MAX VINCE AD ABU DHABI. LANDO CAMPIONE DEL MONDO.

Dopo 4 anni, Abu Dhabi torna ad essere decisiva per l’assegnazione del titolo. Alla vigilia, si sprecano le ipotesi su quella che sarà la strategia possibile da parte di Max per portarsi a casa un mondiale che qualche mese fa sembrava completamente andato. E in tanti, come chi scrive, erano convintissimi che ce l’avrebbe fatta.

Ma la matematica è la matematica. E la McLaren è la McLaren. Ma andiamo con ordine.

Le qualifiche vedono Max fare il massimo, e cioè la pole, ma Norris e Piastri sono subito dietro di lui. E anche la partenza è da manuale. Stranamente, ma fino ad un certo punto, i papaya non applicano le famigerate “papaya rules”, e differenziano la strategia fra i due piloti, con Oscar che parte con gomme dure e, dopo poche curve, attacca senza pietà il compagno e lo passa.

Dopo 3 giri, Lando è terzo a 3 saecondi, ma dietro di lui ha “solo” Leclerc, con una SF-25 nella finestra giusta. Charles prova timidamente un attacco, ma non è una reale minaccia. Si preannuncia, quindi, una tranquilla cavalcata fino alla fine. E così sarà. O quasi.

Al giro 15 rientra Russell, quinto, rientra e mette un po’ di pepe sulla strategia McLaren. E, infatti, al giro successivo rientrano Norris e Leclerc. Che, puntualmente, si ritrovano nel traffico. Il Lando degli scorsi anni sarebbe andato completamente nel panico, ma quello odierno no, e si sbarazza facilmente degli avversari.

Al giro 24 arriva però dietro a Tsunoda, al quale la squadra chiede di rendere difficile la vita. Il giapponese risponde per radio dicendo che sa benissimo cosa fare, ma in realtà non sa un bel niente e l’unica cosa che riesce a fare è ondeggiare in rettilineo, costringendo il leader del mondiale ad uscire di pista per passarlo.

Entrambi vengono investigati ma verrà giustamente penalizzato solo il Yuki, che chiude così ingloriosamente la sua carriera da pilota di F1.

Nel frattempo, Verstappen si ferma ai box. 

Al giro 40 Leclerc effettua la sua seconda sosta, seguito il giro dopo da Norris. Piastri viene superato da Verstappen che si riporta al comando. L’australiano si ferma al giro 42, tornando in seconda posizione.

Leclerc si riavvicina a Norris ma l’inglese gli fa capire che non c’è speranza.

Gli ultimi giri non riservano alcuna sorpresa. Max non prova a rallentare il gruppo, come si era paventato all’inizio, e va a cogliere la sua ottava vittoria stagionale, una in più di Piastri e Norris, che lo accompagnano sul podio. Poi Leclerc, Russell, Alonso, Ocon, Hamilton, Hulkenberg e Stroll.

Ora solo poche settimane e vedremo cosa ci aspetta nel 2026. Nessuno può immaginare come sarà la Formula 1 l’anno prossimo, ma ne parleremo nei p.s.

Un ringraziamento a tutti voi che avete letto queste righe, sempre scritte con tanta passione. Continuate a seguire il Bring anche nell’off-season, perchè ci sarà sicuramente tanto di cui discutere.

Buone feste e arrivederci, con le cronache, al 2026.

P.S. Non so se ha vinto il migliore. Molto probabilmente no. Non so nemmeno se ne vincerà un altro. Ma, come ha detto Sainz, ha vinto uno che ha avuto il coraggio di ammettere pubblicamente i suoi problemi, e ha saputo risolverli perchè, anche se hai la macchina migliore, se non sei perfetto non vinci. E, sempre come ha detto Carlos, oggi, nel mondo dei social che danno un’immagine distorta del mondo, soprattutto ai giovani, c’è anche bisogno di qualcuno come Lando. Io sono molto contento per lui.

P.S. 2 La miglior stagione di Verstappen è stata quella dove non ha vinto. Esattamente come per Senna, nel 1993. Al brasiliano il destino non ha dato la possibilità di rifarsi, Max, invece, avrà tante altre occasioni. Sempre che non decida che la nuova F1 fa schifo e che è meglio fare altro. Ha già iniziato a dirlo.

P.S. 3 Dovrei parlare a lungo della Ferrari, ma ho deciso di non sprecare parole. La stagione è stata semplicemente fallimentare, Hamilton ha avuto un rendimento vergognoso. Nulla, ma proprio nulla, fa pensare che nel 2026 possiamo vedere una rossa vincente.

