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F1 2025 – GRAN PREMIO DELL’EMILIA ROMAGNA

La F1 sbarca finalmente in Europa per quello che può essere considerato un gran premio di Italia bis e il primo su un circuito che davvero si può definire storico.

Ci si arriva con una situazione nelle due classifiche molto ben delineata, con Piastri e la McLaren davanti a tutti e senza possibilità di replica. Troppo forte la MCL39 e molto solido il pilota australiano che sta mettendo pian piano in un angolo il suo compagno di team Norris, in teoria molto più pronosticabile per una possibile vittoria finale.

Ma si sa che ogni GP fa storia a se e questo vale a maggior ragione per l’Enzo e Dino Ferrari di Imola. Il clou del weekend si concentrerà nell’ora di qualifica al sabato che comporrà la griglia di partenza, su un circuito in cui è molto difficile sorpassare. Fondamentale evitare errori e cercare di partire il più avanti possibile per poter gestire una gara che potenzialmente potrebbe finire già al termine dei primi giri in cui si delineeranno le posizioni.

immagine da motorcyclesports.net

Non una buona notizia per Norris che ultimamente ha fatto diversi errori in qualifica vanificando di fatto le sue chances di vittoria alla domenica. L’aggravante in questo caso è che sbagliare la qualifica a Imola potrebbe comportare una gara fuori dai primi tre, cosa che l’inglese non può permettersi. Curiosità anche nel valutare l’operato di Norris che si presenterà da capofila stagionale e con gli occhi puntati addosso.

L’importanza della qualifica è invece una gran notizia per Verstappen che sappiamo quanto riesca ad esaltarsi nel giro secco del sabato, andando oltre i limiti della sua monoposto. Una buona qualifica o addirittura una pole potrebbe mettere in seria discussione una vittoria McLaren che appare la cosa più probabile.

L’edizione di quest’anno è carica di significato anche per altri due motivi: l’esordio di Antonelli e Hamilton su un circuito italiano. Kimi Antonelli da Bologna in pratica è come se corresse nel giardino di casa e dovrà essere bravo a gestire la pressione e l’adrenalina per ottenere il massimo dalla sua prima volta in Italia.

immagine da 1000cuorirossoblu.it

Dall’altra parte Hamilton sperimenterà lo yin e lo yang di essere un pilota Ferrari: il grande affetto dei suoi tifosi e la spasmodica pressione e aspettativa di correre su una macchina rossa nel circuito di casa della famiglia Ferrari. Considerando che la Scuderia ci arriva malino a questo appuntamento, sarà un’esperienza interessante questa per l’inglese in cui neanche i sette titoli mondiali serviranno per essere preparati.

Su un circuito del genere le sorprese e gli errori saranno frequenti  e potrà essere l’occasione per i team minori di ritagliarsi uno spazio che altrimenti non avrebbero. Come già detto la qualifica sarà fondamentale e vedremo chi saprà avvantaggiarsi di più. Occhio di riguardo per il ritorno di Colapinto al volante della Alpine in sostituzione di Doohan.

Questa volta ad Imola è previsto un weekend completamente soleggiato per cui tutti i team potranno confrontarsi al meglio delle proprie possibilità. Da verificare l’introduzione della mescola C6 da parte di Pirelli, una mescola estremamente morbida che potrebbe qualcosa in termini di gestione del passo gara e dei pit stop.

Correre ad Imola è un pò come quando si aspetta la notte di Natale per scartare i regali: c’è aria di festa e grandi aspettative che potrebbero facilemente però essere deluse. Con questa F1 è facile incappare in delusioni e di sicuro gli appassionati più attempati non si aspettano certo le gare viste negli anni ’80 o ’90, ma alla fin fine la speranza che le curve del circuito del Santerno possano regalare quel qualcosa in più c’è sempre.

immagine da autosport.com

Quest’anno c’è poco da sperare nella Rossa, che punterà probabilmente a fare una figura dignitosa. Molto di più promette il neo patentato bolognese in Mercedes: siamo sicuri che un eventuale arrivo a podio farà felici tutti gli spettatori, anche i ferraristi più incalliti.

