LE NON PAGELLE DEL QATAR 2025

Il circuito di Losail, incastonato nel deserto del Qatar come un gioiello di asfalto nel nulla, rappresenta un paradosso affascinante e tremendamente frustrante della Formula 1 moderna. Con questa tipologia di vetture a effetto suolo, il layout rende praticamente impossibili i sorpassi (complice anche una linea DRS troppo avanzata nel rettilineo principale che non dà tempo di ottenere il delta di velocità necessario per tentare il sorpasso), trasformando troppo spesso la gara in una processione ordinata dove le posizioni si cristallizzano dopo i primi giri come in un mosaico bizantino. Eppure – e qui sta il paradosso – i piloti si divertono un mondo a guidare su questo tracciato, perché le curve sono difficilissime, tecnicamente assai impegnative, con fortissime accelerazioni laterali che mettono alla prova tutta la loro abilità anche quando ciò nega allo spettatore lo spettacolo del duello ruota a ruota.

E quest’anno il Qatar ha scritto un altro capitolo cruciale nella saga del mondiale 2025. L’incertezza diventa fibrillazione pura, adrenalina allo stato brado, perché la strepitosa vittoria di Max Verstappen gli consente di “mangiare” altri 10 punti a Norris e di superare in classifica il povero Piastri, nonostante la sua gara superlativa.

Siamo arrivati all’ultimo atto con una situazione che ricorda altre bellissime stagioni del nostro amato sport in cui il titolo poteva andare in qualsiasi direzione proprio all’ultima gara nella quale lo stress e la tensione sono stati (e lo saranno anche ad Abu Dhabi) fuori da ogni possibilità di misura. Norris mantiene 12 punti di vantaggio su Max e 16 su Piastri. Sulla carta Lando è ancora il favorito, ma la sostanza, la cruda realtà ci dice che il mondiale è più aperto che mai. Un solo errore (tanto Norris quanto Piastri qui hanno rischiato), un solo problema meccanico (e qui mi auguro che non capiti perché sarebbe ingiusto), una sola scelta strategica sbagliata (e qui ne abbiamo viste a iosa) e tutto, ma proprio tutto può cambiare in un attimo. L’ultima gara ad Abu Dhabi si preannuncia, dunque, come un finale al cardiopalma, dove i nervi saldi potrebbero fare la differenza tanto quanto la velocità pura, anzi, certamente molto di più. Mi sale la tensione solo a pensarci e credo che pochissimi vorrebbero trovarsi nei panni dei nostri tre beniamini, certamente non il sottoscritto! Sicché mi viene in mente un bel film che probabilmente gli appassionati di Formula 1 conoscono bene. In Rush di Ron Howard, Thor nei panni di James Hunt ad un certo punto sbotta: “What kind of person does a job like this?!” Chi mai farebbe un lavoro del genere?! Il terzo incomodo, quello che sembrava tagliato fuori, spacciato, finito, ha recuperato QUASI tutto, ha il coltello tra i denti e non ha assolutamente nulla, ma proprio nulla da perdere in vista dell’ultima gara.

Ma ora bando alle ciance. Andiamo a vedere come si sono comportati i protagonisti.

VERSTAPPEN voto 10 cum laude

Eccezionale! Max Verstappen confeziona una di quelle prestazioni che rimarranno negli annali come esempio luminoso di intelligenza tattica unita a maestria esecutiva assoluta. La partenza è spettacolare: dalla terza posizione supera Norris all’esterno della curva 1 con una manovra al limite del perfetto, portandosi in seconda posizione e mettendosi subito nella scia di Piastri pronto ad approfittare di ogni minima incertezza dell’australiano.

Ma il momento che decide la gara, quello che (forse) cambierà il destino del mondiale, arriva al settimo giro, quando Hulkenberg litiga con Gasly ed esce malamente di pista causando una Safety Car. Qui entra in gioco la perfetta scelta strategica di Red Bull: mentre le McLaren restano fuori come ebeti, Max pitta, rientrando virtualmente in testa alla gara grazie alla inedita regola dei 25 giri per mescola, con un vantaggio psicologico, ancor più che tecnico, favoloso. Da quel momento in poi, l’olandese guida magnificamente fino alla fine senza commettere il benché minimo errore e con un ritmo che in diversi frangenti è pure migliore di quello di Norris.

