Archivi categoria: Formula 1

BASTIAN CONTRARIO VI: La disperazione

Quando vedo un pilota come LeClerc, che entra in pista con gomme intermedie (era palese che ci voleva il canotto in quel momento della sprint race), riesco a pensare solamente ad un sentimento che è quello della disperazione. Il buon Charles già da qualche GP, ha fatto sapere pubblicamente, che aveva capito che strada prendere per poter portare al limite la sua SF-25, questo anche se si fosse reso necessario andare contro la sua stessa squadra. Vedo Charles e, di rimando la squadra che ha alle spalle che lo dovrebbe tutelare, ed appunto noto solo mosse disperate da un lato ed una squadra priva di polso dall’altra. Il tempo scorre lentamente a sfavore della Rossa e, gli avvenimenti sportivi che stanno accadendo in pista domenica dopo domenica pesano in maniera grave e greve, a maggior ragione che proprio la Beneamata ha voluto festeggiare (con la scusa che fosse arrivato Hamilton) ancora prima che iniziasse il mondiale, annunciando a gran voce che si sarebbero giocati ambo i mondiali, salvo poi smentire tutto per bocca di Vasseur, con un laconico “Avete fatto tutto voi giornalisti”. Già in quella risposta, ad onor del vero, bisognava leggere disperazione nelle parole del Team Principal rosso il quale, di sicuro non è uno stupido e, di sicuro sapeva già bene in quale casino stava per andarsi a cacciare con tutta la squadra. La ricerca del potenziale alla quale Frederic fa sempre cenno ad ogni sonora bastonata, altro non è che una estenuante e disperata ricerca nel guadagnare tempo, aspettando momenti migliori. Sebbene sono certo che Vasseur sappia perfettamente quali sono le reali potenzialità della macchina, vero è che mi chiedo come mai stia cercando di guadagnarlo  questo tempo: o sa perfettamente che i correttivi che arriveranno gli permetteranno quanto meno di raddrizzare la stagione oppure anche lui, nella disperazione più totale, si è messo a credere nei miracoli in F1! Dov’è la verità? Vedendo quello che sta accadendo in pista preferisco rimanere coi piedi per terra ed attenermi ai fatti e, purtroppo tutto lascia presagire ad un totale e diffuso malessere che monta sempre di più, il quale inevitabilmente porta ad errori anche pacchiani proprio come quello di LeClerc poco prima della partenza della inutile Sprint Race. Il buon Hamilton si aggiunge alla compagnia dei disperati, senza sfigurare affatto. Premesso che la querelle dello scambio posizioni, come importanza, appartiene a quella parte di popolo che si accontenta delle briciole, visto appunto le posizioni in classifica in gioco in quel momento tra i due rossi, vero è che quella risposta data ad Adami (il suo ingegnere di pista) in mondo visione, va oltre la disperazione. Hamilton venendo in Ferrari credeva di aver trovato il cuscino dorato, agonisticamente parlando (perché tanto quello economico è a prescindere), dato che si apprestava a far parte di una squadra che si era giocato il mondiale costruttori fino all’ultima gara, ed invece ha dovuto fare i conti con la realtà (made in Maranello) che è quella che la Rossa ha avuto “lo stomaco” di perdere in un solo inverno, ben quattro decimi! La disperazione del pluricampione del mondo si è mutata in frustrazione con quella risposta piccata, eppure al momento la situazione è questa e sono del parere che debba imparare a conviverci, perché mi pare evidente che la coperta della SF-25 è cortissima, senza contare i problemi congeniti che si trascina dai test. Qual è l’origine di questa disperazione? Chi ha generato tutto questo caos? Sebbene abbia sempre affermato che Vasseur, usando una metafora, sia sempre stato un amministratore di condominio che è stato messo alla gestione di un hotel a sette stelle, vero è che il problema non è tanto lui, quanto chi l’ha voluto e lo ha messo a capo della Gestione Sportiva.

