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BASTIAN CONTRARIO X “Il nascondino è finito”

Tutti coloro i quali si prendono il disturbo di leggere le mie amenità, di sicuro ricordano che il sottoscritto ha sempre attribuito a Charles una parte di responsabilità in quello che sta succedendo in Ferrari e, di conseguenza alla sua stessa carriera in Rosso.

Hamilton immediatamente a fine GP (del Canada naturalmente) dichiara (fonte Autoracer.it): “Non so perché noi ancora non li abbiamo portati (gli aggiornamenti ndr), onestamente. Credo che uno arriverà molto presto, spero. La mentalità al momento è che ci devono essere tanti cambiamenti da portare nel sistema”. Il campione inglese aggiunge come un maglio (i tempi del “hammer time” sono finiti in pista per trasferirsi al ring delle interviste): “Mi piacerebbe potervi dire quello che sta succedendo. Stanno succedendo tante cose sullo sfondo e ci sono tante cose che vorrei dirvi per spiegare, però non posso sbottonarmi troppo sulle cose che sono successe quest’anno, sui problemi che abbiamo avuto, su quello che sta succedendo all’interno dell’organizzazione. Il mio obiettivo è cercare di influenzare in modo positivo questi cambiamenti in modo che ci possa essere un successo a lungo termine, ci sono tani cambiamenti necessari. Da parte mia c’è bisogno di costruire delle basi, perché non lottiamo per il campionato. E’ chiaro che siamo fuori dal campionato e bisogna fare in modo che l’anno prossimo abbiamo una grande macchina, per cui non dobbiamo sprecare troppo tempo preoccupandoci o concentrandoci su questa vettura. Voglio garantire che la macchina l’anno prossimo sia nettamente migliore fin dalla prima gara”.

Mi pare evidente che il nascondino sia finito ormai e che ora si gioca a carte scoperte e, Lewis lo dice chiaramente. Proprio all’indomani delle dichiarazioni di Montoya, avvisai sul fatto che sir Lewis stesse cercando di portare la squadra dal suo lato e, se mai ci fosse stato bisogno di una conferma, il campione della Ferrari ci toglie ogni dubbio. Indubbiamente aver frullato una marmotta, con la sua SF – 25, deve aver scosso non poco il buon Hamilton perché quando afferma che non sa per quale motivo la sua squadra non ha portato ancora aggiornamenti, mi da l’impressione di essere un po’ distaccato dalla realtà che vive, visto e considerato che gli uomini di Maranello si sono accorti solamente a Marzo, cioè quando hanno messo a terra la macchina che il progetto presentava una falla, perciò tra capire il problema e risolvere lo stesso, riprogettando i componenti necessari, richiede ovviamente del tempo, tempo che presumibilmente dovrebbe scadere proprio per il suo GP di casa. Ciò detto quello che si evince dalle parole di Lewis è ben altro e cioè che egli ha fretta, ha premura di risolvere i casini interni, al fine di potersi assicurare una squadra vincente prima che arrivi la sua naturale scadenza, non tanto del contratto, quanto della sua voglia di rimanere nel giro con annesse prestazioni monstre che ancora è in grado di dare. Per questo Hamilton afferma che non bisogna perdere tempo sul risolvere i problemi che attanagliano l’attuale monoposto. Ciò va a cozzare con i propositi della squadra e nello specifico del suo Team Principal, del quale tanto si fida, visto e considerato che Ferrari non può permettersi una stagione senza vittorie, a maggior ragione dopo quanto accaduto proprio l’anno scorso. Da qui l’attacco a mezzo stampa ai danni proprio di Vasseur, il quale da par suo, ha finito pure lui di giocare a nascondino ed ecco che senza peli sulla lingua inizia ad attaccare la stampa nostrana in primis e, quella di tutto il mondo, nel momento in cui lo incalzano con presunti tagli di testa da parte della stessa dirigenza che l’ha messo a capo della squadra. Premesso che mandare via il rubicondo Team Principal francese significherebbe senza mezzi termini sconfessare proprio l’operato della stessa dirigenza, vero è che arrivare a tanto alla vigilia dell’inaugurazione di un cambiamento regolamentare di portata epocale, sarebbe lo stato dell’arte della follia. Non sono un estimatore dell’attuale Team Principal Ferrari eppure bisogna essere obiettivi oltre che pragmatici. Ammesso che Vasseur venga fatto fuori, innanzitutto chi dovrebbe essere messo al suo posto? Ormai il nome di Coletta è sulla bocca di tutti eppure, come sempre, anche l’attuale capo del team endurance Ferrari avrebbe bisogno di tempo per integrarsi nella squadra per farla sua, per non parlare del fatto che vorrei capire dove sta scritto che, poiché ha fatto bene nel WEC, faccia bene (in poco tempo… ed in poco tempo in F1, come in ogni ambito, non si ottiene mai nulla!) anche in F1. Inoltre, detto che sarebbe una autentica follia sostituire Vasseur se proprio questo deve essere fatto, che sia con un nome pesante (Horner… “i have a dream”), solo che codesto fantomatico nome pesante tra gardening e fare sua la squadra, come minimo gli ci vorranno cinque anni se va bene. Ferrari ormai è in un loop dal quale non se ne esce più, un vortice con una spirale che allo stato attuale è cosi forte che non permette via d’uscita alcuna. Allo stato attuale la logica impone  che Ferrari, ha maggiori probabilità di successo, se rimane tutto cosi com’è che cambiare nuovamente: ciò significherebbe una maggiore stabilità e quindi serenità, di cui Vasseur va gridando ai microfoni e, darebbe un’immagine di una squadra più solida in modo da poter attirare eventualmente tecnici di prima fascia… ammesso che ce ne siano e che soprattutto ci vogliano venire a Maranello.

