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F1 2025 – GRAN PREMIO DEL GIAPPONE

Terzo appuntamento del mondiale e primo vero esame per decretare la bontà delle monoposto messe in pista in questo 2025.

La pista di Suzuka è un test severo e che non lascia spazio a tanti dubbi, una sorta di Montmelò asiatica che con tutta probabilità traccerà le strada in divenire almeno per la prima metà del campionato.

Esame severo soprattutto per una squadra e come al solito quando si parla di esami di riparazione, parliamo di Ferrari. La doppia squalifica in Cina ha segnato il punto più basso degli ultimi anni in un weekend che comunque è stato piuttosto anomalo: vittoria e pole nella sprint, debacle in gara.

immagine da f1ingenerale.com

La doppia squalifica è figlia dei problemi di assetto delle sospensioni e della gestione delle altezze da terra: la SF-25 è costretta a girare alta perdendo competitività. In Giappone nessun aggiornamento ma tanto lavoro al simulatore per cercare di trovare la giusta alchimia tra regolazione delle sospensioni, altezza da terra e carico aerodinamico con l’obbiettivo di rivedere la SF-25 vittoriosa nella sprint cinese. La buona notizia potrebbe essere quella che, trovato il bandolo della matassa, la SF-25 può giocarsela anche con McLaren che è di sicuro veloce ma non così semplice da sfruttare.

Proprio la squadra di Woking sembra la naturale candidata alla vittoria. In teoria con un weekend pulito e senza sbavature non dovrebbe avere grosse preoccupazioni ma solamente passare all’incasso e mettere fieno in cascina utile in previsione di gare più complicate.

Esami un pò per tutti, comprese Mercedes e Red Bull. La prima sta facendo della regolarità la sua forza: pochi errori, massimizzare tutto quello che si può, un Antonelli ancora un pò acerbo ma in crescita e un Russell molto solido. Superare l’esame Suzuka potrebbe essere un bel boost per il prosieguo di stagione.

immagine da motorcyclesports.net

D’altro canto la Red Bull arriva nella gara quasi di casa considerando la partnership con Honda, in acque agitate. Ormai acclarato che la monoposto è decente solo nelle mani di Verstappen che non nasconde un certo nervosismo e si guarda sempre più intorno in vista del 2026, vedrà anche il debutto di Tsunoda al posto di Lawson retrocesso in Racing Bulls. Compito arduo per il giapponese che dovrà dimostrare di reggere il confronto con Verstappen, il tutto nella gara di casa sotto gli occhi del suo principale sponsor…in bocca al lupo.

Tra le cenerentole della griglia si aspettano conferme da Haas e Williams, quelle più in palla in questo inizio di stagione e segnali di ripresa da Aston Martin, Sauber, Racing Bulls e Alpine. Per qualcuna di queste Suzuka potrebbe essere la conferma di una stagione già persa in partenza.

I team dovranno fare i conti anche con un nuovo asfalto e con temperature fresche per tutto il weekend, non oltre i 20 °C. Considerando quanto sia oneroso il circuito sulle gomme potrebbero vedersi differenze marcate soprattuto in termini di passo gara.

Di solito Suzuka non fa prigionieri, è un crocevia importante per tutta la stagione. Per qualcuno è già una prova senza appello, un dentro o fuori. In questa F1 moderna con poco pathos il minimo è augurarsi quantot meno un pò di lotta in pista tra più team. Ecco, la trasferta giapponese non sembra essere quella più indicata ma chissù che non si venga smentiti.

*immagine in evidenza da autohebdo.it

Rocco Alessandro

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

La settimana post GP di Cina è stata densa di avvenimenti, che di certo non fanno annoiare, nella pausa tra un GP e l’altro. La Ferrari, con la sua doppia squalifica tiene banco eppure, nemmeno le altre squadre non si lasciano pregare nel far parlare di se, cosi come non può mancare mai la “nostra” Federazione, che naturalmente va a braccetto con la FOM e quindi con il sistema F1, le quali non si fanno mai mancare nulla.