P.S. 4 il ciclo tecnico conclusosi oggi si è aperto con 2 ritiri di Max, ma dopo la prima stagione ci siamo detti, qui, che avremmo rischiato di vederlo vincere il campionato fino al 2025. Non eravamo andati molto lontani.

P.S. 5 A proposito del ciclo tecnico, le auto ad effetto suolo dovevano risolvere il problema della scia e, invece, dopo poche gare è ritornata la ferrea regola che quando si arriva ad un secondo si resta lì a meno che non si abbiano gomme molto più nuove. L’anno prossimo il DRS non ci sarà più, ma avremo tante altre diavolerie. I sorpassi, però. saranno comunque finti, se possibile ancora di più.

P.S 6 Quello che ci aspetta non lo sa nessuno. Sulla carta, potrebbe essere un disastro, fra aerodinamica mobile, batterie molto più capienti che nessuno ancora ha capito come potranno ricaricarsi, e possibilità da parte della FIA di modificare le prestazioni a propria discrezione. A mio parere, ma ovviamente mi sbaglio perchè io faccio un altro mestiere, si sono infilati in un tunnel dal quale faranno fatica ad uscire senza importanti modifiche. Peccato, perchè, anche stavolta, il ciclo tecnico viene interrotto proprio quando si era raggiunta una certa uniformità di prestazioni, che è quello di cui la F1 ha bisogno. E, invece, l’anno prossimo ci ritroveremo con qualcuno che ha 100 cv in più, e qualcuno che vincerà mondiali a ripetizione e verrà ricordato come quello che guidava un’astronave. Gli converrà pianificare bene la carriera per evitare di finirla in Ferrari. A meno che l’astronave non sia proprio la Ferrari, cosa molto improbabile, come abbiamo scritto sopra.

P.S 7 Ultima gara non solo per queste monoposto enormi (non che quelle dell’anno prossimo siano tanto più piccole, in realtà) ma anche per la Sauber, che c’è da credere ritornerà ancora una volta, e per i motori Renault e, in questo caso, è molto più improbabile rivederli nella massima formula, almeno a medio termine.

P.S. 8 Non è invece stata l’ultima gara per Alonso, che l’anno prossimo avrà, finalmente, la macchina di Newey. Se vincesse il mondiale, verrebbe raccontata la più bella storia possibile e immaginabile. Ma non succederà.

P.S. 9 Tante volte, in queste cronache, ho criticato e preso in giro il cronista di Sky, definendolo urlatore, meteorologo, nazionale di sci, ecc… ecc… Ora però mi sento di dirgli una cosa sola: forza Carlo. Stai sicuro che continuerò a dirti le stesse cose nel 2026 e anche nelle stagioni successive.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

F1 2025 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

La sensazione di deja vu è potente. Il 2025 come il 2021 o forse non proprio uguale uguale, ci sono attori diversi e un pathos minore. Allora era il clash per antonomasia: il giovane rampante contro il vecchio leone alla ricerca dell’azimut della sua carriera, difficile trovare di meglio. Questione anche di palmares e di carisma ben superiori rispetto a questo remake del 2025.

Un protagonista è rimasto lo stesso, anzi oggi c’è la sua versione corretta e migliorata con lo stesso istinto dello squalo, Verstappen. Si prepara all’ultimo attacco dell’anno con la consapevolezza che è già un miracolo potersela giocare fino alla fine e il miraggio di un titolo che con tutta probabilità lo farebbe entrare nel pantheon di quelli “hors categorie”.

immagine da funoanalisitecnica.com

Dall’altra parte i due piloti Mclaren, il principe designato dal talento e dalla nazionalità e l’altro, la promessa di belle speranze che si è ritagliato un posto da assoluto e ingombrante protagonista. Rispetto all’olandese il killer instinct è ancora in fase embrionale o forse neanche quello ma dalla loro hanno una gran macchina e, uno dei due, un vantaggio cospicuo in classifica che sarebbe una sentenza se ce l’avesse il numero 33.

Eppure è ancora tutto in ballo perchè, monoposto veloce o meno, i nervi e l’istinto la faranno da padrone nella domenica di Abu Dhabi. Intendiamoci, a bocce ferme scommettere contro il titolo di Norris equivale ad una forma mal celata di masochismo. L’inglese può permettersi di arrivare terzo anche con Verstappen vincente e considerando la superiorità rispetto al resto della concorrenza è come dormire tra due guanciali.

