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LE NON PAGELLE DI MONACO 2025

Mai come quest’anno è difficile dare dei voti alla gara di Montecarlo. L’obbligo della doppia sosta ha indubbiamente costretto i team a un lavoro ulteriore rispetto a quello che devono normalmente fare. Ma se in un circuito “normale” l’obbligo di due soste in gara potrebbe consentire effettivamente uno spettacolo-tra-virgolette altrettanto non si può dire di Montecarlo il cui layout stretto e tortuoso impedisce, di fatto, i sorpassi. L’esito è che i team sono costretti, in qualche modo, a inventarsi delle strategie bizzarre che vanno molto oltre quello che è il normale andamento di una gara di Formula Uno. Ed è esattamente ciò che si è visto ieri, con il team Racing Bulls ad aprire le danze con questa curiosa mossa di mettere Lawson a  rallentare tutto il gruppo che aveva dietro per consentire a Hadjar di avere una finestra utile per un pit stop “gratuito”. La stessa cosa ha fatto Williams con Sainz che a un certo punto si è messo a girare tre/quattro secondi più lento di quanto avrebbe potuto in modo da consentire ad Albon il pit stop gratis. Che questa potesse essere una mossa era ampiamente prevedibile soprattutto per quei team che si sarebbero trovati in gara con le macchine una dietro l’altra. Fin qui nessuna sorpresa. La sorpresa, semmai, c’è stata quando Racing Bulls dopo il primo cambio, fatto intorno al quindicesimo giro, ha proseguito la mossa con Lawson a rallentare il gruppo che aveva dietro in modo da portare Hadjar al secondo pit stop dopo soltanto cinque giri, intorno al ventesimo. Così facendo il pur bravo Isack si è ritrovato tre quarti di gara davanti con lo stesso treno di gomme sapendo che avrebbe dovuto gestirle per arrivare alla fine senza guai. Non c’è alcun dubbio che il calcolo del muretto Racing Bulls sia stato basato esclusivamente sull’impossibilità di effettuare sorpassi in questo circuito. Ed infatti, non senza una certa trepidazione perché una SC o addirittura una bandiera rossa (non improbabile a Montecarlo) avrebbero potuto far fallire la strategia, il bravo Isack è riuscito a portare a casa una posizione prestigiosa. L’effetto collaterale, forse non del tutto atteso, e stato che anche Lawson ne ha potuto beneficiare riuscendo a concludere anch’egli nella top ten e completando così un risultato eccellente del team. La strategia e stata molto cinica e invero piuttosto indecorosa ma siccome alla fine e stata efficace che cosa si può dir loro?

Williams, che ha adottato la stessa tattica più avanti nella gara, è stata costretta a qualche trepidazione ulteriore, dovendo ricorrere a un doppio blocco con entrambi i piloti, ma anche per loro l’esito finale è stato positivo con entrambe le vetture a punti.

Per chi era davanti, invece, avendo i team le vetture posizionate in modo alternato sarebbe stato molto più complicato prendersi il rischio di fare come hanno fatto Williams e Racing Bulls sicché non è rimasto altro da fare ai nostri eroi che correre il più veloce possibile sperando, chi stava dietro, in un qualche errore o un qualche evento esterno che arrivasse a sparigliare le carte o, chi stava davanti nello specifico Lando Norris, che tutto andasse in maniera lineare.

L’esperimento, considerando che la classifica finale ha sostanzialmente ricalcato l’esito delle qualifiche, non può essere giudicato in altro modo che negativo se lo scopo era di predisporre la gara ad un risultato sorprendente o quantomeno altamente incerto. D’altra parte, l’obbligo del doppio cambio ha consentito di non addormentarsi davanti alla tv come invece accaduto assai spesso negli anni passati in trepidante attesa, per l’appunto, di un evento che potesse sparigliare le carte e rendere eccitante il prosieguo della gara. Tuttavia, a parte l’episodio di Gasly, nessun pilota ha commesso errori tali da compromettere l’andamento della gara il che va a totale merito dei piloti stessi che hanno tutti, evidentemente, un livello tecnico di base altissimo.

Se l’esperimento verrà ripetuto anche l’anno prossimo si potrà avere qualche dato in più ma per il momento lasciamo che la bilancia penda più sul lato negativo per quanto riguarda l’aspetto sportivo (l’artificiosa condotta di RB e Williams ha fatto sì che i primi cinque abbiano doppiato tutti e qualcuno è stato addirittura doppiato due volte) è un po’ più sul lato positivo per quello che riguarda la visione del Gran Premio da parte degli spettatori che sono stati un po’ più sulla graticola rispetto all’anno scorso.

In un tale contesto è molto difficile esprimersi in giudizi sui piloti. Non ci sono state né ci potevano essere mosse o manovre particolari da giudicare. Non ci sono stati momenti di ritmo più o meno efficace messi in atto dai piloti che potessero esaltare o compromettere la loro gara, tolto naturalmente l’aspetto strategico poc’anzi descritto. Quindi mi limiterò ha qualche considerazione per ciascuno di essi cominciando naturalmente dal vincitore.

NORRIS

Il weekend di Lando è stato perfetto. Pole position e vittoria nella prestigiosa cornice del Principato risalteranno nel suo palmares senza alcun dubbio. Al sabato abbiamo finalmente rivisto la velocità che Landino nostro sa di poter esprimere con un giro finale capolavoro e, soprattutto, senza il “braccino” che tanto spesso gli preclude il massimo risultato. In gara ha rischiato un po’ alla prima curva quando gli si sono bloccate le gomme anteriori ma con grande maestria è riuscito a mollare il freno e a curvare conservando la posizione nei confronti del prevedibilmente arrembante Charles. Da lì in avanti non ha dovuto far altro che controllare la gara e lo ha fatto in modo mirabile destreggiandosi molto bene, e anche questa è una piacevole novità, soprattutto nelle difficili fasi di doppiaggio. Anche nel finale quando sembrava (sembrava! Nell’ultimo giro, liberatosi di Max ha fatto fastest) che Leclerc ne avesse molto più di lui ha saputo mantenere il sangue freddo gestendo abilmente il gap che lo separava da Verstappen davanti a lui in modo tale da non trovarsi mai in una situazione davvero difficile o che, quantomeno, potesse dare a Charles l’occasione di tentare un sorpasso. Non c’è molto altro da dire se non che grazie a questa bella prestazione il mondiale diventa ancora più combattuto.

