Archivi tag: Pata Yamaha WorldSBK Team

WSBK 2020 – ROUND DELL’ESTORIL

Ultimo appuntamento del campionato WSBK di scena all’Estoril. Pista nuova per piloti e team, che dovranno sfruttare al meglio i primi due turni di prove libere per imparare riferimenti e mettere a punto settaggi utili per la superpole e le tre gare del weekend.

Considerando il passato della superbike su questo circuito, si è corso nel 1988 e 1993 e sono dolci ricordi per la Kawasaki che vinse il titolo piloti con Scott Russel nel 1993.

E per i corsi e ricorsi storici è praticamente cosa fatta il sesto titolo “in a row” per Jonathan Rea. Mancano tre miseri punti all’inglese per mettere in bacheca anche questo titolo. Con 62 punti in palio e 59 di vantaggio gli basta arrivare 13esimo in gara 1 o gara2 oppure settimo nella superpole race. Nel caso questo non dovesse essere possibile (praticamente impossibile…) Redding dovrebbe fare filotto in tutte e tre le gare a disposizione.

immagine da gpone.com

Più realisticamente l’alfiere della Ducati deve cercare di chiudere l’anno al meglio, magari con una o più vittorie per mettere le basi tecniche e motivazionali per l’anno prossimo.

Anche perchè il 2021 avrà un grossa novità e una ottima notizia per Rea: finalmente la Kawasaki gli metterà a disposizione le nuova moto. Si avvera quindi il sogno dell’inglese che anelava la nuova moto da tempo e che sarà un progetto totalmente nuovo rispetto all’attuale ZX-10RR.

Secondo indiscrezioni la nuova creatura Kawasaki dovrebbe avere circa 1000 giri motore in più (più o meno a pareggiare la CBR Honda) e le ali con funzione aerodinamica, oltre ad una nuova elettronica. Vedremo se tutto filerà liscio oppure anche Rea andrà incontro ad un periodo di sgrossamento di una moto totalmente nuova.

Considerando l’attuale situazione del mondiale piloti, il grosso delle notizie del mondo superbike viene dalla definizione delle squadre per l’anno prossimo.

E’ arrivata l’ufficialità della promozione di Rinaldi nel team Aruba al psoto di Davies. Un bel traguardo ma anche una grossa responsabilità per il pilota italiano che dovrà dimostrare di meritare la moto ufficiale e a cui non basteranno qualche risultato positivo per convincere il management Ducati a puntare su di lui anche per gli anni a seguire.

immagine da insella.it

A questo punto cosa farà Davies? Non ci sono ancora notizie ufficiali se non il suo rifiuto di approdare al team Puccetti che avrà a disposizione la nuova Kawasaki. Data la recente conferma di Haslam in Honda per il 2021, rimane praticabile l’ipotesi di un approdo ad un team satellite che la BMW sta pensando di allestire in tandem con quello ufficiale, per avere una maggiore raccolta dati utile allo sviluppo della moto. Speriamo perchè perdere Chaz sarebbe una brutta cosa per il mondiale SBK.

Altra grossa novità è l’arrivo del campione del mondo supersport Andrea Locatelli nel team Yamaha Pata. L’italiano ha dominato il campionato supersport con 11 vittorie di fila e andrà a fare coppia con il turco Razgatlioglu. Per un italiano che sale un altro invece scende: Federico Caricasulo non correrà in superbike nel 2021 e lascerà il posto a Kohta Nozane, pilota giapponese proveniente dalla All Japan SBK.

immagine da motoblog.it

Un peccato che quest’anno ci si debba accontentare di soli 8 round perchè la sfida Rea-Redding sarebbe potuta essere ben più appassionante. Rea va all’Estoril per la 100esima vittoria e il sesto titolo di fila. Redding per salvare l’onore e suonare la sveglia in vista del 2021. Speriamo che nel 2021 altri piloti possano aggiungersi nella lotta al titolo, forse Rea non ne sarebbe contento, noi che guardiamo da casa molto di più.

Rocco Alessandro

0

WSBK SEASON 2020 – ROUND DI SPAGNA

Mancavano solo loro all’appello e finalmente è giunto il loro momento. Il mondiale SBK era l’ultimo degli appuntamenti motociclistici principali a non aver ancora ripreso l’attività ma l’attesa è finita ed è l’ora del round spagnolo sul circuito di Jerez.