Però, non è così scontato. C’è da trovare una quadra nelle prove libere, fare una qualifica di livello assoluto e cercare di passare indenne e possibilmente davanti curva 1 allo start del Gp. Mica facile con lo squalo orange che ha già annusato l’odore del sangue e della paura.

immagine da autohebdo.it

Certo ci sarebbe Piastri che potrebbe giocare di squadra, fare lo stopper ma se non l’ha fatto fino ad adesso difficile che lo faccia ora, ache perchè qualche speranziella di titolo ce l’ha ancora.

E quindi? Cosa succederà? Chi vince? Il carneade inglese per un trionfo albionico al quadrato oppure l’olandese per la definitiva entrata nel pantheon degli Dei del motorsport? Potrebbe anche venir fuori la gara più noiosa dell’anno , cosa non difficile allo Yas Marina circuit e il tutto ridursi ad una conta dei giri che mancano alla fine.

Ma siamo sicuri che in qualifica, allo start e per tutta la gara la tensione, il peso della vittoria giocherà un brutto scherzo a qualcuno.

E dire che, tutto sommato, senza la squalifica di Las Vegas, Norris sarebbe già campione e anche meritatamente. Non un titolo da spellarsi le mani ma comunque un degno campione del mondo, forse il primo passo per uscire definitivamente dal bozzolo e spiccare il volo.

E invece per lui sarà l’ennesimo weekend tra paure e aspettative. Non sappiamo come lo vivrà ma un pò si può essere solidali, capire i tormenti di un ragazzo in bilico tra estasi e profonda delusione. Si starà divertendo o preferirebbe essere in un altra situazione? Tutti lo indicano vincitore e chissà se è questo il peso maggiore o quello autoinflitto delle proprie aspettative.

immagine da racingnews365.com

Verstappen dà la sensazione di avere un indole totalmente diversa, in cui il dubbio e la paura sono tenuti a bada da una incrollabile sicurezza dei propri mezzi, ancora più forte quando è più facile perdere che vincere. Forse perchè l’olandese si diverte realmente a fare quello che fa e trova nella competizione il suo spazio felice.

Ecco forse proprio a questo dovrebbe pensare Norris, alle gare in kart da ragazzino dove quello che contava era esserci, lottare e avere il piacere di fare una cosa totalmente futile eppure così gratificante. Io dico che se lo merita. Ma il “merito” e quello che dovrebbe essere giusto o meno è sempre una questione soggettiva. Quello che conta è cosa si deve fare e come lo si fà, magari fatto un pò meglio rispetto al famigerato epilogo del 2021 giusto per avere questa volta un titolo fair and square al 100%.

*immagine in evidenza da musco.com

Rocco Alessandro

 

LE NON PAGELLE DEL QATAR 2025

Il circuito di Losail, incastonato nel deserto del Qatar come un gioiello di asfalto nel nulla, rappresenta un paradosso affascinante e tremendamente frustrante della Formula 1 moderna. Con questa tipologia di vetture a effetto suolo, il layout rende praticamente impossibili i sorpassi (complice anche una linea DRS troppo avanzata nel rettilineo principale che non dà tempo di ottenere il delta di velocità necessario per tentare il sorpasso), trasformando troppo spesso la gara in una processione ordinata dove le posizioni si cristallizzano dopo i primi giri come in un mosaico bizantino. Eppure – e qui sta il paradosso – i piloti si divertono un mondo a guidare su questo tracciato, perché le curve sono difficilissime, tecnicamente assai impegnative, con fortissime accelerazioni laterali che mettono alla prova tutta la loro abilità anche quando ciò nega allo spettatore lo spettacolo del duello ruota a ruota.

E quest’anno il Qatar ha scritto un altro capitolo cruciale nella saga del mondiale 2025. L’incertezza diventa fibrillazione pura, adrenalina allo stato brado, perché la strepitosa vittoria di Max Verstappen gli consente di “mangiare” altri 10 punti a Norris e di superare in classifica il povero Piastri, nonostante la sua gara superlativa.

