LE NON PAGELLE DI IMOLA 2025

Finalmente si giunge in un circuito probante, di quelli per i quali l’aggettivo “classico” non è soltanto esito di una scontata conta di stagioni nelle quali è stato presente. Imola, pur non avendo la stessa lunga storia di altri circuiti ancora più “classici” quali Monza o Silverstone e pur nella sua versione necessariamente rimaneggiata, si è imposto sin dall’inizio come uno degli appuntamenti preferiti dai piloti per via delle sue inconfondibili curve e per via del fatto che non perdona il benché minimo errore il che ha reso storiche moltissime delle sue edizioni (ahinoi, non solo nel bene…). Di questa sorta di cattiveria architetturale del suo layout se ne sono accorti, loro malgrado, Tsunoda e Colapinto che in qualifica se la sono vista brutta, con incidenti spaventosi ma che, grazie al livello di sicurezza raggiunto dalle vetture e agli accorgimenti apportati al circuito, non hanno sortito altro che un bello spavento. Bene così ma sempre antenne alzate, mi raccomando.

Sia le vetture che i piloti devono raggiungere la perfezione per poter performare al meglio ma la cosa bella di Imola, che la accomuna ad altri circuiti “classici” è che bisogna anche saperlo interpretare per carpirne i segreti più generali ma anche quelli più contingenti. Ne hanno data una splendida dimostrazione sia la RBR che la Aston Martin. La prima aveva iniziato il week end con FP disastrose, con il povero Max che non sapeva che pesci pigliare ma si è via via migliorata presentandosi in gara con una vettura che, diversamente dalle altre gare stagionali, non sembrava aver nulla da invidiare a McLaren. La seconda, Aston Martin, oltre a presentare qualche rilevante aggiornamento, è riuscita anche a capire che l’asfalto imolese poco tollerava le gomme rosse (in versione C6, la più morbida della stagione) e con le gomme gialle ha sorpreso tutti con una qualifica spettacolare con Alonso 5° in griglia e Stroll 8°, cioè in posizioni clamorosamente migliori di quelle fin qui raccolte in stagione quando già passare il primo taglio della qualifica pareva un miraggio per i verdi di Silverstone.

Torno su RBR rilevando che la vittoria di Max non è, a mio avviso, tutta farina del suo sacco. La netta sensazione, infatti, è che il figlio di Jos abbia potuto contare anche su un mezzo del tutto all’altezza di McLaren. Non si è dovuto, in buona sostanza, spingere oltre i limiti della vettura per conseguire l’eccellente risultato che abbiamo registrato. Sembrerebbe, questa, un’indicazione molto interessante per il prosieguo della stagione e che potrebbe aggiungere molto sale alla competizione per il titolo che sino ad ora abbiamo pensato essere appannaggio esclusivo dei piloti McLaren. Si tratta, beninteso, di una mia personalissima sensazione data dal vedere il comportamento della RB21 che è parsa molto meno scorbutica, rispetto ai precedenti GP stagionali, nel rispondere alle sollecitazioni di Max. Non credo di essere stato l’unico a notarlo: le dichiarazioni post-gara dei piloti McLaren e di Andrea Stella, che in altre occasioni sarebbero sembrate mere schermature da opporre ai giornalisti per giustificare la sconfitta, sembrerebbero confermare la loro preoccupazione in tal senso. Continua ad essere interessante vedere Williams confermare la sua competitività anche in questo circuito: in qualifica ha piazzato Sainz addirittura primo in Q2.

Ma vediamo come si sono comportati i piloti.

