Il rinnovo di Vasseur è stato giusto o meno? Chi mi legge sa benissimo che non sono proprio un estimatore del rubicondo francese eppure, questa dirigenza, mi ha messo in condizioni di difenderlo. La risposta alla domanda è sicuramente si, senza ombra di dubbi. Cosa sarebbe successo se i massimi vertici del cavallino non avessero esteso il suo contratto? Il caos più totale naturalmente perché Ferrari si sarebbe trovata, all’alba del nuovo regolamento che vedrà la luce l’anno prossimo, con un nuovo Team Principal con tutto quello che ne sarebbe conseguito. Invece la cosa più logica e sensata da fare era proprio quella di continuare con chi, la stessa reticente dirigenza ha fortemente voluto a fine 2022. Dire fortemente è un eufemismo in quanto gli uomini al comando del muretto, che la dirigenza voleva, erano ben altri e questo è bene sempre ricordarlo poiché non c’è maledizione peggiore dell’uomo che dimenticare, come disse Merlino ai cavalieri di Artù, prima di istituire la famosa tavola rotonda. In seguito al suo rinnovo si è ripetuto un mantra, che prima era sconosciuto tra le file dei sostenitori della Rossa e cioè “la stabilità è tutto”. Siamo passati dai forconi e ghigliottine alla sensatezza delle cose. Si potrebbe dire “meglio tardi che mai”, il sottoscritto invece preferisce dire che in mancanza di alternative, meglio questo che niente. Già perché Maranello le alternative le ha avute e, assieme a questo, tutto il tempo di trasmettere un’immagine di serietà di progetto, invece ha preferito sprecare tempo su tempo, riducendosi all’ultimo minuto come si suol dire. La stabilità è tutto di certo, ed anche la serenità ovviamente. Vi è serenità nella Gestione Sportiva? Mi pongo questa domanda proprio perché in questo rinnovo, tutto vedo fuorché certezza e sicurezza e, proprio il non aver comunicato per quanto tempo Vasseur abbia esteso la sua permanenza a Maranello, mi fa pensare che non ci sia tutta questa serenità che vogliono far credere. Per quale motivo questo mistero? Come mai non è stata comunicata la durata della permanenza? Nessuno pretende di conoscere i segreti contrattuali eppure sarebbe stato lecito e, soprattutto trasparente, rendere pubblico gli anni di rinnovo. Purtroppo Maranello ci ha abituato a questo livello comunicativo da tempo e, proprio questo silenzio a riguardo, mi fa pensare che il prossimo di Vasseur sarà un anno da all in. L’anno prossimo la Ferrari del Team Principal francese deve portare a casa almeno uno dei due mondiali promessi dal Presidente tre anni orsono, oppure c’è una grossa probabilità che farà le valigie. Suppongo che questo silenzio, in merito all’estensione contrattuale, sia legata proprio all’opzione del vincere un mondiale ed ecco perché la poca trasparenza a riguardo. Le mie sono congetture naturalmente, eppure proprio questo tacere che c’è stato da parte di Vigna prima (quando si presentò in pista in Inghilterra se non erro, tutti si aspettavano delle dichiarazioni rassicuranti da parte del manager, ed invece il nulla cosmico) e dopo lo stesso rinnovo contrattuale, porta a pensare ciò. In difesa di Vasseur arriva niente meno che Toto Wolff, il quale non fa che tesserne le lodi delle sue capacità gestionali, adducendo al fatto che è sicuro che l’anno prossimo sarà dura lotta proprio contro la sua Rossa. Vedete è proprio quando il nemico ti difende che ti devi preoccupare e, considerando il tipo di nemico, c’è poco da stare allegri. L’unico aspetto positivo di tutta questa faccenda è l’operato di Serra, il quale ha potuto lavorare sulla SF-25 solo in fase correttiva e, nonostante i risultati ottenuti in pista, il suo lavoro ha funzionato eccome. Purtroppo l’attuale monoposto di Maranello (ufficio tecnico preso in pectore proprio dal Team Principal Vasseur quando è stata progettata) ha un problema congenito che non può essere risolto in maniera definitiva con dei correttivi, sebbene importanti e