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UN CAMPIONE 15 ANNI DOPO E IL GATTO CHE GIOCA CON IL TOPO.

  • LORENZO DALLA PORTA è CAMPIONE DEL MONDO MOTO 3!!!

Doveroso il tributo immediato al portacolori Italiano, che riesce a portare a casa il titolo iridato 2019. Una stagione che non lo vedeva favorito dal pronostico, seppur in sella alla moto e team fra i migliori assoluti della categoria. Una stagione che lo ha visto perdere più volte i duelli per la vittoria nell’ultimo giro, con le prime gare un pò opache, per la prestazione che poteva avere, mentre Canet otteneva risultati più costanti nelle prime posizioni.

Dalla Francia, però è uscito il Dalla Porta davvero tosto, con un filotto di secondi posti e la vittoria in Germania, che lo ha posto definitivamente al comando della classe. Canet ha cercato di fare il massimizzatore di risultati, ma dopo la vittoria a Brno, è iniziato il declino, con 4 ritiri e due volte oltre la decima posizione, interrotto solo dal dominio di Aragon.

Sarebbe stato più bello che il duello fra i due si fosse corso fino a Valencia, entrambi meritavano di giocarsela a pieno, ma nel finale di stagione, la Honda di Leopard ne aveva di più della KTM del team di Biaggi, portando lo Spagnolo a dover osare di più, spingendolo ad errori come quello di oggi.

Applaudiamo quindi ancora una volta il nostro Lorenzo Dalla Porta, per aver saputo portare a casa il titolo, in una delle stagioni più incerte ed equilibrate, che per ora ha visto vincere ben 10 piloti diversi in 17 gare.

L’ultimo Italiano ad aver vinto nella serie più piccola, al tempo 125, fu Andrea Dovizioso, esattamente 15 anni fa.

  • IL GATTO CHE GIOCA CON IL TOPO

Marquez ancora una volta ha giocato in suo stile con uno Yamahista, caduto nel suo tranello. Il solito binomio Honda/Marquez ne aveva nettamente di più, tanto da mettersi per l’ennesima volta dietro a una Yamaha, chiudendo il gas quando poteva comodamente balzargli davanti in un qualsiasi momento.

Come Quartararo, pure Vinales si è fatto fregare, solo che di peggio, ci ha messo un tentativo di rispondere a Marquez con un tentativo disperato, finendo per lanciare la moto in ghiaia.

A Maverik e Fabio, bisogna sperare che Marquez non lo batti sfiancandolo sulla prestazione, ma giocando sulla pressione psicologica, come ha fatto Dovizioso a Zeltweg o ancora meglio Rins a Silverstone, che ha servito al 93 lo stesso gioche che fa lui con gli altri.

Detto questo, continuo a battere sul fatto che ormai sto binomio ha dimostrato tutto, un livello di poter giocare con i rivali, pari a quel che faceva Rossi nel 2002/2003, portandolo a non divertirsi più e con la stampa e il paddock che chiedeva un cambio di moto.

Premetto che non sminuisco minimamente il valore del pilota, non stai li solo per la moto, devi essere pure tu di talento, però sarebbe bello vederlo lanciarsi in una nuova scommessa, che renda più imprevedibile l’esito finale della stagione, perchè per il 2020 è difficile non pronosticare il suo NONO titolo mondiale, stante questi i livelli delle forze in campo.

  • TRIPLE CROWN

In QATAR Domenicali disse; “Bene, ora che ci battano in pista”

Mondiale piloti – Mondiale Marche – Mondiale Team per il team HRC, mi sa che se la sono legata al dito, sia loro che Marquez, compiendo qualcosa d’incredibile con praticamente un solo pilota.

  • IL RESTO DEL GRUPPO

Tolti i due che si lottavano la vittoria, abbiamo un Crutchlow che ha fatto davvero una buonissima gara a tratti li con i due, finendo per ottenere un buonissimo secondo posto.

Dietro di lui, una gara alla moto3 style, con i piloti a passarsi e ripassarsi, non capendo che potesse spuntarla fra Miller, Bagnaia, Mir, Rins, Iannone, Espargarò e Rossi.

