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VERSTAPPEN VINCE L’INUTILE GP DI ABU DHABI

Una stagione a senso unico si chiude con un gran premio inutile su un circuito altrettanto inutile, almeno stando a quanto si è visto nelle 13 edizioni precedenti. Se si eccettua il 2021, il cui esito è stato definito artificialmente, ad Abu Dhabi non abbiamo mai visto gare entusiasmanti. Tutto troppo piatto, troppo perfetto, non ci possono essere sorprese.

E l’ultimo GP del 2023 non ha fatto eccezione. Verstappen in pole, Verstappen vince, e sono 19 gare per lui, 2 per Perez e una sola agli altri.

La partenza non riserva sorprese, con Verstappen solo leggermente infastidito da Leclerc, che poi si accoda in buon ordine seguito dalle due McLaren.

Dopo 12 giri, il ferrarista è ancora incollato all’olandese, con la McLaren di Norris a distanza di sicurezza.

Al giro 13 si ferma Alonso per un pit-stop anticipato (vi ricorda qualcosa?). Per lo spagnolo, l’obiettivo di oggi è guadagnare la quarta posizione in campionato. Al giro successivo si ferma anche Piastri, che esce proprio davanti a Nando. 

Al giro 15 si fermano anche Norris e Russell, quarto al momento. Lando è vittima di una sosta un po’ più lunga, e George gli passa davanti.

Verstappen si ferma al giro 17, con Leclerc che lo imita al giro successivo. Il monegasco si ritrova Russell attaccato agli scarichi.

In testa alla gara ora c’è Tsunoda, autore di un’ottima qualifica. Il suo box lo fa fermare al giro 23, molti giri dopo tutti gli altri, e il giapponese rientra in undicesima posizione.

Al giro 32 il distacco di Verstappen su Leclerc è aumentato fino a 7 secondi, a dimostrazione del fatto che con le gomme più dure la Red Bull è nettamente superiore non solo alla Ferrari, ma a tutti gli avversari.

Al giro 34, Norris apre la serie delle seconde soste. A ruota, nei giri successivi lo seguono Russell e Leclerc. Le posizioni non cambiano, anche se i tre si ritrovano molto vicini. 

Verstappen effettua la sua sosta molto tardi, al 43° giro. 

Le ultime tornate vivono solo grazie alla sfida fra Mercedes e Ferrari per il secondo posto nel mondiale costruttori. Decisiva è la lotta per la nona posizione fra Hamilton e Sainz, con l’inglese che passa davanti a 8 giri dalla fine, riportando la sua squadra al secondo posto. Ci pensa Perez a mettere in difficoltà gli anglo-tedeschi, superando Russell e prendendosi il terzo posto. Ma una discutibile penalità di 5 secondi per una collisione con Norris lo riporta quarto. Contento Toto, contenti tutti.

L’ultima gara della stagione finisce come altre 18, con Verstappen vincitore indisturbato, davanti ad un ottimo Leclerc e a Russell. Seguono Perez, Norris, Piastri, Alonso,  Tsunoda, Hamilton e Stroll.

Per il 2023 è tutto, appuntamento a febbraio 2024 sperando che l’off-season porti consiglio.

P.S. La stagione 2023 passerà alla storia come quella meno combattuta, ed è stato un peccato perchè ciò che ha mostrato Verstappen in certe occasioni è stato notevole, a livello delle imprese di altri grandissimi campioni. E non è corretto dire che la RB19 è un’astronave, la realtà, probabilmente, è che lui l’ha sfruttata bene a tal punto da risultare invincibile.

P.S. 2 Ieri Vasseur ha avuto l’ardire di affermare che dopo i primi test al simulatore con la SF-23, Leclerc era letteralmente scioccato. E allora tutti i proclami che arrivavano da Maranello prima dei test in Bahrain chi li metteva in giro? Gli ex fedelissimi di Binotto, che, stando a quanto ha dichiarato Elkann in settimana, non si era fatto amare molto? Ad ogni modo, visto l’inizio, la seconda parte della stagione ferrarista è stata molto migliore di quanto si potesse immaginare. Il secondo posto in campionato sarebbe stato più che meritato. E lo si sarebbe ottenuto facilmente, senza il tombino di Las Vegas e l’assurda penalità comminata a Sainz grazie all’opposizione di Toto.