*immagine in evidenza da bolognaconventionbureau.it

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO DELL’ARABIA SAUDITA

Ultimo appuntamento del trittico di gare iniziato in Giappone e su uno dei circuiti più pericolosi del mondiale, il circuito cittadino di Jeddah che sembra fatto apposta per affossare il budget cap a disposizione dei team in termini di riparazioni e pezzi di ricambio. Un “classico” circuito cittadino moderno, veloce (forse troppo), progettato per avere gare incerte e dalla safety car “facile” in modo da sconvolgere l’andamento della gara.

Ci si arriva con una situazione ben strana in cui ci sono diversi piloti sull’orlo di una crisi di nervi.

Il primo è Norris che sembra non accorgersi di avere la miglior monoposto del lotto, in preda a dubbi anche personali su come sfruttare al meglio la sua McLaren. Magari è solo questione di non fare cappelle in qualifica e sfruttare aria pulita in gara, il solito vecchio metodo per stare lontano dai guai.

immagine da autosport.com

Un altro è Hamilton, che dopo il lampo della sprint cinese è piombato in un anonimato che, quando sei pilota Ferrari, diventa un inferno mediatico. Problemi di adattamento del suo stile di guida dovuto, sembra, alla gestione della PU e del freno motore. Ora, sembra tutto una supercazzola ragionando con il cervello (?) del tifoso medio che pensa che per far andare forte una F1 basta usare le mani per girare il volante e i due piedi per accellerare e frenare. Non è proprio così semplice ma se mettiamo sulla bilancia anche il talento che dovrebbe avere un sette volte campione del mondo, ci si aspetterebbe un periodo di adattamento meno lungo. Forse pesano più di tutti i 40 anni sul groppone dell’inglese.

Altro pilota in crisi è Alonso, azzoppato più dalla pochezza della sua monoposto che da demeriti personali. Posto il fatto che non so davvero cosa ci faccia in griglia uno di 43 anni, ritenendo cosa ben triste non avere un altro scopo nella vita se non girare in tondo un weekend all’anno  su due (ma è solo un’opinione personale ci mancherebbe). Meno onorevole prenderle dal compagno di squadra che non sembra essere questo fenomeno generazionale.

immagine da racingnews365.com

Dulcis in fundo il buon Sainz, il cui adattamento alla Williams fa sembrare i problemi di Hamilton in Ferrari poca cosa. Lo spagnolo non può neanche attaccarsi all’età per giustificare il suo scarsissimo rendimento. Eppure non gli manca certo il talento e la dedizione per emergere, cosa che gli auguriamo prontamente.

Dei piloti della galassia Red Bull neanche parlo perchè, escluso l’olandese volante, sono tutti vittima di un sistema che pretende di trovare un Verstappen ogni 5 anni.

Detto ciò, a Jeddah, come poi è stato in Bahrain e come sarà praticamente in ogni circuito, la qualifica sarà determinante. I curvoni veloci potrebbero essere amici della Rossa, così come l’asfalto particolarmente liscio che dovrebbe aiutare a gestire le famigerate altezze da terra. Più che altro i piloti e gli ingegneri dovranno cercare di allungare quella coperta che per la SF-25 è sempre irrimediabilmente corta.

Per tutti i team il problema sarà trovare il setup giusto in prove libere con condizioni molto diverse tra loro e due di esse lontane dalle condizioni di gara. Inoltre quest’anno ci saranno mescole più morbide che constringeranno ad un uso più accorto in gara, con il graining che potrebbe diventare un problema per qualcuno. Il tutto condito da eventuali safety car a sconvolgere le tattiche di gare e le soste ai box.

immagine da eurosport.com

Per lo spettacolo, anche se artefatto, Jeddah è la pista perfetta perchè può succedere di tutto, una vera pista da highlights. Per qualche team potrebbe essere l’occasione per un risultato insperato o per allontanare alemno per un pò critiche e malumori. Ogni riferimento a monoposto o piloti è chiaramente voluto.

*immagine in evidenza da timeoutjeddah.com

Rocco Alessandro

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL BAHRAIN

Domenica si corre il Gran Premio del Bahrain, secondo dei tre appuntamenti di fila che si concluderanno domenica prossima in Arabia Saudita.

Ci si riavvicina alla stagione europea della F1 non prima di aver fatto tappa in Medio Oriente su due circuiti che potrebbero riservare qualche sorpresa.

Per quanto riguarda il circuito del Bahrain l’imperativo per tutti sarà evitare di arrivare sulle tele in gara, dato l’alto degrado imposto dall’asfalto e da temperature che con tutta probabilità saranno le più alte di questo inizio di stagione.