La legge del più forte

Il GP in Cina non è stata una disfatta solo per Ferrari, bensì è stata una autentica Caporetto per Liam Lawson, il quale dopo l’ennesima deludente prestazione è stato definitivamente appiedato in favore di Tsunoda. L’avvicendamento, a soli due GP dall’inizio del mondiale dei due piloti, sancisce definitivamente il fallimento della gestione del gruppo giovanile, altresì definito vivaio, della Red Bull. La squadra bibitara, in Max Verstappen, ha il suo talento e la sua maledizione nel contempo: il campione olandese è un fenomeno di cannibalismo sportivo paragonabile solo a Michael Schumacher e questa è la fortuna di Horner&Co. e, allo stesso tempo, è la loro stessa maledizione in quanto Verstappen è inimitabile in stile di guida, per non parlare di cercare di tenere il suo passo. Dando a Cesare quel che è di Cesare, nessuno in Red Bull ha mai preteso che un suo potenziale compagno riuscisse ad eguagliare le sue prestazioni, vero è che la squadra si aspetta che il suddetto compagno riesca almeno a tenere il passo. Con l’attuale regolamento sportivo, che sta volgendo al termine e, dove è avvenuta una inevitabile convergenza prestazionale prime e, addirittura un sorpasso a livello tecnico subito proprio ai danni della stessa Red Bull dopo, la squadra di Max è dovuta correre ai ripari estremizzando il progetto della loro monoposto la quale, è letteralmente “cucita” addosso allo stile di guida del pluricampione. Ciò va a corroborare e, a smontare nel contempo, le illazioni della “teoria della macchina diversa”: la squadra fornisce la stessa vettura certo, solo che ad uno calza a pennello e all’altro va stretta come si suol dire. Il primo a farne le spese è stato il buon Perez il quale, sebbene non sia mai stato un fulmine di guerra, vero è che è un pilota esperto capace di portare a casa punti pesantissimi, tanto che ha permesso alla sua squadra di vincere il mondiale Costruttori e, ha contribuito alla vittoria del primo mondiale di Max, ostruendo Hamilton quando ce n’era bisogno. Con il crescere della concorrenza è cresciuta anche la pressione, oltre che la fretta di vincere, ed ecco che i bibitari si sono concentrati sul “one man show” ed il messicano ne ha fatto le spese come è ben noto. Con l’anno nuovo la Red Bull ha deciso di puntare tutto su Lawson, il quale nonostante abbia all’attivo pochissimi GP, ha sbalordito a tal punto da farlo promuovere direttamente nella squadra maggiore, alla faccia di Tsunoda, il quale a sua volta è in orbita Red Bull da anni con tutta l’esperienza del caso che ne segue. Cosa è successo a Liam? All’improvviso ha dimenticato come si guida oppure è stato colpito dalla maledizione di Perez? A cosa serve far crescere un pilota nella squadra minore, nello specifico mi riferisco a Tsunoda, se poi viene preso un altro che non ha nemmeno mezza stagione sulle spalle? Ancora: cosa succederà allo stesso Yuki se anche lui riprenderà da dove hanno lasciato i suoi predecessori? Non oso immaginare alle reazioni che ci saranno se Liam gli finirà davanti. Al contrario invece chissà che penitenza dovrà pagare Marko, caso mai il giapponese dovesse tenere il passo del loro campione. Comunque la si metta, qualunque cosa succederà, Red Bull ha un problema molto grande e grave ed è quello che è “Verstappen centrica”, tanto da basare un progetto esclusivamente sapendo che in squadra c’è uno come lui e, questo gli si può ritorcere contro peggio del boomerang che prese in piena faccia Pieraccioni nel film  “Il ciclone”. Perché nel momento in cui Max deciderà di rescindere il suo contratto anticipatamente (i rumors aumentano di giorno in giorno), dei bibitari non rimarrà che la polvere, considerando che hanno perso come un emorragia tecnici di prim’ordine; Newey in primis.

Aspirati: sogno o realtà?

La F1 odierna ci ha abituato, con i suoi fantasiosi regolamenti, a colpi di scena clamorosi come le ruote scanalate, il diffusore col buco (durato un solo anno… giusto il tempo di far vincere un mondiale a Ross Brawn) e, i propulsori turbo ibridi ove Mercedes era avanti di almeno due anni rispetto alla concorrenza. Eppure questo è niente rispetto a quello a cui stiamo assistendo nelle ultime settimane. Com’è noto il regolamento 2026 è stato già ratificato tanto che le squadre, soprattutto quelle che sono entrate ex novo in F1 proprio perché è stato approvato questo regolamento, sono già a lavoro da tempo. Questo significa investimenti per centinaia di milioni eppure, nonostante ciò, si parla in maniera scioccante di buttare tutto nel water per ritornare agli aspirati, utilizzando i “bio carburanti”. Per fare ciò e quindi dare tempo alle squadre di potersi preparare in tale senso, si dovrebbe prolungare l’attuale regolamento di altri due anni, in modo da iniziare un nuovo mondiale con i propulsori che hanno segnato la nostra vita, grazie al loro inconfondibile sound. Se un anno fa, avessi scritto su queste righe una roba del genere, il direttore del Ring avrebbe chiamato la neuro per salvarmi dall’esaurimento nervoso, eppure tutto questo è realtà e si chiama F1 moderna! Evidentemente c’è del metodo in questa perversione. Il regolamento 2026 è stato approvato quando si era sicuri che, per salvare il mondo dalla catastrofe ambientale, sarebbe bastata una colonnina di ricarica elettrica in città. In seguito il mercato ha deciso, ed ecco che il clima può aspettare e, l’elettrico va riconsiderato. A mio giudizio c’è di più: il rettilineo di Monza è lungo mille cento novantaquattro metri circa (1194,40 mt per la precisione) e, nelle simulazioni con le vetture 2026, è stato notato che per ricaricare la batteria della monoposto, un pilota dovrebbe iniziare a frenare a circa trecento (300!) mt prima che lo stesso rettilineo finisca. So bene che nel leggere questa notizia vi è venuta la pelle d’oca, eppure sembra che i dati attualmente questo dicono, per non parlare che poiché il 50% della potenza sarà appunto elettrico, molto probabilmente l’attuale sound sarà quanto meno rivisto (sebbene Andy Cowell affermi il contrario). A questo punto capite bene il perché di tanta agitazione da parte della F1 tutta, la quale sta cercando di correre ai ripari, solo che a mio avviso ormai è troppo tardi per via delle molteplici complicazioni che sorgerebbero dal tirarsi indietro in tal senso: chi glielo dice (questo è solo uno dei tanti problemi che bisognerebbe affrontare) alle squadre che hanno investito milioni per entrare nella massima serie, proprio perché è stato programmato questo regolamento? La potenziale soluzione, da parte del sistema, è quella di far durare il suddetto neo regolamento per soli tre anni anziché fino al 2030, per poi passare quindi agli aspirati. Non so se queste tempistiche si concretizzeranno, so solo che molto probabilmente, a partire dall’anno prossimo, avremo una Formula “E” e una squadra dominante che ci farà rimpiangere il 2014… ai posteri l’ardua sentenza.