Questa è la Ferrari di chi la comanda, i quali in un modo o nell’altro sono sempre presenti a differenza di prima ed infatti lo stesso Vasseur, rispetto al suo predecessore, gode appieno dell’appoggio della dirigenza tutta e, ciò rende ancora più grave (e disperata) la situazione attuale. Sono del parere che difficilmente il francese verrà rimosso, fosse solo per il fatto che cosi vorrebbe significare ammettere l’errore, per non parlare che alla fine si ritornerebbe in loop nel solito errore che è quello di cambiare sempre Team Principal per poi ricominciare nuovamente d’accapo. Questa è la Ferrari di chi l’ha voluta, cioè del Presidente Elkann dove egli stesso ha messo mano direttamente al progetto (non della macchina) decisionale, sempre lui ha fortemente voluto Hamilton (il quale bontà sua sta ancora cercando di adattarsi al motore Ferrari) e, sempre egli profferì le parole “Obiettivo 2026” con quattro anni di anticipo. Disperazione o meno ora si arriverà fino in fondo e, con questo voglio intendere non solo che l’attuale Team Principal rimane e deve rimanere fino alla fine di questo terribile e disperato anno, bensì dovrà trovarsi anche in pista all’esordio del nuovo ciclo regolamentare. Solo allora si potrà tirare una linea (l’ennesima) per evidentemente ricominciare d’accapo. Su questa rubrica non faccio che ripetermi, perché non v’è soluzione a questa disperazione se non quella di ricordare i veri motivi dei mali agonistici che la Ferrari sta attraversando e, che purtroppo non finiranno mai se si continuerà a seguire questo tipo di politica. La Ferrari ha avuto la possibilità, ancora prima di prendere Hamilton, di avere Newey alla sua corte. Ha preferito la gallina subito che l’uovo domani, cosi come il padre della SF-24 cioè Cardile, si è preferito lasciarlo andare via (guarda caso proprio in Aston Martin) prima e, soprattutto rinnovare al 90% la sua creatura dopo, per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e tanti “debiti con la bocca” da pagare. Il mondiale è ancora lungo? Per Ferrari sarà un via crucis fino ad Abu Dhabi e, caso mai arrivassero delle vittorie di tappa sarebbero comunque un palliativo, un balsamo che comunque non estinguerebbe il bruciore delle aspettative, che gli appassionati avevano creato, seguendo la logica e il proprio sentimento.

Chi di certo non è disperato è Piastri, il quale nel corpo a corpo con il neo papà Verstappen, ha dimostrato di avere una tenuta mentale molto più forte di quella del suo compagno il quale, puntualmente si scioglie ogni qual volta sale la pressione e, appena si è liberato del suddetto peso, inizia a macinare chilometri con ritmo da campione solo che a ben poco serve quella rincorsa furiosa, quando poi il suo diretto avversario, che è anche il suo compagno di squadra, ha già comodamente vinto col braccio fuori dal finestrino. McLaren questo mondiale, proprio come l’anno scorso, può solo perderlo (se non si fa prendere dalla disperazione nuovamente): la differenza rispetto al 2024 è che ora sono partiti vincenti subito, non hanno dovuto aspettare proprio Miami per iniziare la loro cavalcata gloriosa. Di rimando chi al momento mantiene nervi d’acciaio, senza farsi prendere da immotivata disperazione, è Verstappen che proprio come ha fatto l’anno scorso tiene botta aspettando la Spagna, continuando a conquistare pole o comunque a partire dalle primissime file perché quella è stata la chiave della sua vittoria del suo ultimo mondiale.

Le disperate mosse della Ferrari hanno adombrato le incredibili gesta del nostro Kimi Antonelli il quale sta dimostrando di avere una crescita esponenziale, GP dopo GP, prendendo sempre più confidenza con l’intero pacchetto. La conquista della sua prima pole, sebbene sia avvenuta nella inutile Sprint Race, dimostra ancora di più che in Mercedes non ci sono disperati o scappati di casa, bensì persone che sanno cosa significa “rischio calcolato” e, soprattutto che hanno lungimiranza nei riguardi del loro futuro. Mercedes a riguardo del mercato piloti, supponendo che dovessero partire bene l’anno prossimo, non ha che l’imbarazzo della scelta a questo punto e, persino l’eventuale venuta di Max alla loro corte con questi presupposti, viene quanto meno rivista… ad ogni modo questa è un’altra storia. L’unica nemica del nostro giovane connazionale è la fretta: se Kimi saprà far tesoro di tutte le opportunità che gli si stanno presentando, allora saprà farsi trovare pronto nel momento che verrà; facendo disperare non pochi colleghi evidentemente.

Vito Quaranta

LA MCLAREN DOMINA A MIAMI. FERRARI SQUALLIDA.

La prima delle tre americanate stagionali si apre con la notizia della nuova arrivata in casa Verstappen, e quella di un altro nuovo arrivato che la piazza in pole nella qualifica sprint.

Sì, perchè questa volta c’è la garetta, che, evidentemente, a Leclerc non piace, tanto è vero che la pianta a muro nel diluvio mentre sta andando in griglia.

Garetta tutto sommato interessante, con Norris che vince di fortuna davanti a Piastri e ad un altrettanto fortunato Hamilton, e il buon Andrea da Bologna che prende le misure a Piastri alla prima curva.

La qualifica vede il solito miracolo di Verstappen, che stacca di pochissimo Norris e Andrea, cui evidentemente piace da morire questa pista che non ha mai visto.

Si spengono i semafori e in curva 2 Verstappen manda platealmente fuori pista Norris, che perde così 4 posizioni. Ne approfitta Antonelli che sembra poterlo attaccare, ma poi si deve, invece, difendere da Piastri.