LECLERC

Mi piacerebbe trovare mirabolanti e reboanti aggettivi per descrivere la gara di Charles ma viste le particolari condizioni strategiche della gara oltre che ammirarne le straordinarie doti di guida su questo circuito non credo si possa fare altro. Ci ho provato in tutti i modi, sabato, a prendersi la pole ma questa volta Lando è stato più forte. Anche in gara ha fatto di tutto per provare a portare a casa la seconda vittoria nel Principato ma a parte l’attacco a Norris in partenza non ha potuto far altro che seguirlo per tutta la gara. La sua guida è stata ancora più notevole se si considera da dove arrivava la Ferrari e cioè da una posizione assai scomoda che a Imola l’ha vista quarta o addirittura quinta forza. Le particolari condizioni di questo circuito hanno consentito agli uomini in rosso di ammorbidire la vettura quanto bastava per evitare tutti i problemi che mostra sin dall’inizio della stagione. Tanto è bastato a Charles per aggiungere quel quid in più che gli ha consentito di lottare, per quanto vanamente, per la vittoria. Alla vigilia si sarebbe firmato per un comodo secondo posto ma non c’è alcun dubbio che nel retro-cranio di Charles questo Gran Premio verrà visto come un’occasione persa.

PIASTRI

Il buon Oscar non mi sembra si sia trovato molto a suo agio per le strade del Principato. In particolare, durante tutte le qualifiche lo si è visto molto più in difficoltà di quanto non ci aspettassimo, spesso con scivolamenti che più volte l’hanno portato a sfiorare pericolosamente i guardrail. Ciò nonostante, è riuscito a trovare il suo giro migliore proprio alla fine del Q3 portandosi ad un nonnulla dalla miglior posizione in griglia. Non ho molto ben capito la prima parte della sua gara. Il suo ritmo, infatti, era decisamente più alto rispetto a quello di Norris e Leclerc quasi come se la squadra avesse studiato un qualche tipo di strategia simile a quella di Racing Bulls. Era tuttavia chiaro che qualunque mossa in tal senso si sarebbe rivelata inutile ai fini di facilitare la vittoria di Norris dunque non posso fare a meno di notare che è stato persa almeno un terzo di gara a non far nulla. Cosa che, peraltro, ha, anzi non ha, fatto per tutto il resto della gara. Un podio senza fare praticamente nulla non è poi così male.

VERSTAPPEN

Come per i primi tre anche la posizione di Max in qualifica era destinata a rimanere la stessa in gara quindi, come detto per Charles, l’unica recriminazione che può fare il nostro eroe è quella di non esser riuscito a fare la sua solita magia in qualifica. In gara rileviamo il disperato tentativo di rimanere fuori fino all’ultimo giro ipotizzando una safety car salvifica che però non è andato a buon fine. Gustosissimo un suo team radio in cui definiva i suoi cambi marcia come a livello di “Montecarlo 1972”. Questo è quanto ha passato il convento

HAMILTON

Anche Hamilton ha potuto beneficiare di una vettura con i difetti ammorbiditi, per così dire, in quel di Monaco. La buona prestazione in qualifica che cronometricamente l’aveva visto al quarto posto è stata tuttavia vanificata da un’improvvida penalità che l’ha fatto retrocedere di tre posizioni. Ci sarebbe molto da discutere su questa penalità perché l’impeding di cui è stato involontario protagonista con Max non poteva letteralmente essere evitato. C’è impeding e impeding e questo non sembra esser stato di quelli che meriterebbero penalità ma tant’è. La gara è stata tutto sommato decente ma poco entusiasmante: dopo aver guadagnato la posizione su Hadjar si è adeguato ad un ritmo che potrei definire di crociera finendo la gara dove doveva finire. Va detto, a merito suo e del muretto, che è stato l’unico a guadagnare posizioni.

HADJAR

La sua gara si decide, come per tutti gli altri, al sabato quando il nostro prode rookie franco-algerino sfodera una eccellente performance che lo issa fino in sesta posizione che si tramuta in una quinta posizione in griglia grazie alla penalità comminata a Hamilton. La cinica strategia posta in essere da Racing Bulls gli ha consentito di chiudere al sesto posto ma mi domando se il quinto posto sarebbe stato alla sua portata se il team fosse stato un poco più ambizioso e avesse provato a correre contro Hamilton. Si è già detto di quanto siano difficili i sorpassi quindi… Ad ogni modo, il buon Isack sta dimostrando week end dopo week end di meritare ampiamente il posto che occupa e anche se l’hype è dalla parte di Antonelli ho idea che il titolo di Rookie of the Year sia tutt’altro che scontato.

NOTE VARIE

Le bizzarre mosse strategiche di Racing Bulls e Williams hanno consentito ai due team di assicurarsi buoni punti. Indirettamente ne ha beneficiato anche Ocon che si è trovato in mezzo a questi due team e ha potuto così fare una gara assai comoda senza che la sua posizione potesse essere mai messa in discussione. Anche nel suo caso il merito è da ricercarsi nell’ottima prestazione del sabato. Williams, sempre grazie alla bizzarra strategia di cui ho già parlato, mette entrambi i piloti a punti nonostante il sabato sia stato meno gratificante di quanto forse si aspettavano.

Sfortunato Alonso che, come Ocon, avrebbe potuto beneficiare delle ciniche mosse di Racing Bulls e Williams e portare a casa punti comodi e molto utili. Curiosamente l’asturiano è ancora a zero punti in campionato il che è strano considerando che nelle posizioni di rincalzo, per così dire, il mondiale è una vera e propria montagna russa e che in queste condizioni uno come lui dovrebbe trovarsi a suo perfetto agio. Staremo a vedere come continuerà la sua stagione ora che Newey pare essersi messo seriamente al lavoro sulla vettura.

La palma del peggiore di giornata, tuttavia, va assegnata a Mercedes che non solo è stata pessima in qualifica con entrambi i piloti ma che è riuscita nell’impresa di mettere in pratica la peggiore strategia possibile in gara. Non ha nemmeno diversificato le strategie dei piloti per provare ad approfittare con l’uno o con l’altro di eventuali situazioni di gara particolari. Si è così ritrovata in balia delle strategie degli altri senza fare nulla e con i piloti costretti a mosse comiche come superare tagliando la chicane dopo il tunnel calcolando che una penalità di 5 o 10 secondi non li avrebbe danneggiati come posizione di gara. Ma la cosa è stata talmente sfacciata che i commissari, a mio avviso giustamente, l’hanno debitamente punita con un drive-thru.

Alla fine della fiera, non si può far altro che continuare per l’ennesimo anno a deprecare questo circuito: non c’è alcun escamotage regolamentare che possa conferirgli un poco di valore sportivo che non sia il “si corre solo quando piove”. Speriamo che nel 2026 Giove Pluvio torni a far visita ai principini di casa Ranieri.