VERSTAPPEN voto 10

E si potrà mai dare un voto più basso per il magnifico Max? Certo che no. Stavolta assecondato anche da una vettura che, come già accennato poc’anzi, è parsa molto più docile delle precedenti uscite, il nostro strabiliante campione riesce a fare quel che più gli piace: andare veloce con continuità. L’aggiunta della lode al voto non glie la tolgo io ma Oscar Piastri che in qualifica riesce a strappare la pole dalle mani dell’olandese. L’attesa per lo scatto allo spegnimento dei semafori, lo confesso, era spasmodica: la mancanza di timore reverenziale di Iceman 2 nei confronti dell’olandese, più volte mostrata in stagione, e la partenza con 700 metri di allungo prima di curva 1 lasciavano pregustare un avvio di gara coi fiocchi. E così è stato. Max, infatti, scatta male al via. Viene sopravanzato anche da Russell che però rimane bloccato dietro Oscar. Si è dovuto inventare un sorpasso da antologia della Formula 1 per prendere la testa arrivando a staccare in un punto impossibile e sorprendendo Oscar all’esterno di curva 1 esibendo, al contempo, un controllo eccezionale. Sorpreso, Oscar stavolta non ha potuto neanche provare a prendere a “cornate”, per così dire, il nostro eroe e si è dovuto accodare. Il resto della gara non l’ha visto protagonista altro che per la sua straordinaria velocità. In totale controllo, peraltro. La maggior dimostrazione che la vettura, qui a Imola, era a livelli di assoluta eccellenza si è avuta in due occasioni. Quando Norris, dopo il primo pit fatto dagli altri piloti, si è trovato dietro di lui e con aria libera non è riuscito a guadagnargli praticamente nulla. Ho contato qualcosa come sette giri consecutivi in cui il distacco è rimasto inchiodato sui 9.8 secondi. Strabiliante, nevvero? La seconda occasione è stato nella ripartenza da SC nel finale quando ha staccato con sorprendente facilità le McLaren e non mi riferisco tanto a Piastri, in difficoltà con gomme vecchie, quanto a Norris il quale, dopo aver superato il compagno di squadra, si trovava a circa 2.5 secondi da Max ma ha chiuso a oltre 6 secondi di distacco, evidentemente non in grado di reggere il ritmo imposto da Max. Se la vettura confermasse i progressi mostrati a Imola, credo che i 22 punti che lo separano dalla vetta del mondiale non siano poi così tanti.

NORRIS voto 7

Ancora una volta, per giudicare il buon Lando, bisogna fare un sacco di tarature al “votometro”. In qualifica ancora una volta si presenta con il “braccino” al giro decisivo e a causa di ciò non solo deve rinunciare ad una pole che pure era nelle sue corde ma deve addirittura, si fa per dire, retrocedere in quarta posizione a causa del geniale exploit di Russell con le gialle. La partenza non lo vede tra i protagonisti ed è costretto ad accodarsi a Russell e al pessimo ritmo mostrato da Mercedes dopo pochi giri. Pena ben undici giri dietro al suo connazionale (il quale, a onor del vero, si difende egregiamente dagli attacchi di Lando) e quando finalmente, con una bella manovra alla Villeneuve (la curva, eh, mica il pilota: sia mai!) se ne libera può finalmente far esplodere il suo ritmo ma… Niente da fare. Come notato prima nel commento a Max non riesce a guadagnare praticamente nulla al rivale. C’è da dire che la mossa di rimanere fuori insieme a Max, che lì per lì’ non sembrava la migliore possibile, è stata eccellente ed è sostanzialmente ciò che gli ha permesso di guadagnare la seconda posizione al traguardo grazie alla possibilità di pittare insieme a Max durante la SC finale. Le sue gomme nuove, contro le vecchie del compagno di squadra, gli hanno consentito un facile sorpasso. Ma anche qui non abbiamo potuto vedere il consueto Norris ultra-veloce dei finali di gara. Non che non ci abbia provato ma stavolta Max e la sua RB21 sono stati un osso troppo duro. Bene per lui che rosicchia qualche punto in classifica mondiale al suo team mate ma così i mondiali non si vincono.

PIASTRI voto 8 meno

Già. La spettacolare pole position conquistata al sabato (che è già un +1 a qualsiasi voto si sarebbe meritato) lasciava presagire un altro week end da dominatore. Anche al netto dell’incognita rappresentata dal confronto con Max in partenza le aspettative e le speranze dei tifosi papaya non potevano che concentrarsi su di lui. Si è però fatto sorprendere dalla mossa di Max alla prima curva e non è riuscito a contrastarlo efficacemente nei giri in cui gli è stato dietro. Mi ha un po’ sorpreso il pit anticipato al 14° giro. La mia personalissima sensazione è che in McLaren abbiano sopravvalutato il recupero che stava facendo Leclerc e che abbiano pensato di attaccare Max con un undercut ad alto rischio d’insuccesso considerati tutti i piloti dietro i quali sarebbe uscito. Ed infatti esce dal pit in “settordicesima” posizione (peraltro davanti a Leclerc casomai avessero ulteriormente sopravvalutato il suo recupero) ed è stato costretto a molti, troppi, sorpassi. Ne è emerso comunque in modo egregio superando in modo chirurgico chiunque si sia trovato davanti: Tsunoda, Bearman, Colapinto, Hulk, Hamilton, Antonelli e Hadjar sono caduti uno dietro l’altro come birilli. Una performance eccezionale che però gli ha fatto perdere parecchi secondi e ha reso sostanzialmente impossibile tentare l’assalto a Max. L’azzardo di rimanere in pista durante la SC nel finale, infine e da qui il “meno” del voto, era palesemente errato: doveva fermarsi e poi vedere cosa succedeva nel presumibile duello tra Norris e Max alla ripartenza. Poco male se non fosse che più che i punti recuperati da Norris sono quelli recuperati da Max e dalla sua rediviva vettura a rendere più inquietante di quanto non sembri l’esito del GP. La stagione è lunga ma non ho dubbi sul fatto che Oscar sappia come andare avanti.