Dopo un breve periodo di Virtual Safety Car per recuperare la macchina di Doohan, l’australiano passa l’italiano e va alla caccia di Max.

Al giro 9, Norris si riporta in terza posizione, superando Antonelli. Nel frattempo, Piastri si è incollato agli scarichi di Verstappen, L’olandese viene attaccato ripetutamente, ma si difende magistralmente. Ma al giro 14 Oscar lo costringe ad una staccata lunghissima che lo porta fuori pista, e gli passa davanti.

Al giro successivo, anche Lando gli è addosso, ma viene ancora una volta accompagnato fuori pista in curva 1. I due lottano strenuamente per 3 giri, quanto basta a Piastri per accumulare 9 secondi di vantaggio.

E le Ferrari? Leclerc segue le due Williams in ottava posizione, e Hamilton è bloccato da Ocon in undicesima.

Al giro 26 si ferma Antonelli. Per coprirsi dall’undercut, al giro successivo si ferma anche Verstappen.

Al giro 29 Bearman parcheggia la sua Haas nella via di fuga, e viene nuovamente attivata la Virtual Safety Car. La McLaren fa fermare entrambe le macchine, per un doppio pit-stop perfetto. Si ferma anche Russell che, in questo modo, riesce a guadagnare la posizione su Verstappen e su Antonelli. L’italiano viene superato anche da Albon, con una Williams in formissima.

Al giro 33 si ferma pure Bortoleto e ancora una volta viene attivata la Virtual Safety Car. Alla ripartenza, le due Ferrari si riprendono la posizione su Sainz.

L’ultima parte di gara non riserva sorprese, ma solo una ignobile pantomima recitata per radio fra i due piloti Ferrari che si litigano la posizione nella vana speranza di recuperare su Antonelli.

Finisce così con Piastri ancora una volta vincitore, davanti a Norris ancora una volta sconfitto, poi Russell ad oltre 30 secondi, Verstappen, Albon, Antonelli, Leclerc, Hamilton, Sainz e Tsunoda.

Prossima fermata: Imola, che la sua vittoria Ferrari quest’anno l’ha già avuta, e non ne avrà un’altra.

P.S. Da quello che abbiamo visto oggi, possiamo affermare con certezza che questo mondiale finirà molto presto e lo vincerà Piastri.

P.S. 2. Posso solo immaginare quanto siano soddisfatti in Mercedes per avere sostituito un quarantenne rompiscatole da 40 M€ l’anno con un diciottenne che ne costa a malapena uno, va forte uguale e le scatole non le rompe (vedi P.S. 8)

P.S. 3 Così come è soddisfatto Sainz, la cui Williams ora va più forte della Ferrari abbandonata con tanto dolore. Quella ruotata rifilata ad Hamilton all’ultimo giro è piena di significati.

P.S: 4 E, visto che non mi piace sparare sulla Croce Rossa, questa volta sorvolo sulla squadra di Maranello, perchè sulla ridicolaggine della situazione in cui si trovano è stato detto e scritto di tutto, e tanto si dirà e scriverà nei prossimi mesi, perchè l’anno è chiaramente buttato.

P.S. 5 Riporto comunque il bilancio del week-end: Leclerc settimo, Hamilton ottavo, due power unit rotte su Haas e Sauber. E un sicuro strascico di polemiche.

P.S. 6 Si vociferà che la Mercedes sia avanti anni luce col motore 2026. Il che significa che anche i prossimi anni, per la rossa, saranno buttati. Ma significa anche che noi bolognesi potremmo avere, dopo 40 anni, qualcuno che ci fa sognare imperversando sulle piste di tutto il mondo (questa volta nere e non bianche).

P.S. 7 A Verstappen è stato chiesto se teme di diventare più lento ora che è papà. La risposta di Max è stata, più o meno: “non so chi abbia detto questa stupidaggine”.  Vaglielo a spiegare…

P.S. 8 Mi chiedo che uomo squadra sia quello che, pagato 40 M€ l’anno, si rivolge al suo ingegnere dicendo “Volete che me ne rimanga qui tutta la gara”, e tutto quello che ne è seguito. Incluso il fatto che, una volta passato, non ha fatto sfracelli e ha dovuto far ripassare il compagno, per poi fare pure lo spiritoso. Vedi anche P.S. 2.

P.S.9 Vive la France.

P.S. 10. Nonostante tutto, erano meglio gli inglesi.

 

F1 2025 – GRAN PREMIO DI MIAMI

Con il GP di Miami termina la prima parte di stagione dedicata ai circuito non europei, con il circus che farà tappa a Imola per il primo di una serie di GP in Europa, lì dove si dice sempre che il mondiale inizia per davvero.

Ennesimo circuito “trappola”, un cittadino creato ad arte per spennare i polli che si assicureranno un posto in tribuna, vedrà anche una sprint a complicare il weekend per ingengneri e piloti.

