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PIASTRI DOMINA IN BAHRAIN. FERRARI INCOMPRENSIBILE.

La Formula 1 arriva in Bahrain con tante certezze e la speranza di vedere qualche sorpresa. Che puntualmente non arriva, se è vero che il venerdì la McLaren mostra ancora una volta uno stato di forma straordinario, e il sabato Piastri la piazza in pole.

A farci sperare in una gara non troppo scontata ci pensano Leclerc, che piazza la sua SF-25 miracolosamente in prima fila (grazie anche alla penalizzazione di Russell), Norris, che improvvisamente si dimentica come si guida una Formula 1, e Verstappen la cui RB21 non ne vuole sapere di andare. Loro partiranno nelle retrovie, e ci danno la speranza di vedere una rimonta, che, in effetti, ci sarà per l’inglese ma non per l’olandese.

Ferrari in prima fila, quindi. Ma i geni della strategia decidono di partire con le gialle, unici in tutta la griglia, e il monegasco allo start precipita in quarta posizione, dietro a Piastri, Russell e Norris che é partito a fionda, ma dalla posizione sbagliata e si becca 5 secondi di penalitá.

Le gomme rosse iniziano a soffrire giá al giro 10, e si fermano sia Norris che Verstappen.

Al giro 14 si ferma anche Russell, e le due Ferrari salgono così in seconda e terza posizione dietro a Piastri, ma a 6 e 9 secondi.
Piastri si ferma al giro 15 e, così, le due rosse vanno al comando.

Al giro 18 entrambe le Ferrari rientrano e montano un’altra volta gomma gialla, rendendo ancora più incomprensibile una scelta che era già sembrata poco intelligente.

Al giro 20 il diciottenne da Bologna svernicia Verstappen, che, stranamente, non oppone molta resistenza. Max é in grande difficoltá e poco dopo viene superato anche da Hamilton.

In questa fase, Leclerc é il più veloce in pista e al giro 24 attacca Norris ma l’inglese si difende. Al giro successivo, Charles passa.

Al giro 33 viene fatta uscire la Safety Car per pulire la pista, e tutti rientrano ai box.
I primi tre montano gomme diverse. Gialle per Piastri, rosse per Russell e bianche per Leclerc. E anche per Hamilton. Anche questa pare una scelta strana e, infatti, dopo qualche giro Lewis si lamenterà pesantemente delle sue gomme.

Si riparte al giro 35. Leclerc si difende da Norris, e lo rallenta quel tanto che basta per consentire ad Hamilton di passarlo, ma Lando lo ripassa uscendo di pista e deve ridargli la posizione. Ma al giro successivo deve cedere definitivamente la quarta posizione.

Al giro 46 Norris attacca Leclerc ma va lungo e il monegasco respira un po’. Lando ci riprova diverse volte e al giro 52 riesce a prendersi la terza posizione.

All’ultimo giro ci prova anche per la seconda posizione all’ultimo giro, ma Russell si difende bene.

Finisce così con Piastri davanti a Russell, Norris, Leclerc, Hamilton, Verstappen, Gasly, Ocon, Tsunoda e Bearman.

Fra una sola settimana si correrà nell’insulso e pericoloso circuito di Jeddah. Sarà solo la quinta gara ma potrebbe già dare qualche chiara indicazione su come finirà questo mondiale (ammesso che ce ne sia bisogno).

P.S. E’ vero che è facile giudicare dal divano, ma se alla Ferrari tocca di fare una strategia diversa dagli altri per arrivare quarta e quinta, a debita distanza, probabilmente è già al livello “disperazione”.

P.S. 2 E’ interessante continuare a sentire indicazioni contrastanti fra il team principal e i piloti riguardo l’efficacia degli aggiornamenti.

P.S. 3 Ed è altrettanto interessante sentire Leclerc che dice che ha trovato una strada tutta sua e, anche, che abbia detto al suo capo che d’ora in poi farà come pare a lui. Segno che se c’è una sedia, che traballa questa non è certo la sua.

P.S. 4 Per chiudere i P.S. su Maranello, oggi anche Bearman sarebbe arrivato quinto. Il risparmio netto sarebbe stato in termini economici di 39M€, ai quali bisogna aggiungere, a livello di benefici, una quantità industriale di rotture di scatole in meno per gli ingegneri e qualche sorriso in più ai box.

P.S. 5 A proposito di sorrisi, mi dispiace per Norris, che ritengo un bravo pilota, ma se non farà pace con se stesso prima possibile, Piastri gli starà davanti stabilmente.

P.S. 6 Qualcuno crede che Newey possa far tornare l’Aston Martin davanti?

P.S. 7 Ma Sainz non doveva far tornare in alto la Williams?