Circuito ricco di curve a media e bassa percorrenza e violente staccate su cui predominerà la stabilità in frenata, la trazione e la gestione del surriscaldamento degli pneumatici.

Proprio il tema della gestione dei pneumatici in gara potrebbe  mettere sulla graticola Ferrari che si presenterà in Bahrain con la consapevolezza di avere una macchina potenzialmente buona ma con grosse criticità da risolvere, in primis l’altezza da terra.

immaginer da autogear.pt

Sembra che ci saranno corposi aggiornamenti che cercheranno di tappare alcune falle ma, ovviamente, il tutto è da verificare in pista e anche piuttosto velocemente. Insomma, la SF-25 rischia di essere un cantiere aperto ancora per un pò di tempo e su una pista in cui le curve medio lente dovrebbero metterla in croce. Il vantaggio potrebbe essere quello di potersi prendere qualche rischio in più in relazione all’altezza da terra date le poche sconnessioni del circuito ma anche questo è tutto da verificare.

Insomma per il “cetriolo rosso” (cit. Bild) sarà complicato mettere assieme un weekend soddisfacente, anche se l’enorme mole di dati di partenza (in Bahrain ci sono stati i test pre stagionali) dovrebbe aiutare a sgrossare di molto la ricerca del setup ottimale.

Tra gli altri top team ovviamente in testa alle preferenze McLaren che ha tutte le caratteristiche di essere una monoposto che va bene un pò dappertutto. Il problema del team di Woking diventa poi concretizzare questa superiorità, cosa in cui i suoi piloti sono decisamente molto meno pronti del loro muretto. Se Piastri e Norris si troveranno a loro agio potrebbero essere una passeggiata ma i fantasmi visti a Suzuka potrebbero ripresentarsi.

Il BauBau in questione è olandese, corre in Red Bull e sta per diventare papà. Il circuito del Bahrain sembra meno adatto ad esaltarne la capacità di fare le differenza nei confronti degli altri ma ormai siamo abituati a tutto con Verstappen, in attesa che prima o poi abbia un team mate degno di questo nome.

immagine da apnews.com

Mercedes arriva con le solite aspettative buone ma non eccezionali, pronta eventualmente a raccogliere i cocci degli eventuali disastri dei loro competitor. L’esperto e la matricola sono già sufficientemente complementari, anche se Antonelli dovrà fare molta attenzione alla gestione di una gara che in Bahrain potrebbe essere più complicata che in altri circuiti.

In merito ai team in lotta per i punti, al solito c’è una gran confusione. C’è da capire chi si adatterà meglio al circuito e alle sue condizioni e ci verrebbe da puntare su Williams ed Haas, sugli scudi in questo inizio di stagione. Possibili exploit da parte di Racing Bulls ma davvero, a bocce ferme, è un terno al lotto azzardare delle previsioni.

Gli analisti dicono che conterà più la gara che la qualifica. Considerando quanto conti correre con aria pulita ci viene da dire che la qualifica conterà comunque tanto, almeno per il primo stint di gara ed  eventualmente conterà altrettanto capire quando fermarsi per le soste ai box cercando di sfruttare pista libera e undercut. Fondamentale avere un muretto box lucido e sveglio per ottenere dei vantaggi.

Proprio il fatto che tutti i team hanno tanti dati avendo fatto in Bahrain i test pre stagionali ci porta a pensare che bene o male tutti riusciranno ad ottenere un buon setup, cosa che renderà la gara più prevedibile e sposterà il focus sulla qualifica.

La McLaren ha grosse possibilità di fare addirittura doppietta. Verstappen proverà certamente a erodere le loro certezze ma questa volta c’è qualche dubbio in più sulle armi che si troverà ad avere a disposizione. Dalla sua c’è il fatto che, storicamente in Bahrain le qualifiche vedono sempre differenze molto ridotte tra i piloti: un altro miracolo in Q3 potrebbe propiziare una gara meno scontata di quanto ci si possa immaginare.

P.S: forse non sarete d’accordo con me ma l’evento sportivo di questa domenica è la Parigi-Roubaix che ha tutte le premesse per essere un evento epocale. Della F1 onestamente comincio a fare a meno senza patemi d’animo.

