Singapore, terra di Safety Car e di eventi sorprendenti. Quasi sempre.
Dalla Ferrari ci avevano fatto sapere che contavano su Singapore per lottare là davanti. Venerdì, davanti c’erano, effettivamente. Ma il sabato no. La pole la fa Russell, con una Mercedes ritrovata, davanti a Verstappen, tornato in corsa per il mondiale. E Norris, come al solito, ha qualcosa che non gli quadra, e si classifica quinto, dietro al suo compagno di squadra.
E le Ferrari? Ultime dei top team, of course, con Hamilton stranamente davanti a Leclerc.
Si spengono i semafori e Russell saluta la compagnia. Lo rivedranno solo al traguardo.
Norris si ricorda che il suo mental coach gli ha detto di credere in se stesso, e si butta all’interno della prima curva, con il compagno-rivale sulla destra, e l’altro rivale, per il titolo, davanti. Riesce a toccarli entrambi e a danneggiare l’ala anteriore, ma almeno guadagna la terza posizione.
Dopodichè non succede praticamente più nulla, in una gara giocata sugli undercut e nell’attesa di una safety car che non arriverà mai, perchè, evidentemente, la necessità di risparmiare rende i piloti estremamente prudenti o, se vogliamo, molto abili a prevenire urti disastrosi contro il muro.
Al massimo, si è vista qualche bandella a penzoloni, ma di sorpassi che contano, davanti, neanche a parlarne.
Con Russell lontano, Norris prova negli ultimi giri a prendersi la seconda posizione a danno di un Verstappen vittima dei problemi della sua Red Bull, ma il pensiero al titolo lo fa desistere da tentativi troppo aggressivi, e terzo resta.
I sorpassi si sono visti nelle retrovie, ma si può parlare di scambi di posizione fra auto che viaggiavano con gomme dall’utilizzo completamente diverso.
Non vale nemmeno la pena fare la cronaca, e su questo la F1 dovrà riflettere.
La classifica finale, quindi, vedere Russell vincitore davanti a Verstappen, Norris, Piastri, Antonelli, Leclerc, Hamilton, Alonso, Bearman e Sainz, rimontato dall’ultima posizione con una strategia estremamente intelligente.
La McLaren si laurea campione del mondo per la decima volta, la seconda consecutiva, con alla guida uno di cui non si potranno mai lodare abbastanza le grandi dote umane e professionali, Andrea Stella. Uno che sta bene dov’è, perchè qui da noi, dove è cresciuto professionalmente, sarebbe finito stritolato.
Fra due settimane, ad Austin, inizierà la volata finale per il titolo piloti, che ormai è ristretta ai due soli piloti McLaren.
P.S. Sesta e settima. Dovevano stare davanti alla Mercedes. Per di più con un grave problema di affidabilità nel finale. Vergognosi.
P.S. 2 E il team principal che davanti alle telecamere il sabato dice “siamo solo ad 1 decimo dalla McLaren”. Ed evito di commentare l’assurda intervista rilasciata a Sky dopo la gara, dove è arrivato ad accusare i piloti per la prestazione del week-end.
P.S. 3 Leclerc, invece, dice che le modifiche alla macchina fatte il venerdì (per non consumare il plank) l’hanno resa inguidabile.
P.S. 4 E l’altro pilota che dice che non sono bravi nel gestire il programma del week-end.
P.S. 5 Con questa situazione, i 21 anni fra il titolo piloti di Scheckter del 1979 e quello di Schumacher del 2000 verranno superati perchè torneranno a vincere, se va bene, nel prossimo decennio.
P.S. 6 Le immagini dell’ala anteriore della Mercedes sono inquietanti. La FIA probabilmente guarda da un’altra parte perchè fa comodo un finale di stagione con vincitori diversi.
P.S. 7 L’undercattone rappresenta l’ulteriore abbassamento del livello di un commento indecente e irrispettoso nei confronti di chi paga un abbonamento. Speriamo che i ripetuti attacchi alla dirigenza Ferrari, che oggi hanno a loro volta raggiunto un livello record (basso), con il doppio invito a radunare i magazzinieri alle 7 di mattina e a giustificare loro le prestazioni ignominiose, si risolva con un licenziamento in tronco cui sarebbe bene facesse seguito quello della attuale dirigenza di Maranello. Ovviamente non succederà nessuna delle due cose.
P.S. 8 E’ appena il caso di far notare che Fernando Alonso è arrivato ottavo guidando una carriola e dopo una gara in cui gli è successo di tutto, ed è stato autore di alcuni team radio spettacolari. Speriamo che corra per altri 10 anni.
* immagine in evidenza dal sito www.formula1. com



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