P.S. 8 Per la prima volta nella storia, non abbiamo visto il vincitore tagliare il traguardo. O, meglio, lo abbiamo visto in un minuscolo riquadrino. Cade così uno degli ultimi retaggi del motorsport dei tempi che furono, dopo che, da un po’ di gare, non si inquadrano più i piloti che tagliano il traguardo nelle posizioni dopo la prima.

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL BAHRAIN

Domenica si corre il Gran Premio del Bahrain, secondo dei tre appuntamenti di fila che si concluderanno domenica prossima in Arabia Saudita.

Ci si riavvicina alla stagione europea della F1 non prima di aver fatto tappa in Medio Oriente su due circuiti che potrebbero riservare qualche sorpresa.

Per quanto riguarda il circuito del Bahrain l’imperativo per tutti sarà evitare di arrivare sulle tele in gara, dato l’alto degrado imposto dall’asfalto e da temperature che con tutta probabilità saranno le più alte di questo inizio di stagione.

Circuito ricco di curve a media e bassa percorrenza e violente staccate su cui predominerà la stabilità in frenata, la trazione e la gestione del surriscaldamento degli pneumatici.

Proprio il tema della gestione dei pneumatici in gara potrebbe  mettere sulla graticola Ferrari che si presenterà in Bahrain con la consapevolezza di avere una macchina potenzialmente buona ma con grosse criticità da risolvere, in primis l’altezza da terra.

immaginer da autogear.pt

Sembra che ci saranno corposi aggiornamenti che cercheranno di tappare alcune falle ma, ovviamente, il tutto è da verificare in pista e anche piuttosto velocemente. Insomma, la SF-25 rischia di essere un cantiere aperto ancora per un pò di tempo e su una pista in cui le curve medio lente dovrebbero metterla in croce. Il vantaggio potrebbe essere quello di potersi prendere qualche rischio in più in relazione all’altezza da terra date le poche sconnessioni del circuito ma anche questo è tutto da verificare.

Insomma per il “cetriolo rosso” (cit. Bild) sarà complicato mettere assieme un weekend soddisfacente, anche se l’enorme mole di dati di partenza (in Bahrain ci sono stati i test pre stagionali) dovrebbe aiutare a sgrossare di molto la ricerca del setup ottimale.

Tra gli altri top team ovviamente in testa alle preferenze McLaren che ha tutte le caratteristiche di essere una monoposto che va bene un pò dappertutto. Il problema del team di Woking diventa poi concretizzare questa superiorità, cosa in cui i suoi piloti sono decisamente molto meno pronti del loro muretto. Se Piastri e Norris si troveranno a loro agio potrebbero essere una passeggiata ma i fantasmi visti a Suzuka potrebbero ripresentarsi.

Il BauBau in questione è olandese, corre in Red Bull e sta per diventare papà. Il circuito del Bahrain sembra meno adatto ad esaltarne la capacità di fare le differenza nei confronti degli altri ma ormai siamo abituati a tutto con Verstappen, in attesa che prima o poi abbia un team mate degno di questo nome.

immagine da apnews.com

Mercedes arriva con le solite aspettative buone ma non eccezionali, pronta eventualmente a raccogliere i cocci degli eventuali disastri dei loro competitor. L’esperto e la matricola sono già sufficientemente complementari, anche se Antonelli dovrà fare molta attenzione alla gestione di una gara che in Bahrain potrebbe essere più complicata che in altri circuiti.

In merito ai team in lotta per i punti, al solito c’è una gran confusione. C’è da capire chi si adatterà meglio al circuito e alle sue condizioni e ci verrebbe da puntare su Williams ed Haas, sugli scudi in questo inizio di stagione. Possibili exploit da parte di Racing Bulls ma davvero, a bocce ferme, è un terno al lotto azzardare delle previsioni.

Gli analisti dicono che conterà più la gara che la qualifica. Considerando quanto conti correre con aria pulita ci viene da dire che la qualifica conterà comunque tanto, almeno per il primo stint di gara ed  eventualmente conterà altrettanto capire quando fermarsi per le soste ai box cercando di sfruttare pista libera e undercut. Fondamentale avere un muretto box lucido e sveglio per ottenere dei vantaggi.

Proprio il fatto che tutti i team hanno tanti dati avendo fatto in Bahrain i test pre stagionali ci porta a pensare che bene o male tutti riusciranno ad ottenere un buon setup, cosa che renderà la gara più prevedibile e sposterà il focus sulla qualifica.

La McLaren ha grosse possibilità di fare addirittura doppietta. Verstappen proverà certamente a erodere le loro certezze ma questa volta c’è qualche dubbio in più sulle armi che si troverà ad avere a disposizione. Dalla sua c’è il fatto che, storicamente in Bahrain le qualifiche vedono sempre differenze molto ridotte tra i piloti: un altro miracolo in Q3 potrebbe propiziare una gara meno scontata di quanto ci si possa immaginare.