P.S. 3 Se in Mercedes sapevano che la W13 era una carriola, perchè l’hanno riproposta anzichè dimenticarsela, come ora vogliono fare con la W14 che ne ha ereditato i concetti? Forse il defenestrato Elliot aveva tenuto nascosto a tutti i progetti della macchina per il 2023?

P.S. 4 Toto Wolff è un grande manager ma le sconfitte lo stanno facendo invecchiare male.

P.S. 5 Chi non è invecchiato male è Alonso, ritornato nelle posizioni alte del campionato, dopo 10 anni. La quinta posizione, per un pilota di 42 anni alla guida di una macchina non di prima fascia, è un risultato eccezionale.

P.S. 6 Simpatica l’iniziativa di Leclerc nel finale, dando la scia a Perez per cercare di fargli prendere 5 secondi su Russell mantenendo il terzo posto. La posizione finale in campionato davanti a Sainz dimostra quali devono essere le gerarchie in squadra per la fine della stagione. Con una macchina buona, è lui il vero rivale di Verstappen, senza se e senza ma. In 5 stagioni con la Ferrari, ha avuto un veicolo decente per mezza, e l’ha saputo sfruttare. Una sesta stagione mediocre sarebbe probabilmente l’ultima in rosso. E, forse, segnerebbe irrimediabilmente la fine dei suoi sogni di gloria, visti i tanti giovani rampanti (e a basso costo) che stanno arrivando.

P.S. 7 Pare che i miei P.S. vi piacciano, e ne sono onorato. Può darsi che li rivedrete anche prima del primo GP del 2024, se ci sarà qualcosa di interessante da commentare. E chissà se fra questo qualcosa continueranno ad esserci le sparate in uscita dalla GES. Oppure il sedile di Perez in bilico. Vedremo.

F1 2023 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

Ed eccoci, finalmente, all’ultimo atto del mondiale F1 per il 2023. Dopo 22 GP (dovevano essere 23 se non fosse stato per l’annullamento del Gp Emilia Romagna) tutti in vacanza o quasi, dato che nell’immediato post gp ci saranno i young driver test.

Si chiude una delle edizioni più monocolori di sempre, con un dominio pressochè totale della Red Bull e in particolare di Max Verstappen che va a Yas Marina in cerca della 19esima vittoria stagionale. In pratica con una sola stagione ha collezionato più vittorie che gente come Peterson, Hunt, Reutemann, Andretti, Ascari, Graham Hill, Moss non sono riusciti in una intera carriera. E’ solo una banale statistica senza contenuto ma la dice lunga su quanto sia cambiato il mondo della F1 anche solo rispetto ai tempi di Hakkinen e Schumacher, con il finlandese che in carriera di Gp ne ha vinti 20.

immagine da newsbytesapp.com

Ad essere onesti quest’ultimo appuntamento non ha molto da dire, il sentimento comune è quello di chiudere questo capitolo sperando che già l’anno prossimo si possa vedere più competizione almeno tra due team.

A tenere banco, ad essere proprio di manica larga, è la contesa per il secondo posto nel mondiale costruttori tra Ferrari e Mercedes. Contesa che , se non fosse stata per la decisione demenziale della FIA a Las Vegas in merito al famoso tombino che ha dilaniato la macchina di Sainz, sarebbe una pura formalità per Ferrari.

D’altronde si vede che il vento è cambiato dopo l’affaire Masi e tra TD39 ad minchiam e decisioni come quella di Las Vegas, i teutonici riescono a imporre molto più facilmente il loro volere. A conti fatti, un tombino rischia di far ballare molti milioni di dollari da un team all’altro. Speriamo almeno che l’astinenza alla vittoria delle frecce d’argento continui anche ad Abu Dhabi e oltre se possibile.

immagine da fanpage.it

Intanto è ancora aperta la strada ad un possibile risarcimento per i danni subito dalla numero 55 di Sainz. Si stima un danno superiore al milione di dollari, non proprio bruscolini.

Ad “allietare” l’attesa per l’inizio delle ostilità un pò di gossip da clickbait con protogonisti Hamilton e Horner che si accusano a vicenda di essersi cercati in merito ad un possibile approdo dell’inglese alla Red Bull. Sembra che l’eptacampione si sia offerto o comunque si stato al centro di trattative con i tutti i team più ambiti, cosa che Wolff da buon wolf quale è, avrà saputo sfruttare in sede di rinnovo del contratto dell’inglese mitigando le sue esagerate richieste economiche.

