Archivi categoria: Formula 1

LE NON PAGELLE DI BARCELLONA 2025

Finalmente si torna su un circuito “vero” e finalmente torniamo ad assistere ad una gara “vera” con ritmi, strategie, sorpassi a farla da padrone. Il tema del week end era valutare l’entrata in vigore delle nuove TD che imponevano ali rigide e vedere che effetto che fa… Ebbene, non solo non hanno apportato alcun cambiamento ma in alcune riprese con telecamere montate sull’anteriore delle vetture a me è parso di vedere le ali che continuavano a flettersi, magari non tanto come nei precedenti GP ma neanche nella misura quasi impercettibile che ci si poteva aspettare. Quindi? A che è servito?

In realtà, che le ali siano cambiate mi pare comunque un fatto. Se è vero che i rapporti relativi tra le vetture non sono stati mutati dalla TD (a parte forse Williams) è invece vero che le vetture sono state decisamente più lente rispetto allo scorso anno laddove, com’è quasi naturale che sia, in tutti gli altri GP della stagione hanno mostrato netti miglioramenti cronometrici. Ciò significa, banalmente, che queste ali flessibili erano usate da tutte le squadre e che davano effettivamente benefici nel tempo sul giro. L’effetto più interessante è stato vedere il lavoro sugli assetti che ha dovuto forzatamente considerare caratteristiche diverse su cui cercare di far leva per cercare la prestazione. In questo senso, McLaren ha trovato il modo di scaricare l’impostazione aerodinamica generale della vettura senza patirne troppo e, anzi, potendo giovare di una velocità in rettilineo che, in ottica gara, sarebbe stata utilissima. Ha potuto farlo perché, evidentemente, la qualità del corpo vettura nel trasmettere in modo efficiente la potenza alle ruote in tutte le condizioni di pista, è abbondantemente la migliore del lotto. In direzione contraria si è mossa Ferrari che invece ha caricato parecchio l’assetto cercando prestazione nella parte guidata del circuito che con le vecchie ali forse non si sarebbe potuta permettere. RBR è come sempre difficilmente giudicabile visto il divario tra i piloti che però sembra essersi ampliato: Tsunoda ultimo in qualifica non è un bel segnale. Mercedes continua ad essere parecchio incerta e non ha dato la sensazione di aver provato soluzioni particolari. Evidentemente non sanno che pesci pigliare per dare una sterzata alla stagione. La mia personalissima sensazione è che le squadre di seconda fascia abbiano patito il cambio imposto dalla TD più di quelle di prima fascia. Williams, in particolare, è “tornata nei ranghi” con prestazioni sia in qualifica che in gara estremamente deludenti ed in ogni caso decisamente lontane da quelle mostrate in stagione fino ad oggi. Loro dicono che se lo aspettavano, che il Montmelò non era un circuito a loro favorevole e così via ma credo sia più plausibile supporre che siano arrivati tardissimo a lavorare sulla nuova impostazione da dare alla vettura con le nuove direttive e che già dalle valutazioni al simulatore avevano visto che avrebbero faticato.  Nelle previsioni, pardon, nelle profezie che ho scritto a seguito dei test pre-stagionali avevo lodato Williams ma espresso qualche dubbio sulla capacità di sviluppo: ecco qui ne abbiamo un primo segno. È anche possibile che sino a Montecarlo si siano concentrati al massimo su quello che avevano per prendere quanti più punti possibili senza farsi distrarre da nulla. Staremo a vedere. Al contrario di Williams, Sauber pare abbia tratto qualche beneficio ma sappiamo che a Barcellona hanno portato anche altri tipi di aggiornamenti quindi non saprei dire se il passo avanti mostrato rispetto alle ultime gare sia conseguenza di una migliore sagacia nel valutare gli effetti della TD o se sarebbe avvenuto ugualmente grazie ad aggiornamenti positivi: probabilmente una combinazione dei due.

Ma bando alle ciance e vediamo come si sono comportati i piloti.

PIASTRI voto 10

Semplicemente magnifico. Week end in testa sin dalla FP2 in tutte le sessioni, peraltro con crono strepitosi se confrontati con quelli di Lando. In particolare, il dominio in qualifica ha sancito l’eccellenza raggiunta da Oscar che se qualcosa aveva da pagare nei confronti di Lando negli scorsi due anni era proprio sul terreno della velocità pura. Quest’anno si è molto migliorato in questo aspetto e Barcellona ci dice che ormai è lì con lui, con in più il vantaggio di non avere il “braccino” che ogni tanto penzola dall’abitacolo di Landino nostro. Per quanto riguarda la gara anche qui è stato semplicemente eccezionale: sappiamo tutti che a Barcellona chi parte in pole è il pilota più a rischio dal momento che la prima curva è lontanuccia ma il nostro buon Oscar ha eseguito in modo perfetto e si è lasciato dietro i due suoi principali antagonisti senza rischiare nulla. Da lì in avanti l’esecuzione è stata perfetta in tutte le situazioni di gara. Non ha tentennato quando si è appalesata la strategia sorprendente di Max e la ripartenza da SC nel finale è stata da manuale (ha fatto il fastest lap della gara proprio in quel giro). Che gli si può chiedere di più?

NORRIS voto 7

Nonostante tutto un buon risultato per Landino nostro che a onor del vero in passato non aveva mai fatto vedere granché su questo circuito. Per lui è comunque preoccupante il distacco rimediato da Piastri in tutte le sessioni del week end: quest’anno, in queste proporzioni, non si era ancora visto. La partenza non è eccezionale e si fa sorprendere da Max. Impiega tredici giri per averne ragione ed a quel punto è a oltre 5 secondi da Piastri. Il resto della gara lo passa a stare attento a non permettere il ritorno strategico di Max, dosando il ritmo in modo opportuno. Quando durante la SC vede Max mettere le bianche capisce che il gioco è fatto e chiude senza patemi al secondo posto.