P.S: forse non sarete d’accordo con me ma l’evento sportivo di questa domenica è la Parigi-Roubaix che ha tutte le premesse per essere un evento epocale. Della F1 onestamente comincio a fare a meno senza patemi d’animo.

*immagine in evidenza da f1.newsauto.it

Rocco Alessandro

 

 

BASTIAN CONTRARIO (III): Il potenziale

Il GP del Giappone che si è svolto domenica scorsa è stato foriero di potenziali espressi e non espressi. In una pista vera e probante, ancora più di quella cinese, il pilota, l’uomo, l’essere umano che prevale sul mezzo esce fuori e, tra una “Spoon” ed una “130R”, il potenziale di ognuno viene manifestato ai massimi livelli mentre, com’è successo per qualcun altro, rimane totalmente nascosto.

Il GP del Sol Levante, edizione 2025, rimarrà uno dei più belli di sempre per Max Verstappen. Qualcuno potrebbe dire che c’è pur sempre quello del Brasile, ed in effetti è cosi, vero è che con un pilota come lui exploit del genere stanno divenendo quasi la normalità. L’attuale RB-21 non vale la MCL-39 e, tra una battuta e l’altra, ci ballano quasi due decimi di differenza. Là dove non arriva il mezzo ecco che la lacuna viene colmata dal pilota e, su una pista probante e vera come quella di Suzuka, emerge una verità assodata da un lato e impietosa dall’altra: Max Verstappen è ormai in quella che chiamo la “Schumacher zone”, mentre i piloti McLaren (con tutto il muretto), non valgono l’olandese e chi ha alle spalle. Dopo tre GP ci si aspetta un divario in classifica già significativo tra i papaya ed i bibitari, considerando la differenza di mezzo, mentre invece il distacco tra Max e Lando (quest’ultimo primo in classifica), è di un solo misero punto. Il potenziale della MCL-39, a detti di molti non è ancora stato espresso al massimo, ebbene dichiaro che il muretto McLaren capitanato da Andrea Stella e Zak Brown, facesse bene a liberarlo tutto per cercare di portare più grano possibile in deposito, altrimenti saranno dolori se i bibitari chiuderanno il cerchio sulla guidabilità della loro vettura. Potenzialmente la squadra di Woking ha perso il suo primo GP perché il minimo che avrebbe potuto fare, durante la gara era lo “swap” tra i due piloti, altrimenti verrebbe da chiederci cosa diavolo li hanno a fare due piloti che giocano entrambi in attacco contro un solo avversario? Nella peggiore delle ipotesi, se Piastri non fosse riuscito a sorpassare Max (e dubito che comunque ci sarebbe riuscito!), poteva sempre restituire la posizione al compagno il quale a sua volta, ha perso il GP al sabato. Ho già detto più volte e non finirò mai di ripeterlo che, se Verstappen l’anno scorso ha vinto il mondiale, è stato soprattutto perché ha sempre disputato delle ottime qualifiche portando più fieno in cascina che poteva, massimizzando quindi tutti i risultati possibili. “Il mondiale è lungo”, questo è il mantra che dopo già tre GP messi in archivio sento sempre ripetere e, forse al momento cosi la pensano al muretto arancione. Prima o poi tutti dovranno prendere delle scelte, piloti compresi in pista, poi vedremo quando sarà lungo veramente questo campionato.