C’è squalifica e squalifica

Concludo questo mio lungo scritto con le parole che il Team Principal Ferrari ha pronunciato (fonte AutoRacer.it) all’indomani del GP cinese. Lascio a voi lettori ogni tipo di commento.

Vasseur, a riguardo della inutile Sprint Race: “Abbiamo raggiunto una parte dell’obiettivo: non dovremo più rispondere alla domanda sulla prima pole o sulla prima vittoria. Tra le gare disputate (due GP: Australia e Cina… non dieci sigh!), questa è stata una delle nostre più grandi dimostrazioni di forza”.

Sull’arrivo di Hamilton a Maranello e quindi su tutta la pressione che si è generata: “E’ stata la stampa a fare tanto clamore, noi non abbiamo chiesto nulla (infatti l’evento di Milano l’ha organizzato l’ordine dei giornalisti!)… abbiamo fatto una foto (riferendosi a Lewis davanti alla casa del fondatore assieme ad Elkann e Vigna).

Infine a riguardo della doppia squalifica, mai successo nei settantacinque anni di storia della Beneamata: “Questa delusione dimostra che siamo alla ricerca della perfezione e che, a volte, ci spingiamo troppo oltre” e aggiunge… Bisogna distinguere bene tra una squalifica dovuta al fatto che si prendono dei rischi e una squalifica dovuta a un comportamento scorretto… più si è sotto pressione, più la lotta è intensa, più si ha bisogno di avvicinarsi a questi limiti e più si corrono rischi”.

Come ho scritto, lascio a voi ogni commento. Buon GP di Giappone a tutti.

Vito Quaranta

LE NON PAGELLE DI CINA 2025

Troppi pochi giorni separavano Melbourne da Shanghai per sperare in cambiamenti importanti da parte delle squadre impegnate nel circus. Ciononostante, ciò che più ha spiccato in questo week end è stata la prestazione delle Haas le quali, dopo quell’inizio da incubo nelle lande australi, hanno letteralmente rivoltato la vettura riproponendone un livello prestazionale paragonabile a quello con il quale avevano chiuso la stagione 2024. Sorprendente, vero?

Anche Ferrari, il sabato, sembrava aver trovato uno spunto di quelli importanti e, con Hamilton, addirittura vincente. Come mio costume non mi abbasso a commentare o giudicare la “garetta” ma non posso fare a meno di rilevare la prestazione dei rossi del sabato per confrontarla con quella della domenica: tanto erano brillanti prima tanto sono stati opachi dopo.

Haas e Ferrari, due facce della stessa medaglia tecnica che vede queste monoposto 2025 assai imprevedibili nei comportamenti il che, a ragionamento minimo, dà l’indicazione su quanto i progettisti abbiano lavorato per migliorare le vetture da un anno all’altro correndo, evidentemente, non pochi rischi. La cosa sorprende ancora di più se si pensa che il 2025 è l’ultimo anno dell’attuale regolamento tecnico FIA, in via di radicale cambiamento il prossimo anno.

Perché?

Voci non troppo sotterranee, e diverse modifiche comunicate in corso d’opera al regolamento 2026, lasciano intendere che potrebbe esserci un rinvio. Così fosse allora si giustificherebbe l’impegno messo dalle squadre sulle vetture del 2025. D’altra parte, la lunga stagione che è appena iniziata, potrebbe consentire di testare molte delle soluzioni del nuovo regolamento, verificarne i parametri, giudicarne gli esiti e anche questo potrebbe spiegare l’imponente divario di prestazioni di queste nuove vetture con quelle dello scorso anno.

Fatto sta che le Haas e le Ferrari viste in Cina lasciano supporre che la prima parte della stagione possa essere capace di sorprendere ad ogni GP.

Oppure, che alcuni dalle parti di Maranello, sono già talmente al limite della ricerca prestazionale da incorrere in un clamorosissimo doppio errore di calcolo che porta all’inedita doppia squalifica nel GP.

Già, perché oltre alla inattesa strepitosa prestazione di Ocon (vero “driver of the day”) dobbiamo registrare una sorta di unicum nella storia della Formula 1 con due vetture dello stesso team squalificate per motivi differenti.

Il che danneggia i piloti incolpevolmente precipitati nel registro delle pagelle da più o meno felici e più o meno tristi protagonisti a nota a pie’ di pagina.