*immagine in evidenza da f1.newsauto.it

Rocco Alessandro

 

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL GIAPPONE

Terzo appuntamento del mondiale e primo vero esame per decretare la bontà delle monoposto messe in pista in questo 2025.

La pista di Suzuka è un test severo e che non lascia spazio a tanti dubbi, una sorta di Montmelò asiatica che con tutta probabilità traccerà le strada in divenire almeno per la prima metà del campionato.

Esame severo soprattutto per una squadra e come al solito quando si parla di esami di riparazione, parliamo di Ferrari. La doppia squalifica in Cina ha segnato il punto più basso degli ultimi anni in un weekend che comunque è stato piuttosto anomalo: vittoria e pole nella sprint, debacle in gara.

immagine da f1ingenerale.com

La doppia squalifica è figlia dei problemi di assetto delle sospensioni e della gestione delle altezze da terra: la SF-25 è costretta a girare alta perdendo competitività. In Giappone nessun aggiornamento ma tanto lavoro al simulatore per cercare di trovare la giusta alchimia tra regolazione delle sospensioni, altezza da terra e carico aerodinamico con l’obbiettivo di rivedere la SF-25 vittoriosa nella sprint cinese. La buona notizia potrebbe essere quella che, trovato il bandolo della matassa, la SF-25 può giocarsela anche con McLaren che è di sicuro veloce ma non così semplice da sfruttare.

Proprio la squadra di Woking sembra la naturale candidata alla vittoria. In teoria con un weekend pulito e senza sbavature non dovrebbe avere grosse preoccupazioni ma solamente passare all’incasso e mettere fieno in cascina utile in previsione di gare più complicate.

Esami un pò per tutti, comprese Mercedes e Red Bull. La prima sta facendo della regolarità la sua forza: pochi errori, massimizzare tutto quello che si può, un Antonelli ancora un pò acerbo ma in crescita e un Russell molto solido. Superare l’esame Suzuka potrebbe essere un bel boost per il prosieguo di stagione.

immagine da motorcyclesports.net

D’altro canto la Red Bull arriva nella gara quasi di casa considerando la partnership con Honda, in acque agitate. Ormai acclarato che la monoposto è decente solo nelle mani di Verstappen che non nasconde un certo nervosismo e si guarda sempre più intorno in vista del 2026, vedrà anche il debutto di Tsunoda al posto di Lawson retrocesso in Racing Bulls. Compito arduo per il giapponese che dovrà dimostrare di reggere il confronto con Verstappen, il tutto nella gara di casa sotto gli occhi del suo principale sponsor…in bocca al lupo.

Tra le cenerentole della griglia si aspettano conferme da Haas e Williams, quelle più in palla in questo inizio di stagione e segnali di ripresa da Aston Martin, Sauber, Racing Bulls e Alpine. Per qualcuna di queste Suzuka potrebbe essere la conferma di una stagione già persa in partenza.

I team dovranno fare i conti anche con un nuovo asfalto e con temperature fresche per tutto il weekend, non oltre i 20 °C. Considerando quanto sia oneroso il circuito sulle gomme potrebbero vedersi differenze marcate soprattuto in termini di passo gara.

Di solito Suzuka non fa prigionieri, è un crocevia importante per tutta la stagione. Per qualcuno è già una prova senza appello, un dentro o fuori. In questa F1 moderna con poco pathos il minimo è augurarsi quantot meno un pò di lotta in pista tra più team. Ecco, la trasferta giapponese non sembra essere quella più indicata ma chissù che non si venga smentiti.

*immagine in evidenza da autohebdo.it

Rocco Alessandro

F1 2025 – GRAN PREMIO DI CINA

Andato male l’ultimo esame? Niente paura, c’è subito l’esame di riparazione. Certo poi il problema è se anche questo non dovesse andare bene ma meglio non pensarci per il momento.

Deve essere più o meno questo il mood con cui tanti team e in testa Ferrari si approcciano al weekend di gara cinese: un vero e proprio esame di riparazione. Troppo brutto quello australiano che con tutta probabilità non rende merito di tutto il lavoro fatto in inverno dalla Scuderia, al netto di una monoposto che comunque non è certo il punto di riferimento.