Chi la sua scelta l’ha già presa, visto e considerato che il potenziale proprio non vuole venire fuori, è Charles LeClerc che nelle sue dichiarazioni post race ha lanciato strali, anche se in modo pacato come si conviene ad un ragazzo educato e soprattutto pilota della Ferrari. Il buon Charles, sconfessando completamente le dichiarazioni del suo Team Principal (la comunicazione Ferrari è ciò di più assurdo che si possa concepire attualmente in un top team: Frederic, Charles e Lewis dicono esattamente tre cose diverse l’uno dall’altro!), ha detto che ora sa quale direzione prendere nel decidere il set up della vettura, andando cosi a sbugiardare chi, durante tutto l’inverno, ha affermato che il monegasco ed il suo compagno di box hanno lo stesso stile di guida. Il suddetto stile per un pilota è come una impronta digitale e, sebbene magari a due piloti piaccia un anteriore preciso, non significa necessariamente che debba essere anche uguale. Evidentemente in Ferrari inizia a montare quel nervosismo d’annata in cui già si sente l’odore dell’ennesima stagione fallata. Vasseur ha detto che prima di portare correttivi, bisogna estrarre tutto il potenziale possibile, quello stesso potenziale che Charles ha detto che non c’è (alè!). Questa è solo una delle tante dichiarazioni del rubicondo Team Principal nostrano che mi danno da pensare non poco, non tanto su cosa ci faccia realmente a capo della Beneamata, quanto sul fatto che se crede veramente a ciò che dice. Ammesso e non concesso che la Rossa di Vasseur riesca ad estrarre tutto questo fantomatico potenziale dalla SF-25 e, ammesso che riescano a portare i correttivi necessari e soprattutto per tempo ciò significa che dopo la squadra italiana, per colmare il gap che nel contempo si è venuto a creare, le deve semplicemente vincere tutte! Per carità sono sempre speranzoso che la Rossa, al massimo per l’appuntamento spagnolo, riesca a portare un pacchetto “alla McLaren” e cioè che valga tra i quattro e cinque decimi, di modo che grazie ai piloti che si ritrova le possa vincere realmente tutte. La domanda è proprio questa: Ferrari sarà in grado di riuscirci? Se ci riesce nel frattempo che divario si sarà creato tra la stessa Rossa e la capolista? Domande che atterriscono non poco se si pensa all’attuale situazione e, che purtroppo non lasciano sperare nulla di buono per il futuro. Certo Ferrari, caso mai riuscisse a sbloccare il potenziale che Vasseur decanta, potrebbe pensare a delle vittorie di tappa, solo che dopo quanto visto l’anno scorso questi risultati vanno stretti come un pantalone che si cerca di indossare dopo le feste natalizie.

Mi spiace dirlo eppure in questo stillicidio di potenziale inespresso i piloti hanno una responsabilità enorme: sono stati Charles e d Hamilton a dire che si sarebbero giocati il mondiale, sono stati (anche) loro ad alimentare illusioni e speranze. Certo, non potevano dire diversamente visto i risultati dell’anno precedente potrebbe dire qualcuno eppure, cosi come Vasseur ha accusato stampa e tifosi nell’aver creato tali aspettative con quel “Abbiamo fatto solo una foto”, allo stesso modo i piloti Rossi avrebbero potuto tranquillamente mantenere un profilo basso. Se loro hanno festeggiato e affermato certe parole è perché evidentemente la squadra gli ha dato delle certezze e quindi si sono fidati ciecamente. A tal proposito è qui che cade la responsabilità dei piloti, soprattutto di Charles: proprio perché ormai è in squadra da sette lunghi anni, dovrebbe aver imparato nel capire come funziona in Ferrari, per non parlare del suo esperto compagno che avrebbe dovuto portare il suo know how per migliorare definitivamente la squadra, ed invece non riesce nemmeno a raggiungere il ragazzino che l’ha sostituito. Bastava avere un profilo, non dico umile, almeno più basso e già questa realtà, questo potenziale inespresso, sarebbe stato più accettabile se non altro per rassegnazione. Alla fine sarà il solito rincorrere e come sempre sarà già un successo se la Rossa riuscirà ad uscire da questo guano per conquistare qualche vittoria di tappa. Vedremo in Bahrein, con gli aggiornamenti (programmati da tempo, è bene specificarlo) cosa accadrà.

Chi il potenziale l’ha trovato e lo sta esprimendo in maniera intelligente è il nostro Kimi Antonelli nazionale, il quale è già entrato nella storia per essere divenuto il più giovane pilota di sempre ad aver condotto un GP da leader, sebbene solo per una decina di giri. Come ho già scritto in passato, l’unica vera nemica di Antonelli è la fretta: se il ragazzino avrà la pazienza di assorbire più nozioni possibili nel nuovo mondo che sta vivendo, penso che si toglierà non poche soddisfazioni. Riflettevo sul fatto che quando fu Verstappen a detenere il record di Kimi, si sprecarono fiumi di parole a riguardo, mentre persino noi stessi italiani ne parliamo poco di quanto accaduto. La differenza tra il pluri campione ed il giovane pilota Mercedes a mio giudizio è tutta nella bandiera di appartenenza: la F1 anglofona mal digerisce i nostri colori evidentemente. Per fortuna che c’è Toto (ebbene si, alla fine mi sono ridotto pure a tesserne le lodi!) che pensa a proteggerlo ed a farlo crescere bene. Certo che vederlo a ridosso di uno come Russell, a fine GP su una pista a lui sconosciuta, non credo sia stato un bel segnale per il futuro per il pilota inglese… penso che faccia bene anche lui a trovare ed esprimere tutto il potenziale che ha per le future gare.

Buon Bahrein GP a tutti.

Vito Quaranta

LE NON PAGELLE DI SUZUKA 2025

Saranno, queste, le non-pagelle più brevi di sempre?