 

 

MOTOGP 2025 – GP DI GRAN BRETAGNA

Quando meno te lo aspetti il copione recitato dall’inizio dell’anno finisce nel cassetto e va in scena un round a Silverstone che si fatica a spiegare.

Le stradominanti Ducati fanno il solito lavoro nella garetta del sabato e poi si sciolgono sotto il sole (manco la pioggia di Le Mans) di una domenica inglese qualsiasi.

Come anticipato, al sabato i fratelli Marquez fanno felice papà con la consueta doppietta 2025 ma questa volta a posizioni invertite. Alex sta andando fortissimo con la Gp24 riuscendo spesso a fare un figurone al cospetto del più titolato fratello. Bagnaia arranca al solito e scivola indietro nelle ultime fasi di gara lasciato sui blocchi da Di Giannantonio (che completa il consueto podio full Ducati), da un Bezzecchi rimontante e da Zarco. Un misero e sciapo sesto posto…

Ma ciò che è accaduto domenica è davvero bizzarro.

Dalla pole scatta Quartararo (miracoloso in Q ma un giro della morte si può fare) con la convinzione che presto o tardi sarebbe stato risucchiato avendo una gomma soft all’anteriore.

Alla prima curva si stende Alex Marquez senza capire nemmeno il perché. Il fratello passa in testa e tenta di allungare ma nel corso del secondo giro imita Alex stendendosi da solo in una curva a destra in teoria semplice.

Che non sia l’anno fortunato di Bagnaia si capisce pochi istanti dopo quando la direzione gara sospende la corsa perché la pista è sporca dei residui della collisione Espargaro/Morbidelli in un altro punto del circuito. Non essendo stati completati 3 giri, da regolamento possono tutti ripartire dalla griglia con le posizioni originarie.

Un grande Jolly per i fratelli Marquez ed una beffa per Bagnaia.

Al secondo via Fabio Quartararo e la sua M1 rediviva si involano con un ritmo insostenibile per tutti. I Marquez’s partono con più circospezione ma lo svolgimento della gara è tutto diverso dal solito. Ad un certo punto le Ducati dei 3 big girano peggio delle Honda, ma anche della Yamaha di Miller e si fanno rimontare da Marco Bezzecchi partito da Donington. Tutti pensano al prossimo crollo delle soft all’anteriore ed invece…. Invece Bagnaia decide che la beffa domenicale debba essere “a punteggio pieno” quindi lanca la sua GP25 quando la gara non potrebbe più ripartire e incasella il terzo zero su quattro in campionato.

Quando mancano una manciata di giri alla fine sulla M1 di Quartararo si rompe l’abbassatore posteriore lasciando il povero Fabio in lacrime che giustamente stava già assaporando il gusto del gradino più alto del podio.

Bezzecchi si ritrova primo dopo una entusiasmante rimonta dalla P10 di partenza e va a vincere con una Aprilia che in Inghilterra si trasforma sempre. Dietro di lui arriva Zarco con la Honda di Cecchinello e la prima Ducati è quella di Marc Marquez che, dopo essere scivolato indietro nelle fase iniziali, agguanta un bello ed “insperato” podio.

Fin qui la cronaca, alla bene e meglio..

Considerazioni.

1. Stranissimo il livello domenicale di tutte le Ducati nessuna esclusa. Ok la scelta di gomme diverse, ma di solito vanno più forte loro con la pipetta di una candela staccata che gli altri in configurazione qualifiche.

2. A parte KTM tutte le altre moto sono improvvisamente molto più vicine alla Ducati (e non solo per pochi giri). Yamaha stava dominando ed anche Miller ha fatto bene. Aprilia ha addirittura vinto, la Honda ufficiale ha corso bene mentre quella di Cecchinello con Zarco è stabilmente apparsa meglio di tutte le Ducati in giro per Silverstone.

3. Se Marc Marquez comincia anche a non cadere per troppa voglia di vincere (anche quando non potrebbe farlo) auguri carissimi a tutti

4. Aprilia vincente e clausola di competitività prevista nel contratto di Jorge Martin come si sposano?

A proposito del punto 4……

Jorge Martin non esce benissimo da questa storia. Spiace per quanto accaduto alla sua salute, ma cercare una via d’uscita senza nemmeno aver provato a capire se veramente la RSGP abbia potenziale non è simpatico. Ha firmato un contratto con Aprilia e se ne è pentito ma se vuoi essere un professionista devi provarci sino in fondo. Lui non l’ha potuto fare per causa di forza maggiore sino ad oggi e questo lo si comprende, un po’ meno che non lo voglia più….Non trovo serio comportamenti di questo genere, sulla falsa riga dei piagnistei di Zarco anni addietro.

Ci si rivede tra due settimane ad Aragon. La pista dove Bagnaia ottenne la sua prima vittoria in Motogp lottando proprio contro Marquez.

 

 

 

NORRIS VINCE A MONACO. LECLERC MAGNIFICO.

“Monaco è un circuito inadatto alle attuali monoposto di F1”. Da almeno 40 anni, all’approssimarsi al GP nel Principato, si sentono valutazioni di questo tipo. Eppure, tutti, dai piloti agli appassionati, amano questo posto.

Se poi ci si abita pure, l’amore è immenso e fa fare miracoli come portare quasi in pole una macchina che in 6 gare ha raccolto appena un podio. E si può pure essere arrabbiati per non averla portata in cima.

Perchè in cima c’è un altro che non si presumeva potesse esserci, il buon Lando Norris che ha negato a Leclerc l’impresa. 

E, al primo passaggio a Santa Devota, ha il suo bel daffare a tenere dietro il padrone di casa. Partenza senza emozioni, e le macchine sfilano senza problemi fino al Portier, dove Antonelli manda Bortoleto a sbattere.

Viene attivata la VSC, e diversi comprimari ne approfittano per smarcare il primo pit-stop, visto che oggi ce ne sono due da fare obbligatoriamente, pena la squalifica.

Al giro 5 la gara riparte. I primi due hanno già messo a debita distanza Piastri e Verstappen. Ma la cosa curiosa è che Bearman, uno di quelli che si è fermato al primo giro, con un pit-stop fra l’altro lunghissimo, gira 4 secondi più veloce di Norris.

Al giro 9, Gasly tampona Tsunoda alla chicane del porto, e la pista si riempie di detriti. Il francese riesce a rientrare ai box ma parcheggia l’auto in mezzo alla pit-lane, che viene chiusa per un breve periodo. Ma, questa volta, la Direzione Gara, non fa niente di più di questo.