HAMILTON voto: 7 ½ meno meno

Per come si era messo il week end il quarto posto di Lewis sul Santerno ha del miracoloso. Ero tentato, inizialmente, di salire molto di più con il “votometro” ma la sensazione che la sua posizione finale sia dipesa più da errori altrui che non da meriti suoi non mi abbandona. Va però detto che nel motorsport conta essere lì nel momento giusto e Lewis, “lì”, c’era. Il suo maggior demerito è stato quello di essere stato dietro ad Antonelli per un’infinità di tempo quando sembrava palese che ne avesse assai di più. Il suo merito è stato quello di rimanere lineare nei momenti più decisivi della gara quando il caso si è messo di traverso alle ambizioni di Leclerc e la troppa foga ha tradito Albon. Se escludiamo l’exploit della “garetta” cinese questo quarto posto è il suo miglior risultato in stagione. Forse avrebbe voluto conquistarlo in altro modo, chissà?

ALBON voto 8 meno

I “meno” abbondano, in queste non pagelle. La gara di Albon è stata eccellente sino alla stupidaggine commessa nel finale nella lotta con Leclerc. Un vero peccato perché alle qualifiche eccezionali (dove però giunge per la seconda volta consecutiva dietro a Sainz) stava facendo seguire una gara altrettanto bella e il quarto posto era davvero alla sua portata. Copia la strategia di Max e Lando e approfitta in modo egregio dell’ottimo ritmo mostrato da Williams per trovarsi nel posto giusto al momento giusto quando arriva la SC nel finale. Ed è qui che si prende il “meno” con la vettura che si ritrova, le gomme nuove, e l’abilità nel sorpasso che l’ha sempre contraddistinto non avevo dubbi che avrebbe fatto un sol boccone di Charles. Doveva solo non innervosirsi alla ovvia resistenza che CLC avrebbe posto. E invece si è innervosito e ha commesso un’ingenuità in un punto della pista in cui non avrebbe dovuto e addio al risultato di prestigio. È fortunato che Lewis si sia lasciato ingolosire dalla possibilità di agguantare Piastri e il podio perché una condotta più strategica di Ferrari, con Lewis a dare DRS a Charles, gli avrebbe impedito il sorpasso pulito che proprio alla fine gli ha comunque consentito di chiudere bene. Più sagacia, Alex, più sagacia! Non sprecarla ora che hai la vettura che finalmente gira come deve!

