imbrattare” un foglio elettronico bianco, sperando di non essere ripetitivi piuttosto che ridondanti. Già perché giusto quello posso fare in qualità di sostituto del titolare della posizione che saluto e ringrazio.

I nostri 24 lettori (uno in meno…) sapranno già che il leader del mondiale Antonelli sarà costretto a partire da Sesto San Giovanni causa sostituzione della PU della sua Mercedes. Un peccato per la classifica mondiale ed anche perchè si vedrà precluse il 90% delle possibilità di vittoria. Vittoria che manca ad un italiano dai tempi di Scarfiotti e che tanto bene avrebbe fatto a lui e pure a noi.

La notizia è che avrà una nuova PU senza gli aggiornamenti dell’Aduo 1 che Mercedes ha avuto diritto ad utilizzare non essendo il miglior motore del lotto (e non ridete che vi sto vedendo).  Poco conta che di 12 gare ne abbiano vinte 8 (più 2 con la McLaren), ma questo è un altro discorso. In Mercedes vogliono mettere al sicuro la posizione di Antonelli non rischiando sull’affidabilità che potrebbe venire a mancare con il motore evoluzione.

Questi eventi potrebbero spianare la strada al suo compagno di team che, volere o volare, resta il secondo in classifica generale.

L’inerzia di questa parte della stagione è tutta di Norris. Reduce da due vittorie di fila e con tutti i papaya dalla sua, si troverà però di fronte ad un circuito molto diverso dai due precedenti. A Monza si viaggia con ali prossime allo zero incidenza quindi le carte saranno sparigliate rispetto all’Ungheria ed all’Olanda. Ma con le F1 attuali non è vero nemmeno questo. Infatti il sistema delle ali che si appiattiscono in tutti i rettilinei (a me piace chiamarlo “reverse drs”) Straight Mode potrebbe consentire alle squadre di usare incidenze maggiori rispetto al passato. Ciò potrebbe regalare qualche punto di carico in più nelle curve senza perdere troppo sul dritto  e ridurre il gap tra i circuiti più esigenti e quelli meno da questo punto di vista.

L’attesa per le prestazioni della Ferrari non fa più notizia, soprattutto quando si parla del circuito di casa.

Le ultime due vittorie di tappa della squadra nazionale sono marchiate Leclerc.

Nell’ormai lontano 2019 il ragazzino fece un capolavoro tra sabato e domenica.

Come i 24 lettori ricorderanno, al sabato riuscì a far prendere la bandiera a scacchi al compagno Vettel in Q3 impedendogli di provare a soffiargli la pole (capolavoro tattico alla Prost). Alla domenica (capolavoro racing alla Senna) si tenne dietro un arrembante Hamilton sulla W10 (W10 ripeto) mandandolo per prati alla Roggia..(poesia).

La seconda nel recente 2024, con una SF24 che andava forte e che non servì come base per la SF25.. ma qui si aprirebbe una digressione troppo “digressa”.

A Monza la Ferrari si presenterà forte dell’aggiornamento ADUO 2 che pare possa portare 15 cv in più rispetto a prima. Gli analisti non li ritengono ancora sufficienti per affiancare il Mercedes.  Ma è sempre meglio averli su un tracciato come quello brianzolo.

La scelta di puntare su Hamilton per la lotta mondiale è ormai evidente dopo i fatti di Zandvoort. Che sia giusto o meno a questo punto della stagione è affare maranelliano. Rispetto al passato mancano ancora troppe gare (ma tanto io ho il marchio del tifoso) e, soprattutto, non si sta considerando che negli ultimi GP il livello di prestazione è a vantaggio del monegasco.

In ogni caso la storia in Pianura Padana si ripete da sempre. L’idolo delle folle viene sostenuto e/o sostituito a seconda di come tira il vento. E’ successo a tanti e succederà ancora.

Oggi quella stessa tifoseria che inneggiava a Sciarl gufando l’Hamilton in grigio è dalla parte dell’inglese. Il tutto in ottemperanza al primo (ed unico) comandamento della religione rossa “l’importante è che a vincere sia una Ferrari”.

La stessa tifoseria che si arrabbiò per il ditino di Silverstone 2022 oggi confida in Hamilton criticando l’operato in pista del monegasco reo di non lanciarsi nelle vie di fuga appena il 44 appare nei suoi specchietti.

Andiamo avanti..

A tutti gli altri resteranno solo le briciole di questo weekend. Anche, ritengo, allo stesso Max Verstappen a meno di una gara pazza.