Verstappen inizia a pressare Piastri, che si riavvicina ai primi due. A centro gruppo, Lawson, in nona posizione, rallenta abilmente tutti quelli dietro, e consente al compagno di squadra, in sesta posizione, di effettuare il pit-stop perdendo solo due posizioni, che recupera al giro successivo in quanto si fermano anche Alonso e Ocon.

Al giro 19 si ferma Hamilton, e riesce così a guadagnare la posizione su Hadjar e lo stesso Alonso. 

Al giro successivo si ferma Norris. Si ferma nuovamente anche Hadjar, che smarca così anche il secondo pit-stop, e rientra ancora una volta davanti al compagno di squadra.

Si ferma subito anche Piastri, mentre Leclerc, in questo momento primo, attende ancora, per cercare di effettuare l’overcut su Norris. Che non gli riesce, visto che, dopo la sua sosta al giro 23, si ritrova ancora secondo.

L’ultimo dei primi a fermarsi è Max Verstappen, al giro 29, e rientra in quarta posizione. In pratica, dopo il primo giro di pit-stop l’unico che ha guadagnato posizioni è Hamilton.

Al giro 38 si ritira Alonso per un problema al motore. 

Al giro 49 si ferma Piastri per il suo secondo pit-stop. Al giro successivo si ferma anche Leclerc, costringendo Norris ad imitarlo. Ancora una volta, Verstappen ritarda la sosta, e al giro 56 viene raggiunto dai due.

Al giro 74 anche Piastri raggiunge i primi tre. Charles mette un’enorme pressione su Lando, ma la fantastica trazione della McLaren gli impedisce qualsiasi tipo di attacco.

Al giro 77 Verstappen effettua la sua seconda sosta, e la gara così con Norris che scrive meritatamente il suo nome nell’albo d’oro del GP di Montecarlo, seguito da un magnifico e deluso Leclerc, poi Piastri, Max, Hamilton, a quasi un minuto, Hadjar, Ocon, Lawson, Albon e Sainz.

Fra una settimana si correrà il tanto atteso GP di Barcellona. Entreranno in vigore le nuove norme sulla flessibilità delle ali, e la Ferrari porterà il primo pacchetto di aggiornamenti. Cambierà qualcosa? No.

P.S. la faccia di Leclerc dopo avere perso la pole per pochissimo la dice lunga sulla voglia di vincere che ha questo ragazzo. E chi dubita del suo talento può, se vuole, guardare i distacchi che ha rifilato in prova e in gara al suo blasonato compagno di squadra.

P.S. 2 come si spiega che in un GP che, sulla carta, avrebbe dovuto essere disastroso per la Ferrari, il buon Charles abbia mancato non di molto il bersaglio grosso? Ad ogni modo, da Barcellona in poi tutto tornerà come prima.

P.S 3 Verstappen che si lamenta che il suo cambio funziona come quelli del 1972 è impagabile. Como lo è il fatto che se ne sia stato a giocare ad iRacing anzichè andare a vedere la proiezione dell’americanata, come hanno fatto gli altri 18 suoi colleghi (ok, anche Stroll non c’è andato, ma lui non può essere considerato un collega).

P.S. 4 il software che ha supportato la strategia Mercedes non era del 1972 bensì del 1980, e girava su uno Z80 con sistema operativo CP/M (qualcuno di voi se lo ricorda?). Non si spiega diversamente il fatto che, anzichè far fermare i due piloti al primo giro, considerando la pessima posizione di partenza, li hanno tenuti per oltre metà gara nel trenino degli ultimi, guidato prima da Lawson e poi da Sainz e, infine, da Albon, e abbiano fatto i 2 cambi obbligatori negli ultimi giri, chiudendo abbondantemente fuori dai punti.

P.S. 5 se dobbiamo assistere a gare dove i piloti girano di proposito 4 secondi più lenti per favorire ci compagni, si fa fatica a non dare ragione a chi dice che Monaco dovrebbe essere tolta dal calendario. E non serve neanche mettere 2 soste obbligatorie, devono trovare qualche altra soluzione modello Nascar, come ad esempio una safety car obbligatoria, per evitare che l’ordine di arrivo rispecchi quello di partenza.

P.S. 6 Genè che definisce straordinaria la strategia Williams che prima fa andare Sainz al rallentatore per far fare il pit-stop ad Albon, e poi fa il contrario, è lo specchio di quello che si suppone debba fare esaltare oggi guardando un GP.

P.S.7 è stata annunciata una partnership fra la F1 e Walt Disney. Il che non sarebbe un problema, se ad essere coinvolto non fosse Topolino.

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DI MONACO

Immancabile arriva il Gp insieme più atteso e più noioso di tutta la stagione, il GP di Monaco. Ormai quelle stradine con i nomi delle curve pronunciate a pene di canide tanto che ormai hanno sostituto i nomi “reali” le conosciamo a menadito e non mi dilungherò molto in questa preview che tanto ci penserà la gara ad annoiarvi a sufficienza.

Weekend che come sempre avrà il suo culmine di interesse nelle qualifiche del sabato che determineranno la griglia e con buona approssimazione l’ordine di arrivo della gara domenicale. Inutile dire che si tratta di un’ottima occasione per Verstappen di ridurre ancora un pò il distacco in classifica dal dinamico duo McLaren. Considerando il killer instinct che l’olandese ha in qualifica è lecito aspettarselo.

immagine da gpkingdom.it

McLaren arriva come sempre con i favori del pronostico che sarà suscettibile di cambiamento in base alle potenziali cappelle che i suddetti due piloti offriranno sulle strade del Principato. In tutto ciò proverà a inserirsi la Mercedes che arriva dal weekend piuttosto brutto di Imola per cercare un jolly un pò fine a se stesso ma che fa sempre morale.

Chi invece, considerando lo scarso feeling con le curve lente, potrebbe avere un weekend complicato è la Ferrari, a cui si aggiunge anche la scarsa resa sul giro secco. Sulla carta è una ricetta per il disastro, vedremo in pista.

In merito agli altri team sarà più che altro divertente vedere chi eventualmente tra i rookie farà più danni, considerando quello visto a Imola e nelle puntate precedenti. Ci si aspetta però che i piloti più esperti, vedi Alonso e Hulkenberg possano emergere in mezzo al potenziale tritello di carbonio.

immagine da automoto.it

Si prevede, ad oggi, ampia possibilità di pioggia durante le qualifiche del sabato, cosa che a mio parere aumenta esponenzialmente le possibilità di Verstappen di andare a cena con il Re nel dopogara. Quest’anno c’è anche la novità dei due pit obbligatori da fare in gara pena penalizzazioni: se ci sta fare la gara con le monoposto fatte con i lego nel pre-gara ci sta anche questa.