Ignara di tutti questi discorsi, McLaren conferma il dominio mostrato in Australia: scambiando l’ordine dei piloti il risultato non cambia.

PIASTRI voto: 10

Perfetto! L’avevamo rimandato dopo la discutibilissima gara di casa augurandogli di riprendersi prontamente e lui non ha mancato l’appuntamento. Pole e vittoria mai in discussione sulle quali non c’è molto da dire. La partenza è stata da manuale con chiusura “cattiva” nei confronti del pur ottimo Russell che finisce per regalare a Norris la seconda posizione. Di lì in avanti il dominio mostrato dall’australiano è stato imbarazzante per tutti, compagno di squadra compreso. Non ha nemmeno dovuto soffrire patemi legati alla strategia dal momento che le gomme bianche si sono dimostrate capaci di tenere bene il temuto graining il che ha consentito di fare un solo pit. L’assenza di SC lo ha favorito ma la sensazione è che il buon Oscar avesse talmente in mano il mezzo, oggi, che nulla avrebbe potuto impensierirlo. Bravissimo!

NORRIS voto: 7.5

Landino nostro porta a casa un importantissimo secondo posto che, per come si erano messe le cose in questo week end, va considerato un risultato di quelli che fanno ben sperare per la conduzione strategica della stagione. Inutile nasconderlo: così stando le cose Lando è il favorito d’obbligo per questo mondiale e devo fargli i complimenti per essere riuscito a raccogliere il massimo. Già, perché il suo sabato è stato pessimo e non mi riferisco solo alla “garetta” in cui a fatica riesce a mettersi dietro Stroll ma anche alle qualifiche in cui, pur avendo migliorato l’assetto sgangherato con cui era partito, non è riuscito a mettere insieme il miglior crono di cui pareva dotato facendosi sorprendere dall’ottimo Russell. Per sua fortuna la grinta di Piastri in partenza lo proietta al secondo posto. Da qui, nonostante una vettura non al massimo della condizione, riesce a gestire efficacemente tutte le fasi della corsa, pure quelle più difficili del finale in cui un problema al pedale del freno ha rischiato di farlo naufragare. Il voto apparentemente basso per una così bella posizione è l’effetto del sabato disastroso ma è comunque un buon momento per lui. Il Landino del passato si sarebbe fatto prendere dallo sconforto e probabilmente commesso qualche errore di troppo nella gara della domenica. Non così oggi. Se il buon giorno si vede dal mattino…

RUSSELL: voto 9

Giorgino continua a dire la sua. Dopo la sagace gara di Melbourne piazza la sua Mercedes nuovamente sul podio stavolta con una prestazione che non lascia dubbi. Solido e veloce, in tutte le fasi del week end, nessuna sbavatura in gara, pronto a cogliere gli aspetti strategici (novità della scorsa stagione: apprezzo quando i piloti lavorano per migliorare i loro punti deboli, soprattutto quando ci riescono) che mano a mano la pista riserva e alla fine il meritatissimo podio. La sua partenza allo spegnimento dei semafori è stata perfetta e solo la grinta di Oscar gli ha impedito di provare ad ambire a qualcosa di più. Mi è particolarmente piaciuto quando è stato messo sotto pressione da Leclerc quando il ferrarista sembrava avesse un ritmo migliore: nessuna sbavatura, nessun timore, nessun affanno. Colto il punto di debolezza del ferrarista proprio nella percorrenza di curva 12 (quella che immette nel lungo rettilineo) si è messo a gestire le gomme giro dopo giro proprio per cercare di non averle in sofferenza nella 12 che percorreva al doppio della velocità di Leclerc rendendo la sua pressione, di fatto, sterile. Dopo che LeClerc ha esaurito l’abbrivio non ha più temuto nulla. Bravissimo.

VERSTAPPEN voto 8

Sono sempre propenso a dare voti fantasmagorici a Max ma questa volta mi fermo un po’ prime delle numerazioni da eccellenza. Non che non meriti, per carità, ma ho avuto la sensazione che in gara abbia temuto un po’ troppo il consumo delle gomme e abbia guidato al di sotto delle sue possibilità. Vedere Max timoroso è decisamente un evento inedito quindi niente eccellenza. Quando, nel finale, si accorge di poter spingere fa un sol boccone di Leclerc con un sorpasso da antologia. La vettura non è certo quella che si aspettava, con il povero Lawson a remare nelle ultime posizioni, ma la magnificenza della sua guida, al momento, continua a non avere rivali. Se ne è vista una bella dimostrazione quando è stato mandato in onda un confronto del suo giro veloce con quello di Hamilton in versione “ghost”, quasi fosse un videogioco. Mai, artefatto televisivo, fu più utile per valutare la capacità di guida. In quel contesto, infatti, si vede chiaramente la RB21 sottosterzare ad ogni pie’ sospinto (contrariamente alla vettura di Hamilton in quel frangente parsa estremamente precisa) e la capacità di Max di controllare con precisione questi comportamenti ha dello strabiliante. Basandomi unicamente su quella ripresa è difficile dire se si è trattato di una scelta di assetto o di difetti di comportamento. D’altra parte le enormi difficoltà incontrate da Lawson possono spiegare un comportamento vettura che è ben al di sotto delle aspettative. Va aggiunto, inoltre, che almeno nei suoi primi anni, Max preferiva un assetto con anteriore puntatissimo e con evidente tensione verso il sovrasterzo che, grazie alla sua abilità, riusciva a controllare magistralmente. Si è vista meno, questa preferenza di assetto, negli ultimi due anni, evidentemente assecondato da una vettura al limite della perfezione. Quindi se la vettura, ora, è sottosterzante dubito che sia una scelta di Max e che quindi il nostro sia costretto a guidare sopra le righe riuscendo comunque a fare cose strabilianti. Un plauso ulteriore, dunque, non glie lo nega nessuno. Ma la preoccupazione che possa non riuscire sempre a fare i miracoli credo gli farà dormire sonni poco tranquilli.