Siamo arrivati all’ultimo atto con una situazione che ricorda altre bellissime stagioni del nostro amato sport in cui il titolo poteva andare in qualsiasi direzione proprio all’ultima gara nella quale lo stress e la tensione sono stati (e lo saranno anche ad Abu Dhabi) fuori da ogni possibilità di misura. Norris mantiene 12 punti di vantaggio su Max e 16 su Piastri. Sulla carta Lando è ancora il favorito, ma la sostanza, la cruda realtà ci dice che il mondiale è più aperto che mai. Un solo errore (tanto Norris quanto Piastri qui hanno rischiato), un solo problema meccanico (e qui mi auguro che non capiti perché sarebbe ingiusto), una sola scelta strategica sbagliata (e qui ne abbiamo viste a iosa) e tutto, ma proprio tutto può cambiare in un attimo. L’ultima gara ad Abu Dhabi si preannuncia, dunque, come un finale al cardiopalma, dove i nervi saldi potrebbero fare la differenza tanto quanto la velocità pura, anzi, certamente molto di più. Mi sale la tensione solo a pensarci e credo che pochissimi vorrebbero trovarsi nei panni dei nostri tre beniamini, certamente non il sottoscritto! Sicché mi viene in mente un bel film che probabilmente gli appassionati di Formula 1 conoscono bene. In Rush di Ron Howard, Thor nei panni di James Hunt ad un certo punto sbotta: “What kind of person does a job like this?!” Chi mai farebbe un lavoro del genere?! Il terzo incomodo, quello che sembrava tagliato fuori, spacciato, finito, ha recuperato QUASI tutto, ha il coltello tra i denti e non ha assolutamente nulla, ma proprio nulla da perdere in vista dell’ultima gara.

Ma ora bando alle ciance. Andiamo a vedere come si sono comportati i protagonisti.

VERSTAPPEN voto 10 cum laude

Eccezionale! Max Verstappen confeziona una di quelle prestazioni che rimarranno negli annali come esempio luminoso di intelligenza tattica unita a maestria esecutiva assoluta. La partenza è spettacolare: dalla terza posizione supera Norris all’esterno della curva 1 con una manovra al limite del perfetto, portandosi in seconda posizione e mettendosi subito nella scia di Piastri pronto ad approfittare di ogni minima incertezza dell’australiano.

Ma il momento che decide la gara, quello che (forse) cambierà il destino del mondiale, arriva al settimo giro, quando Hulkenberg litiga con Gasly ed esce malamente di pista causando una Safety Car. Qui entra in gioco la perfetta scelta strategica di Red Bull: mentre le McLaren restano fuori come ebeti, Max pitta, rientrando virtualmente in testa alla gara grazie alla inedita regola dei 25 giri per mescola, con un vantaggio psicologico, ancor più che tecnico, favoloso. Da quel momento in poi, l’olandese guida magnificamente fino alla fine senza commettere il benché minimo errore e con un ritmo che in diversi frangenti è pure migliore di quello di Norris.

La settima vittoria stagionale arriva così, costruita sull’intelligenza strategica e sulla perfezione esecutiva più totale. Fun fact: nonostante il dominio tecnico sostanzialmente assoluto dimostrato da McLaren ci ritroviamo all’ultima gara con tre piloti che hanno sette vittorie a testa. Non c’è alcun bisogno di guidare il lettore verso l’unica ovvia deduzione su come si possono paragonare le abilità e le capacità dei tre piloti ancora in lizza, giusto? Semplicemente magistrale!

PIASTRI voto 9 1/2

Eccezionale per tutto il weekend, Oscar confeziona una performance superlativa che meritava ben altro epilogo. La pole position è un capolavoro assoluto di precisione e velocità, e in gara il suo ritmo è costantemente il migliore in pista. Piastri fa tutto perfetto: partenza impeccabile, gestione gomme magistrale nei primi giri, nessun errore. Welcome back, verrebbe da dire.

Purtroppo, paga amaramente la scelta di McLaren di non pittare durante la Safety Car del settimo giro. Per lui, in testa alla gara, era oggettivamente una decisione assai difficile, direi persino complicatissima da prendere: cedere la leadership implicava il rischio di finire in un “trenino” assai arduo da superare quindi con possibilità di recupero compromesse. McLaren decide dunque di tenerlo fuori ma questa scelta si rivela fatale. Al secondo pit si ritrova a circa 17 secondi da Max – recupera diversi secondi ma Max è troppo forte per immaginare anche solo di impensierirlo.

Il mondiale non è matematicamente chiuso per l’australiano, ma la strada si è fatta ripida come una parete di montagna. Sono comunque contento di rivederlo ai livelli cui ci aveva abituato sino a Baku.