Riparte la sfida tra quelli che sono accreditati come i principali contendenti al titolo, Rea e Redding che nei recenti test a Barcellona hanno dimostrato di non essere affatto arrugginiti dalla forzata inattività, sfoderando dei tempi da far concorrenza alla motoGP.

immagine da GPone.com

Oltre a questi due ci sarà di sicuro Razgatlioglu nella lotta all’iride, già vincitore di gara 1 in Australia. Probabile che possa pagare la mancanza di esperienza nella lotta la vertice sul lungo periodo ma di sicuro darà un fattore decisivo nell’assegnazione del titolo.

Lowes è il protagonista che non ti aspetti, vincitore di gara 2 in Australia e sempre ben piazzato tanto da essere il leader del campionato. La moto per aspirare a qualcosa di importante ce l’ha, vedremo se riuscirà a tener testa al suo compagno di squadra Rea.

Davies è il pilota più in bilico tra quelli “top”: deve dimostrare di valere il rinnovo del contratto con Ducati e accettare con tutta probabilità una riduzione dell’ingaggio. Considerando lo scarso feeling con la V4 la sua strada è decisamente in salita…

In BMW tanto è successo fuori dalla pista, con l’annunciato arrivo di Van der Mark per il 2021. A questo punto il 2020 diventa la stagione da dentro/fuori per Laverty e Sykes che si giocheranno il sellino rimanente. Sykes è favorito ma un Laverty in palla può diventare letale.

La vera grande novità di questo nuovo inizio è il divorzio consensuale di Camier dal team Barni e il ritorno di Melandri alle gare, che sostituirà proprio Camier.

immagine da worldsbk.com

Il pilota inglese ha ancora problemi alla spalla lesionata nella caduta ai test di Aragon di inizio anno e non può garantire di essere al 100% in tempi brevi, preferendo fermarsi e tornare pronto per il 2021. Questo ha permesso a Melandri di fare un ritorno in grande stile nel circuito che conta, in sella da una moto sicuramente competitiva.

In apparente difficoltà la Honda di Haslam e Bautista. Il progetto è nuovo e ancora in parte acerbo e il lockdown non ha aiutato a sgrezzarlo. In più, ci sono stati problemi anche nei test di Barcellona con le moto ferme ai box per un’intera mattinata senza apparente motivo.  Vedremo cosa saranno in grado di fare a Jerez.

La vera unica nota negativa di questa riapartenza è che al momento, solo sei round sono stati confermati. Si correrà a Jerez, Portimao, due volte ad Aragon, Montmelò e Magny Cours. Definitivamente cancellati i round di Donington, Assen e Losail mentre c’è ancora speranza per quello argentino di Villicum e Misano.

Un campionato in forma ridotta, in cui si dovrà sbagliare pochissimo perchè non ci sarà tempo per recuperare. Sperando che l’azione in pista compensi l’inusuale mancanza di gare da correre.

Favorito d’obbligo Rea, perchè è il campione in carica, il binomio con Kawasaki è a prova di bomba e Jerez è di sicuro una pista più amica della sua moto rispetto a Phillip Island. Redding sembra avere dalla sua una certa incoscienza e sicurezza nei propri mezzi che potrebbero dargli quel qualcosa in più. In ogni caso speriamo di divertirci, loro in pista e noi da casa.

*immagine in evidenza da motorbox.com

Rocco Alessandro

 

0

WSBK SEASON 2020 – ROUND D’AUSTRALIA

Il mondiale 2020 della classe Superbike si annuncia come di gran lunga più appassionante e ricco di colpi di scena degli ultimi anni,con un unico grande interrogativo: chi sarà in grado di mettere in discussione il dominio di Johnny Rea?

Bisogna dire che gli avversari si sono moltiplicati in questo 2020 per il fenomeno inglese, con tanti cambiamenti in sella alle moto e addirittura Honda che si impegna con l’equivalente della V4 R Ducati in salsa giapponese, ansiosa di rincorrere un iride che le manca da fin troppo tempo. Proprio queste novità aumentano l’attesa per la prima gara stagionale a Philipp Island.