LeClerc? La sua responsabilità risiede nel fatto che lui non ha avuto la capacità di gestire tutto quello che stava accadendo attorno a lui. Verstappen, lo dirò fino alla nausea, ha puntato i piedi quando aveva capito che volevano fare fuori Marko, sempre l’olandese l’anno scorso ha fatto capire già in tempi non sospetti che la stagione stava andando a meretrici, con la crescita esponenziale della McLaren, ed infatti si è caricato la squadra sulle spalle ed ha fatto suo il quarto titolo consecutivo. LeClerc cosa credeva che sarebbe venuto a fare Hamilton in squadra? Da secondo? Il compagno onesto e rispettoso? Sebbene Lewis sia anche una operazione commerciale di portata enorme, è anche vero che il campione inglese ha ancora fame perché vuole mettere il sigillo finale sulla sua carriera e, farà di tutto per riuscirci, da qui il veicolare la squadra nel portarla dalla sua parte. Ricordate: nel momento in cui vedrete risorgere Lewis, quello sarà il momento della caduta del monegasco. Il nascondino è finito caro Charles, è giunto il momento di farsi sentire altrimenti sarai fagocitato in un vortice, che quello attuale, ti sembrerà una passeggiata di salute.

Di certo il nascondino è finito anche in McLaren e, il suicidio di Norris, paradossalmente ha risolto non pochi problemi interni. Fino ad ora i due papaya hanno sempre lottato a distanza, per un motivo o per un altro e, non avevano mai avuto la possibilità di confrontarsi direttamente. Il GP del Canada è stato il teatro giusto, non solo per far uscire fuor  tutte le beghe agonistiche che ci sono tra i due alfieri McLaren, addirittura ha fornito la prova provata della fragilità di Norris nel contendere per il campionato del mondo. Francamente non so cosa passasse per la testa dell’inglese nel volersi infilare in quell’improbabile pertugio, so solo che Max ringrazia perché non solo rimane ancora in corsa, ora sa che può e deve concentrarsi solo su un avversario. Allo stesso modo la stessa McLaren si ritrova, paradossalmente, in una situazione di comodo perché prima o poi sarebbe stata costretta nell’intervenire con degli ordini diretti e, col fatto che Lando si è praticamente fatto fuori da solo (ce la farà a recuperare mentalmente?), gli ha facilitato il compito. A meno di “misteri gaudiosi” la sorte dell’inglese papaya è segnata ed Oscar, di rimando, può concentrarsi sul solo Verstappen. Nel frattempo chi gongola è Toto, perché con la vittoria del suo Russell e, soprattutto con l’arrivo a podio per la prima volta nella sua carriera (in F1) da parte di Kimi, ha finito anche lui di nascondersi in merito al futuro della squadra. Sebbene i rumors siano tanti a riguardo proprio di George, mi pare evidente che la Mercedes si presenterà ai nastri di partenza del 2026 con una coppia di piloti in completa ascesa.