SAINZ voto 9 1/2

Superlativo! Carlos confeziona una gara semplicemente perfetta, approfittando con intelligenza felina della confusione generale del paddock durante la SC del 7° giro per agguantare un podio che vale oro puro. In quel caos, non solo supera Antonelli ma guadagna il morale che lo mette in modalità smooth operator fino alla fine. Bellissimi i suoi team radio in cui si dilunga in disquisizioni strategiche con il suo ingegnere, ennesima dimostrazione che di QI “formulaunistico”, il nostro buon Carlos figlio di Carlos, ne dispone in gran quantità.

Notevole, decisamente notevole, almeno fino a tre giri dalla fine, anche il suo passo gara: Carlos gira con tempi competitivi che gli permettono di tenere a bada un agguerrito Antonelli per la maggior parte della corsa.

Il secondo podio stagionale per Williams è un risultato straordinario, frutto di una prestazione impeccabile e di un pizzico di fortuna nella gestione della Safety Car. Bravo!

NORRIS voto 6

Decisamente guardingo durante tutto il weekend. Lando appare sin troppo attento a non commettere errori che avrebbero potuto escluderlo dalla gara, navigando con una prudenza esasperante, quasi paralizzante che si è rivelata controproducente. Tant’è che in qualifica si piazza secondo senza giocarsela fino in fondo contro il compagno di squadra.

In gara perde subito una posizione alla partenza contro Verstappen, e da lì in poi la sua domenica è diventa assai difficile. Ma il vero problema è il gigantesco errore strategico commesso da McLaren in occasione del suo mancato pit sotto Safety Car. Se infatti per Piastri, in testa alla gara, era oggettivamente difficile pensare di farlo pittare, per Lando invece la scelta doveva essere sostanzialmente obbligata, a maggior ragione vedendo Max che entrava deciso in corsia box.

Ve lo ricordate Robert De Niro in Heat?: “Don’t let yourself get attached to anything you are not willing to walk out on in 30 seconds flat if you feel the heat around the corner” che si può approssimativamente tradurre in Non legarti a niente che non puoi smollare in trenta secondi se senti il fuoco dietro l’angolo.

Ignara di questo monito, avendo pure i trenta secondi per decidere, McLaren si è dimostrata troppo affezionata alle “papaya rules”: la mia sensazione è che sapessero benissimo che avrebbero dovuto pittare Lando ma per qualche motivo pseudo-etico hanno scelto di non farlo per non dar a vedere di favorire questo o quel pilota. A mio avviso, invece, avrebbe dovuto assolutamente diversificare le strategie, con Lando a marcare “a uomo” Max e vedere poi il prosieguo della gara come si sarebbe sviluppato. Se l’avessero fatto, la più ampia probabilità è che Lando sarebbe arrivato secondo e non quinto e con il mondiale praticamente in tasca. Invece, restando fuori e con un ritmo non all’altezza di quello di Piastri, si è ritrovato costretto a rientrare nel traffico dietro a Sainz e Antonelli, non potendo quindi neppure ipotizzare di chiedere uno swap a fine gara.

Il quarto posto finale, ottenuto superando Antonelli solo al penultimo giro quando il giovane bolognese ha commesso un piccolo errore, è un risultato che lascia l’amaro in bocca. Comunque quei 2 punti recuperati in extremis potrebbero risultare decisivi ad Abu Dhabi, chi lo sa? A proposito: il di solito inappuntabile Lambiase ha pestato un… (perdonate se perdo l’aplomb) merdone colossale con quel team radio in cui insinuava (anzi, lo dava per certo) che Antonelli avesse fatto passare appositamente Lando causando una tempesta che i microcefali frequentatori dei social non hanno tardato a scatenare. Bah! Per carità, non tutto è perduto e Landino nostro gode sempre del vantaggio di chi sta davanti ma 12 punti sono sostanzialmente equivalenti, mutatis mutandis, più o meno ai 7 di vantaggio che aveva un certo Lewis Hamilton su un certo Kimi Raikkonen prima dell’ultima gara del 2007 (e in mezzo c’era pure Alonso): sta a vedere che…

ANTONELLI voto 8

Gara eccellente per il nostro giovane alfiere che continua il suo bellissimo finale di stagione con un altro weekend di altissimo livello. E sarebbe stato ancora più esaltante se la confusione ai box durante la Safety Car non avesse favorito Sainz nei suoi confronti, facendogli perdere una posizione che probabilmente, anzi, quasi certamente avrebbe potuto mantenere sino alla fine.