La domanda è lecita in quanto Suzuka ci ha inaspettatamente fornito un GP dal risultato assai scontato in praticamente tutte le sue posizioni. È stato a tal punto noioso da far riaffiorare il ricordo del trenino turistico visto a Montecarlo nel 2024 e che si ricorda solamente perché Bottas fece un sorpasso (d’accordo, anche per l’emozione di Charles… ma volete mettere?).

Del resto, tra un nuovo asfalto iper…grippante e l’enorme difficoltà di effettuare un sorpasso (non inedita, in Giappone, per questo tipo di vetture), era ben difficile aspettarsi qualcosa di diverso. Se a questo aggiungiamo la prudenza dei piloti che paiono tutti diventati strateghi che neanche Karpov e Kasparov nei loro celebri match per il campionato del mondo di scacchi allora il piatto di riso in bianco è servito. Eppure la lunghissima stagione che abbiamo davanti potrebbe consentire di prendersi qualche rischio, sapendo di avere il tempo per porvi rimedio. Quel che è vero, invece, è che tutti i team, a parte McLaren, stanno ancora studiando le nuove vetture e pare più importante portare a casa quanti più dati possibili per capire dove e come indirizzare gli sviluppi che non cercare l’exploit.

In questo contesto, dare voti ai piloti in gara diventa assai difficile sicché mi limiterò a qualche considerazione.

Be’, a parte Max, ovviamente.

VERSTAPPEN voto: 10 e lode

Se c’era qualcuno che aveva dubbi sulla possibilità di Max di giocarsi il quinto eccolo servito: Pole position da urlo, partenza perfetta, giri da qualifica per tutta la gara, nemmeno l’ombra di un errore, il tutto condito da una vettura che, dicunt, sia di molto inferiore alle due che ha preceduto sia in griglia che al traguardo (e, forse, anche alle successive quattro). Questo risultato, in queste condizioni tecniche, è decisamente da annali della Formula 1. Peccato che non ci siano state emozioni, diverse da quelle dell’ammirazione per la sua guida perfetta, a infiorettare il GP. Gli aggettivi per raccontare le sue imprese li ho già finiti da tempo quindi mi limito ad applaudire spellandomi le mani. Aggiungo che questo Max, nonostante la vettura palesemente inferiore a McLaren, deve far paura ai due alfieri di Woking. Basta guardare la classifica del mondiale con il nostro a -1 dalla vetta nonostante tutto quanto s’è detto e visto da parte dei papaya. Il lungo campionato che abbiamo davanti rema contro le sue possibilità di titolo (diverso sarebbe se fossimo ancora negli anni 80/90 con 16 gare annue in cui le sue possibilità sarebbero molto più alte) se le condizioni tecniche relative tra le vetture rimarranno più o meno costanti ma grazie a questa gara sappiamo che non lascerà nulla d’intentato.

NORRIS E PIASTRI voto: accontentiamoci

Non c’è molto da dire: il loro l’hanno fatto e se non fosse stato per quel mule asimoviano (cit. per gli appassionati di fantascienza) che è Max la doppietta e il dominio sarebbero stati assoluti. Per il terzo GP di fila vedo un Norris molto calcolatore, attento a non buttare via nulla, segno che sta affrontando questo campionato con il preciso intento di vincerlo. Non so se ce la farà perché come dice il poeta del diman non v’è certezza ma questo è certamente il modo migliore per provarci. Quindi non sono d’accordissimo con le critiche che si leggono qua e là per il fatto che non ci abbia mai davvero provato, in particolare nell’ultimo terzo di gara. Ha passato tutta la gara a 1.5 secondi (con minime oscillazioni) da Max, sempre, ogni giro, ogni curva, ogni pigiata di gas il che significa che aveva certamente la possibilità di ingaggiarlo e poi di staccarlo se il sorpasso fosse riuscito. Tuttavia, sapeva anche che il duello con Max sarebbe stato durissimo, con ampia probabilità di perderlo e di favorire Piastri. Dunque, la sua unica preoccupazione era stabilizzare il suo secondo posto e il terzo dell’australiano che, se non mutano le condizioni tecniche, è il suo vero rivale per il titolo. La strategia deve quindi essere massimizzare ogni GP, arrivare a definire la sua posizione di contender per il titolo e costringere il team a battezzarlo tale costringendo Piastri ad aiutarlo se Max (e/o Russell?!) diventasse davvero pericoloso per l’obiettivo finale. Se questa è la prospettiva allora ha fatto tutto bene. Quanto a Oscar la sua strategia dovrà essere speculare contraria a quella di Norris e il Giappone, sempre in quest’ottica, è per lui un risultato più negativo che positivo soprattutto perché non è mai riuscito, di fatto, a preoccupare Lando.