LECLERC voto 8

Avrei dato un voto anche più alto al buon Charles se non fosse che la strategia scelta in anticipo di tenersi due gomme gialle nuove (anziché due rosse) per la gara e costringerlo ad un solo tentativo in Q3 non mi pare sia stata granché. L’idea era di giocare con l’undercut in tutti i pit potendo, per l’appunto, contare su gomme gialle che altri non avevano. Nemmeno pensavano, probabilmente, che avrebbe potuto fare una partenza così eccezionale che l’avrebbe proiettato in una posizione ambiziosa che avrebbe certamente giovato di una strategia meno conservativa. Ad ogni modo, il nostro parte come un fulmine superando Antonelli e dopo poche curve anche Russell. Si attacca ad Hamilton costringendo il team a sancire lo “swap” che arriva con forse un paio di giri di ritardo. Capisco tutto ma se le strategie erano state concordate sin dal sabato non capisco perché abbiano tentennato ben due giri prima di dare l’ordine. La possibilità di attaccare Max viene vanificata dalla scoperta che quest’ultimo adotterà una strategia a tre soste: niente undercut dunque. Poco male perché la posizione di Hamilton e il suo ritmo lo tiene abbondantemente al riparo da qualunque possibile attacco da dietro. Nel finale si giova di una SC finalmente a lui favorevole e alla ripartenza può contare su gomme migliori di quelle di Max. Sorpasso con brivido perché a 300 all’ora si sfiorano in rettilineo. Nel dopo gara c’è stato qualche tentennamento sulla sua manovra ma tutti i replay, per quanto evidenzino effettivamente il leggero spostamento a sinistra di Leclerc e lui stesso lo abbia confermato in varie interviste, non mostrano qualcosa meritevole di penalizzazione. Rimane il mistero di questa Ferrari che continua a provare assetti per capire quanto può effettivamente dare (il famoso “potenziale” di Vasseur) ma che alla fin dei conti non la vede capace di poter puntare al bersaglio grosso. Che stiano continuando a provare qui a Barcellona è stato ancora più evidente in quanto nei tre-quattro giri percorsi insieme Leclerc e Hamilton facevano traiettorie diversissime: segno non solo di uno stile di guida diverso ma anche di assetti diversi. Che quello di Charles fosse particolarmente carico, per non dire massivamente carico, è confermato indirettamente anche dalla pessima prestazione mostrata dopo la SC in cui, nonostante il divario di gomme ha rischiato di farsi riprendere da Max e poi (dopo il patatrac) da Russell: probabilmente a serbatoio vuoto la vettura si è alzata di quel tanto che bastava per fargli perdere grip. Lo stesso Charles, parlando con Piastri e Norris nel retropodio, conferma che tra l’inizio e la fine della gara il bilanciamento della vettura è radicalmente cambiato/peggiorato. La coperta pare cortissima dalle parti di Maranello.

RUSSELL voto 7.5

Giorgino aveva le ali un po’ spuntate a Barcellona per via di una W16 che continua ad essere enigmatica nei suoi comportamenti. Ciononostante il nostro sfodera una qualifica da urlo con un crono in Q3 identico (!) a quello di Max (a un solo decimo da Norris, peraltro) ma che lo pone in quarta posizione perché lo ha fatto qualche secondo dopo l’olandese. Gli riesce anche una eccellente partenza, cosa per lui abituale, che però non riesce a concretizzare perché si ritrova bloccato dietro a Norris e deve forzatamente far passare Hamilton. Non può nulla contro Leclerc poche curve dopo ed è costretto a remare dietro ad Hamilton per un po’ di giri fino a che le rosse non alzano bandiera bianca. Con le gialle il suo ritmo è identico a quello di Lewis e mette ad una certa distanza il suo imberbe compagno di squadra il quale, pur non sfigurando, non riesce a replicare il suo ritmo: che stesse prendendo appunti? A metà gara è sempre a quel secondo e mezzo, due, da Hamilton che evidentemente non riesce a colmare. Ma dopo la pessima chiamata del muretto Ferrari su Lewis riesce a passarlo e, soprattutto, a distanziarlo. Quando arriva la SC causata da Antonelli non gli par vero sapere che Max monta le bianche e sa di poter giocarsela sino in fondo. Quando Leclerc passa ne approfitta anche lui per provare a infilarsi alla 1 ma si tocca con Max che decide di andare largo sul corridoio all’esterno della curva e gli rientra davanti. Gran bagarre con il muretto e alla fine Max si decide a dargli la posizione. Solo che lo fa… alla Max! e avviene il curiosissimo scontro tra i due in curva 4. Poche curve dopo Max ridà la posizione, stavolta senza intoppi, e si lancia alla caccia di un sorprendentemente lento (per le ragioni ipotizzate sopra) Leclerc: la rincorsa non riesce ma il quarto posto, per nulla scontato per come si era messa la gara, è suo. Continua la sua ottima annata ma bisogna che in Mercedes si sveglino perché avere giorgino così in forma e non dargli un mezzo adeguato è un vero peccato.

HULKENBERG voto 9.5

Gli avrei anche dato un 10 se non fosse che in qualifica non brilla non riuscendo a passare il primo taglio. Sauber porta qualche aggiornamento che evidentemente fornisce buoni riscontri visto che Bortoleto (7.5) va vicino a qualificarsi per il Q3. Ad ogni modo, il nostro è costretto a partire dalla quindicesima casella (non la sedicesima perché Stroll decide di non partecipare alla corsa). Lo scatto al via è strepitoso lasciando sul posto un paio di avversari. Entra in curva 1 scontrandosi con Albon il che paradossalmente gli consente di entrare nel corridoio esterno alla curva e di superare un altro paio di macchine compreso il suo compagno di squadra che aveva tentato la stessa mossa (l’avevano concordata prima?). Successivamente si attacca ad Alonso (in duello con Hadjar) con il quale mette in scena un duello d’altri tempi che lo vede vincitore. Non pago decide di fare un mega undercut pittando già al nono giro. Il ritmo è eccellente tant’è che più avanti si ritrova già abbastanza comodamente nei punti in nona posizione a poca distanza da Hadjar. Fosse finita così sarebbe già stata una gran gara ma il bello arriva con la SC causata da Antonelli. Qui infatti il nostro, come tutti, monta le rosse e dalla ripartenza in poi si mangia prima Hadjar e poi addirittura Hamilton, entrambi a parità di gomme rosse. La penalità comminata a Max fa il resto ed ecco che il nostro raggiunge la miglior posizione in gara dai tempi in cui guidava la Force India. Chapeau!