Nel finale, Antonelli resiste egregiamente a Norris per molti giri, difendendo la quarta posizione con un mix di esperienza e cattiveria agonistica che davvero non ci si aspetterebbe da un rookie. Incalzato da Lando stava pure arrivando su Sainz, con un ritmo nel finale che era assai promettente, se non avesse commesso quel piccolo errore al penultimo giro che ha permesso a Norris di superarlo.

Poco male per lui, cui quest’anno si perdona qualunque cosa, e bene per Norris perché quei 2 punti fanno un sacco di differenza negli scenari della conclusione mondiale.

RUSSELL voto 5 1/2

Non granché, anzi decisamente deludente Giorgino nostro, che confeziona un weekend parecchio al di sotto delle aspettative che tutti avevamo. Il problema principale, quello che rovina tutto, è la partenza, dove cede posizioni su posizioni in modo incomprensibile, quasi imbarazzante. Da una buona posizione in griglia si ritrova improvvisamente, drammaticamente nel traffico, e la sua gara è sostanzialmente compromessa.

Finisce dietro il trenino frustrante di Alonso (che supererà solo per un errore dell’asturiano) e lì la sua domenica diventa una lunga agonia, da cui non riesce a uscire (anzi esce di pista in uno dei tentativi di sorpasso su Hadjar): una vera tortura.

Niente altro da dire.

ALONSO voto 7 1/2

Sarebbe stata una gara eccellente se non avesse commesso quell’errore al 42° giro, un testacoda completo a 360 gradi che per fortuna non lo ha eliminato dalla gara. Fernando stava guidando magnificamente, tenendo dietro un trenino intero di vetture più veloci con tutta la sua esperienza pluridecennale e la sua proverbiale sagacia. La sua difesa era da manuale e stava portando a casa punti preziosi.

Al netto dell’errore, il settimo posto finale è comunque un buon risultato, direi più che rispettabile, considerando il materiale mediocre a disposizione. Bene così.

LECLERC voto 6

Non c’è molto da dire sul weekend di Charles, purtroppo. Lui si dà da fare, si impegna, guida con il solito impegno totale e la solita classe, ma con quella macchina le possibilità sono drammaticamente limitate. Qui, dopo i primi giri, non pare nemmeno impegnarsi a fondo: da qui il voto meno lusinghiero del solito che mi sono permesso di dargli. La Ferrari sembra completamente persa e le curiose quanto disperate sperimentazioni del team nel tentativo di cambiare gli assetti anche in modo estremo durante il weekend non portano assolutamente nulla.

La frustrazione di Leclerc ricorda quella di Tom Hanks in Cast Away quando cerca di accendere il fuoco sfregando i bastoncini – chissà se alla fine anche il buon Charles se ne uscirà con l’iconico: “I have made fire!”

Peggio di così? Potrebbe piovere!

LAWSON voto 7

Buona gara per Liam che approfitta intelligentemente della confusione totale ai box durante la Safety Car e del ritiro sfortunato del suo compagno di squadra Hadjar per portare a casa due punti preziosi. Il neozelandese guida con intelligenza e senza commettere errori stupidi, gestendo la situazione con maturità notevole.

Niente altro da dire.

TSUNODA voto 7

Buon weekend per Yuki concluso con una delle sue rare apparizioni nei punti di questa sua deludente stagione. Il giapponese ha guidato bene soprattutto in qualifica e poi sapientemente in gara, anche lui approfittando bene del caos ai box nella fase di SC.

Purtroppo non è bastato a salvarlo dall’esclusione in favore di Hadjar, annunciata poche ore dopo la gara. Una decisione dura ma comprensibile da parte di Red Bull, che ha preferito puntare sul giovane francese per il futuro. Yuki meritava probabilmente un’altra chance, considerata la rivoluzione tecnica del prossimo anno, ma la politica spietata sui piloti della scuderia austriaca è nota a tutti. Vorrei rivederlo in una situazione “normale” perché la sua crescita precedente alla chiamata RBR era stata piuttosto netta. Staremo a vedere

NOTE DI MERITO

Hadjar (8) merita una menzione speciale, doverosa perché fino alla foratura, avvenuta a tre giri dalla fine, aveva fatto una gara eccellente.

Gasly (7.5) era stato ancora una volta autore di un’eccellente qualifica, piazzandosi nelle primissime posizioni con una prestazione di altissimo livello. Purtroppo l’incidente con Hulkenberg alla curva 1 del settimo giro ha compromesso drammaticamente la sua gara e quella del tedesco, causando la Safety Car che ha cambiato completamente le sorti della corsa.