Tracciato dalle due facce, una prima parte medio veloce e una seconda invece con curve medio lente in cui serve trazione e grip meccanico, unite da lunghi rettilinei.

Servirà tanto compromesso nel definire il setup e monoposto bilanciate per ottenere dei risultati e manco a dirlo la favorita è la McLaren, già vincitrice a Miami.

immagine da tuttomotoriweb.it

La monoposto di Woking si troverà molto bene nella sezione “lenta”, forse un pò meno in quella veloce ma il vantaggio che ha nei confronti degli altri dovrebbe assicurarle i favori del pronostico. Discorso diverso in merito ai piloti con un Norris in fase involutiva e un Piastri invece pronto a scappare nel mondiale.

Per le altre, a cominciare da Ferrari, sarà una sfida nel cercare di massimizzare i punti di forza e minimizzare quelli di debolezza. La SF-15 ha caratteristiche opposte rispetto alla McLaren e dovrà cercare di cavare il sangue dalle rape in una pista non così favorevole come Jeddah.

Sarà l’ultimo Gp prima di una serie di aggiornamenti che dovrebbero dare una decisa svolta al mondiale dei rossi ma intanto ci sarà da soffrire e si presume non poco. Forse un aiuto potrebbe venire dalla garetta Sprint che, complice una monoposto leggera e più attaccata la terreno, potrebbe regalare un replay della garetta vista in Cina, in pratica l’unico acuto di Hamilton da quando è rosso vestito. L’inglese continua la sua faticosa fase di apprendistato, mentre Leclerc sembra aver trovato la quadra e dare qual qualcosa in più già dalle qualifiche.

Red Bull e Mercedes puntano essenzialmente su Verstappen e la solidità di una monoposto che è sempre stata sugli scudi da inizio stagione. L’olandese rimane il fattore aggiunto di questo mondiale, l’unico al momento che può regalare sogni di gloria al suo team mentre in Mercedes dovranno evitare di “strafare” come successo in Arabia Saudita, dove sono andati in crisi di gomme.

immagine da motorcyclesports.net

Per quanto riguarda gli altri, ci sono alcuni come Williams che hanno in pratica già concluso lo sviluppo della monoposto attuale pèer concentrarsi sui nuovi regolamenti 2026. Una visione lungimirante per un team che punta a tornare protagonista e intelligente perchè alla fin fine se l’obbiettivo è lottare per i punti allora forse basta quello che già hanno al momento.

Racing Bulls e Haas potrebbero essere delle potenziali sorprese mentre poche aspettative da Aston Martin e Sauber, anche loro ormai con lo sguardo al 2026.

Gomme C3, C4 e C5 come a Jeddah per cui anche in questa pista il degrado sarà un fattore importante considerate le alte temperature attese. Come ogni circuito cittadino occhio ai piloti che amano questo genere di tracciati, in primis Leclerc e Verstappen che dovranno prendersi qualche rischio in più per cercare di arginare la maggiore competitività della McLaren.

Il GP di Miami potrebbe essere il trampolino di lancio per il double della McLaren e anche uno spartiacque nella stagione di Norris, che dovrà dare un segnale forte a Piastri e al suo tema, di essere uno sui puntare sul serio. Anche perchè quest’anno l’occasione è ghiotta sia per lui che per la McLaren e prima o poi anche il team dovrà decidere su chi realmente puntare per il titolo piloti.

Rocco Alessandro

 