HAMILTON voto 5

Inizialmente ero tentato di dare un voto ancora peggiore, suggestionato anche dal sorpasso subito da Hulkenberg nel finale, ma la splendida partenza è tutta a suo merito e la pessima chiamata del secondo pit che gli ha fatto perdere la posizione su Russell non era certo colpa sua. Ma rimane comunque, quella di Lewis, una prestazione insufficiente se guardiamo alla differenza di ritmo patita nei confronti di Charles anche e soprattutto considerando che correva con strategia di gomme migliore. Impalpabile alla ripartenza da SC, il sorpasso subito da Hulkenberg è forse più figlio di una vettura squilibrata nell’assetto a serbatoio scarico, così come accaduto per Charles, che non di un suo demerito. Sta di fatto che il sorpasso che non volevamo vedere l’ha subito. Merito di Hulk, certamente, ma non è questo che ti aspetti da un sette volte campione del mondo…

HADJAR voto 8

Ancora una volta il buon Isack mostra il suo talento. E lo fa su una pista vera, con il (relativo) cambio di impostazione tecnica che avrebbe potuto, da rookie, metterlo in difficoltà. Accede per l’ennesima volta in Q3 (stavolta con qualche patimento in più) ma poi parte male. Riesce tuttavia a gestire ottimamente il ritmo e la strategia che è seconda solo a quella di Hulk quanto a sagacia. Nel suo secondo stint non avevano fatto una buona chiamata e ha dovuto remare per riprendersi la posizione. Bravo!

GASLY voto 7.5

Voto dato sulla fiducia perché il buon Pierre è stato in modalità “stealth” per tutto il week end. In qualifica quasi nessuno si è accorto che è entrato in Q3 e in gara non è praticamente mai stato inquadrato. Alla fine si ritrova in una insperata ottava posizione che, visto il momento negativo di Alpine, porta un bel po’ di sollievo.

ALONSO voto 7.5

Week end rollercoaster per il buon Fernando che fa un miracolo nel portare la AM in Q3 (peraltro con tempi eccezionali considerato il mezzo). La sua partenza è dignitosa ma non eccezionale e probabilmente stava impostando una gara di controllo per prendere i primi punti della sua stagione quando commette un errore banale in curva 4 finendo sulla ghiaia. Perde posizioni ma non il coraggio e di lì in avanti è una lunga rincorsa che tra ritmo e sorpassi lo fa rientrare nei punti proprio in ultimo. Indomito!

VERSTAPPEN voto $\int_{-\infty}^{\infty} e^{-x^2} , dx \cdot \int_{-\infty}^{\infty} e^{-y^2} , dy = -\frac{1}{2} \log(1)$

Come si fa a dare un voto al buon Max? Di tutti i piloti impegnati a Barcellona è quello che più ci ha fatti divertire. Nel bene con la spettacolare prestazione in gara durante la quale sfodera un’inedita quanto sorprendente strategia che lui asseconda da par suo con giri da qualifica per tutto il tempo e con il solito straordinario controllo. Gustosissimo lo scambio di battute con Lambiase a metà gara in cui proseguono il siparietto sul cambio cominciato a Monaco: ora è un cambio da 1973? No dai, 1974, risponde Max. Nonostante la strategia geniale e tutto il suo impegno la rincorsa non riesce e capisce che deve accontentarsi del terzo gradino del podio. La SC, tuttavia, arriva a scombinare i piani in casa RBR e la pur geniale Hannah Schmitz, stratega che da anni non ne sbaglia una, va in confusione e fa pittare Max per mettergli le… gomme bianche?! Guardando la gara in diretta sono rimasto sorpresissimo da questa decisione. Con pochi giri rimasti, 6/7 per la precisione, gomme relativamente nuove (non dimentichiamo che aveva pittato tre volte) e sapere che Max è un fenomeno anche nel difendersi oltre che nell’attaccare perché non lasciarlo fuori e lasciare che siano le McLaren a conquistarsi la posizione? È assai probabile che almeno una sarebbe passata ma magari avrebbe impiegato qualche giro il che avrebbe reso difficilissimo il sorpasso della seconda. E se anche fossero passate entrambe di certo non avrebbe perso altre posizioni. Alle peggio, dunque, sarebbe arrivato terzo da terzo che era prima della SC sicché rimanere fuori era, secondo me, la scelta obbligata date le circostanze. L’errore viene pagato carissimo perché con le bianche l’hanno trasformato in carne da macello tant’è che l’unico team radio reso pubblico (dopo il pit e prima della ripartenza) vede Max già con l’embolo pronto a scoppiare (non oso immaginare gli altri TR). Alla ripartenza ha uno scarto spaventoso entrando in rettilineo che ancora non riesco a capacitarmi di come sia riuscito a controllare la vettura per non girarsi in mezzo alla pista. In questo modo favorisce il sorpasso di Charles non senza un brivido per un leggero contatto a metà rettilineo. Si scontra con Russell in curva 1 e tenta la furbata di passare nel corridoio esterno. Litiga con Lambiase per non ridare la posizione ma poi glielo impongono e anche qui rilevo un errore: l’impatto con Russell in curva 1 non era da penalità e, alla peggio, l’avrebbero dovuta dare a Russell, no? Quindi perché obbligarlo a ridare la posizione? A questo punto Max abbozza e tenta una furbata in curva 4: rallenta per far passare Russell ma poi dà un colpo di gas per provare a reinfilarlo all’interno. Peccato che Russell non fosse ancora davvero passato e si ritrovano appaiati in curva. Sembra che Max la perda per un attimo e non riesce a evitare l’impatto, che risulta anche un poco ridicolo e financo grottesco. I due riescono a rimanere in pista ma a quel punto Max deve ridare la posizione (stavolta sacrosanto) e lo fa in modo “normale”. Giunge quinto al traguardo ma la manovra su Russell alla 4 gli costa una penalità di 10 secondi che lo fa precipitare in decima posizione. E gli è anche andata bene perché se avessero giudicato volontario il contatto (e per come è Max non mi sento di escluderlo del tutto) avrebbe preso bandiera nera e squalifica per il prossimo GP. È un vero peccato questo risultato oltre che un brutto colpo per le ambizioni mondiali: la gara era stata eccellente e non meritava di finire così. Ma tant’è: scopriamo che il fantasmagorico Max è sempre prono alla boiata sesquipedale se gli scende la catena. Il che, beninteso, va a suo totale demerito perché se nel finale di campionato dovesse ritrovarsi in lotta per il titolo allora i punti che ha buttato via oggi li pagherà carissimi.

NOTE DI MERITO

Bortoleto batte un colpo: approfitta di una Sauber rinfrancata dagli aggiornamenti facendo un’ottima qualifica. Anche in gara va abbastanza bene e arriva vicino alla zona punti.