Rossi incredibile, parte a razzo, quasi incredibile e fa subito due giri alla ricerca dela fuga, ma dal terzo giro inizia a subire un sorpasso dopo l’altro, arriva decimo e poi inizia a rimontare. Si porta quarto e poi risprofonda, indecifrabile ed escono sempre più i dubbi se sia il caso di continuare a correre in MotoGP…

Miller tostissimo fa terzo a casa sua, ma è bellissimo vedere finalmente Bagnaia la davanti, come se avesse finalmente risolto i suoi problemi con la D16, speriamo sia l’inizio di un buon filotto di bei risultati. Dovi dietro i due clienti, come solita dimostrazione che l’Australia non ha un bel rapporto con lui.

Le Aprilia belle convincenti per una volta, anche loro stan mostrando chiari segni di miglioramento, che in ottica di una rivoluzione della moto per il 2020, può solo che far ben sperare.

Suzuki, una gara onesta con entrambi i piloti.

Fortuna che nel botto del pronti via, non ci sono state conseguenze fisiche ne per Quartararo che per Petrucci.

  • Lorenzo e Zarco?

Lungi da me dal smettere di credere in JL99 e le ammissioni dei vertici di Honda di aver sbagliato tecnicamente con lui, son segno che ci credano ancora nello Spagnolo, tuttavia, mi sa che gli stan dando una Honda Moto3, se la colpa non è anche nel pilota. Ormai il tempo del recupero fisico c’è stato, mi sa che manca uno sblocco mentale per Lorenzo.

Zarco, al debutto su Honda fa una gara molto incolore nelle retrovie, ed è troppo poco rispondere dicendo; “beh, almeno ha fatto meglio di Lorenzo…” attendiamo la prossima corsa.

  • Moto2

Riuscirà Marquez Jr. a buttare via il titolo iridato? Pareva solo una formalità, ma gara dopo gara, pare che qualche spettro stia affollando la sua mente e non gli permetta di essere il pilota di stare la davanti, dove dovrebbe.

A Sepang avrà il primo vero match point, visto il vantaggio su Luthi di 28 punti.

Marini e Bezzecchi ringraziano Lecuona , autore di una staccata folle, e gli attribusicono il titolo della minchiata del gp. Un vero peccato veder fuori da subito due che potevano giocarsela.

Vince la corsa Binder, davanti a un Martin che sta iniziando a essere uno tosto per la categoria Moto2, mi sa che il prossimo anno sarà quello maggiormente favorito nella corsa al titolo.

Chiude il podio Luthi, con Marquez solamente ottavo.

  • Moto3 

La solita collezione di mille sorpassi, e mille cadute, che però vedono trionfare Dalla Porta davanti al compagno Ramirez e un sempre a podio Arenas.

Mi par d’aver detto quasi tutto, ma ora…

Saluti

DAVIDE_QV

 

MotoGp 2019- Australian Grand Prix Philip Island

Weekend australiano secondo appuntamento del trittico all’altro capo del mondo con tutti i titoli della classe regina già assegnati.
Philip Island è il bel circuito del globo terracqueo per tracciato, atmosfera, scenografia. Si corre in faccia al mare tra prati scogli e gabbiani…
Da motociclista praticante (a livello amatoriale) ho avuto la fortuna di mettere le ruote su tante piste togliendomi lo sfizio di vedere fior fior di circuiti da dentro il mio casco e non quello di un on board camera. Philip Island resterà per sempre un rimpianto.
Un tracciato dove la moto sta dritta solo sul rettilineo di partenza che si percorre guardando l’asfalto che si congiunge con il mare regalandoti la sensazione di potertici tuffare dentro con tutta la tuta. La pista riappare all’improvviso sotto forma di un discesone per la prima piega verso destra (Curva Doohan)… poi una eterna sinistra dalla quale vieni sparato fuori in un finto rettilineo con un’altra piega a sinistra da piloti veri (guarda caso intitolata a Stoner..). Ma mi fermo qui dopo 3 curve, perchè l’estasi sarebbe talmente grande da farmi arrivare lungo alla staccata della curva Honda.

Con gerarchie ampiamente consolidate i favoriti restano sempre gli stessi. Immaginare un Marquez che voglia far polpette di tutti gli altri è quanto di più normale si possa fare. Le Yamaha saranno nuovamente molto competitive seppur la vittoria di Quartararo resta difficile. Dibattendo con un utente di Twitter ho avuto lo spunto di riflettere su quanti piloti abbiano vinto una gara su Yamaha in epoca MotoGp: Biaggi, Rossi, Lorenzo, Spies e Vinales. Tutti con il comun denominatore di avere guidato per il team Factory e non clienti (grazie Frankie29): una vittoria del francese che parla spagnolo con il cognome italiano sarebbe davvero un impresa ma resta storicamente difficile.