Il mondiale è ancora lungo, ci sono ancora quattordici GP da disputare, eppure ormai tutti hanno gettato la maschera, tutti sanno come devono comportarsi perché il nascondino è finito.

Vito Quaranta

RUSSELL DOMINA IN CANADA. BOLOGNA SUL PODIO.

Una pista “old school”. Questo è ciò che si dice del circuito di Montreal, spesso teatro di “prime volte”: qui hanno vinto per la prima volta Gilles Villeneuve nel 1978, Jean Alesi nel 1995, Lewis Hamilton nel 2007 e Robert Kubica nel 2008.

Il circuito agevola le sorprese, con la sua configurazione start-stop, che favorisce gare con distacchi piccoli.

E le qualifiche non lo smentiscono. Russell arpiona una pole incredibile, davanti a Verstappen, Piastri e Antonelli, con Norris e Leclerc relegati in quarta fila. Charles ha avuto prove travagliate, sbattendo la macchina in FP1 e saltando le FP2, e buttando al vento un gran giro, e una possibile prima fila in Q3.

Partenza relativamente tranquilla con il solo Kimi che prende la posizione su Piastri. E si tratta di una mossa determinante ai fini del risultato, come vedremo.

Russell e Verstappen distanziano rapidamente tutti gli altri.
Al giro 6 Leclerc, ottavo, ha già oltre 10 sec. di distacco dal leader.

Al giro 12, Norris passa Alonso e si porta in sesta posizione. Antonelli attacca Verstappen, che peró non si fa passare e rientra ai box. Russell rientra per coprirsi dall’undercut, e lo stesso fa Antonelli al giro successivo.

Lando supera Hamilton che rientra pure lui al box, e le due McLaren si ritrovano così al comando.

Leclerc é ora terzo, ma il suo passo sembra essere migliore di quello delle Mclaren. Al giro 17 si ferma Piastri. A guidare la gara ci sono i due che sono partiti con le gomme dure.

Al giro 26 Russell passa Leclerc, che si stava avvicinando a Norris, e ai porta in seconda posizione. Charles si ferma al giro 28 e gli rimontano la dura, ma lui non capisce la scelta, perchè era convinto (e lo confermerà nelle interviste post-gara) di potere fare una sosta sola. Al giro successivo si ferma anche Norris che, invece, monta gomma media.

Al giro 37 Antonelli attacca un’altra volta Verstappen, il quale, come prima, rientra ai box. Andrea ai ferma al giro successivo e i due si ritrovano affiancati all’uscita dai box, ma Max riesce a stare davanti.

Al giro 43 si ferma Russell, e al comando ci sono nuovamente le due McLaren, che non si sa se si fermeranno. E, invece Piastri si ferma al giro 45, e Norris due giri dopo. Al giro 54 entra Leclerc, e Russell ritorna al comando, con Verstappen a 2 secondi e Antonelli ugualmente a 2 dall’olandese.

Al giro 62 Norris raggiunge Piastri e tenta l’attacco, che non va a buon fine.  Ma Oscar ha il DRS da Antonelli.

Al giro 67 Lando sorprende il compagno di squadra al tornantino, ma l’australiano resiste e ripassa davanti. Esce però lento dall’ultima chicane, e Norris, nel tentativo di approfittare della sua maggior velocità, lo tampona inspiegabilmente sul traguardo, terminando lì la sua gara. Esce la Safety Car ma non c’é tempo per riprendere.

Finisce così con Russell vincitore a sorpresa, davanti alla McLaren e al bolognese Antonelli, per un podio senza McLaren per la prima volta in stagione. Seguono Piastri, Leclerc, Hamilton, Alonso, Hulkenberg, Ocon e Sainz.