La settima vittoria stagionale arriva così, costruita sull’intelligenza strategica e sulla perfezione esecutiva più totale. Fun fact: nonostante il dominio tecnico sostanzialmente assoluto dimostrato da McLaren ci ritroviamo all’ultima gara con tre piloti che hanno sette vittorie a testa. Non c’è alcun bisogno di guidare il lettore verso l’unica ovvia deduzione su come si possono paragonare le abilità e le capacità dei tre piloti ancora in lizza, giusto? Semplicemente magistrale!

PIASTRI voto 9 1/2

Eccezionale per tutto il weekend, Oscar confeziona una performance superlativa che meritava ben altro epilogo. La pole position è un capolavoro assoluto di precisione e velocità, e in gara il suo ritmo è costantemente il migliore in pista. Piastri fa tutto perfetto: partenza impeccabile, gestione gomme magistrale nei primi giri, nessun errore. Welcome back, verrebbe da dire.

Purtroppo, paga amaramente la scelta di McLaren di non pittare durante la Safety Car del settimo giro. Per lui, in testa alla gara, era oggettivamente una decisione assai difficile, direi persino complicatissima da prendere: cedere la leadership implicava il rischio di finire in un “trenino” assai arduo da superare quindi con possibilità di recupero compromesse. McLaren decide dunque di tenerlo fuori ma questa scelta si rivela fatale. Al secondo pit si ritrova a circa 17 secondi da Max – recupera diversi secondi ma Max è troppo forte per immaginare anche solo di impensierirlo.

Il mondiale non è matematicamente chiuso per l’australiano, ma la strada si è fatta ripida come una parete di montagna. Sono comunque contento di rivederlo ai livelli cui ci aveva abituato sino a Baku.

SAINZ voto 9 1/2

Superlativo! Carlos confeziona una gara semplicemente perfetta, approfittando con intelligenza felina della confusione generale del paddock durante la SC del 7° giro per agguantare un podio che vale oro puro. In quel caos, non solo supera Antonelli ma guadagna il morale che lo mette in modalità smooth operator fino alla fine. Bellissimi i suoi team radio in cui si dilunga in disquisizioni strategiche con il suo ingegnere, ennesima dimostrazione che di QI “formulaunistico”, il nostro buon Carlos figlio di Carlos, ne dispone in gran quantità.

Notevole, decisamente notevole, almeno fino a tre giri dalla fine, anche il suo passo gara: Carlos gira con tempi competitivi che gli permettono di tenere a bada un agguerrito Antonelli per la maggior parte della corsa.

Il secondo podio stagionale per Williams è un risultato straordinario, frutto di una prestazione impeccabile e di un pizzico di fortuna nella gestione della Safety Car. Bravo!

NORRIS voto 6

Decisamente guardingo durante tutto il weekend. Lando appare sin troppo attento a non commettere errori che avrebbero potuto escluderlo dalla gara, navigando con una prudenza esasperante, quasi paralizzante che si è rivelata controproducente. Tant’è che in qualifica si piazza secondo senza giocarsela fino in fondo contro il compagno di squadra.

In gara perde subito una posizione alla partenza contro Verstappen, e da lì in poi la sua domenica è diventa assai difficile. Ma il vero problema è il gigantesco errore strategico commesso da McLaren in occasione del suo mancato pit sotto Safety Car. Se infatti per Piastri, in testa alla gara, era oggettivamente difficile pensare di farlo pittare, per Lando invece la scelta doveva essere sostanzialmente obbligata, a maggior ragione vedendo Max che entrava deciso in corsia box.

Ve lo ricordate Robert De Niro in Heat?: “Don’t let yourself get attached to anything you are not willing to walk out on in 30 seconds flat if you feel the heat around the corner” che si può approssimativamente tradurre in Non legarti a niente che non puoi smollare in trenta secondi se senti il fuoco dietro l’angolo.