Ducati è stata dominante sull’isola di Filippo per tanti anni, esattamente fino a quando ha potuto contare sulla centralina #27 di produzione australiana che controllava la manopola del gas. Una volta perso l’uso di tale centralina è stato il deserto con soltanto due terzi posti all’attivo nell’ultimo decennio, quindi consiglierei ai ducatisti di non farsi troppe illusioni.
E parlando di Ducati mi sovviene l’unico tema tecnico sul quale vale la pena fare una riflessione in ottica gara. Quest’anno le Michelin sono cambiate e consentono di forzare molto di più il ritmo rispetto agli anni scorsi in cui Dovizioso era bravo ad eccellere nella gestione della gara conservando una riserva per il finale rispetto agli altri. Da quest’anno non è più esattamente così ed i nodi sono arrivati al pettine: bisogna tirare a bestia sin da subito come Marc sa fare divinamente, mettendosi nelle condizioni di non essere più raggiunti anche se vittime di un lieve calo nel finale esattamente come accaduto a Motegi. Con il senno di poi Dovizioso avrebbe dovuto osare molto prima per poter stare vicino ai due fuggitivi e tentare il colpo nel finale. Ma non riesce più a farlo, forse perché gli mancano quei due decimi di velocità pura che appartengono ad altri. Gli stessi decimi che Vinales perde regolarmente nei primi giri di gara e che poi non riesce più a recuperare. Jorge è sempre stato un maestro delle partenze a bomba…chissà cosa avrebbe fatto fosse rimasto dove era giusto restasse…

Finale di stagione in calando per le Suzuki e per Rins, binomio al quale questa pista dovrebbe essere più adatta rispetto ad Austin e Silverstone dove invece hanno vinto.
Ma il leit motive delle ultime tre gare sarà il ritorno di Zarco. Rientrando si è posto un obiettivo più raggiungibile: adesso non dovrà essere il primo delle Ktm ma gli basterà essere il penultimo delle Honda davanti a Lorenzo!! Dovrà però essere in grado di mettersi dietro tutte le moto austriache per giustificare l’abbandono del tanto auspicato team ufficiale che ruotava intorno a lui…. non la vedo facile.

Moto2.
Marquez appare in difficoltà dopo aver dominato per una lunga fase centrale di questo campionato. I suoi avversari sono riusciti a trovare quella messa a punto ideale con il gommone posteriore che lui aveva centrato prima di tutti: adesso le gare sono diventate più complicate. Quel cagnaccio di Luthi è distante ma non abbastanza da fargli dormire sonni tranquilli: basta un passo falso, una scivolata causata da un altro pilota che lo coinvolge, un piccolo dettaglio per rimettere in gioco lo svizzero che non sarà un fenomeno ma è sempre regolare e puntuale come le tasse. Ottimo Luca Marini negli ultimi due appuntamenti. Se continuasse su questa strada ripercorrerebbe le orme dei suoi connazionali Morbidelli e Bagnaia che gettarono le basi dei loro titoli mondiali nelle ultime gare dell’anno precedente.
Sarebbe curioso se il fratello di Vale riuscisse a diventar campione battendo nel 2020 il fratello di Marc campione in carica…. Vorrebbe dire che la parte di DNA veloce dei due è quello di Stefania e non quello di Graziano….

Moto3
Dalla Porta è in testa con 47 punti di vantaggio su Canet. Sono quasi due gare di distacco, quindi gli basterà amministrare visto che lo spagnolo e Tony Arbolino si sono autoesclusi dalla lotta per il mondiale. Il campionato più combattuto di tutti ha ormai un padrone che potrebbe prendere la laurea già in Australia facendo solo 4 punti in più del portacolori del team di Max Biaggi. Sulla caduta di quest’ultimo a Motegi ci sarebbe da aprire un discorso tutto a se.
Il maestro delle telecronache concitate è stato il grande Di Pillo, ma non l’ho mai percepito schierato una volta che fosse una: l’ho sempre sentito dispiaciuto di fronte alla scivolata di un pilota, l’ho sempre sentito tifoso di tutti e non di alcuni. Apprezzavo Zoran Filicic e adesso comincio a comprendere perché non faccia più parte di quel gruppo di lavoro.
Speriamo di poter celebrare una vittoria di Lorenzo Dalla Porta in volata su Canet secondo…questo è il modo di festeggiare un mondiale…solo questo.