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Dopo tre GP di fila, dove tanta carne a cuocere è stata messa sul fuoco, ci si aspetta un po’ di tranquillità eppure in questa F1, come più volte detto, tutto corre veloce; persino le notizie. L’avvenimento che più vorrei porre in evidenza è stata la riunione, che si è tenuta tra i costruttori giovedì scorso, per decidere cosa fare con le nuove regole che scatteranno dal 2026. Come ha detto lo stesso Toto Wolff, che si è visto per l’ennesima volta tirato in ballo in questa storia, è una barzelletta! Immaginatevi se ad Aprile del 2013 le squadre stessero ancora nel capire se dall’anno successivo, i motori turbo ibridi era necessario montarli o meno e, aperta parentesi, sarebbe stato meglio che non lo avessero mai fatto solo che questa è un’altra storia! Ebbene all’alba dell’inaugurazione del regolamento più sconvolgente che la F1 abbia mai visto, ci sono ancora discussioni nel cercare di capire qual è la soluzione migliore per accontentare tutti, dopo che sono stati già investiti centinaia di milioni di euro nel concepire questi nuovi propulsori, che a mio giudizio snatureranno definitivamente il nostro sport mutandolo in una “Formula E” più costosa e, per non parlare del fatto che il suddetto regolamento è stato concepito proprio per attirare nuovi costruttori. Infatti, sempre la settimana scorsa, è stata ufficializzata la notizia che Cadillac entrerà a rimpolpare la griglia del mondiale, portando cosi ad undici le squadre che si contenderanno il mondiale di F1. Mi chiedo come sia possibile ridursi cosi anche perché, ovviamente, questa riunione non ha portato a nulla, se non a quello di dividere le squadre con Ferrari nel mezzo che non prende una posizione chiara. Inutile dire che, se qualcuno sta cercando di guadagnare tempo, è perché evidentemente è in ritardo sul progetto per non parlare che se addirittura la stessa FIA (per mano del “padre e padrone” Ben Sulayem) ha parlato di riportare i motori aspirati, qualcosa in pentola bolle e mi sa che la cottura è andata oltre i tempi previsti. La squadra che principalmente ha fatto muro a riguardo è stata proprio la Mercedes di Toto e, se due più due fa quattro, allora viene naturale pensare che Mercedes si farà trovare pronta per la nuova sfida. Purtroppo i presupposti, affinché l’anno prossimo, ritorni ad essere un nuovo 2014 (del resto l’esempio citato prima non era casuale) ci sono tutti. Purtroppo i timori che l’anno venturo ci sia il rischio che una squadra possa dominare, dando più di mezzo secondo al giro al diretto avversario, è molto plausibile e questo sarebbe una mazzata, sportivamente parlando, che non so quanto farebbe bene (economicamente si capisce!) a tutto l’indotto F1. Una delle cose più oscene della quale sento parlare, in merito a questo plausibile sospetto, è quello di utilizzare un BOP e cioè un “Balance Of Performance”, che è un’oscenità solo a scriverlo! La F1 è (o almeno dovrebbe essere) la massima espressione della ricerca e, ridurre tutto ad un “volemose bene”, non solo sarebbe un insulto a tutti gli appassionati che ancora si ostinano a seguire questo carrozzone, addirittura sarebbe una vera e propria ingiustizia per chi ha lavorato bene. La stessa ingiustizia sportiva che accadrà in Spagna fra qualche mese: la famigerata “DT018”, che andrà a limitare la aereo elasticità delle ali (di fatto andando a colpire McLaren, che è la squadra che meglio ha lavorato in tal senso), è una delle tante “barzellette” che ci dobbiamo sorbire, visto e considerato che questa (ennesima) Direttiva Tecnica di fatto sarà una BOP ne più e ne meno, in modo da cercare di far acciuffare i papaya definitivamente (almeno da parte di Red Bull) e quindi, cercare di ravvivare un campionato che almeno sulla carta pare già deciso.

Le regole sono regole e, al di la del fatto che debbano valere per tutti (mantra con il quale tutti i Team Principal si ammantano ad ogni intervista!) mi chiedo, nel momento in cui votano le suddette regole, cosa diavolo stanno pensando i vari “capoccia” di ogni squadra se poi cambiano idea in corso d’opera? Come ho già detto su queste righe, il regolamento 2026 fu concepito quando si credeva che il mondo sarebbe divenuto totalmente elettrico, poi le cose sono cambiate (la domanda decide sempre) solo che ormai la frittata era fatta, per non parlare dell’incubo che è venuto fuori dalle prime simulazioni riguardanti queste nuove monoposto. Sono del parere che l’attuale sistema F1 abbia bisogno di uno scossone, abbia necessità di una autentica rivoluzione quindi, ammesso che questo regolamento sia un vero flop allora ben venga, perché la necessità di cambiare (non mi riferisco al regolamento) è davvero imperativa. Allo stato attuale queste sono solo illazioni basate sugli “umori” che si raccolgono nel paddock giorno per giorno, magari l’anno prossimo saremo tutti affascinati dal nuovo sound, figlio di un motore la cui potenza è data dal 50% di elettrico e, da un nuovo DRS che oltre ad essere posizionato sull’alettone posteriore lo troveremo anche su quello anteriore… tutto può essere nella vita. In tal caso tutti faremo ammenda, a cominciare dal sottoscritto, eppure provo ad immaginare cosa significhi avere una squadra che ha più di mezzo secondo di vantaggio e, soprattutto almeno un paio d’anni di tecnologia di vantaggio sulla diretta concorrenza, di fatto riportandoci nuovamente in un nuovo 2014 e, non pago, vedere come alcune squadre lotteranno per cercare di avere una BOP per poter colmare il gap prestazionale.