OCON voto: 10

Come forse sa chi segue queste non-pagelle, Ocon non è nemmeno lontanamente il pilota del Circus che preferisco. Troppo ondivago nelle prestazioni, senza uno stile di guida riconoscibile, pure polemico e falloso alle volte pure oltremisura. E tuttavia capace, ogni tanto, di exploit fuori dal normale com’è accaduto, recentissimamente, a Interlagos quando sotto un diluvio di altri tempi ha messo paura persino a sua maestà Max! Ebbene oggi tutto mi aspettavo tranne che vedere Ocon issarsi al quinto posto di un GP. Dopo l’inguardabile inizio di stagione, con una Haas quasi due secondi al giro più lenta degli altri a Melbourne (in una pista pure corta!), e con solo una settimana a separare i due GP poteva mai esserci anche solo la minima speranza di non dover battagliare con Lawson per l’ultima posizione? Il sabato, in effetti sembra confermare il momento negativo con la “garetta” passata a eoni di distanza dai primi. Ma già nelle qualifiche pomeridiane si vede il nostro eroe strappare con i denti il passaggio del primo taglio. Nel Q2 poi si migliora ulteriormente mancando l’ingresso in Q3 per soli 30 millesimi. Notevole!. Ma il bello deve ancora venire. In gara, infatti, il buon Esteban decide che ne ha già abbastanza della “cenerentolaggine” cui la stagione lo stava destinando e sfodera una prestazione da urlo. OItre ad un ritmo decisamente inatteso, in linea con quello del Racing Bulls, tanto per intenderci, sfodera anche una serie di sorpassi da urlo, uno dei quali fa a gara con quello di Max a Leclerc sul migliore di giornata. Si tratta del sorpasso al nostro Antonelli al 16° giro in cui in una situazione assai complicata, con Antonelli che con DRS stava tentando il sorpasso su Tsunoda, il nostro si infila a destra nel residuo spazio rimasto a sua disposizione che… non c’è! È infatti costretto a mettere le ruote sulla sabbia a oltre 330 km/h e non solo non perde il controllo della vettura ma riesce persino a completare il sorpasso! Pelo sullo stomaco ne abbiamo? WOW! Al traguardo termina in settimana posizione e sarebbe già stato un risultato strepitoso ma la successiva squalifica dei due ferraristi lo issa al quinto posto che manda Ocon e Haas in paradiso perché contemporaneamente mette a punti anche Bearman.

ANTONELLI voto 6.5

Dopo la eccellente gara d’esordio in Australia, il nostro giovane alfiere si ritrova in Cina ad affrontare qualche difficoltà in più. Così come in Australia anche Shanghai lo vede incerto al sabato, probabilmente a litigare con gli assetti e l’asfalto apparentemente tritagomme rifatto da poco. Ma mentre in Australia si era rifatto brillantemente in gara qui in Cina lo vediamo in affanno per tutto il tempo, incapace anche solo minimamente di replicare il ritmo di Russell, a stento capace di tenere Tsunoda e costretto alla difesa. Scopriamo a fine gara che la bandella laterale persa da Leclerc in partenza è finita sotto la sua vettura rovinandogli il fondo. Se è così allora pazienza: sarà per un’altra volta. C’è comunque da dire che il nostro continua a macinare buoni punti.

ALBON voto 7.5

Ottimo, ottimo ottimo. Ancora una volta nei punti (e bene grazie alle squalifiche Ferrari). Non ho seguito in modo particolare la sua gara sicché non sono in grado di definirne i contenuti. In casi come questi ci si limita a rilevare l’esito e con ancora Q3, punti importanti in gara e il compagno di squadra tenuto a distanza meglio di così non si poteva fare.

BEARMAN voto 8

Il giovane britannico, non brillante in Australia come molti suoi compagni di matricolato o semi-matricolato, si rifà decisamente bene in Australia con una gara gagliarda zeppa di sorpassi e cardiopalma a gogo. Ho letto di qualche minimale polemica sui social per i suoi concisi team radio dopo ogni sorpasso ma trovo il suo “ciao” più simpatico che irrispettoso e, certamente, non meritevole di alcuna attenzione dei social (ma che avrà da fare la gente tutto il giorno? Non lavora? Non va a fare la spesa? Non ha un parente da aiutare, un bar da frequentare, amici con cui bersi qualcosa e farsi delle belle chiacchiere, bambini da accudire o addirittura, oddio perdonate per quel che sto per scrivere… un libro da leggere?!). Certamente Haas ha trovato un bel miglioramento sulla vettura e anche Bearman, come Ocon, ne ha saputo approfittare. Speriamo, per loro, che non sia un fuoco fatuo e che il trend continui. Bravo

STROLL voto 7

Il figlio di papà ha un’altra gara più che dignitosa finita a punti grazie alle squalifiche altrui. Ciò non toglie nulla ai suoi meriti: lì c’era lui e non altri e quel che conta è la posizione al traguardo. Null’altro da dire se non il fatto che AM continua comunque ad essere deludente: Newey ha molto da lavorare.