Buona levataccia a tutti perchè credo che sia proprio la gara dei ragazzini quella più interessante da seguire.
Ricordatevi l’ora legale…o solare…tutti gli anni la stessa storia.

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito visitvictoria.com

Rea fa 85 in Argentina

Va in archivio anche l’appuntamento argentino del mondiale Superbike che ormai deve solo assegnare il titolo costruttori.
I risultati rispecchiano l’andamento di questo campionato:
Bautista dominatore dell’inizio evento ovvero la gara del sabato;
Rea protagonista assoluto delle due gare della domenica praticamente senza rivali con Alvaro in difficoltà;
Piccolo sprazzo per Davies per gara 2 di domenica tutto sommato bella da parte sua;
Yamaha a giocarsi le posizioni di rincalzo con un consistente Van Der Mark regolarmente davanti al suo compagno Lowes mentre le due “satellite” di Melandri e Cortese affondate nelle retrovie;
Sempre ottimo e combattivo Ragzatliogu autore di tre podi con una moto “indipendente”;
Sparite le Bmw e mai comparse le Honda.
Quindi tutto come da copione nonostante le aspettative di vedere qualcosa di diverso una volta chiusi i giochi mondiali.
Ma andiamo per ordine cominciando dalla gara del sabato che ha visto, meglio dire NON ha visto partire ben sei moto di una griglia abbastanza scarna già di suo. Davies, Laverty, Melandri, Cortese, Camier e Kyonari non hanno preso il via in quanto hanno giudicato pericolose le condizioni della pista. In effetti il tracciato era sporco fuori traiettoria ed i piloti hanno portato a termine una gara con un ritmo mediamente più lento di quasi 3 secondi a giro con punte di addirittura quattro….. Probabilmente, ribadisco probabilmente, avranno avuto ragione gli assenti. Sicuramente, ribadisco sicuramente, al sabato non è caduto nessuno dei partenti, quindi forse si è trattato di un esagerazione per coloro che hanno parlato addirittura di mancanza di requisiti per l’omologazione. Lungi dal dover giudicare per chi scrive comodamente da una scrivania, però mi sovvengono un paio di riflessioni.
1.Se il motivo dello “sciopero” è stata la mancanza di grip allora si dovrebbero anche abolire tutte le gare corse sul bagnato o semplicemente sull’umido.
2.Se il motivo dello “sciopero” era una carenza nelle infrastrutture come le vie di fuga o l’organizzazione dei soccorsi allora non si sarebbero dovuti schierare neanche la domenica quando la pista è diventata più veloce complice il calo delle temperature di aria ed asfalto.
Lo svolgimento della gara del sabato è stata la replica delle gare di inizio stagione quando Bautista si involava senza rivali dopo qualche piccola schermaglia iniziale con Rea. Il tutto faceva pensare ad una domenica tutto sommato semplice per Ducati che ancora spera nel mondiale Costruttori.
Invece il “cannibale” è salito in cattedra domenica, dominando entrambe le gare in modo apparentemente semplice. In gara 2 Bautista è apparso in terribile difficoltà con la gomma posteriore che l’ha mollato presto impedendogli di entrare nelle curve alla sua maniera e costringendolo ad una gara in difesa con una guida sulle uova sempre impacciato ad ogni ingresso curva e con una moto che si impennava una volta riaperto il gas. Il suo compagno di team è apparso molto più a suo agio e per qualche giro ha pur dato l’impressione di averne per andare a recuperare il fuggitivo Rea che, appena capito il pericolo, ha alzato il ritmo tenendo tranquillamente a debita distanza Davies.
Il podio è stato completato al terzo posto in tutte e tre le gare da Toprack il turco volante che con la sua moto clienti ha staccato il resto dei piloti, primo tra tutti Haslam sulla stessa Kawa di rea che appare sempre più un pesce fuori dall’acqua in questo campionato. Per lui si parla di un ritorno nel BSB e verrà sostituito da Lowes che quest’anno ha preso regolarmente paga dal compagno di marca quando questo era almeno all’80% delle sue possibilità dopo l’infortunio.
Il campionato è arrivato ormai all’ultimo appuntamento che si svolgerà in Qatar nel weekend del 24-26 ottobre. La Ducati è ancora in corsa per il titolo costruttori che manca a Bologna dal 2011, ovvero dai tempi di Carlos Checa e del team Althea. La pista potrebbe essere favorevole con il suo lungo rettilineo del traguardo e soprattutto perché conosciuta benissimo da Bautista che ci ha corso per anni in Motogp. Ma per centrare tale risultato servirà anche un Davies nelle condizioni migliori, altrimenti il digiuno iridato raggiungerà vette di durata inimmaginabili per la casa motociclistica che da questa categoria ha tratto buona parte del suo prestigio ed ha fatto la storia dello stesso.
Ci vediamo in Qatar.