LECLERC voto 8 più

Dopo tanti “meno” finalmente un “più”. La SF-25 si dimostra per l’ennesima volta incapace di essere veloce in qualifica. E Imola, purtroppo per i tifosi rossi, è pure peggio degli altri GP così che non si riesce nemmeno a passare il Q2. Invero, trattasi di una vera e propria figuraccia perché se è vero che Imola è circuito probante allora il vedere le rosse annaspare alla ricerca di una velocità che non c’è è veramente frustrante. A maggior ragione se si considerano piloti come Charles che della velocità in qualifica hanno sempre fatto uno dei loro marchi di fabbrica e lo stesso Lewis che anche se non è più il fenomeno di velocità che era nel suo “prime” non è certamente (quantomeno: non ancora) il più lento dei venti partecipanti al mondiale. Tuttavia, ancora una volta la vettura in gara si dimostra piuttosto efficace in gara e il nostro eroe non tarda a dimostrarlo. Tra una partenza al fulmicotone e due sorpassi il buon Charles in pochi giri si porta a ridosso dei primi. Verificato che il ritmo è ottimo l’idea di fare undercut è pronta per essere realizzata sicché è il primo a pittare (a parte Ocon che aveva pittato subito al primo giro) al 10° giro insieme a Gasly. La mossa si rivela azzeccata perché i successivi giri a suon di fastest lap gli consentono di recuperare parecchie posizioni. Si trova a circa 6 secondi da Piastri quando questi decide di pittare a sua volta e mantiene il distacco fino alla VSC. Purtroppo questa non lo aiuta nel gioco dei pit stop perché chi gli stava davanti ne approfitta per pittare e lui non può superarli sicché decide di pittare pure lui. Ancora una volta ritmo e sorpassi lo riportano avanti, avendo sempre Piastri come obiettivo, quantomeno potenziale, e quando sembrava che il finale di gara potesse arridergli arriva una SC decisamente improvvida per lui. Qui c’è stato lo scambio di messaggi con il muretto sull’opportunità, o meno, di montare le gomme rosse e provare l’attacco al podio. Ebbene, il muretto gli nega il cambio sostenendo che mancando 17 giri alla fine la mossa era troppo azzardata. Vero. Ma la SC sarebbe durata almeno 4 o 5 giri e mi sorprende che al muretto Ferrari non abbiano fatto questa considerazione. Considerando che poi di giri dietro SC se ne sono fatti 7 e che quindi si è ripartiti con solo 10 giri da percorrere il ragionamento ha ancora meno senso. A parziale giustificazione va detto che nessuno, dietro, ha pensato di montare le rosse quindi i dati che portavano a conclusioni di questo tipo li avevano più o meno tutti. Aggiungo anche che il cambio era quasi gratis perché la sua posizione nel tracciato gli avrebbe consentito di cambiare anche nel secondo giro di SC visto che Albon e Hamilton erano dietro dopo il loro pit e anche Hadjar ha perso un giro di SC prima del pit. Max e Lando avevano pittato ma messo le bianche e Piastri non aveva pittato. Lui, quarto non aveva nulla da perdere mettendo le rosse. Se la mossa si fosse rivelata sbagliata poco male: con hamilton (svegliatosi nella seconda parte di gara) in lotta con Albon avrebbero potuto comunque provare a riprendere il quarto posto con qualche gioco di squadra mentre se la mossa si fosse rivelata giusta il podio sarebbe stato praticamente assicurato considerato che Piastri aveva gomme piuttosto usurate. Incognita per incognita, il rischio valeva certamente la candela. Peccato, perché il muretto Ferrari si sta comportando piuttosto bene da qualche tempo a questa parte: questo errore (perché errore è) non ci voleva. Ad ogni modo, nel finale è costretto a difendersi e per quanto lo faccia con maestria e cattiveria alla fine non può evitare di subire il sorpasso di Hamilton e Albon. Quanto a quest’ultimo anche senza restituire la posizione credo che sarebbe passato ugualmente visto che in quel momento mancavano ancora 4 giri e c’era una differenza enorme di tenuta gomme. Viene inevitabile la riflessione sull’inutilità di avere un ottimo ritmo di gara se si parte dalla sesta fila. La sensazione è che l’inversione del trend vista l’anno scorso sulla capacità di preservare le gomme in gara sia stata seguita troppo pedissequamente con la SF-25 diventata incapace di “accendere” le soft in qualifica. Inoltre c’è qualcosa che non va nel cosiddetto grip meccanico, come hanno notato molti commentatori. Quando la vettura entra in una curva velocità media (e ancora di più quando approccia una variante) si nota un sottosterzo che costringe i piloti a chiudere il volante rischiando il successivo sovrasterzo in uscita. Ancora peggio sono le curve doppie come la Rivazza in cui si vedono le Ferrari che tendono a scivolare in entrata e, ancora una volta, costringono i piloti a manovrare col volante perdendo inevitabilmente centesimi preziosi. Questa tendenza spiega anche il perché i piloti Ferrari, Hamilton in particolare, si lamentino dei freni: se senti sottosterzo in entrata viene in qualche modo naturale chiedere di più dai freni perché vorresti poter girare in sicurezza la macchina affinché possa essere più “dritta”, per così dire, una volta in percorrenza di curva. In pratica, l’idea per contrastare l’effetto sarebbe di ritardare la frenata, farla molto più decisa, stringere l’angolo di sterzo e infine, nei casi più estremi, entrare addirittura in curva con un colpetto di gas (come nei go-kart) per non perdere troppa velocità di percorrenza. A scriverlo è facile ma a farlo… La sensibilità naturale di un pilota queste cose le macina in frazioni di secondo ma se la macchina, nella frenata, non ti segue allora istintivamente sei costretto ad allungare la frenata (e perdi tempo o rischi che si blocchi una o entrambe le anteriori) oppure lasci il freno ma sei costretto a pasticciare col volante per non perdere il posteriore. Ovvio che la soluzione “vera” sarebbe anticipare di molto la frenata ma i piloti anticipano la frenata solo quando vanno in gita per pasquetta, non in un circuito di Formula 1. Leclerc, un paio di GP fa, dichiarò di voler cambiare completamente l’assetto e così ha fatto. Ma cos’ha fatto? Ha semplicemente spostato tutte le forze dinamiche e aerodinamiche sull’anteriore cercando di creare un effetto sovrasterzante che contrasti il naturale sottosterzo. Quindi tutto ok? Purtroppo no. Perché se c’è un difetto di grip meccanico, cioè in parole povere un corpo vettura (telaio-trasmissione-motore) che distribuisce i vettori cinetici in modo non abbastanza efficace, Leclerc si ritroverà magari a entrare meglio in curva ma svagolare come una biscia impazzita in uscita appena mette il piede sul gas. Non per nulla a Imola si è visto Leclerc stringere più di altri le curve in sequenza dopo la Villeneuve perché probabilmente “sentiva” che poteva controllare meglio lo scivolamento. Peccato che con anteriore puntato non si dovrebbe stringere troppo la curva perché si rischia di perdere il posteriore. Insomma, è un vero rebus perché suppongo che non sia sufficiente girare due viti per mettere a posto il problema. E poi stiamo parlando di frazioni quasi infinitesimali di comportamento vettura: su un giro di 1.15 il difetto di cui sopra vuol dire, poniamo, 3 decimi. Come intervieni? Non mi stupisco, se quest’analisi ha un minimo di fondamento, che in gara la macchina vada meglio che in qualifica: qui le forze in gioco sono ancora più estreme e se c’è un difetto, per quanto piccolo, nella loro distribuzione allora viene amplificato. Lo studio delle aerodinamiche, con pacchetti aggiornati, può certamente migliorare il comportamento vettura nelle curve medie e in quelle veloci ma in quelle lente il problema dubito che si possa risolvere. Mah! Staremo a vedere