NOTE DI DEMERITO

Hamilton (4) è stato pessimo per tutto il weekend. Lewis litiga ferocemente con gli assetti ma ogni modifica che prova, compresa la garetta del sabato passata inutilmente a studiare come avrebbe potuto migliorare, peggiora ulteriormente la situazione. In gara è stato anonimo il che è la peggior cosa che si possa dire di un pilota come lui.

Il box (4) di Bearman (6) fa un pasticcio d’altri tempi, ai limiti del dilettantesco, lasciando il povero Ollie un metro oltre la sua piazzola dopo un improvvido go. Il risultato è una penalità di 10 secondi con stop and go che compromette totalmente la gara del britannico. Non che ci fossero molte possibilità di fare granché, vista l’impossibilità di sorpasso. Ma così…

Vedremo come finirà ad Abu Dhabi. Chi vincerà il mondiale io lo so già ma non ve lo dico!

 

BASTIAN CONTRARIO (XXIII): La responsabilità

Siamo giunti all’ultimo appuntamento della stagione, in quel di Abu Dhabi, terra dove si sono consumate guerre all’ultimo sangue, sportivamente parlando e, soprattutto per i ferraristi quella degli emirati è una terra salata, in luogo del quale se la speranza fosse gramigna, nemmeno li attecchirebbe. Già, Ferrari proprio ad Abu Dhabi conclude una delle sue peggiori e sciagurate stagioni di sempre per mano dell’osannato (ad inizio della sua avventura in Rosso) Vasseur, mentre ora il Nostro ha il dito puntato da parte di tutta la tifoseria del Cavallino rampante. Di chi è la responsabilità di tutto questo sconcio al quale abbiamo dovuto assistere per ventitré gare (con la ventiquattresima di domenica prossima faremo il pieno!) se non la sua? Chi si prende la briga di leggere queste righe sappia che posso anche accettare che Ferrari non vinca neanche una gara (ho le spalle larghe proprio come voi che mi leggete), visto che ho vissuto il digiuno della Rossa dell’era pre Schumacher, quello che non accetto, quello che proprio non digerisco è l’essere preso in giro, è vedere insultare l’intelligenza di tanti, troppi tifosi che da tempo sperano in un ritorno al vertice per la Scuderia più importante del mondo. Vasseur tra le tante giustificazioni che ha sparato (quella sulla pressioni troppo alte delle gomme ha raggiunto nuove vette), per difendere la squadra (o il suo operato?) e, nascondere la pessima prestazione della squadra tutta, ha candidamente ammesso che lo sviluppo della SF-25 è stato interrotto in primavera. Vergognoso ed assolutamente indecente che il Team Principal di una scuderia, cosi fondamentale per tutto il sistema F1, vada davanti ai microfoni a parlare a quel modo quando poi scuderie molto più piccole della stessa Ferrari (sia in termini di numero di uomini che di budget), hanno continuato a sperimentare durante l’anno. Vasseur ci vuole forse far credere che a Maranello non sono in grado di seguire due progetti contemporaneamente? Ancora, ciò che più mi fa andare in bestia è il fatto che Vasseur, per tutto l’anno, ha mentito sapendo di mentire perché mentre urlava al mondo, che la vettura aveva “potenziale” e che “ogni minimo dettaglio (in termini di pezzi da portare) avrebbe fatto la differenza”, in realtà a Maranello avevano già tirato i remi in barca cercando solo di arrivare alla fine della stagione, aggrappandosi all’inerzia del progetto stesso e, al talento di LeClerc che ogni domenica, mettendoci una pezza, ha salvato la faccia a tutta la squadra. Sia chiaro che quello dello sviluppo bloccato altro non è che il segreto di pulcinella, ne tanto meno mi meraviglio di queste vergognose parole, ciò che fa specie è la sfrontatezza che ormai si è adottata come atteggiamento. Ferrari soprattutto con questa nuova gestione ha un problema molto serio che è quello della comunicazione: notizie sempre confuse, vaghe e in ritardo e gli esempi sono infiniti, infatti si passa dal ritardo nel comunicare il rinnovo del contratto dello stesso Vasseur (alimentando dubbi e sospetti in seno alla stessa squadra), all’incolpare i giornalisti se l’ambiente Ferrari è teso, fino ad arrivare a dichiarare (ad inizio anno) che la Rossa si sarebbe giocato ambo i mondiali. Per quale motivo non tenere un profilo più basso, perché non dire semplicemente la verità quando accade un problema, come mai si illude tutto un popolo, il cui effetto di codesta illusione, è solo quella di alimentare aspettative che poi puntualmente vengono disattese? Un noto giornalista ha detto che determinate azioni Ferrari non se le può permettere (ivi compresa quella di abbandonare un progetto a campionato in corso, come McLaren, per poi ricominciare d’accapo), “Perché è Ferrari”, ed ogni cosa poi viene amplificata. Mi verrebbe da chiedere al suddetto professionista e, di rimando a tutti voi, se va bene allora questo comportamento attuale. Con la storia “è Ferrari”, la Rossa non vince da diciotto anni di fila ed aggiungo che, nonostante non si comporti come hanno fatto altri top team non solo non è migliorata, addirittura è anche peggiorata. Il livello comunicativo da parte di Mercedes è esemplare: essi semplicemente dicono la verità e fine della storia! Di chi è la responsabilità di tutta questa delusione se non della stessa Rossa e del suo Team Principal, visto che durante tutto l’anno non hanno fatto altro che mentire e alimentare false speranze? Ad Abu Dhabi finalmente questa vergognosa stagione della Ferrari terminerà per iniziare un nuovo anno ancora più incendiato, perché ripetere come una poesia “Ci stiamo concentrando totalmente sul 2026”, soprattutto dopo un campionato con zero vittorie, non ha fatto altro che alzare l’asticella dell’aspettativa e, della pressione in seno alla stessa squadra. La Ferrari da domenica sera, momento in cui finirà il GP di Abu Dhabi, fino alla domenica australiana (primo GP dell’anno) sarà sotto l’occhio del ciclone e, non sarà affatto semplice lavorare con questa pressione addosso.