Prossima tappa fra due settimane a casa della Red Bull. Chissà che le direttive tecniche di recente introduzione non abbiano veramente riportato le McLaren sul pianeta Terra. Probabilmente no, ma sperare non è vietato.

P.S. Vasseur ci ha finalmente spiegato il problema della Ferrari: i giornalisti e gli errori di Leclerc. Negli altri team, i capi si prendono sempre la responsabilità davanti al mondo, poi in privato agiscono. Costui, invece, non lesina l’attribuzione di colpe con parole che portano comunque a trarre conclusioni che non fanno bene a chi collabora con lui. Forse, prima di parlare di giornalisti dovrebbe chiedersi cosa fa lui per evitare di alimentare certe teorie.

P.S 2. il vegano Hamilton ha purtroppo fatto fuori una povera marmotta avendone un danno che ha peggiorato il già pessimo comportamento della SF-25. E la F1 nei giorni scorsi ha allegramente postato immagini dei simpatici animaletti scorrazzare sul prato mentre le F1 sfrecciavano loro vicino. Che qualcuno venisse fatto fuori era molto probabile, ma evidentemente loro sono meno pericolosi dei detriti di carbonio.

P.S. 3 Vanzini a Vasseur: “you think that the society is with you?”, con “society” pronunciato “sosieti”.  Fate voi.

P.S. 4 Sempre Vanzini ha scoperto oggi che la F1 non é solo Ferrari.

P.S. 5 Se lo stesso giorno dobbiamo vedere un bolognese di 18 anni arrivare a podio e Kubica vincere Le Mans su una splendida HyperCar Ferrari gialla, possiamo effettivamente anche fregarcene di una scialba SF-25 e di un TP inascoltabile. Dispiace solo per Leclerc. 

P.S. 6 Ma quanto può essere contento Wolff nel vedere il diciottenne andare forte e colui che l’ha tradito dopo averlo strapagato arrancare a metà griglia guidando una carriola?

P.S. 7 Il processo di crescita è fatto di alti e bassi, ma quando ci si riprende in questo modo dopo due gare non buone vuol dire che si sa imparare dai propri errori, e questo non lo sanno fare in tanti.

P.S. 8 “If you no longer go for a gap which exists you are no longer a racing driver”. E se il gap non esiste e provi ad infilartici lo stesso, sei Lando Norris. E campione del mondo, se continui così, non lo diventerai.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL CANADA

Puntatina oltreoceano per il circus che fa tappa sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve per il Gp del Canada.

Circuito che sembra fatto apposta per esaltare le qualità della monoposto più performante del lotto, la McLaren, come se ne avesse bisogno del resto.

Circuito stop&go che di più non si può, con almeno tre curve lente, cordoli alti, ripartenze a velocità basse che esaltano quelle monoposto dotate di trazione e stabilità in frenata.

immagine da today.it

Il borsino delle contendenti (si fa per dire…) al trono vede una Mclaren iper favorita stile braccio fuori dal finestrino, con una Mercedes che ambisce al ruolo di paggetto e Red Bull, o meglio, Verstappen in difesa in attesa di piste migliori.

Occhio all’olandese che è ad un passo dalla squalifica per un GP causa punti di penalità accumulati fino ad ora, dovrà recitare la parte del bravo boy scout a Montreal.

E la Ferrari? La Ferrari è il nostro Godot, sempre in ritardo, sempre in attesa che arrivi e sempre in cerca di una connotazione ben definita. In teoria questa pista non dovrebbe essere il massimo per la Rossa che non digerisce benissimo le curve lente ma forse i recenti progressi (?) sul fronte della gestione delle gomme potrebbe portare qualche sorpresa,

Ci si aspetta più che altro una reazione da parte di Hamilton, incapace al momento di trovare una quadra che lo possa almeno porre vicino alle prestazioni del compagno di team.

immagine da motocyclesports.net

A complicare il tutto ci sarà anche da gestire la famigerata gomma C6 in qualifica, non proprio la preferita della Scuderia, quindi è lecito attenderdi un weekend non proprio memorabile.