Dicevamo di Honda, che ha portato in pista la nuova Fireblade CBR 1000 RR-R, una moto specificatamente progettata per vincere nelle competizioni, affidata nelle mani di Alvaro Bautista e di Leon Haslam. A sorpresa, quello più a suo agio nei test su una moto oggettivamente ancora da sgrossare non è lo spagnolo reduce da una grande stagione nel 2019 ma l’inglese, che sembra poter dire la sua già per il podio al Philipp Island.

immagine da moto.it

In casa Yamaha invece si è deciso di puntare sul nome nuovo del mondo superbike, Toprak Razgatlioglu. Il funambolo turco ha fatto vedere nella passata stagione di avere la velocità per giocarsela con tutti ma non ancora la costanza e la gestione delle gomme in gara per poter puntare al bersaglio grosso. Ma ha tutto per poter imparare in fretta, aiutato anche dalla sua nuova squadra che punta molto su di lui, reduce dalle stagioni in sella ad una Kawasaki clienti. Van der Mark ovviamente non va dimenticato ma è indubbio che i fari saranno puntati sul giovane re dei “stoppie”.

immagine da moto.it

In casa Ducati si è scelto ancora una volta, e non senza grossi dubbi da parte dei loro tifosi, di cambiare una squadra che si stava rivelando vincente. Via Bautista, dentro Scott Redding, reduce dal titolo del BSB 2019 e ansioso di riproporsi su un palcoscenico importante dopo le amarezze della motoGP. Una cosa è certa, se l’inglese andrà forte in pista anche solo la metà di quanto faccia correre  la lingua nelle dichiarazioni alla stampa (Il problema di Ducati nel 2019? Bautista!), allora ci divertiremo un bel pò. Al momento tante buone intenzioni, vedremo che fine faranno. Il suo compagno di squadra Davies è partito male anche in questo 2020, sempre più lento di Redding nei test. Urge un decisivo cambio di passo.

immagine da corsedimoto.com

E alla fine, seppur ancora sottovalutata, arriva la BMW, forse la vera sorpresa dei test prestagionali. Sykes si è detto entusiasta e lo ha mostrato con ottimi tempi nell’ultimo test in Australia. Il suo compagno di squadra Laverty sta prendendo confidenza con la nuova moto e si spera di vederlo in piena efficienza fisica, cosa che gli manca da diverso tempo.

immagine da worldsbk.com

Kawasaki e Rea sono ripartiti così come hanno finito il 2019, in testa. Rea addirittura ha dichiarato di non aver voluto scoprire troppo le carte, mostrando comunque delle simulazioni gara già da primo posto. Difficilmente si faranno soprendere come nel 2019 dal filotto di vittorie Ducati e per gli altri sarà una sfida davvero dura cercare di arginare un binomio così ben collaudato.

immagine da motorbox.com

Rea non vince a Phillip Island dal 2017. Sembra assurdo ma è così. Per gli avversari sarebbe importante cominciare con il piede giusto allungando il suo digiuno di vittorie nella gara inaugurale. Redding scalpita, anzi si considera il migliore pretendente alla vittoria, Bautista invece ha fatto capire che non sarà della partita alemno nelle prime gare. Razgatlioglu ha velocità ma non ancora l’abilità di sfidare Rea sulla distanza di gara per tutto l’arco del weekend. Sykes possibile sorpresa? Oppure Van der Mark, Haslam e il neo acquisto kawasaki Lowes saranno le sorprese del campionato. Occhio anche a Loris Baz che inaspettatamente ha chiuso al secondo posto negli ultimi test pre-stagionali.

Spazio ora alla tecnica e nello specifico analizziamo il circuito di Phillip Island dal punto di vista dei freni, grazie alle preziose informazioni ottenute in collaborazione con Brembo.

Disco per la WSBK di Brembo, che ringraziamo per la concessione

I 4.445 metri della pista si snodano su 12 curve, metà delle quali sono posizionate nella sezione che arriva a lambire le gelide acque dell’Oceano Pacifico con vista sullo stretto di Bass. La scelta, però, di correre a fine febbraio e inizio marzo, in piena estate, garantisce ai piloti temperature superiori a quelle che toccheranno in MotoGP, con punte negli anni di 30 e 31 gradi (temperatura dell’aria) e 45 gradi per la temperatura dell’asfalto, mai sotto i 29 gradi centigradi.