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta da motoblog.it

La Mercedes vince il sesto titolo a Suzuka, la Ferrari ricomincia a sprecare

Il GP del Giappone ci ha regalato un format diverso, con qualifiche e gara nello stesso giorno. E quindi provo anche io a fare qualcosa di diverso, una non-cronaca, come avevo promesso qualche giorno fa. Procederò fornendo 10 punti e spunti di discussione, perchè di cose su cui riflettere oggi ce ne sono tante, pur non essendo stata la gara più divertente della stagione.

1) Sesto titolo costruttori Mercedes. Uguagliato il periodo d’oro Ferrari 1999-2004. Con tante differenze e molte analogie. Cito solo la più grande, delle differenze: all’epoca si fece di tutto per fermare il dominio rosso, e ci si riuscì. In quest’epoca no, ed è probabile che fra più o meno un anno parleremo dello storico settimo titolo. Meritatissimo, sia ben chiaro. Ma in realtà la storia è già stata fatta oggi, perchè con Leclerc a 115 punti e 4 gare da disputare, è matematico che il titolo lo vincerà un pilota Mercedes, e sarà anche in questo caso il sesto consecutivo, cosa mai riuscita a nessun’altra squadra.

2) La SF90 2.0 è andata bene anche a Suzuka, centrando una clamorosa prima fila. Ma, soprattutto, in gara non ha sfigurato, a dispetto di quello che si era visto il venerdì, e chissà come sarebbe andata se…

3) … Sebastian e Charles non avessero (probabilmente) pensato più a fregarsi l’un l’altro che a partire bene. Il tedesco è stato autore di un jump-start come, dalla pole, non se ne vedevano da tempo, mentre il monegasco probabilmente pensava ad altro nello scatto, e poi ha peggiorato la situazione buttando fuori Verstappen. Fossero rimasti primo e secondo, chissà. Alla fine Vettel ha parzialmente rimediato all’errore con un ottimo secondo posto difeso senza grandi problemi negli ultimi giri dagli attacchi di Hamilton. Leclerc si è divertito con tanti sorpassi ma è arrivato solo fino alla sesta posizione.

4) Quando negli anni scorsi il Verstappen 1.0 si scontrava con Vettel e Raikkonen, questi ultimi avevano sempre la peggio. Il Max 2.0 oggi con Leclerc è stato la vittima. Segno dei tempi che cambiano.

5) Non oso pensare a come sarebbero state giudicate le due mancate penalizzazioni dei ferraristi nel caso in cui fossero stati in piena lotta per il mondiale. Non si era mai visto un pilota muoversi sulla griglia e non essere penalizzato, così come, fino a poco tempo fa, un pilota che buttasse fuori un altro avrebbe preso di sicuro una punizione. Oggi niente. Ci spiegheranno che il regolamento è stato rispettato alla lettera, ma la percezione è che si sia passati dal tutto al niente. Bene così.

6) La Honda in casa propria è stata quasi inesistente. Indipendentemente dal problema di Verstappen, il super-motore da 2 GP non è sembrato nulla di speciale. Albon, autore di un ottimo quarto posto, è arrivato a quasi un minuto, di pochissimo davanti a Sainz con una McLaren che monta l’odiato motore Renault. Non una grande prestazione. C’è da credere che in Red Bull, e, in particolare, Helmut Marko, stiano lavorando sodo per tenere calmo Max….

7) … e al fatto che nel 2020 la Honda raggiungerà la Mercedes e la Ferrari, come ha sostenuto Helmut stesso qualche giorno fa, probabilmente non credono nemmeno gli ingegneri giapponesi.