Tutto ciò non porta certo acqua al mulino di Vasseur, su cui si addensano nuvoloni piuttosto minacciosi: monoposto deficitaria e contratto in scadenza nel 2025, non proprio un ‘accoppiata rassicurante per uno che lavora per un’azienda che ha fatto fuori più teste della rivoluzione francese.

Storicamente la gara canadese è sempre stata ricca di colpi di scena per cui è probabile che non ci sia un esito così scontato come i valori in campo sembrano suggerire. Vero è però che essendo una pista che induce facilmente all’errore, sarà un bel test per valutare la tenuta mentale dei due galletti papaya.

Norris dovrà fare un ulteriore salto di qualità mentale per tenere a bada un Piastri a cui fa difetto solo l’esperienza. Al momento per l’inglese la battaglia si mette male, dovrebbe approfittare di questo weekend in cui non avrà (forse) un Verstappen a vessarlo come al solito.

Buon weekend di gara a tutti e si capisce che la gara del weekend è sì in un paese francofono ma non quello della foglia d’acero.

immagine da fuoripista.net

Rocco Alessandro

24 ORE DI LEMANS 2025

LA GARA DELLE GARE.

Questo è la 24 ore di Le Mans per chi scrive.

Ci siamo anche quest’anno ed apro questo spazio per chi volesse parlarne anche durante lo svolgimento.

Ritengo che le Hypercar siano (insieme alle Gruppo C) le vetture più belle che abbiano mai solcato l’asfalto di una pista. Più le guardo e più non ne riesco ad escludere nessuna.

La Ferrari arriva sul circuito francese con alle spalle due vittorie di fila dopo 50 anni d’assenza, due vittorie senza discussioni, di forza. Riuscire a ripetersi non è mai facile, eppure a Le Mans abbiamo assistito a parecchi domini per lungo tempo. Vedi quello Porsche anni 80, quello Audi dei 2000 ed anche quello Toyota più recente. Vero è che in quegli anni c’erano meno case ufficiali a competere contemporaneamente, però sperare in un ulteriore vittoria Ferrari non costa nulla.

Sarebbe bello vedere in vetta quella gialla con il numero 83 per completare il trittico e accontentare tutti i piloti che in questi anni sono stati utilizzati per il progetto 499P.

Sarebbe bello vedere vincere Kubica che guida con una mano sola meglio di quelli che ne possono usare due. Peccato che Schwartzman non sia schierato.

Federazione ed ACO hanno pubblicato da pochi giorni la tabella del BOP che alla fine non ha penalizzato troppo AF Corse che gestisce le rosse (e gialla) in pista. I parametri hanno senso di essere un po’ per tutti, compresa la nuovissima (e bellissima) Aston Martin Valkyrie LMH che debutterà partendo dal punto 0 del regolamento, ovvero 1030 KG di peso come primo punto fermo.

La Ferrari è stata “penalizzata” ma poteva andar peggio. Nessun spropositato aggravio di peso ma perde un 2,9% di potenza oltre i 250 Km/h che sui lunghi rettilinei francesi si passano come ridere.

Per fortuna sono 24 ore in cui tutto può succedere e per fortuna saranno 24 ore in cui vedremo i piloti (assurdo eh) gestire si ma meno di quanto facciano i 20 colleghi del “Pinnacle of Motorsport”.

Non vi tedio con mille info, non vi tedio con il piacere che provo a seguire anche la notte e soprattutto l’alba mattutina che spesso porta sorprese.

Vi lascio con l’elenco degli iscritti, con il riassunto del BOP e con qualche foto per rifarvi gli occhi.

Buona 24 ore a tutti.