È in assoluto il circuito meno impegnativo per i freni: in una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 1, eguagliato solo dalla pista di Assen. I piloti fanno ricorso ai freni 7 volte ogni giro, numero che fa segnare anche il Donington Park Circuit, ma in Australia il tempo complessivo di frenata è di quasi 16 secondi al giro, a fronte degli oltre 28 secondi e mezzo della pista inglese. ​ Dall’inizio alla fine della gara i freni sono usati per poco meno di 6 minuti e ciò evita il rischio di surriscaldamenti indesiderati. Delle 7 frenate del Circuit Phillip Island Grand Prix nessuna è considerata altamente impegnativa, tranne la prima curva, nonostante il ricorso ai freni sia contenuto a soli 3 secondi. Le moto, tuttavia, vi arrivano dopo aver toccato una delle punte di velocità massima del Mondiale Superbike, ben 312 km/h. Per scendere a 191 km/h hanno bisogno di 200 metri.​

Ogni pilota può scegliere tra dischi Brembo da 338,5 mm di diametro e da 336 mm di diametro. Il diametro maggiore permette di esercitare una maggiore pressione, ma pesa di più. Per ciascuna di queste opzioni i piloti possono scegliere tra 4 diversi spessori che vanno da un minimo di 6,5 mm a 7,1 mm. Il carbonio, inoltre, è bandito in Superbike dal 1994 per il contenimento dei costi. Per questa ragione i dischi sono in acciaio, anche se il regolamento consente di utilizzare una percentuale di carbonio non superiore al 2,1 per cento del peso totale del disco. Sono vietate le leghe contenenti il berillio.

Disco per la WSBK di Brembo, che ringraziamo per la concessione

 

Tutto pronto, quindi, per il 28 Febbraio quando non ci si potrà più nascondere e per capire quanto sarà reale la minaccia al tiranno Johnny Rea.

*immagine in evidenza da logosolusa.com

Rocco Alessandro

0

2019 WSBK – ROUND DEL QATAR

Titoli di coda per il mondiale 2019 della superbike, giunto sulla pista di Losail per le gare in notturna che si svolgeranno in maniera inconsueta nella giornata di venerdì e sabato.

Ultimi incroci di traiettorie per l’assegnazione del titolo costruttori ancora in ballo tra Kawasaki e Ducati. Il vantaggio per i giapponesi è di 37 punti, in pratica una gara e mezzo e quindi piuttosto rassicurante anche a fronte di una parziale controprestazione.

Il tracciato del Qatar non è il più congeniale per la verdona ma abbiamo visto che ormai il team ufficiale è pronto a porre rimedio anche alle situazioni tecniche più difficoltose.

Ottima occasione quindi per Ducati, sia per Bautista di chiudere l’anno vincendo che è sempre un bel bonus (e per intascarsi quello più tangibile dei premi in caso di vittoria), sia per Davies che sulla V4 correrà anche l’anno prossimo e qui ha già vinto in passato.

Per il resto ormai la stagione ha già detto praticamente tutto e anche gli ultimi tasselli dei piloti ancora non “accasati” stanno andando a posto. Ultimo in ordine temporale l’arrivo di Leon Camier sulla V4 Panigale del team Barni al posto di Rinaldi. Il passaggio da Honda a Ducati sarà impegnativo per l’inglese ma fare peggio della stagione appena corsa in sella alla Honda è difficile.

Anche In GRT Yamaha facce nuove con la line-up del 2020 composta da Federico Caricasulo e Garrett Gerloff. Il primo si sta ancora giocando il titolo nelle supersport 600 mentre il secondo è un 24enne texano che si è fatto valere nel MotoAmerica Superbike, dove ha dominato l’ultima parte di stagione con quattro successi e che ha avuto il traino di Ben Spies.

Ormai, in attesa delle ultime tre gare di stagione, lo sguardo è già ricolto al futuro con due team che stanno già mettendo carne al fuoco in ottica 2020.

Uno è Ducati con Scott Redding, fresco campione del British superbike, che è già in pista a Valencia per il primo approccio alla V$ in versione WSBK. Redding dovrà soprattutto abituarsi ad un ruolo dell’elettronica molto più marcato rispetto alla moto guidata quest’anno e inoltre dovrà iniziare fin da subito a capire cosa non va e che indicazioni dare ai tecnici per migliorare la moto in staccata e percorrenza di curva.

immagine da tuttomotoriweb.com

Avendo un trascorso da pilota MotoGP dovrebbe incontrare più o meno le stesse difficoltà di Bautista, al netto del diverso stile di guida. Di sicuro la scelta Ducati è stata molto coraggiosa, cambiare un pilota vincente con uno di talento ma che è un pò un salto nel buio e considerando che l’obbiettivo è affondare la corazzata Kawasaki-Rea. In bocca al lupo!