NOTE DI DEMERITO

Ocon ha fatto pietà. Punto. Ho sempre detto che questo pilota mi è indecifrabile ma se è giusto incensarlo quando fa bene (come in Brasile 2024 che ancora sbrilluccica nel mio retrocranio) credo lo sia altrettanto criticarlo, anche ferocemente, quando fa male. E a Barcellona è stato evanescente. Vero che Haas è parsa particolarmente in difficoltà ma almeno Bearman ci ha provato.

Colapinto è fantasmatico. Che sia perché, a causa dei tanti incidenti rimediati nelle ultime gare, è troppo prudente o perché è molto più scarso di quanto lasciava intendere l’hype che aveva generato lo scorso anno non lo so ma sta di fatto che anche oggi Alpine ha corso praticamente con una sola vettura.

Lawson, nonostante il risultato apparentemente decente, continua a giocare a fare l’autoscontro e che vi devo dire? Ormai ho capito che questo pilota non mi piace. Tra l’altro questa condotta di gara indecente gli impedisce di puntare alla zona punti quando ne aveva concrete possibilità visto il ritmo interessante che riusciva a sviluppare quando era in aria libera. E comunque si prende le piste da Hadjar.

Tsunoda sta precipitando sempre più: l’ultimo, mestissimo, posto rimediato in qualifica è sconcertante. In quanti avevano detto che andando in RBR si sarebbe giocato la carriera? Se continua così il rischio c’è.

NOTE CHE SE AVEVI LA BUA FORSE LO DOVEVI DIRE PRIMA

Stroll. Ecco, basta che scriva “Stroll” e avete già capito. Oltre a prendersi mezzo secondo da Alonso in qualifica (quest’anno 0-9 contro l’asturiano) pare, dicunt, che dia di matto nei box sfuriando a dritta e a manca e se ne vada lasciando tutti con un palmo di naso. Niente partecipazione al GP e figura catabolitica mondiale di AM che è costretta a rilasciare comunicati stampa e a giustificarsi con la direzione gara per non peggiorare la situazione. Ora, la scusa ufficiale è che Strollino ha la “bua” ai polsi e non può gareggiare e sembra pure che si debba operare. Ammesso che sia vero, com’è che non hanno valutato prima del week end questa situazione? Volete sapere come la penso? Pur consapevole di scadere nella dietrologia da bar di campagna mi spingo a dire che Strollino ha la “bua” davvero ma non lo ha detto a nessuno perché è consapevole che se lascia la sua macchina nelle mani di qualcuno questi potrebbe rendere molto meglio di lui. Già quando gli capitò l’infortunio, nel 2023, fece di tutto perché la sostituzione temporanea non accadesse e si scapicollò con i polsi ancora fasciati a correre al primo GP della stagione. Il punto è che se sale Drugovich (che mi pare essere il pilota di riserva) e fa gli stessi tempi di Alonso (oppure migliori: per quanto ci piaccia fernandello non possiamo dimenticare che ha quasi 44 anni) la sua posizione in squadra sarebbe pesantemente messa in discussioni nonostante sia paparino a mettere la “pilla”. E con Newey al lavoro pronto a tirar fuori una delle sue magie e Max (e non solo) che guarda dalla finestra la situazione per Strollino è veramente difficile. La seconda dietrologia da bar è che invece qualcosa a livello piloti sia già stato deciso, e a suo sfavore evidentemente, e che tutto questo esagerato nervosismo (vero o falso che sia) può essere interpretato proprio in questa prospettiva. Sta di fatto che quanto è capitato è veramente senza senso: non puoi mettere la squadra in queste assurde condizioni, a prescindere dai motivi.

Alla prossima!

MIT

BASTIAN CONTRARIO (IX) La rabbia

Ci vuole rabbia quando si vuole raggiugere un obiettivo, la sola volontà non basta per non parlare dei buoni propositi o, delle parole lanciate al vento tra un sorriso e l’altro a favore di telecamere. Alla fine del GP di Spagna le parole di Hamilton sono state lapidarie, disfattiste e arrendevoli, parole che lo stesso sette volte campione del mondo non ha mai profferito durante la sua lunga e vincente carriera, nemmeno nei (pochi) momenti bui che ha vissuto. Hamilton lentamente si sta rendendo conto di che cosa significa correre per Ferrari, questa Ferrari aggiungerei e, forse solo ora inizia a capire cosa hanno dovuto sopportare i campioni che lo hanno preceduto quando erano vestiti di rosso. Forse questo gli servirà a levargli dalle spalle quella spocchia che gli faceva guardare tutti dall’alto verso il basso, perché si sa, quando si vince dominando tutto sembra più bello, il problema è quando devi ricominciare d’accapo, soprattutto se hai già la pancia piena e non più vent’anni. Di Hamilton sono anche disposto ad accettare le sue gare incolori (dopo il GP cinese vi domandai, a voi che mi leggete, fino a quando Lewis avrebbe potuto campare di rendita sulla vittoria dell’inutile Sprint Race), di certo sono molto meno incline a leggere le sue dichiarazioni (fonte Autoracer.it) rilasciate immediatamente dopo la fine della gara iberica: “… il bilanciamento non è stato quello che volevo e ci è mancato il passo fin dall’inizio. Al momento non abbiamo una spiegazione, dovremo analizzare i dati e capire se c’è stato qualche tipo di problema”. Ancora: “Semplicemente non è stata una buona giornata. La strategia era buona. La squadra ha fatto un ottimo lavoro. Tutto qui, ho avuto una giornata davvero brutta e non ho niente da dire. E’ stato una giornata difficile, terribile. Non ha senso spiegarlo. Semplicemente non so cosa dire”. Infine il campione risponde cosi, a chi gli chiede se Ferrari risolverà gli attuali problemi: “Sono sicuro che non ci riusciranno, probabilmente la risposta è che sono solo io (riferito al problema)”. Quaranta milioni e passa di euro l’anno per sentire queste oscenità, soprattutto da colui il quale “avrebbe dovuto portare il Know How Mercedes” e innanzitutto “la mentalità vincente che alla Rossa manca”! Non ci sono attenuanti per il pluri campione del mondo nemmeno quella dell’apprendistato conoscitivo, per quanto riguarda l’utilizzo del motore Ferrari con annessi freni della Brembo (la quale azienda si è trovata costretta a rilasciare una dichiarazione pubblica in cui affermava che non ci sono problemi di materiali). Giunti ormai al nono GP chiaramente si può tirare una linea e, di sicuro le aspettative di chi credeva (beati loro!) che l’inglese avrebbe fatto il culo al monegasco, si sono sciolte come un gelato al sole d’agosto. Il suo atteggiamento stride e non poco se confrontato con quello di Alonso, che di rabbia in corpo ne ha da vendere e, proprio davanti al suo pubblico ha lottato come un ossesso per agguantare il suo primo misero punto dell’anno. Punto inutile, ai fini di una classifica che piange eppure, che dice tanto sulla voglia dell’asturiano di far capire che se mai avrà una macchina all’altezza, sarà pronto nuovamente a far sputare sangue a chiunque. Dov’è la rabbia di Hamilton? In Spagna l’inglese, agonisticamente parlando, ha raggiunto il punto più basso proprio nel momento in cui la Sauber “dell’odiato” Binotto, per mano e piedi di un indomito Hulkenberg, lo svernicia senza che lui possa reagire. Hamilton è un grandissimo campione (sebbene non lo digerisca) e le sue doti si sono viste proprio quando fece impazzire Vettel nel biennio 2017 – 2018, doti che esprimevano quella rabbia che oggi sembra aver totalmente dimenticato. A mio modesto giudizio con una macchina vincente, campioni come lui, ottengono quello che vogliono perché per lui appunto è facile come respirare aria solo (c’è sempre il trucco), che è proprio nelle difficoltà che emerge il campione e, purtroppo gli dice male come si suol dire, visto che proprio lo stesso Alonso ha dimostrato al mondo intero che cosa significa trasformare la rabbia in risultato nonostante guidi un catenaccio. Lo stesso Lewis, adeguandosi velocemente al mantra di Maranello, ha già detto che presto detterà i tempi di quando focalizzarsi definitivamente al 2026, in modo da avere una squadra e quindi una macchina pronta per il nuovo ciclo regolamentare. Per il suo bene e soprattutto per quello della Rossa glielo auguro, perché Dio non voglia che anche l’anno prossimo faccia la stessa fine, allora penso che terminerà la sua carriera macchiata non tanto dal fatto che non abbia vinto più, quanto per il fatto che ha perso senza lottare.