Certo questa volta se i piloti se ne usciranno dopo le prove libere che “hanno dovuto perdere volontariamente competitività” allora saranno guai ma intanto non dovrebbe piovere e c’è la possibilità di mettere in piedi un weekend pulito, lineare, si spera con qualche soddisfazione.

immagine da carx.it

Come detto per il GP inaugurale, il mondiale si vince evitando di prendere topiche clamorose. Ecco Ferrari è già a quota uno, considerando la sciagurata decisione di rimanere fuori con pioggia battente e vanificando un possibile 4/5/6 posto. C’è anche da ricordare come finì la stagione 2022 a fronte di un gp australe dominato da Leclerc, quindi calma e gesso.

Detto ciò c’è molta curiosità su cosa potrà dire il weekend in terra cinese in termini di valori in campo sull’asciutto. Favorita non quotata ovviamente McLaren che sembra davvero aver messo in pista un’arma totale. Vediamo se Piastri farà ancora un regalino al suo team mate oppure ci sarà lotta vera sempre scandita però dalle papaya rules.

immagine da 1000cuorimotori.it

Alle loro spalle cercano conferma Mercedes e Red Bull che hanno già ampiamente affilato le armi in termini di sospetti nei confronti del team di Woking, sia sul lato gestione gomme sia in quello delle ali flessibili. Per team che nel recente passato hanno ampiamente fatto ricorso a soluzioni diciamo piuttosto controverse è un bel contrappasso, o per essere più prosaici, hanno davvero una bella faccia di guano ma tant’è, altrimenti non si chiamerebbe circus.

In Cina anche tanti piloti cercano un’occasione di riscatto, dai rookie a quelli più navigati. Il povero Hadjar si è già preso del piagnone da Marko e non è un bel viatico per la sua carriera in F1, gli altri a parte Antonelli hanno fatto tutti piuttosto male, vediamo chi uscirà da Shanghai con un bel voto.

immagine da planetf1.com

Tra i più attempati come non citare Alonso e Hamilton. Il primo uccellato da Stroll (e ho detto tutto), il secondo che è rimasto sul prudente in un weekend in cui sia la macchina sia i box gli hanno fatto capire che, al confronto con gli ultimi anni Mercedes, questo 2025 potrebbe essere molto più complicato. Se anche i giornalai della tua terra natia ti trattano come il vecchio riccone alle prese con il gran tour emiliano-romagnolo, è evidente capire l’aria che tira. Tempo poche gare e se continua così anche quelli italici ci sguazzeranno come i maiali nel trogolo.

Chi invece sembra in gita premio è Verstappen, che sembra correre con una rinnovata leggerezza data dal fatto che la sua Red Bull non è certo lo stato dell’arte. Meno pressione, stesso talento, ottima gara inaugurale. Se la Red Bull si riprende saranno, al solito, volatili per diabetici per tutti.

In Cina asfalto nuovo e solita evoluzione della pista che potrebbe fare vittime illustri. Non fatemi dire sempre i papabili che tanto li sapete già. A questo si aggiunge anche una direttiva FIA sulle ali flessibili che promette di fare molte vittime, gli ingegneri avranno di che divertirsi.

Cosa augurarsi da questo secondo GP dell’anno? Potrebbe portare la classica buona e cattiva notizia. Quella buona è che la SF-25 non è quella ciofeca vista in Australia (piloti compresi), quella cattiva (per tutti) è che la McLaren potrebbe già aver ammazzato il campionato.

Mal comune mezzo gaudio? Boh, forse per Verstappen che si divertirà a lottare nel gruppone come ai bei tempi, per altri decisamente no, considerando come era finito il 2024. Poi certo c’è sempre Alonso che resiste aspettando finalmente di guidare la macchina di Newey, della serie: stai attento a quello che desideri perchè potresti ottenerlo. Questo diceva Wilde. Più terra terra padre Maronno (per chi non lo conoscesse dieci minuti di vergogna) che potrebbe chiosare con un “E se poi te ne penti?!”

 

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Purtroppo devo aggiungere in calce anche una notizia spiacevole, la morte di Eddie Jordan, fondatore della omonima scuderia che nel 99 accarezzò il sogno mondiale con Heinz Harald Frentzen e fece debuttare un giovanissimo Michael Schumacher nel 91. Portato via da un brutto male, come ce ne fossero di belli, ha fatto la storia della F1 in quelli che molti ricorderanno ancora come gli anni ruggenti e ruspanti della F1. Altra era, altra gente, chissà se la passione è ancora quella.

*immagine in evidenza da mundodeportivo.com

Rocco Alessandro