SAINZ voto 6

Agguanta i punti grazie alle squalifiche altrui ma in tutta la gara, a parte un bel sorpasso su Doohan colto dalle telecamere, è stato assai anonimo.

NOTE DI MERITO

Tsunoda se la stava cavando piuttosto bene in gara fino a che non ha ceduto l’ala anteriore. Hadjar non è andato benissimo in gara ma in qualifica ha fatto faville.

NOTE DI DEMERITO

Lawson, penultimo solo perché Doohan ha avuto 10 sec di penalità, pare sia già alla frutta e dopo la gara già si vociferava di sostituzione col giapponese.

[edit]: mentre “vado in stampa” si profila sul web l’ufficialità dello scambio di sedile con Tsunoda: la sensazione è che il piccolo Yuki stia viaggiando verso un harakiri o seppuku della sua carriera.

Sauber ha fatto il passo del gambero.

Doohan arriva al traguardo ma continua ad essere distantissimo da Gasly: anche lui, come Lawson, deve preoccuparsi per il suo sedile.

E poi? Chi altro metter nel demerito? Fatemici pensare… forse la Ferrari?

A parte le battute, i due piloti Ferrari non sono affatto andati male nel week end cinese con Hamilton (8) sugli scudi al sabato e Leclerc (7.5) alla domenica. Gli erroracci che hanno portato alla squalifica sono l’evidente segnale di un affanno tendente al disperato: quando calcoli peso e altezza da terra così al limite è evidente che non sai che pesci pigliare per far andare la macchina. E credo che sia questa considerazione (non la squalifica di per sé) quella che, oggi, preoccupa di più coloro che auspicano il ritorno al vertice del Cavallino. L’errore su Leclerc (già visto l’anno scorso con Russell a Spa) si spiega soprattutto in considerazione del fatto che la gara era prevista su due soste ma che alla fine se n’è potuta fare una sola: le gomme più consumate, la bandella persa e il troppo rischio corso sul peso minimo hanno fatto il patatrac. Ancora più clamoroso, a mio modesto avvisto, l’errore compiuto con Hamilton il cui fondo troppo consumato (seppure per soli 4 decimi di millimetro) è poco compatibile con il rialzo di assetto compiuto dopo la sprint. Non posso sapere ovviamente come e quanto abbiano deciso di rischiare (ammesso che non sia un vero e proprio errore di calcolo che però faccio fatica a credere) ma fatto sta che, come detto poc’anzi, si tratta di un segnale un poco disperato per cercare di dare a questa vettura performance altrimenti non ottenibili e considerato quanto opaca (paragonata alle aspettative create il giorno prima) la prestazione di Hamilton domenica non mi pare ne sia valsa la pena.

Portiamoci a casa il bel lavoro fatto da Haas che fornisce qualche motivo per sperare in un campionato più competitivo di quanto non sembri oggi.

Staremo a vedere

Ci vediamo a Suzuka!

 

 

BASTIAN CONTRARIO (II) La doppietta

La settimana scorsa intitolai il primo “Bastian contrario” dell’anno “La figuraccia” e, mentre guardavo annichilito il GP di Cina svoltosi domenica scorsa (che lentamente andava a finire) con la doppietta McLaren, mi chiedevo tra me e me come diavolo avrei dovuto intitolare questo secondo articolo post race, visto che abbiamo confermato la figuraccia di sette giorni fa. Ebbene la stessa Ferrari mi è venuta in aiuto con l’ignominiosa doppia squalifica, fornendomi la giusta ispirazione, perché è innegabile che al pari di McLaren anche la Ferrari ha conquistato una doppietta, sebbene sia stata decisamente più amara.

Seguo la F1 da tanto tempo e, qualcuno direbbe anche da troppo, eppure non mi era mai successo di vedere una doppia squalifica da parte di una scuderia ne tanto meno da parte della stessa Ferrari, la quale l’ho vista attraversare momenti veramente bui, come il quadriennio 92 – 95 solo che anche in quei momenti tristi, sportivamente parlando, la Beneamata conservava contegno e dignità. Nella Ferrari di Vasseur evidentemente c’è del metodo in questa sorta di perverso autolesionismo, perché altrimenti non potrei definirlo: hanno trascorso tutto l’inverno a decantare le meraviglie di una macchina rivoluzionata al 90%, facendo sognare (o dovrei dire illudere per l’ennesima volta? Ad ogni modo, beati coloro che li hanno creduti!) i tifosi di tutto il mondo, hanno festeggiato l’arrivo del “Salvatore” Hamilton, manco fosse arrivato Cristo a dorso dell’asino alle porte di Gerusalemme, gli stessi piloti hanno affermato con incontenibile entusiasmo che avrebbero lottato per entrambi i mondiali ed alla fine cosa rimane di tutti questi fuochi artificiali pre stagionali? Una amarissima doppietta cinese che rimarrà nella storia della F1 e  soprattutto di quella della stessa Rossa, come il punto più basso mai toccato… è proprio vero che “Un bel tacere non fu mai scritto”.