La F1,5 quella del midfield è sempre quella più incerta, quella dove i riflettori splendono meno e che darebbe lustro allo spettacolo se la lotta fosse per posizioni più importanti.

Audi sta salendo di livello con costanza e si troverà a scontrarsi con Alpine che ha il vantaggio di avere un motore decisamente superiore a tutti gli altri. La lotta sarà anche con i torelli della Racing Bulls. Gli altri team, a partire dalla Haas sono in calo. Vertiginoso quello della Williams.

Il timido segnale di risveglio da parte di Aston si scontrerà con la lunghezza dei rettilinei monzesi. Se Adrian Newey sta pian piano ponendo rimedio allo scempio che ha messo in pista, altrettanto non si può dire dei giapponesi della Honda che pagano una settantina di cavalli rispetto agli altri.. ed a Monza senza cavalli non vai da nessuna parte nemmeno aiutato dai chilowatt.

Per i due alfieri Cadillac un altro weekend dove il momento di gloria maggiore sarà la sessione autografi.

 

Buon Gp a tutti

 

Salvatore V.

 

(immagine di copertina tratta dal web)

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Domenica prossima giunge l’appuntamento più atteso dell’anno, per chi ama ancora la Ferrari e, considerando il completo sold out che già è stato registrato, sembra che i ferraristi saranno tanti. GP d’Italia dunque, oppure dovrei definirlo GP del super clipping visto e considerato che a Monza, assisteremo al pinnacolo di questo regolamento che ci tocca sopportare fino al 2030 di sicuro. Super Clipping che era già noto dal momento che è stata concepita questo nuovo tipo di motorizzazione e, se ne ha avuto la certezza dello scempio che vedremo, proprio l’anno scorso ovvero quando tutte le squadre hanno avuto la possibilità di effettuare le proprie simulazioni. Rispetto al 2025 c’è da dire che le cose sono migliorate tantissimo (!), perché se in simulazione si registrava una frenata duecento metri prima della prima variante, ora una bestemmia del genere non dovrebbe esserci più, sebbene ci possiamo dimenticare le velocità alle quali siamo stati abituati fino a qualche anno fa, perché mai si dimentichi che in questa F1, vince chi va più piano e non chi spinge di più. Il problema della gestione energetica sarà di priorità assoluta, salvo trovarsi senza batteria (sigh!) in uno dei tanti rettilinei del circuito brianzolo, il quale fino all’anno scorso era definito come il “tempio della velocità” e, da lunedì non so come sarà ribattezzato. Poiché il problema è noto, secondo gli esperti del settore è inutile parlarne e, quindi accettiamo ed ingolliamo l’asperrima pugna cosi com’è, ed è proprio su questo tema che al sottoscritto gli girano i cosi detti, visto e considerato che non ho nessuna intenzione di accettare questa realtà magari dicendo anche “La F1 più bella di sempre”, come si urla ormai da marzo in telecronaca. Quello che dobbiamo assistere ad ogni maledetta domenica è una F1 basata su un’ideologia che non ha niente a che vedere, ne con la realtà del mercato e, ne con lo spirito della F1 stessa e questo lo ripeterò fino alla nausea. Il fatto che lo stesso sistema è dovuto ricorrere ai ripari alterando la capacità di ricarica, in modo da mascherare il più possibile la vergogna di queste motorizzazioni, la dice lunga sui veri malumori che ci sono in giro e, il fatto che l’anno prossimo addirittura verrà modificato il rapporto di potenza (a favore dell’ICE naturalmente), è la certificazione del fallimento attuato e, poiché gli investimenti profusi sono stati faraonici, si andrà avanti fino a quando tutti i soldi non saranno tornati indietro; con gli interessi si capisce.