Anche Honda sta tenendo fede ai propositi di rivincita testando la nuova CBR a Suzuka. Moto con livrea camouflage e pilota “anonimo” rappresentano il primo vero debutto della nuova Fireblade, in attesa della presentazione ufficiale all’EICMA di Milano i primi di Novembre.

immagine da moto.it

Si può già dire che la nuova moto avrà il 4 cilindri in linea a fasatura variabile. Molte le “chicche” prese dall’esperienza moto GP come le alette, un telaio a doppio trave di alluminio e nuovo forcellone. Insomma, l’arma totale per riportare il mondiale ad Hamamatsu è pronta per dare grattacapi ai suoi avversari.

In tutto ciò, la Kawasaki cosa fa? Indiscrezioni sembrano suggerire che anche la casa di Minato stia pensando ad un profondo aggiornamento della ZX-10R, in primis dal punto di vista motoristico cercando di incrementare i poco più 200CV al momento a disposizione e mettersi in pari con la potenza del V4 Ducati.

Intanto godiamoci le ultime gare della stagione 2019 e speriamo di avere un campionato ben più combattuto nel 2020.

*immagine in evidenza da pirelli.com

Rocco Alessandro

0

2019 WSBK – ROUND D’ARGENTINA

Il mondiale superbike fa tappa a El Villicum, Argentina, per il penultimo appuntamento di una stagione che vede in palio il solo titolo costruttori dopo l’assegnazione di quello piloti a Magny Cours.

Sulla carta l’appuntamento argentino dovrebbe sorridere a Ducati in quanto il tracciato presenta un lungo rettilineo che dovrebbe consentire alla V4 di esprimere tutto il suo potenziale.

Di contro c’è il fatto che Bautista non ha mai corso su questa pista, per cui dovrà sprecare un po’ di tempo nelle libere per imparare le traiettorie giuste e più redditizie. Considerando il fatto che nel 2018 Rea ha fatto doppietta a El Villicum (che novità eh?), si capisce come il compito per Bautista sia, anche quì, piuttosto arduo.

Rea, fresco del suo quinto mondiale, arriverà con la mente piuttosto libera e voglioso di chiudere alla grande la stagione. E’ risputo quanto ci tenga la casa giapponese ad affermarsi tra i costruttori per una doppietta da ricordare considerando anche la vittoria nella 8 ore di Suzuka.

Anche per Davies sarebbe importante chiudere l’anno con delle buone prestazioni per avere il giusto slancio per la stagione 2020. Troppi errori e troppi problemi di adattamento alla nuova V4 per il gallese che deve davvero resettarsi in vista del prossimo anno.

immagine da proskins.co

Chi invece non siederà più sulla Kawasaki ufficiale è Leon Haslam che lascerà il posto con tutta probabilità ad Alex Lowes in uscita da Yamaha Pata. L’incertezza sul futuro dell’inglese era tanta e alla fine si è concretizzato lo scenario più probabile. Da capire se ci sono opzioni per restare in SBK oppure fare dietro-front per il BSB.

Sarà interessante valutare la competitività Yamaha su questa pista, considerando i recenti ottimi risultati e il fatto che tre piloti si giocano il terzo posto nel mondiale. Due sono i piloti ufficiali Yamaha e il terzo è il fumantino Razgatlioglu su Kawasaki privata, che ne ha fatte di ogni a Magny Cours, nel bene vincendo due gare e nel male buttando a terra Bautista in gara 2.

immagine da tuttomotoriweb.com

Si spera possa essere della partita anche la BMW, grande incompiuta di questa stagione, moto che prometteva molto ma ha raccolto, in prospettiva poco. Sykes ha appena rinnovato e sarebbe un bella spinta per il 2020 finire l’anno con delle buone prestazioni.

Honda ormai sempre più proiettata al campionato 2020, in pista praticamente solo per fare numero.

Come detto, ci si avvia alla conclusione di una delle stagioni più strane della SBK, praticamente spezzata in due con due domini incontrastati che si sono susseguiti, quello di Bautista nella prima parte di stagione e Rea nella seconda. La differenza l’ha fatta la costanza e la classe del campione, Rea, perfettamente in simbiosi con la sua squadra, la Kawasaki.

Dall’altra parte, alla classe di Bautista che nella prima parte di stagione ha nascosto le debolezze del progetto V4, non c’è stata una altrettanta capacità da parte della sua squadra di risolvere i problemi che si sono presentati. Due entità non integrate tra loro e a quel punto è stato un susseguirsi quasi tragicomico di errori e recriminazioni. Occasione persa e, a mio parere, rischia di esserlo anche quella del 2020, per le scelte che sono già state fatte.

*immagine in evidenza da formulapassion.it

Rocco Alessandro

 

0