Chi di rabbia ne ha tanta è “il solito” LeClerc e, chi ne ha pure troppa, è l’attuale campione del mondo Verstappen. Charles con il suo exploit salva la faccia ed il deretano al suo Team Principal (pare che il Presidente abbia chiesto risultati), il quale da par suo la rabbia non sa proprio cosa sia, tutt’altro, il rubicondo capo del muretto Rosso è sempre positivo e, con il raggiungimento della vetta al secondo posto nei costruttori era felice come una Pasqua, tanto da mangiare un bel gelato nemmeno la sua squadra avesse vinto il GP. Precisiamo subito che, se questa Ferrari è riuscita a ritornare lentamente al minimo di classifica, non è stato tanto per merito suo quanto per demerito degli altri: infatti Red Bull ha deciso scelleratamente di correre con un pilota solo (Perez starà ridendo non poco immagino) mentre Mercedes si ritrova, nell’ultimo anno di utilizzo di questi motori, alle prese con i suoi propulsori appunto che fumano che è una bellezza. Era solo una questione di tempo che la Rossa si risollevasse e, la rabbia del monegasco, è sicuramente il propellente, il boost indispensabile per questa rimonta alla quale abbiamo assistito. Fino a quando la rabbia di Charles non si tramuterà in disperazione o peggio in rassegnazione, proprio come è capitato al suo compagno di box, la Ferrari e quindi Vasseur potranno dormire sonni relativamente tranquilli. Ormai a Maranello contano i giorni per montare sulla SF-25 i correttivi che dovrebbero consentirgli di poter addirittura lottare per la vittoria, resta solo da capire quanta rabbia sia stata messa nel raggiungere questo obiettivo. Di certo Verstappen, come dicevo poc’anzi, di rabbia ne ha messa pure troppa e, gli è andata male. Adoro Max, lo considero alla pari se non addirittura più forte di Schumacher (mi assumo le responsabilità di quanto affermo con annessi insulti!) eppure nessuno è perfetto a questo mondo e, il difetto più grande che l’olandese ha, è che quando gli si chiude la vena non vede e non capisce più nulla andando a rovinare tutto quello che di buono fa vedere in pista. Prima si afferra con Charles, solo che con il monegasco si è trattenuto perché sa che tipo di animale sia il monegasco e, poi con Russell (i due non sono esattamente amici) ha finito quello che aveva iniziato. Indipendentemente dall’incidente dovuto alla dura chiusura che l’olandese ha eseguito sul suo avversario, rimane il fatto che Verstappen tutto è tranne che un pazzo (il botto alla Copse lo subì lui se non erro… all’epoca chi eseguì la manovra la rabbia ce l’aveva eccome!), quindi ritengo inutile e sterile la polemica della volontarietà quasi omicida che si è scatenata ai suoi danni, a cominciare proprio dallo stesso Russell che a favore di telecamere durante le interviste, per poco non piangeva. Verstappen alle dichiarazioni dell’alfiere Mercedes ha risposto che avrebbe portato dei fazzoletti la prossima volta… non c’è nulla da fare, nella vita ci vuole rabbia!

Non posso non concludere questo mio scritto senza menzionare la McLaren ed il suo weekend perfetto. La Spagna è stata attesa da molti con la bava alla bocca, perché si credeva che la DT018 avrebbe castrato i papaya e riaperto il mondiale. Una squadra che notoriamente ha un grosso vantaggio, proprio come la McLaren, è anche abbastanza scaltra da usare il suddetto vantaggio per trovare le opportune contromisure, ad eventuali ostacoli che potrebbero azzopparla. Risultato? Non è cambiato nulla e, proprio il Team Principal italiano dei papaya Andrea Stella (quando vanno via da Ferrari diventano tutti geni… incredibile!) ce lo spiega, dicendo che molti hanno usato la flessibilità delle ali per trarre dei vantaggi aerodinamici, portando di fatto degli aggiornamenti. La McLaren è un pacchetto completo che ha fatto dell’aeroelasticità una delle tante armi e non la sola arma. Stella a dicembre, con serafica calma e, con tanta rabbia dentro, disse che avrebbero provato ad annoiare il mondiale e così è stato. I papaya in Piastri hanno trovato il proprio profeta, il quale, sebbene stia in F1 da metà del tempo rispetto alla permanenza di LeClerc, è ad una sola vittoria nel raggiungere proprio il monegasco. Le statistiche iniziano a dare ragione all’australiano che lentamente inizia ad innervosire sempre di più il fragile Norris. Con il passo falso della Red Bull in Spagna, Max inizia ad allontanarsi e, quando il mondiale sarà esclusivamente una faccenda tra Oscar e Lando, le regole del gioco cambieranno (papaya rules) e, sicuramente ci sarà chi sarà arrabbiato a fine gara e, chi userà proprio quella rabbia allo spegnimento dei semafori, per gioire alla bandiera a scacchi.