Ignara di questo monito, avendo pure i trenta secondi per decidere, McLaren si è dimostrata troppo affezionata alle “papaya rules”: la mia sensazione è che sapessero benissimo che avrebbero dovuto pittare Lando ma per qualche motivo pseudo-etico hanno scelto di non farlo per non dar a vedere di favorire questo o quel pilota. A mio avviso, invece, avrebbe dovuto assolutamente diversificare le strategie, con Lando a marcare “a uomo” Max e vedere poi il prosieguo della gara come si sarebbe sviluppato. Se l’avessero fatto, la più ampia probabilità è che Lando sarebbe arrivato secondo e non quinto e con il mondiale praticamente in tasca. Invece, restando fuori e con un ritmo non all’altezza di quello di Piastri, si è ritrovato costretto a rientrare nel traffico dietro a Sainz e Antonelli, non potendo quindi neppure ipotizzare di chiedere uno swap a fine gara.

Il quarto posto finale, ottenuto superando Antonelli solo al penultimo giro quando il giovane bolognese ha commesso un piccolo errore, è un risultato che lascia l’amaro in bocca. Comunque quei 2 punti recuperati in extremis potrebbero risultare decisivi ad Abu Dhabi, chi lo sa? A proposito: il di solito inappuntabile Lambiase ha pestato un… (perdonate se perdo l’aplomb) merdone colossale con quel team radio in cui insinuava (anzi, lo dava per certo) che Antonelli avesse fatto passare appositamente Lando causando una tempesta che i microcefali frequentatori dei social non hanno tardato a scatenare. Bah! Per carità, non tutto è perduto e Landino nostro gode sempre del vantaggio di chi sta davanti ma 12 punti sono sostanzialmente equivalenti, mutatis mutandis, più o meno ai 7 di vantaggio che aveva un certo Lewis Hamilton su un certo Kimi Raikkonen prima dell’ultima gara del 2007 (e in mezzo c’era pure Alonso): sta a vedere che…

ANTONELLI voto 8

Gara eccellente per il nostro giovane alfiere che continua il suo bellissimo finale di stagione con un altro weekend di altissimo livello. E sarebbe stato ancora più esaltante se la confusione ai box durante la Safety Car non avesse favorito Sainz nei suoi confronti, facendogli perdere una posizione che probabilmente, anzi, quasi certamente avrebbe potuto mantenere sino alla fine.

Nel finale, Antonelli resiste egregiamente a Norris per molti giri, difendendo la quarta posizione con un mix di esperienza e cattiveria agonistica che davvero non ci si aspetterebbe da un rookie. Incalzato da Lando stava pure arrivando su Sainz, con un ritmo nel finale che era assai promettente, se non avesse commesso quel piccolo errore al penultimo giro che ha permesso a Norris di superarlo.

Poco male per lui, cui quest’anno si perdona qualunque cosa, e bene per Norris perché quei 2 punti fanno un sacco di differenza negli scenari della conclusione mondiale.

RUSSELL voto 5 1/2

Non granché, anzi decisamente deludente Giorgino nostro, che confeziona un weekend parecchio al di sotto delle aspettative che tutti avevamo. Il problema principale, quello che rovina tutto, è la partenza, dove cede posizioni su posizioni in modo incomprensibile, quasi imbarazzante. Da una buona posizione in griglia si ritrova improvvisamente, drammaticamente nel traffico, e la sua gara è sostanzialmente compromessa.

Finisce dietro il trenino frustrante di Alonso (che supererà solo per un errore dell’asturiano) e lì la sua domenica diventa una lunga agonia, da cui non riesce a uscire (anzi esce di pista in uno dei tentativi di sorpasso su Hadjar): una vera tortura.

Niente altro da dire.