E notizia, seppur non ancora ufficiale che sia Leclerc che Sainz hanno rinnovato i loro contratti in Ferrari. Se per Sainz la cosa era una pura formalità, per il monegasco c’erano più incertezze ma l’assenza di un sedile libero negli altri due top team ha chiuso in anticipo qualsiasi accenno di trattativa. Speriamo solo, per Charles e per noi tifosi, che questa unione porti qualche soddisfazione in più rispetto a quelle viste negli ultimi 4 anni.

Per quest’ultimo round Pirelli porterà le gomme più morbide a disposizione. Favorito d’obbligo il solito Verstappen, da valutare la competitività di Mercedes e Ferrari con McLaren che dovrà necessariamente rifarsi dopo il weekend anonimo di Las Vegas.

Ultimo giro di giostra dunque per un intrattenimento che è diventato iperbolico, esagerato per appuntamenti e durata ma che lascia una senso di inconcludenza, poco da ricordare e per cui emozionarsi. La strada ormai già imboccata è quella di uno show sempre più veloce e dalla durata sempre più breve, vedi le garette sprint e con una spada di Damocle bella grossa anche sulla durata della gara domenicale, ritenuta sempre più troppo lunga e noiosa.

immagine da formulapassion.it

Per contro, a tutta questa voglia di cambiamento si contrappone una logica lobbistica di un mondo chiuso e autoreferenziale in merito all’entrata di nuovi team. I dieci team stanno trattando Andretti come un campagnolo che vuole imbucarsi ad un ricevimento di gala, il tutto per non “diluire” gli introiti che vengono destinati in percentuale ad ogni team. Per non parlare del conflitto costante tra Fia e F1, Domenicali e Ben Sulayem in cui spesso ci perde solo la credibilità di uno sport che di sportivo non ha più molto.

Si pensa già al 2024 e a come rompere un dominio Red Bull che sembra inscalfibile. Difficile che gli anglo-austriaci possano autosabotarsi in stile Ferrari, c’è da sperare in un inverno particolarmente fertile di idee per uno o più degli altri tre top team. Altrimenti meglio mettersi l’animo in pace fino al cambio regolamentare del 2026, in attesa del prossimo dominatore.

*immagine da blog.abudhabicityguide.com

Rocco Alessandro

 

 

 

VERSTAPPEN VINCE IL GP DELLA COERENZA A LAS VEGAS

La F1 ha vissuto a Las Vegas la sua sublimazione organizzando l’evento più importante al mondo. Ma si sono dimenticati di fissare i tombini, e questo è costato alla Ferrari una intera macchina ma, soprattutto, stava per costare la pelle a Sainz. Su questo, e tanto altro, torneremo nei proverbiali p.s.

Ferrari in formissima sulla strip, con prima fila monopolizzata, davanti a Verstappen. Che, però, la domenica parte di fianco a Leclerc e non dietro, perchè Sainz deve pagare penalità per la suddetta macchina distrutta. 

E con Max in prima fila, passare davanti alla prima curva è impossibile. O parte meglio o ti porta fuori. Quest’ultimo è stato il caso, oggi, e Leclerc si deve accodare, sbraitando in radio. 

Dietro di loro accade di tutto, con macchine che si tamponano e si girano, e dopo solo 1 giro viene attivata la VSC. Neanche il tempo di ripartire, e al giro 4 Norris va a sbattere ed esce la SC.

Si riparte al giro 7 e a Verstappen vengono dati 5 sacrosanti secondi di penalitá da scontare al pit stop. Max non riesce a staccare il ferrarista e al giro 14 il suo vantaggio é di soli 2 sec. Al giro 15 il monegasco é in zona DRS, lo supera e l’olandese, in preda al graining, si ferma ai box.

Al giro 20, anche Charles inizia ad accusare graining, e viene fatto fermare. La sua sosta non é velocissima.

I diretti rivali, Russell e Verstappen, sono però dietro Sainz che non si é fermato. Lo spagnolo non oppone una gran resistenza e i due lo passano in tromba portandosi a 2 sec. da Leclerc.

In testa alla gara c’è Perez che, dopo avere tamponato Bottas alla prima curva, si é fermato al primo giro per montare un’ala anteriore nuova e gomme dure.

Verstappen attacca Russell ma i due si toccano ed entrambi danneggiano la vettura, con l’ala anteriore dell’olandese ad avere la peggio. Esce la SC e si fermano sia Perez che Verstappen, che peró non cambia l’ala.