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

L’anno scorso il GP del Canada rappresentò un punto di svolta (iniziato in Spagna) in negativo per la Rossa, gettando alle ortiche tutto quello che di buono aveva conquistato e, contestualmente iniziò una furiosa rincorsa che la portò a lottare per il titolo costruttori fino all’ultima gara. Quest’anno la rincorsa è iniziata dal primo GP e, sebbene il secondo posto sia stato già raggiunto, l’amaro che questa posizione lascia è ancora più aspro della sconfitta rimediata ad Abu Dhabi nel 2024. Tante cose sono andate storte e tante sono cambiate a partire proprio dalla coppia di piloti, in luogo del quale a differenza di quella precedente, a portare punti e soprattutto risultati costantemente è solo il monegasco, mentre Hamilton che avrebbe dovuto compiere il miracolo, fino ad ora non ha fatto altro che deludere (lampo cinese a parte). Molti si chiedono quale sia il reale problema di questa attuale e, si spera momentanea, débâcle del pluri campione inglese e proprio questi molti, hanno anche terminato le giustificazioni visto e considerato che dopo nove GP, tutte le scuse alle quali ci si poteva aggrappare sono finite e, le dichiarazioni post race nel GP iberico scorso sono equivalse alla resa incondizionata dello stesso campione. Ci si chiede quale possa essere il rimedio, la soluzione a questa disfatta e, a favore dell’inglese arriva dall’altra parte del mondo un salvagente lanciato dall’inossidabile Juan Pablo Montoya, che rilascia una dichiarazione non solo opinabile, addirittura che lascia non pochi strascichi nella tifoseria del monegasco.

Solo la settimana scorsa avevo scritto che “il giorno in cui Hamilton risorgerà, contestualmente quel giorno coinciderà con la caduta di LeClerc, perché il campione inglese sarà riuscito a portare completamente la squadra dal suo lato”. Montoya in una recente intervista dichiara: “La Ferrari al momento non è concentrata su Lewis e sarà interessante vedere se, all’improvviso, con la macchina della prossima stagione terranno più in considerazione i bisogni di Hamilton rispetto a quelli di LeClerc. Secondo me, se vorranno essere competitivi nel 2026, la base della monoposto dovrà essere disegnata più per Lewis che per Charles. Perché le macchine che vanno incontro ai desideri di LeClerc sono in grado di vincere magari una o due gare all’anno, ma non il titolo”. Il fortissimo pilota colombiano, ormai senza freni inibitori continua: “Sotto la leadership di Lewis invece, quando le macchine sono veloci, allora trovano molto in fretta la direzione e lui è sempre bravissimo a indicare quello che serve per migliorare. Penso che in Ferrari l’ambiente sia molto politico e molto complesso e, questo abbia sorpreso Hamilton. Credo che Lewis si aspettasse che, considerando chi è, a Maranello avrebbero fatto tutto quello che lui desiderasse. E un po’ tutti ovviamente ci aspettavamo questo, ma l’ego delle persone è sempre una cosa complicata con cui avere a che fare”. Rispetto molto Montoya e lo considero un campione mancato (la sua unica sfiga è stata quella di capitare nello stesso periodo Schumacher), solo che quando questi grandi manici parlano, non si rendono conto evidentemente che le loro dichiarazioni possono prestare il fianco come si suol dire.