LECLERC voto: questo è quel che passa il convento

A Suzuka, nonostante la vettura continui a deludere rispetto alle reboanti dichiarazioni prestagionali, rivediamo finalmente il CLC da qualifica che vorremmo sempre vedere. Certo, non è stato sufficiente per agguantare le prime tre posizioni, ma almeno tutti gli altri li ha messi dietro, Russell compreso che era il suo vero rivale di giornata. Troppo forti le McLaren e troppo fenomenale Max, in questo momento, per sperare in qualcosa di più. La sua gara è stata molto lineare, il che non è male intendiamoci, con fasi in cui ha portato in pista ritmi eccellenti e in cui ha tutto sommato controllato senza particolari patemi d’animo Giorgino che, come detto poc’anzi, era il suo vero rivale di giornata. Nella (giusta) differenziazione strategica che Ferrari ha deciso di fare con i due piloti ha pescato il lato giusto della moneta visto com’è andato Lewis dietro. Non resta altro da fare che sperare in miglioramenti della vettura.

RUSSELL voto: accontentiamoci

Anche Giorgino affronta la gara con il pallottoliere in mano. La mentalità del nostro gentleman driver preferito, affinata lo scorso anno, si conferma anche in Giappone: non ha corso alcun rischio e una volta compreso di non averne abbastanza per affrontare Charles in un duello in cui avrebbe avuto soltanto da perdere fa tutta la gara badando a portare a casa il risultato. C’è un “meno” da aggiungere al suo voto, qualunque sia, rappresentato dall’errore compiuto nello snake nell’ultimo tentativo del Q3 senza il quale, forse, avrebbe potuto avanzare in griglia. E qui, onestamente, non saprei dire di quanto avrebbe potuto migliorare perché i parziali visti in diretta sembravano dare a quell’errore un peso di almeno, almeno!, 3 decimi il che, tabellina dei tempi alla mano, poteva collocarlo in una qualsiasi delle prime tre posizioni. E se la pole l’avesse fatta lui?

ANTONELLI voto: 9

Il nostro connazionale sta imparando in fretta. Fa un po’ specie, nelle interviste post-gara, vedergli quel sorriso ancora adolescenziale in volto. Sono abbastanza vecchio da ricordarmi un sorriso analogo sul volto di un giovanissimo Valentino Rossi. O anche quello di Lewis nel 2007 quando alla fine di ogni gara (almeno fino alla Cina…) andava incontro ai giornalisti esibendo lo stesso identico sorriso. E cosa indica, di grazia, questo sorriso? Godimento allo stato puro della velocità. È un sorriso di quelli che, liberi da preoccupazioni, da stress, da pressioni, si hanno in quei momenti. Di quelli che anche noi, nel nostro piccolissimo, abbiamo goduto a quell’età quando raggiungevamo qualche bel risultato. Mi auguro, anche se ovviamente sarà quasi impossibile, che possa raggiungere gli stessi risultati di questi due campionissimi del motorsport e se anche non ce la farà mi accontenterei di vederlo protagonista per molti anni. La strada che ha imboccato, almeno vedendo questa primissima fase, sembra quella giusta. Con qualche stranezza da rilevare che mi auguro sia positiva (lo scopriremo vivendo). Solitamente, infatti, quando un giovane talento arriva in Formula 1 è in qualifica che fa faville mentre in gara è prono ad errori banali derivati dall’affanno di voler dimostrare il proprio valore. Antonelli, invece, in qualifica è il terzo week end di fila che fa fatica (ma qui già un po’ meno) mentre in gara è solido ed efficace. A Melbourne è stato premiato da un risultato, a Shangai il risultato è arrivato nonostante il fondo danneggiato, e qui a Suzuka sfodera la sua miglior gara. Dico solo questo: nella seconda metà di gara il nostro eroe è stato il più veloce in pista. Persino più veloce dei primi tre. Vi basta? Ma non dico altro: lasciamolo crescere e vediamo come va.

HAMILTON voto: ho scelto il verso sbagliato della moneta

Nello sparigliamento delle strategie scelto (giustamente) da Ferrari per affrontare la gara Lewis ha perso il lancio della moneta. La strategia bianche-gialle si è rivelata perdente rispetto a quella gialle-bianche. Alla fine il giudizio sulla sua gara si riduce a questo. Al voto va aggiunto un “meno”, come a Russell, per non essere stato efficace quanto CLC in qualifica. Ed è un “meno” piuttosto rilevante perché in questa gara, dal sorpasso praticamente impossibile (che pure, lui è uno dei pochi ad aver compiuto, su Hadjar), era importante partire più avanti possibile. Rimandato.