La gara riparte al giro 29 con Perez che si avvicina a Leclerc che fatica a scaldare le gomme. Ai due si avvicina Piastri, rimontato dal fondo fino alla terza posizione. 

Al giro 32 Perez si porta in prima posizione. E Verstappen supera Piastri e si porta in terza posizione. Al giro 36 Charles si riporta in prima posizione. E subito dopo anche Verstappen supera Perez e poi anche Leclerc riportandosi in prima posizione.

Al giro 43, Charles va lungo e perde la seconda posizione. Ma il monegasco non demorde e dopo avere trascorso gli ultimi giri in zona DRS senza dare l’idea di riuscire a passare il messicano, all’ultima occasione possibile, con una staccata da paura lo frega nonostante questi avesse ottenuto pure la scia del compagno cui era stato chiesto di rallentare.

Finisce così con Verstappen che vince per la 53a volta, eguagliando Vettel, davanti ad un comunque soddisfatto Leclerc, che ancora una volta non trasforma la pole in vittoria, e a Perez. Seguono Russell, che con la penalità ricevuta per la collisione con Verstappen viene poi retrocesso ottavo, Ocon, un rinato Stroll autore ancora una volta di una gara molto buona, Sainz, Hamilton, Russell, Alonso e Piastri.

Fra una sola settimana, Abu Dhabi chiuderà la stagione. Se vincesse nuovamente la Red Bull, 35 anni dopo avremo nuovamente una stagione in cui una squadra vince tutte le gare tranne una, vinta dalla Ferrari. Se questo è spettacolo…

P.S. 1: Verstappen al giovedì ha detto che correre Las Vegas è ridicolo, al venerdì che raderebbe al suolo tutto, e alla domenica che non vede l’ora di tornare. Solo gli stupidi non cambiano idea.

P.S. 2: un tombino distrugge una macchina, rischia di ammazzare il pilota, ma la FIA lo penalizza. Coerenti col regolamento.

P.S. 3:  a proposito del tombino, Wolff ha sbroccato per difendere FIA e LM dopo che un giornalista gli aveva fatto notare il rischio corso e l’assurdità di spendere centinaia di milioni di dollari per poi avere un problema del genere. Fedele alla linea.

P.S. 4: oggi Charles ha perso la gara grazie ad una SC provocata da Verstappen che ha danneggiato l’auto senza conseguenze. Fortuna e sfortuna sono coerenti.

P.S.5: Lo spettacolo di luci, colori e acqua è stato entusiasmante. Ma sostenibile no. Nel 2030 dovranno piantare tanti ma tanti alberi.

P.S. 6 (Las Vegas merita di esagerare): tutti i sorpassi fatti grazie al DRS al termine di  un rettilineo da quasi 2 km. Se per avere spettacolo bisogna avere questo, tanto vale correre sugli ovali montando l’Handford device. Per chi fosse interessato, vedere qui.

P.S. 7: l’ho già scritto. Stando a quello che abbiamo visto oggi, la SF-23 proprio così orribile non sarà. Non si supera una RB19 per tre volte una RB con una macchina scadente.

 

F1 2023 – GRAN PREMIO DI LAS VEGAS

Ed eccoci alla grande e verosimilmente unica attrazione di questa ultima parte di mondiale, il ritorno del circus in un luogo che più incarna gli attuali valori della F1 moderna: Las Vegas.

Più volte il mondiale ha fatto tappa in questo paese dei balocchi in mezzo al deserto su tracciati cittadini che sono sempre stati di dubbio gusto ma, allora come oggi, l’importante non è come si corre ma dove e quanti soldi porta per cui per Liberty Media la partita è stata già vinta.

Dal lato “tecnico” il nuovo circuito cittadino incastrato tra casinò e i boulevard più famosi al mondo, sembra un inno all’inutilità “tilkeana” che passa dal padre Tilke al figlio Carsten: lunghi rettilinei inframezzata da chicane corte e curve a 90 gradi. Ad una prima occhiata sembra poco spettacolare, vedremo cosa dirà la pista.

immagine da sbnation.com

Intanto si parte con un corto circuito tecnico mica da ridere da parte di chi dovrebbe avere questi aspetti sotto controllo: le temperature tra i 5 e i 10 gradi celsius che accoglieranno i piloti e che renderanno molto problematico la gestione della temperatura dei pneumatici soprattutto nei lunghi rettilinei.