Non mi risulta che Maranello abbia concepito una monoposto solo per LeClerc, nel periodo in cui per compagno ha avuto Sainz, eppure lo spagnolo delle gare le ha vinte anzi dirò di più, nello sciagurato 2023 l’unico GP non vinto dalla Red Bull, fu conquistato proprio dallo spagnolo! Già solo questo basterebbe a zittire Montoya solo che, come lui anche io sono senza freni inibitori e, vorrei ricordare a lor signori che sin dall’annuncio della venuta di Hamilton, venne sbandierato ai quattro venti che il campione inglese aveva lo stesso stile di guida del monegasco e, quindi Charles ne avrebbe giovato ulteriormente. Sorrido inoltre al fatto che la Rossa debba andare incontro alle esigenze di Hamilton, come progettualità della monoposto, nemmeno lo stesso monegasco fosse un Perez (con tutto il rispetto per il messicano) qualunque. Ferrari non è la Red Bull e non può permettersi di lottare con un pilota solo per non parlare del fatto che, se è stato preso un campione del calibro di Hamilton, è proprio quello di avere due fuori classe per attaccare in ogni curva e fare mambassa degli avversari ad ogni GP. Siamo giunti alla vigilia del decimo appuntamento stagionale e, siamo già alla soluzione finale che è quella di castrare Charles (il quale ricordate è artefice del suo destino e quindi responsabile comunque di tutto quello che sta accadendo e soprattutto di quello che eventualmente succederà a riguardo) in favore di Lewis, al fine di salvargli la faccia e quindi la carriera. Le mie parole dunque non solo non sono state peregrine addirittura, con presunzione, sono state profetiche: sia chiaro che è tutto da dimostrare se Ferrari arriverà a realizzare ciò che Montoya auspica (ed io ne dubito) eppure è un fatto che Hamilton non può permettersi un’altra stagione come quella che attualmente sta vivendo e, soprattutto proprio perché è un fine politico, già da ora starà tessendo le sue trame per cercare di farsi venire la squadra incontro. Parliamoci chiaro, Hamilton è venuto nel paese del Lambrusco perché credeva di trovare una Rossa finalmente pronta e, soprattutto più facile da condurre al fine di tentare il colpaccio e, sono certo che non si sarebbe mai aspettato di trovare una squadra che in quattro mesi di pausa invernale ha perso un decimo al mese! Di certo ha fatto male i conti riguardo al suo giovane, incazzato e soprattutto affamato compagno di squadra. Vedremo come evolverà questa stagione per Hamilton, perché sarà già indicativa di come svilupperà (almeno dal punto di vista dei giochi di potere interni) la prossima.

Ad ogni modo se Atene piange, Sparta non ride. Infatti è notizia proprio di questi ultimi giorni che il Team Principal della Red Bull, nella persona di Christian Horner, sia stato limitato dei suoi poteri esecutivi perché pare, anche chi lo appoggiava incondizionatamente, si sia rotto le balle dei risultati ottenuti sino ad ora. Queste indiscrezioni devono essere confermate eppure se ciò fosse vero, dichiaro che è ingiusto. Ebbene si, mi ritrovo a difendere il “playboy” Horner. L’attuale Red Bull, se si ritrova ad essere il riferimento in F1 da vent’anni a questa parte, è solo grazie a lui ed al suo lavoro di mettere assieme giorno per giorno i pezzi giusti per arrivare a creare quella macchina da guerra che l’attuale squadra bibitara è. Solo che i suddetti bibitari hanno fatto della vittoria il loro principale brand e, ciò stride non poco con la “sgasata” Ferrari la quale inanella sconfitte continue dal 2009 e, in un modo o nell’altro, tutto passa mentre in Red Bull, che hanno vinto fino all’anno scorso e che comunque si stanno giocando il titolo piloti anche quest’anno (nonostante le difficoltà del caso), apparentemente stanno tirando giù il mondo. La differenza tra chi vuole vincere e, chi dichiara di volerlo fare a mio modesto parere, è tutta qui. Quasi sicuramente sarà tutto un susseguirsi di smentite, davanti ai microfoni canadesi, eppure il buon Horner di certo non potrà dormire sonni tranquilli se la sua squadra non raddrizza la stagione prima della pausa estiva, anche perché i casini fatti in squadra (litigi furiosi con Jos Verstappen e scandalo sessuale) non sono stati dimenticati evidentemente. Siamo già al capolinea per Chris dunque? Difficile dirlo e comunque ancora prematuro eppure, come disse il reverendo M. L. King “I have a dream”: e se si stessero creando i presupposti affinché l’attuale Team Principal bibitaro facesse le valigie per prendere il posto del suo collega a Maranello caso mai anche il 2026 vada a meretrici? Prendere Horner sarebbe finalmente un segnale concreto e tangibile che a Maranello veramente vogliono vincere perché, non lo si dimentichi, la maggior parte di quelli che lavorano a Mylton Keynes li ha assunti lui e credo che in tanti lo seguirebbero. Vaneggio? Forse. Eppure preferisco un intrallazziere che non guarda in faccia a nessuno pur di vincere, ad uno che mangia gelati a favore di telecamere per aver agguantato il secondo posto nei costruttori più per demerito degli altri che per merito suo.

Buon GP del Canada a tutti.

Vito Quaranta