Riflettendo su quanto accaduto, ci si rende conto che il danno è ancora più grave di quanto possa sembrare, visto e considerato che la doppia squalifica è per due motivi distinti e separati: Charles è arrivato alle verifiche sottopeso e, Lewis con il pattino del fondo usurato oltre il limite. Naturalmente al suddetto danno si aggiunge anche l’inevitabile beffa dato che le Ferrari, ammesso che fossero state illegali volontariamente (e naturalmente non lo erano!), comunque non avrebbero tratto vantaggio da quella violazione. Per quanto Vasseur vada dicendo che questo “Non è la fine del campionato”, riferendosi a cosa è successo l’anno scorso, con rispetto parlando mi verrebbe da dire al rubicondo francese, che l’attuale Ferrari non vale ne la McLaren che l’anno scorso portò un pacchetto (funzionante!) da mezzo secondo (!), ne la Red Bull che è capace di raddrizzare (e ritorneranno presto a mio dire) una intera stagione.

Grazie ad “AutoRacer.it” veniamo a scoprire che l’attuale problema della SF-25 è progettuale e quindi congenito e, contrariamente a quanto si possa immediatamente pensare, il problema non deriva dalla sospensione anteriore (di nuova concezione) bensì, da quella posteriore che non consente di impostarla sulla giusta rigidezza e da li, derivano tutti i casini di assetti che cambiano come il giorno e la notte tra il venerdì e la domenica. Alla luce di quanto detto, non faccio che pensare continuamente alle parole dei due piloti Rossi che in coro affermavano che avrebbero lottato per ambo i mondiali: sono fermamente convinto che quei due, se si sono sbilanciati a tal punto, è perché necessariamente erano a conoscenza di fatti certi, a riguardo della loro monoposto, che gli avrebbe consentito quindi di essere competitivi. Vedendo i risultati disastrosi di questi due primi GP mi viene da pensare o che tutti e due i piloti sono stati illusi dalla loro stessa squadra oppure, veramente hanno del potenziale solo che non capiscono come tirarlo fuori. Probabilmente la verità sta nel mezzo certo è che questa doppietta cinese, non solo ha complicato le cose in termini di punteggio in classifica, bensì ha fatto emergere dell’altro.

Nella collisione “fortuita” con Hamilton, Charles si è giocato dai venti ai trenta punti di carico sull’alettone anteriore e, nonostante questo, il monegasco andava più forte del compagno che aveva la vettura integra! Misteri della fede, che solo a Maranello sanno spiegare, intanto il buon Charles a fine GP ha detto che senza quel danno avrebbe potuto lottare per la vittoria. Ad essere franco non so che GP abbia visto LeClerc eppure ciò che è singolare è il fatto che lui, o il compagno, continuano a professare positività prestazionale quando è evidente che la SF-25 è in evidente affanno. Non stento a credere che se azzeccano l’assetto giusto la Rossa possa far male, ed infatti nella inutile Sprint Race, Hamilton lo ha dimostrato. Solo che li il carico di benzina era la metà (se non di meno) rispetto a quello imbarcato per la gara ed infatti la vettura italiana, a causa delle variazioni dell’assetto in funzione proprio del peso, si perde completamente. Mi sembra di vedere la Mercedes degli ultimi anni con la differenza che la vettura dei crucchi, quando azzeccava la finestra di operatività, faceva male eccome. Finestra che ora sembra essere stata centrata e qui, si apre un nuovo triste capitolo.

Infatti in tutto questo disastro, quello che più fa male, è vedere addirittura la Mercedes di Toto&Co. che sono seconda forza del mondiale quando poi, l’anno scorso, erano al quarto posto. Il mondiale 2024 è finito ai primi di Dicembre, mentre quello di quest’anno è iniziato a metà Marzo, ciò significa che la Ferrari di Vasseur in quattro mesi ha buttato nel water, per non dire altro, due posizioni di vantaggio in termini di “forza” in classifica costruttori che ad occhio e croce, in termini di tempo cronometrico, equivalgono all’aver perso tra i due e i quattro decimi al giro… chapeau! Come ho detto c’è del metodo in questa perversione e purtroppo, in questa miserrima doppietta cinese, la Ferrari ha letteralmente toccato il fondo. Se alla fine del GP australe si era detto, compreso il sottoscritto, di mantenere la calma perché quella vista non poteva essere la vera SF-25, dopo quanto accaduto in Cina per la Rossa di Maranello il mondiale si è messo decisamente in salita, perché allo stato attuale siamo quarta forza sebbene la classifica dica peggio, visto e considerato che siamo anche dietro la Williams! Già si parla di correttivi anticipati in Bahrein e comunque, il problema alla sospensione posteriore, non è risolvibile in tempi brevi. Una vera umiliazione per una squadra che, l’anno scorso, si è giocata il mondiale Costruttori fino all’ultima gara ed invece quest’anno, sta già facendo “i conti della serva” per capire se iniziare già a concentrarsi su l’anno prossimo. Fortuna che ora c’è una pausa di due settimane, perché si fosse corso già domenica prossima in Giappone, altro che doppietta… probabilmente saremmo stati direttamente doppiati.