Ross Brawn, uno che di tecnica ne capisce, ha candidamente ammesso che si sono “dimenticati” di includere nell’equazione questo aspetto ma che comunque renderà più interessante la sfida tecnica ai quali i team dovranno trovare una soluzione. Ah beh, una lotteria nella lotteria ma d’altronde siamo a Las Vegas…

Pirelli ha cercato di “aiutare” portando le mescole più morbide della sua gamma per cercare di minimizzare gli effetti del graining che quasi sicuramente si presenterà ma per i team non sarà per nulla facile e forse impossibile cercare di evitare che i pneumatici si raffreddino troppo tra una curva e l’altra.

Prepariamoci a tecniche particolari, non mi stupirei di vedere piloti che zigzagano in rettilineo per tenere le gomme in temperatura, oppure a errori grossolani in staccata, tra gomme fredde e freni che rischiano la vetrificazione tra un curva e l’altra sempre a causa delle basse temperature.

Ci si aspettano configurazioni aero a basso carico ma non è escluso che i team cercheranno soluzioni con più carico proprio per generare più calore da trasferire agli pneumatici.

immagine da f1ingenerale.com

In definitiva sarà un scommessa e un continuo azzardo per i team scegliere il giusto setup, cosa che aiuterà a rimescolare i valori in campo e a moltiplicare le variabili. La Ferrari, giusto per mettere le mani avanti, ha già dichiarato che correrà in difesa proprio per il discorso gestione pneumatici a basse temperature ma non è che gli altri stiano meglio. Forse solo Red Bull e Verstappen possono dirsi tranquilli considerando anche il vantaggio di efficacia del DRS che la Red Bull continua ad avere sulla concorrenza.

Per il resto è tutto un pullulare di livree speciali che poco aggiungono al GP che sarà, con tutta probabilità, un’americanata di proporzioni epiche. Questo passa oggi il convento e questo ci prendiamo.

Parlando di piloti mi aspetto molto da Leclerc che su questi tracciati di solito riesce a fare la differenza e su Perez, altro uomo di punta sui tracciati cittadini. Questo sempre al netto della Ferrari per il monegasco e del dr. Marko per il messicano.

immagine da paddocknews24.com

Mai come quest’anno vedremo un Gp che sarà un vero tiro di dadi alla roulette. Non poteva che essere così data l’ambientazione ma rimane sorprendente l’approssimazione con cui ci si avvicina al GP, in cui le temperature saranno, con tutta probabilità, una variabile fin troppo pesante con cui fare i conti, sperando che non si riveli anche pericolosa.

E comunque nel caso tutto questo non vi soddisfi ancora c’è anche Bottas che mette in mostra il culo per fini benefici nella battaglia per la prevenzione del tumore alla prostata. Una buona azione senza dubbio ma proprio Bottas ci tocca guardare?

*immagine in evidenza da visitlasvegas.com

Rocco Alessandro

MAX RITORNA MAX E VINCE A SUZUKA. RED BULL CAMPIONE DEL MONDO.

E’ stato bello. Dopo i grandi festeggiamenti per il terzo posto di Monza, e quelli ancora più grandi per il capolavoro di Sainz a Singapore, tutto è rientrato nella norma.
Suzuka è una pista che esalta sempre i più forti, e, come previsto da tutti, o quasi, nonostante le varie direttive tecniche la Red Bull è tornata dove stava prima. Sia con Verstappen, che nelle qualifiche rifila mezzo secondo al bravissimo Piastri, sia con Perez che si becca il solito distacco abissale dal compagno di squadra, e si ritrova intruppato nelle prime file,

Allo spegnimento dei semafori, le due McLaren braccano Vestappen, con Piastri a destra e Norris a sinistra, ma l’olandese li mette subito al suo posto, mantenendo la prima posizione. Dietro di loro, si gioca all’autoscontro, con Perez che si sposta per evitare Sainz, infilatosi fra lui e Leclerc come una furia, e colpisce Hamilton, avendone la peggio. Anche nelle ultime file si verificano vari urti, con annessi pezzi di carbonio sparsi, e la gara viene neutralizzata prima ancora che finisca il primo giro.

La Safety Car rientra al giro 4, e la competizione riparte con le auto in processione dietro Verstappen, e l’unica emozione è regalata da Russell che sorpassa imperiosamente Hamilton alla chicane, per poi venire rimesso al suo posto senza tanti complimenti alla staccata di curva 1.

