IL PUNTO DELLA REDAZIONE

La Ferrari per raddrizzare una stagione nata con aspettative altissime e, che invece sta terminando nel peggiore dei modi, si è data tre appuntamenti specifici per centrare l’obiettivo, che tanto morale farebbe: Baku, Singapore e Las Vegas. Il primo di questi appuntamenti è partito, come si suol dire e, aggiungerei anche in modo ignominioso, mentre il secondo dei tre è ormai prossimo. Il morale a cui aspirano gli uomini di Maranello è un mesto secondo posto nel mondiale marche, perché è bene ricordarlo, anche questo è stato perso proprio nella pista in cui ci sarebbe dovuta essere la “reazione” dei Rossi. Infatti come dice Vasseur: “ Dobbiamo prima puntare al P2 nel mondiale Costruttori, poi se riusciremo a vincere, da qui a fine anno, sarà ancora meglio”. Oramai mi pare evidente che la mentalità a Maranello, con questa nuova gestione, non è quella dei “racer” bensì di coloro che devono marcare il cartellino e, ciò lo dico con le lacrime nel cuore considerando gli ideali che hanno sempre mosso il fondatore e della cui frase “Il secondo è il primo dei perdenti”, ne ha fatto letteralmente il suo marchio di fabbrica. Ormai Vasseur (e chi lo sostiene) nemmeno si nasconde più in tal senso, anche perché solo questo gli è rimasto per quest’anno, il che è tutto dire e, soprattutto è ancora da dimostrare se riuscirà a realizzare questo obiettivo (sigh!), visto e considerato che Mercedes è una spina nel fianco. A tal proposito (stiamo parlando della guerra dei poveri sia chiaro) l’ago della bilancia sarà proprio il nostro Kimi Antonelli: considerando la costanza di andare a punti da parte di Russell, chi dovrà fare la differenza è proprio il nostro connazionale. Infatti se quanto fatto vedere in Azerbaijan diventerà la normalità (cosa che gli auguro!), da parte di Kimi, allora per AMG si che sarà un risultato che farà morale per l’anno prossimo considerando le premesse che l’attendono. Di contro per Ferrari saranno “volatili per diabetici”, come diceva il commissario Auricchio, in quanto nemmeno il minimo si andrebbe a conquistare e, ciò sarebbe ancora più grave, considerando che da quest’anno a bordo c’è un peso massimo come Lewis Hamilton.

Del resto la Ferrari di Vasseur&Co. è totalmente concentrata sul progetto 2026, progetto tanto caro allo stesso Presidente e, da poco si viene a sapere (fonte Autoracer.it) che tutte le decisioni prese dovranno essere approvate dallo stesso Vasseur in persona, questo  nonostante siano stati nominati dei responsabili unici per ogni (delicato) reparto. Singolare come questa presa di posizione venga presa quasi come un atto di fermezza mentre, quando c’era Binotto al comando, la sua gestione veniva tacciata di dittorialità. Senza scomodare il passato mi piace ricordare che a fine 2024, dopo aver silurato Cardile, il buon Vasseur era divenuto il responsabile in pectore del progetto 2025 ed oggigiorno ne stiamo mirando i risultati. Certo ogni anno sportivo è una storia a se stante e, quello prossimo venturo sarà una sfida probante per tutti, a partire dalla stessa F1 che ormai si è impantanata nel guano dell’elettrificazione e che dal quale non può uscire più: infatti sebbene Ben Sulayem voleva fortemente i nuovi propulsori (aspirati) già dal 2029 (a memoria non ricordo che all’alba della vigilia dell’inaugurazione di un nuovo regolamento, già si parla del successivo… vi da la misura di quanta fiducia ci sia in tal senso!), egli è stato costretto a fare marcia indietro e, a rimandare almeno al 2030 se non addirittura a dopo quell’anno. Naturalmente la motivazione di questi passi indietro è data dall’oceano di soldi che sono stati spesi in tal senso e, quindi al ritorno economico che ci dovrà essere. Il sistema F1 basa le sue speranze su due fattori: sulla capacità di reazione da parte delle squadre e, sul livellamento che da il budget cap. Per quanto riguarda il primo punto, è stato fatto notare che gli attuali modelli che sono in galleria del vento, sono già tre secondi più veloci rispetto al modello base proposto dalla Federazione. Ciò lascia pensare ad una curva di miglioramento molto ripida, anche perché le squadre sono avanti di anni rispetto ai mezzi che la stessa Federazione ha, ed è proprio su questo aspetto che si fa affidamento. L’unico timore della FIA (non solo il suo ad onor del vero) è quello delle famose zone grigie, aspetto su cui la stessa Federazione sta lavorando alacremente, cercando di bandire (ci riuscirà?) ogni possibile equivoco al fine di evitare una catastrofe (dal punto di vista dello show) come quella vista nel 2009 o peggio del 2014. A tal proposito interviene il secondo punto, di cui la Federazione va particolarmente orgogliosa, che è il budget cap. Infatti con questo strumento di controllo economico si è dato la possibilità a tutte le squadre di poter essere più vicine e, prova ne è il fatto che in qualifica in tre decimi ormai, ci sono anche dieci macchine se necessario. Proprio grazie a questo risultato (anche se dovrei dire precedente), la stessa Federazione darà la possibilità di poter recuperare il gap motoristico del 2026 (caso mai questo fosse molto evidente), in modo da avere una griglia più compatta possibile. Naturalmente lo scopo di tutto il sistema è presto dichiarato: con vetture più vicine possibile, prestazionalmente parlando, ci sarà più agonismo e quindi più lotte (con relative sanzioni postume in luogo del quale la FIA ci sguazza!) tra piloti, più lotte significa una maggiore distrazione sul prodotto F1 che è stato concepito e, che si tradurrà in motori che ronzeranno (se il 50% di questi sarà elettrico me ne devo andare per logica e, sarò felicissimo di ammettere l’errore se sarò smentito) in tondo sulla pista, ali che si apriranno come fiori al primo sole del mattino (avremo un drs anche all’ala anteriore) e, naturalmente l’over boost fornito dalle batterie che queste vetture di nuova generazione monteranno… boost che non sarà sempre disponibile.

Lo scetticismo che attanaglia tutti a riguardo è ormai palpabile e, fino a prova contraria, è giusto concedere il beneficio del dubbio. L’unica certezza in tale senso, è che Vesseur in primis e, tutto il suo seguito, si giocheranno non poca credibilità in tal senso. Addirittura se la Rossa dovesse partire con affanno, c’è anche una concreta possibilità che il rubicondo Team Principal possa essere mandato via in corso d’opera. Mi pare evidente di essere andato oltre con i pensieri (negativi), anche perché cosa può andare storto? Abbiamo LeClerc che ha già iniziato a guardarsi attorno, gli “Hamilton papers” che devono migliorare la squadra, sessanta persone che provengono da altre squadre (nessuno di loro è di grido… a dispetto di come urlava Fred quando annunciava che sarebbero arrivati ingegneri che avrebbero fatto rumore) e, due dei motoristi più quotati del campionato (Zimmermann e Schmidt) che hanno lasciato la squadra all’alba del regolamento che mette il motore al centro di tutto; come si suol dire siamo in una botte di ferro.

Buon GP di Singapore a tutti.

Vito Quaranta