Vito Quaranta

PIASTRI DOMINA A BARCELLONA. VERSTAPPEN FURIOSO.

Non ripeteremo qui il detto “la macchina che va bene a Barcellona va bene dappertutto”. Perchè sarebbe come dire che le restanti gare del campionato 2025 le vincerà tutte le McLaren.

Barcellona era una tappa attesissima, perchè entrava in vigore la nuova direttiva tecnica che limita la flessibilità delle ali. Alcuni avevano previsto stravolgimenti, casualmente quelli che ne avevano bisogno. E, ovviamente hanno avuto torto.

Piastri e Norris monopolizzano la prima fila, davanti ai soliti Verstappen e Russell.

Piastri parte bene, Norris no e si fa passare da Verstappen. Peggio fa Russell che ai fa passare da entrambe le Ferrari, con Hamilton davanti a Leclerc.

Al giro 7 Leclerc si incolla a Hamilton ma non riesce a passarlo. Questo consente a Norris di aumentare il suo vantaggio sul duo rosso. Charles ne ha di più e dai box ordinano a Lewis di farlo passare.

I secondi di distanza da Norris ora sono però 6, e il monegasco, dopo avere perso un secondo al giro dietro al compagno, gira sui tempi dei primi.

Al giro 12 Norris raggiunge Verstappen, il quale si arrende subito all’inglese, e anticipa poi la fermata ai box, al giro 14.

Al giro 17 si ferma Hamilton, imitato dal compagno al giro successivo.

Al giro 21 è il turno di Russell, e al 22 Norris, che rientra molto dietro Verstappen. Al giro successivo si ferma Piastri. E pure lui si trova dietro Max.

Il quale al giro 30 effettua la sua seconda sosta. Sembra che l’olandese sia su 3 soste e il problema, per le McLaren, é che sta girando 1 sec. al giro più veloce. Di questo passo recupererà la sosta in più.

Al giro 41 Leclerc effettua la sua seconda e ultima sosta, imitato da Russell al giro successivo. 
Le McLaren non si fermano e, anzi, Piastri fa vedere che se vuole può andare più forte.

Al giro 48 Verstappen effettua la sua terza sosta e monta gomma rossa. Norris previene l’undercut imitandolo al giro successivo, e anche Piastri fa lo stesso dopo un altro giro.
Terminate le soste, i distacchi fra i primi 3 ai sono ridotti molto. Ma le due McLaren ristabiliscono velocemente le distanze.

Sembra finita, ma al giro 55 Antonelli parcheggia la sua Mercedes nella ghiaia ed esce la Safety Car. Si fermano tutti ai box per montare gomme nuove. Ma Verstappen può montare solo gomma bianca, mentre Leclerc, dietro di lui, monta gomma rossa.

Si riparte quando mancano 6 giri. E Max paga duramente le gomme più dure, perdendo la macchina all’ultima curva e facendosi passare da Leclerc e, quasi, da Russell.

Mentre le due McLaren vanno via indisturbate, a Max viene chiesto di ridare la posizione a George per taglio della chicane. L’olandese è infuriato, sembra volere far passare l’inglese ma poi gli rifila una incomprensibile ruotata, beccandosi 10 secondi di penalitá che distruggono una bellissima gara.

Finisce così con Piastri meritatamente vincitore, davanti a Norris, Leclerc, Russell, Hulkenberg (!), Hamilton, Hadjar, Gasly, Alonso e Verstsappen.

Fra due settimane si correrà in Canada, luogo dove solitamente Safety Car e/o pioggia non sono mai mancate. E’ l’unica speranza per divertirci un po’.  Assieme, ovviamente, a Max Verstappen.

P.S. Flessibilità ridotta del 25%. Un cambiamento molto piccolo, dal punto di vista tecnico, come ha confermato Andrea Stella. Perchè, quindi, c’è stato qualcuno che ha alimentato false speranze?

P.S. 2 I risultati di Tsunoda alla guida della Red Bull sono pure peggio di quelli di Lawson. Come ampiamente previsto, la promozione è stata per lui un disastro.  E, probabilmente, Perez se la ride.

P.S. 3 A Miami il mio giovane concittadino aveva stupito tutti. Poi è arrivata la gara di casa, e improvvisamente il rendimento è crollato. E’ vero, ha avuto due guasti, ma finchè stato in gara la distanza dal compagno è stata notevole. Era inevitabile che, prima o poi, i 18 anni si facessero sentire. Speriamo che la settimana di pausa gli serva per analizzare la situazione e ritornare ai livelli che gli competono.

P.S. 4 Ferrari paga 40 M€ un pilota che, al momento, sembra più una vecchia gloria che un pilota in grado di combattere. La prestazione di oggi di Lewis è stata imbarazzante. Costantemente più lento di almeno mezzo secondo al giro rispetto al compagno (facendogli pure perdere il treno all’inizio della gara), sempre a questionare le strategie, come se si fosse messo in macchina senza parlare con nessuno, e, alla fine, pure superato da una Sauber. Avrà sicuramente mille scusanti, ma una non ce l’ha: il fatto che col suo stipendio e il suo passato non si può permettere né di sembrare scarico né di essere in polemica con la squadra. E, in questo momento, dall’esterno si vedono entrambe le cose.

P.S. 5 Al contrario, c’è un Alonso che non ha vinto i suoi titoli solo perchè non ha avuto le sue stesse macchine sotto il sedere, e, pur guidando un catenaccio, non va in polemica con la squadra e sputa sangue per artigliare il suo primo punto stagionale.

P.S 6  A Verstappen hanno aggiornato il cambio con la versione del 1974. Ma che ne sa lui di come funzionavano le cose in quegli anni?