HADJAR voto: 9

E bravo Isack! Dopo l’esordio da incubo a Melbourne, la buona gara in Cina ma non premiata da punti, finalmente ci fa vedere di che pasta è fatto. La sua qualifica è strepitosa con un settimo posto da sogno visto che si mette davanti non ad un Carneade qualsiasi ma addirittura a sua maestà Lewis Hamilton. In gara parte molto bene e se la gioca per tutta la prima parte di gara. Non può nulla contro Hamilton quando decide di superarlo ma poi conduce una gara gagliarda risalendo bene dopo il pit ed effettuando il sorpasso più bello di giornata quando al 29° giro si butta all’esterno di Sainz in curva 1 gestendo con grande maestria la vettura che stava per girarsi per via delle vibrazioni. Porta a casa i primi punti in Formula 1 della sua carriera proprio nel momento in cui, a seguito dello scambio Tsunoda/Lawson, il carico di pressione sulle sue giovani spalle aumenta. Se son rose fioriranno.

ALBON E BEARMAN voto: in trincea!

Gli ultimi due a punti confermano, come da premessa di queste non pagelle, la loro posizione in griglia. Dunque il buon voto che certamente meritano è da ascrivere alla ottima qualifica da loro disputata. Per entrambi ci sono ulteriori motivi di soddisfazione legati al gap che hanno scavato con i loro rispettivi compagni di squadra. Albon continua a tenere Sainz molto distante lasciando ancora nel dubbio esperti ed appassionati se ciò sia dovuto a problemi di adattamento dello spagnolo oppure al fatto che l’anglo-thai sia davvero l’eccellente pilota che ha dimostrato di essere nelle ultime due stagioni. Per quanto riguarda Ollie “ciao” Bearman, d’altra parte, c’è la soddisfazione di andare a punti in un week end e in un circuito dove il più esperto Ocon (peraltro reduce da una strepitosa gara in Cina) avrebbe dovuto farlo a fettine. Bravi tutti e due!

NOTE DI MERITO

Alonso non raggiunge i punti ma è protagonista di una gara gagliarda nonostante il pessimo mezzo che ha a disposizione: Suzuka, evidentemente, ce l’ha nel sangue.

Doohan, nonostante la stupidaggine colossale commessa nelle FP in cui ha dimenticato di togliere il DRS (che l’abbia fatto apposta non ci crederò mai) in curva 1 schiantandosi a oltre 300 Km/h (e viva la sicurezza di queste vetture!) e la pessima qualifica ha fatto una gara tutto sommato decente riuscendo a guadagnare qualche posizione e difendendola con i denti. È ancora largamente insufficiente e il suo sedile è ancora a rischio ma esce da Suzuka finalmente senza un giudizio disastroso.

NOTE DI DEMERITO

Stavolta Sauber delude e non poco.

Stroll, dopo le prime due tutto sommato buone gare, si ricorda di essere… Stroll ed è l’unico pilota che in gara commette un errore decisivo

Infine, mi soffermo sul tanto chiacchierato scambio tra Tsunoda e Lawson. Per quanto riguarda il piccolo Yuki lo si è visto molto in palla il venerdì e il sabato fino a tutto il Q1 con tempi del tutto analoghi a quelli di Max. Giunto in Q2, quando c’è stato da fare il salto di qualità, ho notato un palese affanno che lo ha portato a commettere errori soprattutto nello snake e in frenata che alla fine non gli hanno consentito di fare un giro pulito con conseguente eliminazione. In gara, quando è stato inquadrato non ha dato la stessa impressione di affanno: probabilmente era concentrato a portare al traguardo la vettura senza commettere errori il che spiega il ritmo piuttosto lontano da quello di Max. A questo punto, garantendo al piccolo Yuki tutte le attenuanti del debutto su una vettura che in teoria non conosceva, non posso fare a meno di darne un giudizio tutto sommato positivo. Ha fatto Q2, non ha combinato pasticci in gara e, a differenza di quanto combinato da Lawson in precedenza, non è arrivato ultimo. La dodicesima posizione, a 3 secondi dalla zona punti, è per RBR sicuramente un buon passo avanti. Anche a Lawson vanno concesse tutte le attenuanti possibili visto che la sua situazione è assai delicata. La risposta da lui data in questo GP è positiva sotto il profilo della qualifica: è andato per la prima volta in stagione in Q2, peraltro davanti proprio al “falloso” Tsunoda e non troppo lontano da Hadjar (3 decimi). In gara non è stato mai inquadrato se non indirettamente e non ho potuto farmi un’idea della sua guida. Posso solo rilevare che non è arrivato ultimo. Va detto che Lawson, nelle gare in cui ha sostituito Ricciardo, sia nel 2023 che nel 2024 aveva ben impressionato nelle prime due-tre gare per poi scendere di livello. Inoltre, in entrambe le occasioni è stato abbondantemente surclassato da  Tsunoda quanto a velocità in qualifica, nel 2024 in particolare. Non c’erano quindi molte ragioni per la promozione in RBR che rimane, a mio modesto avviso, una decisione improvvida sia per la scuderia che per lui che ora si ritrova sul groppone un siluramento assai pesante per la continuazione della sua carriera. Dovrà prestissimo dimostrare di poter competere con Hadjar altrimenti temo che non finirà la stagione.