Di chi è la responsabilità dello schifo che è accorso a Kimi, immediatamente dopo la fine del GP Qatariota? Dell’ing. di pista di Verstappen o del Boss Helmut Marko? Com’è possibile che addetti ai lavori cosi in vista e cosi popolari, che con le loro dichiarazioni muovono fiumi di persone, si siano potuti spingere cosi oltre? Come si può solo pensare che Kimi, che stava facendo la sua (signora!) gara, potesse sputtanarsi facendo passare di proposito un avversario diretto di Verstappen… fosse solo che Kimi e Max sono molto amici? Sebbene mi sento di spezzare una lancia a favore dell’ingegnere Red Bull, visto che la tensione è alta non solo per un pilota, specie se si stanno giocando un mondiale, ciò che non è tollerabile sono le parole nel post race, quindi a bocce ferme dove si ha anche la possibilità di rivedere le immagini, da parte di Helmut Marko il quale è famoso per le sue sparate, vero è che da parte sua e, di tutta la comunità F1, ci dovrebbe essere un senso di maggiore responsabilità in merito a certe dichiarazioni, visto e considerato che con i social si è dato voce a tutti: dai professionisti, agli appassionati veri e ai cani e porci! Kimi sta sostenendo un finale di stagione anche al di sopra delle aspettative che c’erano su di lui e, se non ci fosse stato il suo errore in pista (perché di errore si tratta!) e quello della squadra al pit stop, era sicuro un altro podio sereno per l’italiano. L’anno prossimo ho l’impressione che il nostro connazionale farà rumore e tanto anche.

A proposito di responsabilità: chi tra McLaren e Verstappen ha il maggior merito, ovvero, la responsabilità più grossa nell’essere arrivati all’ultima gara a decidere chi sarà campione del mondo di F1? Verstappen assieme alla sua squadra hanno il grande merito di essere dei “racer” puri e duri, votati solamente alla vittoria (Ferrari uguale proprio!), non mollando mai di un millimetro. McLaren da par suo aveva un vantaggio sull’olandese (con Piastri) di oltre cento punti e, da Monza in poi si è ritrovata con il leader del mondiale che nemmeno sapeva stare più in pista e, guarda caso è resuscitato proprio in Qatar. Zak Brawn e Andrea Stella hanno una responsabilità enorme per quanto stanno vivendo e, sebbene li ringraziamo perché ci faranno vivere l’ultimo appuntamento con il giusto pathos, vero è che avranno da sistemare non poche cose, alla fine del GP, in seno alla propria squadra e, caso mai dovessero perdere un mondiale che avevano in tasca dall’Olanda, allora ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Chi vincerà il mondiale? A Norris basta un terzo posto, eppure proprio domenica scorsa si è visto che correre di conserva, “fare il Prost”, non solo non è per tutti, non è nemmeno sinonimo di garanzia di successo.

Buon GP di Abu Dhabi a tutti.

Vito Quaranta