P.S. 7 Sono proprio curioso di vedere se penalizzeranno Leclerc. Perchè se la penalità di 10 secondi a Verstappen per la ruotata a Russell ci poteva stare (dal replay è abbastanza chiaro che gli sia scesa la catena) non ci stava per nulla il ridare la posizione per il taglio di chicane, visto che l’altro senza di lui la curva non l’avrebbe fatta. E, nel caso di Charles, si è sì spostato sulla sinistra, ma prima di lui Max lo aveva gentilmente accompagnato verso destra. 

P.S. 8 Sentendo Vasseur che si mostra soddisfatto dell’esito del trittico dicendo che hanno migliorato molto da Miami e rimarcando che ora sono secondi nel campionato costruttori, mi ha fatto pensare al 1984, quando la Ferrari era ugualmente seconda a distanza siderale da una McLaren dominante come quella di oggi. Ma il Drake non era contento, e dalla stampa specializzata piovevano critiche. Oggi invece va bene così, a tutti.

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

Ed eccoci arrivati al Gp sulla pista forse più temuta da tutti gli ingegneri, quella che da un pò di tempo a questa parte stabilisce più o meno definitivamente la classifica di competitività delle monoposto in griglia.

Il circuito del Montmelò di Barcellona quest’anno però sarà ancora più temuto in quanto proprio quì entrerà in vigore la nuova direttiva FIA sulle ali flessibili che da questo momento in poi dovranno esserlo un pò meno con tutta una serie di conseguenze tutte da valutare.

Ovviamente ogni team avrà già fatto i rispettivi compiti a casa e saprà già, più o meno, quanto le nuove norme andranno ad impattare sulla prestazione ma, al solito, il giudice più severo rimane sempre la pista.

immagine da gds.it

Le domande sono due: la nuova direttiva cambierà sostanzialmente gli equilibri visti fino ad ora? Chi ci guadagnerà o perderà di più?Difficile rispondere. I soliti esperti indicano la McLaren come quella più all’avanguardia in questo senso e quindi quella (forse) con qualcosa in più da perdere mentre, tra i top team sembra che il Cavallino sia stato quello meno audace in fase di progettazione e quindi dovrebbe subirne molto meno gli effetti.

Il condizionale è d’obbligo anche perchè la maggiore resistenza all’avanzamento in rettilineo si traduce in un diverso compromesso aerodinamico che ogni team dovrà valutare. In sostanza se prima ci si poteva permettere delle monoposto più cariche tanto poi sul dritto l’alettone offriva meno resistenza, con tutta una serie di ricadute positive sulla stabilità in curva e sulla gestione delle gomme, ora il maggiore drag in rettilineo constringerà tutti a rivedere il carico da impostare per non essere troppo penalizzati in termini di velocità massima.

Equilibri sottili e forse neanche tanto penalizzanti ma questa sarà la sfida del weekend e dei Gp a venire prima che qualcun’altro si inventi un’altra diavoleria.

immagine da lautomobile.aci.it

Sul fronte degli aggiornamenti in casa Ferrari si è dichiarato che di nuovo ci sarà solo l’ala anteriore che dovrà passare la direttiva FIA. E sembra che la tanto citata nuova sospensione posteriore in realtà non sia mai stata studiata mentre bisognerà aspettare il GP in terra austriaca per gli aggiornamenti più corposi. Tradotto, non aspettatevi granchè fino ad allora.

Per quanto riguarda gli altri, come detto l’impatto della direttiva sulle ali sarà cruciale per ridefinire assetti e capire quali e quanti aggiornamenti portare nei prossimi GP.

Senza questa variabile avremmo indicato la monoposto di Woking come la naturale e chiara favorita del weekend, anche se il team ha già dichiarato che tutte quelle curve ad alta percorrenza non sono il massimo per loro.

Chi potrà beneficiarne di più sembrano essere Red Bull e Mercedes, molto attive nel “denunciare” l’estrema flessibilità delle ali Mclaren. C’è da dire però che il Montmelò è una pista in cui non ti inventi nulla: se la monoposto è valida continuerà ad esserlo per cui meglio non farsi false speranze di un mondiale rivoluzionato.

Al solito, Pirelli porterà le mescole più dure a disposizione, come da tradizione per una pista mangia gomme come quella spagnola. Proprio la gestione degli pneumatici sarà il fattore chiave in gara, soprattutto alla luce delle novità tecniche.

Verstappen spera che la direttiva FIA porti un pò di scompiglio in McLaren, considerando che, tutto sommato, la (sua) Red Bull non è poi così distante in termini di velocità rispetto alle monoposto di Woking. Riuscire a battagliare sulla pista spagnola potrebbe rappresentare la certezza di potersela giocare fino alla fine del campionato, cosa che a inizio campionato sembrava pura utopia. Per il momento basta e avanza, il resto caso mai ce lo metterà il piede dell’olandese.