8) Un pensiero per il personale dei team che si è dovuto sobbarcare due montaggi e smontaggi nel giro di 3 giorni. Vedendo le attrezzature che portano ad ogni week-end, vengono i brividi solo a pensare a tutto il lavoro di coordinamento necessario per mettere in piedi lo show, figuriamoci se bisogna smontare il teatro e rimontarlo nel bel mezzo dello show stesso. E’ una cosa che gli appassionati non vedono, ma la Formula 1 è un vero e proprio miracolo di organizzazione del lavoro non solo per quanto riguarda le auto.

9) Leclerc si è fatto due giri con l’ala anteriore rotta, ed è stato richiamato ai box su indicazione della FIA solo dopo che un pezzo dell’ala stessa è finito sulla macchina di Hamilton che lo seguiva, proprio nel punto più veloce della pista. Si è corso un rischio altissimo, ed è ridicolo che, con tutta l’attenzione che si ha (giustamente, viste le tragedie passate) sul problema dei detriti vaganti, non si pensi a fermare immediatamente una macchina in quelle condizioni. Non è la prima volta che accade, forse bisognerebbe ripensare le procedure da usare in questi casi.

10) Infine, la classifica degli altri. Abbiamo detto di Sainz ottimo quinto con la McLaren consolidata quarta forza del mondiale. Con Ricciardo settimo e Hulkenberg decimo la Renault continua con le prestazioni mediocri, e sul suo futuro in Formula 1 si addensano nubi molto pesanti considerando il cambio al vertice del gruppo avvenuto nei giorni scorsi.  Punticini buoni per Gasly, ottavo, e Perez, nono e salvato da un errore della direzione gara che ha congelato la classifica finale al giro prima di quello conclusivo, rendendo ininfluente la sua uscita di pista. Nei bassifondi finiscono, ancora una volta, le Alfa Romeo e le Haas vittime, evidentemente, di una incapacità cronica nel trovare setup e strategie adeguate, e l’avere i piloti che hanno non le aiuta di sicuro. Citazione finale per la Williams, per la quale è emersa pubblicamente la situazione ridicola in cui versa, che ricorda molto da vicino gli inizi della scuderia, a metà anni 70, quando patron Frank teneva insieme la squadra grazie ad espedienti vari ed assortiti. Corsi e ricorsi storici.

Mancano 4 gare alla fine di un mondiale il cui esito era già stato scritto dopo la prima prova in Australia. La Ferrari può terminare in alto nella speranza di rimanerci per il 2020, e avrà probabilmente se stessa, e non la Mercedes come avversario principale. Sempre che a qualcuno non venga in mente di studiare un po’ meglio la sua MGU-K ed emanare qualche “chiarimento” regolamentare (il riferimento al punto 1 è ovviamente voluto).

P.S. nutro la speranza che mercoledì prossimo al meeting FIA che delibererà il regolamento 2021 si presentino tutti sobri e, rinsavendo, si rendano conto che la qualification race è una cosa assurda e lascino perdere. Allo stesso modo, è ridicolo che l’organizzatore si metta a sviluppare un’auto e voglia poi imporla a tutti i team. La Formula 1, ovviamente, non è l’Indycar, ma sembra che qualcuno non l’abbia capito.

 

Immagine in evidenza dal profilo Twitter @MercedesAMGF1 

L’OTTAVA EMOZIONE PER MARC MARQUEZ

Preambolo

ONORE A MARC MARQUEZ PER IL SUO OTTAVO TITOLO MONDIALE

Detto questo…

Finalmente ci siamo goduti una stagione davvero I N C E R T I S S I M A , di quelle che non si vedevano da un pezzo, di quelle che ogni gp non sapevi cosa aspettarsi, con gare tutte tirate e combattute, ogni volta qualcuno di diverso sul podio più alto, i primi che diventano ultimi, gli ultimi che diventan primi…

…no spe, non sto scrivendo la Bibbia e manco una favola per bambini…

dunque:

  • Marquez

Ha provato a illuderci che avrebbe avuto una stagione difficile, facendosi battere all’ultima curva in Qatar e poi stendendosi a Austin, ma da Jerez ci ha fatto capire che sto anno non avrebbe lasciato manco le briciole, affamato di vittoria come se fosse alla ricerca del primo titolo in motogp.