Del resto non ho di che preoccuparmi, sono del parere che il futuro agonistico della massima serie del motor sport sia assicurato e, questo non lo dico tanto per il fatto che in Aston Martin ritornerà il connubio Honda/Newey, quanto perché avremo una Ferrari finalmente preparata per cercare di vincere realmente il mondiale (l’anno prossimo spegneremo diciannove candeline di digiuno!). Infatti il Presidente della Rossa nel Dicembre del 2022, immediatamente dopo aver fatto a pezzi una squadra che era arrivata seconda nel mondiale costruttori (con una Red Bull dominante), disse con ben quattro anni di anticipo, che l’obiettivo della Beneamata era proprio il nuovo regolamento del 2026. Quindi non ho dubbi che l’anno prossimo la Rossa arriverà preparata all’appuntamento, tanto più con la coppia di piloti che si ritrova a cominciare proprio da Hamilton, il quale sta sfruttando questo anno sportivo per “imparare” a guidare una Ferrari… dico bene?

Non so cosa passa nella testa di chi comanda a Maranello, so solo che Ferrari nel non prendere una posizione netta a riguardo di questo argomento cosi spinoso, non lascia presagire nulla di buono e, nel contempo, ha due reparti che lavorano alacremente per ben due distinti obiettivi: farsi trovare pronta per l’anno prossimo appunto e risolvere i casini che hanno fatto quest’anno. Inutile aspettarsi qualcosa di miracoloso in questi prossimi appuntamenti perché i problemi congeniti della SF-25 non sono di facile soluzione per questo, come ho già detto, la Spagna per Ferrari rappresenterà la sua “dead line”. A Maranello ci credono, il pacioccone Vasseur continua a cantare “grosso potenziale da estrarre” e noi lo crediamo; cosi come dobbiamo credere al Presidente ed al suo “Obiettivo 2026”.

Buon GP di Miami a tutti.

Vito Quaranta

LE NON PAGELLE DI GEDDA 2025

Il circuito di Gedda, al di là delle (giuste?) perplessità che sorgono ogni volta che il circus approda nei paesi della penisola arabica, rappresenta un bel banco di prova per i piloti. La conformazione ad altissima velocità unita ai muretti che ne delimitano il tracciato lo identifica come uno dei circuiti più pericolosi da affrontare. Il che non dispiace ai piloti che possono dimostrare a loro stessi e agli appassionati che hanno lo stesso “pelo” che avevano i mitici piloti di Formula 1 delle epoche passate.

Inoltre, consente di vedere gare molto “vive” caratterizzate da SC che riallineano il gruppo e duelli spettacolari tra i piloti e anche l’edizione 2025 non è stata da meno di quelle precedenti.

Dopo l’opaca prova del Bahrain Verstappen torna a dire potentemente la sua con una pole position spettacolare ma è certamente la terza vittoria in stagione su cinque gare disputate di Oscar Piastri a dettare il banco, delineando una classifica del mondiale che comincia ad assumere una fisionomia ben definita.

Per quanto riguarda le vetture, le FP lasciavano pensare ad un dominio assoluto McLaren ma sia in qualifica che in gara la competizione è stata decisamente più serrata. La sensazione è che McLaren, oltre ad essere attualmente la miglior vettura in pista, riesca a trovare gli assetti ideali in molto meno tempo rispetto ai rivali.

Senz’altro indugio vediamo come si sono comportati i piloti.

 

PIASTRI voto 10

Che il buon Oscar, vista la vettura che guida, fosse un candidato al titolo lo si sapeva sin dall’inizio ma che la candidatura si affermasse così prepotentemente e così velocemente era assai meno scontato. La pole position gli sfugge per un nonnulla ma è più merito di Max che demerito suo. Il capolavoro, Oscar, lo fa in partenza: allo spegnimento dei semafori non solo scatta meglio di Max ma esibisce una cattiveria agonistica degna di… Max! portando l’olandese con decisione sul cordolo di curva 1 e costringendolo al taglio della chicane. La forza della sua manovra è da leggersi anche in senso psicologico: è sempre stato Max a “bullizzare”, per così dire, i suoi colleghi in circostanze analoghe mentre invece, oggi, è stato Oscar a far la parte del duro. La cosa è ancora più rilevante se pensiamo che il nostro eroe è pienamente impegnato nella lotta per il mondiale, con il suo principale rivale, Norris, che partiva dalla decima casella, e che quindi aveva tutto da perdere dallo scornarsi con Max. La testardaggine di Max (e del suo muretto) nel non restituirgli subito la posizione ha portato alla penalità e quindi ha messo in tranquillità (sempre relativa a Gedda) il buon Oscar per il resto della gara che controlla in modo eccezionale dall’inizio alla fine con la chicca del sorpasso su Hamilton dopo il pit da pelliccia artica sullo stomaco. Che si può fare se non applaudirlo a scena aperta?