Ci vediamo in Bahrain!

MAX VINCE A SUZUKA. FERRARI SOLLEVATA.

La Formula 1 incendia Suzuka, in tutti i sensi, visto che l’erba secca, a causa della siccità, prende fuoco ben 5 volte durante le prove.

Allo stesso modo, Verstappen riesce a incendiare la sua RB21, che il venerdì era metaforicamente fredda come un ghiacciolo; tanto è vero che il neo compagno di squadra giapponese di Max è riuscito a stargli a un decimo.

La notte porta consiglio e quella fra venerdì e sabato evidentemente ha portato molto consiglio, visto che il giorno dopo Verstappen la piazza in pole dimostrando di fare la differenza, mentre il povero Yuki è 15° pure dietro a chi ha sostituito.

Alla domenica fa freddo; non ci saranno incendi, nemmeno in pista. Partenza senza alcuna emozione e i primi 10 vanno via come si sono qualificati. Il primo sorpasso si vede al giro 6, con Hamilton che supera Hadjar per la settima posizione. E sarà l’unica variazione di posizione da qui a fine gara.

Al giro 15, Max ha 2 secondi su Norris, seguito da Piastri e Leclerc. I distacchi sono molto piccoli e nessuno sembra in grado di avvicinarsi a chi ha davanti. Il primo a fermarsi è Russell al giro 20, seguito da Piastri al giro successivo. Al giro 22 si fermano Max, Norris e Leclerc. All’uscita dai box, Lando prova a superare l’olandese passando sull’erba e ovviamente non ci riesce. Resterà l’unica “emozione” della gara.

In testa alla gara ora ci sono Antonelli e Hamilton. Quest’ultimo si ferma al giro 31, seguito da Andrea al giro successivo. Al giro 43, Piastri inizia a spingere il compagno di squadra, per modo di dire, visto che il distacco fra i primi 3 è attorno al secondo e tale resterà fino alla fine. Come anticipato, se volete vedere la classifica finale dei primi 10, prendete le prime 5 file dello schieramento, invertite la quarta fila e siete a posto. Su questo ritorneremo in un P.S.

Fra una sola settimana ci sarà il Bahrain. Ringraziamo Max per averci dato una prospettiva di divertimento.

P.S. L’ho già scritto, ma vale la pena ripeterlo: ci avevano raccontato che le auto ad effetto suolo potevano viaggiare vicine ed era una colossale balla. Se non hai 8 decimi di vantaggio, davanti non ci passi. La qualifica diventa fondamentale, e questo la Ferrari non lo sapeva quando ha stravolto la SF-24.

P.S. 2 La SF-25 è mediocre. Punto. E hanno speso 40 milioni di euro per metterci sopra un quarantenne che si fa bastonare dal compagno di squadra e dal diciottenne che ha preso il suo posto. Complimenti.

P.S. 3 Quel diciottenne, che di nome fa Andrea e viene da Bologna, sta dimostrando di essere quello che tutti dicevano: un fenomeno.

P.S. 4 Tornando alla Ferrari, l’occasione di vincere il mondiale all’ultimo anno di questo regolamento è stata buttata via. Si prospetta un anno a zero vittorie, perché non avrebbe alcun senso sprecare risorse a far funzionare una macchina sbagliata, con un nuovo ciclo regolamentare davanti.

P.S. 5 Di solito, quando si dice “non abbiamo ancora estratto il potenziale dall’auto”, quel potenziale non c’è.

P.S. 6 Complimenti a Hadjar, che dalle stalle di Melbourne oggi è arrivato alle stelle con un buon piazzamento a punti. E complimenti anche a Bearman, ancora una volta a punti con una Haas che non è certamente una macchina fenomenale.

P.S. 7 Lawson può già cercarsi un sedile in GT3. Peccato perchè le sue prime gare avevano fatto pensare a qualcosa di diverso per la sua carriera.

P.S. 8 Con riferimento al P.S. 2, guardate la classifica dei primi 10 con la data di nascita di fianco al nome del pilota e fatevi delle domande.

P.S. 9 Transitati sul traguardo i primi 3, la regia stacca sulla lotta per la quindicesima posizione. Una volta vigeva la logica regola di inquadrare tutti quelli che passavano sul traguardo; da quest’anno non vale più (anche in Australia è successa una cosa simile). Il perché non è dato a sapere.