Vito Quaranta

PIASTRI VINCE IN CINA. VASSEUR NELLA STORIA.

Quello di Melbourne è un circuito anomalo. Così si giustificava (in parte) la debacle rossa in Australia.

Era vero. Forse. 

Il week-end inizia con Hamilton che piazza la rossa in pole nella qualifica della garetta. Che il sabato domina incredibilmente, con un passo da fare impallidire gli avversari, in primis la McLaren, seconda con Piastri a debita distanza, e ottava con Norris.

E poi… e poi ci sono le qualifiche, dove tutto viene ristabilito, con la prima fila monopolizzata dalle due macchine color papaya, e le rosse in terza fila. Questa volta, a debita distanza ci sono loro.

Il GP di Cina 2025 non verrà ricordato, o, almeno, non per quello che è successo in pista.

Allo spegnimento dei semafori, Russell parte a fionda ma Piastri lo blocca e Norris lo passa. Le due Ferrari passano a loro volta Verstappen, ma Leclerc tocca Hamilton e rompe la bandella sinistra dell’ala anteriore. Farà tutta la gara con questo danno.

Dopo 12 giri le McLaren dettano il passo ma Russell resta a 2 sec. e le Ferrari a ruota. Verstappen é invece molto lontano.

Al giro 14 si fermano Hamilton e Max. Al giro successivo anche Piastri e Russell. Ancora un giro ed è il turno di Norris e Leclerc. Lando però perde la posizione su George, ma dopo 2 giri se la riprende.

Leclerc é nettamente più veloce di Hamilton ma non riesce a passarlo. A Lewis viene ripetutamente chiesto di fare passare il compagno. Dopo avere cincischiato un po’, ubbidisce e lo lascia andare.

Al giro 38 Hamilton, che stava subendo il recupero di Verstappen, si ferma per una seconda sosta, unico fra i primi a fare questa scelta. Che non pagherá, perchè non solo lui non riuscirà a riprendere Max, ma quest’ultimo passerà pure Leclerc.

Finisce così con Piastri vincitore, Norris secondo e Russell a completare il podio. Seguono Verstappen, Leclerc, Hamilton, Ocon, Antonelli, Albon e Berman.

Ma poi arrivano i commissari a cancellare l’opaca prestazione della Ferrari. Leclerc viene trovato sottopeso, e Hamilton con il fondo troppo consumato. Squalificati entrambi, per la gioia di Stroll e Sainz che entrano in zona punti.

Fra due settimane si va in Giappone. Circuito e gara normale hanno confermato quanto si era visto in Australia. Non è detto che convenga svegliarsi presto.

P.S. “Vasseur nella storia”, ho scritto nel titolo. Perchè? Semplice, mai un team principal Ferrari era riuscito a farsi squalificare due macchine nella stessa gara per motivi diversi. Ad onor del vero, ad un suo connazionale avevano sì squalificato entrambe le macchine, ma era poi riuscito farsele riammettere. Ed erano arrivate prima e seconda, non quinta e sesta.

P.S. 2 Quel TP aveva immediatamente presentato le dimissioni, prontamente respinte. Dubito che Vasseur farà la stessa cosa.

P.S. 3 Da Maranello avevano fatto filtrare segnali di grande ottimismo. Hanno speso decine di milioni per portare un quarantenne in quel di Maranello, oltre ai soldi spesi per rifare una macchina che si era giocata fino all’ultimo il titolo costruttori. E dopo due gare si ritrovano con un pugno di mosche. E neanche più la scusa della pista non rappresentativa.

P.S. 4 Leclerc ha detto che senza il danno all’ala poteva vincere perchè il passo era buono. Chissà se hanno misurato il plank anche a lui, o se si sono fermati al peso.

P.S. 5 Non mi si dica che il sabato Hamilton ha vinto. Ricordo un’altra occasione dove, in Cina, qualcuno ha vinto, ma prima e dopo non andava da nessuna parte.

P.S. 6 Vista l’ottima prestazione della Haas, con un Bearman in gran spolvero, se considerassimo solo le due gare vere, la Ferrari sarebbe l’ultima in classifica fra le auto con il suo motore. Complimenti.

P.S. 7 Quando si sono inventati il ritorno alle auto ad effetto suolo, ci avevano fatto credere che così si risolveva il problema della perdita di carico in scia. E, invece, è peggio di prima, perchè le auto devono viaggiare a 2 secondi se no distruggono le gomme. Complimenti.

P.S. 8 Faccio già i complimenti in anticipo anche per il bel regolamento 2026. Pare che i costruttori si siano accorti che per avere 50-50 fra endotermico ed elettrico il motore deve violare qualche principio della fisica. Non tutti, però, la Mercedes pare ci sia riuscita.

P.S. 9 Infine, suggerisco a Tsunoda di continuare ad abitare a Faenza. Si mangia molto meglio che a Milton Keynes.