VERSTAPPEN voto 7

In attesa dell’auspicabile recupero di Ferrari e di Leclerc, Max trova pane per i suoi denti in Piastri ed è costretto a qualcosa di inedito, per lui: cedere. Esatto, cedere!. La pur magnifica pole position e il pur eccellente secondo posto finale in gara non sono abbastanza per spingerci a dare il solito voto-monstre all’olandese perché il momento decisivo l’ha visto sì come protagonista ma nella veste di perdente. Max perdente sembra quasi un ossimoro, vero? Ebbene, il punto è che Max è scattato male al semaforo, che ha tentato una mossa delle sue, che ne è rimasto scornato e che poi non è stato lucido nel gestirne le conseguenze non restituendo immediatamente la posizione. In ciò va condivisa la responsabilità con il muretto che avrebbe dovuto spingerlo a fare immediatamente la mossa senza aspettare improbabili penalità per Piastri, tanto più che se qualcuno tra loro due aveva più probabilità di essere penalizzato questo era Max, come il prosieguo della gara ha dimostrato. Ridare immediatamente la posizione, nel primo giro, senza drs e con le gomme ancora fredde, magari il buon Max avrebbe potuto trovare un altro varco prima della SC causata dall’incidente tra Tsunoda e Gasly. Naturalmente queste sono speculazioni ma l’errore pare comunque piuttosto marchiano. In questo modo il resto della sua gara è pesantemente condizionato. A nulla vale il primo stint velocissimo con Piastri che non riesce a entrare in zona DRS ma non credo ci abbia provato più di tanto sapendo della penalità. Tra l’altro l’undercut di Piastri (giustissimo) smonta ogni ambizione di provare a metter qualche secondo in più. Dopo il pit, capendo di non averne abbastanza per raggiungere Piastri si limita ad amministrare. Nervosissimo a fine gara. Sarà per la prossima.

LECLERC voto 9

Come ha più volte dichiarato sembra che il buon Charles stia trovando la quadra di questa SF-25. Purtroppo ciò non è ancora sufficiente per prendersi le pole position che le sue capacità meriterebbero. A Gedda, nonostante un giro monstre, si ritrova a quasi quattro decimi dalla pole. Che la sua guida fosse inarrivabile lo dimostra il gap creato con Lewis, non esattamente uno incapace in qualifica, che arriva alla bellezza di 6 decimi: un distacco che non credo Lewis abbia mai subito in circostanze analoghe. La prima parte di gara del nostro non è eccezionale perché non riesce a stare al passo di Russell che, a sua volta, non regge il ritmo dei primi due. Non è chiaro quanto ciò sia stato dovuto a difficoltà di prestazione o a gestione di gomme: la strategia che poi si è vista mettere in atto era di fare un overcut assai ampio. Devo dire che la mossa è stata pensata molto bene. Quando i primi pittano, intorno al ventesimo giro, CLC si mette in aria pulita ad un ritmo notevole per non perdere troppo tempo. Pittando al trentesimo giro, esce a 3.6 secondi da Russell. A questo punto, vista la Mercedes degli ultimi tempi, sembrerebbe che il podio sia assai difficile da agguantare ed invece il nostro gira molto più rapido e a suon di giri veloci lo riprende e lo supera alla prima occasione utile. Ottima strategia ma senza un CLC in forma stratosferica non avrebbe avuto successo. La performance di Charles è stellare perché sa benissimo di non potersi accontentare del sorpasso su Giorgino ma deve continuare a tirare per evitare il rientro di Norris. La cosa gli riesce e nonostante il ritmo mostruoso messo in pista da Norris l’aggancio non riesce. Podio conquistato con sagacia tattica e con una guida perfetta. Eccellente!

NORRIS voto 5 ½

Appena sufficiente il buon Lando che in gara rimedia al pasticcio commesso in qualifica e dimostra che probabilmente il più veloce, a Gedda, era lui. Già. Ma sappiamo, caro Lando, che non è la velocità che ci devi dimostrare: lo sappiamo che sei capace di girare tanto quanto Max e Charles (e pure giorgino) e che sei pure più veloce, ceteris paribus, di Oscar. Ma ti rivelo un segreto: per vincere le gare bisogna attraversare il traguardo prima degli altri. Il disastro in qualifica segna il suo week end perché la sensazione è che ne avesse per riuscire a prendersi la pole. In gara parte bene, approfitta dello scontro tra Tsunoda e Gasly, fa molti bei sorpassi nonostante la differenza di gomme e nella seconda parte di gara è abbondantemente il più veloce in pista e se non fosse stato per il sontuoso Leclerc d’arabia avrebbe preso il podio con una certa comodità. Ad abbassare ulteriormente il suo voto c’è anche la doppia ingenuità commessa contro Hamilton. Tra il 13° e il 15° giro, infatti, si ritrova negli scarichi dell’eptacampeao, in grossa difficoltà di ritmo e apparentemente non in grado di resistergli. Non appena lo raggiunge lo supera di slancio nell’allungo prima dell’ultima curva. Peccato per Lando che il vegliardo campione di Stevenage non sia esattamente un rookie e si fa sorprendere dal contrattacco di Lewis sul rettilineo. Diciamo che questo primo errore ci può anche stare. Al giro successivo però succede l’impensabile. Alla fine dello stesso allungo del giro precedente Hamilton si fa superare apposta da Lando, probabilmente con brake test malandrino. Lando casca nel trucco come il classico pollo e si fa nuovamente risuperare nel rettilineo d’arrivo. Solo dopo aver capito l’antifona si dispone meglio ed evita il trucco che Hamilton stava nuovamente provando. Un veloce calcolo fa vedere come la lezione di Hamilton gli sia costata circa 3 secondi che, guardacaso, gli sarebbero abbondantemente serviti per provare a giocarsela contro Leclerc nel finale di gara. Ed è proprio questo il punto che rendere insufficiente il suo voto nonostante la posizione finale paia un buon rimedio alla disastrosa qualifica. Verrebbe da dire: rimandato a settembre!