Buon weekend di gara a tutti e su con il morale che tanto il prossimo weekend c’è il Montmelò dove “inizia” il vero mondiale…

*immagine in evidenza da everythingf1.com

Rocco Alessandro

 

LE NON PAGELLE DI IMOLA 2025

Finalmente si giunge in un circuito probante, di quelli per i quali l’aggettivo “classico” non è soltanto esito di una scontata conta di stagioni nelle quali è stato presente. Imola, pur non avendo la stessa lunga storia di altri circuiti ancora più “classici” quali Monza o Silverstone e pur nella sua versione necessariamente rimaneggiata, si è imposto sin dall’inizio come uno degli appuntamenti preferiti dai piloti per via delle sue inconfondibili curve e per via del fatto che non perdona il benché minimo errore il che ha reso storiche moltissime delle sue edizioni (ahinoi, non solo nel bene…). Di questa sorta di cattiveria architetturale del suo layout se ne sono accorti, loro malgrado, Tsunoda e Colapinto che in qualifica se la sono vista brutta, con incidenti spaventosi ma che, grazie al livello di sicurezza raggiunto dalle vetture e agli accorgimenti apportati al circuito, non hanno sortito altro che un bello spavento. Bene così ma sempre antenne alzate, mi raccomando.

Sia le vetture che i piloti devono raggiungere la perfezione per poter performare al meglio ma la cosa bella di Imola, che la accomuna ad altri circuiti “classici” è che bisogna anche saperlo interpretare per carpirne i segreti più generali ma anche quelli più contingenti. Ne hanno data una splendida dimostrazione sia la RBR che la Aston Martin. La prima aveva iniziato il week end con FP disastrose, con il povero Max che non sapeva che pesci pigliare ma si è via via migliorata presentandosi in gara con una vettura che, diversamente dalle altre gare stagionali, non sembrava aver nulla da invidiare a McLaren. La seconda, Aston Martin, oltre a presentare qualche rilevante aggiornamento, è riuscita anche a capire che l’asfalto imolese poco tollerava le gomme rosse (in versione C6, la più morbida della stagione) e con le gomme gialle ha sorpreso tutti con una qualifica spettacolare con Alonso 5° in griglia e Stroll 8°, cioè in posizioni clamorosamente migliori di quelle fin qui raccolte in stagione quando già passare il primo taglio della qualifica pareva un miraggio per i verdi di Silverstone.

Torno su RBR rilevando che la vittoria di Max non è, a mio avviso, tutta farina del suo sacco. La netta sensazione, infatti, è che il figlio di Jos abbia potuto contare anche su un mezzo del tutto all’altezza di McLaren. Non si è dovuto, in buona sostanza, spingere oltre i limiti della vettura per conseguire l’eccellente risultato che abbiamo registrato. Sembrerebbe, questa, un’indicazione molto interessante per il prosieguo della stagione e che potrebbe aggiungere molto sale alla competizione per il titolo che sino ad ora abbiamo pensato essere appannaggio esclusivo dei piloti McLaren. Si tratta, beninteso, di una mia personalissima sensazione data dal vedere il comportamento della RB21 che è parsa molto meno scorbutica, rispetto ai precedenti GP stagionali, nel rispondere alle sollecitazioni di Max. Non credo di essere stato l’unico a notarlo: le dichiarazioni post-gara dei piloti McLaren e di Andrea Stella, che in altre occasioni sarebbero sembrate mere schermature da opporre ai giornalisti per giustificare la sconfitta, sembrerebbero confermare la loro preoccupazione in tal senso. Continua ad essere interessante vedere Williams confermare la sua competitività anche in questo circuito: in qualifica ha piazzato Sainz addirittura primo in Q2.

Ma vediamo come si sono comportati i piloti.

VERSTAPPEN voto 10

E si potrà mai dare un voto più basso per il magnifico Max? Certo che no. Stavolta assecondato anche da una vettura che, come già accennato poc’anzi, è parsa molto più docile delle precedenti uscite, il nostro strabiliante campione riesce a fare quel che più gli piace: andare veloce con continuità. L’aggiunta della lode al voto non glie la tolgo io ma Oscar Piastri che in qualifica riesce a strappare la pole dalle mani dell’olandese. L’attesa per lo scatto allo spegnimento dei semafori, lo confesso, era spasmodica: la mancanza di timore reverenziale di Iceman 2 nei confronti dell’olandese, più volte mostrata in stagione, e la partenza con 700 metri di allungo prima di curva 1 lasciavano pregustare un avvio di gara coi fiocchi. E così è stato. Max, infatti, scatta male al via. Viene sopravanzato anche da Russell che però rimane bloccato dietro Oscar. Si è dovuto inventare un sorpasso da antologia della Formula 1 per prendere la testa arrivando a staccare in un punto impossibile e sorprendendo Oscar all’esterno di curva 1 esibendo, al contempo, un controllo eccezionale. Sorpreso, Oscar stavolta non ha potuto neanche provare a prendere a “cornate”, per così dire, il nostro eroe e si è dovuto accodare. Il resto della gara non l’ha visto protagonista altro che per la sua straordinaria velocità. In totale controllo, peraltro. La maggior dimostrazione che la vettura, qui a Imola, era a livelli di assoluta eccellenza si è avuta in due occasioni. Quando Norris, dopo il primo pit fatto dagli altri piloti, si è trovato dietro di lui e con aria libera non è riuscito a guadagnargli praticamente nulla. Ho contato qualcosa come sette giri consecutivi in cui il distacco è rimasto inchiodato sui 9.8 secondi. Strabiliante, nevvero? La seconda occasione è stato nella ripartenza da SC nel finale quando ha staccato con sorprendente facilità le McLaren e non mi riferisco tanto a Piastri, in difficoltà con gomme vecchie, quanto a Norris il quale, dopo aver superato il compagno di squadra, si trovava a circa 2.5 secondi da Max ma ha chiuso a oltre 6 secondi di distacco, evidentemente non in grado di reggere il ritmo imposto da Max. Se la vettura confermasse i progressi mostrati a Imola, credo che i 22 punti che lo separano dalla vetta del mondiale non siano poi così tanti.