*immagine in evidenza da fuoripista.net

Rocco Alessandro

BASTIAN CONTRARIO (VIII) Two is meglio che one

Tutti ricorderete quella famosa pubblicità del gelato bi gusto, ed evidentemente è da li che la Federazione, ha preso spunto per partorire la malsana idea della doppia sosta obbligatoria in quel di Montecarlo. Già, Montecarlo, luogo principesco ormai totalmente anacronistico per le F1 di oggi, che resiste nel tempo solo per ricordare a noi comuni mortali una volta all’anno, quale scala gerarchica sociale dobbiamo occupare, perché altrimenti non riesco a spiegarmi perché si corre ancora in quel budello. La mia non è invidia livorosa o semplice critica qualunquista, bensì una constatazione di fatto che viene corroborata anche da quello che le mie povere orecchie devono sentire durante il weekend, visto e considerato che in telecronaca, invece di parlare di tecnica, si discute di che prezzi al metro quadro ci sono nel principato di Monaco! Le stradine di Montecarlo avevano un senso quado le monoposto di F1 avevano dimensioni ragionevoli, ed infatti qualche sorpasso (raro) riusciva anche (per chi aveva le palle di provarci), mentre ora poiché le attuai monoposto sono divenute più grandi di un suv le palle non servono più, a meno che non vuoi suicidarti in maniera gratuita e garantita contro uno dei tanti guard rail del tracciato. Il sistema F1 (ormai lo immagino come un vorace Kraken dai mille tentacoli!) questo lo sa bene e allora ecco che si inventa il ““two is meglio che one”, obbligando tutte le squadre al doppio pit stop in modo da rendere il GP più imprevedibile ed eccitante. Il sistema, conscio del fatto che Montecarlo non si può toccare (poi mandiamo in alternanza Spa e se ci va bene Imola… queste sono quisquilie), ecco che cerca di ricorrere ai ripari con la solita pezza che serve a ridimensionare la falla che ormai si è creata da tempo. Pezza, che per definizione è inutile, ed infatti si sono visti i risultati che non sono tardati ad arrivare, i quali si sono tradotti nell’adeguamento delle squadre alle nuove regole. Un esempio su tutti è stata la Williams, che con quel “cagnaccio” di Vowles che ha mangiato la foglia da tempo, si inventa con i suoi strateghi il sorpasso di Sainz su Albon, con conseguente rallentamento di quest’ultimo per far rientrare nei punti anche lo spagnolo… “two is meglio che one” appunto. Unica squadra che non ha provato a giocare d’anticipo? Ferrari naturalmente (irreprensibili fino alla morte a Maranello), con Mercedes che invece non ci ha capito una mazza e Red Bull invece, che per prendere il più possibile, perde secchio, acqua, e sapone! Dal 2017 in poi abbiamo criticato aspramente l’operato di Bottas il quale per contratto doveva fare da tappo per favorire Hamilton, ora invece un siffatto atteggiamento viene premiato… i tempi cambiano. Tuttavia non biasimo le squadre, le quali non fanno altro che fare il loro mestiere che prevede anche come andare in quel posto a chi fa le regole, bensì non giustifico chi invece mette alla luce prima ed in pratica dopo, queste malsane idee che fungono solo da specchietto per le allodole. Oltretutto si è visto benissimo che il doppio pit, non solo non ha sparigliato proprio un bel nulla, ha addirittura favorito come detto prima, determinati atteggiamenti che francamente avevano molto di furbo e poco di sportivo.

In questo marasma regolamentare comunque emerge una (e sottolineo una!) Ferrari che era chiamata ad una doverosa reazione dopo il disastro del Santerno. Una reazione che non era scontata (in termini di prestazioni) sicuramente e, comunque era appunto il minimo che da Maranello ci aspettavamo. Monaco è letteralmente casa di Charles e, dopo la vittoria dell’anno scorso, il ragazzo ci ha preso gusto andando oltre la sfiga, che proprio a casa sua, ci ha sempre visto benissimo. LeClerc ha compiuto un autentico miracolo nel rimanere in scia (figurativamente parlando) a Norris al sabato. La Ferrari, grazie al particolare layout della pista, ha potuto sfruttare quel famoso potenziale di cui il rubicondo Vasseur ha sempre parlato, ed infatti la rossa vista nelle stradine del principato dovrebbe essere la normalità, cosa che non è cosi purtroppo, ed infatti rimane solamente il grande rammarico per l’ennesima stagione buttata sia nel vedere gli avversari festeggiare e, sia nel vedere il monegasco buttare alle ortiche il suo indiscutibile talento. Purtroppo il “two is meglio che one” alla Rossa non riesce, complice una incomprensione tra Hamilton ed il suo ingegnere di pista Adami (almeno cosi pare) proprio nel momento clou del weekend monegasco, che è appunto al sabato. Lewis ci mette sicuramente del suo nel recuperare posizioni, solo che la sua è una rimonta vana e spompata, a maggior ragione se si considera ciò che il compagno (al quale si diceva avrebbe dovuto dare la paga!) ha sfoggiato. Continuano le prestazioni altalenanti di Hamilton che, arrivati a questo punto della stagione, iniziano ad essere anche preoccupanti: fino a ieri c’era la scusa “dell’apprendistato”, solo che guardando l’adattamento di Sainz in Williams, qualche dubbio inizia a sorgere. Cosa succederà se in Inghilterra Dio non voglia il compagno gli finirà davanti? Oltretutto ciò, fa il paio con la gioia del suo Team Principal che, a sua volta, codesta gioia fa a cazzotti con la delusione di Charles. Infatti se da un lato, nonostante il risultato ottenuto, il monegasco era visibilmente deluso considerando che aveva accarezzato per pochi secondi (durante la qualifica) l’ebbrezza del risultato che conta sul serio, il rubicondo Team Principal Rosso era gioioso come una Pasqua, tanto da festeggiare con il ceo McLaren Zak Brown. Mi sono già espresso in passato a tal riguardo e, questa scenetta pietosa e patetica inizia ad essere stucchevole e degradante: qui non si tratta più di sportività, di rispetto per l’avversario che ha vinto sul campo, questo è servilismo, questa è mediocrità e mi auguro che cessi al più presto questa follia perché è inaccettabile. Indipendentemente dal risultato positivo, davvero c’è da festeggiare in maniera cosi smodata? Vasseur è cosciente che quanto visto a Monaco non solo era il minimo dopo l’onta romagnola, addirittura è stato possibile solo grazie ad uno dei due piloti che ha disposizione? Nel 1996 con Schumacher iniziavamo a vincere, ebbene Todt quando prendeva legnate nei GP in cui non vinceva, andava a festeggiare con Briatore o Dennis? Trovo tutto ciò avvilente.

Cosi come è stato avvilente il pianto di Norris in piena lotta con Charles: “Ho bisogno di Piastri che metta sotto pressione LeClerc”. Il buon Lando è consapevole che ha invocato l’aiuto di colui il quale sta cercando di fargli il culo a strisce ogni domenica perché, giustamente, vuole vincere anche lui il mondiale si? Ve lo immaginate Ayrton (visto che parliamo di McLaren) che chiede aiuto a Prost (naturalmente il discorso vale anche a parti invertite) per mettere sotto pressione Bergher o Mansell? Lando ha disputato un GP di carattere, una reazione doverosa che instilla fiducia e, in quel pianto rivolto al suo muretto, ha lasciato trasparire tutta la sua fragilità e molto probabilmente la politica che vige all’interno della squadra papaya. Solo mi chiedo fino a quando potranno invocare aiuto i piloti di Andrea Stella, perché sebbene si sia ampiamente capito che Woking ha puntato tutto sul “two is meglio che one”, vero è che il mondiale piloti solo uno può vincerlo e, con Verstappen come diretto avversario, non so fino a quando può pagare questa politica.

Buon GP di Spagna a tutti.

Vito Quaranta