corposi. Ciò non di meno la Ferrari ha concluso la prima parte di stagione con una inaspettata pole di Charles, sebbene la gara sia stato altro animale. Il fatto è che la concorrenza (McLaren) è troppo avanti e, per quanti sforzi si facciano, il rincorrere sarà sempre evidente e quindi, gli errori saranno certi. Ormai Maranello ha bloccato ogni tipo di sviluppo dell’attuale monoposto, in modo da potersi dedicare anima e corpo al progetto 2026 e, da qui a fine anno l’unica cosa alla quale si piò sperare, è quella di poter approfittare degli errori degli altri… ammesso che ce ne saranno! Professionisti del settore giornalistico hanno detto che la Rossa non poteva non tentare di risollevare la stagione, perché risalire la china con una probabile vittoria “avrebbe fatto morale”. La Rossa non ha mai potuto agire come McLaren “perché è la Ferrari” e quindi, non poteva permettersi di arrivare ultima in classifica (come i papaya nel 2022). Mi domando se ci si rende conto che proprio con questa storia del “è la Ferrari”, è vero che non siamo ultimi, è altrettanto vero che non si vince nulla da quasi vent’anni. Non vedo nessuna differenza francamente tra chi appunto arriva ultimo e, chi invece non vince nulla da un ventennio, eppure a Maranello continuano a proteggersi dietro al blasone, ormai consumato, senza cavare nessun ragno dal buco.
Vasseur ha ottenuto ciò che voleva e cioè quello di rimanere innanzitutto e, di creare la squadra che egli ritiene più opportuna per provare a riportare il titolo nel 2026.
Eppure qualche rotella nell’ingranaggio pare sia arrugginita, perché gli ingegneri portati a Maranello (Serra a parte) sono solo di contorno ed Hamilton è completamente perso, tanto che lo stesso Vasseur ha dovuto dichiarare che “Abbiamo sottovalutato l’impatto dovuto al cambio di squadra” … cose da pazzi! Vasseur ha sempre urlato ai quattro venti che a Maranello sono arrivati nuovi ingegneri ed infatti è stato cosi, visto che il turnover è stato davvero intenso eppure, come ho sottolineato poc’anzi gli ingegneri arrivati in Italia non sono nomi importanti, quando poi c’è stata la possibilità di prendere Newey e, nemmeno questo deve essere assolutamente dimenticato. Infatti fu proprio l’attuale Team Principal che disse che “Un uomo non fa la differenza bensì tutta una squadra”. Sebbene queste parole da “libro cuore” sono molto belle da leggere, è altrettanto vero che lo stesso Vasseur se le dovrà ricordare, Dio non voglia l’anno prossimo la Aston Martin ci starà davanti e, non avrà scuse nell’incolpare la stampa dicendo che ha messo troppa pressione o ha alzato troppo le aspettative. Intanto allo stato attuale, i fatti gli stanno dando torto visto e considerato che da quando Newey è stato allontanato dal progetto della sua Red Bull, Verstappen ha vinto stentatamente l’anno scorso, mentre quest’anno può dare il bacio d’addio al suo caro numero uno. L’affaire Hamilton è purtroppo al momento un altro neo negativo che proprio non fa bene al morale del francese: Lewis doveva arrivare in Ferrari per riportare il titolo alla Rossa e, nel contempo, “insegnare” a Charles come si campa in pista… purtroppo allo stato attuale Lewis sta ancora cercando di capire come si frena con i Brembo e, l’unica cosa che ha insegnato a Charles a quanto pare, è come vestirsi in maniera strana! In conclusione quest’ultimo scorcio di stagione servirà a Vasseur per cercare di risollevare il mondiale e soprattutto il morale (ormai si corre solo in funzione di Monza) della squadra, di cercare di recuperare Hamilton e, soprattutto far lavorare Serra nel migliore dei modi in chiave 2026. Si riprende dall’Olanda, nella terra degli orange di Verstappen: mancano dieci GP alla fine di questo sogno nato bene e finito in un incubo clamoroso, dieci GP per mettere tutti i pezzi assieme e non poter avere più scuse.
Buon rientro dalle ferie e soprattutto buon Dutch GP a tutti.
Vito Quaranta