NORRIS – ANTONELLI voto 7 ad entrambi.

La Mercedes, a Gedda, si dimostra più mangiagomme di quanto non ci si aspettasse e deve remare in gara per non perdere le buone posizioni che si sono conquistati in qualifica. Niente altro da aggiungere se non che il processo di maturazione del nostro compatriota continua: a quanto pare non stava affatto bene (in quei posti basta una fanta col ghiaccio eh…) ma ha saputo comunque portare a casa un ottimo risultato.

HAMILTON voto 5 ½

Il calvario di Lewis continua a peggiorare. La distanza da CLC cresce e non poco. Si può anche soprassedere sul distacco subito in qualifica: un errore, una curva presa leggermente male, una virgola lasciata qui e un’altra là possono anche starci. Ma il ritmo in gara è stato indecente se confrontato con quello di Leclerc. Mezzo voto in più per aver portato a scuola Norris nell’episodio di cui ho accennato poc’anzi. Ma non c’è molto di cui gioire.

SAINZ voto 9

Oh, finalmente! Si rivede il Carlos dei bei tempi che sa dire la sua in qualifica e soprattutto in gara. La strepitosa qualifica aiuta tanto il nostro a studiare una gara che potesse dargli delle belle soddisfazioni. A onor del vero la prima parte di gara non è eccezionale ma è nella seconda che il buon Carlos fa vedere di che pasta è fatto. Oltre ad un buon ritmo, infatti, il nostro riesce nell’impresa straordinaria che ha già fatto vedere a Singapore due anni fa. Ritrovatosi ottavo e con Albon alle spalle sembra che la gara sia in ghiacciaia. Tuttavia, dietro c’è il ritorno di Hadjar che con gomme molto più fresche gira un secondo più veloce delle Williams. Ebbene cosa si inventa Carlos? La mossa che a questo punto dovremmo chiamare “sainzata” di giocare con ritmo e drs su albon per impedire al terzo incomodo di passare. Il buon Carlos corre in questo modo per un numero notevole di giri e sappiamo quanto sia difficile avere il controllo di una situazione così difficile. Tuttavia non sbaglia nulla e consente al team di portare a casa punti importantissimi. Chapeau!

ALBON voto 6

Non fosse stato per Sainz i punti li vedeva con il binocolo.

HADJAR voto 8 ½

Bravissimo Isack! Dopo una qualifica non brillantissima decide di adottare una strategia coraggiosa che richiedeva grande abilità eprché avesse successo: tenere ritmo per e gomme per il 70% della gara e provare a trarre il massimo dagli ultimi giri con gomme più morbide degli altri e notevolmente più fresche. Il suo l’ha fatto non tanto nel finale, in cui è costretto dalla magia di Sainz a rimanere nella decima posizione quanto nella prima parte, condotta in modo splendido a dispetto della difficoltà a guidare nel traffico, prima, e con gomme usurate, poi. Quando pitta esce in decima posizione ed è questo ciò che conta. Da notare che Stroll aveva fatto la stessa strategia ma è arrivato lontanissimo e doppiato. Bravo!

NOTE DI MERITO

Alonso, con la macchina che si ritrova, ha fatto una gara veramente notevole.

NOTE DI DEMERITO

Lawson non stava andando neanche male ma continua a commettere errori poco comprensibili: stavolta non gioca all’autoscontro come in Bahrain ma taglia le chicane a caso sperando che nessuno se ne accorga. Mah!

Doohan torna nel dimenticatoio.

Gasly era stato eccezionale in qualifica ma butta tutto con una manovra troppo ottimistica su Tsunoda subito dopo la partenza. Vista la buona performance mostrata da Alpine, con in più la velocità sul dritto che a Gedda avrebbe dovuto dargli qualche buona chance, sarebbe stato molto più saggio tenersi la posizione e provare a portare a casa dei punti che erano certamente alla sua portata.

Continuo, inoltre, a vedere Bortoleto molto, troppo, anonimo.

Ci vediamo a Miami!