Al giro 13, Perez, penalizzato di 5 secondi per un errore da principiante all’uscita dai box con Safety Car attiva, colpisce Magnussen e deve fermarsi ai box per cambiare la seconda ala della giornata. Viene così attivata la Virtual Safety Car per ripulire la pista dai detriti e, proprio in quel momento, Piastri, al momento terzo, si ferma per cambiare le gomme.

La gara riparte quasi subito, e al giro 15 il distacco di Verstappen su Norris è di ben 9 secondi, con le due Ferrari che lo seguono molto da vicino. Un replay mostra l’inglese ostacolato da Perez durante il periodo di Virtual Safety car e, in effetti, il suo distacco da Max prima della neutralizzazione della gara, era di qualche secondo in meno. Il messicano è stato pure penalizzato per la seconda volta per il contatto con Magnussen, e la squadra decide che per oggi ha già fatto abbastanza danni e lo fa ritirare, salvo farlo uscire successivamente per fare un solo giro e scontare la penalità.

Al giro 17 si ferma Verstappen, che stava rischiando di perdere la prima posizione a favore di Piastri. Al giro successivo si fermano Norris e Leclerc, con quest’ultimo che perde la posizione a favore di Alonso, che si era già fermato. Ma sia l’inglese che il monegasco sono dietro ad Ocon, pure lui già fermatosi in precedenza. Con gomme nuove, l’ordine dei valori viene ristabilito in fretta.

Al giro 25, Russell è l’ultimo dei primi a fermarsi per quella che, nelle intenzioni del team, dovrebbe essere la sua unica sosta. Nel frattempo, Norris ha raggiunto Piastri e insiste affinchè il team dia l’ordine di farlo passare, cosa che avviene dopo due giri.

Al giro 35 Leclerc ed Hamilton si fermano per la loro seconda ed ultima sosta. Al giro successivo si ferma anche Piastri, che riesce a stare davanti al ferrarista. Ma tutti e tre si trovano dietro a Russell, così come Norris, che si ferma al giro 37. Ma riesce subito a superare l’inglese della Mercedes. Contemporaneamente, Verstappen si ferma per la sua ultima sosta.

Al giro 42 Piastri passa Russell e si riporta in terza posizione. Poco dopo, l’inglese deve capitolare anche nei confronti di Leclerc, che è però costretto ad inventarsi un sorpasso all’esterno in curva 1. 

Al giro 47 dietro a Russell si materializza anche la  sagoma della numero 44 del compagno di squadra, che va decisamente più forte. Ma la squadra li lascia liberi di lottare e Sainz, che ha cambiato le gomme per ultimo, li raggiunge. La squadra ordina poi a George di lasciare passare Lewis, cosa che fa immediatamente, ma non può nulla contro lo spagnolo della Ferrari, che lo supera e si porta in sesta posizione.

Finisce così con Verstappen che vince una gara dominata, davanti a Norris e al bravissimo Piastri, per la prima volta a podio in carriera. Seguono Leclerc, Hamilton, Sainz, Russell, Alonso, Ocon e Gasly.

In casa della Honda, suo partner motoristico in incognito, la Red Bull porta a casa il sesto titolo costruttori. Che, per inciso, Max avrebbe vinto anche correndo da solo.

Ora si va in Qatar, dove l’olandese potrebbe laurearsi campione del mondo già nell’inutile gara sprint. Se non accadesse, sarebbe l’unica sorpresa di una gara dal risultato scontato.

P.S. un ex-pilota, ora esperto di grafica 3D e di tecnica, che qualche anno fa sui canali nazionali ci parlava solo ed esclusivamente di sospensioni, come se fossero l’unica cosa che conta per la prestazione, la settimana scorsa si era sbilanciato parecchio attribuendo alla TD018 la pessima performance della RB19 a Singapore, arrivando anche a spiegare come la RedBull usasse inserti in gomma negli attacchi degli alettoni. Secondo lui, la FIA li ha beccati, e non sarebbero tornati più quelli di prima. Infatti…

P.S. 2 Posto che la teoria del suddetto esperto era evidentemente sbagliata, possiamo forse classificare la gara di Singapore fra quelle in cui, per motivi e con modi che non ci verranno mai raccontati, era necessario far vincere qualcun altro?

P.S. 3 continuando sul tema, va anche detto che con due Perez alla guida, definiremmo la RB 19 come una onesta monoposto e nulla più. Sempre che, anche in questo caso, ci sia qualcosa che non sappiamo. 

P.S. 4 che il team principal della McLaren si chiami Andrea Stella e che una volta lavorasse dalle nostre parti l’ho già detto?