RUSSELL voto 7

Mercedes sembra mostrare il problema esattamente contrario a quello della Ferrari. Oltre alle eccellenti prestazioni, spesso inattese, in qualifica, avete notato che Russell è quasi sempre il migliore a scattare allo spegnimento dei semafori? È possibile che ciò non dipenda solo dall’abilità di giorgino nostro ma anche dalla capacità del corpo vettura di trasmettere meglio le forze dinamiche alle gomme. Questo significa che la vettura lavora benissimo proprio con le gomme. Pure troppo, però. Quindi se nel giro secco Mercedes è ottima, quando si tratta di percorrere un intero stint il pregio si tramuta in difetto e le gomme ne risentono di più rispetto agli altri. E la gara di Russell (e di Antonelli fin quando è durato) ne è stata preclara dimostrazione. Nei primi cinque giri è rimasto attaccato a Piastri ma poi le gomme hanno ceduto e ha perso un’infinità di tempo. Ha pittato il giro dopo rispetto a Leclerc più per disperazione che per scelta. Costretto a non forzare troppo per non rovinare le gomme non ha potuto seguire il ferrarista nei tanti sorpassi necessari per recuperare le posizioni che aveva perso e lì si è compromessa la sua gara. Ha, sostanzialmente, navigato a vista per tutto il tempo e gli è anche andata bene perché, come Leclerc, non avendo pittato in regime SC ha costretto Sainz e Tsunoda a fare altrettanto che gli hanno fatto da cuscinetto sul ritorno di Hadjar.

SAINZ voto 6

Bene, anzi benissimo, in qualifica, il buon Carlos stavolta non è stato impeccabile in quanto a condotta gara. E non mi riferisco tanto al fatto che è stato uno dei più danneggiati dalla VSC di metà gara quanto al nervosismo che lo ha contraddistinto in alcuni sorpassi o tentati tali che alla fine gli hanno fatto perdere tempo. Inoltre non è stato abbastanza fiducioso quando è arrivata la SC e ha preferito combattere ad armi pari con Russell, anziché cambiare gomme e provare l’assalto finale. Un po’ lo stesso problema patito da Leclerc, no? Fatto sta che non riesce a pungere e nemmeno a mostrare la sua consueta sagacia tattica. Speriamo che Williams confermi la competitività e che la possa mostrare nei prossimi GP.