NORRIS voto 7

Ancora una volta, per giudicare il buon Lando, bisogna fare un sacco di tarature al “votometro”. In qualifica ancora una volta si presenta con il “braccino” al giro decisivo e a causa di ciò non solo deve rinunciare ad una pole che pure era nelle sue corde ma deve addirittura, si fa per dire, retrocedere in quarta posizione a causa del geniale exploit di Russell con le gialle. La partenza non lo vede tra i protagonisti ed è costretto ad accodarsi a Russell e al pessimo ritmo mostrato da Mercedes dopo pochi giri. Pena ben undici giri dietro al suo connazionale (il quale, a onor del vero, si difende egregiamente dagli attacchi di Lando) e quando finalmente, con una bella manovra alla Villeneuve (la curva, eh, mica il pilota: sia mai!) se ne libera può finalmente far esplodere il suo ritmo ma… Niente da fare. Come notato prima nel commento a Max non riesce a guadagnare praticamente nulla al rivale. C’è da dire che la mossa di rimanere fuori insieme a Max, che lì per lì’ non sembrava la migliore possibile, è stata eccellente ed è sostanzialmente ciò che gli ha permesso di guadagnare la seconda posizione al traguardo grazie alla possibilità di pittare insieme a Max durante la SC finale. Le sue gomme nuove, contro le vecchie del compagno di squadra, gli hanno consentito un facile sorpasso. Ma anche qui non abbiamo potuto vedere il consueto Norris ultra-veloce dei finali di gara. Non che non ci abbia provato ma stavolta Max e la sua RB21 sono stati un osso troppo duro. Bene per lui che rosicchia qualche punto in classifica mondiale al suo team mate ma così i mondiali non si vincono.

PIASTRI voto 8 meno

Già. La spettacolare pole position conquistata al sabato (che è già un +1 a qualsiasi voto si sarebbe meritato) lasciava presagire un altro week end da dominatore. Anche al netto dell’incognita rappresentata dal confronto con Max in partenza le aspettative e le speranze dei tifosi papaya non potevano che concentrarsi su di lui. Si è però fatto sorprendere dalla mossa di Max alla prima curva e non è riuscito a contrastarlo efficacemente nei giri in cui gli è stato dietro. Mi ha un po’ sorpreso il pit anticipato al 14° giro. La mia personalissima sensazione è che in McLaren abbiano sopravvalutato il recupero che stava facendo Leclerc e che abbiano pensato di attaccare Max con un undercut ad alto rischio d’insuccesso considerati tutti i piloti dietro i quali sarebbe uscito. Ed infatti esce dal pit in “settordicesima” posizione (peraltro davanti a Leclerc casomai avessero ulteriormente sopravvalutato il suo recupero) ed è stato costretto a molti, troppi, sorpassi. Ne è emerso comunque in modo egregio superando in modo chirurgico chiunque si sia trovato davanti: Tsunoda, Bearman, Colapinto, Hulk, Hamilton, Antonelli e Hadjar sono caduti uno dietro l’altro come birilli. Una performance eccezionale che però gli ha fatto perdere parecchi secondi e ha reso sostanzialmente impossibile tentare l’assalto a Max. L’azzardo di rimanere in pista durante la SC nel finale, infine e da qui il “meno” del voto, era palesemente errato: doveva fermarsi e poi vedere cosa succedeva nel presumibile duello tra Norris e Max alla ripartenza. Poco male se non fosse che più che i punti recuperati da Norris sono quelli recuperati da Max e dalla sua rediviva vettura a rendere più inquietante di quanto non sembri l’esito del GP. La stagione è lunga ma non ho dubbi sul fatto che Oscar sappia come andare avanti.

HAMILTON voto: 7 ½ meno meno

Per come si era messo il week end il quarto posto di Lewis sul Santerno ha del miracoloso. Ero tentato, inizialmente, di salire molto di più con il “votometro” ma la sensazione che la sua posizione finale sia dipesa più da errori altrui che non da meriti suoi non mi abbandona. Va però detto che nel motorsport conta essere lì nel momento giusto e Lewis, “lì”, c’era. Il suo maggior demerito è stato quello di essere stato dietro ad Antonelli per un’infinità di tempo quando sembrava palese che ne avesse assai di più. Il suo merito è stato quello di rimanere lineare nei momenti più decisivi della gara quando il caso si è messo di traverso alle ambizioni di Leclerc e la troppa foga ha tradito Albon. Se escludiamo l’exploit della “garetta” cinese questo quarto posto è il suo miglior risultato in stagione. Forse avrebbe voluto conquistarlo in altro modo, chissà?

ALBON voto 8 meno

I “meno” abbondano, in queste non pagelle. La gara di Albon è stata eccellente sino alla stupidaggine commessa nel finale nella lotta con Leclerc. Un vero peccato perché alle qualifiche eccezionali (dove però giunge per la seconda volta consecutiva dietro a Sainz) stava facendo seguire una gara altrettanto bella e il quarto posto era davvero alla sua portata. Copia la strategia di Max e Lando e approfitta in modo egregio dell’ottimo ritmo mostrato da Williams per trovarsi nel posto giusto al momento giusto quando arriva la SC nel finale. Ed è qui che si prende il “meno” con la vettura che si ritrova, le gomme nuove, e l’abilità nel sorpasso che l’ha sempre contraddistinto non avevo dubbi che avrebbe fatto un sol boccone di Charles. Doveva solo non innervosirsi alla ovvia resistenza che CLC avrebbe posto. E invece si è innervosito e ha commesso un’ingenuità in un punto della pista in cui non avrebbe dovuto e addio al risultato di prestigio. È fortunato che Lewis si sia lasciato ingolosire dalla possibilità di agguantare Piastri e il podio perché una condotta più strategica di Ferrari, con Lewis a dare DRS a Charles, gli avrebbe impedito il sorpasso pulito che proprio alla fine gli ha comunque consentito di chiudere bene. Più sagacia, Alex, più sagacia! Non sprecarla ora che hai la vettura che finalmente gira come deve!