Aveva nella mani la certezza di essere su un binomio praticamente imbattibile, perchè lui e la sua RC213V sono qualcosa di pazzesco assieme, pare che la fisica abbia nuove regole, quando lo vedi guidare e lo Spagnolo ha dimostrato di saper dominare o gestire, a seconda dell’occasione.

Gestire? si può parlare di gestione quando il peggior risultato a traguardo è secondo? Per levargli il gusto di non essere sul gradino più alto, ci sono volute le giornate perfette di Dovizioso, Petrucci, Vinales e Rins, che gli han sottratto 4 vittorie su 15 gare (Texas non fa testo)

Possiamo solo che inchinarci e ammettere che ha vinto il migliore.

Spe, io però ho sempre la voglia di veder separarsi le strade di Marc e HRC, perchè ormai che sto binomio sia vincente è assodato e non basta dire; “guarda dove sono le altre Honda” perchè in MotoGP nessuno ha mai vinto con in mano un cancello (poveri Harleysti, mai una gioia).

Io vorrei vedere il 93 lanciarsi in una nuova scommessa, che mi permetta di vedere il suo valore anche nello sviluppo della moto, in un team dove al momento molti non ci sono ancora riusciti. Ducati sarebbe la sfida delle sfide, quel riuscire dove han mancato Rossi e Lorenzo, ma più bello di tutti, sarebbe imbarcarsi in un azzardo come quello di Aprilia o Ktm. Ne uscirebbe una di quelle sfide, che avrebbe il profumo di epico, allora li potremmo elevare nell’olimpo il 93.

  • Quartararo

è giovane e tosto, date il tempo a questo ragazzo di capire come giocarsela con Marquez, fare esperienza per la gestione completa della corsa e come giocarsela bene all’ultima staccata e questo ragazzo diventerà una bega anche per Marquez, oltre che per gli Yamahisti.

Il giorno che trova la vittoria, questo pilota sarà un papabile Campione del Mondo!

  • Vinales

Nel limbo, mai fuori dal podio, ma mai vicino ai due di testa, ma pur sempre li davanti e ancora una volta a podio, a confermare buona costanza.

  • Dovizioso

Senza infamia e senza lode quarto

  • Suzuki

Un gp complicato si dalle prove, che avevano fatto capire che non potessero essere della partita, chiudono con un quinto e settimo posto, più che positivi.

  • Rossi

Al miglioramento prestazionale della M1, paiono uscir fuori i limiti dei suoi anni, sarà un caso? Un tempo è stato quarto dei quattro che si giocavano la vittoria, per poi risorgere. Oggi quarto delle quattro Yamaha, quasi non verrebbe voglia di assistere al 2020, se la situazione continuerà ad essere questa….chissà!

  • Honda

Se dovessero perdere il loro campione, la situazione è fra il disperato e il tragico. Stiamo assistendo a qualcosa di simile a quel che erano le stagioni Ducati con Stoner, dove solo uno sapeva portarla. Vedere Crutchlow e sopratutto Lorenzo in fondo al gruppo, fa male.

MOTO 2

Per vedere una vittoria di un “Rossi” dobbiamo puntare su Luca Marini e la VR46, che non han solo vinto, ma proprio dominato, distaccando tutti, senza lasciar la minima speranza agli altri. Convincente questa prestazione, sarebbe bello che non fossero più delle casualità e che si cominci a vedere un pò di costanza.

Chiudono il podio Binder e Lecuona, con Marquez Jr. in difficoltà con il setting, che chiude quinto, perdendo solo qualche manciata di punti da Fernandez.

MOTO3

Una gara pazza nel perfetto stile di questa categoria, con i soliti 300.000 sorpassi, ma con la solita follia di un Binder, che stende in un solo colpo Suzuki, McPhee e sopratutto….Aron Canet…il contendente al titolo.

Non sono pubblicabili le parole dedicate dal GiappoRiccionese a Binder.

Nell’ultimo giro, Migno stende Ogura, anche qui ce ne sarebbe molto da dire.

Alla fine vince Arenas, davanti a Dalla Porta che le busca ancora una volta all’ultimo giro e Lopez. La classifica di campionato è sempre più a favore dell’Italiano, che ora ha un vantaggio di 22 punti. Tutto è ancora apertissimo

Saluti

Davide_QV

Ps #toglieteglilahondadasottoilculodiMarquez