HADJAR voto 8

Che bravo il nuovo arrivato. Non solo torna in top 10 in qualifica ma fa anche una gara coi fiocchi che solo la SC gli impedisce di trasformare in un risultato di prestigio. Purtroppo per lui è stato inquadrato soltanto quando era sotto attacco di qualcuno quindi non riesco a dettagliare meglio la sua performance ma le occhiate al monitor dei tempi e dei distacchi lo hanno mostrato sempre ad un livello nettamente superiore a quello dei piloti con cui in teoria dovrebbe combattere. Purtroppo la SC del finale lo ha sorpreso lontano dal pit ed ha perso posizioni importanti altrimenti l’avremmo visto dalle parti di Leclerc: davanti o dietro non lo sapremo mai. Ma bene così.

TSUNODA voto 6 ½

Sufficienza piena per il piccolo Yuki. L’incidente in qualifica è stato tremendo e gli è andata bene. Poi bisogna dire che in gara si è barcamenato assai bene dovendo partire dalla pit lane ed è riuscito, anche aiutato dalla SC finale che nel suo caso è arrivata dal cielo, a portare un buon risultato nonostante tutto. Forse lo spavento del sabato gli ha condizionato oltremisura la domenica perché il monitor dei tempi lo vede con un ritmo molto più lontano da Max di quanto non fosse nei due precedenti GP: stiamo parlando di quasi due secondi al giro non di frazioni. Onestamente non so se gli aggiornamenti RBR fossero solo per Max (il che spiegherebbe) o erano anche per lui (il che dovrebbe far scendere il voto di un punto). Staremo a vedere nel prossimo week end.

NOTE DI NON SO CHE VOTO DARE:

Aston Martin ha portato importanti aggiornamenti che, unitamente alla genialata di tentare i fastest con le gomme gialle, ha fatto fare faville in qualifica. Anche all’avvio del GP non erano parsi affatto male ma poi, complice anche il timing della VSC sfavorevole che li ha portati alla pessima scelta di non pittare, sono via via stati risucchiati dal gruppo e nel finale non hanno saputo recuperare per entrare nei punti. Quindi gli aggiornamenti sono “roba buona”? oppure è un miraggio dato dalla scelta delle gomme gialle per la qualifica? Insomma: Newey ha già cominciato a fare magie oppure no? Ai posteri…

NOTE DI MERITO

Nessun merito di rilievo per gli altri a Imola quindi mi limito a dare una pacca sulla spalla a Bortoleto che passa il taglio del Q1 davanti a Hulkenberg

NOTE DI DEMERITO

L’abbiamo incensato quando meritava ma bisogna essere onesti e bacchettarlo quando invece demerita. Antonelli in questo week end purtroppo non ha fatto granché. Lontanissimo da Russell in qualifica, anche in gara è parso assai in difficoltà. Qualche sussulto di orgoglio nella sua resistenza a Hamilton nella prima parte di gara ma nulla più. Magari il problema all’acceleratore che l’ha costretto al ritiro era già presente e magari no. Tutta esperienza, suvvia!

Non mi è piaciuto Colapinto che, oltre all’evitabilissimo incidente in qualifica, in gara è stato assai deludente.

Stranamente devo bacchettare anche Gasly che pure avrebbe avuto l’occasione di andare a punti giocando di strategia e seguendo Leclerc dopo il primo pit: se fai undercut poi bisogna che vai altrimenti hai solo perso tempo. Ecco: non è andato.

NOTE CHE NON SO CHE CRONOMETRI USI LA FIA

In Q2 Bearman ha chiaramente, stando alle immagini televisive, completato il suo giro prima che venisse dichiarata bandiera rossa. La FIA invece ha comunicato che l’ha completato pochi decimi dopo. Ora, sarà il caso che qualcuno ci dica se c’è contemporaneità tra quando il commissario “struca el botòn” della bandiera rossa e quando viene notificata sui display in pista e sul volante dei piloti perché altrimenti la cosa non si spiega.

Alla prossima!