LECLERC voto 8 più

Dopo tanti “meno” finalmente un “più”. La SF-25 si dimostra per l’ennesima volta incapace di essere veloce in qualifica. E Imola, purtroppo per i tifosi rossi, è pure peggio degli altri GP così che non si riesce nemmeno a passare il Q2. Invero, trattasi di una vera e propria figuraccia perché se è vero che Imola è circuito probante allora il vedere le rosse annaspare alla ricerca di una velocità che non c’è è veramente frustrante. A maggior ragione se si considerano piloti come Charles che della velocità in qualifica hanno sempre fatto uno dei loro marchi di fabbrica e lo stesso Lewis che anche se non è più il fenomeno di velocità che era nel suo “prime” non è certamente (quantomeno: non ancora) il più lento dei venti partecipanti al mondiale. Tuttavia, ancora una volta la vettura in gara si dimostra piuttosto efficace in gara e il nostro eroe non tarda a dimostrarlo. Tra una partenza al fulmicotone e due sorpassi il buon Charles in pochi giri si porta a ridosso dei primi. Verificato che il ritmo è ottimo l’idea di fare undercut è pronta per essere realizzata sicché è il primo a pittare (a parte Ocon che aveva pittato subito al primo giro) al 10° giro insieme a Gasly. La mossa si rivela azzeccata perché i successivi giri a suon di fastest lap gli consentono di recuperare parecchie posizioni. Si trova a circa 6 secondi da Piastri quando questi decide di pittare a sua volta e mantiene il distacco fino alla VSC. Purtroppo questa non lo aiuta nel gioco dei pit stop perché chi gli stava davanti ne approfitta per pittare e lui non può superarli sicché decide di pittare pure lui. Ancora una volta ritmo e sorpassi lo riportano avanti, avendo sempre Piastri come obiettivo, quantomeno potenziale, e quando sembrava che il finale di gara potesse arridergli arriva una SC decisamente improvvida per lui. Qui c’è stato lo scambio di messaggi con il muretto sull’opportunità, o meno, di montare le gomme rosse e provare l’attacco al podio. Ebbene, il muretto gli nega il cambio sostenendo che mancando 17 giri alla fine la mossa era troppo azzardata. Vero. Ma la SC sarebbe durata almeno 4 o 5 giri e mi sorprende che al muretto Ferrari non abbiano fatto questa considerazione. Considerando che poi di giri dietro SC se ne sono fatti 7 e che quindi si è ripartiti con solo 10 giri da percorrere il ragionamento ha ancora meno senso. A parziale giustificazione va detto che nessuno, dietro, ha pensato di montare le rosse quindi i dati che portavano a conclusioni di questo tipo li avevano più o meno tutti. Aggiungo anche che il cambio era quasi gratis perché la sua posizione nel tracciato gli avrebbe consentito di cambiare anche nel secondo giro di SC visto che Albon e Hamilton erano dietro dopo il loro pit e anche Hadjar ha perso un giro di SC prima del pit. Max e Lando avevano pittato ma messo le bianche e Piastri non aveva pittato. Lui, quarto non aveva nulla da perdere mettendo le rosse. Se la mossa si fosse rivelata sbagliata poco male: con hamilton (svegliatosi nella seconda parte di gara) in lotta con Albon avrebbero potuto comunque provare a riprendere il quarto posto con qualche gioco di squadra mentre se la mossa si fosse rivelata giusta il podio sarebbe stato praticamente assicurato considerato che Piastri aveva gomme piuttosto usurate. Incognita per incognita, il rischio valeva certamente la candela. Peccato, perché il muretto Ferrari si sta comportando piuttosto bene da qualche tempo a questa parte: questo errore (perché errore è) non ci voleva. Ad ogni modo, nel finale è costretto a difendersi e per quanto lo faccia con maestria e cattiveria alla fine non può evitare di subire il sorpasso di Hamilton e Albon. Quanto a quest’ultimo anche senza restituire la posizione credo che sarebbe passato ugualmente visto che in quel momento mancavano ancora 4 giri e c’era una differenza enorme di tenuta gomme. Viene inevitabile la riflessione sull’inutilità di avere un ottimo ritmo di gara se si parte dalla sesta fila. La sensazione è che l’inversione del trend vista l’anno scorso sulla capacità di preservare le gomme in gara sia stata seguita troppo pedissequamente con la SF-25 diventata incapace di “accendere” le soft in qualifica. Inoltre c’è qualcosa che non va nel cosiddetto grip meccanico, come hanno notato molti commentatori. Quando la vettura entra in una curva velocità media (e ancora di più quando approccia una variante) si nota un sottosterzo che costringe i piloti a chiudere il volante rischiando il successivo sovrasterzo in uscita. Ancora peggio sono le curve doppie come la Rivazza in cui si vedono le Ferrari che tendono a scivolare in entrata e, ancora una volta, costringono i piloti a manovrare col volante perdendo inevitabilmente centesimi preziosi. Questa tendenza spiega anche il perché i piloti Ferrari, Hamilton in particolare, si lamentino dei freni: se senti sottosterzo in entrata viene in qualche modo naturale chiedere di più dai freni perché vorresti poter girare in sicurezza la macchina affinché possa essere più “dritta”, per così dire, una volta in percorrenza di curva. In pratica, l’idea per contrastare l’effetto sarebbe di ritardare la frenata, farla molto più decisa, stringere l’angolo di sterzo e infine, nei casi più estremi, entrare addirittura in curva con un colpetto di gas (come nei go-kart) per non perdere troppa velocità di percorrenza. A scriverlo è facile ma a farlo… La sensibilità naturale di un pilota queste cose le macina in frazioni di secondo ma se la macchina, nella frenata, non ti segue allora istintivamente sei costretto ad allungare la frenata (e perdi tempo o rischi che si blocchi una o entrambe le anteriori) oppure lasci il freno ma sei costretto a pasticciare col volante per non perdere il posteriore. Ovvio che la soluzione “vera” sarebbe anticipare di molto la frenata ma i piloti anticipano la frenata solo quando vanno in gita per pasquetta, non in un circuito di Formula 1. Leclerc, un paio di GP fa, dichiarò di voler cambiare completamente l’assetto e così ha fatto. Ma cos’ha fatto? Ha semplicemente spostato tutte le forze dinamiche e aerodinamiche sull’anteriore cercando di creare un effetto sovrasterzante che contrasti il naturale sottosterzo. Quindi tutto ok? Purtroppo no. Perché se c’è un difetto di grip meccanico, cioè in parole povere un corpo vettura (telaio-trasmissione-motore) che distribuisce i vettori cinetici in modo non abbastanza efficace, Leclerc si ritroverà magari a entrare meglio in curva ma svagolare come una biscia impazzita in uscita appena mette il piede sul gas. Non per nulla a Imola si è visto Leclerc stringere più di altri le curve in sequenza dopo la Villeneuve perché probabilmente “sentiva” che poteva controllare meglio lo scivolamento. Peccato che con anteriore puntato non si dovrebbe stringere troppo la curva perché si rischia di perdere il posteriore. Insomma, è un vero rebus perché suppongo che non sia sufficiente girare due viti per mettere a posto il problema. E poi stiamo parlando di frazioni quasi infinitesimali di comportamento vettura: su un giro di 1.15 il difetto di cui sopra vuol dire, poniamo, 3 decimi. Come intervieni? Non mi stupisco, se quest’analisi ha un minimo di fondamento, che in gara la macchina vada meglio che in qualifica: qui le forze in gioco sono ancora più estreme e se c’è un difetto, per quanto piccolo, nella loro distribuzione allora viene amplificato. Lo studio delle aerodinamiche, con pacchetti aggiornati, può certamente migliorare il comportamento vettura nelle curve medie e in quelle veloci ma in quelle lente il problema dubito che si possa risolvere. Mah! Staremo a vedere