ALONSO voto 7 1/2

Sarebbe stata una gara eccellente se non avesse commesso quell’errore al 42° giro, un testacoda completo a 360 gradi che per fortuna non lo ha eliminato dalla gara. Fernando stava guidando magnificamente, tenendo dietro un trenino intero di vetture più veloci con tutta la sua esperienza pluridecennale e la sua proverbiale sagacia. La sua difesa era da manuale e stava portando a casa punti preziosi.

Al netto dell’errore, il settimo posto finale è comunque un buon risultato, direi più che rispettabile, considerando il materiale mediocre a disposizione. Bene così.

LECLERC voto 6

Non c’è molto da dire sul weekend di Charles, purtroppo. Lui si dà da fare, si impegna, guida con il solito impegno totale e la solita classe, ma con quella macchina le possibilità sono drammaticamente limitate. Qui, dopo i primi giri, non pare nemmeno impegnarsi a fondo: da qui il voto meno lusinghiero del solito che mi sono permesso di dargli. La Ferrari sembra completamente persa e le curiose quanto disperate sperimentazioni del team nel tentativo di cambiare gli assetti anche in modo estremo durante il weekend non portano assolutamente nulla.

La frustrazione di Leclerc ricorda quella di Tom Hanks in Cast Away quando cerca di accendere il fuoco sfregando i bastoncini – chissà se alla fine anche il buon Charles se ne uscirà con l’iconico: “I have made fire!”

Peggio di così? Potrebbe piovere!

LAWSON voto 7

Buona gara per Liam che approfitta intelligentemente della confusione totale ai box durante la Safety Car e del ritiro sfortunato del suo compagno di squadra Hadjar per portare a casa due punti preziosi. Il neozelandese guida con intelligenza e senza commettere errori stupidi, gestendo la situazione con maturità notevole.

Niente altro da dire.

TSUNODA voto 7

Buon weekend per Yuki concluso con una delle sue rare apparizioni nei punti di questa sua deludente stagione. Il giapponese ha guidato bene soprattutto in qualifica e poi sapientemente in gara, anche lui approfittando bene del caos ai box nella fase di SC.

Purtroppo non è bastato a salvarlo dall’esclusione in favore di Hadjar, annunciata poche ore dopo la gara. Una decisione dura ma comprensibile da parte di Red Bull, che ha preferito puntare sul giovane francese per il futuro. Yuki meritava probabilmente un’altra chance, considerata la rivoluzione tecnica del prossimo anno, ma la politica spietata sui piloti della scuderia austriaca è nota a tutti. Vorrei rivederlo in una situazione “normale” perché la sua crescita precedente alla chiamata RBR era stata piuttosto netta. Staremo a vedere

NOTE DI MERITO

Hadjar (8) merita una menzione speciale, doverosa perché fino alla foratura, avvenuta a tre giri dalla fine, aveva fatto una gara eccellente.

Gasly (7.5) era stato ancora una volta autore di un’eccellente qualifica, piazzandosi nelle primissime posizioni con una prestazione di altissimo livello. Purtroppo l’incidente con Hulkenberg alla curva 1 del settimo giro ha compromesso drammaticamente la sua gara e quella del tedesco, causando la Safety Car che ha cambiato completamente le sorti della corsa.

NOTE DI DEMERITO

Hamilton (4) è stato pessimo per tutto il weekend. Lewis litiga ferocemente con gli assetti ma ogni modifica che prova, compresa la garetta del sabato passata inutilmente a studiare come avrebbe potuto migliorare, peggiora ulteriormente la situazione. In gara è stato anonimo il che è la peggior cosa che si possa dire di un pilota come lui.

Il box (4) di Bearman (6) fa un pasticcio d’altri tempi, ai limiti del dilettantesco, lasciando il povero Ollie un metro oltre la sua piazzola dopo un improvvido go. Il risultato è una penalità di 10 secondi con stop and go che compromette totalmente la gara del britannico. Non che ci fossero molte possibilità di fare granché, vista l’impossibilità di sorpasso. Ma così…

Vedremo come finirà ad Abu Dhabi. Chi vincerà il mondiale io lo so già ma non ve lo dico!