Anche Ferrari sarà protagonista assoluta in questa settimana, a cominciare dall’evento promozionale che si terrà mercoledì a Milano, dove la Rossa presenterà la livrea speciale con la quale LeClerc ed Hamilton correranno. L’omaggio è ai colori che portò Michael nella sua prima Monza nel 1996. Mi chiedevo a chi peseranno di più quelle sette stelle sulle spalle disegnate sulla tuta, per ricordare appunto i titoli del Kaiser; a Charles o Lewis? Il mio personale giudizio è che ognuno dei due attuali Rossi avrà di che riflettere, perché uno non ha vinto nulla e, l’altro potrà aver anche pareggiato il conto col campione tedesco, eppure con tutto il rispetto, i suoi titoli non varranno mai i cinque del campione tedesco vinti solo con la Rossa. Già la Ferrari, dopo trent’anni dalla prima Monza di Michael cos’è rimasto di quella squadra e, soprattutto dei valori che rappresentava? La Ferrari di Schumacher (e Todt) in mente aveva un solo scopo, che era quello di vincere a qualunque costo, mentre oggi possiamo dire la stessa cosa? Quella Rossa ha educato i suoi tifosi in primis e, in secundis quelli di tutto il mondo, che esiste un primo ed un secondo pilota se non addirittura un valletto. Lo stesso succede oggigiorno in Red Bull con Verstappen e, del resto quando ti ritrovi in squadra il pilota più forte della generazione che sta vivendo, non puoi che agire in questo modo. Questa Ferrari ha voglia di vincere innanzitutto? Perché vincere significa anche e soprattutto prendere decisioni coraggiose, difficili ed aggiungerei velenose. Naturalmente mi riferisco a Vasseur, il quale sino ad ora si è dimostrato incapace nel gestire situazioni del genere e, mi viene persino il dubbio che nemmeno lo voglia affrontare un simile discorso. Sia chiaro che non scrivo questo perché pretendo una prima ed una seconda guida in Ferrari, anche perché con gli attuali piloti è pressoché impossibile, vero è che per quanto il carisma sia grande dei due Rossi è altrettanto vero che l’uno sarà sempre più veloce dell’altro, quindi per quale motivo non puntare su quello più veloce parlandone apertamente prima? Questa è la mentalità vincente che attualmente manca a Maranello, la freddezza di prendere certe decisioni che fanno male.

Statene certi che il weekend che stiamo per vivere, indipendentemente dalla festa, i dj e, le frecce tricolori che sorvoleranno il circuito prima della gara, sarà il più velenoso dell’intero mondiale dove, tra l’altro, si decideranno non pochi destini. Infatti il leader del mondiale, il nostro Kimi Antonelli, dovrà pagare pegno a causa dei tanti guasti subiti, quindi partirà ultimo. Se mai ci fosse stato qualcosa di scontato nel GP d’Italia, quello che Kimi sarebbe stato protagonista andando potenzialmente a vincere il suddetto GP, era molto, molto probabile. Con la penalità dell’italiano il banco è saltato e, alla Rossa si presenta un’opportunità più unica che rara. Certo la Ferrari non sarà l’unica che ne potrà approfittare, visto che il primo che dovrà darsi da fare è proprio Russell, il quale ha disperatamente bisogno di recuperare punti preziosi, anche perché nel prossimo futuro anche lui dovrà subire penalità proprio come il suo compagno di squadra. La Mercedes è la favorita, manco a dirlo, sulla pista brianzola perché l’efficienza del motore e, quindi la gestione dell’energia (come ho detto ad inizio articolo) è il primo aspetto da considerare e, Mercedes in questo primeggia, perciò Russell ha a disposizione un Jolly non indifferente a cominciare dalla qualifica, in luogo del quale a Monza ti porta un vantaggio non indifferente soprattutto in vista della prima chicane. Inutile dire che la rinata McLaren fa paura e, minaccia seriamente di cambiare i valori in campo, specie qui a Monza dove i papaya cercano conferme anche su una pista veloce come quella italiana (la MCL-40 genera molto carico e quindi drag). In una pista come quella lombarda non si può escludere Verstappen, il quale ha a disposizione (secondo le stime ADUO) il motore più potente del lotto e, soprattutto ha fame di riscatto dopo la figuraccia rimediata nel suo GP di casa. Come è facile intuire la concorrenza è tanta e spietata, perciò Ferrari avrà il suo bel da fare innanzitutto in pista e, poi in gestione gara. La Rossa si presenterà a Monza con il motore ADUO2, quindi avrà a disposizione una decina di CV in più rispetto alla PU utilizzata fino a quindici giorni fa. Sarà sufficiente? Di certo la Rossa dovrà fare la differenza in qualifica, materia nella quale pecca enormemente quest’anno, qualifica che come ho detto poc’anzi, sarà un vantaggio non indifferente a Monza. Riuscirà Ferrari a primeggiare? Chi dei due Rossi risulterà più veloce dell’altro? Sarà una lotta all’ultimo sangue tra Hamilton e Charles, perché in caso di possibile vittoria, con Antonelli che parte dal fondo, Lewis lo sa bene che il muretto non gli darà la precedenza (caso mai ci fosse Charles avanti) e, di rimando il monegasco sa benissimo che se avesse Lewis avanti (con una vittoria in ballo), l’inglese farà di tutto per non farlo passare. GP più velenoso dell’anno ve l’ho scritto; preparatevi!

Buon GP d’Italia a tutti.

Vito Quaranta