RUSSELL voto 7

Mercedes sembra mostrare il problema esattamente contrario a quello della Ferrari. Oltre alle eccellenti prestazioni, spesso inattese, in qualifica, avete notato che Russell è quasi sempre il migliore a scattare allo spegnimento dei semafori? È possibile che ciò non dipenda solo dall’abilità di giorgino nostro ma anche dalla capacità del corpo vettura di trasmettere meglio le forze dinamiche alle gomme. Questo significa che la vettura lavora benissimo proprio con le gomme. Pure troppo, però. Quindi se nel giro secco Mercedes è ottima, quando si tratta di percorrere un intero stint il pregio si tramuta in difetto e le gomme ne risentono di più rispetto agli altri. E la gara di Russell (e di Antonelli fin quando è durato) ne è stata preclara dimostrazione. Nei primi cinque giri è rimasto attaccato a Piastri ma poi le gomme hanno ceduto e ha perso un’infinità di tempo. Ha pittato il giro dopo rispetto a Leclerc più per disperazione che per scelta. Costretto a non forzare troppo per non rovinare le gomme non ha potuto seguire il ferrarista nei tanti sorpassi necessari per recuperare le posizioni che aveva perso e lì si è compromessa la sua gara. Ha, sostanzialmente, navigato a vista per tutto il tempo e gli è anche andata bene perché, come Leclerc, non avendo pittato in regime SC ha costretto Sainz e Tsunoda a fare altrettanto che gli hanno fatto da cuscinetto sul ritorno di Hadjar.

SAINZ voto 6

Bene, anzi benissimo, in qualifica, il buon Carlos stavolta non è stato impeccabile in quanto a condotta gara. E non mi riferisco tanto al fatto che è stato uno dei più danneggiati dalla VSC di metà gara quanto al nervosismo che lo ha contraddistinto in alcuni sorpassi o tentati tali che alla fine gli hanno fatto perdere tempo. Inoltre non è stato abbastanza fiducioso quando è arrivata la SC e ha preferito combattere ad armi pari con Russell, anziché cambiare gomme e provare l’assalto finale. Un po’ lo stesso problema patito da Leclerc, no? Fatto sta che non riesce a pungere e nemmeno a mostrare la sua consueta sagacia tattica. Speriamo che Williams confermi la competitività e che la possa mostrare nei prossimi GP.

HADJAR voto 8

Che bravo il nuovo arrivato. Non solo torna in top 10 in qualifica ma fa anche una gara coi fiocchi che solo la SC gli impedisce di trasformare in un risultato di prestigio. Purtroppo per lui è stato inquadrato soltanto quando era sotto attacco di qualcuno quindi non riesco a dettagliare meglio la sua performance ma le occhiate al monitor dei tempi e dei distacchi lo hanno mostrato sempre ad un livello nettamente superiore a quello dei piloti con cui in teoria dovrebbe combattere. Purtroppo la SC del finale lo ha sorpreso lontano dal pit ed ha perso posizioni importanti altrimenti l’avremmo visto dalle parti di Leclerc: davanti o dietro non lo sapremo mai. Ma bene così.

TSUNODA voto 6 ½

Sufficienza piena per il piccolo Yuki. L’incidente in qualifica è stato tremendo e gli è andata bene. Poi bisogna dire che in gara si è barcamenato assai bene dovendo partire dalla pit lane ed è riuscito, anche aiutato dalla SC finale che nel suo caso è arrivata dal cielo, a portare un buon risultato nonostante tutto. Forse lo spavento del sabato gli ha condizionato oltremisura la domenica perché il monitor dei tempi lo vede con un ritmo molto più lontano da Max di quanto non fosse nei due precedenti GP: stiamo parlando di quasi due secondi al giro non di frazioni. Onestamente non so se gli aggiornamenti RBR fossero solo per Max (il che spiegherebbe) o erano anche per lui (il che dovrebbe far scendere il voto di un punto). Staremo a vedere nel prossimo week end.

NOTE DI NON SO CHE VOTO DARE:

Aston Martin ha portato importanti aggiornamenti che, unitamente alla genialata di tentare i fastest con le gomme gialle, ha fatto fare faville in qualifica. Anche all’avvio del GP non erano parsi affatto male ma poi, complice anche il timing della VSC sfavorevole che li ha portati alla pessima scelta di non pittare, sono via via stati risucchiati dal gruppo e nel finale non hanno saputo recuperare per entrare nei punti. Quindi gli aggiornamenti sono “roba buona”? oppure è un miraggio dato dalla scelta delle gomme gialle per la qualifica? Insomma: Newey ha già cominciato a fare magie oppure no? Ai posteri…

NOTE DI MERITO

Nessun merito di rilievo per gli altri a Imola quindi mi limito a dare una pacca sulla spalla a Bortoleto che passa il taglio del Q1 davanti a Hulkenberg

NOTE DI DEMERITO

L’abbiamo incensato quando meritava ma bisogna essere onesti e bacchettarlo quando invece demerita. Antonelli in questo week end purtroppo non ha fatto granché. Lontanissimo da Russell in qualifica, anche in gara è parso assai in difficoltà. Qualche sussulto di orgoglio nella sua resistenza a Hamilton nella prima parte di gara ma nulla più. Magari il problema all’acceleratore che l’ha costretto al ritiro era già presente e magari no. Tutta esperienza, suvvia!

Non mi è piaciuto Colapinto che, oltre all’evitabilissimo incidente in qualifica, in gara è stato assai deludente.

Stranamente devo bacchettare anche Gasly che pure avrebbe avuto l’occasione di andare a punti giocando di strategia e seguendo Leclerc dopo il primo pit: se fai undercut poi bisogna che vai altrimenti hai solo perso tempo. Ecco: non è andato.

NOTE CHE NON SO CHE CRONOMETRI USI LA FIA

In Q2 Bearman ha chiaramente, stando alle immagini televisive, completato il suo giro prima che venisse dichiarata bandiera rossa. La FIA invece ha comunicato che l’ha completato pochi decimi dopo. Ora, sarà il caso che qualcuno ci dica se c’è contemporaneità tra quando il commissario “struca el botòn” della bandiera rossa e quando viene notificata sui display in pista e sul volante dei piloti perché altrimenti la cosa non si spiega.

Alla prossima!