Il tempio della velocità. Che quest’anno è decisamente minore, ma tanto agli appassionati non interessa.
Ma, comunque, i motori Mercedes sono in grande spolvero, con Gasly sorprendentemente in pole, Russell secondo e le due Ferrari in seconda fila. Come ampiamente anticipato, Andrea parte ultimo, per cambio dell’intera power unit.
Allo spegnimento dei semafori, mentre la prima fila va via in ordine, si accende la lotta inutile fra le due Ferrari. Alla prima staccata, Hamilton attacca all’interno Leclerc, allargando anche un po’ la traiettoria. I due fanno la prima curva affiancati, ma Leclerc tiene la sua, di traiettoria, sulla seconda e spedisce il compagno sulla ghiaia.
Al secondo giro, Russell supera Gasly. Ci prova anche Leclerc ma viene subito risuperato. Arrivato alla Ascari, Charles, dopo aver subito il sorpasso da parte di Verstappen, perde la macchina ma la recupera, subendo però anche l’attacco di Piastri verso la parabolica. Nel tentativo di stargli davanti, percorre la curva troppo veloce e con la ruota destra sulla riga bianca, l’auto parte per la tangente e finisce ad altissima velocità contro le barriere.
Inevitabile la bandiera rossa. Nel frattempo, quatto quatto e in soli due giri Andrea è riuscito a recuperare ben 7 posizioni, trovandosi in 12a posizione per la seconda partenza.
Si riparte dopo quaranta minuti, e Gasly viene rapidamente superato da Russell e Verstappen. Nel frattempo, Hamilton si riporta in quarta posizione e Antonelli addirittura in sesta.
Al giro 10 Gasly perde 3 posizioni e sprofonda in sesta posizione, mentre Verstappen si avvicina a Russell. I primi sei sono racchiusi in soli 4 secondi.
Al giro 12, Max supera Russell, mentre Piastri e Antonelli passano Hamilton. E al giro successivo, Andrea supera l’australiano e si porta alle spalle del compagno di squadra.
Al giro 15, Russell ripassa Verstappen, e a quello successivo Antonelli fa lo stesso all’esterno alla curva Grande. Tre giri dopo, Andrea passa in testa. E partiva diciannovesimo, col compagno in pole. I due poi si superano e risuperano per diversi giri.
Ad un certo punto, viene loro detto di mantenere le posizioni e cercare di allungare su Verstappen, che si è riavvicinato. Ma Russell non riesce ad aumentare il distacco.
Al giro 28 Stroll si ferma alla prima variante, e viene attivata la Virtual Safety Car. Antonelli e Verstappen rientrano per cambiare le gomme, ed escono alle spalle di Gasly, in sesta e settima posizione. Andrea si trova a 13 secondi dal compagno di squadra, ma con gomme nuove può recuperare velocemente, visto che i suoi tempi sono di un secondo più veloci rispetto a quelli del compagno in testa.
Al giro 37 l’italiano si riporta in seconda posizione superando Piastri. Quando mancano 16 giri, il divario fra i due è di 8.5 secondi.
Al 46°, Andrea segna il giro più veloce, mentre Russell inizia a lamentarsi delle gomme. Il distacco è di soli due secondi. Al giro 49 attacca all’esterno di curva 1, Russell va lungo ma perde inspiegabilmente la macchina andando sulla ghiaia all’esterno di curva 2 e perdendo due secondi. Ma bastano due giri per sverniciare Russell andando verso l’Ascari, e mette subito distanza fra lui e il compagno.
A questo punto potrebbe tranquillizzarsi, ma non è da lui e passa sotto la bandiera a scacchi da vincitore segnando il giro più veloce all’ultima tornata, come solo i grandi campioni sanno fare.
E’ un tripudio rosso per un pilota italiano che corre con una macchina tedesca. Ma è giusto così. Antonelli vince davanti a Russell, Verstappen, Norris, Piastri, Hamilton, Lindblad, Colapinto e Tsunoda.
Fra una sola settimana si corre nel nuovissimo circuito di Madrid, denominato “Madring”. Le prime immagini e i riscontri dei primi test con la F3 fanno pensare ad una americanata europea. Ci consoleremo con l’ultima gara del mondiale disputata su un circuito vero.
P.S. due anni fa, Andrea a Monza fece due giri a cannone per poi stamparla alla parabolica. Lo stesso giorno, annunciarono il suo arrivo in sostituzione di Hamilton. Tanti furono i dubbi, ma in Mercedes dicevano di sapere cosa stavano facendo. Ovviamente avevano ragione. Quello che ha fatto oggi Andrea non può essere in alcun modo attribuito alla superiorità dell’auto, se non in minima parte.
P.S. 2 non si vede come questo mondiale non possa finire a Bologna. La frase “tutto può ancora succedere” va obiettivamente valutata sulla base di quello che abbiamo visto fino ad oggi. Che è evidente.
P.S. 3 è giusto sottolineare l’atteggiamento molto sportivo e professionale tenuto da Russell sia oggi che la settimana scorsa. Colui che fino a due anni fa era il suo compagno di squadra, e che ora veste di rosso, si sarebbe lamentato all’infinito delle strategie diverse. Lui invece ha detto di averle comprese e accettate come la decisione più corretta.
P.S. 4 In Ferrari puntavano tutto sul 2026. E oggi abbiamo visto cosa hanno ottenuto, puntando sul 2026. Turbo piccolo, motore caldo. Poi cambiano parzialmente idea, turbo più grande e motore meno caldo. E le prendono comunque. Alla lunga, viene fuori quello che è, e cioè che la gestione attuale non può dare luogo ad una squadra vincente. Nemmeno con il contributo di Lewis che “finalmente ha ottenuto di andare nella direzione che che voleva”. Ma potevamo supporto già 4 anni fa che sarebbe finita così. L’appuntamento, a questo punto, è per il 2030.
P.S. 5 vale assolutamente la pena fare notare che sul podio oggi c’era Simone Resta, uno che è stato tenuto in naftalina per anni alla Ferrari, e che se ha voluto avere soddisfazioni professionali ha dovuto emigrare. Come tanti altri.
P.S. 6 ci sarebbero altre considerazioni su quanto accaduto fra i due ferraristi alla prima curva, e a Leclerc al secondo giro, ma ve le risparmio così mantengo l’imparzialità che è doverosa nell’articolo. Le considerazioni le avevo già scritte e poi le ho cancellate, eventualmente le posto nei commenti, mettendomi il cappello del tifoso.